Una Lacrima sul Meeple
Un podcast pensato per tutti gli appassionati del gioco da tavolo che si struggono sull'impossibilità di giocare tutti i giochi nella loro collezione. News, Recensioni, approfondimenti su case editrici ed autori e molto altro ancora!
Una Lacrima sul Meeple
Dal Meccanico: Deckbuilding (AKA Dominion e i suoi eredi)
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Dal capostipite Dominion fino alle evoluzioni moderne, in questa puntata di Una Lacrima sul Meeple entriamo in officina per smontare — pezzo dopo pezzo — una delle meccaniche più influenti del gioco da tavolo moderno: il deckbuilding.
Come funziona davvero?Perché è così soddisfacente costruire il proprio motore di carte durante la partita?E soprattutto: come si è evoluta questa meccanica negli anni?
Parleremo di:
🃏 costruzione del mazzo
⚙️engine building e combo
📈 scaling della partita
🎲 gestione della casualità
🔥 deckbuilding “puro” vs ibrido
🏰 Dominion, Clank!, Dune Imperium, Star Realms e molti altri
Una puntata dedicata a chi ama vedere il proprio mazzo trasformarsi lentamente in una macchina perfetta… o esplodere in una pila di carte inutili 😅
Se vi è piaciuto questo episodio e volete conoscere di più su di noi, cercateci su instagram o su Tik Tok come @unalacrimasulmeeple o visitate il nostro sito www.unalacrimasulmeeple.it
Ed eccoci qui a una nuova puntata di una lacrima sul Meeple, signori. Chi ci conosce da tanto tempo, vorrei dire questa cosa. Perché ogni volta che sto per dire eccoci qui a una mi viene da dire insercoin. Che è un vecchio programma vicino al nostro cuore, però purtroppo non è così. Siamo alla lacrima sul Mipo, che è comunque molto bello. Benvenuti, signori, bentornati a una nuova puntata. Bentornati a Davide Smaldone. Allora, e incredibilmente Alessi De Simone è tornato e vivo e qui con noi. So che sembra incredibile, ma è così, purtroppo per tutti benissimo, bellissimo. Eccoci quindi a una nuova puntata. Oggi è una puntata che mi piace molto perché parliamo di nuovo di meccaniche. È tornato il momento della nostra bellissima rubrica dal meccanico. E oggi parleremo di deck building nello specifico: cioè parleremo della meccanica nello specifico, e poi parleremo ovviamente di alcuni giochi che noi tutti conosciamo, tra cui Ion Sand, Star Realms e Tyrants of the Underdark. Prima di cominciare, però, vi ricordo sempre di venirci sempre a cercare sui nostri social per commentare, darci dei consigli o anche dirci cosa vi è piaciuto o non piaciuto. Della puntata. Quindi ci potete trovare su Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, dappertutto, ci potete trovare anche se ci volete ascoltare, oltre che su Spotify, appunto, su YouTube, su Spotify, su Apple Music, su un sacco di un sacco di posti bellissimi dove si trovano i podcast. Ogni volta non è che ve lo posso star dire ogni volta, ragazzi. Siamo alla quasi ventesima puntata. Adesso se cominciate a camminare con le vostre gambe, bene, se no, basta, no, basta, cioè non possiamo fare tutto.
SPEAKER_01Ho scoperto, Sandro, che il software su cui registriamo ha implementato anche gli effetti speciali e quindi gli effetti sonori. Quindi, ora ne faremo ampio uso.
SPEAKER_03Tipo, bellissime per dire tutto questo senza far pagare niente i nostri ascoltatori, esatto.
SPEAKER_00Tutto questo, gratis, grazie, non so poi come si ferma quindi dura, aspettiamo tre ore se dura un secondo, te la godiamo, sentiti libero di abusarne.
SPEAKER_03Senti, ma ci sono anche delle state finte tipo Sitcom di 90.
SPEAKER_01Aspetta, eccola qua. Speriamo che duri tanto, questo esattamente alla French dura anche sei ore.
SPEAKER_03Questo dovrebbe anche essere l'inizio della fine di questo podcast' innovazione.
SPEAKER_01C'è anche un drum roll. Poi finiamo! Bellissimo più durano, meglio è esatto, vabbè. Scusate, ma volevo condividere con voi questa novità. Bene, andiamo avanti.
SPEAKER_02Ma è una cosa che ci dà gioia, siamo molto contenti di sapere che c'è questo nuovo strumento per darci fastidio. Grazie, Davide, usiamolo il più possibile. Allora, dicevamo, oggi si parla di meccaniche. L'altra volta abbiamo parlato del piazzamento lavoratori, che è una meccanica molto popolare e molto apprezzata. Oggi parliamo di un'altra meccanica che è molto popolare, molto apprezzata e più nuova di quello che pensereste. Oggi parliamo di deck building, vale a dire costruzione del mazzo. Come funziona il deck building è molto semplice, sai mille giochi lo vedremo in varie iterazioni, però, la forma di base è si parte da un mazzo di carte, da una mano di carte, molto semplice, che ci dà la possibilità di accumulare risorse o fare determinate azioni, e quello che possiamo fare è piano piano durante la partita migliorare questo mazzo, costruire questo mazzo per avere delle azioni più performanti che funzionano meglio e per fare le nostre azioni meglio. Ora, queste azioni possono essere in alcuni casi, per esempio, attaccare l'avversario oppure ricevere denaro che ci serve per comprare appunto carte migliori, oppure prendere punti che ci serviranno a fine partita. Quindi tutta la struttura dell'act building è questa: migliorare il proprio mazzo per renderlo più efficace e più performante in modo da raggiungere l'obiettivo prima degli altri. Ora, perché dicevo che questa è una meccanica che è più recente di quanto pensaste? Perché la prima volta che l'abbiamo vista introdotta è Indominion. Questo non vi sorprenderà perché è un gioco estremamente famoso, che, però, è del 2008, che oramai comincia a essere un periodo piuttosto distante, ma non esageriamo adesso. Dai, diciamo che sono? 18 anni dal 2008 a oggi, quindi è passato del tempo, però, meno tempo di quanto pensassi, onestamente, merito del buon Donald, Donald X vacarino, Donald ex Vaccarino di cui abbiamo parlato recentemente per Moncoloni Bloodbat e ci torneremo perché anche Moon Colony Bloodbat. Se volete, in qualche modo è un po' un deck building, però ci arriviamo dopo. Tuttavia, partiamo appunto da Dominion del 2008 di Donald X Vaccarino, che è stato quello che ha, appunto, creato diciamo questo genere popolarizzato. Ci sono state decine di magari decine di no, ma parecchie espansioni nel tempo di Dominion che hanno introdotto altri elementi, tra cui modi per rovinare il mazzo degli avversari o comunque interferire con la costruzione del mazzo degli avversari, o avere nuove currency, cioè altri modi per acquistare cose magari più potenti, quindi il Buon Donald ha tanti in più modi un po' lavorato su come costruire questo deck building, però, diciamo le basi e le fondamenta sono in Dominion. Una delle cose interessanti, devo dire di Dominion, che appunto, come dicevamo, è soltanto deck building, una delle cose interessanti è il fatto che il mercato è fisso, cioè ci sta soltanto un tot di carte che possono essere acquistate e si decidono prima della partita. Questo cambia in vari deck building dopo e vedremo quali. Ma una delle cose che mi interessava di Dominion è il fatto che una delle carte che vanno acquistate sono quelle che danno i punti a fine partita, e che sono carte che per il resto sono inutili, vanno soltanto a intoppare la mano. Quindi era interessante, secondo me, questa scelta in Dominion di fare sì che insomma, devi scegliere quando cominciare a lavorare sulla raccolta di punti, perché altrimenti vanno un po' a farti faticare nella costruzione di un mazzo che sia performante. Non so se voi avete avuto modo di giocare a Dominion mai di provarlo.
