Italiani in Australia

Inglese in Australia: quanto conta davvero all’inizio?

Episode 84

Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.

0:00 | 36:31

In questo episodio di Italiani in Australia affrontiamo senza filtri una delle domande più comuni: puoi arrivare in Australia senza sapere bene l’inglese o rischi di bloccarti subito?

Partiamo da quello che è successo a noi e a tante persone che abbiamo visto arrivare negli anni. All’inizio è possibile arrangiarsi, soprattutto in contesti molto “italiani” o in lavori entry level, ma questa comfort zone diventa velocemente un limite. L’inglese è quello che fa davvero la differenza quando vuoi cambiare lavoro, guadagnare di più o semplicemente sentirti indipendente nella vita di tutti i giorni.

Parliamo anche del tema scuola: quando ha senso investire in un corso e quando invece rischia di essere solo una spesa inutile. Condividiamo approcci più concreti per migliorare davvero, come esporsi il più possibile alla lingua, evitare di chiudersi solo con italiani e sfruttare ogni occasione per fare pratica, anche nelle situazioni più scomode.

L’idea chiave è semplice: non serve essere perfetti per partire, ma rimandare l’inglese è uno degli errori più grandi che puoi fare se vuoi costruirti qualcosa qui.

Ovunque voi siate e qualsiasi cosa voi stiate facendo, good luck guys :)

SPEAKER_01

Australia Con un sogno, due valigie e le dritte di mio cugino che ha fatto sei mesi a Brisbane Marzo agosto Poi tornato per nostalgia della nonna o della parmigiana E dai Mark il contro Dai non scherziamo E non firmo una spettacola ci arrangiamo il contratto a force promettere E tutti che sei contestare Hello hello benvenuti ragazzi a un nuovo episodio di Italiana in Australia io sono Silvia e ciao Monica ancora.

SPEAKER_02

Ciao a tutti, ciao a tutti, bello vederti. Vero, non vorrei dire però adesso: cioè, qui secondo me sei tu che la meni, perché è domenica e piove ancora. Basta, ma come mi stai dando dell'uccello del malaurio? No, perché tu organizzi la tua agenda della domenica in base alle condizioni meteorologiche. Ti arrivo a fare il podcast quando non posso andare in spiaggia. Ecco, quindi ci aspetteremo anche un tempo di merda nei prossimi episodi, secondo me.

SPEAKER_03

Beh, vuoi registrare il podcast col sole?

SPEAKER_02

La spiaggia sarebbe bello. Però. Anzi, tra l'altro, mi è venuta un'idea, però non la voglio spoilerare adesso e ne parliamo a porte chiuse poi però ricordami l'appunto. Vabbè, comunque non siamo qui per parlare di. Io sono curiosa e ti tieni la curiosità fino alla fine. Ma perché vengo trattata male? Ma perché oggi dobbiamo parlare in realtà di una cosa abbastanza importante? Ma un po' li più che visti è lifestyle oggi è lifestyle, ma secondo me è una cosa che tutti si sono in realtà chiesti quando sono venuto in Australia. Perché anch'io mi ero posta questo dubbio all'inizio, proprio inizio inizio inizio, perché quando se si torna indietro 12 anni fa, io l'inglese non lo parlavo. Quindi per l'inglese che mi era stato insegnato all'università non ero in grado di poter sopravvivere in un paese straniero. Tu sei proprio arrivata, base meno base arrivata in negativo. Non riuscivo a chiedere dove era la fermata del bus in aeroporto. Ti dico solo questo, era quei livelli lì. Perché io ho dovuto fare il Tuffel quando ero all'università. Chiaramente sì, perché serve come esame d'inglese, mi ricordo di averlo dato almeno tre o quattro volte prima di prendere? Sì, però prima di prendere un voto minimo, cioè giusto il necessario per potermi laureare, era l'ultima cosa che dovevo dare, l'ultimo esame. Quindi è stata dura. Vabbè, questo per dire che oggi parliamo di scuole sì o scuole no di inglese.

SPEAKER_03

Come parlare, come imparare e come barcamenarsi con quella che è la lingua parlata in Australia circa.

SPEAKER_02

Sì, perché poi la lingua parlata è chiaramente molto diversa da quella scritta o pacchetto accademica, certamente. Quindi, cioè secondo me è anche importante spiegare a chi ci ascolta a casa, ovviamente, perché è importante saperlo l'inglese, ma poi anche un po' magari quali sono i corsi, e poi se è eventualmente suggerito fare appunto questi corsi, oppure vedere di riuscire a imparare l'inglese da soli parlando, che poi è un po' quello che ho fatto io.

