Una Lacrima sul Meeple

Giochi Usa e Getta... o no? - Quanto sono belli i giochi Legacy?

Davide Smaldone, Alessio De Simone, Sandro Tozzetti Season 1 Episode 10

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Un gioco alle volte ci piace perchè diventa un'esperienza MEMORABILE. E cosa rende un gioco più memorabile se non la possibilità di giocarci una volta sola? Dalla nascita del primo del suo genere: Risk Legacy nel lontano 2011, questo genere ha preso sempre più piede fino a proporci grandi successi come Pandemic e Ticket to Ride Legacy ed il gigante del genere Gloomheaven. A questi vanno poi aggiunti i giochi in stile "Escape Room" che, anche se non propongono un'esperienza su più partite, sono comunque giocabili una sola volta.

Un'esperienza variegata che richiede però più impegno (per giochi che si sviluppano su più partite) da parte dello stesso gruppo di persone e che alle volte vedono l'entusiasmo sfumare nel corso della campagna (in quanti sono riusciti a finirne una?

Alessio, Davide e Sandro cercheranno di andare a fondo di questo fenomeno che sembra aver già toccato il suo picco ed essere ormai in declino.

In questa puntata vi parleremo anche di Ticket to Ride Legacy di Robert Daviau, Matt Lecock e Alan R. Moon, The Kings Dilemma di Lorenzo Silva e  Hjalmar Hach e Regicide Legacy di Paul Abrahams, Luike Badger e  Andy Richdale.

Se vi è piaciuto questo episodio e volete conoscere di più su di noi, cercateci su instagram o su Tik Tok come @unalacrimasulmeeple o visitate il nostro sito www.unalacrimasulmeeple.it

SPEAKER_01

Bentornati cari amici podcasteri piagnoni da giochi da tavola per una nuova puntata di Una lacrima sul Meeple. A me, Alessio, è toccato l'onore di presentare la puntata numero 10 senza che nessuno dei presenti sia ancora finito in galera. Quindi potremo ancora andare avanti. E con l'occasione saluto i miei compagni di viaggio che sono Davide e Sandro. Allora, bentornati. Prima di cominciare, diciamo subito di cosa parliamo oggi? Oggi parliamo di giochi. Usa e getta o no? Cioè, i famosi Legacy, la moda sta già svanendo. Perché effettivamente c'è stato un boom di giochi che tu praticamente li usavi e poi li accartocciavi e li buttavi. Adesso sembra che questa cosa sia un po' rientrata. Per l'occasione abbiamo portato dei giochi indovinati un po' a tema, anche perché perlomeno io e Sandro non credo che ci abbiamo giocato a Kings Dilma, a Ticket to Ride Legacy, e infine a Regiside Legacy. Non so se Davide, ci hai giocato a Ticket to Ride Legacy, dici la verità.

SPEAKER_00

Ci ho giocato, non ho finito tutta la campagna, ho giocato con i miei genitori e mia moglie.

SPEAKER_01

Quindi pensa un po', vedi quindi Davide, che è una persona di valori, ci ha veramente giocato. Io e Sandra ci abbiamo giocato, ma qualche tempo fa, diciamo.

SPEAKER_02

Allora è il dilemma da tanto tempo, ma la Regisade Legacy lo gioco costantemente.

SPEAKER_01

Quindi, questa volta. Quindi, l'impostore sono io, esatto? Ottimo, ottimo, ottimo. Va bene. Ma l'altro si dice no spoiler in questo caso. Ricordiamo i nostri amici che ci stanno ascoltando, che possono seguire le puntate e recuperare anche quelle vecchie sui canali main stream di streaming di audio come Spotify, Amazon Music e Apple Music, oltre a diciamo distributori più di nicchia come Antenna Pod, l'altro non ricordo come si chiama. Magari se me lo ricordate, non mi fa piacere. Esatto, grazie mille, Davide. Oltre a poter visualizzare i nostri contenuti creativi sulle pagine social che sono ovviamente su Facebook, su Instagram e su TikTok. Tutti quanti a nome Una Lacrima sul Meeple, e per approfondimenti articoli interessanti. C'è anche il nostro sito www.unacrima sul Meeple.it. Credo di aver ricordato tutto, non ho dimenticato niente, so persino di cosa parliamo in questa puntata, quindi vi direi: Davide, a questo punto, dici veramente raccontaci un po' la partita a Ticetura il Legacy.

SPEAKER_00

Allora, intanto iniziamo col dire che questa puntata andrà anche su YouTube. Ma questa volta proviamo anche a registrare il video. Motivo per cui il divan che vedrete alle mie spalle non è stracolmo di roba come al solito, ma roba che è stata spostata fuori dall'inquadratura.

SPEAKER_02

Così per essere onesti, potete guardare le vostre facce per un'ora a fortunelli, esattamente.

SPEAKER_00

Cerchiamo un attimo di fare anche questo update. Disponibile poi sul nostro canale YouTube, che è una lacrima sul Meeple. E poi sul sito trovate ovviamente anche le foto di Alessio Nudo. Che questa cosa che abbiamo fatto per incrementare o decrementare, dipende dal risultato, il traffico.

SPEAKER_01

Lo faremo anche Lonly fan, ovviamente.

SPEAKER_00

Esatto, di Alessio Nudo, però coperto in piccole parti del suo corpo da giochi da tavolo, fattiscatole piccolissime, possiamo garantire, esatto, bene, allora, iniziamo da Ticket to Ride Legacy, che è un gioco di Rob DeVieau, Matt Leacok e Alan Armoon. Il comparto grafico è curato da Cyrile Dejon e Julien Deval. Così proprio per complicarmi un po' la vita, ed è portato in Italia da Days of Wonder, che anche diciamo il publisher. Se non sbaglio, a livello mondiale gioco da 2-5 giocatori, durata 20-90 minuti a partita, direi, l'età è 10%. È di fatto un'iterazione legacy del Ticket to Ride, diciamo, normale, il gioco a cui molti di voi avranno giocato e di cui abbiamo anche parlato nella puntata in cui vi abbiamo spiegato un po' la nostra evoluzione come giocatori. Di fatto, si gioca su più partite, ognuno di noi è il presidente di una compagnia ferroviaria. La mappa è quella americana. Ogni partita si introducono sia nuove regole che nuove funzionalità, diciamo, come se fossero anche una serie di mini giochi che vengono inseriti o nuove parti del gioco che vengono inserite nel corso della partita. L'idea interessante di Etichettura Ride Legacy: innanzitutto, le dinamiche al centro del gioco sono quelle tradizionali. Si pescano le carte, ci sono una serie di linee da costruire, giocando le carte dello stesso colore, è possibile sulla base degli spazi sulla mappa andare a costruire una determinata tratta che vi fa poi guadagnare punti. Quindi la dinamica è esattamente la stessa. Il numero di la tipologia di città che sono accessibili sulla mappa e le parti accessibili della mappa cambiano di partita in partita. Più si va avanti, più si sviluppa la rete ferroviaria, più si costruiranno delle linee che dovete fisicamente attaccare con gli adesivi sulla mappa, e se siete delle persone ossessive e compulsive come me, c'è il gioco nel gioco che attaccare l'adesivo perfettamente dritto, oppure andare ad impiccarsi alla doccia in bagno, cosa che è successa più volte perché l'adesivo è attaccato male. Quindi, come vi dicevo, in alcune fasi, quindi, in alcune partite vengono aperte anche delle dinamiche completamente nuove. Come per esempio, c'è una parte siccome l'ambientazione sia americana, ma è un'America di fino Ottocento, in cui anche tutta la parte del West era importante. C'è anche tutta una parte di ricerca del tesoro, insomma, dei minigiochini un po' interessanti. Ora, io, come vi dicevo, ho fatto questo esperimento di giocarlo a Natale perché se non sbaglio, è uscito un paio di anni fa, infatti, gioco del 2023-3 anni fa, guarda come passa il tempo. Subito prima di Natale o comunque nell'ultimo quarter dell'anno, l'ultimo tre mesi dell'anno e l'avevo acquistato per giocarlo durante le vacanze di Natale con i miei e mia moglie, i miei genitori e mia moglie, Ticeturite è l'unico gioco che i miei giocano bene, cioè è un gioco un po' più complesso di cui si ricordano le regole, tanto che giochiamo. Quindi diciamo che le prime partite è stato facile giocarle anche per loro. Poi, nel momento in cui il numero di regole aumenta e ogni partita porta qualche componente nuovo, quindi qualche dinamica nuova che devi tenere sotto controllo, è un po' difficile tenere tutte le regole sotto controllo e fare in modo che anche loro non si trovino a disagio. La cosa molto carina del gioco, e poi mi tacio, è che i punti vengono calcolati a fine di ogni partita, ma non c'è un punteggio complessivo dei punti vero e proprio, perché ogni partita ogni giocatore ha una scatola chiusa e ogni partita andrete a inserire il punteggio della partita e le altre cose che avete raccolto che vi danno punti all'interno di questa scatolina. Solo alla fine della campagna scoprirete poi se effettivamente avete vinto o meno. Un'altra cosa molto figa è che ci sono i biglietti che dovrete andare fisicamente a punzionare. Nel momento in cui li utilizzate, penso sia un'idea molto carina prima poi di andarli a infilare nella vostra scatola. Gioco mi è piaciuto è un po' difficile perché sono tante partite. È un po' difficile seguirlo tutto, ma questo ne parleremo dopo credo sia il problema principale dei giochi di tutti i giochi Legacy. Penso che noi abbiamo fatto 5 partite. E ora vi recupero il numero di partite normale della campagna. Voi che ne pensate nel frattempo che recupero questa informazione di etichetas, diciamo di un'implementazione legacy di ticheturite perché non ci avete giocato.

