Una Lacrima sul Meeple

Rosicate Memorabili: I giochi che ci hanno fatto perdere la testa

Davide Smaldone, Alessio De Simone, Sandro Tozzetti Season 1 Episode 12

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Le partite in cui riusciamo a far e la mossa del secolo, oppure quelle in cui vinciamo per un punto all'ultimo turno ci lasciano ricordi memorabili e un leggero senso di euforia. Questo è niente in confronto alle inc*******e che invece ci procurano quelle partite in cui proprio niente va per il verso giusto.

In questa puntata approfondiremo le partite in cui abbiamo rosicato di più in assoluto nelle nostre vite per scoprire se anche Davide e Sandro hanno un equivalente di quello che Rum & Bones significa per Alessio!

In questa puntata vi parleremo di Rum & Bones di Michael Shinall, Endless Winter di Stan Kordonskiy e di Origin Story di Jamey Stegmaier e Pete Wissinger.

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SPEAKER_02

Ed eccoci in una nuova puntata di Una Lacri sul Meeple. Siamo qui con buoni Davide Smaldone, Simone e il sottoscritto, che è il conduttore di oggi. Sandro Dossetti. Oggi si parla di un argomento molto intenso. Che sarà intenso come me. Adesso chiude il suo microfono, vale a dire rosticate memorabili. Giochi che ci hanno fatto arrabbiare, quanto ci hanno fatto arrabbiare perché ci fanno arrabbiare determinati giochi. Prima di cominciare facciamo il solito maintenance come dicono gli inglesi. Smetteremo un giorno di usare questi inglesismi, ma non oggi. Quindi vi ricordiamo che ci potete ascoltare su tutte le piattaforme di streaming come Spotify, Amazon Music, Apple Podcast, Antenna Pod, tutto quello possibile. Anche su YouTube dove in questi giorni potete vedere che siamo anche in video su YouTube, Fortunelli che non siete altro. Che potete vederci mentre mi scappolo durante i momenti in cui parlano gli altri. Poi si potete trovare sui soliti social, Instagram, TikTok, Facebook, e chi più ne ha più ne metta. E anche sul sito www.Unacrima sul Mivo.it in cui potete trovare tutti gli articoli, le trascrizioni delle puntate e anche le anticipazioni sulle prossime puntate. Ragazzi, come state? Che mi dite? Bene oggi. Non vi ho fatto neanche introdurvi, vi ho introdotto. Io sto facendo tutto da solo quindi vi volevo far dire una cosa.

SPEAKER_01

Allora, è tanto che hai una splendida zeppola che è uscita dalla tenda dei 40 anni.

SPEAKER_02

Evitiamo di fare questo effetto strain con i nostri ascoltatori. Ma oramai l'hai detto le ultime due puntate per qualche motivo, il microfono registra uno strano difetto di pronuncia, non si sa perché non sono io che sto cercando di fare il simpatico con un difetto di pronuncia, questo ve lo posso dire, stiamo cercando di capire qual è il problema. Se questa puntata non c'è, vuol dire che l'abbiamo risolto. Se c'è, abbiate pazienza, cercate di non farci caso. Grazie Alessio per averlo puntualizzato. Comunque, in questa puntata di oggi bellissimo, in questa puntata di oggi, appunto, abbiamo detto che parleremo di Rosicate, ma parleremo come al solito di tre giochi che abbiamo provato e che sono anche un po' legati alla tematica. In questo caso parliamo di Room and Bones, Endless Winter e Origin Story. Vogliamo cominciare con te, Alessio. Ci vuoi parlare di Room and Bones, che è un gioco che è caro al tuo cuore, come sapranno i nostri ascoltatori più fidati.

SPEAKER_01

Allora, intanto veramente è un bel tema quello che affronteremo oggi perché io sono uno dei massimi esperti di rosicate. Se c'è una cosa di cui io posso andarne fiero è che sono una persona assolutamente rancorosa, assolutamente anzi, forse anche più vendicativa che rancorosa. Insomma, sono una splendida persona con cui fare dei giochi da tavolo. Quindi i contatti ce li avete, li ha ricordati Sandro. Quindi, insomma, vi aspetto numerosi per se volete vedermi rosicare tipo Paperino, per intenderci, Room and Bones lo porto perché è il gioco della rosicata storica. Poi ne affronteremo di ricordi memorabili e motivi che ci portano ovviamente a rosicare. Dicendo subito cercherò di astenermi da qualunque commento cercando di darvi una descrizione il più possibile e oggettiva di questo gioco. Partendo proprio dalla data d'uscita. È un gioco infatti del 2015 progettato dalle menti malate, ma volevo dire dal genio creativo di Michael Scinal, Jeff Tidball e David Carl. Pubblicato da Common e distribuito in Italia da Asmode Italia. Poi la domanda è: ce n'era bisogno di distribuire in Italia? Col seno di poi probabilmente no. Però Asmode ci ha fatto anche questo splendido regalo. Gli autori, diciamolo subito, hanno lavorato su diversi titoli tematici e legati al mondo fantasy e avventura. Mentre l'artwork chiaramente è curato un po' dalla squadra della Camon con uno stile fortemente caricaturale, pidatesco, colorato, esagerato, quasi da cartone animato, ma con una cattiveria sotto che non ti aspetti, cattiveria che poi il gioco tende a tirarti fuori. Si gioca tra i due e i sei giocatori per circa 60-90 minuti se nessuno ribalta il tavolo. Ed è in sostanza, come dicono quelli bravi, un MOBA da lavoro, cioè un multiplayer online Arena, un gioco con due bande di eroi rivali sostanzialmente. Visto quanto mi sono preparato oggi per la puntata, stiamo parlando di un gioco che non è proprio nel mio cuore.

SPEAKER_00

Considerando che non ti ricordavi neanche che lo devi recensire, pensavo molto peggio.