SPEAKER_01Sì, io sì, una volta ce l'ho giocato una volta, probabilmente con la persona sbagliata perché ci ho giocato con mio padre, che era l'unico purtroppo in quel momento disponibile per essere martoriato dalla mia passione per lobby, e quindi l'esperienza non è stata delle migliori. Mi è risultato un po' strano, un po' posso dire, un po' banale, però probabilmente quello ho misto da. Io che non avevo letto bene le regole, come spesso succede al primo giro se almeno non guardi un playthrough oppure una spiegazione. Io di solito faccio tutti e due, guardo un video con le spiegazioni e poi leggo il manuale per essere sicuro di aver coperto tutto, e quindi non mi ha soddisfatto tantissimo. È un po' macchinoso il setup, perché comunque devi creare diverse file con diverse pile, con tutte le carte uguali, l'ho trovato un po' macchinoso. E poi è questa cosa che le carte imbustate non stanno nella scatola. Quindi questa è la roba che nel 2020 ora questo l'ho comprato qualche anno fa, penso che l'ho comprato 7-8 anni fa, però dovrebbero fare spazio nel visto che c'è comunque l'inserto in plastica in cui tu dovresti mettere certe carte in certi posti, dovrebbero fare in modo che le carte ci stessero anche impustate. Volevo un attimo completare il ragionamento perché poi non ci venissero a dire che non siamo professionali per Bacco.
SPEAKER_03Ma però aspetta, io non lo sono.
SPEAKER_01Ma noi, noi due che ci ricordiamo il giorno che non siamo professionali. Dominion ha 16 espansioni, se volete, ve le posso anche nominare tutte così per fare.
SPEAKER_03Mettiamo una sottofondo musicale, tipo intervallo, mentre le dici così.
SPEAKER_01Purtroppo, questo non ce l'abbiamo. C'è una cosa, Transition che c'è il simbolo del vento di Whatsapp che non proverei. Allora sono Intrigue, Siside, Alchemi, Prosperity, Cornucopia, Interlance, Dark Ages, Guilds, Adventures, Empires, Nocturne, Renascen, Menagerie, Allies, Plunder Rising Sun. E poi ce n'è una che uscirà quest'anno che si chiama Arcana quindi 16 più una già annunciata per quest'anno: 17. Tanta roba, quindi decine non è poi così sbagliato quando dicevi decine.
SPEAKER_02Esatto, non si può dire che è stata un'IP abbandonata nel tempo. Volevo dire un'ultima cosa su Dominion, che l'ho scoperto oggi studiando un po' l'argomento, che mi sembrava molto interessante, perché ho detto soltanto l'autore, ma ci sono artisti vari che si sono occupati appunto del disegnare tutte le carte. Perché, giustamente, con tutte le espansioni che hai nominato, ne sono serviti tanti. Uno degli artisti di Dominion è Ryan Laucat, che molti di voi conosceranno per tanti giochi come Abo in Biloni, Renfar S, tantissimi titoli. Tra l'altro molto belli. È un game designer molto molto bravo, anche un artista molto molto bravo, e quindi, insomma, mi ha colpito di vederlo cimentarsi soltanto come artista in varie espansioni di Dominion. Ora, quando si parla di deck building, si parla anzitutto di Dominion. Però c'è anche un altro gioco che viene considerato un po' uno dei pilastri del genere ed è un gioco che io so che Davide ha perché mi ricordo che lo comprò una volta a Romics quando andiamo insieme che è Star Reals. Non so se ne puoi parlare un po' di questo gioco.
SPEAKER_01Assolutamente, pensavo che Adesso ti interrompesse e dicesse Monopoli, però non l'ha fatto.
SPEAKER_03Quindi niente purtroppo ci lascia ricevuto un reclamo in diretta ci delude ancora una volta.
SPEAKER_01Vabbè, ormai siamo abituati allora, star Reals gioco del 2014 per due giocatori. Tra l'altro, c'è stata un'espansione più recente un Kickstarter che ho fatto. Che aggiunge, ci sono state diverse espansioni, però, questa espansione su Kickstarter ha aggiunto nuove carte, nuove dinamiche, nuove interazioni tra le fazioni. Gioco per due giocatori. Esclusivamente per due giocatori, il designer è Robert Doverti e sono Robert Doverti e Darwin Castell. Gli artisti sono diversi quindi eviterei di dirvelo. Il publisher è Wise Wizard Games. E se non erro, non c'è una versione in italiano questa ora. Poi, dopo più avanti, ve la confermo come cosa. Il gioco è molto interessante. Deck builder puro si gioca con quattro fazioni. La mano iniziale è composta da astronavi generiche e da delle che si chiamano Viper e da soldi di fatto monete. L'obiettivo è quello appunto di andare a acquistare da un mercato comune le carte delle diverse fazioni e andare poi a scartare dalla propria mano le carte base che ovviamente tendono poi a deteriorare la vostra mano. Le diverse fazioni hanno diverse caratteristiche principali. Quindi, c'è una fazione che è quella diciamo più basata, hanno anche diversi temi, quindi gli alieni, quelli più diciamo un po' stileali e non un po' con la nave biomeccanica fatta quasi a mostro la fazione dei robot, la fazione più commerciale, eccetera, ognuna delle caratteristiche. Quindi, la fazione rossa, che è quella dei robot, è quella che nel frattempo abbiamo perso Sandrò benissimo, che è quella sapevamo che sarebbe successo prima o poi, perché non c'era. Tuttavia, in questo caso cosa dobbiamo fare? Dobbiamo fare giusto, non so come fermarlo bene e quindi la fazione rossa, che è quella dei robot, che vi permette di andare a lavorare particolarmente sulla vostra mano, è una di quelle che permette di scartare di scartare le carte dalla mano quindi, particolarmente utile per la componente di deck building per sé. Poi c'è la fazione rossa, la fazione blu, che, per esempio, vi permette di guadagnare punti vita. È molto interessante perché ci sono delle sinergie tra le carte della stessa fazione quando ne vengono giocate più di una. Quindi ogni carta solitamente ha un bonus se giocate da sola e ha un bonus ulteriore che viene riscosso immediatamente se giocata con una carta simile. La particolarità è quella delle basi, di fatto è possibile giocare delle basi di fronte a sé sul tavolo, e alcune di queste basi hanno anche uno scudo con un valore. E di fatto, ogni volta che andiamo ad attaccare l'avversario, perché nel nostro turno possiamo fare due combinazione di due cose, comprare e quindi spendere i soldi che abbiamo giocando le carte della nostra mano dal mercato, oppure andare ad attaccare l'avversario. Ovviamente ogni volta che attacchiamo l'avversario, per esempio, la fazione verde è una delle fazioni, diciamo, un po' più quelli che giocano a Magic direbbero agro, più aggressiva, ogni volta che andiamo ad attaccare l'avversario, i punti vengono assorbiti prima dalle basi che hanno lo scudo, quindi che hanno una capacità di difendere, e poi quello che rimane viene diciamo assegnato al giocatore come perdita di puntività. Se il danno che infliggiamo all'avversario è inferiore rispetto al protezione che offrono le basi, ovviamente non succede niente. Se invece è superiore rispetto al numero che è indicato sullo scudo della specifica base, a quel punto la base viene distrutta e viene scartata rimessa nel mazzo degli scarti del giocatore che la dovrà giocare in un successivo momento. Ci sono anche delle altre carte che si giocano davanti a sé, che si chiamano Aamposti, che servono per invece ottenere dei benefici permanenti e migliorare le proprie abilità. Il gioco è molto bello, molto interessante e sorprendentemente rigiocabile nonostante sia un gioco per due giocatori che ha un po' le solite dinamiche. Quindi, non è che tu vai a arricchire il mazzo in un modo particolare. Quindi, veramente bellino. Probabilmente molti di voi ci avranno giocato. Se non l'avete fatto, fatelo. Il mazzo è veramente. La confezione è contenuta. Il costo è basso, per cui vale la pena assolutamente provarci, è un gioco che vi potete portare tranquillamente anche dietro quando andate in giro.
