Una Lacrima sul Meeple
Un podcast pensato per tutti gli appassionati del gioco da tavolo che si struggono sull'impossibilità di giocare tutti i giochi nella loro collezione. News, Recensioni, approfondimenti su case editrici ed autori e molto altro ancora!
Una Lacrima sul Meeple
Ritratti d'Autore - Simone Luciani
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In questa puntata di Ritratti d'Autore vi parleremo di uno dei più grandi, e apprezzati (anche all'estero), autore italiano: Simone Luciani. Dalla sua mente sono nati giochi come: Grand Austria Hotel, Barrage, Tzolk'in e Lorenzo il Magnificio.
Dopo aver analizzato la carriera del maggior interprete del genere Euro d'Italia, vi parleremo più nel dettaglio di Ethersone, I Ratti di Wistar e Grand Austria Hotel, tutti successi che Luciani ha disegnato o co-disegnato.
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Amici e amiche appassionate dei giochi da tavolo, bentornati ad una nuova puntata di una lacrima sul Meeple, il podcast per tutti quelli che avrebbero voluto giocare un gioco ma non sono riusciti a farlo. Per quelli che il gioco lo volevano comprare invece l'hanno dovuto lasciare sullo scaffale del negozio. Io sono Davide, insieme a me ci sono Alessio, Sandro. Perfetto, questa è anche un po' sorpresa. L'ho colti un po' di sorpresa. Oggi puntata della nostra rubrica I ritratti d'autore. Ci avventureremo nello spiegarvi un grande autore italiano molto apprezzato all'estero che è Simone Luciani. Ne parleremo nella prima parte della puntata e poi nella seconda andremo a recensire alcuni dei suoi giochi, in particolare tre. Sandro ci parlerà di Ederson. Io vi parlerò dei ratti di Wistar e il Buon Alessio, vi parlerà di Grand Austria Hotel. Tre giochi a tre gioconi direi di Simone Luciani tra i più conosciuti. Ce ne sono anche altri titoli, specialmente recentemente, che hanno avuto un grande successo, una grande rilevanza a livello internazionale. Ne parleremo nel proseguo. Io nel frattempo vi ricordo che se volete, potete seguirci sui nostri canali social cercando lacrima sul Meeple, su Instagram, TikTok e Facebook. E soprattutto vi chiediamo di fare un bel follow al nostro podcast su Spotify che ci aiuta parecchio se lo ascoltate su Spotify oppure su Apple Podcast. Se lo ascoltate lì, poi siamo anche su altre piattaforme, tra cui, per esempio, Amazon Music e altre un po' meno conosciute. Per cui se usate altre piattaforme, cercateci che ne sapete che magari non ci trovate anche lì.
SPEAKER_01L'hai visto mai tante volte è sempre meglio portarsi avanti. Ma anche su YouTube, l'hai detto, vero? E anche su YouTube.
SPEAKER_00No, YouTube mi sono scordato. Abbiamo anche il nostro canale YouTube dove potete vedere queste puntate. Non solo ascoltare, ma anche vedere la nostra bella presenza fisica. Di questi bei tre omaccioni e il casino che abbiamo dietro a casa.
SPEAKER_01È tutto il casino che bene.
SPEAKER_00Allora, l'altra cosa importante di cui mi sono scordato: è il nostro sito www.Una lacrima sul Mipo.it dove trovate tutti gli aggiornamenti, la lista, l'elenco delle prossime puntate. Tutti gli episodi precedenti, insomma, potete andare a ripescare un po'. Tutto oggi parliamo di Simone Luciani. Voi Simone Luciani lo apprezzate come autore?
SPEAKER_01A me è piaciuto tantissimo, ma veramente tanto. In Tu la conosci, Claudia, secondo me, è stato, secondo me, ha fatto veramente. Ma fatto tanto per la storia del nostro cinema.
SPEAKER_00Ma io se ricordo bene, ha fatto anche mezzo destro, mezzo sinistro. Con Andrea Roncato e Gigi Sammarchi.
SPEAKER_01Esatto, lui faceva il mezzo destro.
SPEAKER_02Simone faceva il mezzo destro e Luciano faceva il mezzo sinistro. Oggi parliamo di due autori: grandi Simone e Luciano. Li salutiamo.
SPEAKER_00Bene, veramente come città specchia l'ha tratto, anche di Bassa Lega. Niente. Meno male che facciamo il podcast e non facciamo i comici.
SPEAKER_01Allora, oggi dire solo una cosa prima di parlare seriamente. Io voglio intanto dare, voglio abbracciare Simone e Luciani perché come me condivide il dramma. Che probabilmente quasi tutti lo hanno chiamato Luciano Simoni. Come anche a me spesso mi chiamano Simone d'Alessio. Quindi, mio caro amico, ti mando un abbraccione fortissimo.
SPEAKER_00Oppure Simone Luciani, che un'altra variante un po' più nobile. Il conte marchese Simone Luciani Simone Luciani. Bene allora, parliamo un po' di Simone Luciani, che è un po', diciamo, l'architetto, il nostrano, il migliore maggior interprete nostrano dell'Eurogame. Quindi ha un po' creato l'Eurogame in stile italiano. Di fatto è uno dei nomi più riconoscibili a livello internazionale, è nato, pensate un po', a fermo nel 1977 e appartiene un po' a quella generazione di autori che ha contribuito appunto a portare il design italiano fuori dai confini nazionali, inserendolo stabilmente nel circuito dei grandi Eurogame strategici. Tra l'altro, ricordiamo che Simone Luciani è uno degli autori di Barrace, è stato un kickstarter che ha avuto un grandissimo successo, è un gioco assolutamente di primo rilievo. Non è un autore molto rilievo, molto presente, quasi urlato, né un personaggio, diciamo che pubblico, forse così conosciuto come Rainer Knizia, di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata, perché la sua fama nasce principalmente dai suoi lavori. Sono giochi complessi, densi, eleganti, alle volte anche un po' più pesanti di quello che uno si aspetterebbe. Parlavamo qualche tempo fa forse di Golem, che è uno dei suoi giochi, che è abbastanza pesante, però ha tirato fuori anche delle perle che diciamo combinano il giusto livello di complessità con fruibilità e giocabilità. La sua storia ludica parte da lontano prima dei grandi titoli internazionali e i giochi di ruolo, Magic the Gathering e poi la scoperta dei German Game. Quindi è uno che è passato per Magic come tanti che poi si sono approcciati all'oppy in un'intervista che ha rilasciato nel 2024. Luciano ha infatti raccontato che tra le sue prime esperienze ci furono i giochi ovviamente i 13 giochi degli anni Ottanta, tra cui un gioco che inizia per M finisce per Y che non nomineremo, oppure finisce per I nella versione italiana.
SPEAKER_01Che ricorda che è una città della Puglia, immagino esatto, esatto, è anche una città della Puglia.