SPEAKER_01

Sì, sì, sì, in realtà la mia Cristina era proprio sull'acronimo del mob, però vedi, alla fine me la sono cavata, quindi va bene così. Diciamo quindi che il gioco, tornando un po' alla recensione, è una League of Legends, ma con i pirati. Ogni giocatore quindi controlla un equipaggio con eroi unici e abilità diverse, mentre le ondate di piccoli marinari, cosiddetti creepy, avanzano automaticamente verso la nave nemica. E già qui capisci la filosofia del gioco: non controlli tutto. Anzi, viene da dire che non controlli niente nel caso mio, però. Il campo si muove anche senza di te. E nel caso mio, l'ho fatto benissimo. L'obiettivo è quello di distruggere la nave avversaria, ma per farlo, devi prima aprirti la strada tra queste ondate continue di nemici, gestendo al meglio i tuoi eroi. Ora ogni eroe ha un mazzo di abilità, quindi attacchi, combo, poteri speciali. E qui entra la parte più interessante. Il combattimento è molto rapido, diretto, ma è anche molto molto tattico. Bisogna scegliere quando entrare nello scontro, quando sapersi ritirare, quando usare le abilità migliori. Insomma, cercare di fare la partita esattamente opposta a quella che ho fatto io. Perché una volta giocate queste abilità, queste carte, non tornano indietro, o quantomeno non tornano subito. Nel frattempo il campo continua a riempirsi di unità, proiettili ed effetto. I più generosi direbbero che è un caos controllato. Poi ci sono gli obiettivi secondari, come le torri o i punti di controllo sulla mappa che aggiungono pressione, ti costringono a dividere le forze. Ma soprattutto c'è il ritmo: Ruber Bones non è un gioco di pianificazione a lungo termine, è un gioco di momenti. Quindi un attacco fatto al momento giusto può cambiare tutto. E un errore ti lascia, diciamo, travolto dalle ondate. È spettacolare, pieno di miniature, immediato da capire, ma molto molto difficile da dominare, almeno nel mio caso. E comunque la sensazione che mi ha lasciato questo gioco è sempre quella: cioè, stai facendo tutto giusto finché improvvisamente non lo stai più facendo, praticamente. Ora poi parleremo di questo gioco. Ditemi la verità: sono stato abbastanza bravo nel recensire del gioco che mi ha fatto, diciamo, tirare qualche parolaccia in più del solito, no, gli hai fatto un buon punto, una buona recensione più imparziale di quanto pensassi, devo essere onesto.

SPEAKER_02

Comunque voi ci avete giocato? Abbiamo giocato insieme insieme, se lo ricordiamo bene.

SPEAKER_00

Allora, diciamo che te lo ricordiamo. Noi, diciamo che non è uno dei miei giochi preferiti. Diciamo che non ci rigiocherei. Tuttavia il ricordo di quella partita in cui, appunto, avevamo già detto in qualche altra puntata, non ti girava niente, è veramente qualcosa di particolare. Devo dire che comunque un gioco così soggetto all'Area è un po' pesantino. Da gestire sì.

SPEAKER_02

Magari nello specifico, poi lo approfondiamo meglio. Questo discorso perché c'entra sulla rabbia causata dai giochi, però, effettivamente, è un gioco in cui poi gli attacchi che fai, anche le abilità speciali sono comunque soggetti al lancio di dadi e se le cose vanno male. Specie se poi era un'abilità parecchio costosa, può essere parecchio frustrante. Però me lo ricordo come un gioco anche divertente. Nel senso ci c'erano tante cose, per esempio, siccome è una battaglia tra due navi, devi cercare di salire sull'altra nave, c'è la possibilità di lanciarti con una corda sull'altra nave, fare cose spettacolari. Se riescono col tiro di dato, se non riescono, un po' meno. Però può essere molto divertente da quel punto da quel punto di vista.

SPEAKER_01

Comunque, carino. Se poi fai come me che con il tiro di dado e il lancio della corda, mi sono ritrovato impiccato. È tutto un altro. Insomma, il gioco cambia proprio. Ecco, genere vivienda di.

SPEAKER_00

Io credo sia un po' vittima del non essere riuscito come gioco. Io credo che le aspettative, quando è stato pubblicato da Simon fossero di un successo più importante del gioco, penso abbia un po' floppato rispetto a quelle che erano le loro aspettative. Perché una partita era grandissima. Quindi l'abbiamo detto con quel gioco componenti ottime. Gioco di miniature, ovviamente, essendo della Minor Not, con anche discrete espansioni correggimi se sbaglio, Sandro. Però hanno iniziato a sviluppare i pack di espansione. Poi ho la sensazione che si è rimasto un po' un lavoro a metà, no? E quindi alla fine si sia un po' perso. Tant'è vero che ora è 2710 nella classifica di BGG con un voto di 6-9 quindi un po' il voto, un po' sotto il 7, carne pesce, brutto, ma neanche bello.

SPEAKER_02

Sì, c'era anche un secondo capitolo, sarebbe interessante. Diciamo, se ci fossero dei professionisti al podcast, vedere se il secondo capitolo aveva un voto migliore, avevano migliorato delle iterazioni. Non siamo noi questi protagonisti, però non è importante. Sarebbe una cosa che forse poteva essere un po' un problema di questo gioco: è il fatto che, secondo me, il miglior player count era sei giocatori. Perché, diciamo, sono tre personaggi contro tre personaggi. Quindi, se uno non vuole gestire tre personaggi tutti insieme o fare due e uno e due e uno. Il miglior player count e sei giocatori, che non è proprio un gruppo facilissimo da raggiungere, comunque, volevi dire qualcosa? Hai controllato qualcosa? Davide? Ti ho visto?

SPEAKER_00

No, ci volevo dire che BGG non è d'accordo con te. Perché danno come miglior player count due: quindi uno contro uno, tre personaggi.

SPEAKER_02

Mi sembra un po' pesantino, però insomma, effettivamente magari ci può stare un testo a testa, lo capisco. A me piace più l'idea di ognuno controlli un personaggio singolo.

SPEAKER_00

Però poi diciamo, secondo me la cosa che effettivamente è buona è che il player count arrivi fino a sei, perché non tanti giochi arrivano fino a 6 e molti giochi hanno player count massimo 5 e io non so quante persone conoscete. Nel senso, almeno nella nostra esperienza, in cui poi, alla fine giocavamo sempre a coppie, nel senso, eravamo tutti accoppiati, con le corrispettive fidanzate dell'epoca, era difficile arrivare. O eravamo 4, o eravamo sei. Quindi i giochi con il player count 6 sono, secondo me, utili da questo punto di vista. Per esempio, Ticket to Ride invece che player count massimo e 5. Rimane un po' interdetto.

SPEAKER_02

Quindi, secondo me, il 2-6 è una cosa positiva, anche perché poi il player count, diciamo, a sei giocatori quando comincia a salire, finisce. Finisce nell'ambito di par game. Quindi avere un gioco un po' più, diciamo, concreto e appassionante, un numero valto di giocatori è sempre positivo. Bene, prima di approfondire troppo, poi la questione anche dei lati negativi e delle possibili arrabbiature, io direi: passiamo al gioco che voleva proporre Davide, che è un gioco molto caro al mio cuore, Endless Winter. Quindi sono curioso di sapere. Cosa ci devi dire per questo gioco?