SPEAKER_02Sì, è molto bello. Sono d'accordo con te. Io. In realtà, non ho giocato a Star Realms, ho giocato all'alternativa fantasy che I Ro Realms. Che, però, funziona allo stesso, identico modo. Credo che esista una versione italiana di Star Realms. Se non sbaglio, la portata di Hello. Sicuramente, il Ro Realms in italiano, c'è stato portato da De Vir invece. Una cosa interessante appunto di Star Realms rispetto a Dominion è il fatto che mentre Dominion ha un mercato di carte che è uguale per tutti dall'inizio alla fine è solo modulare, quindi si decide all'inizio in base un po' al gusto della partita che vuoi avere. Mentre Star Realms viene tutto dallo stesso mazzo, soltanto che sono tutte carte diverse. Quindi uno piano piano, quando si scopre il mazzo, deve capire in che direzione andare con la propria strategia. Perché, come giustamente dicevi tu, le varie fazioni danno, diciamo, diverse strategie da seguire, diversi modi di giocare il gioco. Una delle cose interessanti del deck building è anche questa: il fatto che, comunque, siccome il mazzo cresce molto nel tempo, bisogna anche trovare un modo un po' di snellirlo e magari togliere alcune delle carte principali. Mi ricordo la fazione rossa di Sta di Rio Realms. Per esempio, è una fazione che ti permette di tagliare via alcuni, diciamo, alcune carte dal tuo mazzo per renderlo un po' più performante, quella è una cosa che di solito si trova sempre nei deck building, perché non vuoi poi avere un mazzo di 500 carte.
SPEAKER_01Allora, diciamo, completa un po' quello che dicevi tu. È stato localizzato nel 2015 da De Virgo, anche Star Reams in italiano, e poi sono uscite due espansioni che sono Colony Wars e Star Reiums Frontier. Tra l'altro, io ho Star Reams Frontier, se non vado errato, permettono di aumentare il numero di giocatori a 6 e di avere anche del attivare, diciamo, di abilitare la possibilità di fare team play. Quindi chiaramente hanno variato un po' così, oltre chiaramente a introdurre nuove carte e nuove dinamiche nelle carte senza introdurre nuove fazioni.
SPEAKER_02Ok, parlando sempre di deck building, però poi passiamo ai giochi che hanno avuto, diciamo, oltre al deck building, hanno cominciato a mettere qualche altra meccanica dentro per renderlo un po' più interessante. Uno dei giochi che mi viene in mente, per esempio, è Clank del 2016. Anche questo è un gioco molto carino. Un grande classico, credo che l'abbiamo giocato tutti e tre.
SPEAKER_01No, io non l'ho giocato, purtroppo è una delle cose che mi mancano. Sono molto intrigato da Clank Legacy di Acquisition Incorporated, di cui sono uscite. Tra l'altro, due edizioni. Una uscita la seconda, però non ho mai potuto giocare.
SPEAKER_02Bisognerebbe provare Catacombs, io il cank originale, che purtroppo ha intanto spieghiamo un po'. Clank sempre deck building, in cui, però, siamo tutti quanti dei ladri che si addentrano dentro la tana di un drago sotto un castello per cercare di rubare i tesori senza farsi uccidere da creature che ci sono all'interno, o senza farsi uccidere dal drago che si potrebbe svegliare. Quindi, piano piano, il nostro mazzo che costruiamo ci darà abilità diverse per navigare il dungeon sotterraneo meglio e cercare i migliori tesori. Tuttavia, c'era anche una meccanica carina di un back building di lato che è un po' un pusher luck. Perché più fai azioni rumorose durante la partita, più tuoi cubetti vanno messi nel sacchetto, e poi quando bisogna controllare se è uscito il drago, più cubetti ci sono del tuo colore, più c'è il rischio che tu prenderai danno dal drago. Quindi, è un gioco molto simpatico, abbastanza leggero, però molto divertente. Di recente, se non sbaglio, è uscito Catacoms, che è un'altra edizione di Clank. Che dà un po' più di modularità alla mappa. Che è una cosa che manca il primo. Una volta che l'hai giocato, c'hai due lati. Tuttavia, diciamo, quando conosci un po' come funziona la mappa, magari la rigiocabilità non è fantastica. Un altro gioco che usa il deck building insieme ad altre meccaniche è Tyrants of the Underdark, che è il gioco che ci voleva portare oggi il nostro Alessio. Alessio, ci vuoi parlare di questo gran gioco che anche Davide se non sbaglio, quindi poi ne potete parlare anche insieme.
SPEAKER_03Allora, questo è un gioco che mi ha sempre un po' stuzzicato, perché un po' nel ventaglio dei deck building effettivamente non è conosciuto, ma non così tanto. È infatti, è un po' una perla nascosta del genere, secondo me. Partiamo un po' dalle origini: intanto chi lo ha fatto, è un gioco progettato da Peter Lee e Rodney Thompson e, come può facilmente, così può facilmente intuire dal titolo, è ambientato nell'universo di Dungeon ⁇ Dragons. È illustrato da artisti che hanno lavorato a lungo sul materiale ufficiale di DD, quindi, proprio come Lords of Waterdeep, è facile, diciamo, rispecchiarsi nelle ambientazioni proprio in DD. Ma attenzione! Se sentite Dungeon ⁇ Dragons, Underdark e Draw, potreste immaginare epiche battaglie contro draghi, demoni e mostri terrificanti. Ma in realtà questo gioco parla soprattutto di una cosa molto più realistica, che è la gestione spietata del potere. Perché in Tyrants of the Underdark impersoniamo le grandi casate dei Drò, gli elfi oscuri che vivono nel sottosuolo e che considerano il tradimento una forma d'arte. L'obiettivo è semplice: conquistare territori e diffondere la propria influenza. La domanda è come ed è qui che è quello che dicevi tu, Sandro Pocanzi tramite una combinazione che ancora oggi funziona e risulta a mio giudizio geniale, cioè abbinare il deck building e il controllo del territorio. E qui il gioco ci sorprende. Non ti viene neanche a fare così che prende Sandro e se ne va. Non mi sembra neanche di aver detto nulla di così scoperto.
