Una Lacrima sul Meeple
Un podcast pensato per tutti gli appassionati del gioco da tavolo che si struggono sull'impossibilità di giocare tutti i giochi nella loro collezione. News, Recensioni, approfondimenti su case editrici ed autori e molto altro ancora!
Una Lacrima sul Meeple
Il Mio Gruppo è Differente...
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Per gli appassionati dell'hobby avere un bel gioco da giocare è sicuramente importante, ma lo è ugualmente (o ancor di più) avere le giuste persone con cui giocarlo. In questa puntata parleremo di quanto giocare con il gruppo giusto possa cambiare in meglio la nostra esperienza e quanto, invece, intavolare il gioco sbagliato con gli amici sbagliati può condurre al disastro.
Quante volte vi è capitato di fare una partita molto più bella (o brutta) grazie (o per colpa) delle persone con cui avete giocato? Alessio, Davide e Sandro ci parlano delle loro esperienze e di come hanno imparato a scegliere il gioco giusto per le persone giuste per fare in modo (o almeno provare) a far passare a tutti un pomeriggio o una serata speciale
In questa puntata vi parleremo anche di Voodoo di Francesco Giovo e Marco Valtriani, Magic Maze di Kasper Lapp e Hot Streak di Jon Perry.
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Benvenuti benvenuti cari amici pod ascoltatori. Senti che termine che ho cognato a questa nuova puntata di una lacrima sulla Meppoll. Io sono Davide e insieme a me ci sono Sandro e Alessio. Vi ho introdotto io così ci siamo tolti dall'impaccio, perché vi spieghiamo il perché. Più tardi, oggi puntata dedicata ai giochi, ma ai giochi visti in funzione delle persone con cui le giochiamo. Quindi è la compagnia che fa il gioco o il gioco che fa la compagnia. Questo è l'annoso interrogativo che esploreremo. Insieme al tema della giornata, ovviamente vi recensiremo tre giochi che in questa puntata sono Magic Maze, Voodoo e Ostrick. Quindi due classici, due oldies but goodies e invece un gioco nuovo che è Ostric che porterà Sandro, che ha già riscosso molto successo, specialmente oltre oceano. Potete, se volete, anzi, forse quasi dovete mettere un seguito su Spotify se vi piace questa puntata in modo da rimanere aggiornati. La stessa cosa lo potete fare sui nostri canali social, Instagram, Facebook e TikTok. Oppure andare a vedere il nostro sito dove trovate tutti i temi delle puntate attuali, passate e future. Trovate tutte le puntate che abbiamo già fatto. E potete un po' avere anche altre informazioni sul mondo dei giochi da tavola. Ecco, ora siamo tutti in postazione, quindi vi posso far salutare veramente. Ciao Sandro, ciao Ale, ciao a tutti, ciao ragazzi, c'è stato un piccolo problema prepuntata perché Alessi era chiuso fuori casa, ma non stiamo a cavillare. Diciamo, alla fine si è risolto.
SPEAKER_03Mi hanno aperto, mi hanno aperto alla fine.
SPEAKER_02Dai, in senso figurato o in senso fisico, perché potrebbe avere.
SPEAKER_03In tutte le accezioni che vogliamo. Bisogna essere anche inclusivi.
SPEAKER_02Allora, oggi il tema è ricco e interessante. Penso che abbiamo portato tutti i giochi che un po' ci azzeccano con la tematica. Cioè, sono giochi che possono andare particolarmente bene e essere molto divertenti se giocate con le persone giuste, oppure possono fare abbastanza schifetto se invece giocate con le persone sbagliate. Quindi io, ciancio, le bande, bando alle ciance, direi di iniziare con Sandro che ci parla di Ostrick.
SPEAKER_00Sì, parliamo di Ostrick, che come dicevi tu, è un gioco che è uscito l'anno scorso ed è andato subito benissimo. L'anno scorso Sieme ha fatto uscire insieme praticamente Ostric e Magical Atlet hanno fatto tutti e due il megabotto. Di Magical Atlet parleremo più avanti perché pure quello è un gioco interessante. Oggi parliamo di Ostric. Oxtric, appunto, come detto, prodotto da Siem, che è una casa di produzione molto interessante, che sta tirando fuori un sacco di giochi molto molto belli ultimamente. Il game designer principale John Perry, l'artista molto brava che ha fatto che si è occupata di tutto quanto il lavoro di illustrazione Gariepi. Il gioco è in questo momento in classifica al 370 370 ⁇ posto della posizione di BGD con un 7.9 di metavoto. Il gioco si gioca da 2 a 8 giocatori, meglio in 5 o 6, quindi un player count molto elevato si gioca in una ventina di minuti e il peso del gioco è 1.22, quindi è un gioco piuttosto leggero. Di che cosa si tratta? Ecco, facciamo una cosa: facciamo per i nostri per quelli che ci seguono su YouTube, per chi non ci segue su YouTube, diciamo così, poi faccio vedere anche il gioco se ci riesco così. Se abbiamo un valore aggiunto per chi ci segue su YouTube, eccolo qui. Allora, di che cosa si tratta? È gratis, ragazzi, qua proprio ci roveniamo. Dicevo, Hot Strick è un gioco di scommesse sostanzialmente. In cui dobbiamo appunto siamo tutti scommititori che scommettono su questa corsa, però non è una corsa normale, è una corsa di mascot. Avete presente le mascotte dei giochi di football o di baseball americani, tutti vestiti in quei costumoni antropomorfi, scomodissimi, ecco, l'idea appunto è che noi scommettiamo in una corsa di queste mascotte. Essendo appunto tutti vestiti in questi costumi molto ingombranti. La corsa può prendere, diciamo, delle pieghe inaspettate. Perché queste mascotte possono inciampare, girarsi e cominciare a correre dalla parte sbagliata, intruppare tra di loro. Quindi, l'idea è molto divertente di base e il gioco è un caos completo. Ogni turno abbiamo la possibilità di vedere quali saranno alcune delle mosse che usciranno dei vari corridori e quindi farci un'idea di come potrebbe andare la loro corsa. Però prima di fare la gara, poi avremo l'opportunità di aggiungere dalla nostra mano un'altra carta che è una carta che può dare un movimento a un corridore o farlo cadere o farlo rigirare. Quindi abbiamo la possibilità un po' di influenzare la corsa e quindi indirizzare anche le nostre scommesse a riguardo. Quello che facciamo non è garantito, perché comunque prima della corsa tre carte verranno scartate. Quindi non sappiamo mai veramente di preciso cosa uscirà e quando uscirà. Però, diciamo che abbiamo la piccola possibilità di influenzare un po' le nostre possibilità nella gara e di indirizzare le nostre scommesse. Quindi diciamo che è un gioco estremamente caotico, perché il personaggio su cui scommettiamo potrebbe tranquillamente cadere e farsi travolgere il primo turno o correre fuori come un fagiano o girarsi e farsi 600 km di corsa dalla parte opposta e farsi eliminare. Però, d'altra parte abbiamo anche una piccola