SPEAKER_00

Allora, sì, io oggi vi parlo di Endlinter, che è un gioco da 1 a quattro giocatori. Sviluppato da il buon Stan Kortoschi. Con il comparto artistico curato da Dizyski e Yoma. Spero di aver detto bene i nomi. È un gioco che è stato localizzato. Scusate, un gioco che in italiano non c'è. Se non sbaglio, quindi è stato localizzato. Attenzione, è stato localizzato nel 2022 da Liter Rocket Games scusate. La versione invece in inglese è di Lachidac, no, sono state fatte due edizioni. Allora, qua, secondo me, c'è qualcosa che non torna su BGG. Perché BGG due edizioni: una l'Iter Rocket Games del 2022, e una Lachidac Games del 2023. Io credo che sia questa seconda, quella corretta. Quindi, perdonatemi il lapsus freudiano. Allora, il gioco è molto interessante perché di fatto è un esatto, il gioco è una collezione di minigiochi, se volete. Nasce come dinamica principale, come diciamo piazzamento lavoratori e deck building, queste sono le due dinamiche principali. Il piazzamento dei lavoratori vi permette di effettuare alcune azioni. Poi le carte che avete in mano vi permettono di determinare che cosa potete fare di quell'azione. Quindi se andate sullo spazio in cui potete costruire una capanna o acquistare un'altra carta, i simboli che avete sulle carte vi permetteranno di fare più azioni o di o acquistare una carta più potente oppure di ottenere un risultato migliore, dicevo, il gioco si sviluppa su diverse aree, perché c'è questa dinamica principale di piazzamento lavoratori e costruzione del mazzo. Poi ci sono dei minigiochi che uno ottiene che uno può fare diciamo in diverse parti sono abbastanza slegati. Questo è un po' il feeling, specialmente nelle prime partite. C'è una parte più di area control in cui è possibile costruire e piazzare delle capanne all'interno della mappa e sulla base degli esagoni che contenete, la mappa è modulare, quindi cambia anche come dimensione in funzione del player count. Nel momento in cui controllate un esagono, potete ottenere anche i benefici generati da quell'esagono che possono essere, per esempio, risorse o altri elementi che possono essere molto utili, specialmente nella fase iniziale del gioco in cui cercate di costruirvi il vostro engine, e poi c'è un'altra parte di piazzamento di monoliti. E anche si costruisce una mini plancetta in modo modulare. Ci sono diverse configurazioni che vengono presentate nelle regole e si vanno a piazzare i nostri monoliti per coprire determinati spazi e ottenere determinati benefici. Il gioco è molto interessante. Oltre a questo, c'è un'ultima dinamica che è quella del tracciato. Ci sono due tracciati in cui di fatto potete avanzare e ottenere in funzione della vostra posizione, del fatto che riuscite ad arrivare o meno alla fine del tracciato, ottenete punti vittoria e ulteriori benefici. Dicevo, il gioco è molto interessante, però l'ho portato oggi perché è un gioco in cui devi essere molto portato all'ottimizzazione e in cui questa varietà, questa abbondanza di dinamiche personalmente è un po' complicata. Nel senso mi rende il gioco un po' più complicato e non riesco mai a trovare la strategia migliore. Quindi, alle volte mi disperdo energia cercando di portare avanti più strategie contemporaneamente, oppure una volta vado dritto e mi concentro su una, ma mi faccio fregare sull'altra, e dice il motivo perché ci giochi se ti fa arrabbiare, perché invece il gioco piace molto a mia moglie, che ha una mentalità molto portata all'ottimizzazione, che quindi queste strategie le vede molto bene. E, infatti, tutte le volte mi saccagna. Diciamo è uno di quei giochi che, poi, alla fine, un po', dice, ma come è possibile? Vincere sempre lei? Innanzitutto, manco, diciamo, quello che è appassionato del lobby sarei io. Il gioco glielo ho spiegato io, gliel'ho fatto conoscere, io, l'ho comprato io. E poi lei tutte le volte mi saccagna, indipendentemente da quanta concentrazione ci metto nel provare a buttare giù una strategia che abbia un senso. Quindi un po' di frustrazione in generale c'è stata, poi ne parleremo dopo anche come fonte di rabbia. Tuttavia, il motivo per cui l'ho portato oggi il gioco come durata è dai 60 a 120 minuti. Il peso diciamo è un po' nel range medio, però, verso l'altro 3.32 su 5 voto 7.6. E si trova al 339 della classifica di Border Geek. Quindi, diciamo, un gioco apprezzato e riuscito. Che è un po' allontano dalla top 100, quindi uno dei migliori. Tra l'altro, è un gioco che è nato su Kickstarter con una tonnellata e mezzo di espansioni, forse avrai, Sandro, che aggiungono altre cose che si possono fare, non so come si riesca a gestire, visto che per me è già è molto difficile gestire tutto quello che c'è nel base, aggiungendo altre dinamiche, secondo me, diventa un po' troppo. Poi questo fatemi sapere, perché questo è uno dei giochi a cui abbiamo giocato insieme, che ci hai fatto conoscere tu, Sandro. E abbiamo fatto, se non sbaglio, un paio di partite nella stessa serata, che è un po' diciamo anomalo, perché di solito quando ci vediamo cerchiamo di provare più giochi, ma è sintomo del fatto che insomma ci fosse piaciuto parecchio, no?

SPEAKER_02

Sì, infatti volevo dire proprio questo: sapevo che il gioco ti era piaciuto quando hai proposto immediatamente una seconda partita. Tra l'altro, devo dire, secondo me, il vero motivo per cui tu l'hai messo in rosicade memorabili è perché la prima partita che abbiamo fatto è questo gioco. Nel frattempo, stavi guardando il Milan che ha preso la scoccia, e quindi, secondo me, hai associato le due cose insieme.

SPEAKER_00

Questo non me lo ricordavo neanche, onor del vero poi capirai: il Milan ne prende parecchie di scotch, quindi fatta a ricordare esattamente la data esatta, la esatto, come si dice.

SPEAKER_02

Sicuramente capiranno in tutte le parti d'Italia. Cosa vuol dire?

SPEAKER_00

Certo, che a Roma vuol dire grande vittoria.