SPEAKER_00Per passare, fino a passare a Hero Quest e Star Quest. Star Quest, diciamo, questi sono due giochi in cui ero forse troppo piccolo per giocarci. Un po' ho perso il treno Eroquest e Star Quest. Tuttavia, specialmente Eroquest, mi sarebbe piaciuto tanto giocarci, per poi arrivare, insomma, dicevamo, ai giochi di ruolo e negli anni 90 a Magic e poi ai più classici coloni di Catan. La svolta nella sua storia ludica arriva nel 2000, perché è l'anno in cui Simone scopre gli Eurogame. Nel 2002 comincia presto a lavorare sui suoi prototipi. Partecipa al premio Archimede nel 2004 con Podestà, che è un gioco che di fatto non è poi stato pubblicato, ma riesce ad arrivare nei primi 40. Nel 2006 torna con due giochi che entrano entrambi nei primi 15, di cui però non siamo riusciti a trovare il titolo. È comunque una fase importante perché mostra subito un tratto che resterà centrale nella sua carriera, cioè che Luciani non nasce come un attore occasionale. In questo è un attore, poi lo vedremo nella lista dei giochi molto prolifico ora, non prolifico come il dottore, che ha creato 800 giochi, ma molto prolifico per gli standard dell'industry. Il primo gioco pubblicato arriva nel 2009 e si chiama Pensate un po', non lo indovinerete mai Frutti di mare, mai sentito nominare. È un titolo molto lontano per peso e ambizione dai grandi Eurogame che pubblicherà più avanti, ma rappresenta un po' il punto di ingresso nella pubblicazione. Ora, questo poi lo andremo a verificare meglio, chiaramente attribuito su Borghic a Simone Luciani, però non abbiamo proprio contezza. Io questo lo verificherei come informazione. Da lì in avanti, però, la traiettoria cambia rapidamente e inizieranno ad arrivare ai giochi migliori. Una delle caratteristiche più interessanti, poi arriviamo un po' ai giochi, quindi mi taccio della carriera di Simone Luciani, è che molti dei suoi giochi più importanti nascono in collaborazione. Famosa collaborazione se sbaglio, con Nestore Mangone, che poi, se lo sentite dagli influencer stranieri, diventa Nestor Mangoni, quindi collaborazioni importanti, che hanno fatto nascere molti dei suoi giochi. Quindi collaborazioni che lui ha fatto con Daniele Tascini, Virginio Gigli, Flamigna Brasini, Nestore Mangone e più tardi Tommaso Battista e Danilo Sabia, che è la persona con cui ha firmato i Ratti di Wistar, che è il gioco che vi porterò in recensione più avanti. Quindi, insomma, molto prolifico, anche se tanti giochi sono in coppia. Con Daniele Tascini firma anche il titolo che lo fa conoscere davvero al pubblico internazionale, che è Solkin, il Calendario Maya, pubblicato nel 2012. Gioco, secondo me, da look bellissimo che avrei sempre voluto provare, ma che non sono mai riuscito a provare, è quello con la ruota con tutti gli ingranaggi, di Zolkin, giusto? Appunto, il gioco è ricordato per la sua ruota a dentata centrale, che è un meccanismo scenografico, ma anche profondamente funzionale. E poi di questo magari ne parleremo più avanti. Sempre nel 2012 arriva anche Shipland, che titolo scarsamente conosciuto. Sempre firmato con Daniele Tascini, e pubblicato da Cranio Creation. È un gioco più accessibile, ma importante perché consolida il rapporto con l'editore che diventerà centrale nella carriera di Luciani. Io credo che Luciani in Cranio Creation abbia anche un qualche ruolo più importante.
SPEAKER_02Lead designer, se non mi sbaglio, esatto.
SPEAKER_00Poi nel 2015, e qua magari ci fermiamo e poi discutiamo un po'. È l'anno un po' della consacrazione, perché nel 2012, diciamo, è l'anno in cui inizia a essere un po' più presente al grande pubblico con Solchi, ma è proprio nel 2015 in cui escono due giochi super importanti e che sono diventati anche molto famosi. I viaggi di Marco Polo, diece placement molto interessante. Firmato questo con Daniele Tascini, e Grand Austria Atel, che è firmato con Virginio Gigli. Ora di Grand Austria Atel non vi parliamo più di tanto perché ve lo spiegherà il buon Alessio più tardi. Per chi non conoscesse invece i viaggi di Marco Polo è uno dei titoli più importanti della scuola euro italiana. Appunto gioca intorno al piazzamento dei dadi che lavorano di fatto assolvono la funzione di lavoratori e che vi permettono poi di andare a costruire rotte commerciali, siglare contratti e fare viaggi. La forza di questo gioco sta nella tensione tra un sistema che sembra che può effettivamente essere percepito come rigido, ma la simmetria dei personaggi introduce una buona rigiocabilità e permette di rompere un po' le regole in modo controllato. È un tratto che tornerà spesso nei vari lavori di Luciani, in cui il regolamento di solito crea un'economia stretta e i poteri speciali permettono di piegarlo. Ci sarà poi anche una seconda edizione dei Viaggi di Marco Polo, nel senso non una riedizione, ma proprio i Viaggi di Marco Polo 2, se non sbaglio, più recente, ora lo leggeremo più avanti, che, però, ha avuto molto molto meno successo. I Viaggi di Marco Polo ce l'ho, l'ho giocato un paio di volte, mi è piaciuto molto. Invece i Viaggi di Marco Polo 2 non l'ho proprio neanche acquistato. Quindi iniziamo a parlare un po' dell'autore e della crescita, basandoci un po' su questi tre titoli. Insomma, alla fine entrare sul panorama internazionale dopo tre anni della pubblicazione del primo gioco con Solkin, che è un gioco che ancora oggi di cui ancora oggi si parla. Non mi sembra proprio malaccio, no?
SPEAKER_02No, decisamente no. È un autore molto molto interessante, ha delle idee particolari. Stolkin. Ne abbiamo tra l'altro parlato nella puntata del piazzamento lavoratori proprio perché ha questa meccanica della ruota per cui la risorsa non la prendi quando piazzi il lavoratore, ma più vai avanti, e più tieni il lavoratore fermo, più questa ruota ti permette di prendere delle risorse sempre migliori. Quindi ha delle idee molto interessanti. Tra l'altro, abbiamo detto che non è prolifico come Cnizia, però certo avere questa quantità di titoli, diciamo, alla cintura, che sono tutti, tra l'altro, quasi tutti, non tutti, ma molti sono Eurogame. Non è facile perché ecco gli Eurogame sappiamo che sono giochi che sono densi di regole, di meccanismi che si legano tra di loro, che non sono facili da progettare e da ottimizzare. Quindi, insomma, è veramente notevole che Luciani abbia tutto questo palmaresso, diciamo.
SPEAKER_00E che tra l'altro devo dire, sono apprezzati e si rivolgono una platea di gente che tendenzialmente un po' questa cosa di regolamento a pagina 3. C'è scritto che il quarto punto non si incardina con il gente un po' precisa, non è proprio la gente che gioca a V2 come parlavamo nella scorsa puntata, e il fatto che comunque poi lo vedremo, ci sono tanti titoli che hanno riscosso grande successo, è un assoluto testamento della capacità di Luciani di creare giochi interessanti con costanza, cioè, non è che ha fatto l'ex Pluane, ha fatto uno e poi ciao, ma ne ha messi sul mercato parecchi. Tra l'altro, il meccanismo della ruota in diverse versioni, in diverse salse, ritorna anche in barrage perché i lavoratori vengono messi su questa ruota e poi devono fare un tot giri per ritornare disponibili, ma ritorna anche in rati di WISTAL. Perché la ruota determina poi le azioni che possono fare e quali azioni sono associata a quale zona, poi lo vedremo, dando un po' di dinamicità e di rigiocabilità al gioco. Alessio. Tu che ne pensi? Dacci un'opinione qualificata su Simone Luciani.
SPEAKER_01Allora, io intanto devo chiedere scusa agli amici ascoltatori, perché prima ho detto un'inesattezza, Simone Luciani non ha recitato in Tu la conosci, Claudia, ma mi sono confuso con Luciano Simoni, che invece è un attore che mi ha mandato un po' in confusione, che ha avuto una brillante carriera teatrale, ma non sto qui adesso a dilungarmi. Quindi, però, era doveroso fare questa precisazione, insomma, ma allora su Simone Luciani, devo dirvi la verità un po' è uno di quegli autori a cui tu associ un'esperienza di gioco, secondo me. Nel senso che quando vedi un gioco che ti mette pressione costante, ti fa sentire sempre in ritardo, ti costringe a trasformare tre risorse inutili in una combo geniale e ti lascia a fine partita con la sensazione di essere sopravvissuto per miracolo. Ecco, diciamo che un po' queste quattro grandi caratteristiche ti fanno pensare: ok, questo probabilmente l'ha fatto Simone Luciani senza vedere la scatola. Sicuramente bisogna dare un grande merito all'autore perché è sicuramente, se non forse il più importante, italiano nell'ambito dei giochi da tavoli moderni, secondo me. Almeno questa è una mia sensazione. Io ho altri italiani che hanno pali fama, Paolo, Paolo Mori.
