Italiani in Australia
Benvenuti su Italiani in Australia, il primo podcast senza filtro in cui si parla della quotidianità e delle sfide dell’italiano all’estero. In ogni episodio toccheremo vari argomenti, tra cui: logistica, visti, stereotipi e (a volte) consigli utili.
Ovviamente il tutto sarà uno spunto per cercare di aiutare il più possibile i nostri connazionali ad ambientarsi nella terra dei Canguri!
Rigorosamente tutto in Italiano e ovviamente a volte in inglese!
Ovunque voi siate e qualsiasi cosa voi stiate facendo :)
Silv + OTTO Migration
Italiani in Australia
Quello che dieci anni fa (magari) non avresti mai fatto; e adesso è normale.
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
In questo episodio dell'Apericast, Silv e Marco si ritrovano a casa di Monica e Marco e Monica poco prima di andare all'Italian Ball, una serata di gala che celebra i business italiani in Australia e finiscono per parlare di tutto quello che, senza accorgersene, hanno smesso di trovare strano.
Salutare la cassiera al supermercato. Uscire in pigiama. Togliersi le scarpe prima di entrare in casa. Lasciare il computer incustodito in palestra. Guidare dieci ore e trovarsi ancora nello stesso posto. Spendere cinque dollari per un caffè senza farsene un problema. Usare il barbecue quattro volte a settimana come se fosse il fornello. Aprire le finestre e..non chiuderle più.
Cose che, dieci anni fa, magari non avresti mai fatto. E che adesso sono semplicemente la tua normalità.
Ovunque voi siate e qualunque cosa voi stiate facendo… buon ascolto 🎧
Ragazzi, alla nuova puntata della Picast qua, italiana in Australia. Io sono Silvia e ovviamente sono qua con Marco che ancora ci ha ospitato a casa sua e di Monica. Buon pomeriggio!
SPEAKER_00Grazie, e altrettanto sono ancora sobrio.
SPEAKER_01Come sei ancora sobrio?
SPEAKER_00La rimedieremo presto.
SPEAKER_01Vogliamo dire cosa succede stasera perché è un evento diverso che forse un po' si ricollega anche al tema di cui voglio spacchettare stasera.
SPEAKER_00Spacchettiamo stasera, andiamo all'Italian Bowl. E che cos'è questo bowl?
SPEAKER_01È una sorta di tipallo, gala.
SPEAKER_00Serata danzante.
SPEAKER_01È una serata danzante dove ovviamente si beranno tantissime cose. Buone.
SPEAKER_00È una serata di gala nella quale vengono celebrate le aziende italiane in Australia si cena al tavolo, poi c'è una festa, ci sono varie esposizioni di chi importa prodotti italiani all'estero in Australia, in questo caso, si fa festa tra di noi.
SPEAKER_01Infatti, è la cosa molto bella perché ovviamente l'azienda di Monica si è presa questo incarico di prenotare questo tavolo. Ma quello che a me piace e che mi ha fatto riflettere anche un po' per introdurre l'argomento di questa sera, che chiaramente questo gala celebra quella che è un po' la nostra cultura italiana, i business italiani e un po' quelle che sono quelle cose che fanno parte della nostra quotidianità e della nostra normalità. Però c'è da dire, e questa è una cosa curiosa, perché dopo un tot di anni che noi siamo qua e che viviamo in Australia, cioè almeno per quanto riguarda me, mi sono accorta che molte delle cose che prima facevo, le sto cioè quelle che fanno parte proprio dell'italianità vera, magari le sto un po' abbandonata.
SPEAKER_00Mi scatta gli esempi, dimmene una.
SPEAKER_01Ma tipo per esempio, quando vado al supermercato e sono alla cassa, ok, dico sempre: Hey, how are you? Cioè, ok, non mi interessa di chiedere come sta quella persona. Tuttavia, è una questione di educazione. In Italia, tendenzialmente, almeno a crema, vai in cassa, ignori la cassiera, dai i soldi.