SPEAKER_02

Esatto, esattamente, proprio quello. Comunque, sì, ci sono diverse espansioni che ho preso tutte, ma non ho mai usato. Le ho prese perché secondo me era estremamente divertente che fosse pieno di espansioni che aggiungevano modularità. Perché, come dicevi, questo gioco è carichissimo di roba ed è assurdo che abbiano aggiunto roba in più. Tuttavia devo dire che è un gioco che anche a me piace tantissimo. Mi piacciono molto gli artwork di Demico, che tanti conosceranno per architetti di Regno Occidentali e per tanti altri giochi che ha illustrato. Mi piace molto il fatto che sia un gioco molto ordinato con gli inserti e quindi sia molto facile da preparare, setappare e rimettere a posto nonostante sia carico di cose, effettivamente non è facilissimo come gioco, è molto denso, ha tante meccaniche, ha tante dinamiche e quindi non è sempre facile portarlo, anche perché si mangia un bel tavolo come spazi. È un gioco che è stranamente molto basso in classifica rispetto a quello che è, secondo me, la sua qualità è uscito nel periodo in cui sono usciti diversi giochi che erano deck building e worker placement insieme. Perché è uscito nello stesso periodo, diciamo, nello stesso anno di Ruins of Arnac e Duna Imperium, che sono entrambi giochi tutti e due con piazzamento lavoratori e deck building, che però, hanno trovato entrambi più fortuna. Personalmente, mi piace più Andre Swinter degli altri due giochi. Ruins in realtà non l'ho provato. Dune Imperium. Sì, l'abbiamo provato insieme e a me piace più Andres Winter. Mi verranno a cercare sotto casa per questo.

SPEAKER_00

Ma ti vengono a cercare che dai Duna Imperium. Secondo me è un paio di spanne sopra.

SPEAKER_02

Dun Imperium è bellissimo, non vuole essere un attacco ad un Imperium. Dun Imperium mi è piaciuto da morire. Tuttavia, personalmente a me piace più Andless Winter. Quindi l'avrei voluto un po' più sopra in classifica, non necessariamente sopra di un Imperium, ma però l'avrei voluto un po' più so in classifica, però non importa: l'importante è che ci posso giocare ed è un gioco che mi piace tanto. Ale tu te lo ricordi un po' questo gioco. Che impressioni ci hai avuto?

SPEAKER_01

Io ho veramente un gran bel ricordo di questo gioco, sinceramente. Mi rendo conto anche della complessità e capisco anche perché sta dentro dentro questo gioco.

SPEAKER_00

Secondo me non ti ricorda.

SPEAKER_01

Non mi ricordo, aiutami.

SPEAKER_00

Non ricordo niente. Era partito troppo generico. Un ottimo ricordo. Sai, quando incontri uno e gli vai? Oh, grande, grandissimo, perché non ti ricordi il nome?

SPEAKER_02

Un po' la stessa cosa, la raggio de Davide. Che freddo.

SPEAKER_01

No, scusa, in realtà veramente mi chiedo scusa, sto un attivito combattendo per chi mi ha visto in video un po' con tutto mi sta dando tutto storto da un punto di vista tecnico. Quindi mi sono perso praticamente buona parte della recensione. Però, magari sai cosa faccio? Faccio un McGuffin e faccio parlare direttamente a Davide nel frattempo che recupero quello che hai detto.

SPEAKER_02

Ma non c'è bisogno, nel senso, a questo punto, a meno che Davide non ha qualcosa da aggiungere, possiamo andare avanti e quindi parlo del gioco che volevo portare io e poi possiamo buttarci nella discussione principale. Io questa volta volevo parlare di Origin Storica, era un gioco che assolutamente volevo provare tantissimo che è uscito quest'anno a marzo, se non sbaglio, almeno in Italia è stato portato a marzo. È un gioco che ha un media voto del 7.3 su BGG posizionato a 2076, un peso 2.10, non 10.2, perché sennò voleva dire che era ingiocabile. E si gioca da 1 a 5 giocatori. Gli desig sono Jamie Segmeyer e Pete Wessinger. Quindi se c'è Jamie Segmaier, potete immaginare che è stato prodotto appunto da Aston Meyer Games. L'artista principale è Clementine Campado, che devo dire, ha fatto un lavoro eccellente perché l'artwork di questo gioco è bellissimo. Di che cosa si tratta? È un trick taking, vi sorprenderà, lo so, non se ne vedono tanti in giro ultimamente, ma è un trick taking in cui noi dobbiamo cercare piano piano di costruire il nostro supereroe. Come funziona? Noi abbiamo una board principale che è sostanzialmente un tablo building. Noi piano piano durante la partita riceveremo dei poteri e i poteri ci servono sostanzialmente per alterare come funzionano i trick della partita. Ricordiamo velocemente i trick takging, che sappiamo già più o meno come funziona, è come la briscola cala una carta di un seme, tutti quanti devono seguire quel seme, chi ha il numero più alto, vince. In questo caso, quando mi è stato spiegato il gioco, mi è stata detta una cosa che mi ha fatto molto ridere: l'amore e la briscola, il seme dell'amore e la briscola, l'amore e la briscola è una cosa che mi fa molto ridere e me la vorrei tattare sul braccio, francamente.

SPEAKER_01

Comunque, ci sono vecchi di paesi: in Veto che potrebbero parlarne per ore penso di questi accostamenti esattamente.

SPEAKER_02

Comunque, l'obiettivo del gioco sostanzialmente è fare più punti possibili. Prima di iniziare, i punti si fanno in teoria col trick. Tuttavia, prima di iniziare ogni round, noi possiamo decidere se giocare da cattivi o da buoni. Se giochiamo da buoni, vinciamo un punto per ogni trick che abbiamo vinto. Se giochiamo da cattivi, vinciamo automaticamente 4 punti se riusciamo a non vincere nessun trick durante il round, che è parecchio più difficile! Speci se ci sono più cattivi durante un round. Per aiutarci in questo appunto, ogni turno prendiamo dei poteri diversi che ci aiutano ad alterare come si gioca una normale mano di briscola. Per esempio, mi ricordo che avevo un potere a un certo punto che mi permetteva di forzare un altro giocatore a giocare la mano al posto mio, e cose del genere. Quindi piano piano cominciamo ad aggiungere poteri e quindi a alterare come si gioca la partita. Secondo me è molto interessante perché il trick taking oramai è un genere che si sta diciamo espandendo tantissimo, ci sono tantissimi esempi di trick taking oramai sul mercato, ne stanno uscendo sempre di più in tutte le salse. Il vantaggio di questo gioco è che veramente i poteri fanno veramente diventare la partita assolutamente imprevedibile, e quindi il gioco riesce a non essere un classico trick taking scontato perché ogni volta questi poteri pazzi scombinano un po' i piani e scombinano il gioco. A me il gioco piace tantissimo. Il motivo per cui l'ho portato oggi è perché posso capire come una persona possa giocare a questo gioco e detestarlo profondamente. Perché? Proprio per il motivo che stavo dicendo. Vale a dire in base ai poteri che ti capitano, il gioco può diventare molto facile o molto frustrante. Ti puoi trovare contro una persona che ha dei poteri che gli stanno facendo guadagnare tantissimi punti e te con poteri che non riesci bene a gestire. Peggio ancora, a metà partita si scatenano degli eventi che potrebbero rendere i tuoi poteri meno utili o più utili i poteri di qualcun altro, e quindi diciamo attenzione: lato negativo: questo gioco può toglierti tanto controllo dalle mani. Può diventare un'esperienza frustrante perché con un po' di sfortuna o un po' di fortuna, la partita può prendere una direzione molto forte verso qualche giocatore. Tra l'altro, l'ultimo turno, tutti quanti prendono un potere finale che può veramente dare una scarica di punti a qualcuno e quasi niente a qualcun altro. Quindi questo può essere molto frustrante. A me piace, secondo me è divertente. Se uno lo gioca non con l'intenzione di giocare a un gioco, diciamo, competitivo, super mirato, in cui tutte le scelte sono importanti, in cui uno deve fare la partita della vita e deve considerare tutte le opzioni, ma lo gioca come un gioco pazzo, divertente in cui non sai mai che può succedere, in cui da un momento all'altro puoi sfoggiare un potere assurdo che ti fa vincere un sacco di punti può essere assolutamente divertente. Se lo giochi come un gioco equilibrato, non è un gioco equilibrato. Quindi attenzione a chi lo volesse provare, perché c'è questa questione. Voi ne avete sentito parlare? Avete intenzione di provarlo? Io ve lo vorrei far provare perché a me piace un sacco.