possibilità di influenzare non soltanto come andrà la gara, ma anche fare un po' di manipolazione del mercato? Perché se un personaggio che sta andando particolarmente male all'improvviso riceve da uno dei giocatori una scommessa piuttosto buona, potremmo pensare che quella persona sa qualcosa che noi non sappiamo. Quindi un po' di mind games e manipolazione ci sono in questo gioco. Perché l'ho messo in questa categoria, diciamo, nell'argomento di oggi? Perché comunque è un gioco che è estremamente divertente se lo giochiamo, diciamo, con lo spirito giusto. È un gioco che va affrontato con l'idea ridicola di partenza con cui parte, vuol dire che stiamo scommettendo su delle mascotte che intruppano, inciampano, cadono, corrono. È un gioco stupido nel senso buono del termine, è molto divertente, fa molto ridere, però lo è se qualcuno decide di affrontare il gioco ai suoi termini. Se qualcuno decide di affrontare la partita ridendo, divertendosi, arrabbiandosi con le mascotte quando cadono, tifando sulla mascotta che sembra dare male, poi alla fine va bene. Se uno riesca ad affrontare il gioco col giusto spirito, secondo me, questo è un gioco incredibile, bellissimo, divertentissimo da giocare, bellissimo da vedere con ponenti ottime come al solito la sia YK. Se qualcuno invece decide di giocarlo con un gioco un po' più serio, diciamo. Non decide, diciamo, di farsi coinvolgere troppo dalla parte quasi ruolistica del gioco, probabilmente non se lo godrà altro tanto. Per questo, secondo me, tra quello e Megal Adrit, forse il gioco un po' più universalmente divertente è probabilmente Megalad. Qui ci va un piccolo su Hozzak, va un piccolo asteriskino accanto che dipende dalle persone con cui lo giocate. Però secondo me, col gruppo giusto, questo è un gioco veramente veramente irrinunciabile. Voi l'avevate visto, vi siete un po' informati su questo gioco?
SPEAKER_03Allora, io ti dico intanto che questo non è un gioco che consiglierei a chi ha problemi di scommesse, perché nel senso che tu dici, giustamente che bisogna farlo con un certo spirito. Tendenzialmente chi ha problemi di ludopatia forte. Intenso, magari è un gioco che sconsigliamo a chi ha questo genere di problemi. Anzi, ci sono specialisti che possono aiutarvi. Detto questo, è un gioco che io ho soltanto visto in scatola a Casa di Sandro. E devo dire che la scatola, vi prego, registratevi sul nostro canale YouTube, perché la scatola è tutto un programma. Le mascotte sono veramente veramente assurde. Già che ci sta quello vestito da un dog, secondo me, promette già tanto e già puntare su quello per intenderci. Non ti nascondo che non vedo l'ora di giocarci, perché rispetto agli altri giochi di scommesse, forse dà quel quid di leggerezza che alcuni giochi di scommesse non hanno. Nel senso, io mi ricordo che c'era un gioco di scommesse sui cavalli di Krause, qualcosa, poi recupererò ovviamente il titolo. Che era molto più serio, molto più complesso. Forza Fiver Bravissimo! Esattamente quello, esattamente quello, che, tra l'altro, è un mio gioco, quindi, neanche me lo ricordavo e ci abbiamo giocato, però quello ha un Todos più serioso. Quindi, effettivamente voglio assaporarmi la leggerezza del gioco che hai proposto.
SPEAKER_02Suona un po' come un camel up. Con un po' di varianti, un po' più spiritoso. Allora, diciamo, a me sulla carta ne ho sentito parlare benissimo. E quindi da tutti, come di fatto un grande parte che a me non ne appassionano tantissimo questo genere di giochi a meno che non siano fatti proprio bene. Credo ci sia un po' un piccolo rinascimento, perché prima di Ostric è stato pubblicato un altro gioco che ha avuto un grande successo, che è il Redis At Bat, che è un gioco di scommesse sulle corse dei cavalli, in cui, però, diciamo c'è il problema che un giocatore è quello che gestisce la corsa e quindi di fatto non gioca. Credo che Ostric al di là di introdurre nuove dinamiche risolve anche questo problema. No, perché giocano tutte le persone al tavolo, giusto, Sandro?
SPEAKER_00Sì, sì, giocano tutte. Poi il gioco ti consiglia di dare la possibilità a uno di fare quello che gestisce i soldi, uno quello che mette le carte, e uno quello che muove i personaggi. Però, diciamo, le scommesse tutte le giocano tutti quanti.
SPEAKER_02Le possono piazzare tutti, esatto. Quindi mi sembra interessante, lo proverò. Non è proprio il mio genere, però ne parlano tutti, ma veramente ne parlano tutti benissimo e ne parlano meglio del voto, onestamente che vedo su Borgheg che è 7.9. Ma in realtà hanno sentito parlare veramente veramente meglio. Forse risento un po'.
SPEAKER_00Se consideri che parliamo di un party game su G7.9 è altissimo, perché il fatto su questi tipi di giochi è più basso.
SPEAKER_02Stavo per dire che risento un po' del tipo di gioco. E effettivamente ti confermo che sui parti game è un po' più basso, perché vi passo a parlare del mio di gioco che è Voodoo. Pubblicato nel 2014 dalla Red Love. Il designer è Francesco Gioco e Marco Valtriani, mentre il comparto artistico è firmato da Ferdinando Battistini e Guido Favaro o Favaro, che dirsi voglia, lo diciamo in tutte e due le versioni così non sbagliamo. Il gioco è da 2, se non sbaglio, è da 2 a 6 nella base, ma da 2 a 8 con le espansioni, consigliato a tra 4 e 5 giocatori, il tempo di gioco è 30 minuti circa. È posizionato in posizione 520 della classifica dei giochi più belli di sempre di Borg and Geek. Non so se è un gioco che comunque è parecchi anni che è in giro, quindi forse a qualcuno sarà già capitato di vederlo di giocarci. Di fatto, i giocatori attorno al tavolo si lanciano delle maledizioni che vengono prese da Pescale da un mazzo, e queste maledizioni il giocatore le può lanciare e assegnare a un altro giocatore, queste maledizioni di fatto impongono all'altro giocatore di fare un qualcosa di particolarmente fastidioso oppure di difficile da ricordare, perché l'obiettivo è fare in modo che gli altri giocatori rompano la maledizione, quindi si scordino di fare una determinata cosa oppure semplicemente si stufino di farla. Nel momento in cui quella maledizione viene rotta, il giocatore che l'ha lanciata riceve i punti che stanno sulla carta. Ovviamente ci sono degli artefatti, degli oggetti che possono essere comprati nel corso della partita che permettono di andare a contrastare o avere una sorta di protezione rispetto alle maledizioni che vengono lanciate, ma di fatto il gioco è divertente perché per la natura delle maledizioni stesse. Vi faccio un esempio: continuare a giocare seduti per terra, oppure con una mano sempre poggiata sul tavolo, oppure alzarsi.