SPEAKER_00Lì non so se sia una. Apro una parentesi. Non so se sia una questione regionale. Perché io, come te, tra l'altro, siamo nordici, quindi per definizione più freddi. Molto freddi, a me non interessa cosa succede nella tua vita, non me ne è mai fregato niente. Che cosa c'entra?
SPEAKER_01Nel senso che non ho il ti stai riferendo a lo scalino del.
SPEAKER_00Allora partiamo dal presupposto, qui quando incroci qualcuno anche se non lo conosci, prendi l'ascensore con uno sconosciuto.
SPEAKER_01Incroci lo sguardo, e ti parte il Hei, è vero, e a me è successo anche mentre passeggiavo pesso, che la gente magari ti sorride, ti saluta. Lì è il cane. È vero, magari lì è il cane, ok. No, non calza l'esempio.
SPEAKER_00Il cane rompe il ghiaccio, però, se ti trovi, ad esempio, per me l'esempio era dell'ascensore, perché quello che mi è successo la prima volta e mi sono trovato non a disagio, ma nel blocco di non sapere cosa rispondere era la mia prima settimana in Australia. Stavo andando a trovare un amico a Pirmont e ho preso l'ascensore. Questo era l'ottavo piano, sale un tizio e mi fa: Hey, how are you going? Nella mia testa mille cose, tipo, ma lo conosco, l'ho già visto.
SPEAKER_01Quello è successo anche a me. Infatti, poi dopo un po' dici: ah no, ok, è una questione di formalità di educazione.
SPEAKER_00Però, sì, è una cosa che noi, perlomeno, io da milanese non ce l'avevo da una cassiera piuttosto che ti trovi con qualcuno, facevo, facevo il gesto sollevando il mento, esatto, esatto.
SPEAKER_01Poi sai un'altra cosa che a me fa diverso, che la gente ogni tanto va fuori in pigiama. L'altro giorno, mentre stavo uscendo dalla palestra, è arrivato questo ragazzo asiatico con un accappatoio di quelli fluffi, e tranquillamente se la passeggiavo lì. Probabilmente abitava sopra, è sceso per prendersi un caffè e questa è una cosa impensabile altrove qui è normalizzata e ti dico la verità: a volte sono uscita anch'io in pigiama a passeggiare presto.
SPEAKER_00Che ci sta, io non ne ho mai visto il problema neanche in Italia, io me ne sono sempre sbagliato.
SPEAKER_01No, ma in Italia non si vede, non mi pare di vederlo.
SPEAKER_00No, infatti, quello era il presupposto. Nel senso, in Italia sarà che siamo legati comunque a tenere un'immagine, magari le signore di più che gli uomini, ma a me non me ne è mai battuto un tipo.
SPEAKER_01Ma secondo te perché noi a casa non normalizziamo la maglietta più bella dell'universo. No, perché noi a casa non normalizziamo queste cose che poi in realtà sono normalissime. Cioè, non ci vedo niente di male nel fare, nel avere questo.
SPEAKER_00Anche lì, forse. Correctmi five wrong. Potrebbe essere una cosa anche lì regionale, nel senso, io a Milano ne ho viste di ogni. Sempre. Gente che usciva in pigiama in acca, ma alcuni magari erano malati di mente. Tuttavia, nel senso, nessuno si è mai fatto troppi problemi a uscire come cazzo, gli pare. Magari se vieni da una realtà un po' più piccola, dove la gente guarda, giudica, parla, sparla, eccetera, ci fai due problemi, due problemi a uscire con la ciabina, con l'abbinamento che non è perfetto.
SPEAKER_01La ciabattina non è vista benissimo da dove vengo io, però si può chiudere un occhio. Non lo so, qualcos'altro che secondo te è una cosa che viene normalizzata, mentre invece magari in Italia potrebbe essere un po' diversa.