SPEAKER_00C'è anche Paolo Mori, che è un altro designer molto famoso e molto bravo. Di cui, tra l'altro, recentemente è stato pubblicato Toy's Battle.
SPEAKER_01Parlo in inglese quando parto in inglese, poi continuo in inglese. No, tranquillo, ma tanto Paolo è un amico. Sa che insomma non ci diamo. Se sto qui adesso a parlare di Paolo durante la rubrica dedicata a Simone Luciani, mi sembra più indelicato.
SPEAKER_00Tra l'altro, lo confondono spesso con Moro Paoli.
SPEAKER_01Eh, sì, esatto, cosa che capita molto spesso. No, però diciamo che sicuramente non possiamo negare comunque l'importanza dell'autore, come vi ho detto, e soprattutto per il suo stile. Anche perché quando giochi un po' a Grand Austria Hotel, o anche The Maian Calendar, che ho avuto modo di vedere, devo dire la verità, più che di giocare, perché l'ho visto durante un'esperienza di altri giocatori e mi ci sono neanche avvicinati. Sì, loro erano sicuramente abbastanza allucinati. Anche perché un gioco che ha gigantesche ruote dentate mai che sembrano uscire da un documentario storico, ti dà un po' quella sensazione diciamo di responsabilità del gioco. Devo dire che l'autore è, secondo me, è una cosa che è molto bravo a fare: che si è molto specializzato sul tema: effettivamente, un po' è l'esperienza quella sensazione che vi raccontavo prima, che può essere quella della sensazione di ritardo o la sensazione di aver fatto un errore tre quarti d'ora fa per intenderci, è un tipo di dinamica che nei giochi che ha creato, un po' vado a rivedere molto spesso. E sicuramente sembrano i suoi giochi avere un tema ognuno completamente diverso, ma in realtà parlano un po' tutti, secondo me, della stessa cosa, che non è una cosa negativa, perché è un tema ben declinato, anche nei titoli che abbiamo detto, che è la lotta disperata contro il tempo, delle risorse e delle proprie scelte. Nel mio caso, quasi sempre sbagliate. Ed è bello perché è un gioco che ti là. Tutti i giochi di Luciani non sono mai noiosi, cioè, ti lasciano, secondo me, sempre molto sul pezzo, cioè non puoi mai lasciare nulla al caso, devi sempre essere molto, molto attento sul tuo turno. Quindi è un gioco che non ti puoi permettere di fare sicuramente davanti a una birra o a chiacchiere con amici, come può essere appunto. Vi avevo detto anche prima. Tra l'altro, Golem è per eccellenza il germanone, il cinghiarone. No, detto una sciocchezzato, è un eurogame.
SPEAKER_02Stavolta sono intervenuto perché questa cosa già l'hai detta una delle prime puntate: Golem non è un German, è un Eurogame che è molto diverso. Un giorno magari.
SPEAKER_00Qua c'è un altro problema. Che adesso si è sparato tutte le cartucce subito le sue considerazioni, colte, diciamo, e raffinate, siamo solo al 2015. Tieniti qualcosa per più avanti.
SPEAKER_01Hai ragione, hai ragione, merito. Bravo ex avvocato, tu mi dai due o tre versetti, o ti tiro giù il salmo, quindi lo sai, è così.
SPEAKER_00Perché il prossimo passaggio è un passaggio molto importante, è un altro gioco super conosciuto, fatto solo un anno dopo. Tra l'altro, nella mia testa, l'ordine di pubblicazione lo pensavo totalmente invertito, perché pensavo che questo gioco del 2016 si chiama Lorenzo il Magnifico, che è molto famoso anche in America, nonostante siano costretti a chiamarlo Lorenzo il Magnifico, è firmato da appunto Simone Luciani con Virginio Gigli e Flaminia Brasini, è un altro dry placement che ha fatto, diciamo, storia, scusate, ha fatto scuola, è molto apprezzato. Poi è un gioco un po' divisivo, c'è chi lo ama e chi lo odia, però, è un po' come mi viene da dire, come tutto questo genere, come tutti gli Eurogame, un po' o liami o liodi, come tutti i German, o liami o liodi come tutti gli America, ognuno ha il suo genere di riferimento. Ricordiamo, ambientato nel Rinascimento, dai placement, quindi hai delle azioni che puoi selezionare, puoi farle in funzione del hanno una diversa forza in funzione del numero del dato che utilizzi ovviamente come un lavoratore. Per cui Lorenzo Magnifico è uno di quelli che un po' mi è rimasto qua. Perché l'ho sempre voluto giocare e l'ho anche costa un po' tantino il gioco per avere una scatola stile Grand Austria Hotel, però non so neanche se ora è ancora in pubblicazione. Penso di sì. Però non sono mai riuscito. Non so se qualcuno di voi riuscite a giocarci, secondo me, nessuno. No, perché è uno di quelli un po' più difficili da portare al tavolo. Tuttavia, secondo me, i viaggi di Marco Polo lo dobbiamo fare insieme e anche i ratti di guista. Vabbè, tanto comunque ci servirebbe una settimana per provare. Tutti non riusciamo a vederci neanche un weekend.
SPEAKER_01Lorenzo I Magnifico. Ti confermo che esiste ancora disponibile se si cerca anche nelle principali piattaforme di e-commerce per non fare pubblicità, il prezzo è altino, è 75 euro.
SPEAKER_00Comunque perché è un giocone, perché è un giocone.
SPEAKER_01Però non ha grandi materiali, sto vedendo, o sto vedendo un'altra cosa. No, no, è molto essenziale!
SPEAKER_00Per questo dico che, comunque: secondo me, quello che paghi veramente è più il gioco, che non quello che c'è dentro come meccanica, e poi, insomma, il nome era un po' più conosciuto. Dicevo, nella mia testa pensavo che Lorenzo il Magnifico fosse molto più vecchio. Quindi è uscito magari il 2012-2013 e invece Grand Austriatel fosse più recente 2015. Però andando un po' a memoria di le persone con cui l'ho giocato, effettivamente, Grand Austriatel è del 2015. E qui ci fermeremo. Nel 2018 invece parte una nuova era. Un gioco che è un po' passato sotto traccia, sempre per Cranio Creation che Newton pubblicato anche questo con Nestore Mangone. Questo l'ho visto passare la copertina con la mela, la mano e la mela. Di fatto mette i giocatori nei panni di studiosi che sono impegnati a viaggiare, studiare e raccogliere conoscenza provando ad affermarsi un po' nell'ambito accademico. Ora, è comunque un gioco abbastanza significativo. Diciamo, qua la sua forza è più sulla programmazione azioni che non sull'engine building, come invece è necessario fare quando uno ha giochi di piazzamento lavoratori. Puri, c'è una plancia personale, ci sono le cartazioni. Insomma, le cartazioni poi vengono scartate con questo meccanismo di seppellirle per potenziare le azioni future. Insomma, è un gioco interessante che, però, non mi ha mai attirato più di tanto, e che è anche passato, secondo me, un po' sottotraccia. Qui nel frattempo sarebbe utile, Ale, tu che sei ricercatore del gruppo, puoi andare a vedere su Borg in Geek come si posiziona Newton, così vediamo un po' anche in che posizione è della classifica. E poi, solo un anno dopo arriva Barrage questa volta firmato con Tommaso Battista, che forse il gioco più conosciuto che ha fatto Simone Luciani, anche qua diciamo, l'ambientazione è interessante, credo che forse sia l'unica ambientazione del genere. Siamo dei costruttori di dighe, e quindi la plancia di fatto è una montagna con diversi fiumi che vanno da monte a valle su cui è possibile costruire delle dighe, ma siamo interconnessi, e quindi è possibile costruire dighe a diversi livelli quindi c'è una forte interazione tra i giocatori e poi c'è questo meccanismo di piazzamento lavoratori su questa ruota per cui tu committi, quindi ti giochi un lavoratore che potrai poi utilizzare solo quando ti ritornerà indietro sulla ruota. Quindi la programmazione la programmazione azioni unita al piazzamento lavoratori crea un gioco molto interessante.