SPEAKER_03L'orecchio attaccato al tavolo: l'orecchio attaccato al tavolo. Io questo me la ricordo perché l'ho vissuta.
SPEAKER_02Oppure fare il ruggito del leone prima di iniziare il proprio turno, o ne so, ti fare gli altri quando tirano, quando fanno una mossa particolare, insomma, o incoraggiare gli avversari dopo che hanno fatto il proprio turno. È estremamente divertente e il motivo per cui l'ho citato oggi è perché è molto molto molto dipendente dal gruppo con cui lo si gioca. Quindi, chiaro, se avete un gruppo di persone che sono disposte a mettersi un po' in gioco e anche a fare alle volte qualche figura un po' barbina, l'esperienza è molto molto più divertente che se invece giocate al tavolo con delle persone, io questo non lo faccio, io per terra non mi ci siedo, che sporco. Quindi, chiaramente può veramente cambiare l'esperienza di gioco. Il gioco è semplice, si spiega veramente in due minuti. Secondo me ha un paio di difetti. Il primo è che è difficile, non è difficile, però ci potrebbero essere degli scamotage, degli strumenti migliori per tracciare chi ha lanciato che maledizione. Perché alle volte capita che ogni giocatore abbia davanti a sé, che ne so, 3-4 maledizioni che gli hanno lanciato giocatori diversi. Quindi, la realtà è tutto sul giocatore che ha lanciato le maledizioni, ricordarsi quali altri giocatori hanno le maledizioni sue e quindi raccogliere i punti quando queste vengono rotte. Se si trovasse un meccanismo, magari un pezzettino di plastica colorato da appoggiare sulla token da appoggiare sulla carta, sicuramente questo lo renderebbe più facile. E poi, se si fanno un po' di partite di seguito, a meno che non si giochi con le espansioni che hanno fatto, penso siano parecchie. Tra l'altro, l'ultima, se non sbaglio, introduce anche la possibilità di giocare in coppia, il gioco diventa tende a essere un po' ripetitivo perché poi sì, ma no, ripetitivo, però si perde quell'effetto wow! di dire questa maledizione è così strana, perché un po' te le ricordi, magari già uscita nei round precedenti e quindi un po' perde quella parte. Tuttavia, per il resto è un gioco sicuramente consigliato se volete passare una serata un po' più leggera, oppure tra due giochi un po' più impegnativi trovare anche un modo per avere le persone alzarsi dal tavolo, scanchirsi un po' le gambe, eccetera, eccetera, perché sarete chiamati a fare anche questo. Noi ci abbiamo giocato parecchio tempo fa insieme diverse volte e ci è sempre piaciuto.
SPEAKER_00Sì, è stato un introduttivo un po' per tutti noi questo gioco, ci abbiamo giocato un po'. Tutti sono d'accordo con te, nel senso che è molto divertente, però effettivamente è estremamente dipendente dalle persone con cui lo giochi. Devi essere disposto a metterti a parlare in maniera strana. Ecco, io probabilmente ho capito, sono stato colpito da una maledizione di voodoo. Per questo il mio riverside mi prende con la zeppola. Però bisogna essere disposti a fare le cose che non tutti magari a volte vogliono fare. Col gruppo, giusto, è un bel filler, direttamente, un simpatico part game. Però non bisogna darlo per scontato. Il fatto che potrebbe non girare col gruppo sbagliato.
SPEAKER_02Esatto, esatto, esatto, concordo. Allora andiamo veloci perché i giochi sono un po' semplici oggi, e quindi possiamo invece parlare del prossimo gioco che ci porta Alessio, che è il buon Magic Maze, un gioco in cui in realtà, dalla confusione totale di V2, passiamo a un gioco in cui è vietato parlare.
SPEAKER_03E vietato parlare bisogna essere assolutamente concentrati, perché, come hai giustamente introdotto tu, Davide, Magic Maids è un cooperativo del 2017. Sono comunque tutti usciti più o meno nello stesso periodo, almeno V2 e Magic Maids. Quello di Sandro è nuovissimo, praticamente. È stato progettato da Casper Lapp con illustrazioni di Guillaume, distribuito in Italia per la Genos Game. Diciamo subito che l'artwork, secondo me, è una delle cose che più colpisce di Magic Maids, perché effettivamente l'artista dà al gioco un tono assurdo e surreale perfetto per l'ambientazione. Sembra un po' una barzelletta: cioè un barbaro, un mago, un elfa e un nano che invece di salvare il regno Fantasy stanno rapinando un centro commerciale, praticamente. Si gioca da uno a otto giocatori. Le partite possono essere molto molto veloci di circa un quarto d'ora, ed è un cooperativo, come abbiamo detto, completamente diverso dal solito. Ogni giocatore infatti può controllare i personaggi, ma solo in certe direzioni. E questo è già l'ultimo elemento, se vogliamo, di complessità. Magari tu puoi muovere tutti verso nord, un altro giocatore solo verso est, un altro ancora può usare solo le scale mobili o esplorare nuove tessere del labirinto. E il punto fondamentale è quello che ci hai detto tu, Davide: non si può parlare. Durante la partita, infatti, i giocatori devono restare in silenzio assoluto mentre cercano di coordinarsi in tempo reale, esplorando il centro commerciale, recuperando equipaggiamenti e raggiungendo le uscite prima che finisca il tempo, perché infatti questo gioco ha delle simpaticissime clessidre. E qui nasce il caos. Perché magari tu stai vedendo perfettamente la soluzione, ma non puoi dirlo gli altri. Quindi iniziano gli sguardi disperati, i gesti nervosi, le mani che indicano il tavolo come se steste cercando di disinnescare una bomba. L'unico modo ufficiale per comunicare è usare un piccolo segnalino rosso, gigantescamente passivo-aggressivo, per dire a qualcuno: Ehi, guarda bene quello che potresti fare. Ehi ehi, guarda bene quello che potresti fare. Ed è incredibile quanto quel gesto riesca a trasmettere il giudizio umano. Magic Maze è veloce, caotico e sinceramente l'ho trovato veramente divertentissimo. Dove qui il cattivo, il vero nemico, non è il tempo, ma paradossalmente sono gli altri giocatori. Questo gioco mi è piaciuto, ci abbiamo giocato insieme proprio perché secondo me sottolinea molto l'affiatamento di un gruppo di giocatori. Anche in questo caso, chi non ha mai, secondo me, avuto a che fare con dei giochi da tavolo. Iniare con questo per quanto divertente potrebbe essere, secondo me, un trauma. Ma paradossalmente, giocando con un gruppo consolidato e quindi particolarmente affiatato, questo gioco diventa, secondo me, ancora più divertente e ci si possono prendere anche delle simpatiche licenze. Cioè, nel senso, quante volte abbiamo guardato male il giocatore sbattendo violentemente come un telecomando, scarico proprio il Meeple Rosso. Voi avete dei ricordi di questo gioco? Io personalmente tantissimi.