SPEAKER_01Sì, sono, diciamo, è in protesta. Comunque, è bello perché ogni puntata ha delle cose un po' così. Ha abbandonato la spostare si chiama un po'. Tra l'altro, anche chi è stato selezionato per essere il conduttore di questa puntata. Quindi, una persona che comunque ci serve: per niente critica, come si dicono così: però ci ha detto fortuna che è sempre capitato nel momento in cui non stava parlando lui.
SPEAKER_03Vero, vero, vero. Infatti, più per gli amici che ci seguono su YouTube. Comunque proseguiamo. Quindi, dicevamo abbina il deck building e il controllo del territorio. E secondo me è qui che il gioco effettivamente sorprende. Normalmente nei deck builder, costruisci il tuo mazzo per fare punti o generare risorse. Qui invece ogni carta che acquisti ha una conseguenza immediata sulla mappa. Le carte ti permettono infatti di reclutare truppe, assassinare avversari, spostare forze, conquistare territori o accumulare influenza politica. Quindi, in altre parole, il mazzo non è il fine, ma è l'arma che tu usi verso praticamente il tabellone. Ed è una differenza enorme, attenzione, perché ogni acquisto diventa una decisione militare e ogni combo può modificare gli equilibri sulla mappa. Poi ogni carta apparentemente innocua potrebbe trasformarsi in un colpo di stato sotterraneo. E la cosa che a me piace tanto è che il gioco riesce sempre a mantenere una tensione costante, cioè effettivamente il ritmo di gioco non si perde. E mentre stiamo costruendo il nostro motore di carte, gli altri stanno occupando territori che ti servono. Quindi, anche questo c'è un po' l'ansia, se vogliamo, da prestazione: perché tu, mentre ti sistemi le carte in mano, c'è qualcuno che intanto ti frega il territorio. Oppure, mentre prepari una combo spettacolare, qualcuno ti rimuove le truppe. È un gioco che si presta alla rosicata facile, attenzione. Quindi anzi, ne approfitto, andatevi anche ad ascoltare la nostra puntata dove trattiamo del tema. Perché di fatto è un gioco sorprendentemente cattivo. Ma è cattivo nel modo giusto. Non perché ti impedisce di giocare, ma ti costringe continuamente a reagire. Ed è il motivo per cui, secondo me, tanti appassionati lo considerano una piccola gemma nascosta nel suo genere. Tyrens of the Underduck prende due meccaniche che spesso vivono separate. Ma questo non sono io che ve lo dico, ma sicuramente Sandro, come lo stava spiegando molto bene poc'anzi, perché da una parte abbiamo la costruzione del mazzo, e dall'altra il controllo della mappa. E queste due meccaniche, apparentemente diverse fra di loro, vengono fuse in modo quasi perfetto. Non sembra di stare giocando a due giochi contemporaneamente, ma sembra piuttosto che ogni sistema alimenti naturalmente l'altro. E poi c'è un'altra chicca di design. Nel gioco non fai punti soltanto conquistando territori, molti dei punti anche eliminando carte dal tuo mazzo. È una meccanica che racconta perfettamente il tema, secondo me. Perché nel mondo dei draw il potere non deriva solo da ciò che accumuli, ma deriva anche da ciò che sei disposto a eliminare persino i tuoi alleati e persino le tue vecchie strategie. E anche le carte che ti hanno aiutato all'inizio della partita. È quasi una lezione di politica, o una lezione di cinismo, insomma, se vogliamo. O entrambe. E proprio questo che, secondo me, Tyrants of the Underdraft continua a essere ricordato con tanto affetto da chi lo scopre, anche perché parliamo di un gioco del 2016. È un gioco che non reinventa il deck building e non reinventa il controllo del territorio, ma fa qualcosa di più difficile, secondo me. Ed è questa l'arma che lo mantiene, lasciate, un po' immortale nel corso di questi anni ed è sempre un gioco attuale, ma è la convivenza di questi due generi. E lo fa così bene che a fine partita ci si ritrova a pensare a una cosa molto semplice. Com'è possibile? Anzi, è una domanda che rivolgo anche a voi: com'è possibile che un gioco così bello sia ancora così poco conosciuto? Forse perché vive nell'Underdark perché sto medici stava bene? Ha pensato delle risate Fibbe dove si sa, le cose migliori tendono a restare nascoste nell'ombra. E quindi concludo con la domanda che vi ho fatto: com'è possibile che un gioco così bello è ancora così poco conosciuto?
SPEAKER_01Ma perché secondo me è il tema che è un po' di nicchia che scoraggia le persone che non sono appassionate del fantasy, è molto legato a Dungeons ⁇ Dragons, è molto legato a un'ambientazione che non piace a tutti di Dungeons Dragons, che è l'Underdark, che, per esempio, a me non fa impazzire. Secondo me è un po' questo il tema. Tra l'altro su Burger Geek è valutato 7 e 9 e alla posizione 164 della classifica. Per cui è molto meglio di quello che diciamo si potrebbe pensare, almeno è considerato molto meglio di quello che si potrebbe pensare di un gioco che raramente si sente nominato. Su questo sono d'accordo con te. Se ne parla poco, però io credo che il problema sia questo, la tematica e l'ambientazione.
SPEAKER_02Tra l'altro, se non sbaglio, è stato localizzato molto prima rispetto a un altro classico di Wizards of the Coast che era l'orso Water dip. Cioè, Tyrant è già in italiano da parecchio tempo.
SPEAKER_01Sbaglio, si in italiano te lo dico subito da molto prima comunque.
SPEAKER_02L'ordo Water dip lo sai.
SPEAKER_01Sono sicuro che c'è in italiano. Sono sicuro che c'è in italiano, ma su Borghek app devo cercare proprio i tiranni dell'Under Dark. Perché su Borghine Geek non me lo da.
SPEAKER_00Aspetta, un secondo, signore e signori, i tiranni dell'Ander dal 2021, ecco, vedi quindi comunque molto prima di Lords of Water perché comunque è un gioco più conosciuto.
SPEAKER_02Se vuoi anche più apprezzato. Tuttavia, comunque sempre anche il meta voto. Mi sembra eccellente su Big Girl.