SPEAKER_01

Io aspetto di provarlo. Io aspetto di provarlo, però ti dico la verità: grazie per la dritta. Nel senso che se mi dici guarda, faccio anche scusate, un breve inciso. Qualche puttata fa il buon Sandro, ha parlato di Bloodbath Moon Colony. Non so se datai. Grazie mille. Effettivamente quello è un gioco dove sostanzialmente è un gioco che ti prende a calci nel sedere. Cioè sai che a un certo punto non potrai fare niente per evitare che ti prenda a calci nel sedere. E tutto sommato, se uno approccia un gioco in questo modo viene anche un po' più difficile rusicare. Così magari intanto diamo una piccola infarata dell'argomento. Effettivamente Origin Story mi piacerebbe molto provarlo, ma appunto, grazie per la dritta, perché tendenzialmente io vado abbastanza concentrato sul gioco. A quanto pare se ci vado così, probabilmente dopo due minuti mi butto dalla finestra quindi grazie della dritta.

SPEAKER_00

Però ancora non l'ho provato e aspetto di provarlo con voi, io devo dire che non ho proprio i tricte che non sono proprio nella lista dei generi che mi piace tanto. Li sto iniziando ad apprezzare più che altro perché sono facili da intavolare e spesso facili da spiegare, quindi magari uno ci gioca più di tanto, però mi fanno discretamente rosicare: perché c'è molto caso e soprattutto, diciamo, sono anche, secondo me, più influenzati da chi è più portato a giocare a questo tipo di giochi. Secondo me c'è un'abilità. Se qualcuno, per esempio, non so, avete mai giocato a quelli che sono fortissimi a giocare a 3-7 o a Scopa Briscola.

SPEAKER_01

Vabbè, Davide, il primo semestre di qualunque università, i principi di 37.1. Se non sbaglio.

SPEAKER_00

Io non ero tra quel, io non ero tra quelli che all'università è in pausa giocavano a 37, quindi è uno dei motivi, ma neanche solo le regole del 37. Tra l'altro, vi voglio anche dare questa notizia. Per cui mi trovo sempre in difficoltà, visto che molti hanno questo background, non è proprio il tipo di intelligenza che ho io. Ora diranno: questo è stupido. Non riesce a giocare, allora diciamolo subito.

SPEAKER_01

Allora, Davide, confermiamo che non è stupido, si è laureato assolutamente nei tempi con lode, è una persona: Lode non è roba da me, purtroppo. Ma fatti gli affari tuoi, ma io ti ho detto che c'è la lode.

SPEAKER_00

Ma può essere sinceri, Ale?

SPEAKER_01

Questo è un altro motivo per cui Davide è una persona molto molto affermata e apprezzata nell'ambito lavorativo, perché è una persona assolutamente trasparente, a differenza di anche sono opaco.

SPEAKER_00

Anzi, dobbiamo andare, perché c'ho Bezos che mi guarda un attimo vedere per quanto mi si litigano, proprio.

SPEAKER_01

però diciamo che il fatto che tu non sappia giocare a 37 è secondo me è una grave lacuna. Quindi, dai Sandro, ricordiamoci di insegnare 37 a Davide, la prossima volta porto anche le Piacentine.

SPEAKER_00

Esatto, però è giocato con fiasco di vino e bestemmia esatto, anche la fini giù.

SPEAKER_01

Qualunque carta, esatto, assolutamente.

SPEAKER_02

Tuttavia, magari a te potrebbe piacere questo gioco, perché appunto il saper contare le carte, sapere che carte hanno gli altri, non serve a niente se poi sputta fuori il potere che manda tutto in vacca. Quindi da quel punto di vista livella un po' le capacità con i giochi di carte che possono avere gli altri.

SPEAKER_00

Vedremo, vedremo. Dai, questo lo proviamo. Lo proviamo. Perché poi, alla fine, comunque i trick taker, alla fine, quando abbiamo giocato a Phishing, che è un gioco di Friedman Frieza che ci hai fatto provare. Tipico trick taker, non mi è dispiaciuto, tanto è vero che l'ho comprato e ho provato anche a giocarlo con altre persone, devo dire risultati un po' misti. A qualcuno è piaciuto, a qualcuno no.