SPEAKER_02Io ci ho giocato di recente, ho giocato prima di Natale con due persone che tra l'altro non avevano non sono molto avvezze ai giochi da tavolo dopo che avevamo fatto qualche partita a nome in codice e poi qualche partita ad Azul. Diciamo che anche qua dipende dal tipo di persona: era una coppia, ragazzo e una ragazza, lui è più entrato subito nel meccanismo, lei era un po' scettica e non capiva molto. Vabbè, c'è mia moglie, questi generi di giochi non è che le piacciono tanto, quindi, lei era un po'.
SPEAKER_03Ma non mi piace, ci sta, ci sta, ci sta, ci sta, però ci sta, a me piace anche qua.
SPEAKER_02C'è da dire che il gioco è un po' fatto a campagna, cioè nel senso, tu hai missioni di difficoltà crescente, e quindi dovresti un attimo avere anche per sperimentarlo nella sua interezza ed avere un'esperienza veramente completa, dovresti andare un po' avanti nelle missioni, quello che poi succede è che giochi con quattro persone una partita, poi giochi con altre quattro persone un'altra partita, quindi rinizi da zero e fai un po' sempre la stessa, hai un po' sempre la stessa esperienza. Lo stesso problema che, per esempio, c'è con un altro gioco, si chiama Frutta Fatata, che anche quello va avanti, progredisce con numero di partite che fai, però è un giochino sicuramente carino, sono anche uscite diverse espansioni se non sbaglio.
SPEAKER_00Sì, io mi ricordo, abbiamo fatto una volta una partita, a casa tua, Davide, tutti insieme e mi ricordo che ne abbiamo fatte tipo quasi 10, ne sa, una dopo l'altra, eravamo entrati super in bolla, tant'è che tipo ogni volta che finiamo il livello, ci facciamo. Un applauso da soli, eravamo andati eravamo concentratissimi. È bello, è veramente un gioco divertente. Hai ragione purtroppo a questo problema: che essendo a campagna, finisci di rigio con rigiocare sempre gli stessi capitoli. Trout è molto divertente. Tra l'altro, fa una cosa molto intelligente che tanti cooperativi non riescono a fare, quella dire che il fatto che bisogna stare zitti, elimini completamente il problema di quello che si chiama l'alfa player, no, o il quarter bagging, vale a dire il giocatore più esperto che decide le mosse per tutti gli altri. Questo gioco non si può fare, quindi è un'ottima decisione, un ottimo meccanismo per eliminare questo problema. È frustrante vedersi sbattere davanti il pomellino rosso, perché ti dicono: guarda, che devi fare una cosa e non la stai vedendo. Consiglio a chi ci gioca quando state sbattendo il pomerino davanti a qualcuno, cercate di non essere troppo frustrati, perché poi il pomerino verrà sbattuto davanti a voi e capirete cosa si prova.
SPEAKER_03Tra l'altro è un gioco di giudizio: è un gioco che ti giudica, questo è soprattutto che ti sottopone, proprio di mettere di fronte la tua stupidità, perché a un certo punto, tu guardi il Bolo, lo sbatti, guardi disperatamente la plancia di gioco e dici, ma dov'è che sto sbagliando? È effettivamente, è veramente un gioco che ti regola decisamente in basso l'autostima. Però è figo, compratelo, è figo.
SPEAKER_02Tra l'altro, per una serie di giochi che avrei potuto recensire e che sarebbero stati più adatti rispetto al gioco che ho portato, rubrica che ho inaugurato già la scorsa puntata, mi è appena venuto un altro gioco che, secondo me, è dipendentissimo dal gruppo. È un gioco super cacciarone che è Capan Sonar cioè, quello se non ha il gruppo giusto, ne parleremo in un'altra puntata. È un gioco real time in cui si divide in squadre e ognuna è l'equipaggio di un sottomarino con diversi ruoli.
SPEAKER_00C'è il capitano, c'è il sotto giocatori.
SPEAKER_02E finisce di solito che è un urlo continuo e non si capisce nulla fino a che qualcuno non ferma il gioco perché si lancia un siluro, allora là c'è un momento un po' più di tensione. Salvo poi, insomma, avere uno che cerca di uno dei giocatori è quello che cerca anche di individuare sulla base delle indicazioni dell'altro team dov'è l'altro sottomarino. Se poi voi avete un navigatore che in realtà non ha capito molto che cosa sta succedendo, il siluro va, diciamo, un po' per conto suo. Ma ne parleremo, ne parleremo perché questo è un gioco interessante e sicuramente dipendente dal pubblico, dal pubblico, dalle persone che lo giocano. Però potremmo fare una puntata sui giochi real time. Quindi quelli che si giocano in tempo reale, che sono una nicchia, e forse c'è un motivo per cui in realtà si parla di gioco di nicchia, perché a non tutti piace, tende a essere un po' confusionario, ma tornando al tema di oggi? Oggi dobbiamo proprio sviscerare quanto fa il gruppo nel gioco e quanto invece è il gioco a creare l'esperienza. Voi all'altro iniziamo a separare la questione. Secondo voi il giudizio nudo e crudo, quanto peso ha la qualità e la struttura del gioco nell'ere una buona esperienza in percentuale?
SPEAKER_03È una bella domanda, questa, però, io ti direi alta ti direi alta, però, anche questa è molto soggetta con chi giochi. Ti faccio ad esempio: se fai un gioco tematico sul Signore degli anelli e lo porti, che ne so, al festival di Tolkien, lì a quel punto è chiaro che vinci facile. Tuttavia, secondo me, deve avere una base molto alta.