SPEAKER_01Credo che sia una seconda, credo che sia questa sia una seconda edizione. Perché è proprio classificato come un gioco diverso, Tyrants of the Underdark War Game. Tuttavio il gioco è esattamente lo stesso, e ha anche un voto più alto perché ha 8 e 2 invece di 7 e 9. Strano, queste sono le stranezze. Un po' della classifica di Borgen Geek. Quindi, questo suppongo che sia anche più alto in classifica, giusto?
SPEAKER_02È possibile, dipende, però da quanti voti sono stati dati al gioco rispetto anche alla metà alla media voto. Quindi potrebbe avere una media più bassa, ma essere più alto.
SPEAKER_01L'altro, però comunque confermo. È un bel gioco. Non ci gioco da un po'.
SPEAKER_02Sì, io non ci ho mai giocato, però mi ha sempre ispirato perché a me la tematica piace, e quindi era interessante. Solo che essendo un gioco parecchio cattivello, poi sono sempre stato un po'.
SPEAKER_03Un gioco dove, secondo me, temeni. Secondo me, esatto, quindi volevo evitare di farmi menare e matrimoni, volevo evitare di farmi menare.
SPEAKER_02Bene, andando esatto. Poi magari torneremo a dei dewing un po' più classici. Tuttavia, visto che eravamo in argomento di deck building mischiati con altre meccaniche, volevo citare due giochi piuttosto famosi che abbiamo, quindi ne possiamo parlare più attivamente. Davide già scappa, ma sapevamo che tornerà a breve. Ma cominciamo a dire che volevo parlare di Endless Winter del 2022 e di Imperium del 2020 di cui è uscita una nuova edizione che Dune Imperium Insurrezione di recente che insomma ha rivisto un po' qualche regola e ha aggiunto qualcosa delle espansioni, però, sostanzialmente è lo stesso gioco. Volevo parlarne perché entrambi i giochi sono giochi che uniscono il deck building al piazzamento lavoratori. Quindi uniamo le due meccaniche di cui abbiamo parlato in queste puntate di andiamo dal meccanico. Lo fanno in maniera però diversa. Quindi, questo per me, secondo me, è piuttosto interessante. Perché usano due percorsi diversi per usare le stesse meccaniche. Perché? Perché se vediamo Duna Imperium, per esempio, Dun Imperium è un gioco che la meccanica del deck building la sfrutta in questo modo: vale a dire quando noi mandiamo un lavoratore in una zona, abbiamo bisogno di utilizzare una carta che abbia il simbolo di quella zona per poterci accedere, funziona come se vuoi come una chiave per entrare in una zona specifica. Quindi di un Imperium va in questa direzione di unire deck building e piazzamento lavoratori in cui le carte ti danno accesso a determinate zone, in più ed è diciamo un positivo di un Impirium. Le carte hanno delle abilità sopra che possiamo utilizzare quando le spendiamo appunto in questo modo. Invece Handless Winter usa il deck building in una maniera diversa. Se vuoi un po' meno entusiasmante, diciamo che l'utilizzo delle carte mi piace di più, ma il deck building soffra di più. Vale a dire in Endless Winter, quando noi andiamo in una zona il nostro lavoro in una zona per fare le azioni, possiamo mandarlo tranquillamente a prescindere le carte. Le carte le spendiamo per darci l'energia sufficiente per fare le azioni nella zona, più una carta è specializzata in una zona specifica, in un'azione specifica, più energia ci dà per fare quelle azioni. Mi piace molto come idea, però va detto che in Endless Winter era un po' il deck building software perché le carte sono molte di meno, c'è molta meno varietà. Quindi la costruzione del mazzo è fatta per specializzarsi magari in una direzione specifica del gioco, però ci sono meno carte che magari poi tu le vedi nel mercato e dici Wow, quello mi interessa tanto perché è una carta molto forte e fa una cosa speciale il mercato fisso. Sono solo un tipo un tot tipi diversi di carte. E quindi diciamo che il dealing forse è un po' meno entusiasmante in quel gioco. Non so se avete avuto la stessa impressione, perché insieme abbiamo giocato ad entrambi i giochi.
SPEAKER_03Effettivamente, un pochino ne soffre la parte deck building. Tanto è vero che me lo ricordo più per le altre caratteristiche. Confermo la tua impressione. Mi piace di più, tendo a concentrarmi su altri aspetti del gioco più che sul deck building.
SPEAKER_01Induna Imperium, ma il deck building è molto molto più importante. Diciamo è più pervasivo perché guida molto quello che puoi fare nel corso della partita. Se non lo gestisci nel modo corretto, può farti molto male in termini diciamo, rovinare o non far fruttare la tua strategia, su Andless Winter è importante specialmente all'inizio, nella fase di creazione dell'engine. Quindi, per avere poi sufficiente benzina per fare le azioni che devi fare, però, in Andless Winter, secondo me, l'importanza del deck building è mitigata dal fatto che a tutti gli effetti, Endless Winter è un gioco con all'interno tanti minigiochi. Io la vedrei così, e quindi, in funzione della strategia che segui, nel frattempo, salutiamo Molly per gli amici a casa. In funzione della strategia che segui, il deck building può essere più o meno importante. Per cui dipende un po' da come lo vuoi giocare. Invece, tu Empirium è un deck building è un crocevia da cui devi per forza passare sia per avere accesso a avere le carte giuste che ti permettono di andare nei posti giusti, sia per avere poi, diciamo, la possibilità di fare le azioni e di giocare e di acquistare nuove carte.
SPEAKER_03Quindi, secondo me, molto più ha molto più peso di tra l'altro, una precisazione dovuta, ricordiamo che Endless Winter non ha niente a che fare né con Dead Winter, che è un altro gioco che poi sarebbe Dead of Winter: esatto, e non ha niente a che vedere con Aaron Winter, l'ex centrocampista dell'Inter. Quindi, se cercate un gioco che pari della vita di questo ex calciatore, purtroppo non è il gioco che fa per voi, questo ci tenevo a dirlo.
