Tra il Dire e il Fare - La Crescita Personale e Finanziaria in pratica

Puntata 87 - Parlare di Gioia, Gratitudine e Distacco con un bambino

Sunny Season 2 Episode 87

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Vi siete mai chiesti come gestire quella paura che vi stringe il petto quando pensate alla vita, alla morte, e a tutto ciò che vi è caro? È proprio esplorando questa domanda che in questo episodio di "Tra il dire e il fare" apro il mio cuore, raccontando un momento di vita vissuto con mio figlio, in cui la sua paura dell'abbandono e la mia sordità si intrecciano in un insegnamento di vita. Vi accompagno in un percorso dove la vulnerabilità si trasforma in forza, e dove la gratitudine si rivela essere non un semplice sentimento, ma il vero motore per una vita piena e consapevole. Condivido con voi non solo una storia personale, ma la scoperta di come piccoli gesti di riconoscenza possano cambiare la nostra percezione del mondo.

Il viaggio nei sentimenti più intimi continua poi parlando di come affrontare le sfide che la vita ci pone, come la perdita dell'udito, ci offra l'opportunità di apprezzare ogni singolo istante che ci è dato vivere. Questa consapevolezza si trasforma in una promessa: quella di un futuro podcast ricco di spunti per crescere insieme, sia personalmente che finanziariamente, e di migliorare il nostro benessere fisico. Il mio ringraziamento più sincero va a voi, che mi regalate il vostro tempo e che, ascoltandoci, diventate parte di questa nostra grande famiglia. Continuate a seguirci, perché le prossime puntate saranno un viaggio ancora più profondo nell'autocrescita e nella gioia di vivere con gratitudine ogni nuovo giorno.


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00:05 - Sunny (Host)
Ciao, bentornati a Tra il dire e il fare, il mio podcast che parla di crescita personale e finanziaria. Stai ascoltando la puntata numero 87 del nostro viaggio insieme e oggi ti voglio parlare di due argomenti uno è la paura e l'altra è la gratitudine. E ti voglio parlare di quello che mi è successo oggi perché penso che sia molto significativo e molto importante. Come chi mi ascolta da un po' di tempo lo sa, io ho un bambino di 4 anni e, come tutti i bambini, può capitare che sia un male che rimanga a casa Durante queste giornate. Ovviamente devo alternare momenti di lavoro, momenti in cui do attenzione a lui e sto con lui, e oggi è successa una cosa molto interessante, bella, che mi ha anche molto commosso, ovvero eravamo abbracciati sulla sedia, stavamo parlando e lui mi ha guardato e mi ha detto papà, non voglio che muori, voglio che stai sempre con me. E la cosa mi ha spiazzato parecchio perché è un discorso che non ti aspetteresti da un bambino di quattro anni. 

01:12
Noi con lui abbiamo sempre parlato della morte, perché ha affrontato, purtroppo la morte di mio padre, quindi anche lui ha perso un nonno e abbiamo dovuto raccontare che cosa fosse successo nella maniera più sensibile possibile, ma anche più realista. Non volevo dirgli bugie E quindi gli abbiamo sempre detto che quelle persone nascono, poi hanno un percorso e poi a un certo punto, quando diventano vecchietti, ci lasciano e vanno in un posto migliore. Poi dopo, su dove vanno, potremmo aprire un discorso immenso sulla spiritualità. Se sei credente, a prescindere dalla religione, ma se sei una persona spirituale e pensi che il nostro corpo dopo sia un involucro che porti semplicemente in qualcosa che si evolve nello spazio del tempo, in qualcosa che si evolve nello spazio del tempo, probabilmente racconterai, come ho fatto io, che il nostro corpo è un imbolo e quindi glielo ho raccontato nella maniera in cui io penso sia più vera questa età dove incominciano ad avere paure, incominciano ad avere timori, l'istacco diventa un pochino più difficile per loro e in questo momento è uscito questa sua paura di morire, di perdermi, perché io morirò, ma anche di morire. Lui dicevi ma io non voglio morire. 

02:40
E questa cosa mi ha reso fiero perché è un discorso molto profondo per un bambino di quattro anni anche difficile da affrontare. E dall'altro mi ci sono rivisto perché anche io avevo la stessa paura di perdere mio padre quando ero un pochino più grande, almeno mi ricordo così, e quindi ho cercato di capire questa paura. Da dove venisse questa paura? da dove venisse. Noi abbiamo sempre parlato, o almeno ho cercato sempre di stimolare in lui fin da piccolissimo, il muscolo della gratitudine, della gratitudine è quello di poter riconoscere le cose belle e non dare mai per scontato le cose. Quindi sono molto fiero di lui perché lui dice sempre grazie, ti ringrazio. Quando gli porto qualcosa, papà mi dice papà, ti ringrazio tantissimo. Più e più e più volte mi ringrazia o ringrazia le persone Quando andiamo in giro. 