SPEAKER_00Sì, sì, nel senso, il gioco deve essere bello di partenza. Se il gioco non è bello, non si va da nessuna parte.
SPEAKER_02Quindi, voi dite che comunque il gioco deve avere una sua qualità quindi non c'è, e qua vado un po' a memoria perché forse non c'è mai capito. Di giocare è un gioco abbastanza mediocre su cui però ci siamo divertiti.
SPEAKER_03No, no, ce l'ho, ce l'ho, ce l'ho. Io occhio che ho sento un pochino di eco. Però magari sono io nel mio cranio che faccio eco con la mia voce. Personalmente era Perudo, ma Perudo, alla fine, è un gioco, lasciami dire, un po' del ciufolo. Nel senso, sono dei dati dentro un bicchierozzo, agiti e vai.
SPEAKER_00Però mi ricordo che insultare un gioco del 1400 del Perù, io non lo so. Poi fai tu se vogliamo insultare una nazione, fai tu se vogliamo insultare i cowboy che giocavano a Dadi Bugiardi, fai tu. Se vuoi insultare i pirati che giocavano a Dadi Bugiardi, fai tu.
SPEAKER_03Beh, potrei farti tipo la voce di Trump dicendoti: Peru has guess. Quindi, che ne so, farei quelle cose un po'.
SPEAKER_02Scusami, ma che ne sai che i pirati non facciano. Sto gioco un po' così, gioco un po' di cavolo. Che ne sai tu?
SPEAKER_03Andiamo ad abbordare una nave che stava affacco con Perudo. Secondo me quella è la cosa che avrete. Poi parte Rummen Bons che invece un giocaccio. Vabbè, lasciamo stare, non rivanghiamo vecchie ferite. No, in realtà Perudo, secondo me, è un gioco carino. Io non mi sforzerei a dire che è un giocone che tutti devono avere. Però, effettivamente, è un gioco senza pretese, che, però, se hiocato con le persone giuste, ti diverti, effettivamente. Quindi ci sta. Diciamo che, secondo me, poi non so il secondo te perché volevo introdurre Davide, quindi mi taccio: però, esistono anche quei giochi a cui gli dai una valutazione non altissima, che però ti possono regalare delle soddisfazioni.
SPEAKER_02Diciamo che c'è il gioco demenziale, che in realtà non è proprio bellissimo, che però a giocarlo è divertente. Ora, ho fatto un po' l'avvocato del diavolo, ma anch'io sono convinto che comunque la base del gioco deve essere quantomeno buona, solida, non eccezionale per avere una buona esperienza e perché tutti si trovino bene. Credo che ci siano alcuni giochi più portati ad avere una serata, diciamo, piacevole. Poi ecco, forse l'altra cosa che dobbiamo definire è che vuol dire avere una buona esperienza. Nel senso giocare a Twilight Imperium otto ore, probabilmente per la maggior parte delle persone, potrebbe essere un'esperienza, diciamo, terribile, ma in realtà se ti piace il gioco, quindi anche il concetto di bella esperienza è un po' diciamo soggettivo. Però, che cosa classificate come bella esperienza in generale, che cosa deve portare il gruppo al tavolo insieme al gioco, per poi tornare a casa contenti.
SPEAKER_03Allora, secondo me, ma poi lascio la parola a Sandro, perché Sandro, su questo ha sempre avuto una sensibilità elevata, nel senso che guarda che complimento che ti sto regalando così proprio gratis, anche questo, senza neanche l'abbonamento premium. Nel senso che effettivamente, conoscendo già il gruppo con cui vorresti intavolare un gioco, cerchi di tarare il tiro. Nel senso che se so che conosco che è un gruppo che non si conosce particolarmente tra di loro e magari non sono avvezzi al gioco da tavolo, magari andrò a cercarmi quel gioco che più tende a rompere il ghiaccio, ma in maniera soft. Ecco, per esempio, in questo esempio non porterei eccessivamente VDO, ma porterei, magari, qualche altro tipo di gioco. Da qui, poi, magari vorrei introdurre anche io un argomento che è come si calibra il gruppo. Tuttavia, Sandro, su questo magari vorrei lasciarti anche a te la parola. Secondo me tu hai qualcosa in più da dire.
SPEAKER_00Allora, anzitutto, volevo citare una cosa, perché stiamo parlando di tutto questo argomento, parliamo del fatto di quanto il gruppo influenza qualcosa. Mi viene sempre in mente quando si parla magari di qualche videogioco. Che dicono che si dice: questo non è un granché. Tuttavia, giocando con gli amici invece è divertente e ti diverti. Che per me non è un grande complimento necessariamente a un gioco, perché è vero, che se ci giochi con amico, è più divertente. Però è vero per tutto. Nel senso, darsi i cazzotti sulle palle, è più divertente se lo fai con amici e a squadre, tipo a torneo, piuttosto che farlo da solo. Tuttavia, non vuol dire che necessariamente è una grande esperienza. Riguardo al come valutiamo se un'esperienza è stata bella, non lo so, dal punto di vista mio, che di solito sono quello che i giochi li porta in tavola, li spiega quello che si deve caricare. La cosa di scegliere i giochi e poi spiegarli. Quello che mi dà più soddisfazione. È vedere quando un gioco ha effettivamente coinvolto le persone quando vedi che la partita è andata bene, le persone si sono divertite, commentano un po' dopo. Quella è la cosa che ti dà l'impressione: Ok, questo è stato un bel gioco, è stata una bella partita. Di recente mi è capitato, per esempio, stavo con persone con cui non ho mai giocato, che non giocano mai a giochi da tavolo: mio cognato con la compagna. Non mi è mai capitato di giocare con loro, che io sappia, non hanno mai giocato. A un certo punto ho detto: giochiamo a qualcosa. Sono andato un po' nel panico, perché non è una cosa così su due piedi, specie se di solito ci tieni, che ti propongano una cosa del genere non è proprio facile da elaborare. Però, poi abbiamo intavolato Plan Vita, di cui magari una volta parleremo, che è sostanzialmente curling da tavolo. Abbiamo giocato a Magical Atlet ed è andata bene, ci siamo divertiti. Le persone al tavolo si sono divertite, è stata una bella esperienza, quindi, secondo me, alla fine è lì quando vedi che la cosa è andata bene, quando vedi che tutti quanti sono coinvolti. E quando tutti quanti sono coinvolti, anche se un gioco è mediocre, come magari diceva prima Davide, l'esperienza si eleva quando invece le persone non sono particolarmente interessanti, interessate se il gioco è bello, l'esperienza peggiora significativamente. Poi pure per quello, magari ho un aneddoto, ma me lo tengo eventualmente per dopo.