SPEAKER_01

Io lascio la parola a te Sandro.

SPEAKER_02

Prima onestamente, non era un gioco che mi aspettavo di vedere in Legacy. Poi insomma, le persone che se ne sono occupate sono Rob da View e Mat Ligoc, che sono insomma, due pesi importanti del genere, tra l'altro, Rob da View è quello che il Legacy se l'ha inventato. È quello che ha introdotto l'idea del Legacy con Risico Legacy se non non sbaglio, è stato il primo Legacy in assoluto. Insieme a Mat Licoc. Poi è quello che ha implementato Pandemic Legacy. Se vogliamo, è il quello considerato Legacy eccellenza. Quindi, insomma, sono due che non sono gli ultimi due stupidi del genere. Quindi, immagino che il lavoro sia stato fatto bene. Devo dire, ci sono delle idee interessanti. Che hai detto qui, non era il gioco che mi sarei aspettato di più nel vedere un'implementazione Legacy, però, sembra sembra carino, sembra veramente veramente interessante. Ale tu che ne pensi?

SPEAKER_01

Guarda, io sinceramente, mentre lo descrivevi, mi chiedevo proprio come potesse svilupparsi un gioco del genere come Legacy. E un po' ti farei la controdomanda, Davide: cioè, secondo te, quanto è aderente alla natura dell'originario Ticket to Ride? Non vorrei che fosse un po' dispersivo, sì, ok. Il tema è i treni, però, poi dello spirito originario di Ticket to Ride forse rimane un po' poco. Mi l'idea di qualcuno che vuole provare a strizzare la bocca per intenderci. Tu hai avuto questa impressione?

SPEAKER_00

Allora, in realtà il gioco, secondo me, riproduce fedelmente quel feeling di etichette to ride, la meccanica della costruzione delle linee c'è e rimane comunque molto presente. Nel frattempo, tornando all'informazione che vi dovevo prima, sono 12 partite. Per cui per me è stato piacevole il fatto che anche i miei genitori ci abbiano giocato partendo dalle regole di etichetta in Europa, è un po' anche il simbolo. Il fatto che le dinamiche corde del gioco siano state rispettate. È chiaro che poi quando devono andare a pescare un po' fuori dal contesto, è chiaro che si devono inventare delle cose che sembrano un po' un po' appiccicate. Con la colla. Però penso che sia normale perché deve in qualche modo creare come in tutti i legacy l'effetto un po' wow, quindi che cosa, la cosa che non ti aspetti. Quindi quello forse in alcuni casi è un po' come dicono gli inglesi far fetched, un po' strecciato come aspetto. Tuttavia, per il resto non penso sia una cattiva implementazione, anzi, credo che siano riusciti a rendere in modo molto efficace un tema. Come diceva Sandro, è ostico. Non è Ticeturde, forse il primo gioco che ti aspetteresti nella versione legacy, e un po' tutti, quando l'abbiamo visto, ci siamo chiesti: sarà una boiata o no? In realtà boiata non è in alcuni casi ci sono delle cose apprezzabili, in altre meno.

SPEAKER_01

Voglio dire una cosa: posso dire che il gioco sta tra gli 80 e i 105, 110 euro. Io 12 partite a 80 euro, non li spendo così lancio subito la prima la prima bomba. Però, ovviamente, per chi ha seguito le puntate precedenti, sa che sono quello un po' più col braccino tirato da questo punto di vista. Nel senso, poi magari ne parliamo dopo. Per non togliere spazio anche al gioco di Sandro e il mio. Però, non lo so, questa cosa a me mi avrebbe frenato. Però rimandiamo tra qualche minuto il dibattito. Sandro, vuoi parlarci invece del tuo gioco?