SPEAKER_01Allora, dunque, la valutazione su BGG è di 7.5, quindi, comunque una bella valutazione, invece Barrag credo che sia una top 10, non top 20. Barrag adesso te lo dico. Intanto, sul ranking over all di Newton sta alla posizione 467 467, viene messo tra gli strategici, quindi sulla parte strategic è invece posizionato a 291-291, Barrag man Nato, ti direi anche io che è più alto, ma perché ha una fama.
SPEAKER_00Una fama sicuramente è sicuro nei primi 100 proprio a mani basse.
SPEAKER_01Però mi sembra che è 40 ⁇ nella overall è 40. Sta al quarantesimo posto, anche questo su Strategy sta a 32 e in questo caso la valutazione è di 8.1, praticamente.
SPEAKER_00Ecco, l'unico problema è: questo è un gioco che non ho, perché credo che non riuscirò mai a giocarlo in nessun modo.
SPEAKER_01Allora, il peso è 4.11, quindi non proprio agevolissimo, mi sento di dire.
SPEAKER_00Diciamo, ho scelto di comprarmi un altro gioco a cui non giocherò mai con nessuno di Simone Luciani che è Nucleon. Per mi attirava un po' di più il meccanismo. Lo vedremo più avanti perché è uno dei suoi giochi più recenti. Barragio, opinioni, l'avete visto?
SPEAKER_01Barragio Barragio, io è uno di quei giochi che ci giro intorno. Sandro lo sa, penso, da 15 anni. Non lo so, c'è da tantissimo tempo. Mi piace tanto, però mi spaventa proprio il tipo di gioco. Perché effettivamente l'idea fica di che rientra comunque nei giochi di Luciani, dico una sciocchezza adesso. Guarda come faccio una bella gaff con alta tensione perché spesso io li confondo questi due giochi. Barrag non è sempre a tema di centrali idroelettriche. Scusate, che vanno costruite a tema di risorse e quant'altro. Quindi, non sto facendo una gaffa è sempre quindi barragge, non è alta tensione. Quindi, sì, lo volevo prendere, però non ricordo dove ho letto da qualche parte e giuro che l'ho letta, che molti dicevano: non farti barrage, fatti i ticket to ride se vuoi fare un'esperienza molto più tranquilla, ma a naso, poi con tanti anni, cos'è?
SPEAKER_00Ma chi ha scritto questa parte?
SPEAKER_01Guarda, forse l'ho visto su qualche recensione su Amazon, la vado a ripescare. Tuttavia, poi a distanza di anni vi dico che è stato un po' come dire: do, senti, guarda, sai cosa? Non ti mangiare la torta di mele, buttati su una bistecca. Che effettivamente.
SPEAKER_00Non lo ricorda.
SPEAKER_02Esatto, infatti, infatti, non fatti su Birmingham, ha fatti i gatti gattini e esplosivo.
SPEAKER_00Esatto, c'è due cose completamente diverse, non c'ettano proprio niente.
SPEAKER_01La vado a pescare perché è una recensione che sono rimasto un po' così, e loro ho detto: Vabbè, alla fine, ti che tu ride ce l'ho, però vabbè, ti sto parlando di anni fa, adesso vado a vedere sulle recensioni, vedo se la ritrovo.
SPEAKER_02Guarda, potrebbe essere anche che era un consiglio che ti avevo dato io a te nello specifico, tu non farti barrag, ma fatti che tu ride perché se no, poi il barraggio lo devo studiare io.
SPEAKER_00E poi non lo giocherai mai perché è molto difficile da intavolare. Tra l'altro, è un gioco molto costoso. Sono uscite anche diverse espansioni. Se non sbaglio, Simone Luciani è raffigurato in uno dei personaggi. Questo piccolo spoiler. Non vi diciamo che personaggio, anche perché non lo sappiamo. Tuttavia, se lo sapete, lasciateci un commento e infamateci dicendo che dobbiamo venire a questa puntata. Più preparati, fatelo! Perché, comunque avete ragione.
SPEAKER_01Comunque è un commento che va sempre bene: va sempre bene qualsiasi puntata, ma specialmente a questa.
SPEAKER_00Allora, Sando, tu, Barrag, che ne pensi? Perché?
SPEAKER_02Barrag l'avevo puntato all'epoca quando ucciso su Kickstarter. Tra l'altro, poi ci furono delle polemiche. Perché le rondelle arrivarono piegate, ma le hanno sentito esatto. Poi hanno seduto, non è colpa di Simone Luciani. Ovviamente, ci furono i problemi produttivi. Giustamente ci fu qualche polemica. Perché, insomma, non c'era bisogno di fare Kickstarter perché la produzione già dietro c'era e dice: se usi Kickstarter, almeno poi le cose mandano bene.
SPEAKER_00Tuttavia, a parte quelli: ma io credo questo sia stato un problema della fabbrica, un problema di fabbricazione. Probabilmente hanno usato la stessa fabbrica che avrebbero usato anche se l'avesse, anche senza Kickstarter.
SPEAKER_02Sì, vero, comunque il gioco è famoso, parla per sé, nel senso, perché è un gioco veramente apprezzatissimo, come dici tu, insomma, nella community degli amanti dei giochi Eurogame, ma non è facile far contenta la gente, e quello è un gioco che fa contento tanta gente quindi sicuramente è un gran gioco. Non è necessariamente il mio genere, ed è uno dei moti per cui non l'ho preso, perché oltre ad essere non facile da entavolare, specie con i gruppi con cui gioco di solito non è proprio una tematica e un tipo di meccanica che attira a me personalmente. Tuttavia, sicuramente, se andiamo a vedere, è probabilmente il gioco che diciamo fino a questo punto, fino a questo momento, forse il magnopus di Luciani.
SPEAKER_01Diciamo anche che secondo me il fatto che una partita media può durare dai 90 ai 180 minuti, è anche quello un po' spaventa, mi sento di dire. Poi dipende sempre da chi è il tempo.
SPEAKER_00Tra l'altro, qua c'è anche un bel po' di tempo per il setup, secondo me, da tenere in considerazione. Ma andiamo avanti perché il tempo stringe nel 2021, arriva un'altra tornata di giochi. Diciamo nel 22, 21, 22, 23, 24, iniziamo da Golem. Questo tu, Sandro, ce l'avevi, forse l'hai venduto? Ce l'avevo, sì, è stato creato, co-creato con Virginio Gigli e Framigna Brasini, anche loro, insomma, un trio con cui ha lavorato spesso. Magari dici due parole visto che ce l'avevi e perché l'hai venduto?