SPEAKER_01Perspetta, io sono curioso, io sono curioso adesso.
SPEAKER_00Va bene allora, lo racconto subito. C'eri anche te, Alessio. Una volta che siamo andati una volta a casa all'acora, era il mio compleanno, e volevo assolutamente intavolare un gioco che voi sapete che amo molto, di cui un giorno parleremo, che si chiama Stim Pancrelli che secondo me è bellissimo. Purtroppo, c'erano un paio di persone a cui non andava molto di giocare quel giorno. Non me la prendo neanche con loro, è una cosa normale, può succedere, non gli andava, e quindi il gioco andava molto a rilento e si era pesantita un po' l'aria, nel senso, non è stata una grande esperienza. E andava molto lento. Infatti, mi ricordo che a un certo punto una persona ha detto: Ma questo gioco dura tanto, e io mi sto girando, ho fatto Divende! Perché pure io ero parecchio frustrato dall'esperienza a quel punto. Tant'è che questa cosa oramai è diventata un po' un mantra di quando giochiamo, ho chiato, qualcuno dice ma questo gioco dura tanto, io rispondo a Divende, perché è stato parecchio frustrante. Questo diciamo che, però, tira fuori un argomento, che è: non sono offeso con le persone che quel giorno hanno reso la mia esperienza di gioco pessima, di un gioco che io amo. Perché in realtà poi purtroppo può capitare che a qualcuno non va di giocare non va di giocare a un gioco specifico. E quindi bisogna essere sempre da quel giorno ha cercato di essere più attento alle persone che coinvolgo nel giocare o a che giochi porto. Perché alla fine la responsabilità non è degli altri di cercare di rendere una partita interessante, la responsabilità è di chi porta il gioco, secondo me, di cercare di portare qualcosa che possa piacere a tutti. Perché noi siamo tutti quanti fan del lobby. Ci piace a tutti quanti. Giocare, diamo tutti quanti per scontato che possiamo trovare un'esperienza che può piacere a tutti. Però ci scordiamo a volte che magari giocare a un gioco da tavolo se non ti va è una tortura. Può essere veramente una roba brutta. E quindi bisogna, noi per primi, forse dobbiamo stare attenti, a cosa portiamo? Forse ho buttato un po' troppe cose in mezzo.
SPEAKER_03No, no, no, però aspetta, però è una cosa interessante perché mi si ricollega un po' a quello che volevo di cui volevo parlarvi anch'io. Nel senso che lì, secondo me, hai avuto un po' di sfortuna. Nel senso lì si era fatto un po' il circolo vizioso della morte, nel senso che ci sono diverse tipologie di giocatori, cioè ci sta. In quel caso, i turni era una persona che palesemente non era esperta nei giochi e quindi non sapeva come giocare, e a seguire c'era una persona che andava costantemente in paralisi di analisi. Quindi, quando il gioco arrivava a quei due giocatori se fosse stato Steven Pancelli, ma fosse stato anche lo stesso, non lo so, per Udo c'è da riflettere, però qualche altro qualunque altro gioco effettivamente forse l'esperienza sarebbe stata la stessa. Qui io ti dico che i gruppi di gioco sono molto complessi da trovare e da non organizzare, ma da rendere armoniosi. Ecco, trovo questo termine che forse è il migliore che ho, nel senso che noi abbiamo iniziato, perlomeno io e te Sandro, con le rispettive fidanzate, che poi sono diventate moglie, e con altri nostri amici. Tuttavia, è sempre stato un gruppo che poi ha sempre subito delle modifiche. Ma non perché magari a qualcuno non interessasse a giocarsi, perché banalmente qualche nostro amico è partito e quindi è andato all'estero, si è trasferito di città e quindi, ovviamente, questa cosa ha portato a cambiare un po' gli equilibri, ma anche ad esplorare per intenderci. Però, secondo me, una volta che tu trovi la quadra e trovi quel gruppo con cui si crea quell'armonia di cui vi parlavo sopra, a quel punto, hai fatto veramente bingo. Ora a me personalmente mi addolora il fatto che Davide sia così lontano, perché sono certo che qualora fosse qui riusciremo anche a giocare molto più spesso. E sicuramente, Davide ci darebbe un'ottima occasione per scappare dalle nostre politizioni, è questa la verità.
SPEAKER_02Perché volete mollare i figli alle vostre mogli.
SPEAKER_03Sicuramente le nostre mogli. No, vabbè, esageriamo. Io mando un saluto a mia moglie che amo e adoro e quant'altro. Ma anche ai miei figli che non abbandonerai mai, anche se. No, vabbè, ritiro quello che ho detto e mi dissocio.
SPEAKER_02Vabbè, per una sera, dai. Per una sera ci sta. Secondo me, allora io concordo con tutto quello che avete detto. Io credo che diciamo che ci sono è vero che trovare il gruppo giusto sicuramente facilita. Però trovare il gruppo giusto di solito è un gruppo che ha una certa dinamica. Nel senso, un gruppo è difficile trovare il gruppo di persone a cui piace giocare a tutto. Quindi, se invece una è una persona che vuole spaziare tre generi, gli piace giocare un po' tutto, probabilmente dovrà trovare più di un gruppo e quindi avere il gruppo in cui puoi fare i giochi quelli un po' più pesanti, quindi più sul cinghialone, ragionamento, durate più lunghe. Il gruppo che invece ti piace giocare leggero, più parti game, eccetera, il gruppo che invece è più investito nel, non so, magari metterci un po' del proprio, fare un po' interpretare i personaggi dei giochi, eccetera. Quindi, secondo me, per avere un'esperienza completa e fare in modo che tutti si divertano, probabilmente uno deve trovarsi diversi gruppi, che è un po' quello che mi dice sempre mia moglie. Tu dici, noi ci scordiamo le volte che gli altri non piace giocare a giochi in società, in realtà, io non me lo scordo mai perché mi viene ricordato tutte le volte che prova a giocarci, non ci puoi trovare qualcuno con cui giocare, ma non puoi andare a una convention e fare qualcosa. Voi immaginate nella Svizzera tedesca quante possibilità dove qua c'è un negozio normale ogni 100 km, immaginate un po' quante possibilità ci sono di trovare gente che ha la passione dei giochi e dei giochi da tavola. Quindi è un po' complicato. Però, per esempio, lei ogni tanto si sacrifica, ma ci sono dei tipi di giochi che con lei non si possono giocare a meno di non farle veramente passare alla povera chiara una serata brutta, che poi vuol dire passarla anche noi, perché c'è un po' di frustrazione. L'ultima esperienza è stata a giocare insieme a un unoc in due, dove ci siamo incastrati su un enigma che nessuno riusciva a risolvere anche perché abbiamo due tipi di intelligenza abbastanza simili, e poi, alla fine è finita un po' in vacca. Ci abbiamo chiuso. Io ho arrabbiato con lei perché pensavo che non ci si mettesse troppo. Lei è arrabbiata con me perché gioco è quindi, un po' sicuramente non aiuta.