SPEAKER_02

Ma no, mi potrete fermare mai dal parlare di Reggiside. Quindi parto subito. Allora, parliamo di Reggiside Legacy, un gioco di Paul Abrams, Luke Badger e Andy Riddale con artwork di Sketch Goblin che a me piace tantissimo. È prodotto da Badgers from Mars, il peso su BGG è 2,57, durata dai 2,60 minuti, il posizionamento su BGG è 3749 con un meta voto di 8.5, quindi molto molto buono, e si gioca da 1 a 4 giocatori. Partiamo dal gioco base, partiamo da Reggi Side per darci un'idea di qual è il regolamento del gioco. È un gioco semplicissimo. Che nella sua iterazione base si può giocare tranquillamente con un mazzo di carte da power normalissimo. L'idea del gioco è usare le proprie carte in mano per sconfiggere i jack, le regine e poi i re in difficoltà crescente durante la partita. Noi possiamo usare le carte che abbiamo in mano calandole, facciamo il danno del valore numerico della carta e in più ogni seme ha un effetto diverso. I fiori permettono di raddoppiare il danno. Le picche permettono di abbassare la forza dell'avversario. I quadri permettono di ripescare le carte in mano. I cuori permettono di rimiscolare gli scarti dentro il masso principale. Una volta che abbiamo attaccato l'avversario, quello attaccherà noi e dovremo scartare totte carte dalla mano per raggiungere il valore di attacco dell'avversario. Se non possiamo raggiungere quel valore, la partita è immediatamente persa. L'ho spiegato in maniera molto rapida, diciamo che ci sono qualche altra finezza del tipo il fatto che quando affrontiamo un avversario, che ne so, col seme fiori, le nostre carte fiori non hanno effetto, cioè fanno soltanto il danno ma non viene raddoppiato. Quindi ogni boss cancella l'effetto del proprio seme, quindi bisogna stare attenti a queste cose. Ci sono altre due o tre piccole idee molto interessanti nel gioco, però adesso non mi voglio dilungare su questo. Tutto questo per dire che il gioco è molto elegante. Il regolamento è facilissimo, velocissimo da imparare, però pensato estremamente bene, equilibratissimo, stra consigliato già registrato di base, tra l'altro, ha un prezzo bassissimo. Quindi vi consiglio a tutti di provare anzitutto il gioco di base. Detto questo, quando è stata annunciata la versione Legacy, ero un po' preoccupato perché ecco, come avete detto prima voi, c'è stato un periodo che c'è stato un boom di giochi legacy. Diciamo che in un gioco del genere, che mi sembrava pensato oltrettamente, con un sacco di regole ben bilanciate tra di loro, avevo paura che una versione Legacy potesse essere una cosa buttata un po' a caso e che magari rischiava di rendere il gioco sbilanciato o che faceva perdere la bellezza vera di questo gioco, che è la sua semplicità, che, però, lo rende comunque super divertente e super coinvolgente, nonché molto molto difficile. Invece, devo dire che il gioco è fantastico, è stato fatto benissimo, reso in maniera eccezionale a partire dai materiali che sono fatti molto molto bene. Ci sono dei playon at neoprene fatti molto bene. Tutte le carte possono essere imbustate con delle bustine del gioco che sono tra l'altro differenziate tra quelle per i cattivi e quelli per il nostro mazzo. E questa cosa ha una valenza anche meccanica nel gioco e non soltanto tematica. Quindi ben pensata, tutto di ottima qualità. E devo dire che per ora noi siamo arrivati io e mia moglie ci stiamo giocando, siamo arrivati al quinto capitolo che dobbiamo ancora scoprire perché abbiamo sconfitto gli avversari del quarto capitolo solo di recente dopo sette tentativi, per adesso devo dire che è fantastico. Riesce a piano piano mettere delle meccaniche nuove, però molto integranti e non intrusive nell'economia del gioco generale. Le battaglie sono sempre diciamo nel framework di quello che è R G Side, esplorano un po' intorno, ma senza diventare una cosa impossibile da seguire. Tra l'altro, ha il vantaggio di essere un gioco che sì, ci sono degli elementi legasi, come per esempio, aggiungere nuove cose, aggiungere nuove carte, o in alcuni casi modificare delle carte. Tuttavia, siccome il mazzo è comune, una cosa che secondo me è molto interessante di questo gioco è che c'è la grande possibilità di fare drop in e drop out. Vale a dire se giocate in 4 e un giorno una persona non può venire, o un giorno una persona vuole provare il gioco e si vuole aggiungere, si può fare tranquillamente perché tutti i tipi di modifiche che vengono fatti vengono fatti al mazzo e non a personaggi specifici come magari in qualche gioco di ruolo legacy. Quindi si può tranquillamente entrare e uscire dalla partita in qualsiasi momento senza complicare gravemente le cose agli altri, non è poco. Questo aspetto non è poco, non è da poco. Sì, anche perché poi anche questo sicuramente sarà un argomento che affronteremo. Però i giochi legacy, così come i giochi a campagna, sono comunque giochi che richiedono una certa dose di impegno e costanza, che non sempre si riesce ad avere. Quindi, questa cosa che si può cambiare anche il party in qualche modo durante le partite è molto comoda. Sicuramente mi sto dimenticando qualcosa, però non voglio neanche allungarmi troppissimo, voglio giusto dire che questo, secondo me, è un gioco eccezionale, è tra i miei giochi preferiti di sempre. Ve lo straconsiglio perché è veramente ottimo. Non è facile trovarne delle copie in questo momento e comunque in generale il prezzo di partenza non è proprio accessibilissimo, perché sono comunque 80 bacetti al portafoglio, dovete considerare. Tuttavia, secondo me, è un ottimo, veramente un ottimo gioco ed è un gioco che consiglio. Sto consigliando a tutti anche quando non me lo chiedono, quindi stra consigliato assolutamente a tutti quanti. Ho fatto una partita una volta, a Gisella.

SPEAKER_00

Si, io l'ho anche comprato, ho giocato con mia moglie. Tuttavia, 80 euro è tanto. Cioè, che cosa introduce fisicamente in più di componenti che possa aggiustare, di là, ovviamente, c'è del lavoro nel creare ovviamente il gioco Legacy, che è quello poi deve essere incluso nel prezzo. Quindi è chiaro che una fetta se lo prende quello. Tuttavia per arrivare a 80 euro, considerando che alla fine Reggi Side è un gioco che se hai un mazzo di carte da poker, lo puoi giocare anche a casa, con il mazzo lì. Insomma, che cosa introduce almeno la versione normale, che cosa introduce in più rispetto alla base: il legacy da giustificare un prezzo così alto?

SPEAKER_02

Sì, hai ragione. Il salto è grosso, anche perché se parliamo a Reggi side base sono una decina di euro. Se non sbaglio, costa poco, il salto è grosso. La scatola è grande, è fatta molto bene, bel curata. I materiali sono molto buoni. Come dicevo, ci sono playmat per ogni giocatore e un playmat per l'area generale di gioco. Ci sono i bussini di tutti quanti, e poi ogni campagna ha nuove aggiunte di carte. E scatole. Quindi, il salto è grosso, e i materiali, secondo me, un po' lo giustificano. Tuttavia, posso capire se qualcuno pensa che il prezzo è un po' alto. I materiali sono molto buoni, quindi, secondo me, ci possiamo stare.

SPEAKER_00

Tra l'altro, vi volevo dire, curiosità, che costa ancora di meno. Reggi 6, siccome me vi sbagliate, lo comprate in portoghese.

SPEAKER_01

Che diciamo con la lingua comprensibile rispetto al tedesco.

SPEAKER_00

Non c'è problemi, basta che metti la Ogi alla Fingi e comprate tutto. Comunque, alla fine il gioco è indipendente dal regolamento. Il regolamento si trova ovviamente anche su internet. però fate attenzione perché, se costa poco poco, che problema ci potrebbe essere, insomma, come in tutte le cose.

SPEAKER_02

Poi, onestamente, si può veramente giocare anche con un mazzo da poker normale, il reggi size base, lo potete fare tranquillamente. Secondo me, il comparto artistico è molto molto carino, e vale la pena anche perché la spesa non è eccessiva. Tuttavia, se uno vuole testarlo, si trova il regolamento online e si fa una partita con un mazzo di carte da poker, quindi si può.