03:34
Finalmente anche lui nota cose belle, cioè papà, guarda che bei fiori, guarda che bel cielo, guarda che bella cosa, guarda che begli alberi. Fondamentale perché si ti alleni a vedere il bello che c'è, il cervello riconoscerà molto di più le cose belle e le cose che noi riusciamo a riconoscere, poi le attraiamo perché andiamo verso quelle e perché le riconosciamo per primi. E quindi questa è una cosa a cui tenevo tantissimo e che penso lui stia apprendendo. E l'altro muscolo, come dicevo prima, è il muscolo della gratitudine, quindi di non dare nulla per scontato ed essere felici per quello che si ha. Come diceva qualcuno, la gratitudine trasforma ciò che abbiamo in gratitudine in abbastanza, e questo penso che è una cosa da imparare fin da piccoli. E poi, come diceva anche Oprah Winfrey, essere grati non significa che tutto ciò sia necessariamente buono, significa che si può accettare un momento per quello che è, quindi anche essere grati della sofferenza, anche essere grati per un lutto. 

04:39
Io, quando è morto mio padre, per esempio, dopo ovviamente la tristezza iniziale per il distacco, ho avuto un moto quasi inaspettato di gratitudine per tutto quello che questa persona mi ha dato e mi ha fatto diventare. È stata una cosa molto importante e ho vissuto questo sentimento misto tra tristezza, ma anche immensa gioia per aver conosciuto questa persona. Ci sono persone che non hanno avuto un padre, non hanno avuto magari dei padri come come l'ho avuto io, e quindi non mi sono soffermato solamente sull'atto di tristezza di quel momento. E quindi come poi dopo? come? come parlare con un bambino? quando parliamo con i bambini facciamo uno sforzo per arrivare all'essenza delle cose, che spesso poi dopo ci fa capire noi stessi molte cose, cose. E quando gli ho detto che cosa? che gli ho detto guarda, probabilmente anch'io morirò, ma morirei anche tu quando sarai vecchietto e quando io sarò vecchietto. Però abbiamo un sacco di tempo per stare insieme e abbiamo un sacco di giornate da riempire davanti a noi e cerchiamo di sfruttarle al massimo. E lui è stato contentissimo e dopo mi ha preso per mano e ci siamo messi a fare dei disegni insieme. 

06:00
Ecco, non so se questa sia la maniera più giusta per affrontare un argomento così difficile probabilmente l'argomento più difficile in assoluto, a cui tutti quanti cerchiamo risposte, quindi perché moriamo e cosa c'è dopo la morte e dare un senso a qualcosa che in realtà per noi non ha senso. Quindi non so se questo sia la maniera più giusta. Quello che so è che far entrare questi argomenti fin da quando siamo piccoli e trattarli come qualcosa di normale, come può essere anche la sessualità. Quindi anche per la sessualità abbiamo sempre parlato in maniera super aperta di quello che è il sesso, di come si fa, di quali sono gli organi sessuali e stessa cosa penso per argomenti che, tra virgolette, sono tabù, ma non dovrebbero esserlo come la morte e la vita ci aiuta a farle entrare nella nostra vita in una maniera più naturale, per far sì che quando poi questi momenti che comunque sono traumatici perché sono traumatici ci vengono incontro, spesso senza preavviso, ecco, siamo pronti ad affrontarla nella maniera più costruttiva possibile. 

07:17
Sicuramente una cosa è sicura tutti quanti moriremo e quindi penso sia inutile far finta di niente e nascondere questa cosa e cercare di pensare che non capiterà. Non bisogna farsene un problema, come si dice nel detto famosissimo. Bisogna vivere come se vivessimo per sempre, ma allo stesso modo anche gustarci ogni momento come se questo fosse l'ultimo giorno. E devo dire che, da quando ho avuto quel problema di cui ho parlato nel podcast nelle puntate precedenti, ho perso l'udito, ho avuto la possibilità di stare male, ho avuto parecchi problemi. Questa cosa è stata uno switch molto importante. Quindi essere grato di tutto quello che ho, compreso questo podcast, compreso questi momenti bellissimi con mio figlio, che non avrei avuto se oggi non fossi stato malato, che questa puntata ti abbia dato degli input importanti. 

08:12
Volevo parlare di un altro argomento, ma oggi questo era caldo e mi premiva parecchio parlartene, e quindi ho voluto condividere con te che sei un mio amico, che sei una mia amica e che mi stai donando il tuo tempo ascoltandomi. Come sempre, io ti ringrazio per di essere stato qua. Se vorrai, tra qualche giorno ci sarà una nuova puntata, dove parlerò sempre di crescita personale e finanziaria e, visto che ci stiamo avvicinando al bel tempo, le giornate cominciano a migliorare. Ti parlerò anche del percorso che sto apprendendo, di miglioramento anche fisico e di come lo vivo, perché è fondamentale anche questo. Intanto, ti ringrazio, ti auguro una bellissima giornata e, se non dovessimo sentirci, una bella vita, ciao.