SPEAKER_03

Ma in realtà anche io ho imparato l'inglese per gli affaracci miei, nel senso, poi dipende sempre come la scuola che si frequenta, il professore che ti capita, va sempre un po' a fortuna, secondo me, quando sei in Italia e si viene approcciati o si hanno i primi approcci con la lingua inglese, no? Io penso di essere stata abbastanza fortunata perché ho sempre avuto dei professori bravi e di conseguenza un pochino sui libri, ma neanche tanto, perché poi in realtà non ero una a cui piaceva studiare tantissimo, era un po' un dico una capra perché non era una capra, però ero svogliatella. Nel senso che riuscivo a barcamenarmi nel sistema scolastico senza dover spendere le ore sui libri, ma non facevo il passetto in più per eccellere, facevo public relation a scuola. Infatti, prendevo un sacco di parole e l'inglese me lo sono imparato con la musica, nel senso che mi piacevano, ovviamente ero una monica piccola che ascoltava la musica, sai, le voi band, le Spice Girls i Backstreet Boys. Sì, sono vecchia e millennial, scusami, eh! E di conseguenza traducevo le canzoni perché volevo sapere di cosa parlavano e traducendo, cantando a squarciagola in camera mia, poveri miei genitori, ho imparato l'inglese poi facendo l'animatrice in Grecia un paio di stagioni, tra una cosa e l'altra, sai, se non si è timidi, bene o male, anche se si fanno errori ci si barcamena. Quando sono arrivata in Australia, sicuramente non avevo l'inglese di oggi, però riuscivo tranquillamente a parlare con un accento fortissimo, però chi se ne frega, mi capivano e riuscivo a farmi capire un po' di qua, un po' di là. Però oggi il tema che è interessante affrontare è quando davvero vale la pena di pagare una scuola, o quando invece possiamo riuscire a gestirci l'apprendimento della lingua vivendo e sopravvivendo, diciamo. Per esempio, tu, quando sei arrivata in Australia, non parlavo inglese fondamentalmente.

SPEAKER_02

Esatto, non lo parlavo è stato difficile perché non potevo chiaramente permettermi un corso di inglese perché sono perché così chiaramente hanno un loro prezzo, e allo stesso tempo giustificavo questa cosa che non potevo accedere a questi corsi a questi corsi, per una roba economica. Allora dicevo: non ce n'è bisogno di fare un corso d'inglese, riesci tranquillamente a impararlo? Te. Allora, la prima cosa che ho fatto, ho evitato italiani i primi due anni me lo sono imposta e è stato difficile perché io all'epoca lavoravo nella food court del Westfield di Bondai Junction, quella level five, e chiaramente è inevitabile che ci sono un sacco di italiani. Davvero?

SPEAKER_03

Ho lavorato al Westfield lì di Bondai Junction davanti al corso.

SPEAKER_02

Ah, pensa a te quindi giù, io ero su lì, io ero giù, e quindi vabbè, c'erano un sacco di studenti, e mi è capitato anche di conoscere un sacco di gente italiana che poi alla fine, visto che eri arrivata da poco e tutto quanto, tendevano a includerti e io lì ho sempre rifiutato perché poi era finita. Eh lo so, mi sono esclusa perché ho detto devo imparare la lingua. Quindi, e all'inizio facevo un sacco di fatica perché poi, avendo loro hanno lo slang, come abbiamo detto prima, si fa fatica capire, mangiano un sacco di parole, parlano in maniera molto veloce e io non riuscivo, no? Gesticolavo tanto, allora il mio inglese era molto basico, cioè quasi a livello. No, adesso i bambini lo parlano bene, però comunque era proprio a livello beginners, se no meno, no? Dopo un po' una cosa che io ho fatto e che secondo me mi ha aiutato parecchio, al di là che guardare i film in inglese col sottotitolo in inglese, quindi questo mi aiutava a capire cosa dicevano e anche come era scritto, e dall'altro lato, poi ho sempre chiesto alle persone che lavoravano con me di correggermi se io dicevo una cosa sbagliata, giusto. E mi ricordo, ti faccio un esempio molto pratico. Proprio in ospitality all'epoca, lavorando comunque in un fast food perché era un takeway di pasta e di pizza. Quando arriva un cliente nuovo, tu a parte salutare e poi dici, What would you like or What can I get you, qualcosa così, no? E io all'inizio non lo sapevo, allora chiaramente dicevo, What do you want? Che se a me adesso, What do you want? Io dico, è maleducatina, o il tipo rimango lì un po' così, no? Finché il mio capo dell'epoca mi ha sentito, mi ha preso da parte, mi ha detto Silvia, non puoi dire così, guarda, così me l'ha spiegato e mi ha detto: 'E' maleducato. E ho detto: ma no, ma io sto chiedendo che lui mi fa, no, se è un amico con cui tu hai tanta confidenza, ok, va bene. Anche se borderline borderline, mi fa, però in un contesto con una persona che non conosci, non puoi assolutamente dirlo, devi usare would, could tutti quei verbi mondali qua. E quindi da lì poi, chiaramente, io sempre ci devo ripensare, ci pensavo e cercavo di autocorreggermi. Un'altra cosa, chiedevo di correggermi su come io pronunciavo le parole, perché a volte le dicevo sbagliate e quindi automaticamente lo percepisci sbagliato.