SPEAKER_02

Poi magari un giorno ne parleremo perché è un gioco interessante. Comunque, passando all'argomento du jour, ragazzi. Allora, questo è un argomento interessante l'arrabbiarsi e il rosicare durante le partite, quante volte capita, quante volte non capita, secondo me, a tutti noi qualche volta è capitato di arrabbiarci con qualche gioco, è interessante come argomento perché io pensavo di essere diventato un po' immune da questo. Poi mi dite anche voi se avete questa avete avuto questa sensazione. Ho avuto la sensazione che quando è cominciato a diventare più difficile trovare il tempo di giocare, che, però, è direttamente proporzionale a quanta voglia ho di giocare, cioè più voglia ho di giocare meno riesco a giocarci. Ho notato che mi arrabbio di meno perché alla fine, tendenzialmente, quando gioco, sono talmente contento che sono riuscito a giocare che sono riuscito a intacolare qualcosa che alla fine vinco, perdo, non mi importa. Sono contento di essermi fatto una partita. Questo è quello che pensavo fino a che, proprio questo mese, mi sono arrabbiato tantissimo giocando con mia moglie Adam Matt perché è arrivata la nuova espansione Bruce Lee contro Muhammed Dalì e io ero arrabbiatissimo. Usiamo termini, diciamo che non devono essere radiofonici, radiofonici, perché Bruce Lee è un personaggio intollerabile da affrontare, è rottissimo, fa malissimo, e quindi io ero nero a fine partita quindi, anche perché ero Muhammedali esatto, esattamente. Non proprio l'ultimo ecco! Quindi ero estremamente nero, ero doppi nero e quindi purtroppo ogni tanto ancora non sono immune alla rosicata. Voi di recente avete rosicato per qualcosa?

SPEAKER_00

Allora, anzitutto diciamo che siamo tutti persone mature, noi queste cose non le facciamo, la prendiamo sempre benissimo, non ci arrabbiamo mai. Allora, io ho diverse cose che, come dicono i giovani, mi triggerano. Senti che slacco! Tra l'altro, posso raccontare, visto che ora abbiamo anche il video su YouTube, io pensavo, siccome noi quando ci registriamo, ci vediamo in verticale quindi, tre schermate verticali affiancate, ho preso il casino che ho sul divano le mie spalle e l'ho spostato tutto da una parte. Ma ho scoperto che quando invece facciamo delle clip, per esempio, per fare il lancio della puntata su Instagram, in automatico il software con cui registriamo ci riarrangia e quindi ci mette invece che i nove sedicesimi in verticale, in 16 non in orizzontale. E quindi, diciamo, vedrete nelle clip della scorsa puntata anche un po' di casino che ho sul divano perché pensavo non si vedesse, ma in realtà quando poi allarga l'inquadratura si vede e come e anche questo, un po' chiaramente mi ha fatto un filino rosicare e sono anche un po' perfezionista. Però ci sono due cose.

SPEAKER_01

Io un filo, vogliamo rassicurare tutti a casa.

SPEAKER_00

Ci sono due cose che veramente mi intrigano. Uno è la in realtà tre. Allora, la prima è perdere un fottio di punti, quindi, se tipo perdo, e questo succede spesso con mia moglie. Quindi, se perdo e mi tipo 50 punti di distacco, mi incavolo come una faina, perché proprio non la reputo possibile. Poi io ho elaborato anche un motivo, specialmente sui giochi nuovi, perché poi tendo a perdere di così tanto. Però capita spesso e mi fa veramente arrabbiare. In realtà sono quattro le cose. L'altra cosa è quando l'altro ti fa le cose inutili per lui, ma solo a danno tuo. Quindi, tipo, sei arrivato a fine partita, lui non può fare più niente, quindi, tu potresti fare ancora qualcosa, allora ti prende la tessera e a lui non serve solo per togliertela. Che è ovviamente una strategia lecita. Tuttavia viene da saltare il tavolo e darti una testata sulla noce del capocollo. Come direbbe esatto, lo fai tu, Ale. Adesso si indicava perché ci ascolta e basta.

SPEAKER_01

Mi autodenuncio per ora, mi autodenuncio, è vero, io sono uno di quelli che fa queste cose.

SPEAKER_00

L'altra cosa che mi assolutamente fastidio è quando c'è un gioco molto influenzato dall'Ala. Vi faccio un esempio che è il classico risico. Che tu diciamo ammassi tipo l'armata, la quarta armata borbonica con 18 gara armati, attacchi quello che ha un caro armato per puzza, iniziate a tirare i dati, e vince quello che difende. Ecco, questa è un'altra cosa che mi fa andare ai pazzi, perché annulla di fatto la strategia che uno può aver messo nel gioco e poi non succede raramente. Tuttavia, per esempio, a me è successo quando ancora giocavo a quel tipo di giochi. Quindi si parla di 30 anni fa, 30 anni, 25, forse sicuramente, e ancora me lo ricordo. Quindi ho una roba che mi ha segnato. Poi la quarta ve la dico dopo, se no parlo solo io. Vi ritrovate un po' in queste tre cose che vi ho detto?

SPEAKER_01

Allora, io faccio. Partiamo da una base. Io sono veramente il rosicone per eccellenza: nel senso, io per anni ho rosicato. Ma voglio dire subito una cosa a favore dei rosiconi. Secondo me, chi rosica del gioco è perché gli piace, nel senso che se fosse una cosa di cui non ti interessa in quel momento, no? Quegli bravi, i manager bravi dicono to be here now. Quindi significa essere proprio concentrati sul momento. Quindi il lasciarsi trasportare da un gioco e arrabbiarsi perché una strategia non sta riuscendo, perché non sta andando come ci aspettavamo che andasse, secondo me è sintomo che il gioco ha fatto centro: cioè nel senso mi sta piacendo, mi sto appassionando e anche se in quel momento sto rosicando, mi sto in fine conti divertendo. Cioè, poi in realtà non è vero, non mi sto divertendo, sto rosicando come un picchio. Però significa che ci sto proprio anima e corpo nel gioco con gli altri. Quindi, secondo me, è una bella forma di attaccamento e di coinvolgimento del gioco. Detto questo, io sono un gran rosicone, nel senso che quello che ha detto Davide, io l'ho fatta, una partita con Racing Sun non c'era Davide perché altrimenti mi avrebbe menato, c'era per Sandro, lo ricordavamo proprio neanche qualche giorno fa. Io a un certo punto ero decisamente ultimo, mettiamola così, non c'era proprio verso che io potessi schiodarmi dal mio ennesimo cucchiaio di legno e ho iniziato letteralmente a dare fastidio a tutti. Cioè, ho dato fastidio a tutti.

SPEAKER_00

Ma quello già lo facevi l'inizio della partita, secondo me, senza impegnarti particolarmente.

SPEAKER_01

No, no, no, no, no, però allora, tu, la Singò è un gioco che un pochino ti porta, se vogliamo, allo scontro, anche se non sarà mai come New Vegas. Vado a memoria.

SPEAKER_00

No, New Angeles, New Angeles stai dicendo, Angeles, bravo, esatto, proprio lui, esatto, esatto. Hai fatto un misup perché New Vegas in realtà è una cosa che esiste: di Fallout. Forse ho visto, è un videogioco e era anche nella seconda stagione di Fall Out.