SPEAKER_02Grazie, Alessio, perché queste sono le puntualizzazioni per cui ti paghiamo, vedi, meno male. Allora, torniamo un po' indietro, perché volevo ritornare a parlare un po' del gioco che volevo portare io. Che se vogliamo, un deck building un po' più classico che sarebbe ion Send. Ion Send è un gioco del ricordo, del 2016. Ecco del 2016, almeno il primo capitolo era del 2016, che si gioca in quattro giocatori, durata più o meno di un'ora con un peso specifico su BGG di 2.80. Tra l'altro fino a poco tempo fa era in top 100, da un po' di tempo è uscito e finito la posizione 108, con una media voto comunque del 7.9, che non è male, almeno il gioco principale è stato progettato da Jenny Glacier, Kevin Rilber e Nick Little e diversi artisti della Gong Studios. Se ne sono occupati del comparto artistico. È stato pubblicato dalla Indiebor Games ⁇ Cards. E in Italia è stato portato da Genos il primo capitolo. Però di recente hanno annunciato che porteranno anche il secondo che si chiama Ion Sand War Eternal, che è il gioco con cui ho iniziato a giocare aglion. Come funziona? Sostanzialmente, questo è un cooperativo in cui siamo tutti maghi che devono difendere l'ultima città di umani al mondo che si chiama Greivold dall'attacco di queste mostruosità un po' lovecraftiane, potentissime, che cercano appunto di radare al suolo la città. È interessante perché è un classico deck building con un mercato fisso alla Dominion che viene costruito prima della partita, in cui troveremo delle gemme che sostanzialmente sono soldi, delle reliquie che ci danno delle abilità immediate o delle magie che sono quelle che poi dovremmo lanciare contro i nemici. Una delle particolarità del gioco è come lanciamo le magie, perché? Perché non è che noi caliamo la carta e spariamo subito la magia, ma vanno caricate su delle brecce davanti a noi, delle zone che ci richiederanno almeno un turno per lanciare la magia. Quindi c'è una sorta di programmazione, se vogliamo, in come vengono lanciate le magie. Ogni mostro che affrontiamo ha delle capacità diverse, dei mignoni diversi che li aiuteranno e dei tipi di attacco diversi che possono o colpire noi o colpire la città. Colpire la città è la cosa peggiore perché se veniamo colpiti noi, abbiamo la possibilità di continuare a combattere anche arrivati a zero punti ferita, ma se la vita della città andasse mai a zero, avremmo automaticamente perso la partita. Mentre per vincere dobbiamo o sconfiggere il mostro o aspettare che il suo mazzo completamente si scarichi. È un gioco molto interessante, molto variegato. Un po' per i poteri variabili dei personaggi, perché tra il gioco base e le varie espansioni che si possono mischiare ci sono decine e decine di personaggi con poteri che cambiano a seconda e quindi modi di giocare diversi nonostante il mercato centrale da cui andiamo a attingere lo stesso. E anche i boss avversari, insomma, ognuno ha il suo modo diverso di combattere e di usare abilità, quindi c'è una varietà molto estesa nel gioco che lo rende veramente veramente molto interessante. Sono uscite parecchie espansioni, tra cui ben due Legacy, anche parecchio grossi come scatola, ed è un gioco che, secondo me, come introduttivo, anche ai cooperativi e al deck building, è un gioco abbastanza accessibile e molto, molto divertente. Non so se ho avuto modo di farvelo provare a voi per un periodo. È stato uno dei miei giochi preferiti. Tra l'altro, è ancora tuttora, il gioco che ho giocato di più in assoluto in vita mia.
SPEAKER_00Ci abbiamo giocato insieme. Una volta ci abbiamo giocato, è un gioco che cominci ad avere un'età.
SPEAKER_02Tutta, secondo me, è sempre divertente ed è sempre ben variegato. Quindi andava citato assolutamente in una puntata sul deck building.
SPEAKER_01Poi è un gioco che ha un discreto seguito. Se non sbaglio, comunque c'è un po' di fan, abbastanza arcaniti, no?
SPEAKER_02Sì, infatti, sono contento che cominci anche ad avere delle traduzioni delle localizzazioni in italiano. Perché purtroppo a noi mancava un po' questo gioco. Però, insomma, la community è abbastanza forte, anche perché per fare così tanti titoli vuol dire che, insomma, un seguito ce l'hai. Continuando a parlare un po' di deck building, un altro gioco che so che ha Alessio, di cui volevo parlare, è Fort. Fort è un gioco molto molto interessante. Uscito nel 2020, fatto da Grant Radiec, di cui l'artista principale è Kyle Ferrin, che molti riconosceranno perché è l'artista principale di Ruth. Ed è eccolo lì, Alessio, sta facendo vedere a favore di camera per chi ci segue su YouTube. Ed è un gioco molto carino. Secondo me vale la pena parlarne, perché fa una cosa con il deck building che non era stata ancora fatta e che è molto interessante e che è molto legata al tema. Cosa vuol dire? Il gioco forte nel gioco di forte, sostanzialmente siamo tutti bambini che stanno costruendo il loro fortino ed hanno una serie di amici che li aiutano insomma a migliorare il proprio fortino e a fare diversi giochi. Quindi il deck building, il concetto di deck building è tutto nel cercare di attirare nuovi amici nel proprio fortino e giocare con loro. Tuttavia, una cosa carina che fa forte, che secondo me è molto originale, è il fatto che, siccome le carte che acquisiamo sono bambini, se poi durante il resto dei turni questi bambini non giochiamo con loro e quindi queste carte non le utilizziamo, vanno di nuovo in una sorta di piazzola di fronte a noi per cui possono essere acquistate dagli altri giocatori. Ed è una cosa secondo me molto divertente. Questo concetto di Ok, tu hai fatto venire questo bambino qui, però, se poi non giochi con lui, lui si stufa e potrebbe andare a giocare da un'altra parte. Ed è carino perché appunto tu magari compri una carta che ha un effetto interessante, però poi se non stai attento ad usarla sempre, rischi che qualcuno possa rubarttela. È un concetto molto bello, secondo me. Rende il deck building di quel gioco molto dinamico e molto interessante. Poi, tra l'altro, l'artwork è veramente veramente carino e quindi lo straconsiglio, non so, adesso sicuramente ce l'ha, non so se Davide, tu c'hai avuto modo di provarlo questo gioco.
SPEAKER_00No non l'avevo neanche mai sentito onestamente.
SPEAKER_03Allora, io ce l'ho, è vero, ma momento lacrima!
SPEAKER_02Chiedetemi quante volte l'ho giocato, lo so io zero perché l'hai dato a me perché così lo potevo studiare. Io l'ho giocato per studiarlo e te l'ho ridato perché poi ho detto: poi ci giochiamo insieme, poi non ci abbiamo mai giocato insieme. Quindi io ho giocato la tua copia e basta. Tra l'altro ti dirò: ne sto prendendo uno anch'io perché mi piace molto, è molto bello. Siccome di solito abbiamo la regola che nessuno di noi compra i giochi che hanno anche gli altri per risparmiare spazio. Però forte lo voglio anch'io. È molto piccolo ed è molto particolare. La scatola è piccola, infatti, ed è anche molto molto bello.
SPEAKER_03La scatola è piccola, consigliamo di prendere la scatola appunto di quella che abbiamo, appunto dell'editore italiano. Vi sconsigliamo quella di Awaken Rims.
SPEAKER_02Che la scatola è alta a 5 metri con le miniature di un metro e mezzo di forti, sono tutti forti veri non esistono.
SPEAKER_03Diciamo, questa era meritevole, sono esseri umani vivi adesso.
SPEAKER_01Mi sta sfuggendo di mano questa cosa degli effetti sonori.
SPEAKER_03A proposito di Agui che avreno, le miniature dei quake limit, a proposito di quei che avrono, sono proprio vivi adesso.