SPEAKER_03

Diciamo che essere permalosi quando si impara qualcosa non è mai la scelta giusta, anzi, sono d'accordo con te, anche io all'epoca chiedevo a colleghi o amici, magari, che avevano un inglese migliore del mio, ed erano tanti, anche se lo parlavo, di correggermi, di dirmi se una parola la stavo usando nella maniera corretta o meno o se la pronuncia della parola potesse essere migliorata in qualche maniera ora, secondo me, quello che tu hai fatto è una cosa assolutamente lineare ed è una cosa che ha senso al 100%. Tuttavia, allora quando ha senso fare una scuola quando non serve pagare questo corso?

SPEAKER_02

Beh, di certo, secondo me la scuola ovviamente avrebbe accelerato un attimino il processo di apprescamento, perché comunque vedi c'è un professore che ti spiega il perché, il per come una cosa la puoi o non la puoi usare, ti fa vedere come è scritto, e poi dopo tu al di fuori la puoi applicare, c'è un minimo di teoria, comunque serve.

SPEAKER_03

Allora, secondo me la scuola è utile in vari scenari, per esempio, se sono una persona che detesta stare sui libri, per esempio, e magari imparare le cose da soli non è così semplice, soprattutto quando si arriva in Australia, secondo me, non voglio farne una questione di età. Tuttavia se si arriva in Australia sotto i 26-27 anni c'è un po' più di spugna, no? Nell'assorbire le cose, per esempio, anche mia sorella che è venuta qui ed era alle elementari, non ha mai parlato inglese prima, è stata qui un anno, alla fine dell'anno era madrelingua perché quando sei più piccolino, tendi ad assorbire. Ho amici che sono arrivati qui a 18 anni e ovviamente hanno fatto molto prima ad assorbire tutti i vari vocaboli, eccetera, eccetera, i modi di dire e quant'altro. Io sono arrivata, che già me la cavavo, non ero brava assolutamente, però andavo, chi arriva dopo i trenta riesce secondo me un po' più nel tempo quindi non è una cosa così immediata. Quindi la scuola in quel caso potrebbe essere un'opzione. Secondo me, è anche un'opzione per le persone che non sono super estroverse. Perché io, per esempio, vedo un sacco di clienti in consulenza o comunque anche persone con cui parlo normalmente magari sono qui da tanti anni e hanno uno scoglio per il quale non vogliono parlare in inglese o si imbarazzano a parlare l'inglese perché hanno paura di essere giudicati per come parlano, per la pronuncia o no, l'accento italiano, eccetera, eccetera. E ponendoti questi problemi, tu non riesci a buttarti in mezzo a quella che è una community fatta di persone magari madrelingua, perché magari con il francese che parla inglese al tuo livello, diciamo che problemi te ne fai meno perché dici: vabbè, dai, ce la raccontiamo a vicenda un po' come possiamo. Tuttavia, nel momento in cui entri in un contesto professionale che possa essere anche lavorativo, tante persone io noto o comunque me lo dicono, che si sentono proprio a disagio. La scuola ti sblocca perché? Perché tu sei in una classe, anche se sei appena arrivato, con delle persone che sono esattamente al tuo livello, perché? Perché la scuola d'inglese prima di inserirti all'interno di un corso, va a farti fare un test che non è l'IELS, non sono test a pagamento, eccetera. Un test interno alla scuola che ti colloca più o meno dove tu dovresti essere collocato, con ovviamente possibilità di andare avanti oppure di retrocedere se dopo la prima settimana non ci stai a capire niente, oppure se ci hai capito troppo fondamentalmente.