SPEAKER_00Parliamo di prodotti. Ma qualsiasi cosa? Allora, aspetta, atteggiamenti. C'è da fare tante distinzioni perché, comunque, noi alla fine, essendo qua da tanto tempo, nel senso, negli ultimi dieci anni io mi sento che sono anche cresciuto qua. Quindi io non sono la stessa persona che ero quando sono arrivato qua. Avevo 20:30 anni. Ah, sono arrivato qua appena fatti 30, ok, poco tardi.
SPEAKER_01Avevo magari una mentalità più infantile mentre adesso era uomo, certo, e quello può fare la differenza: assolutamente.
SPEAKER_00Infatti, mi trovo molto più, vivo la vita in una maniera più adulta. Mi interfaccio con persone di qualsiasi età, sono anche più bacchettone, magari sotto certi aspetti, mai tu. Ma tu mai, io no, mai ormai, ah, un'altra cosa è vera, è questa ha un aneddoto su quello: le distanze, le distanze in Australia, ok, qui se dobbiamo andare a fare un macchina che ne so la cross the road la cross the road che sono 45-50 minuti, ma poi ti cambia la concezione e l'aneddoto è questo: quando siamo andati per la prima volta insieme in Italia, io e Monica, ed era durante il Covid, proprio a causa del Covid, avevano cancellato. Nevano a prendere un aereo da Venezia a Parigi, quell'aereo c'era il Covid, è stato cancellato, grazie, e allora ci è venuta la curiosità: ma quanto è lontana Parigi in macchina? Cosa erano 8 ore, 9 ore, 10 ore? 10 ore, 10 ore, io posso guidare 10 ore, ma che problema c'è, ok, una tirata, però si fa una pausa, devi 16 caffè, però è umanamente fattibile, ho fatto di peggio in Australia, ho guidato 13 ore, ok in una notte, dove andarli, Darli Bitch a Brisbane e l'eventful natale dell'anno scorso, giusto?
SPEAKER_01Era quello?
SPEAKER_00Guarda, in mezzo al nulla cosmico col ruotino con i canguri che attraversavano la strada. È una di quelle cose da fare, ma che non rifarei.
SPEAKER_01Beh, ma perché il tempo era un pochino così. Ma tornando indietro alle 10 ore di macchina, perché stavi parlando delle distanze, poi le distanze.
SPEAKER_00Sì, nel senso, qua guidi 10 ore sei sempre fondamentalmente nello stesso posto, sempre il News in Italia, guidi 10 ore. Sei hai già passato 15 paesi diversi, hai sentito 30 lingue diverse, 70 dialetti diversi, sei totalmente in un altro mondo.
SPEAKER_01È vero, una cosa che ho notato qua su fattore distanze è che loro dicono: per esempio, across the road quando è realmente across the road, cioè dall'altro lato, però potrebbe essere da lì fino a un raggio di 10 minuti, no? Poi quando iniziano a dire not to far parte da un minimo di 10 fino a un massimo di un'ora.
SPEAKER_00Lo vedo, sì, c'è una baia in mezzo, però devo fare il giro della sono 40 minuti.
SPEAKER_01E poi un'altra cosa che secondo me proprio forse qua si parla anche un po' più di adattabilità in un posto che chiaramente non è il nostro, è che abbiamo normalizzato tutta una serie di cose. Per esempio, ti faccio un esempio stupido: il costo del caffè. Cioè, per noi, oramai è normale spendere intorno ai 5 dollari.
SPEAKER_00No, ma lì andiamo a sfondare una parete che il caffè, il caffè che prendi in giro è l'Orange Moca Frapuccino.
SPEAKER_01No, non è quello lì di Starbucks americano. È un caffè, io prendo un long black, un long black long black.
SPEAKER_00Che non c'è niente di più americano di un long black.
SPEAKER_01No, è un doppio espresso un pochino più allungato così ho il mio beverone e mi rimane un pochino nel tempo quando faccio il mio viaggio dalla palestra a casa.
SPEAKER_00Io mi dissocio.
SPEAKER_01No, non ti puoi dissociare, perché questa, vedi, è una cosa che ho normalizzato qui. A casa non verrei mai un long black.