SPEAKER_02Allora, perché l'ho venduto è facile perché era un gioco che non riuscivo mai a intavolare proprio perché era un Eurogame parecchio pesante come regolamento, come setup, come durata del gioco. Quindi era difficile continuare a tenerlo e quindi a un certo punto l'ho venduto. Non era un problema del gioco in sé, perché il gioco è interessante, un sacco di meccaniche particolari, tra cui un po' di worker placement, poi, tra l'altro, aveva questa serie di biglie, un po' alla pozione esplosiva, che c'aveva questa torre di lato in cui tu mettevi queste biglie, che poi uscivano ed erano in base a dove uscivano, era un tipo di azione che selezionavi in base a dove era uscita, quante ne erano uscite di quel colore, in base al colore che era e dove si era posizionata nel tracciato, avevi diverse considerazioni da fare soltanto su quell'uscita là, poi tutta quanto la plancia era modulare quindi ogni volta cambiavano azioni che potevi fare col piazzamento lavoratori, avevi tutta una meccanica per costruire il tuo call, ma sopra c'erano diverse idee molto molto interessanti.
SPEAKER_00Tanto questa dinamica della torre che si riempie e poi si svuota, è presa, forse ispirata da il grande in cui tu metti dei miple nella torre e poi a un certo punto, no, ma questo era ogni turno, semplicemente prendi le cose, quindi è proprio veramente stile.
SPEAKER_02Pozioni esplosive proprio pozioni esplosive esattamente. Però con diciamo 20 strati di ragionamento sopra oltre a quello che fare pozioni esplosive.
SPEAKER_00Poi andando avanti nel 2022 arriva.
SPEAKER_01E poi sono giochi con cui ci si rilassa quelli di Luciani. Tu puoi attaccare la testa senza problemi, assolutamente.
SPEAKER_00Nel 2022 arriva Tiletum, che è un altro gioco di viaggi che nessuno di noi conosce sempre con meccanismo di piazzamento dati, per cui non staremo qua a dirvi bacianate visto che nessuno l'ha giocato e nessuno lo conosce, perché il 2023 invece è un anno super interessante perché pubblica ben tre giochi di Go 3 di cui uno è un giocone ancora una volta firmato da lui e Nestore Mangone, si parla di Dark Wid's Journey e questo è un altro Eurogame molto interessante. Qui di fatto siamo sulla nave di Charles Darwin, che come Alessio saprà, si chiama il Lautilus esatto, bravo la Beagle. Diciamo che dobbiamo navigare tra le Galapagos e di fatto, è un Eurogame in cui dobbiamo. È un eurogame molto serrato in cui ci sono diversi obiettivi da bilanciare. La strategia va scelta molto bene per non trovarsi un po' affregati. Di fatto c'è anche un tema importante che viene introdotto in Darvin's Giorni che è la specializzazione progressiva. Per i lavoratori di fatto non sono semplici pedine, ma possono essere migliorate e quindi poi effettivamente andare a specializzare il tuo lavoratore e renderlo poi capace di creare anche di fare azioni anche più potenti e di un certo tipo. Diciamo un worker placement evoluto molto interessante e è molto apprezzato. Nello stesso anno con David, Turks ha pubblicato Nucleon. Tra l'altro, questo veut ve l'ho comprato. Ve l'ho detto, l'ho comprato, è ambientato in un universo alternativo, almeno il gioco base, poi le espansioni hanno fatto uscire altri paesi. Quindi, in una Sassonia alternativa in cui l'energia nucleare, diciamo, è quella che alimenta tutto, e combina rete ferroviaria, produzione energetica, costruzione di edificio e gestione contratti. È un gioco che ha un price point un po' elevato, ma nella scatola, ragazzi, vi dico che effettivamente e forse si vede da quella parte: c'è una tonnellata di roba. Cioè, ho defustellato per mezz'ora. Veramente c'è una tonnellata di roba, anche solo per quello. Quindi è facile da intavolare, esatto, infatti, l'ho intavolato zero volte.
SPEAKER_02D'altronde, turxi e quello di Anacronini, quindi posso solo immaginare che cosa hanno voluto fare quei due insieme.
SPEAKER_00Hanno fatto un po' diciamo un gioco un po' complesso. Poi nello stesso anno, i ratti di Wistar, vi dicevo, firmato con Danilo Sabbia, di questo, però, non vi parlo, perché sarà poi la mia recensione. Quindi, tanta roba! Simone Luciani ha messo sul mercato tanta tanta roba, tra cui l'ultimo suo è uscito proprio nel 2025, Ecos of Time. Gioco da 2-4 giocatori con oltre 100 carte, di cui ho sentito parlare molto molto bene. C'è una dinamica di costruzione del tableau molto interessante, in cui prendi una carta e poi l'altra la metti alla fine, ho sentito delle recensioni molto entusiaste su Ecos of Time.
SPEAKER_01Ti confermo tra l'altro, scusami, proprio su questo titolo, oltre ad avere delle buone recensioni, perché sempre su BGG ha una valutazione di 7.2, sembrerebbe abbia un peso anche accessibile perché ha un peso di 2.45 quindi è un po' diverso dai suoi soliti esatto, forse un po' diverso rispetto a quello a cui ci ha abituato.
SPEAKER_00Quindi, questo sono un po' un recap della storia del buon Simone Lociani. Diciamo che dal 2009, anno di pubblicazione di Frutti di mare, ha messo sul mercato, se non conto male, circa una trentina di giochi, arrivando poi agli ultimi, che sono appunto Echo Time nel 2025, e poi Ederston, che penso sia arrivato a cavallo tra la fine 24 e 25, no, tardo 24. Nel frattempo, non so se avete sentito un versetto della nostra nuova mascotte, che mi sta in braccio! La buona Molly! Ciao Molly! Saluta!
SPEAKER_01La vuoi far vedere a favore di camera? No, sta dormendo su YouTube.
SPEAKER_00Quindi, non si può esatto, non si può far vedere. La potrei far vedere, ma poi le dovrei oscurare il muso.
SPEAKER_01Ma svegliare il can che dorme, soprattutto.
SPEAKER_00Bene allora, questo era un po' un recap della carriera da autore del buon Simone Luciani. Ora nella seconda parte della puntata parleremo di appunto di alcuni giochi che ha pubblicato. Io direi di andare se per voi va bene, in ordine cronologico inverso. Quindi partiamo dall'ultimo gioco che ha pubblicato per cui Ederson di cui ci parla Sandro. Poi parlerò dei rati di Wistar e poi il buon Alessio con Grand Austria Hotel.
SPEAKER_02Eccoci qui: parliamo di Ederson, come dicevi, uscito nel 2025. Evidentemente Simone Luciani ha deciso che si è stufato di fare Eurogame Complessi perché Ederson e Ecos of Time, come avete detto voi, sono due giochi un po' più leggeri. Anche questo edito da Thundergrift Games e pubblicato in Italia da Genos Games, uscì nel 2025 e appunto con game designo Gilli e Simone Luciani. Praticamente, questa puntata l'abbiamo fatta anche su Virginio Gilli, in qualche modo. L'artista principale che va detto perché uno dei motivi principali per cui ho speso questo gioco sono gli artwork di Paolo Voto che è molto bravo, e ha fatto un lavoro, secondo me, egregio su Ederson.
SPEAKER_00Tra l'altro ricordiamo quello che aveva anche il programma in radio.