SPEAKER_01

Fare, insomma, quindi provateci anche a casa, insomma, perché le regole effettivamente, soprattutto del gioco base, sono molto molto accessibili a chiunque. Mi sento di dire che Regiside, la versione base, può anche essere un gioco da entry level, non è un è un mio suocero per dire, è un entry level, addirittura col suocero. Attenzione, sì, però non so cosa si stavano giocando in quel momento. Adesso non sto qua a svelare gli altarini, però lasciamo stare. Allora, invece, faccio lo splendido e vi porto un gioco che nasce come Legacy perché mentre Ticket to Ride diventa anche Legacy e Reggi Side diventa anche Legacy, Kings Dilemma nasce proprio come un gioco Legacy. È un gioco narrativo del 2019 progettato da Lorenzo Silva, Carlo Bortolini e Jalmar Ack, pubblicato dalla Horrible Guild e distribuito in Italia da Asmode. Allora, gli autori, non so se vi sia accesa qualche lampadina, sono noti anche per titoli come Sibilo e Railroad Inc. Anche se qui effettivamente parliamo di un gioco che è completamente diverso rispetto ai titoli che vi ho detto. Allora, diciamo intanto che si gioca da 3 a 5 giocatori e ogni partita può durare da 45 a un'ora. In realtà, secondo me, questo tempo è variabile, cioè noi con Sandro ci abbiamo giocato e ci sono state partite che duravano anche meno di 45 minuti e partite che potevano durare anche più di 60 minuti. Voi direte: ma cos'è che lo decide la durata della partita? La vita del re, che è uno degli aspetti, perché giustamente King's Dilemma si basa intanto su una serie di scelte che ogni giocatore deve cercare di far passare tramite il consiglio del re. Ma andiamo con ordine. La storia, come vi abbiamo detto, si sviluppa in più sessioni e ogni giocatore rappresenta una casata. Tra l'altro, la cosa bella è che è vero che si può giocare massimo in 5, ma le casate che si mettono a disposizione sono tipo 15, 12, ricordo un numero comunque superiore a 10. Ogni casata ha delle sue caratteristiche e ovviamente voi dovete cercare di. non è obbligatorio, però, se interpretate un po' i tratti caratteriali delle vostre casate, secondo me l'esperienza è anche più gradevole. Faccio l'esempio nel caso mio: io ho preso una casata che era nota per essere praticamente xenofoba, razzista, non lo so, omofoba - tutto il peggio che c'è in questo mondo era racchiusa in questa casata. Ovviamente la rappresento all'interno di un consiglio del re appunto, e ogni turno il consiglio deve prendere una decisione. Ma se il re muore prima il consiglio decade e la partita finisce. Aggiungiamo anche che agli obiettivi della casata, ci sono degli obiettivi per round, ossia, le decisioni che vengono richieste al consiglio possono influenzare alcune sfere di competenza, come per esempio la cultura. Aiutami, Sandro. La religione, c'era sicuramente la qualità di vita della popolazione, varie. L'obiettivo individuale per il round, quindi per la partita, può anche è un altro tratto, tra virgolette, caratteriale. Quindi, per esempio, c'è l'avido che ovviamente dovrà portare avanti una certa area e far che un'altra area non vada bene, così come ce ne sono tantissime anche altre. Quindi bisogna cercare qui un po' di compensare gli aspetti caratteriali della propria casata e l'obiettivo segreto, diciamo il tratto caratteriale segreto che viene assegnato ad ogni partita. L'aspetto particolare è che spesso queste due cose potrebbero malconciliarsi. Però il bello di questo gioco è che a parte che non si sa come finisce, nel senso che i punti che noi accumuliamo a fine partita, indipendentemente che rispettiamo i tratti caratteri della casata o non riusciamo ad empiere a quello che viene richiesto dall'obiettivo del round, non è detto necessariamente che sia un male, perché il gioco è abile nel nascondere qual è la vittoria finale. Tant'è vero che è un grande rimpianto. Qui veramente i lacrimoni veri. Con Sandro abbiamo iniziato, ma non abbiamo mai concluso ed è secondo me uno di quei giochi che merita una prosecuzione perché è fatto veramente bene. Tra l'altro, ovviamente, ed è questo l'aspetto più divertente, secondo me, del gioco, come abbiamo detto, essendo noi un consiglio, dobbiamo cercare di influenzarci l'un l'altro perché il voto diventa un'arma fondamentale. Guerre, carestie, intrighi, rivolti, ogni decisione viene votata. Ma prima si negozia e si può negoziare anche, lasciatemi dire, corrompendo il proprio vicino, o convincendo un'altra casata, facendo leva magari su un aspetto caratteriale per far che quel voto volga a tuo favore. Quindi, diciamo, appunto si possono promettere anche favori, tra l'altro. Cioè, nel senso, io posso anche dire, faccio l'esempio: Assandro, tu a questo giro voti per me e io alla cieca voto per te al prossimo round. Quindi e si può anche spendere dell'influenza per orientare il voto. Io è un gioco che consiglio, nel senso che ogni partita che noi abbiamo fatto, anche per la varietà delle scelte che sono state prese, l'ho trovato molto molto molto bello. È un gioco che, però, qui chiede, secondo me, costanza, nel senso che dovreste sceglietevi il team giusto per poterci giocare, perché secondo me, volendo un giocatore può anche essere sostituito, ma A, entra all'interno di una partita in cui molte scelte sono state già prese e i punti che sono stati accumulati, quelli sono e quelli rimangono. B diciamo che sicuramente entrare in gioco, spiegate le regole, si può andare avanti, anche se la partita potrebbe essere o indirizzata bene o indirizzata male. La cosa bella è che un grande consigliere potrebbe essere un grande manipolatore. Quindi, tanti temi, tanti aspetti. Vorrei, però, anche una vostra opinione su questo gioco. Sandro, inizi tu?

SPEAKER_02

Sì, ci abbiamo giocato insieme, ovviamente, come dicevi. Allora, sicuramente, un gran bel gioco molto interessante. Ci sono delle criticità, secondo me, state attenti se lo volete provare, perché dovete prendere in considerazione l'idea che questo gioco per essere giocato bene è anche un po' un gioco di ruolo. Quindi dovete immedesimarvi nella casata che avete scelto, perché poi le richieste della casata rispecchiano quella che è la loro storia. Quindi, a volte decisioni che dovete prendere sono decisioni che magari voi non prenderete in quella situazione, ma che coincidono con che invece sono quelle della casata. Quindi dovete essere in grado di ricoprire un ruolo, non tutte le persone sono disposte o in grado di farlo. Quindi prendete in considerazione bene il fatto che questo è un gioco a tutti gli effetti, è anche un gioco di ruolo, un'altra cosa che ho notato che a me non mi ha fatto impazzire, però, magari è stata la mia impressione, è che a volte l'erede gli obiettivi che hai come erede possono essere un po' in contrasto con quelli della casata, il che può rendere un po' complicato a volte gestire le cose. Tuttavia, diciamo che forse la cosa positiva da quel punto di vista è che ti permette di giocare con l'erede di testare nuove cose, andare in direzioni diverse invece di fare sempre le solite decisioni. Il gioco è veramente interessante, è un legacy a tutti gli effetti, effettivamente non vedi in che direzione stai andando mentre giochi, è difficile prevedere quale sarà narrativamente la svolta delle tue scelte, però, ecco appunto consiglio a tutti quelli che lo vogliono provare: assolutamente un bel gioco, però prendete in considerazione che è un gioco che va interpretato se lo volete giocare al meglio.

SPEAKER_01

Ma voi sbaglio, invece ne dici, vai, Davide.

SPEAKER_00

No, allora io non ne ho mai sentito. Ne ho sentito parlare, ovviamente. Tra l'altro, un gioco, una scatola anche abbastanza importante se non ricordo male. Credo che poi sia anche uscita una seconda iterazione che è Quinistem, ma correggetemi se sbaglio. Quindi è sicuramente un gioco che ha lasciato che ha lasciato abbastanza il segno. Non ho mai giocato, ma diciamo, la pedibilità dei giochi legacy. Per un po' la stessa cosa anche dei giochi in campagna. Come dicevi tu? C'è bisogno di fare più partite con le stesse persone. Un po' di impegno, sono, secondo me, esponenzialmente più difficili da giocare, sicuramente esponenzialmente più difficili da completare. Fatto sta che credo che nessuno di noi abbia mai finito. Forse Sanno finirà Reggi Side Legacy, ma nessuno di noi ha ancora mai finito nessun gioco Legacy a cui ha giocato. Quindi nessuno di noi è in grado di commentare sulla rigiocabilità a fine campagna, perché tanti giochi, incluso anche Ticeturide Legacy, ovviamente, ti lasciano poi una plancia diciamo personalizzata su cui puoi continuare a giocare altre partite come diciamo come se non fosse più un gioco Legacy, quindi puoi continuare a utilizzare. Nessuno di noi ha mai sperimentato effettivamente quant'è la rigiocabilità di questo elemento. Ci sono poi altri giochi, magari ne parleremo dopo che invece sono puri i Legacy, che non puoi rigiocare in nessun modo, e questo è un po' un tema da capire e da affrontare insieme sarei curioso di provarlo. Specialmente per l'aspetto del gioco di ruolo e quindi interpretare una parte che mi incuriosisce molto. Tuttavia, quello, diciamo è quello che noi facciamo di solito quando giochiamo a qualsiasi cosa. Mi ricordo una partita ormai svariati anni fa, a Mascherade, in cui più o meno abbiamo fatto anche questo. Mi ricordo che c'era un giullare di mezzo.