SPEAKER_00Perché? Perché la gente ti tira le pietre?
SPEAKER_01Forse, però, perché semplicemente è una cosa normale per me qui. Il take away coffee qui adesso in Italia si inizia a vedere già un po' di più, però non è.
SPEAKER_00Avevano provato ad aprire uno Starbucks, scusa per una parentesi a Milano. Era durato niente, l'hanno chiuso. Poi hanno aspettato qualche anno, l'hanno riaperto, adesso sembra che stia durando, anche complice comunque il turismo.
SPEAKER_01Sì, beh, quei turisti, soprattutto anche asiatici.
SPEAKER_00Come hanno provato ad aprire Domino.
SPEAKER_01No, Domino. Tra l'altro, ieri che ho fatto il mio office 6, hanno detto Pizza is on us. E io avrò pensato: Vabbè, speriamo che l'abbiano ordinata, almeno quantomeno da Fratelli Fresh, che è across the road. E poi alla fine era troppo lontano, e alla fine hanno fatto questa mega delivery da Domino: cioè, una delle cose più chimiche in assoluto. Pizza un altro episodio sulla pizza in sé, secondo me.
SPEAKER_00Questo lo riprendiamo. Chiudiamo questa piccola parentesi sulla pizza, dicendo che a me Dominos non dispiace. No, ma dipende quale. No, ma devi uscire dal concetto di pizza, non è pizza esatto. Se tu smetti di pensare a Dominos come pizza, di colpo ti piace. È una porcheria.
SPEAKER_01È una cosa che mangi Hover. Che ho detto anch'io alle mie colleghe: questa è una roba che mangi quando sei in botta. Ecco, però non a un pranzo nell'ufficio.
SPEAKER_00Ma lì ancora ci può stare. Quando esci a cena con i tuoi amici italiani, sicuramente l'ultimo posto dove vai è Domus, cioè piuttosto vai a brucare l'erba, probabilmente.
SPEAKER_01Secondo te un'altra cosa che invece: scusa, chiudiamo il capitolo di caffè: i caffè costano una fucilata esatto, però c'è da dire che la qualità comunque secondo me è molto alta. Quando mi vengono a dire che il caffè, ma non lo so, secondo me il caffè. In realtà è buono, fa guerra, e all'Italia, onestamente, trovo una cura maggiore qua nel caffè.
SPEAKER_00Io vado dai due estremi perché per me il caffè lo è l'espresso e quello non lo bevo giungi da me, berlo in giro non ci penso neanche perché sicuramente bevo una schifezza, lo bevo solo a casa. Fuori bevo l'americanata, long black, no, quello fa schifo. Non si può bere.
SPEAKER_01Hai detto americanata o è il frappuccino caramellato: esattamente quello, quello con 3 miliardi di calorie, tappo le brucio cammino, ok?
SPEAKER_00No, bevo sì, o altrimenti, sai cosa mi piace da morire? L'ice coffee, che è semplicemente un doppio shot di espresso con un po' di latte, no, caramel syrup non ha niente latte.
SPEAKER_01Ah, ok. O nice ok, no, quello non l'ho mai preso, non lo so, non è ancora normalizzato nella mia esistenza. Quello è molto buono. Secondo te, passando dalle stelle alle stalle un attimino, una cosa che trovo qua molto più comune e frequente rispetto, per esempio, a casa, è il fatto che qui molte persone, ti direi, forse il 70% degli australiani si tolgono le scarpe prima di entrare in casa, adesso non so se è una cosa che è una questione di come siamo cresciuti noi, oppure è più anche una cosa culturale, perché, per esempio, da dove vengo io non c'è, non ho questa cosa di chiedere agli ospiti di togliersi le scarpe all'ingresso, soprattutto se hai gente che non conosco, eventualmente lo faccio, è un discorso con delle sfaccettature.