SPEAKER_02No, esatto, sì, esattamente. Ha scritto un sacco di libri il polo del mattino, il voto del mattino, dicevamo: posizionato 2224 su BGG con una media voto di 7.6, si gioca da 2 a 4 giocatori, media partita dai 30 ai 60 minuti, difficoltà, peso anzi, su BGG 2.42. Di che cosa si tratta? È un gioco sostanzialmente principalmente di drafting. L'obiettivo del gioco è cercare di avere più punti possibili. Noi dovremo con le carte che scegliamo a inizio partita, cercare di ottimizzare un po' il nostro motore. Praticamente l'obiettivo del gioco è fare i punti e i punti si fanno in base a quante carte avremo calato, a carte nemico diciamo comune che avremmo sconfitto, oppure in base anche a quanti punti saremo riusciti a prendere da un po' comune di punti. La partita finisce quando siamo riusciti a calare tutte le carte che abbiamo in mano, che sono 7 se non mi sbaglio, in base alle risorse, ci vorrà un po' di tempo per riuscire a calarle tutte oppure finisce se abbiamo sconfitto tutti i nemici a disposizione o se è raccolto tutti quanti i punti, e poi si conteranno i punti che vengono da tutte quante le risorse. Queste carte che prendiamo le prenderemo all'inizio da un draft che faremo. Quindi prendiamo totte carte dalla mano, ne scegliamo una e le passiamo ad un altro giocatore. Le scegliamo tra varie fazioni e dovremo valutare piano piano che le prendiamo, quali sono quelle più efficaci per noi. Perché ovviamente ogni fazione ha delle combo interne alla propria fazione, ma ci sono anche delle opzioni per cui le carte si possono attivare per altre situazioni quindi dobbiamo capire, in base alle carte che ci troviamo davanti, qual è la scelta migliore ogni volta della carta da prendere per poi poterla utilizzare al meglio. Durante la partita possiamo decidere, appunto se calare carte, attaccare le carte nemiche o attivare delle abilità tendenzialmente. Per poter prendere le risorse ci sono dei dadi a disposizione di tutti che quando li prendiamo li togliamo agli altri, che ci danno diciamo, delle pietre che sono, diciamo, come del mana, che ci serve appunto per attivare le carte. Prendere questi dadi può attivare anche delle abilità passive che abbiamo sulle carte calate. È un gioco particolare. È un gioco particolare perché detto così, come l'ho spiegato io, sembra quasi un po' un engine building, perché cali le tue carte e poi le carte tecnicamente fanno combo tra loro per massimizzare gli effetti delle tue azioni, tu fai un'azione e la carta si attiva per farti guadagnare qualcos'altro. Però non è proprio così, diciamo, mentre un engine building normale, diciamo, un gioco in cui tu cerchi di avere il motore migliore in modo che le tue azioni siano massimizzate. Questo gioco a me, francamente, ricorda più che non ti danno un motore, ma ti danno un carretto mezzo arrugginito e tu lo devi fare andare avanti a calci. Perché le carte non funzionano necessariamente bene tra loro, non scompano proprio benissimo. Quindi la sfida è cercare di fare meglio che puoi con quello che hai in mano, secondo me. Quindi è interessante da questo punto di vista. Può non piacere ai fan dell'engine building, perché non avrai mai un'ottimizione a meno che non hai estrema fortuna, non avrai mai un'ottimizzazione fantastica della mano che hai in mano. Ma è più una sfida di cercare di lavorare con quello che hai per ottenere il meglio con le risorse che hai che non sempre lavorano a tuo vantaggio. Secondo me è un gioco interessante, gira meglio in due giocatori, però si può giocare fino a quattro. E una delle cose migliori, ripeto, è l'artwork di Paolo Voto, che secondo me è veramente molto evocativo. Vi era capitato a voi questo gioco e ne avete sentito parlare?
SPEAKER_00Metto la mia ignoranza, io proprio no, io l'avevo sentito parlare, ma solo di nome, devo essere sincero. Su questo sono ignorante, forse perché cade un po' in un genere che non mi appassiona tantissimo, per cui non ne avevo, non l'ho mai approfondito. Però da come lo dirò, mi sembra interessante.
SPEAKER_01Esatto, infatti, la domanda che ti voglio fare è: la scatola per visti è molto ingombrante o è gestibile?
SPEAKER_02No, no, no, la scatola non è per niente ingombrante, non è un gioco molto ingombrante, tra l'altro, pure il setup è abbastanza rapido. I materiali sono molto buoni, anche questo, vale la pena dirlo. Ecco, l'unica cosa è che siccome c'è un drafting iniziale, il gioco comincia a funzionare meglio dopo una o due partite, quando cominci a capire i funzionamenti delle carte, per cui cominci a fare dei drafting più sensati. Quindi bisogna anche averci la pazienza di giocarlo una, due o tre volte per vedere effettivamente. Come funziona bene il gioco e sapere che a volte ti potrebbe anche capitare un drafting un po' sfortunato.
SPEAKER_00Bene, bene, bene, bene, bene, interessante. Poi comunque è bello anche che abbia cambiato un po' di genere, no? Non si è rimasto proprio sul gioco complesso, forse perché ha anche bisogno di crearsi un po' di portafoglio su giochi un po' più variegati per non essere forse confinato in una nicchia come autore. Allora, io invece vi parlo dei ratti di Wistar, che come dicevamo di Wistar e non Winstar, che è un piazzamento, diciamo, è un gioco un po' mistione, perché combina anche qua diverse meccaniche, come va parecchio di moda ultimamente. È fondamentalmente un piazzamento lavoratori in cui c'è una parte anche di tableau building e una parte di esplorazione. Ora poi non saprei come spiegarla, ve la descrivo e poi ci metteremo su un'etichetta. L'ambientazione, secondo me, è molto carina perché siamo nei panni, quindi da due da uno a quattro giocatori possono prendere il controllo di una famiglia di ratti. Ognuna, diciamo, condotta da un rat super intelligente. Questi sono ratti scappati dall'istituto Wistar in cui vengono fatte delle sperimentazioni per cui sono dei ratti super intelligenti. Dica prego.
SPEAKER_01C'è un adattamento cinematografico su questo gioco che sono il segreto del Nim se non fosse di 30 anni fa, però vabbè, questo è un altro discorso.
SPEAKER_00Io ignoro totalmente perché sono ignorante come una caratteria.
SPEAKER_01Capitelo, perché è bellissimo! È bellissimo quel cartone! Ci sono cresciuto.
SPEAKER_00La mia filmografia nasce e muore negli anni Ottanta, diciamo è un po' questo il tema, con l'eccezione poi del Signore degli Anelli. Allora vi dicevo, ognuno di noi ha il controllo di questa famiglia di ratti in cui abbiamo scusate tre ratti i capi che sono fondamentalmente quelli che dettano le tre azioni che possiamo fare in ognuno dei cinque round. Ovviamente posizioniamo un ratto capo attorno. Le azioni sono divise, diciamo, sono azioni di tre tipi: diciamo, si dividono in due famiglie. Un'azione che è guidata da questa ruota di cui vi parlavo prima, in cui andiamo a posizione una ruota divisa in tre settori. La ruota gira e in ognuno di questi tre settori andiamo a piazzare dei ratti lavoratori. Questi sono quelli che danno la forza all'azione. Questo vorrà dire che devo tenere conto di due elementi: uno come gira la ruota e due, quanti ratti voglio avere in quello spazio quando l'azione che voglio fare arriverà lì per poterla sfruttare al massimo. Quindi, in quell'azione si possono raccogliere risorse, si possono giocare carte per accrescere il proprio tableau, oppure si possono costruire altre stanze all'interno della nostra tana per sbloccare ulteriori lavoratori. Poi c'è una seconda parte del tabellone che è la fattoria. La fattoria è di fatto un edificio da esplorare. Ogni stanza ha delle quest che devono essere completate giocando una serie di risorse, oppure avendo una certa caratteristica determinata dal proprio table, questo è importante perché vi permette di guadagnare anche punti. Cinque turni non sono tanti, ci si pesta un po' i piedi perché le azioni disponibili sulla ruota diminuiscono ovviamente o aumentano in funzione del numero di giocatori, per cui la selezione delle azioni è sempre molto stretta. Con il tableau, di fatto ci permette di andare a migliorare la nostra tribù e quindi mettere in piedi delle invenzioni che rendono la vita più facile ai nostri rati e ci permettono di fare delle azioni più efficienti, avere più vantaggi quando le eseguiamo, e quindi, di fatto, provare ad avere un vantaggio sugli avversari. Ho fatto diverse partite. Ci ha appassionato, abbiamo avuto una fase ratti di Whistler, ci ha appassionato molto. Il gioco ha anche una buona rigiocabilità, è chiaro che metterlo un po' al tavolo è un pochino complesso. Il tabellone va montato, la ruota comunque rimane fissa perché è di cartone, però ci sono tanti componenti. I ratti, alcune risorse sono un po' piccoline. Le carte, insomma, non è proprio facile da intavolare. Per cui questo è uno di quei giochi che, se avete una stanza in più con un tavolo, conviene intavolarlo, giocarci una volta, poi lasciarlo lì e magari farci altre 3-4 partite e rimetterlo via, che è un po' quello che avevo fatto io all'epoca. A me il gioco è piaciuto molto, non ha avuto tantissima fortuna, ahimè, però, secondo me è un giocone che va provato, anche questo è pubblicato da Cranio Creation edito con come dicevamo, con Danilo Sabia, durata diciamo circa 90 minuti, mi ricordo che ti faccio.