SPEAKER_02

E la scuola ti dà l'opportunità di sentirti un po' più a tuo agio, sì, questa cosa che hai detto mi sono rivista parecchio, perché tipo anch'io con il mio lavoro, quando sono arrivata, facevo fatica, non ho capito perché penso a scalciato il cuscino. Non lo so l'altra volta, ma ho fatto cattiveria, mobbing in qualsiasi maniera. Facevo fatica a spiegare quello che pensavo e mi sentivo a disagio, avevo paura anche a spiegare qualcosa del lavoro che magari ha indicato io di essere giudicata per gli errori e tutto quanto. Me ne sono uscita un po' come ti dicevo, perché appunto ho detto di aiutarmi cioè di correggermi e di venirmi incontro. Quindi mi sentivo più supportata da questo punto di vista, quindi poi, piano piano, però, ci sono voluti anni. Quindi è una cosa che mi hai detto: succede molto nel tempo, perché poi avevo già più di 30 anni quando ho preso questo lavoro. Quindi e ce n'era tanto da correggere perché poi quello colloquiale parlato vabbè, te la cavi, però poi quando inizia a fare quello più tecnico, un vocabolario di un certo tipo professionale esatto, quindi è stato difficile, è stato impegnativo, magari una scuola fatta a priori mi avrebbe aiutato da questo punto di vista.

SPEAKER_03

Sì, diciamo che ti dà un po' la sensazione di essere in quel nido sicuro, no? Ovviamente dipende sempre dalla tua personalità, da come insomma, anche dal budget perché una scuola d'inglese può costare 150-160 dollari a settimana, una scuola buona va sui 200 almeno perché? Perché ovviamente anche le scuole, come tutte le cose nel mondo, più costano, più sono buone, meno costano, meno servizi abbiamo fondamentalmente. È la regola un po'.

SPEAKER_02

Ma visto che hai menzionato scuole e corsi, facciamo una. Lo so che è difficile perché poi ce ne sono miliardi e tutte diverse. Tuttavia, se si può fare un riassunto di quanto dura un corso di inglese e un prezzo medio?

SPEAKER_03

Allora, il prezzo medio te l'ho appena detto, però di base di durata puoi sceglierlo: cioè è molto adesso, io non mi occupo di visti student come sai, mi occupo di pathway, eccetera, eccetera. Ho molta conoscenza nel reparto student perché ci ho lavorato per tanti anni, però di base il percorso, per esempio, di General English quindi come funziona, abbiamo ovviamente diversi tipi di corsi. Abbiamo il corso di General English che è un corso che consiglio prevalentemente a chi è appena arrivato, a chi deve un po' imbastire quello che è il vocabolario generico, a quello che vuole imparare l'inglese settimana dopo settimana. Certo, è un corso che tu ti puoi costruire un po' a piacimento. Alcune scuole ovviamente hanno un minimo che può essere di quattro settimane, altre magari ce l'hanno di due perché è un corso specifico per working holiday, alcune vanno settimana a settimana, dipende un po' in che visto si è e per cosa lo si fa. Il General English è un corso che di base parte dal beginner elementary e arriva all'Adanced, quindi fa tutto il percorso per intermediate, intermediate, per intermediate, e ovviamente ti dà delle basi sul parlato, sul linguaggio di tutti i giorni, ti fanno fare dei discorsi in classe. Insomma, ti apre un po' le porte a quello che è il mondo anglosassone nel parlato. Poi abbiamo dei corsi più specifici, per esempio, per chi ha voglia di iniziare, magari appena ha finito le superiori, vuole iniziare un percorso di studio universitario o ha voglia di fare un master in Australia, e di conseguenza ha bisogno di un gergo più accademico. Quindi capire come si può studiare in una lingua che non è la tua. In quel caso ci sono corsi quali l'Inglish per academic purposes. Quindi un corso d'inglese strutturato solitamente è di 12 settimane. Adesso non mi frustrate se è di 12, 11 o 14. Flageliai! E solitamente quel corso ti dà le basi per affrontare un percorso accademico. Quindi è più strutturato per chi vuole fare quel tipo di percorso, a differenza di un general English. Oppure abbiamo dei test dei test, dei corsi che sono, per esempio English for Business, che è un corso a pacchetto che invece ti insegna i vocaboli inerenti al lavoro d'ufficio, al lavoro professionale, che non è una cavolata, secondo me può essere molto utile. Oppure ancora abbiamo dei corsi o dei pacchetti strutturati per passare il test inglese, cosa per la quale tanti hanno difficoltà. Per esempio, abbiamo il corso di preparazione all'IELS, il corso di preparazione Cambridge, dove poi fai il test.