SPEAKER_00Perché, per esempio, qui in questa casa dove siamo adesso non me ne frega niente, nel senso, c'è il parché, male che vada, se hai le scarpe sporche, faccio passare il pino che pulisce per terra nella casa vecchia, c'era la moquette, mannaggia l'Australia. È vero, questa è una cosa terribile! Che c'è in Australia. C'è una media di 25 gradi all'anno e hanno la moquette, una roba tipicamente inglese dove ci sono meno 10 gradi.
SPEAKER_01È per assorbire il rumore. E anche per una questione qua, un assorbente sarà, si può fare una soletta sotto il parchero. Sì, però lo sai che i costruttori qui ragionano in un altro modo.
SPEAKER_00Ci arrivo io che non sono un costruttore, eh vabbè, comunque la mochette ovviamente è più sporchevole e più difficile da pulire, e lì sì, cioè, se magari fuori piove, tu entri in casa con le scarpe inzaccherate, non gira un po' a lasciarmi le strisce di passaggio sulla mochetta.
SPEAKER_01È perché comunque almeno le case in Italia da che mondo e mondo non siamo più negli anni 80 quindi la mochette non c'è più. Io mi ricordo che quando ero piccolina nella casa e a quanto pare c'era la mochette, poi i miei genitori l'hanno fatta togliere, però, quando sono entrati nell'appartamento hanno chiesto se poteva essere tolti poi dopo l'hanno comprato dopo. Però avevano chiesto se era una cosa che.
SPEAKER_00Io ho vissuto in quattro case in Italia in vita mia, quella dove fondamentalmente sono nato, Zera Moquette, quella dove poi mi sono trasferito a quattro anni con i miei genitori zero Moquette ed erano gli anni Ottanta. Poi sono andata a vivere da solo. Pavimento a casa in affitto, pavimento quello della nonna, con le piastrelle, quella roba là, si classico. E poi casa mia che ho comprato.
SPEAKER_01Il grass porcellanato il grass porcellanato e next level, adoro con degli inserti in mosaico. Il grass è il futuro, secondo me, è una cosa pazzesca. Va bene, ci sono altre cose che secondo te abbiamo imparato a normalizzare qua in Australia, visto che oramai siamo qui da quasi mezza vita.
SPEAKER_00Il barbecue è il barbecue, il barbecue in Italia era la grigliata, sì, ma il barbecue proprio come oggetto lo tiravi fuori in caso in occasione, no? Ok, cioè, nel senso, c'era l'occasione la Pasqua, piuttosto che pasquetta, il barbecue di pasquetta, la grigliata di pasquetta, piuttosto che il compleanno dell'amico in clima estivo da maggio a settembre che si ritrova, caccia il barbecue anche magari in un amico in montagna. Lui mi chiamiamo questo barbecue gigantesco. Quando andavamo su in inverno, cacciavo il barbecue ti scaldi anche, magari pieno di neve. Qui il barbecue, io lo uso quattro volte alla settimana.
SPEAKER_01Sì, perché voi lo usate anche nelle vostre è un'estensione della cucina. Certo, è vero, questo, questo è vero, perché comunque poi non so se sia una regola che tutti lo fanno. Per esempio, io qua il barbecue non ce l'ho, ma semplicemente perché il mio balcone non è coperto, quindi è troppo esposto alle intemperie. Quindi vabbè, però fosse stato coperto, sicuramente uno piccolino l'avrei usato, come dici tu, cioè, è un'estensione della cucina. Mentre invece, secondo me, a casa viene usato un po' più per quell'evento eccezionale e magari non viene sfruttato il potenziale al massimo.
SPEAKER_00C'è molto più la cultura del barbecue qua perché poi siamo magari lontani da quel livello di ossessione che hanno in Texas per dire il barbecue è vita, è proprio. come la pizza per noi non devi sbagliarlo. Però è molto comune, molto usato. Adesso magari io esagero con le quattro volte alla settimana. Però è comodo, c'ero lì di fianco, letteralmente a tre metri dalla cucina, esco fuori, butto su pollo, hamburger e i tuoi hamburger sono speciali, ma sempre in tema casa, una cosa che io ho trovato diversa, per esempio, da casa, ma che qua è normalissima.