SPEAKER_03E questo è il motivo per cui non gioco mai con mia moglie. Diciamolo: perché parliamo di gruppi, un gruppo composto da me e mia moglie, non si può fare, perché lei ci mette mezz'ora a fare una mossa, e comunque mi batterebbe a priori, io sono un Rosicone, quindi capite bene che non può funzionare in nessun modo. Tuttavia, appunto sul calare il tiro, alle volte mi viene anche in mente che noi facciamo degli veri e propri investimenti umani verso i gruppi, nel senso che quando immagino, Sandro, per dirti: quando facciamo un legacy e dobbiamo immaginarci un gruppo, se poco poco fallisci il gruppo, hai fallito il gioco, sì.
SPEAKER_00Sì, sì, è così. L'abbiamo già accennato durante la puntata sui Legacy. Tuttavia, quella è una situazione in cui riconoscere il gruppo giusto è una cosa importante. E non è facile, perché riuscire a trovare un gruppo con cui giocare un gioco a campagna ha la doppia difficoltà, di uno trovare un gruppo che sia disposto a vedersi con regolarità per giocare e due, un gruppo che non abbia poi la voglia di giocare ad altre cose invece che sempre lo stesso gioco finché non lo finisci. Il gioco legacy non è facile da trovare il gruppo adeguato. Poi, per esempio, noi tre da questo punto di vista siamo abbastanza versatili. Quando ci ritroviamo di solito intavoliamo un po' di tutto? Però, giustamente, come diceva Davide, ci sono delle situazioni in cui devi saper riconoscere quali sono i giochi adeguati per ogni gioco. Dei giocatori adeguati.
SPEAKER_02Sì, sì, assolutamente, assolutamente. Ci sono, secondo voi, degli autori che funzionano di più, diciamo, su una è una domanda un po' generica, provo un attimo a raffinarla. Allora, parliamo dal giocatore giocatore medio. Che non diciamo, una persona interessata, neofita, diciamo, non un super esperto. Ci sono degli autori o delle tipologie di gioco a cui vi affidate più spesso, che sapete, insomma, se vi orientate in quella direzione la serata non va in vacca.
SPEAKER_00Allora, autori, l'avevamo già detto alla sua puntata, ma per esempio, inizia è abbastanza versatile da poterlo utilizzare un po'. Con tutti, sia giocatori esperti che giocatori un po' meno esperti. Per quanto riguarda le meccaniche, secondo me, ecco, per esempio, con giocatori più nuovi, forse un gioco di destrezza o party game è una cosa con cui uno va più tranquillo. Un trick taking, ultimamente, i trick taking sono di nuovo di moda, sono facili da spiegare. C'è un microfono aperto. Sono io, sono facili da spiegare, quindi di solito anche se ci sono delle variazioni sul tema, non è difficile spiegarle anche a persone un po' più nuove a lobby, e quindi sono facili da portare. Poi d'altro canto, invece, ci sono, per esempio, autori che è meglio evitare se non giochi proprio con persone esperte, tipo che ne so, viene in mente la cerda, no? Che la serda. Che è meglio, per me sarebbe meglio evitarlo in generale. Tuttavia, se giochi con persone assolutamente.
SPEAKER_02Ciao, Vitalci di te stesso i giochi, mi verranno a cercare.
SPEAKER_00So già che tante persone verranno a cercare quello che ho detto perché è un autore stimatissimo, capisco il perché, ma è anche un super pesantone.
SPEAKER_02È un po' il problema. Che diciamo il tema vero è la complessità del gioco di la Serta. Chiaramente lui non ha un gioco che è sotto le tre ore, per cui è chiaro, quello è sicuramente uno showstopper. Però, per esempio, un gioco, una tipologia di giochi che secondo me si approccia bene al tavolo e funziona quasi con tutti. Innanzitutto perché è cooperativo e quindi già abbassa un livello di complessità che è quello di giocare gli uni contro gli altri e dover controllare che gli altri giocatori diciamo rispettino le regole non potendo sapere esattamente che cosa stanno facendo. Tuttavia, la saga, la serie di Zombieside, per esempio, io credo che sia un gioco che è molto approcciabile, facile da portare al tavolo. Ovviamente sta la sensibilità di chi lo porta e chi lo spiega. Non poi diciamo fare il giocatore alfa quindi giocare alla fine per tutti. Tuttavia, uno di quei giochi alle miniature, diciamo, tutti contribuiscono. Gli zombi sono un tema che va sempre per la maggiore zombie, gli alieni poi hanno fatto 100 versioni. Io quello ho trovato come un gioco che raramente raramente floppa, e quindi l'ho sempre trovato un buon gateway anche per chi non gioca, non gioca da molto, a differenza di altre cose. Poi, ovviamente ci sono altri autori. Gli autori che sono un pochino più approcciabili, quindi, per esempio, i giochi di Lang Trande Rise Insun, che forse è un pochino più complicato, però, Blood Ridge, secondo me, si fa giocare in modo molto facile. Ho una bellissima esperienza, non so se vi ricordate, di un altro gioco Lang, credo sia di Lang. Ora lo controllo per essere super sicuro. Pubblicato da Simon, che è il padrino, che non so se vi ricordate, abbiamo giocato a casa mia.
SPEAKER_03E è finita che questo stereotipo volgare perché il popolo siciliano è un popolo meraviglioso, è un popolo di grande generosità e quant'altro. Quindi, ecco, insomma, ecco un po' di rispetto, io chiedo soltanto un po' di rispetto, tutto qua.
SPEAKER_02Esatto. Però, anche quello è un gioco che sulla carta. Diciamo, non ha avuto un grande ha avuto un grande successo. Di Eric Lang, infatti, mi ricordavo bene. Non ha avuto un grande successo, però è stata un'esperienza. Secondo me il gioco non è per niente male. È un'area di control in cui ovviamente dobbiamo fare. Ognuno di noi è il boss di una famiglia mafiosa, della Manhattan degli anni 70-80, quella in cui ha interpretato il padrino, io mi ricordo che è stata veramente un'esperienza bella, ma perché l'abbiamo giocato noi in un certo modo, l'avessi forse giocato con altre persone che stavano live. Questa carta.
SPEAKER_03Tu dici che è stata una bella esperienza, ma non ricordo questa esperienza così bella. Begli affariano sono andati, bene.