SPEAKER_01

Anche un vescovo! Attenzione!

SPEAKER_00

Quindi, quasi aprono e il mio giullare parlava napoletano.

SPEAKER_01

Detto questo, possiamo ringraziamo tutti i amici giullari. No, diciamo dei nemici.

SPEAKER_00

No, no, ma non perché i napoletani sia, nel senso, la mia scelta di interpretare quel personaggio, perché il mio giullare è. Io me lo sento napoletano, ma non perché i napoletani siano giullari.

SPEAKER_01

Popolo gioioso, un popolo gioioso assolutamente, assolutamente. No, no, ma dico anche una cosa: allora anzi, grazie Davide, perché mi dai lo spunto per dire che non ho scelto una casata che mi stava ovviamente simpatica, nel senso che uno dice: hai preso la casata praticamente dell'ultestra più spietata, salutiamo gli amici dell'ultradestra più spietata, ovviamente. No, non li salutiamo, non è vero. Però, effettivamente, è un gioco che, se interpretato come qualunque altro gioco, effettivamente ti un qualcosa in più. Nell'introdurre l'argomento, possiamo intanto dire che tutti e tre possiamo piangere sui nostri Meeple Legacy, nel senso che nessuno di noi tre può raccontare di aver goduto di un gioco legacy concluso. Anzi, io inviterei i nostri amici ascoltatori di interagire con noi e di farci sapere se qualcuno invece questa gioia l'ha provata e che cosa si prova, così magari un giorno la proveremo anche noi. Nell'introdurre l'argomento, come vi dicevo poc'anzi, vorrei intanto dirvi che King's Dilemma ha un altro aspetto che a me piace molto: che è, magari non è solo di King's Dilemma, ma è il cosiddetto restart: il restart pack: cioè chi riesce a concluderlo, ha l'opportunità di comprare un set o un allambicco stale per cui lo puoi rigiocare da capo, senza dover necessariamente buttare tutto, tutto. E questo è un aspetto che, secondo me, il King's Dilemma può essere apprezzabile. Vorrei introdurre invece il tema che ho citato con il gioco di Davide, cioè il costo rispetto alla durata. Ora, Alessandro, non credo che tu ci abbia detto quante partite prevede in totale il Reggi Side Legacy, magari se può recuperare informazioni o ce lo dici al volo, non lo so, fai tu. Tuttavia, dovrebbero essere 15 capitoli, o 12 o 15 capitoli, 12 o 15 capitoli. Ok, guardate, io vi introduco questo tema e voglio chiedervi un'opinione. Ma pare che sto bassacrando il gioco di Davide in realtà, perché è proprio una mia riflessione, nel senso che bravo, bravo, giusto! Certo, Davide, applaude per chi ci ascolta e basta. Nel senso che se io devo prendere Ticket to Ride Legacy e pagare appunto 100 euro, 110 euro per fare 12 partite. Poi per carità bisogna anche vedere il tipo di partita. E spendere 80 euro per giocarne 15, già qui mi verrebbe da dirti che c'è un po' la bilancia penderebbe più su Regiside Legacy che su Ticket to Ride Legacy, cioè spendere così tanto per un gioco che poi veramente il rischio di buttare nel secchio una volta che è iniziato, quanto ne vale la pena? E soprattutto ne vale la pena? Davide, prima della risposta.

SPEAKER_00

Allora, innanzitutto, Ticket to Ride Legacy è un giocone, c'è una scatola. Ora qua non si vede una scatola enorme. Ci sono tanti componenti. C'è la funzionatrice di metallo dentro, ci sono le componenti modulari della mappa. Insomma, solo di materiali c'è tanta parte del prezzo. Poi, ovviamente è chiaro che il gioco legacy deve avere un gioco legacy, non puoi vendere le espansioni. È un gioco che è un po' self-contained, quindi i soldi che fanno, diciamo, tendenzialmente non puoi vendere le espansioni, poi c'è un gioco che è Time Stories. Che, secondo me, è un gioco legacy che, però, è a campagna, è come se fossero delle mini espansioni. Quindi, secondo me, il prezzo alto è giustificato anche dal fatto che comunque è un'esperienza contenuta in quella scatola. E se vuoi creare, diciamo, continuare a sfruttare, devi creare un altro pacchetto completamente diverso, come per esempio, ha fatto Pandemic Legacy, in cui tu hai diverse stagioni, sono diverse scatole, e tu rivendi tutto il gioco. Sono giocabili, diciamo, stand alone, non hai bisogno, non è un'espansione che si costruisce. Quindi, secondo me, questo è un po' in generale quello che fa avere un price point un po' più alto per questo tipo di giochi. Mi interessa l'idea del restar pack nell'ottica per chi lo riesce a fare, di rivenderlo. Cioè, nel senso, io lo gioco, lo gioco tutto, poi ho finito con i start pack, poi lo posso vendere a qualcun altro, o chi lo compra ha un'esperienza, diciamo fuorviante.

SPEAKER_02

No, no, il restart ti fa ripartire, cioè, ti riporta tutto a zero.

SPEAKER_00

Quindi, questo, secondo me, è interessante nell'ottica, lo rivendo, perché io non credo che chi finisce un gioco, una campagna di quella portata, cosa per esempio, ticket to ride. Legacy, non c'è. Cioè, tu giochi col gioco personalizzato nel corso della campagna, e poi diventa un ticket to ride più o meno normale con qualche meccanica in più. La possibilità di venderlo, considerando che io non credo che lo rigiocherai mai dall'inizio, a meno che non trovi altri un gruppo completamente diverso per rigiocarlo, visto anche l'impegno, il Ristar Pack è più nell'ottica, della possibilità di rivenderlo a qualcun altro, questo credo che sia un aspetto interessante per dare la possibilità anche di assorbire la spesa e rendere il gioco più fruibile anche per altre persone. Ora, non credo che loro lo abbiano fatto con questo in testa, visto che penso gli editori abbiano l'obiettivo di rendere più copie possibili. Quindi il mercato di seconda mano, diciamo, è utile per far girare il nome, non che Horibul Guild abbia bisogno di essere pubblicizzata in questo momento, comunque è un publisher importante, e fortunatamente italiano che ha buona, che ha un'ottima copertura anche all'estero. Noi ne abbiamo fondamentalmente due: Cranio Creations e Horrible Guild, che poi, tra l'altro, nascono da diciamo, sono nate dalle stesse due persone: prima lavorano insieme e poi si sono separate. Che hanno un'ottima copertura, hanno dei titoli internazionali, specialmente cranio con Barrage penso che abbia fatto veramente il salto. La stessa Horibul Guild, comunque non ha bisogno di farsi conoscere, quindi, forse potrebbe essere un fattore che hanno tenuto in considerazione. Tra l'altro, Horrible Guild e Chudo, che ha fatto forse il gioco preferito da mia moglie: che è pozione esplosiva. Una drogata di pozioni esplosive, lo gioca in qualsiasi forma. Ora ha lanciato la scalata la classifica su World Game Arena.

SPEAKER_01

Sandro! Invece il tuo punto di vista sul tema che abbiamo introdotto.