SPEAKER_02Stanno prendendo un pezzo oltre. Scusate, a proposito di Real che rovina i giochi, un altro gioco di cui volevo parlare, che ha il deck building dentro, è Concordia, che è un grande classico. Un famoso German che è uscito nel 2013 progettato da Mark Gez, che ho avuto modo di provare di recente, non l'avevo mai giocato. Tuttavia, siccome ne parlavano tutti sempre benissimo, alla fine mi sono convinto, l'ho comprato, l'ho giocato e mi piace molto. A Weger Real si sta facendo un'edizione nuova del gioco, che sembra fatta in maniera terribile, quindi mi piace, fare questo collegamento. Anche questo gioco c'è del deding, sento un ritorno. C'è del deck building, sempre io, sempre c'è del de building ed è interessante come funziona. Perché? Perché nel gioco, sostanzialmente, quando noi vogliamo fare un'azione, dobbiamo giocare una carta della nostra mano che ci fa fare l'azione specifica scritta sulla carta: che può essere muovere i nostri mercanti, costruire insediamenti oppure comprare carte dal mercato, vendere delle nostre risorse. Varie cose. Ogni carta è specializzata in un'azione. In più, ogni carta ha una divinità scritta sopra e quelle divinità sono quelle che ci garantiranno punti a fine partita. Ogni divinità ci offre punti in base a delle condizioni nel gioco e quindi comprare nuove carte vuol dire anche cercare di andare in una direzione specifica per guadagnare più punti. Perché una delle cose che possiamo fare, appunto, è deck building, quindi comprare carte dal mercato principale che ci danno possibilità di fare nuove azioni e fare appunto nuovi punti. Concordia pure un gioco che vale veramente la pena, ragazzi, vi lo straconsiglio perché è molto molto bello. Andando ancora avanti, volevo fare qualche menzione d'onore per qualche gioco che secondo me poteva essere importante per questa puntata. Per esempio, volevo parlare, visto che parliamo di deck building, di un gioco che si chiama Deck Building the Deck Building Game. Ed è un gioco del fantasia, diciamo esatto, è un gioco del 2015 che è un gioco di parole se vuoi. Perché voi mi insegnate che in inglese il deck è anche il patio. E in questo gioco noi dobbiamo. L'obiettivo del gioco è costruire un patio. E si fa tramite il deck building. Quindi è un deck building per fare del deck building. È un'idiozia, però, secondo me non potevamo non citare deck building, the deck building game. Parlando di deck building, se lo dico un'altra volta. Probabilmente mi viene un errorismo. Ma volevo parlare anche di un altro paio di giochi che sono. Diciamo collegati relativamente al deck building, almeno il primo relativamente, però secondo me è interessante parlarmi un attimo, che sarebbe Tac Team. Tac Team è il gioco che è uscito l'anno scorso nel 2025. Che è veramente molto carino. Un gioco per due giocatori è un'auto-batler. Vale a dire ogni turno, noi abbiamo due personaggi e ogni turno giriamo delle carte di questi personaggi dal nostro mazzo per attaccare il mazzo l'avversario. Chi sconfigge prima l'avversario, ha vinto. Quando noi abbiamo finito le carte, le riprendiamo e aggiungiamo una carta nuova tra le tre che peschiamo dal mazzo che abbiamo da parte. Quindi, piano piano piano andiamo a costruire un mazzo sempre più grande. La cosa interessante è cercare di siccome la carta decidiamo noi dove metterla, cercare di memorizzare quali sono gli attacchi dell'avversario per fare delle risposte. No? Cioè, se io so che nel tuo primo attacco, tu nella tua prima carta tu mi attacchi, io metterò come prima carta una cosa per difendermi. Allora, tu nel prossimo turno, magari sai che nella mia prima carta io mi difendo quindi magari metti un'altra cosa. Quindi è tutta una programmazione che è molto carina. Il gioco è molto divertente, molto veloce, ha poteri variabili, che secondo me è sempre una gran cosa. Tuttavia, diciamo, volendo, è sempre anche questo: un deck building, perché costruiamo comunque un mazzo che piano piano andiamo a utilizzare lentamente. Voi l'avete visto Tac Team?
SPEAKER_01L'avete provato, io ce l'ho, ma non l'ho ancora giocato, ho comprato di recente.
SPEAKER_02Tu sei un motivo se ci chiamiamo una lacrima sul Meeple: esatto, tu sei l'uomo della Shelf of Shame, quindi ci sta il shame, però vale veramente la pena, è veramente un gioco simpatico. Non avevo sentito parlare molto bene. Giustamente, ne abbiamo parlato molto bene. Un altro gioco che è un deck building un po' anomalo, e l'abbiamo citato all'inizio, puntata è appunto Moon Colony Bloodbat di Donald X Vaccarino, perché avevo proprio sentito parlare un po' di tempo fa del fatto che Vaccarino aveva pensato di fare un deck building che però lavorasse contro i giocatori. E se ci pensiamo, effettivamente è quello che succede in Moon Colony. Adesso non andiamo a parlare nello specifico del gioco perché ne abbiamo già parlato in passato. Tuttavia il mazzo delle sfighe e degli eventi che si vanno a creare durante la partita viene costruito appunto nel tempo dalle nostre azioni. Quindi, anche questo, in qualche modo, è un deck building, anche se non è un deck building che noi andiamo a ottimizzare ma andiamo a soffrire nel tempo. Vuoi dire qualcosa, Alessio? Ti ho visto pronto?
SPEAKER_03Sì, ne abbiamo parlato di Moon Corn e Blood alla terza puntata, quindi andatevi a recuperare la puntata dal titolo. Ci eravamo tanto giocati, e lì avrei parlato tutti gli approfondimenti su questo gioco.
SPEAKER_02Esatto, un gioco molto bello, molto divertente, ed utilizza il dealing in una maniera diversa dal solito, visto che è fatto al papà del deck building, insomma, valeva la pena parlarne. E allora ci avviamo un po' alla fine di quello di tutti i discorsi. Prima fine, volevo parlare di un altro gioco che non è un deck building, ma è un diece building fatto dal buon Eric Lang insieme a Mike Elliott che è Warriors, un gioco del 2011. Siccome è un po' meno famoso, volevo citarlo, ed è carino perché sostanzialmente invece di costruire il mazzo, tu con le stesse meccaniche del deck building, in realtà fai un back building con tutti i dadi e i dadi hanno abilità come le carte. Devi cercare di attaccare l'avversario con i dati che escono, e piano piano devi cercare di costruire un tuo mazzo di dadi che sia performante per cercare di sconfiggere l'avversario, certo scontrandoti anche con l'alia che i dati possono portare. È una variazione sul tema che era simpatica. Trick Lang, insomma, è un game designer che si diverte molto su queste cose. Quindi volevo parlarne, perché non è chiaramente uno dei suoi giochi più famosi, non è certo Blood Rage. Tutto era una simpatica variazione sul tema. Non so se voi avete altri giochi che volete citare, ah, Davide, tu avevi un altro gioco che è diciamo piuttosto famoso, però più come un cult hit. Un gioco che non è proprio che si trova dappertutto, però se ne parla sempre molto bene, giusto?