SPEAKER_02

C'era anche quello al PT dell'esame che avevo fatto io.

SPEAKER_03

Sì, non lo offrono tutte le scuole. Di solito offrono IELTS Cambridge come corsi principali e sono utili perché ti insegnano ogni settimana a andare verso un voto più alto in base al tuo risultato preliminare per passare l'Inglish test sia nell'academic version che nel general, e tra l'altro ogni settimana di solito il venerdì, se non erro, fanno il mock test. Quindi ti siedi di fare il test e ogni settimana riesci a vedere più o meno che banda sei riuscito a prendere per il test che ti serve, perché poi ricordiamoci che i test inglesi ci servono non solo per essere ammessi, magari a un master, però possono essere utili. Anzi, sono utili in questi skills in demand, skill visa, eccetera, eccetera.

SPEAKER_02

Io sì, dovevo dare l'esame di inglese per il mio visto, era lo skill independence, all'epoca e anche per l'accesso al master. Che però quello, avendolo fatto prima non mi ricordo per cosa. Il voto era ancora valido, non era ancora scaduto. Perché chiaramente questi esami hanno una data di scadenza, e allora l'ho usato, però poi l'ho dovuto ridare per il visto, comunque era normale.

SPEAKER_03

Però ecco, la scuola non è da scartare per chi ha delle esigenze specifiche. Poi vero, è che se veniamo a fare un'esperienza un po' così naif di vacanza, lavoro, andiamo in farm, andiamo a lavorare in ospitaliti, eccetera, eccetera. L'inglese lo si può anche imparare andando avanti. Per esempio, io non ho mai evitato gli italiani, anzi, mi ci divertivo, mi ci trovavo bene. Poi che avessi amici francesi, belghi o belgi dalla regia aiuto! Mi sono dimenticata l'italiano. Provenienti dal Belgi provenienti dal Belgio, mi piace questo aggiornamento, e oggi sono dislessica, ma faccio un cuccino di cocchino freddo, è giusto? E di conseguenza, sì, avevo amici un po' da tutte le parti, però io gli italiani li ho sempre avuti attorno, ma perché secondo me non mi ponevo neanche il problema di fare errori con l'inglese?

SPEAKER_02

No, ma non è quello, è che, cioè, stando con il mio pensiero di base è stato stando con un italiano, io parlo italiano. Di certo non mi metto a parlare inglese con italiani, quindi se passo la maggior parte del tempo con loro, automaticamente non riesco a impararlo. Io ero in tanta avevo tanta difficoltà, ma perché io ero proprio dipende dalle circostanze.

SPEAKER_03

Io, per esempio, che riuscivo a parlare, non me ne mai frecata in più. Ma infatti adesso, come ben sai, si dia solo amici italiani, ignora tutti.

SPEAKER_02

Sì, è il contrario, ma perché chiaramente adesso non è più un problema. Ho iniziato a riaprire i portoni quando effettivamente l'inglese era leggermente migliorato. Me l'ero imposta, mi ero data un paio d'anni più o meno come tempistica, ma perché proprio a me mancavano le basi, perché tu appunto hai avuto modo di impararlo in qualche modo, mentre invece per le scuole che ho fatto io, anche l'università ovviamente non ti preparava, dovevi semplicemente dare il tuo esame, potevi scegliere Trials e mi pare un altro, il Cambridge, credo, era uno dei due: però non c'era un corso per questo. Infatti, io mi aspettavo ci fosse comunque un corso, come un corso che magari puoi avere la materia di chimica, strutture, che cazzo ne so, progettazione. Invece, poi quello non c'era. Dovevi solo dare l'esame, che ti dovevi chiaramente affidare un niente esterno, ti iscrivevi, pagavi e ti dirò di più una volta sono anche arrivata nella sede sbagliata, quindi il mio nome non era neanche in lista! E ho perso i soldi.

SPEAKER_03

Arrivata in ritardo la prima prova di maturità, te l'avevo detto. Pensavo fosse alle nove, invece era le otto e mezza, tu fresca no, ma io ero tranquillissima, io ero lì praticamente in macchina con la mia musichetta. Stavo ascoltando i Dire Straits. Mi chiama una mia compagna di classe, mi fa: Manica si può dire una parolaccia, Manica, dove diamine sei, non la diciamo, ma ha detto altro: dove sei? Siamo tutti in classe e ti stiamo aspettando, io pensavo fosse solo agitata e mi stessa aspettando del caffè.