SPEAKER_01

Esatto. No, però appunto nel senso che la rosicata memorabile è room and bond, ma perché il gioco si era già squilibrato, complice la mia sfortuna per l'amor di Dio. Tuttavia, come abbiamo ricordato più volte, quando un gioco prende una piega per cui qualunque cosa io possa fare, non riesce niente perché niente ti fa riuscire il gioco. Io a quel punto un po' ti dico: vabbè, ma allora io che cosa gioco a fare se qualunque cosa io faccio non posso radrizzarla. È un po' quello che è successo a Rum and Bonds ed è quella cosa che è l'enorme senso di frustrazione. Altre cose che effettivamente mi creano un certo disagio da un punto di vista emotivo, è quando mi impegno io personalmente a fare tutta una serie di strategie, complessi elementi leve, specchi, poi arriva qualcuno che per risolvere un obiettivo terziario, mi prende la risorsa che per me costituiva l'obiettivo primario, e a quel punto esplodo praticamente.

SPEAKER_00

Questo capisco è come quando a Tichetto ride, tu stai che ti stai facendo la tratta da Parigi a Molens 74 Trinini e c'hai un pezzo da uno, e arriva uno, tipicamente mia madre, inconsapevole di quello che sta facendo, io metto uno qui così, ricordo una partita a Di Caion che è un bel pick up and delivery molto carino in cui c'era Alessio che strillava la moglie.

SPEAKER_02

Chiara! Se tu prendi questa cosa, mi rovino tutto arrabbiatissimo, e il matrimonio ha bacillato.

SPEAKER_01

Attenzione! Rischiava di saltare tutto per colpa di Kaion.

SPEAKER_02

Ne avete neanche sposati, quindi hai rischiato ancora di più di che non succedesse, esatto, sì, sì, sì, perché poi io mi dedico proprio al gioco.

SPEAKER_01

Però ecco, diciamo, queste sono le due cose, due casistiche in cui mi fanno veramente veramente tanto tanto.

SPEAKER_00

Ma adesso diciamolo è così: o è così committato al gioco, o è su YouTube. Una delle due mentre va avanti la partita, oppure se gioca la Roma, guarda la Roma, quindi, mai giocare con la televisione.

SPEAKER_01

Si può essere multitasking ad essere contemporaneamente su YouTube e sulla Roma, comunque voglio tranquillizzare tutti, non da uomo, però le donne, forse, l'uomo è chiaramente monoasking. Ah sì, vabbè, intanto le metto tutte e due anche per dare fastidio a chi sta giocando in quel momento. Quindi anche solo per quello.

SPEAKER_02

Perché Alessi è passionale come tutti i campani, comunque devo dire che hai tirato fuori un tema molto carino: molto interessante. Sono d'accordo con te Ale sul fatto che è meglio, anche secondo me, avere al tavolo uno che rosica perché ci sia appassionato al gioco o perché comunque in quel momento è in bolla, piuttosto che avere qualcuno a cui chiaramente non gliene frega niente e preferirebbe stare da qualche altra parte e quando non è il suo turno, tira fuori il telefono. Su questo sono molto d'accordo con te. È una cosa che penso sempre anch'io. Ogni tanto dico anche: se qualcuno magari rosicanastico, dico va bene. Sono contento che rosichi perché vuol dire che ti stai divertendo, vuol dire che ti stai appassionando e questa comunque è una cosa positiva. Ovviamente, ragazzi, non vi stiamo dando un pass per prendere e strillare come fa Alessio. Perché comunque sempre in tasti quanto è liberatorio, quanto è liberatorio liberatorio, però le cose vanno fatte in moderazione. Io, infatti, anche io effettivamente, per un periodo, soprattutto i primi tempi quando mi ero approcciato a lobby, riconosco che ero un rosicone clamoroso. Ce ne sono finite partite anche a Moonkin prese veramente veramente male, in cui, però, poi piano piano ho cominciato a rendermi conto di ok, se voglio che le persone vogliano continuare a giocare con me, devo anche darmi una regolata in quello che faccio. E quindi è giusto cercare anche un po' di entrare in un'ottica di è più importante giocare o è più importante vincere? Questa, secondo me, è una delle cose, uno dei consigli che mi sento da dare a tutti i potenziali Roquisiconi che ci stanno ascoltando. Perché alla fine la cosa bella del gioco è giocare, no?

SPEAKER_00

Ma invece posso fare una domanda: vi è mai capitato di subirla la rosicata? Cioè, nel senso, voi eravate che giocate. Non solo con Alessio, ora non insistiamo. Cioè, di stare tu sarai che giochi tutto tranquillo. Ha anche contento perché se ti sta venendo, magari sai quella mossa in più, e l'altro si incavola con una faina.

SPEAKER_01

Raramente io raramente, credo in quelle rare volte, sempre da parte della stessa persona che è tua moglie, Sandro.

SPEAKER_02

Sì, devo dire che salutiamo Francesca, che sicuramente ci starà ascoltando. Insomma, quando questa puntata sarà uscita, e devo dire che anche Francesca ha. Suoi momenti di rosicata importanti durante la partita, che sono un grosso problema per me, perché tendenzialmente poi Francesca quando si arrabbia, la prima cosa che dice è: Questo gioco non mi piace, ma questo gioco non ci voglio giocare mai più. E siccome tendenzialmente io il 90% delle partite le faccio con lei, quando dice questo gioco non ci voglio giocare mai più, so che questo gioco finirà a prendere polvere o verrà venduto, quindi, diciamo che questo tipo di rosicata per me è particolarmente preoccupante quando lo fai. Tra l'altro, siamo passati a giocare molto ai cooperativi anche per quello. Perché, diciamo che le rosicate a quel punto sono più comune, mezzo Caudio e si affrontano con più serenità.

SPEAKER_00

Lo penso, dottor Pivetta, lo pensò, perché anch'io avevo una persona diciamo, in mente che non è tua moglie, ma è mia moglie. Ma non ne parleremo in questa puntata, perché assolutamente non ho niente da dire, è una donna perfetta e la stimo molto. Come persona, la vedo dietro. No, però ascolterà questa puntata in futuro, quindi mi voglio tutelare. Tuttavia, è capitato che magari io facessi una mossa, devo dire inavvertitamente più riuscita, diciamo, causassi un po' di sdegno.