SPEAKER_02

Allora, intanto pensavo, forse dobbiamo un attimo fare un chiarimento su differenza tra giochi a campagna e giochi legacy, perché io immagino che chi ci segue più o meno sappia sempre di cosa stiamo parlando. Però, magari un piccolo chiare. Esatto, esattamente. Diciamo che nei giochi legacy il Rest Star Pack è abbastanza fondamentale, perché la differenza fondamentale tra un gioco a campagna e un gioco legacy è che i giochi legacy di solito hanno delle decisioni all'interno del gioco inalterabili tradotte in modifiche permanenti delle componenti di gioco, vale a dire Pandemic Legacy, c'erano delle situazioni in cui dovevi strappare letteralmente delle carte. In Kings Dilemma, ci sono situazioni in cui le devi buttare in Regiside Legacy, per esempio, ci sono degli sticker che attacchi sulle carte. Quindi, la grossa componente di un Legacy è la sua, è l'inalterabilità di quello che hai fatto. Quindi, se uno poi rivuole giocare, serve necessariamente un restart pack a differenza di un gioco semplicemente a campagna in cui rimetti tutto allo stato zero senza problemi. Partiamo dal fatto che sul discorso di prezzo, possibilità di rigiocare o non rigiocare un gioco, mi piace citare una volta una persona che mi aveva detto: Sì, è vero, un gioco che puoi rigiocare soltanto una volta perché poi magari devi buttare le componenti. Pagare magari 50-70 euro un gioco che giocherai soltanto X volte sembra uno spreco. Tuttavia, se pensi che magari tu compri un videogioco che giochi una volta, l'hai pagato 70 euro, lo giochi una volta che l'hai finito, magari non lo rigiochi più, non ti crei questo problema come te lo crei sui giochi da tavolo. Probabilmente non so, sarà una questione di abitudine, di mentalità che abbiamo sui giochi da tavolo. Però effettivamente ci sono altri media su cui spendiamo soldi una volta e poi non li utilizziamo più mentre sui giochi da tavolo abbiamo più reticenza.

SPEAKER_00

Tuttavia effettivamente si possono spendere soldi per una 100 ore di gioco, 50 ore di gioco e poi lasciare perdere, ma qua Sando ti dirò di più, scusami, quanti partiamo dal Reggio Side Legacy: 15 partite o 12 partite di etichetta. Quanti giochi in collezione abbiamo in collezione in cui abbiamo fatto 12 partite o più, non credo se tu vai a fare il conto, non credo che sono tantissimi.

SPEAKER_02

Sono d'accordo. Infatti, anche questo volevo dire sono perfettamente d'accordo con te, soprattutto persone come noi che hanno, diciamo, una libreria di giochi abbastanza estesa, va a finire che poi anche i giochi che ti piacciono di più, non li giochi così tanto, non li giochi così spesso. Quindi avere un gioco che hai giocato 15 volte, 16 volte, 20 volte è già una grossa quantità di volte che hai giocato un gioco. Tra l'altro, in tutto questo, per esempio, faccio l'esempio di Regiside Legacy, il gioco ha 12 o 15 capitoli adesso non ricordo. Tuttavia, io l'ho già giocato 19 volte perché i capitoli li devi superare. Quindi, non è detto che poi quel numero di capitoli necessariamente è soltanto il numero di partite che farai.

SPEAKER_01

Se è avvocato del diavolo, però, ti direbbe che magari ci hai fatto 19 partite che sono durate tutte poco.

SPEAKER_02

Sì, quello è, però alla fine, secondo me, va valutata l'esperienza. Va valutando quanto ti sei divertito, va valutato se ti è piaciuto. Poi, una volta che lo chiudi, un altro argomento che aveva tirato fuori che è interessante è effettivamente. Piccola notazione tecnica, sento un ritorno da qualche parte. Ok. Scusate, mi scuso con gli ascoltatori, però voglio evitare che come l'ultima puntata che ci siamo fatti clavoroso.

SPEAKER_01

Approfitto anche per chiedere scusa anch'io. Perché Sandro ha fatto le sue pubbliche scuse, io no, e confermo che è tutta colpa di Sandra. È stata una leggerezza nostra.

SPEAKER_02

Mi chiamato, comunque, dicevamo, abbiamo toccato anche il discorso. Appunto che spesso i giochi Legacy hanno la possibilità di continuare a giocare il gioco alla fine, a campagna finita, hai spesso la possibilità di continuare a giocare il gioco, diciamo, con le aggiunte delle regole normali. Sono curioso di vedere, per esempio, come funzionerà il regiside Legacy in cui si dice che alla fine della partita avrai la possibilità di giocare a una modalità. Diversa utilizzando tutto quello che hai sbloccato, sono curioso di vedere come va. Tendenzialmente, però non sono cose che hanno effettivamente un grosso successo. Quindi diciamo che la possibilità di continuare a giocare un gioco legacy anche post a volte c'è perché ci sono dei modi, delle modalità in cui poi continuare a giocare. Il vero problema è quando hai finito una campagna legacy, hai la voglia di giocarla a una modalità che non sia legacy e non sia a campagna, perché questo forse è l'altro argomento che possiamo affrontare su questo tema, è la vera esperienza, probabilmente del gioco Legacy è il legacy, è fare quelle scelte. Strappare quelle carte, subire quelle conseguenze, è quello che effettivamente poi ti fa venire voglia di giocare a quel gioco. E quando arrivi alla fine e hai la possibilità di giocare al gioco completo, però non hai più quel tipo di scelte e quel tipo di conseguenze, poi effettivamente finisce che si intavola di meno o che si resetta, i poeti direbbero che non è tanto la destinazione quanto il viaggio.

SPEAKER_00

Esatto, ma secondo me questo è il motivo principale per cui si compran i giochi Legacy. Alla fine tu li compri perché vuoi avere un'esperienza che non hai con altre tipologie di giochi. E è motivo anche per cui hanno, secondo me, un mercato molto di nicchia all'interno dell'obby. Nel senso, non è che tutti quelli che giocano i giochi da tavolo hanno poi acquistato un gioco legacy, anzi, c'è una buona parte degli hobbisti che sono fortemente contro questo fenomeno usa e getta, motivo per cui forse c'è stato un po' l'hype e poi piano piano ora sta andando a scemare. Non credo siano stati pubblicati grandi giochi legacy ultimamente. Mentre i giochi a campagna, sì, ho capito uno, però c'è stato un periodo in cui c'era Pandemic Legacy, Ticettori Legacy, Betrayer The House on the Legacy. C'era un po' una corsa alla legacizzazione. Guarda che termine mi sono inventato dei giochi dei giochi normali. Ora, io questo fenomeno ho i Google. Ora è l'ondata dei duel esatto, poi magari passerà anche quello, ci sarà qualcos'altro. È chiaro che un po' anche il modo in cui l'industria cerca anche di rivitalizzare, cioè di evitare di inventare giochi completamente nuovi e rivitalizzare e sfruttare e sfruttare al meglio gli IP per me è un esperimento. Secondo me è riuscito, a me piace l'esperienza, anche se ovviamente poi si tratta di dover accettare, poi magari avere un gioco in collezione a cui non giochi più, però, per me, l'esperienza vale e l'effetto wow, l'effetto sorpresa! Delle cose che non ti aspetti, del componente che tiri fuori, che non sai, diciamo che cos'è, di come si ripercuotono le scelte nel futuro, è molto per ritornare all'analogia di Sandro di prima, molto vicino ai giochi, ai videogame, no, e è quello che rende, magari il gioco interessante, e il motivo anche per cui alcuni magari i videogiochi vengono rigiocati più volte per vedere anche poi, ma se avessi preso una scelta diversa, che cosa sarebbe successo? Ora col gioco da tavolo non lo puoi fare, però quella sensazione di avere delle scelte che hanno un peso vero, secondo me, è quello che rende il gioco figo. Quindi, a me piacciono, tranne le rare eccezioni. Per esempio, io Risico Legacy non lo giocherei anche se ho sentito dire che Sandro neanche quello a base. Quindi, quello a base, tutti ci abbiamo giocato però dai, questo bisogna dirlo. Anche se devo dire, ultimamente un paio di anni fa, ho comprato una scatola di Risico. Per diciamo tenerlo come gioco. Crisandro cattivo per tenerlo risico, non Monopoli, non ce la faccio proprio per giocarlo un po' con veramente persone a cui non piace il lobby, è qui è difficile introdurre nuovi giochi, e devo dire che la qualità dei componenti nella fattispecie del tabellone è ridicola. Cioè, il tabellone è praticamente carta un po' più spessa, è veramente ridicola. E quindi credo che questo non sia proprio nell'interesse del lobby in generale, visto che poi quello è uno dei primi gateway in questo mondo. Dispiace un po' vedere la svendita così, ma questo è un altro tema.