SPEAKER_02

Non è partito l'esame, erano come.

SPEAKER_03

Ho corso come una pazza, ho fatto una strada che dovevo fare tipo in un quarto d'ora, in otto minuti. Ho tirato un'accelerata col pandello. Sono arrivata a scuola e è arrivato il fratello perché io ero una scuola cattolica. Sono venuta a prendere il fratello e mi ha dato un coppino. Mi ha detto: è cazzo! Mio padre è felicissimo perché hanno chiamato anche lui. Felicissimo! Ciao, papi, signor Gasparotto non va bene. No, me devi sempre far riconoscere. Ma perché crea un po' di brio, insomma, dai, mi sono dovuta sedere in prima fila, per fortuna, l'italiano, anche se oggi non si direbbe, era una delle mie materie preferite e che mi riusciva meglio, di conseguenza, sono andata, ho preso il massimo dei votini in italiano. Perché poi tanto compensavo con quella di matematica, che era la seconda prova, perché ero lo scientifico, dove ho preso il minimo, ho scritto nome, cognome e grazie, cari saluti.

SPEAKER_02

Io gli esami di maturità, sai che ho un vuoto, non me li ricordo. Mi ricordo che erano in questo corridoio enorme e poi mi ricordo il laboratorio pratico. Cioè, realmente mi ricordo, ho fatto l'artistico. Quindi, chiaramente c'era la materia che dovevi progettare.

SPEAKER_03

La regia sta ridendo sull'artistico.

SPEAKER_02

Cosa ridi? Era complicato però matematica, l'italiano così ho un vuoto, non credo da aver fatto.

SPEAKER_03

Io ero lo scientifico, matematica 4 tutti gli anni: grande per fortuno i debiti non era obbligatorio passarli in research ero ancora lì.

SPEAKER_02

Però quando, per esempio, vabbè, però non l'università però al liceo l'inglese non è mai stato il mio forte. Anche lì per come l'avevano insegnato a noi, capisco le difficoltà che poi ho fatto.

SPEAKER_03

No, no, ma certo, ma infatti da tanti tanti fattori. Ovviamente, però lo ricordiamo: qui si parla inglese per quanto si possa fare community comunque con gli italiani, eccetera, eccetera, ed è tutto bellissimo. Ci si deve anche destreggiare nella vita di tutti i giorni che possano essere le uscite al supermercato per fare la spesa, l'affitto, il landlord, quindi l'agente immobiliare che ti fa lì per la casa, insomma, saper leggere, oddio, adesso c'è la tecnologia, cioè c'è GPT che traduce un po' tutto. Però di base che all'epoca nostra vero nada, ce la siamo sudati.

SPEAKER_02

Sì, però sti cazzi il cervello funzionava di più adesso, perché comunque per quanto io possa apprezzare le AI e non voglio iniziare a parlare di AI, se no, finiamo tra 20 giorni. Però almeno c'era più quel pensare critico per risolvere i problemi e logica, capito? Adesso il cervello secondo me non riesce più a pensare. Dice, vabbè, chiediamoci a GPT che ti dà la soluzione, sbagliato sbagliato a volte, perché lei tendenzialmente ciò GPT ti dice sempre: è come la domanda gliela fai tu, però tende a non contraddirti mai, no? Anche quando tu gli fai una domanda e sai la risposta sbagliata, lei non ti contraddice, poi tu le dici: Ah, ma guarda, che non è così. Ah no, scusa, è vero, e poi ti corregge, e tu sei lì che dici: no, comunque vabbè, sai cosa però se potessi tornare indietro tipo a 12 anni fa, onestamente, anche un corso piccolino l'avrei fatto perché avrebbe accelerato un po' di più l'apprendimento. E non dico perché poi non so, non c'è una soluzione giusta o sbagliata in questo caso, perché secondo me deve essere un pochino tailorizzato sulla persona.