SPEAKER_01Scusami, vai Sandro, scusami, scusami, la domanda che volevo farti, Davide, dato questa componentistica particolarmente minuta, visto anche che non è che con le plancia ci va tanto d'accordo. I giochi di Buciani, tu hai avuto difficoltà nella gestione proprio, nell'esperienza fattile, lasciami dire, nel sistemare bene le cose, oppure una.
SPEAKER_00No, no, le risorse sono piccoline, ma te le tieni davanti a te. È un gioco che fisicamente occupa abbastanza spazio. Io l'ho giocato in due, credo che giocato in quattro ne occupi ancora di più. Quindi, questo è un po' perché tu davanti a te hai la tua plancia, con che è la tua tana, dove vai poi a sbloccare i nuovi ratti, hai il tuo tableau, hai le risorse e poi in più c'è il tabellone centrale. Quindi, sicuramente è un gioco che occupazio, le risorse sono un po' piccoline io ora, perché, essendo un po' maniaco, compro quei quei portaoggetti, quelli che si vendono in ferramenta dove tieni le viti le cose, no? Quindi in alcuni giochi ho quello dentro, quindi tirare fuori le risorse lì è un po' impegnativo perché sono un po' piccoline. Tuttavia, diciamo, poi quando ce l'hai sul tavolo non danno fastidio. Sandro dici qualcosa?
SPEAKER_02No, no, semplicemente ne avevo sentito parlare, ne avevo sentito parlare soprattutto da te che ne avevi parlato piuttosto bene, effettivamente, sembra sembra un gioco interessante, anche il setting, che devo dire mi piace, quindi sarei curioso di provarlo una volta.
SPEAKER_00Quello è sicuramente qui. Dietro, è proprio qui sopra, è questa qui la scatola tra specie dominanti e Takenako. Si vede che non ordino i giochi per genere, perché diciamo è proprio un trio di giochi che ci azzeccano poco tra loro. Tuttavia, sono stato abbastanza coerente perché c'è un Simone Luciani, gratti di Guista, specie dominanti Fuccia e Magnet e poi Grand Austri Hotel e i viaggi di Marco Polo. Quindi, c'è comunque c'è sullo stesso scaffale. Un suo filo con un po' di coerenza. Bene, arriviamo alla recensione dell'ultimo gioco, si parla di Grand Austri Hotel e quindi portaci nel mondo dell'alta hoteleria ai tempi di Francesco Ferdinando d'Austria.
SPEAKER_01Allora diciamo subito che c'è qualcosa sempre di profondamente romantico nell'idea di gestire un elegante hotel nella Vienna imperiale, lampadari scintillanti, musica classica, aristocratici che sosfreggiano caffè guardando la neve cadere sulle carrozze. Mignottone. E poi giochi. E poi giochi a Grand Austria Hotel. E capisci che gestire un hotel in realtà significa entrare in una spirale di panico operativa degna di una cucina di Gordon Ramsey. Grand Austria Hotel è un inno all'ospitalità, ma non dal lato del gestore, dal lato del gestore dell'hotel, dove siamo noi, dove sono i giocatori ovviamente a gestirlo, è pura sopravvivenza organizzata. Cioè, se dovessi darvi una gag per sintetizzare il gioco è bisogno servire una torta di sacchar al conte. Peccato! Oggi serviamo solo strudel e depressione. Quindi, proprio per dare un po' un incipit su come può essere il gioco. Chiaramente anche questo firmato dal buon Simone Luciani e da Virginio Gigli ti metta pur proprio nei panni di un albergatore viennese che deve preparare stanze, servire cibo e bevande, attirare clienti, assumere personale, ottenere bonus dall'imperatore e scontemporaneamente evitare che il proprio hotel sembri gestito da tre persone in burnout sostanzialmente. La genialità del gioco sta nel fatto che tutto questo nasce da una regola semplicissima: sono i dadi. A ogni round vengono lanciati dadi divisi per valore numerico e il numero di dadi presenti su ogni azione determina quanto quell'azione sarà forte. Che cosa significa in pratica? Che se escono tanti 5, ad esempio, l'azione per prendere dolci diventa potentissima. Ma se invece escono pochi due, buona fortuna procurarti caffè senza perdere la dignità sostanzialmente. Ed è qui che il gioco inizia a fare magia. Perché teoricamente i dadi introducono casualità, ma in pratica Grand Austriatel parla di adattamento soprattutto. Quindi tu inizi il turno con un piano tutto bello appuntino, perfetto, elegantino, poi guardi i dadi. E improvvisamente stai servendo vino a un generale austro ungarico alle due del mattino perché il destino ha deciso così. La cosa meravigliosa è che il gioco ti costringe continuamente a fare compromessi intelligenti. Prendi risorse adesso, prepari le camere, assumi personale, attivi un effetto speciale, corri dietro all'imperatore per evitare penalità. Perché una chicca di questo gioco è proprio l'imperatore, che sostanzialmente è la rappresentazione fisica dell'ansia sociale. Ogni pochi turni bisogna controllare l'hotel. Quindi se si sta lavorando bene, l'imperatore ti premia. Se stai gestendo tutto come un chiosco sull'autostrada, ti punisce. Tra l'altro, salutiamo gli amici dei chioschi sull'autostrada. E questa è una delle chicche più belle del design: non basta costruire il tuo motore, ma devi anche mantenerlo presentabile sostanzialmente. E poi arrivano gli ospiti. Ed è qui che il Grand Austria Atre diventa un puzzle quasi psicologico, perché ogni cliente può chiedere combinazioni diverse di torte, caffè, vino e il citato studel di prima. E quando li soddisfi, salgono nelle stanze del tuo hotel. Voi direte: vabbè, semplice, ma assolutamente no, perché le stanze hanno colori diverse e piazzare correttamente gli ospiti attiva bonus, punti, soldi o effetti a catena. E improvvisamente capisci che non stai più giocando a un gestione all'alberghiero, ma a una gigantesca macchina di combo mascherata da hotel gennese. Vedete, anche qua è il tema che un po' ritorna sostanzialmente nei vari giochi di Luciani. Perché Luciani ama creare sistemi dove ogni scelta apre una possibilità e soprattutto dove ogni errore si paga. Ma ogni turno può diventare una reazione a catena meravigliosa. E c'è sempre quel momento che in Grand Austria Hotel il cervello si accende, quindi servi un dolce, completi un ospite, ottieni soldi, con quei soldi prepari una stanza, la stanza attiva un bonus, il bonus ti fa assumere personale, il personale modifica un'azione e ti senti più grande albergatore d'Europa sostanzialmente. Quindi roba che alberghiero, cioè il diploma, me lo danno onori causa sostanzialmente. E questo è per un turno, però, perché il turno dopo potrebbe andare esattamente tutto al contrario e andare tutto vicino al collasso. Non so se ho tempo. Vorrei parlarvi anche un po' del personale dell'hotel. Però ditemi se stiamo nei tempi, Davide, dimmi tutto ilocemente. Allora, una chicca geniale, come vi dicevo, il personale dell'hotel. Perché non è che tu prendi il Meeple e basta, ma c'è un ruolo quel Mipple. Quindi assumi chef, camerieri, direttori o personaggi assurdi che piegano completamente le regole del gioco. E questo rende secondo me il gioco ogni volta replicabile, giocabile tante volte. Infine ci sono partite dove si costruisce una macchina economica perfetta e lì avete sbancato, lì non ce n'è per nessuno. In altre parole, il gioco è un gioco che magari all'inizio è molto complesso, ma se entrate nell'ottica giusta, è un gioco che sa prenderti e ti prende molto bene. Tant'è vero che noi ci giochiamo insieme, Davide, proprio con te e con Sandro, e ne ho un ricordo veramente molto bello di questo gioco. Poi non ricordo come è finito, probabilmente sono arrivato ultimo anche in questo caso, però mi sono divertito.