SPEAKER_01La gente lascia tutto aperto, porte, finestre, qualsiasi cosa.
SPEAKER_00Sì, ma infatti una volta ho chiuso la porta di casa, non sapendo di aver lasciato le chiavi dentro, ma la sono tirata dietro, sono rimasto chiuso fuori, ho chiamato il mio vicino. Ho detto: ce l'hai una scala. Perché ho chiuso fuori, però ho fatto il climb dal balcone. E normalmente sì, ho le finestre aperte. Ladri all'ascolto, non è vero? Adesso le chiudo.
SPEAKER_01Questa è una cosa impensabile. Perché a volte io, magari passeggiando, sempre passeggiando pesto o comunque girando, vedi luci accese, porte aperte poi questi corridoi lunghissimi, e in fondo, la famiglia o quello che è che si stan facendo le loro cose. Tutto aperto, en plein air.
SPEAKER_00Ma c'è molta gente che anche uscendo di casa non chiude la porta di casa. A me è successo la prima volta che sono tornato in Italia, ho lasciato la moto parcheggiata davanti a casa, per carità, errore mio, non volevo farlo, ho lasciato le chiavi dentro la moto. Sono stato in Italia tre settimane, sono tornato.
SPEAKER_01La moto era lì con le chiavi dentro veramente e questo è andato il culo, però, tendenzialmente ok.
SPEAKER_00Non lo rifarei. Non è una cosa da fare.
SPEAKER_01Però è successo, certo, ma ti dico la verità: io, anche quando magari vado in palestra col computer e lavoro da là, io posso lasciare il computer lì col telefono, tutte le cose, andare in bagno, andare giù alla colta, tornare su, e tutto è ancora lì. Non lo tocca nessuna.
SPEAKER_00La palestra dove vado io adesso ci sono le palestre tipo la fitness first con gli armadietti, entri, passi la tessera, chiudi tutto. La palestra dove vado io, che è time, qua dall'altra parte della strada, non ha gli armadietti, ha i cubot, quelli dell'IKEA. Ah, sì, sì, è vero, è tipico any time, si aperti, tu appoggi le tue cose in un cubotto, poi nasci. Ti mano scorsa mi sono dimenticato la borraccia, vabbè, una borraccia conta niente.
SPEAKER_01Perché è basato sul buon senso delle persone nel fare la cosa giusta, quindi c'è molta fiducia, c'è molta fiducia. E sulla scia della fiducia, io direi che siamo più o meno alla fine dell'episodio. Fidatevi fidatevi, ma soprattutto se anche voi avete delle cose che avete, non avete, fate delle cose qua che avete normalizzato oramai nella vostra vita in Australia, fatecelo sapere.
SPEAKER_00Pensateci su, perché è la normalità ormai, magari cos'è la normalità?
SPEAKER_01Siamo in ambito filosofico, volevo chiudere un po' con questo tocco. Qual è la vostra normalità oggi o ieri che dieci anni fa, magari avreste detto, ma va, poi adesso ti ritrovi a uscire in strada senza scarpe e andare al supermercato, è una roba australiana di brutto.
SPEAKER_00Quando lavorava Mary, Manly è la patria dei bello, si, anche qui lo vedi, li vedi.
SPEAKER_01Cioè.
SPEAKER_00Là, se le tolgono a novembre e se le rimettono a marzo le scarpe.
SPEAKER_01Anche se piove, li vedi sempre senza scarpe. Va bene. Quindi sulla scia dei Manly Ciders qua che vanno in giro senza scarpe. Sotto la pioggia, vento e qualsiasi cosa. Noi sto facendo come te.
SPEAKER_00Ci rimettiamo gli occhiali. Ci prepariamo per questo Italian ball.
SPEAKER_01Ma seguiteci su italiani in Australia e ovviamente alla prossima con la podicasti con Marco Grazie per essere per avermi ospitato. Grazie a te, ciao!