SPEAKER_03

Che è qui: ma anche quello che si sente la persona in base alla personalità che la persona ha, perché abbiamo parlato prima di chi si può sentire a disagio magari nel parlare, quindi ha bisogno di una piccola spinta. Chi arriva qui da solo, magari e ne ha più bisogno anche per conoscere gente perché poi la scuola è anche un po' un networking perché fanno molto gruppo, è vero? Fanno gruppo, escono insieme. Poi magari uno lavora di qua e trova al lavoro a quell'altro. Cioè, diciamo che la scuola di base è una bella spinta. Io ho lavorato in una scuola di inglese per un anno e facevo un po' il buffone di corte, lo student engagement office. Quindi organizzavo le attività per gli studenti di questa scuola d'inglese, ovviamente tutti adulti, nel senso, era una scuola per Working Holiday e Student Visa. Li portavo in intervalle, li portavo a Jervis Bay, li portavo, no, una gita in intervalli. Tutto il resto era un po' ovunque, abbiamo fatto il surf camp, eccetera, eccetera. E quello che notavo è che proprio si crea un bellissimo ambiente dove le persone si danno tantissimo una mano, non l'altra, anche perché capiscono la difficoltà che magari una persona può avere e cercano di dire: ma no, it's ok, va bene perché si crea questo safe space, safe environment in cui loro sanno, come hai detto tu prima, di non essere giudicati e possono sentirsi anche più liberi di sbagliare.

SPEAKER_02

È molto umano molto umano.

SPEAKER_03

E in più trovi comunque persone che io lo dico sempre, una cosa che mi piace tantissimo dell'Australia: che non avrei mai conosciuto in vita mia se non fossi stata qui. Perché sei in classe con o lavori con il colombiano, il cileno, l'italiano, il francese, il norvegese, il finlandese, l'americano, magari in una scuola di inglese e l'americano, però di base riesci ad essere in un contesto molto bello dove comunque apprendi non solo la lingua, ma riesci anche un po' a sopravvivere a quel distacco, e ne abbiamo parlato in una delle puntate, del distacco un po' emotivo che tu puoi avere con l'Italia, no? O comunque con casa, perché a volte ci si sente anche un po' soli, no?

SPEAKER_02

Sì, e quando magari si cadono in questi momenti in cui ti manca casa, ti senti solo così magari metti anche in discussione la scelta che hai fatto, mentre invece facendo tanto gruppo con queste persone che riconosci che sono al tuo livello e non c'è niente di sbagliato, perché comunque non è che uno nasce imparato, a meno che è madrelingua. Quindi nel senso, però ritrovandosi con gente che è allo stesso livello fa gli stessi errori, ti supporta e ti senti e dici: Oh, sai cosa?

SPEAKER_03

In realtà non devo avere tutta questa paura di sbagliare, perché poi in realtà non sono l'unica esatto, mi capiscono, la sto facendo a comunicare ed è una sensazione molto bella. Poi da lì a dire: Devo per forza parlare lo slang, andare dal Bogan, si può dire Bogan, e capire tutto quello che mi dice: no, ragazzi, io ve lo dico, a volte il boganaccio, quindi quello che vive nelle campagne australiane che parla tu, non so neanche cosa dire, io le battute a volte loro non le capisco, ma non è che mi interessa capire perché non mi corride.

SPEAKER_02

Tuttavia, faccio finta di niente no, però volevo un attimo, visto che stiamo andando un attimino nell'ultima parte dell'episodia: sì, perché poi quando si parla, secondo me parecchio, no, concretamente che consiglio pratico vuoi dare, per esempio, a chi è proprio principiante, o piuttosto che chi magari ha già qualche base, cosa consiglieresti?

SPEAKER_03

Prima di tutto non abbiate paura, ricordatevi che chi vi parla in generale, a meno che non sia proprio una persona disastrata mentalmente, capisce che l'inglese non è la vostra prima lingua, e anzi, io ho trovato di molto bello in Australia che anche i madrelingua australiani, piuttosto che irlandesi, inglesi, scozzesi, sono molto pazienti e molto supportive nel dialogare con persone che non sanno così bene la loro lingua, capiscono che la persona in difficoltà, anzi, anche a me è capitato personalmente, perché ripeto, non sono venuta qui da Madrelingua, cercano di aiutarti, cercano di darti il vocabolo, la parola, cercano di coprire o di finire la frase, cioè sono molto tolleranti e molto propensi ad aiutare e a far crescere comunque la comunicazione. Secondo me, la cosa da non fare è non aver paura di esporvi perché vi sentite che avete l'accento italiano, che tra l'altro per me è quasi un plus nel senso che l'accento italiano piace. Quindi mettiamoci via questa cosa dove oh mio dio, l'accento italiano. Acento italiano e accento italiano: mio marito, che parla l'inglese da dio, parla peggio adesso che non prima, perché adesso ha deciso che lui vuole far sentire l'accento italiano perché gli manca, e ha deciso che lui non vuole più avere la cadenza americana che aveva prima perché ha vissuto in America. Io invece, per esempio, ho fatto il contrario, avevo tanto l'accento italiano, adesso sono diventata un po' bogana anch'io in realtà. E ogni tanto dico: Mamma mia, come parlo! Sembra un cane che abbaia. Però ho capito, non vi fate problemi.