SPEAKER_01

Dico una cosa giusto, e poi magari introduco anche un altro tema. Io personalmente in collezione non ho neanche un Legacy, non ne ho uno. Ma dico anche il perché. Nel senso che effettivamente è molto la mentalità. Non dico neanche italiana, secondo me, un pochino è il come ci vuole. È un lascito, secondo me, delle generazioni precedenti. Cioè, nel senso, a me è stato insegnato che quando compri un gioco, ma fin da bambino ci devi giocare quanto più possibile e soprattutto devi tenerlo in una condizione tale da poterlo rigiocare. C'è quindi la cura della cosa, banalmente. Crescendo con questo imprinting, l'idea di strappare una carta a me personalmente mi addolora. E l'idea che quel gioco, una volta che si è concluso, non potrà più essere rigiocato, mi sa tanto di rimpianto. Ma è ovvio che non è così, perché è chiaro che il gioco legacy non questo, perché poi voi lo avete espresso molto bene. Cioè, in realtà è più il mentre ci giochi, alle volte ci giochi anche paradossalmente, più volte rispetto a un gioco che non è Legacy. Sono tutte quante osservazioni assolutamente corrette. Mi verrebbe anche da dirti che forse il meccanismo del Legacy, soprattutto quando vai a round e quindi devi insistere su un round prima di poter accedere all'altra, forse una spinta motivazionale in più a rigiocarci rispetto a non lo so, faccio un gioco, faccio un paragone un po' alto tipo Wingspan, cioè Wingspan non ha bisogno di motivazioni eccezionali per poterci rigiocare, magari un gioco Legacy a livello di inconscio ti spinge a giocarci di più. Magari vi chiedo anche una battuta su questa riflessione, e poi vorrei introdurre con voi il tema legato proprio ai compagni di viaggio. Nel senso che lo diciamo proprio penso di poterlo dire tranquillamente, Sandro, correggimi, ma tutte le volte che almeno tu hai provato a fare un gioco legacy con una compagnia, tendenzialmente, questa è non è brutto usare il termine fallita, però è diciamo è così è fallita perché non c'è stato quell'impegno o quel coinvolgimento, o eventi eccezionali che hanno portato a non andare avanti. Banalmente, per dirti a me, e lo ridico ancora una volta: King's Dilemma è un gioco che vorrei finire perché è proprio bello. Una battuta flash su prendetevi il vostro tempo, Davide prima Davide e poi Sandro.

SPEAKER_00

No, no, Sandro, vai prima tu, vai prima tu che stavo cercando una cosa, deve metabolizzare la risposta.

SPEAKER_02

Sì, sicuramente la compagnia è importante. Poi abbiamo già diciamo in lavorazione in futuro una puntata che parla. Appunto della scelta di gruppi e delle conseguenze che si hanno nel giocare a determinate partite con determinate persone. Quindi, sì, effettivamente la scelta del gruppo è necessaria e deve essere importante quando si sceglie di giocare un gioco legacy, perché è un impegno che ti devi portare avanti. Devo dire, anche io non sono la persona necessariamente più adatta per fare questo tipo di cose. Perché poi quando hai tanti giochi, hai sempre giochi nuovi, vuoi sempre provare cose nuove, vuoi sempre far provare cose nuove e quindi ricare sempre sulla stessa campagna non è una cosa che anche a me tendenzialmente poi fa tanto impazzire tante volte. Quindi è un impegno, quindi, quella è anche una cosa che va presa in considerazione in questo tipo di giochi. Su quello che dicevi prima, a dire sul fatto che c'è un blocco a volte. Sì, è vero, di fatti ci sta, c'è stato anche nel periodo in cui Legac andava molto, l'annosa discussione su alcune persone con cui probabilmente tu saresti d'accordo, che le componenti Legacy non le distruggevano in effetti, dicevano: Ma a me che mi frega, mi dici che questa carta la devo strappare, io non la strappo, la metto da parte, non la uso più, però il componente fattivamente non è più utilizzato, ma io non l'ho buttata la carta. Oppure invece di scrivere appena su questo foglio, ci scrivo a matita. Personalmente, secondo me, giocare il gioco in questo modo è giocarlo in maniera sbagliata, voglio sottolineare di nuovo: l'elemento importante del legacy, è proprio l'ineluttabilità e l'inevitabilità di determinate azioni. Il fatto che tu una carta la devi strappare e il dolore che ti comporta a strappare una determinata carta è quella l'esperienza di gioco. Non è necessariamente per tutti, sì, però è un'esperienza intensa, è un'esperienza diversa ed è così che va fatta. Quindi assolutamente traccia una linea sulla sabbia, per me non c'è altro modo di giocare un Legacy se non come inteso, vale a dire in maniera? Ievitabile. Quindi si butta, si strappa e si fa tutto quello che ti richiede il Legacy.

SPEAKER_01

Ricordo quando giocavo a King Disneyland, che persino all'inizio, forse era il primo gioco. No, però è iniziato a Charterstone. Vado a memoria, Sandro.

SPEAKER_00

Non so perché c'è con testa Key Flower. Charterestone, un altro gioca qui.

SPEAKER_01

Esatto, e io per esempio ricordo quando tu mi dicessi la prima volta, devi mettere l'adesivo qui, io mi ricordo di tissivo: Sì, ma poi come lo stacchi? Vedi, è proprio questo il però, il tuo punto di vista, secondo me, è corretto. Ed è veramente un blocco mentale. Davide, hai maturato una riflessione sul tema?

SPEAKER_00

Secondo me, il gruppo è super importante, ma questo in generale il gruppo è importantissimo per tutta l'esperienza, non solo sui Legacy, è quello che fa la differenza tra un gioco ben riuscito e no. È ancora più importante nei Legacy perché serve impegno, serve voglia di giocare e serve anche portare il giusto livello di energia dopo un tot partite al tavolo per rendere un'esperienza l'esperienza bella per tutti, quindi è anche una cosa che facciamo non per noi stessi, ma facciamo anche per gli altri. Al tavolo, quindi diventa anche un bel gesto: sentite quanto sono quanto sono romantico nella mia interpretazione. Concordo con Sandro, che poi l'esperienza va vissuta fino in fondo. Quindi, c'è da distruggere e si distrugge. Cioè, questo è poco da poco ma sicuro. Che un po' è la stessa cosa che succede anche negli escape negli escape room game, in cui tante volte devi prendere e distruggere un componente, sono cose che vanno fatte, se no, godi a metà dell'esperienza, tanto, comunque è irrigiocabile il gioco, magari lo fai perché poi lo vuoi rivendere, però è un altro discorso. Quindi all the way è il gruppo super importante.

SPEAKER_01

Io dico una cosa: tra l'altro, vedi, ha introdotto un tema molto interessante, che secondo me possiamo anche approfondire. Ci sono quei giochi che effettivamente non sono legacy, ma sono di fatto non più giocabili. Cioè, faccio un esempio, proprio quello che hai detto tu, Unlock, o le famose Deck Escape. Sono giochi che non è che le cui componenti non sono distrutte e quindi rovinate, lasciami dire, ma sono quelle esperienze che una volta che hai risolto l'enigma, poi quel gioco di fatto non lo usi più. Cioè, io su quello, per esempio, ho un gioco simile che un figlierino carino, che si chiama Ma da memoria, mi pare 13 casi, qualcosa del genere.