SPEAKER_01Allora, io in realtà ne ho un paio, perché un altro, poi mi è venuto in mente nel corso della puntata. Tanto il gioco di cui stavi parlando tu è Marvel Legendary, diciamo, la serie Legendary, poi ha avuto anche altre due interazioni, di cui la più famosa è quella su Alien, poi ce n'è un'altra su Predator. Di fatto è il classico gioco in cui all'inizio di partita viene si sceglie un cattivo tra quelli che sono a disponibili, un gioco che ha svariate espansioni, per cui acquistando diversi pacchetti con diversi cattivi e supereroi. Per esempio, ovviamente ero entrato in un tunnel abbastanza importante con questo gioco diversi anni fa, perché stiamo parlando di un gioco che ormai datato, è uscito da un bel po' nel 2012. Per esattezza, avevo diversi diverse espansioni. Per completare gli Avenger, per completare i Guardiana della Galassia, eccetera.
unknownEccetera.
SPEAKER_01Il gioco di fatto ti fa iniziare la partita con una mano di agenti dello SHILD. Ogni agente ti dà dei punti di diciamo, non ogni agente, ci sono degli agenti che hanno dei punti di reclutamento. Questi possono essere utilizzati per acquistare o agenti più diciamo potenti da un mazzo Shield dedicato, oppure per andare a acquistare i supereroi con cui hai deciso di giocare in quella partita. Quindi anche qua si compone il mazzo di quella partita. Allo stesso al contempo si sceglie il vilan, come dicevo prima, e si sceglie uno schim. Nel senso, con il gioco arriva con diversi piani malefici che puoi combinare con diversi vilan che determinano quali sono gli effetti che vengono che si attivano nel momento in cui succedono certe cose. La dinamica principale, al di là del deck building, è anche quella della sconfitta dei cattivi, perché, ovviamente, c'è un main villain che, come al solito si avvale di una serie di minions che combattono per lui e entrano nella città. La città ha diversi spazi sul tabellone, l'obiettivo è quello di andare a combattere questi minion il prima possibile senza far riuscire dalla città, perché ogni turno avanzano di uno. Nel momento in cui i villa escono dalla città, ci sono tendenzialmente degli effetti negativi per i giocatori in funzione di quelli che sono i diversi skill. La nostra mano può essere peggiorata da diversi elementi, tra cui anche i bu standard, quindi i passanti, che possono essere coinvolte. Come spesso accade nei fumetti, in quello che poi nelle battaglie tra i buoni e i cattivi. Il gioco è molto carino, tra l'altro, proprio in linea con quello che spesso succede nei fumetti, è necessario andare a sconfiggere il vilan più di una volta per poterlo poi battere veramente e vincere la partita. Ogni volta che lo sconfiggiamo, ma non lo uccidiamo del tutto, ovviamente ci sono degli effetti in più e lui diventa un po' più cattivo. Questo perché comunque nel corso della partita il nostro mazzo diventerà anche più forte. Molto molto carino, non ci abbiamo mai giocato insieme se non erro, lo dovremmo provare io e qualche anno che non ci gioco. Il voto su Borgen Geek è 7.5 è alla posizione 282. Invece, velocemente volevo parlarvi di un altro gioco in cui la dinamica del meccanismo deck building è presente, ma non è famoso per questa tipologia. Non è conosciuto come un deck builder, che è Century The Spice Road, un gioco del 2017 in cui si commerciano spezie per andare a soddisfare determinati obiettivi, ma questi obiettivi vengono soddisfatti sulla base dell'abilità di acquistare delle spezie che sono di fatto cubetti di diversi colori e di andare a convertire le spezie, perché le spezie hanno valore crescente. Quindi è possibile convertire un cubetto di un valore più basso in un certo numero di cubetti di valore più alto a seconda di un certo tasso di conversione, le carte che puoi acquistare dal mercato determinano che tipologie di combinazioni puoi fare e che cubetti puoi andare a prendere. Quindi andare a costruire in modo efficace una mano che ci permette di andare a fare le azioni giuste al momento giusto è particolarmente rilevante per poi riuscire a fare i diversi obiettivi. Che di fatto sono andare a gli obiettivi sono come se fosse un order fulfillment. Quindi di fatto hai degli obiettivi, ti dice raccogli tot numero di cubetti gialli, tot numero di cubetti verdi, eccetera. Tu hai un numero massimo di cubetti che puoi avere sulla tua carta, che sarebbe la tua mini plancia. Quindi devi essere bravo ad andare a prendere gli obiettivi giusti e a soddisfarli nel momento corretto. Giochino molto carino, si spiega e si gioca in modo veloce. Se non l'avete mai giocato, provateci: cioè, provatelo, perché è veramente interessante. Parti una trilogia che può essere anche combinata in un super mega giocone. Io, però, ho solo questo: ho solo il primo capitolo.
SPEAKER_02Sì, avevo sentito anche che c'era un'edizione fantasy, una versione fantasy è sempre intrigato. Devo dire.
SPEAKER_03Io invece a questo punto, anche vorrei parlarvi di un ultimo gioco a tema Deck Builder che è Monopoly. Asptavamo con ansia, molto bene, molto bene, di scusa, no, no, volevo soltanto rispondere, nostro amico ascoltatore che in diretta mi ha scritto. Credo che non abbia ben capito il tema della puntata. Lui dice praticamente che non è così che si gioca i desk builder. Lui dice che quando si fa un desk building si si presenta con cacciaviti, diciamo brucole e istruzioni in svedese. Ecco, stiamo parlando di deck building, non desk building. Mi rendo conto che si può generare confusione. Tutto, ecco: prima di dire che non siamo capaci a parlare di desk building, magari informarsi bene prima della puntata. Ora non voglio far polemica, però, ecco, moderiamoci nei commenti, ecco, poi soprattutto certe cose dirle su mia madre, ma mi pare manco il caso, neanche la conosce, quindi la risata la faccio fare tutta perché ormai abbiamo trovato il comic relief di questo trio.
SPEAKER_02Mi fa molto piacere che abbiamo i commenti live a puntate registrate. Io andrei a controllare i livelli di monossido di carbonio nella casa di Alessio. E mentre lo facciamo, io comincerei a salutare tutti quanti. Perché pure oggi siamo andati bene. Abbiamo fatto una puntatona lunga, sono molto contento e per questo ringrazio. Innanzitutto i miei compagni di viaggio che sono Davide Smaldone. Grazie Davide. Ciao! Alessio di Simone, grazie per aver aggiornato il calendario.
SPEAKER_03Prego, prego, ragazzi.
SPEAKER_02Dovere, dovere, dovere. Un saluto a tutti i nostri amici. Uno splendido professionista. Ringrazio tutti i nostri ascoltatori. Mi raccomando, cercateci sulle nostre pagine social, Instagram, YouTube, Facebook, TikTok per parlarci dei vostri deck builder preferiti. Diteci se ci siamo persi qualche esempio interessante perché comunque è una meccanica che vale sempre la pena provare. Quindi, se ce ne sono altri interessanti, fatecelo sapere e seguiteci sempre anche, mettete un bel like e un bel commento anche sulle nostre pagine su. Da cui sentite il podcast, vale dire Spotify, Apple podcast, YouTube. Dunque, signori è stata una grandissima puntata. Io vi ringrazio a tutti per la vostra pazienza. Vi ringrazio tutti per la vostra professionalità, ascoltatori e non al prossimo tiro di dado. Ciao.