SPEAKER_02

Il tempo un po' l'accento si perde. Io un pochino l'ho persa, però comunque mi rimane. Secondo me è un po' in giro. Ogni tanto la battuta te la fanno. Però a me non interessa. Ma chi se ne frega, io vado fiera del mio paese.

SPEAKER_03

Ah no, io non ho più l'accento italiano, quello sto dicendo più. No, mi è andato via, ma non perché l'avessi voluto, ma perché a forza di parlare con gli australiani mi è venuto quell'accento lì. E adesso mi sembro un po' quando parlo in inglese dico: mamma mia, che classe!

SPEAKER_02

Allora devo evitarvi ancora per un altro annetto orribile!

SPEAKER_03

No, ma a me non piace, preferisco sentire l'accento italiano. E non vi fate problemi se non conoscete al 100% la grammatica. Buttatevi tanto alla fine, ripeto, anche se una persona estranea non dovesse capirvi, vi dà una mano. È difficile che vi guardino male, cercate di aprirvi alla realtà, cercate di buttarvi e se proprio non ce la fate, non c'è problema, ci sono le scuole d'inglese e pian pianino vedrete che la confidence vi arriva.

SPEAKER_02

Che poi, comunque, questa, cioè è proprio il punto in cui la persona impara di più perché impari nel momento in cui sei realmente in difficoltà, e quindi se la gente ti aiuta o ti spiega, realmente ti rimane proprio in questo testo e l'ho trovato come metodo di apprendimento molto.

SPEAKER_03

Molto valido, almeno contando testo nel frattempo, vabbè, comunque questo l'inglese lo sa perché è nata qui. Sì, lei sì, è nata qui anche se non lo ascolta.

SPEAKER_02

No, ma lei alcune parole in inglese le sa in realtà, capisce risponde a stimoli, va bene, va bene.

SPEAKER_03

E allora l'inglese abbiamo capito che è fondamentale, ma non c'è ragione di vergognarsi nel parlarlo nella maniera sbagliata, incorretta o non al 100% proficient.

SPEAKER_02

E soprattutto di scegliere quello che secondo voi è più giusto per voi stessi. Quindi non è che c'è proprio o è bianco o neo esatto, si fa la scuola o non si fa la scuola, ognuno di noi ha avuto esperienze diverse, tutte valide e tutti siamo comunque arrivati a impararlo in un modo o nell'altro. Si tratta solo di capire qual è il fit giusto per noi.

SPEAKER_03

Fateci sapere se vi è piaciuto questo episodio nella vita di questi giorni, l'inglese, eccetera, eccetera, e dateci dei consigli o dei suggerimenti se avete dei temi che vi piacerebbe fossero trattati nei prossimi episodi.

SPEAKER_02

Quindi, per questo potete iscriverci a italiani.depodcastgmail.com oppure scriveteci sulla nostra pagina Instagram che non pubblicizzo mai. Oppure, se volete, potete anche mettere un commento su Spotify e i controlli vengono chiaramente filtrati, controllati e poi pubblicati sulla nostra pagina profilo. E se anche avete quei due secondi in più per piacere, dateci 5 stelle review. Ho notato che ci sono state più review, la nostra percentuale sta salendo. Grazie ragazzi, di feedback positivo, quindi sono molto contenta di questa cosa, non ve l'avevo ancora detta, ma infatti è una sorpresa, grazie a tutti.

SPEAKER_03

Va bene, io sono ospite in realtà e basta. Però sono molto contenta. Vuoi dare anche la tua mail, anche se non abbiamo parlato di tecnicismo? Se avete bisogno di una scuola d'inglese, in realtà più che contattare me, potete contattare l'altro business che ho che si occupa prevalentemente di corsi di studio sia per Working Golide che di Studio Invisa, quindi potete scrivere ad info chiocciola ottoeducation.com.au e troverete Fabio e Giulia che saranno felicissimi di rispondere a tutte le vostre domande ed eventualmente a indirizzarvi anche in privato piuttosto che a una scuola d'inglese fosse anche per qualche settimana. Se invece volete fare una consulenza migration, potete scrivere ad info chiocciola migration.com Ciao Silvia, ciao a tutti, è stato bellissimo. Grazie per avermi occupato.

SPEAKER_02

Alla prossima, speriamo migliore. Non sono, io lo giuro. Grazie, alla prossima, ciao.

unknown

Aspetta, ciao.