SPEAKER_00

Adesso me lo vado a ripescare, poi vi do la conferma: 13 casi, potrebbe essere 13 casi, un altro gioco, anche.

SPEAKER_01

I maligni, direbbero che ci sono tanti film sul genere, però è qua torneremo il cine adattamento. Comunque, il discorso è che quello, per esempio, è un gioco in cui è di investigazione, dove bisogna sostanzialmente ricostruire, ricostruire quello che è avvenuto. Può essere un omicidio, un rapimento: insomma, tutte queste bei fatti di cronaca nera. Allora, in quel caso vi dico la verità. Nel gioco che vi ho citato, secondo me, questa logica paradossalmente non vale, perché è un gioco che ci abbiamo giocato, penso 6-5 anni fa. Se adesso io vedo una carta, dirvi che mi ricordo esattamente chi è il colpevole e che cosa è successo, mentirei clamorosamente. Tuttavia, esistono quei giochi che magari appunto come Deck Escape o come un lock, che chiusi, chiusi, nel senso, quello è il finale, quella è la logica, quella è finita. Cioè, forse l'elemento di rivendita è un po' più alto. Però pure mi chiedo: nel senso, l'equivalente di andare al cinema, nel senso compro un biglietto perché non sono poi giochi costosissimi, mi sento di dire, cioè nel senso, quello vale l'esperienza che è effimera dura una serata e poi quel gioco prende e lo rivendi, perché poi di fatto, questo è, mi sento di dire. Come la pensate voi su questo tema?

SPEAKER_00

No, no, sono d'accordo. Secondo me vale, dipende poi dal genere di gioco. Ora gli escape room sono un po' diversi. Dipende se uno è appassionato del genere, o no. Io ho giocato principalmente ad Allock, ho giocato anche a un exit, il primissimo che uscì al tempo, e l'ho trovato un'esperienza, forse anche se il costo era molto basso, un'esperienza che non mi ha entusiasmato tantissimo. Allock li trovo più carini, anche se alle volte un po' troppo complessi, con degli indizi un po' troppo convoluti da trovare, quindi, dalle volte può essere anche un'esperienza frustrante se non hai il giusto mix di intelligenza al tavolo. Non parlo di intelligenza, chi è più o meno intelligente, ma c'è chi ha, per esempio, un'intelligenza più creativa, un'intelligenza più analitica. Quindi, se hai il giusto mix al tavolo, diventa un'esperienza molto interessante perché l'enigma che non può risolvere una persona, magari viene risolto molto velocemente da un'altra, se invece vi trovate con persone molto simili a voi, oppure persone che si stancano o si frustrano molto velocemente, può diventare un'esperienza molto rivedibile. Tuttavia, secondo me, vale la pena per il prezzo che hanno, per esempio, gli high lock, che è una trentina di euro più o meno. Secondo me, vale la pena.

SPEAKER_02

Invece, la componente che distrugge in quel caso è il mistero. Sì, anche io comunque ho giocato l'unica cosa che viene in mente del genere è Chronicles of Crime, che non è proprio una escape room, diciamo, ma è più un gioco detuttivo di detective, e anche quello è un gioco in cui diciamo che una volta risolto il mistero, non lo puoi più rigiocare, in quei casi, quello come detective, la cosa che ti porta avanti è che ci sono diversi capitoli. E poi, come dicevi tu, magari la memoria fa il suo lavoro e ti scordi le cose, e quindi poi più avanti nel tempo ci puoi giocare. Tuttavia, effettivamente, anche quelli sono giochi che si possono giocare soltanto una volta e poi difficilmente rintavoli più, anche per entrare.

SPEAKER_01

Allora, io invece per cercare di per trovare questo gioco, ho fatto cadere, ho fatto tipo un disastro di dio, ho fatto cadere tipo tutto e comunque non l'ho trovato. Credo che si chiami c'è un 13, mezzo, non credo che sia 13 indizi, però, perché ho provato a cercarlo banalmente online. Guarda, qualcosa del genere, però, vi ripeto, nel senso che questo è un gioco che personalmente ha questa dinamica. Tra l'altro, è molto carino, si può fare tranquillamente a parte game. Vi consiglio, magari di non farlo con una platea molto ampia, perché dovendo andare a ricostruire la cosa, ognuno dice la sua ed è una gran cacciara e non si capisce niente sostanzialmente. Quindi, consiglio comunque di giocarlo appena capisco il titolo del gioco che non trovo più, sto quasi pensando che sia addirittura fuori produzione. Però, ecco, diciamo che possiamo sintetizzare diciamo che ci sono tante tipologie di giochi sul genere, ma il fattor comune è sicuramente sicuramente l'esperienza. Non so se a voi viene in mente qualche altro spunto di riflessione sul tema, altrimenti, se siamo tutti d'accordo, io procederei ai saluti e alla conclusione di puntata.

SPEAKER_00

Dici tu Davide Sandro, chiudiamo, siamo già arrivati. Un'ora. La puntata più lunga di sempre.

SPEAKER_01

L'argomento era veramente veramente interessante. D'altronde va benissimo, Sandro, vuoi aggiungere tu qualcosa?

SPEAKER_02

O andiamo a no, io direi vorrei proporre nello spirito della puntata, di dire a tutti quanti gli ascoltatori di commentare e ascoltarla una volta.

SPEAKER_00

Non ascoltarla mai più, solo questa, però l'altra degli altri continuare ad ascoltarla, questa è la puntata Legacy.

SPEAKER_01

Quindi, no, allora, intanto, grazie mille, grazie. Grazie, veramente, ai miei compagni di viaggio che sono Davide, Sandro. Vi ricordo come sempre che questa puntata e le precedenti le trovate sulle principali piattaforme streaming come Spotify, Amazon Music e Apple Music, oltre a altri contesti di nicchia, tra cui Antenna Pod, che è l'unico che ricordo. L'altro lo dirà Sandro, perché io non me lo ricordo. Che è Non, i cioccolatini, di ovviamente seguirci sulle nostre pagine social su Facebook, su TikTok, su Instagram a nome Ucrima sul Mipple. Vi ricordiamo tra le altre cose, che c'è sempre il nostro sito con i suoi contenuti che sono www.unacrima sul Mipple.it. E un'altra cosa, questa vista che siamo in video, si può anche vedere come fanno i giapponesi gli anime che si strofinano le mani. Sostenete il nostro progetto, cari amici ascoltatori e podcastare su Patreon. Perché abbiamo un canale perché giustamente non possiamo far ricascare tutto quanto addosso al povero Davide, che è colui che scucia costantemente gli sgei. Quindi, insomma, potrebbe fare qualcosa anche io e Sandro, ma ci siamo anche proposti di pagare in natura. Ma Davide, non so perché ha rifiutato. Io avevo proposto mele, pele, galline.

SPEAKER_00

Una piccola precisazione: il canale Patreon ce l'abbiamo è configurato, ma ancora non l'abbiamo pubblicato. Quindi stiamo aspettando che siano abbastanza le persone che ci seguono per poter poi diciamo anche chiedere un aiuto da quel punto di vista, ma sta sicuramente arrivando. Quindi è importante iniziare a fare un po' di teaser. Quello che però possono fare sicuramente nell'immediato futuro è seguirci su Spotify, su Apple Podcast, su Amazon Music. Ounque trovate un pulsante, seguimi, fatelo perché questo ci aiuta tantissimo a essere più visibili e quindi a comparire anche nelle ricerche di persone che cercano podcast su questo tema. Quindi anche quello è molto importante, un sostegno molto concreto che ci potete dare.

SPEAKER_01

Aggiungo anche che questa è una novità. Siamo presenti anche su YouTube, potete quindi anche iscrivervi sul nostro canale YouTube una lacrima sul Meeple. Credo di aver detto tutto, quindi non mi resta che darvi appuntamento al prossimo tiro di dado. Ciao,