SPEAKER_00Tal me è tanto bello che Sandro non c'era.
SPEAKER_02Ero in spirito con voi, ma no, non c'era quel lavoro. No, ci abbiamo giocato.
SPEAKER_00Allora, ci abbiamo giocato con le nostre corrispettive dell'epoca, io qua mi fermerei. Sì, sì, ci abbiamo giocato e mi ricordo. Che vi era piaciuta una piccola correzione di lavoratori non sono Meeple, ma sono carte, che hanno o degli effetti una tanto oppure degli effetti permanenti. Il gioco è super interessante. Secondo me è strettissimo perché hai veramente tanti obiettivi da gestire. Il tracciato imperatore può ribaltare veramente la partita. Perché viene, diciamo, si conteggia il punteggio in certi intervalli. E se ci arrivi preparato, puoi fare tanti punti, così come ne puoi perdere tanti se ci arrivi impreparato, ed è molto difficile fare tutto. Questo è uno di quei giochi che ho giocato recentemente con mia moglie, e lei, apparentemente non capendo mezza regola, apparentemente facendo gli schifo il gioco, ha però vinto! Come questo succede, secondo me. Questo gioco, almeno nell'edizione del 2015, che è quello che ho io, so che c'è stata una seconda edizione, ha un problema enorme che le carte lavoratori hanno dei simboli, dei simboli non facilmente interpretabili e soprattutto tanti simboli. Quindi alla fine finisce siccome ti trovi a dover acquistare lavoratori, diciamo abbastanza spesso poter acquistare lavoratori abbastanza spesso, ti trovi ad avere sempre il regolamento in mano, che è una cosa che non apprezzo tantissimo nei giochi, però magari nelle edizioni future lo hanno un elemento che hanno migliorato. Questo è un gioco, Sandro, scemo ognuno che ancora non hai giocato perché è uno di quelli che dovresti giocare quindi poi quando mai sarai.
SPEAKER_01Qualche dato tecnico volante. Allora, valutazione altissima su BG 8.0, e nella top 100 della classifica di sempre alla posizione 67, dai 2-4 giocatori sarebbe meglio in due, dice il BGG, la durata va dai 60 ai 120 minuti, il peso è 3.20 quindi non leggerissimo, ma mi sento di dire forse neanche pesantissimo.
SPEAKER_00Sì, secondo me il punteggio è dovuto al fatto che ci sono un po' di regole. Quindi questo è uno di quei giochi, devi giocare secondo me un paio di volte fino a che non fai click e non capisci il meccanismo, allora a quel punto smetti di pensare alle regole e lo inizi a giocare.
SPEAKER_01Quindi serve un po' di costanza nel giocarlo, e poi, una volta che entri nel meccanismo, cambia veramente tutto il gioco, cambia da così a così, vero, vero, vero, assolutamente, bisogna proprio entrarci, come vi ho detto, è un gioco che prendo un po' a diesel, secondo me, però è. Sandro, ti abbiamo convinto?
SPEAKER_00Lo proverai?
SPEAKER_02No, devo dire che mi dispiace non averlo provato perché ne avete parlato in maniera molto intrigante. Io sono sempre stato un po' sapete, sono molto superficiale da questo punto di vista. Un po' repulso dall'estetica, però devo dire che. L'estetica è orrenda. È orrenda, il gioco sembra.
SPEAKER_00Salutiamo il designer del gioco, ha fatto un lavoro, è colpa mia.
SPEAKER_02Magari a qualcuno piace, a me no, però il gioco sembra fino.
SPEAKER_00Sottolineiamo che ci dissociamo da Alessio.
SPEAKER_01È un'affermazione fatta da Alessi De Simone: per suo conto, aspetta, volevo dirvi però, una cosa su Gran Budapest Hotel, su Grand Austri Hotel. Me la sono dimenticato, non importa.
SPEAKER_00Era allora molto importante. Si vede che era molto importante, ma lo sai perché te la sei dimenticata? Perché siamo arrivati alla fine della puntata, e quindi, giustamente, il tuo cervello te lo ha ricordato e ha cancellato. È chiaro, i misteri dell'inconscio. Allora, signori, grazie per essere stati con noi in quest'altra ora in cui abbiamo parlato di giochi da tavola. Se vi è piaciuta questa puntata, mettete un seguito e se volete lasciateci un commento spiegandoci qual è il vostro gioco preferito di Simone Luciani. Se non vi è piaciuto, metteteci follo uguale perché magari la prossima è migliore. E commentate dicendoci quanto siamo stati scarsi nel fare questa puntata su Simone Luciani. D'altronde bene o male, purché se ne parli. E se questo è un adagio così famoso, evidentemente sarà anche vero. Vi ricordo che la puntata, questa, e le prossime sono disponibili su Apple Podcast, Spotify e YouTube. Se volete vedere le nostre fantastiche faccette. Nelle prossime puntate continueremo ad alterrare un po' temi più generici alle nostre due rubriche, ritratti d'ori, quelle che abbiamo fatto oggi. Deccanico in cui vi parliamo un po' delle meccaniche più famose dei giochi da tavola. Tutte le altre informazioni le potete trovare su www.nacrima sul Mipo.it. Ragazzi, volete dire qualcosa prima di chiudere, salutiamo Simone Luciani. Ciao Simone Simone, e soprattutto, Simone, se ti è piaciuta questa puntata, mandaci tuoi giochi e non parlare con Paolo Mori per lavor di Dio. I nostri ascoltatori lo devono sapere, tanto alla fine della puntata, solo i più fedeli sono arrivati qui. Che noi tutto sto casino lo stiamo solo facendo perché vogliamo i giochi gratis, non vogliamo soldi. Vogliamo i giochi gratis.
SPEAKER_01Magari ecco, perché così i nostri ascoltatori potrebbero darci loro i soldi da mettere sul nostro Patreon per poterci poi zittirci banalmente, guardate, prendetevi i soldi, ma smettetela di parlare di ciò da tavolo.
SPEAKER_00Esatto, potrebbe essere anche una, potrebbe essere anche una strategia. Tra l'altro, vi ricordo che non vi ricordo niente. Perché quando questa puntata sarà uscita, in realtà il play di Modena sarà già concluso. E quindi tra l'altro, non è neanche Modena, ma è Bologna da due anni. Per cui fate conto che non vi ho detto niente. E a questo punto non resta che salutarci e darci appuntamento alla prossima puntata. Grazie ai miei due amici e collaboratori, Alexandro. E al prossimo tiro di dado. Ciao, c'è un'eau.