SPEAKER_01

La domanda che mi faccio è: ma nel momento stesso in cui ecco, vedi nel momento stesso in cui c'è quel coinvolgimento tale che ti porta a dire: No, basta, sai cosa, io questo gioco non ci voglio più giocare. Allora da un lato è una reazione che io comprendo, perché nel senso che adesso ci sono fatti un po' l'idea che io sono una persona molto fumina, che è vero, per carità. Tuttavia, nella vita reale tendenzialmente, io se posso evitare uno scontro, lo evito. Cioè, magari ecco, magari troverò mille modi alternativi per far di potermi vendicare, ma nel momento non vado mai allo scontro diretto. Quindi magari quei giochi che possono generare uno scontro diretto e quindi un confronto acceso diretto, magari qualcuno potrebbe non volerlo fare. Mi trovo a dare anche un paio di risposte. Mi faccio domande e vi do la risposta, però voglio sapere la vostra. Qualcrebbe dire: vabbè, ma allora evita un certo tipo di gioco. Quindi vi chiedo a voi: forse ci sono dei giochi che per la loro caratteristica è meglio proprio evitare di comprarli, oppure, secondo voi, è un po' la meccanica del gioco che nasce proprio con quell'intento di voler creare quel tipo di situazione? Non so se vi avete capito, sono stato un po' cervellotico. Forse.

SPEAKER_00

No, ci abbiamo capito. Ma secondo me entrambi ci sono dei giochi che nascono esattamente con quell'intento, e se non ti piace quel tipo di gioco, è meglio evitarli. Però Insane è uno di quei giochi che nasce per creare, diciamo, alleanze che poi si sfaldano, tradimenti, eccetera. Un altro molto famoso a cui non ho mai giocato per evitare di andare in galera, è Diplomacy, che è un gioco di parecchi anni fa, che è conosciuto proprio perché è un gioco di politica, di geopolitica, con diciamo, uno degli obiettivi è arrivare al successo, ma il tradimento è molto comune. E quindi secondo me volano gli stracci, per cui questo è uno di quei giochi che tendenzialmente evito perché uno se gioca vuole avere una buona esperienza. Tuttavia, se per questo io evito anche Su Mario Kart sul Super Nintendo Mini, perché mia moglie penso potrebbe andare a fare i campionati europei di Super Mario Kart. E una delle rosicate più memorabili che abbia mai fatto nella mia vita è quando lei, praticamente mi aveva doppiato, e io era la pista quella che si cadeva di sotto, praticamente si sentiva solo dico che cadevo di sotto. Vi giuro: seguito da bestemmie, ma è proprio, in quel momento non ero non ero in pieno controllo delle mie facoltà di intendere, e di volere, è stata veramente una roba. Quindi meglio non poi con i giochi da tavola, secondo me è difficile arrivare a quel livello là. Meno che veramente proprio non ti succede qualcosa di incomprensibile. Però, insomma, certi giochi preferisco evitarlo e sono d'accordo con te. Anche noi, quando ci serve un po' una pausa, ci spostiamo sul cooperativo per essere sicuri, di non creare problemi.

SPEAKER_01

Tuttavia, ci sono giochi, scusate, che un po' potrebbero avere quell'intento e non sempre ci riescono. Mi viene in mente falso, cioè per intenderci, oppure per esempio, dei giochi che secondo me non nascono con quelle intenzioni, però vuoi o non vuoi ti ci ritrovi per certi versi i Kion per fare un esempio. Cioè, i Kaion non nasce come un gioco di scontro se vogliamo, o che ti può portare a questo tipo di eccessi. Paradossalmente viene sempre in mente Nemesis. Adesso io non ricordo come reagisci, non penso bene, ma non credo di aver lanciato nulla a nessuno, io sono morto davanti alla sciaruppa di salvataggio, ma lì, lasciatemi dire, è proprio un ulterior ritato che è finito storto, quindi c'è poco da arrabbiarsi con i giocatori di turno.

SPEAKER_02

No, infatti, i tagli nel problema sei tu. Quello va detto, però ci sono effettivamente dei giochi in cui la frizione tra i giocatori è la base del gioco. Ci sono i giochi che richiedono nella meccanica che i giocatori tra loro si scontrino e magari si arrabbiano anche. Quindi, in quel caso, il consiglio è conoscete il vostro gruppo, conoscete voi stessi. Se siete un gruppo che è in grado di arrabbiarsi al tavolo perché fa parte anche del gioco e poi chiusa la partita, chiusa tutto, amici come prima, ci siamo divertiti anche perché arrabbiarsi faceva parte dell'esperienza, viene in mente anche King's Dilemma di cui abbiamo parlato un po' di tempo fa, in cui tradimenti e negoziazioni possono portare anche a persone che vengono diciamo isolate in un voto e possono portare a litigare. Difatti, se ti ricordi Alessio, noi in quel gioco avevamo implementato la regola in cui se un'arrabbiata diventava troppo violenta, ci si beveva un goccetto di qualcosa brindava insieme le due persone che stavano scudendo e si seppelliva e l'ascia immediatamente.

SPEAKER_01

È vero, è vero, è vero, una regola bellissima che ha fatto le ricchezze di grandi casate di distilleria.

SPEAKER_02

Esatto, quindi diciamo che ci sono dei giochi che portano ad arrabbiarsi come parte anche integrante dell'interazione del gioco. Quindi, se siete persone che non hanno problemi poi a lasciare da parte questo tipo di cose sono giochi anche divertenti. Se non siete persone così, scegliete giochi un po' con interazione meno pronunciata e magari cooperativi. Se vi arrabbiate anche lì, ragazzi. Allora il problema siete voi. Comunque, con quest'ultima per la disaggezza, io direi, ragazzi, che anche oggi abbiamo fatto una puntata interessante. Ci siamo divertiti, abbiamo portato tanti bei ricordi di arrabbiature, specialmente di Alessio da condividere con tutti quanti Vincenze. Quindi io comincerei a salutare tutti quanti. Ricordando i nostri ascoltatori che ci trovano appunto su tutti i canali di streaming come Spotify, YouTube, Amazon Music e Apple Podcast, che ci possono trovare sui social e ci possono venire a raccontare le loro arrabbiature, quali sono i giochi che li fanno arrabbiare e perché e se hanno anche loro dei consigli su come fare a mitigare la cosa e se ci vogliono avvisare che ci sono giochi particolarmente rabbiosi da questo punto di vista. Quindi venite a cercare su Instagram, Facebook, TikTok e raccontateci la vostra. Siteci anche sul sito www.nacrima sul nipo.it per tutte quante news, informazioni e anche uno snack peak delle prossime puntate. Ce ne abbiamo ancora tante. Pronte. Non vediamo l'ora di parlarne. Ci sono un sacco di argomenti. Su cosi. Per adesso. Io saluto i miei compagni di viaggio. Quindi Alessio Ciao ragazzi Davide, vi saluto e vi rimando al prossimo tiro di dado. Ciao.