SPEAKER_02Io sono avuto il partito da l'ottavo, ti ricordo, il resto della puntata sarà così con Alessio che parlerà anche, comunque, domanda.
SPEAKER_00Secondo voi, per esempio, gli astratti sono dei giochi che si possono intavolare con un'altra persona facilmente per giocarci, perché da una parte sono sempre giochi che sono piuttosto semplici da spiegare, sono sempre molto leggeri sulle regole. Tuttavia, dall'altra è difficile negli astratti bilanciare la difficoltà quando uno è molto più esperto nel gioco e l'altro meno. Quindi, vi capita a voi di intavolare estratti con persone non troppo esperte, o può essere una buona idea.
SPEAKER_03Guarda, io ti dico, io avendo zero astratto paradossalmente, si possono avere degli ottimi risultati anche con persone che non si conoscono così bene, perché comunque anche facciamo un piccolo, piccola visitazione.
SPEAKER_00Hai cambiato argomento perché Dixit non è un astratto, manco per niente, no, io penso alle immagini astratte: per dire, gli scacchi sono un astratto, no, prego, però, se vuoi dare un dubbio, puoi, per non farti vedere, no, no, no, no, grazie per la condizione.
SPEAKER_03Si smette mai di imparare questo podcast. No, però oggettivamente Dixit è un gioco che si può fare tra più persone che non si conoscono benissimo, avendo degli ottimi risultati. Per dirtene una. Perché, secondo me, anche un po' il fatto di esplorare l'inconscio, dare un significato alla carta, forse ti coinvolge anche in virtù di che cosa pensa l'altro. Quindi, anche un po' la curiosità morbosa di dire gli altri come interpretano questa carta e soprattutto quanti problemi mentali ho io. Tuttavia, oggettivamente Dixit è un gioco che si presta molto bene, anche se non è un astratto.
SPEAKER_00Ho scoperto oggi, Dixit è un astratto, no, hai ragione nel senso, Dixit a me, per esempio, personalmente Dixit non fa impazzire. Tuttav in collezione ce l'ho anche io, perché secondo me, uno di quei titoli che sono universali, si puoi giocare veramente con quasi tutti, è difficile trovare un gruppo che poi non si appassiona a fare una partita a Dixit. Quindi ragionissima su questa su questo, hai ragionissimo.
SPEAKER_02Io trovo che in realtà, specialmente con le persone nuove, il tema faccia tanto, e quindi giocare a un astratto che è un più concentrarsi sulla dinamica, fare la mossa giusta, eccetera, togli un po' di coinvolgimento, togli un po' di fattore wow. Tra virgolette, perché in quelle circostanze l'obiettivo è far capire alle persone che c'è qualcosa di più rispetto al monopoli, è chiaro che se li porti, ora tu mi prenderai a assassata. Se li porti go, magari non saranno proprio super contenti. Rispetto a avere un'esperienza più bella con i componenti, farli vedere che c'è qualcosa di più. Sulle persone che invece.
SPEAKER_00Scusa, faccio giusto un piccolo controlto su questo e poi ti lascio. Hai ragionissima. Gli assetti sono sempre molto secchi sul tema, quindi possono essere ballosi. Tuttavia il vantaggio è che puoi proporli a persone che invece pensano che i giochi da tavolo sono cose da più piccoli, ma hanno magari un innato rispetto verso gli scacchi e verso questo tipo di giochi che vengono considerati cose un po' più elevate forse i meno esperti e quindi possono avere un gancio da quel punto di vista.
SPEAKER_02Sì, sì, no, assolutamente, anche qua dipende comunque dalla tipologia di persone. Credo che siano più. Diciamo, io credo che chi è, per esempio, fan degli scacchi è molto focalizzato sugli scacchi. E io credo che il vero giocatore di scacchi non ritenga gli scacchi un gioco da tavola, ma ritenga gli scacchi, più quasi una scienza. Quindi non credo che vai dal giocatore di scacchi, dici. Guarda, ho castro, facciamo una partita, penso che ti manda a quel paese. Quindi, credo che non si ritengono. Cosa risponderebbe a me presentando con Dizzi, scacchisti, esatto? Esatto? Ma tu li puoi sempre fare, ma come è un astratto, quindi. D'altronde, quindi, anche qua dipende. Io personalmente li trovo un po' più difficili da intavolare, e anche a me piacciono di meno. Infatti, tendo a non comprarli perché non soddisfano quella parte feticista in me. Vabbè, se hai lobby dell'artigianato, puoi sempre intagliarti i pezzi con il legno, quindi, comunque un modo come un altro pertagliar i pezzi con il legno e certo, sicuramente, pieno di persone a cui piacciono i giochi da tavola e anche la fareia, è un'intersezione di hobby che accade molto spesso, fare legnameria, esatto, e insieme a quella gente di chiesa e guerra, diciamo, un po'. Che diciamo, in questo momento politico potrebbe essere anche, diciamo, sensata, signori, siamo arrivati alla fine di questa puntata che oggi durerà un po' di più, purtroppo date la colpa a Alessio che si è fatto chiudere fuori di casa. Lui, poverino, la voleva iniziare, la puntata, ma sembrava di stare con Papa Uitila durante l'Angelus nel 1984, quando diceva, buonasera, sera, sera un po' così, quindi non ce la siamo sentita, non ce la siamo sentita. Allora, ragazzi, siamo arrivati alla fine della puntata. Noi torniamo come al solito la prossima settimana. Vi ricordo che potete comunque seguire se non l'avete fatto, andare ad ascoltare le puntate precedenti. Ne abbiamo ormai un bel po', quindi vi potrete fare una coltura, mettete un seguito se non l'avete già fatto sulla nostra sul nostro profilo Spotify o su Apple Podcast o su Instagram per rimanere aggiornati su quelli che saranno i contenuti delle prossime puntate, sapere di che cosa parliamo e ovviamente fateci sapere che cosa ne pensate di quello che portiamo ogni settimana. Quindi commentate e dateci anche i vostri input. Noi siamo sempre qua. Vi ricordiamo tutti i nostri canali, ci trovate come una lacrima sul Meeple, su Facebook, Instagram e TikTok e su YouTube dove trovate anche il video di questa puntata, e potete vedere anche i nostri bei faccini, e poi vi ricordo il sito www.unalacrima sul Meeple.it. Detto questo, ragazzi, grazie mille di essere stati con noi. Che cosa volete dire l'ultima cosa che non abbiamo chiesto? Ascoltatori cacciate va bene allora, grazie mille, e noi ci vediamo come al solito al prossimo tiro di dado. Ciao, mm.