Una Lacrima sul Meeple
Un podcast pensato per tutti gli appassionati del gioco da tavolo che si struggono sull'impossibilità di giocare tutti i giochi nella loro collezione. News, Recensioni, approfondimenti su case editrici ed autori e molto altro ancora!
Una Lacrima sul Meeple
Chi non sa Giocare, Insegna! - Quanto è difficile essere quello che impara e spiega i giochi!
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In ogni gruppo c'è almeno una persona che si incarica sempre di imparare e spiegare le regole del gioco agli altri. Un ruolo che richiede fatica, tempo e impegno e che spesso non viene ripagato come dovrebbe. Chi imparare le regole è anche quello che nei primi turni presta attenzione a tutti quelli che giocano in modo da assicurarsi che tutti abbiano compreso e abbiano tutte le informazioni per giocare al meglio. Siete voi quella persona nel vostro gruppo? se sì, quanto vi pesa (se vi pesa)? se no, come vi comportate nei confronti di chi si incarica di fare il consueto "spieghino"? Oltre a questo in questa puntata vi parleremo di Red Outpost di Raman Hryhoryk, The Wolves di Ashwin Kamath, Clarence Simpson e di Deckers di Richard Wilkins
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Bentornati, cari amici e ascoltatori in questa nuova, incredibile e sorprendente a tratti puntata di una lacrima sul MePoll. Prima di iniziare salutiamo i nostri compagni di avventure, cioè Davide. Bentornati ragazzi, bentornati. Oggi affrontiamo un tema veramente interessante ed è anche giusto che lo conduca io perché parliamo sulle difficoltà e i consigli nell'affrontare e spiegare il regolamento. Come tutti sanno, ormai ci conoscono da tanto tempo. Siamo ormai alla diciassettesima puntata andando a memoria del nostro podcast, io sono quello che più si sbatte nello spiegare le regole dei giochi, e soprattutto mi ritrovo sempre in forte difficoltà con gente che mette video su YouTube assurdi e quant'altro. Tuttavia, credo che mi possiate capire in questa difficoltà, soprattutto Davide. Ma prima di introdurre ancora meglio il nostro argomento quotidiano, vi ricordo a tutti voi che ci seguite, che potete farlo tramite le principali piattaforme di streaming e anche quelle meno principali. Sicuramente ci ritroverete su Amazon Music, su Apple Podcast, su Apple Music, scusate, Apple Podcast, è questa cosa a Mario. No, no, Apple Podcast, avevi detto: Apple Podcast, diciamo sempre, non è Apple Music. È Apple Podcast e ovviamente su Spotify e su altri canali secondari. Da un punto di vista dei nostri social ci trovate sia su Facebook che su Instagram e su TikTok. Con l'unica pagina che esiste sul nostro sito che è Urima sul Meeple. E ovviamente abbiamo anche un sito web su cui potete trovare recensioni e articoli. Anche se ammetto un po' di latitanza. Adesso sto lavorando su un nuovo articolo, quindi ci saranno a breve anche dei nuovi contenuti che è www.unacrima sul Meeple.it. Allora, ragazzi, come va? Come? Tutto bene? Siete pronti? Carichi caldi?
SPEAKER_02Tutto benissimo, tutto benissimo.
SPEAKER_03Il tema è. Scusate, ma ho dimenticato una cosa. Ovviamente potete anche seguire la puntata su YouTube dove avrete anche la fortuna di ammirare le nostre bellezze, che insomma, è roba di tutti i giorni. E tra l'altro, ribadisco è sempre gratis. Quindi, neanche vi facciamo pagare per farci vedere, per dire l'umiltà, comunque esatto.
SPEAKER_02Dovrebbero pagare loro a noi invece.
SPEAKER_03Allora, parliamo quindi di chi non sa giocare insegna. Ma è un tema particolare, questo è perché l'abilità dell'insegnare dello spiegare un gioco spesso si dà per scontata, ma non è assolutamente così. È vero pure che dipende dal gioco e dipende anche da chi vi ascolta. Ora lo so che state soggignando voi già sotto i vostri film.
SPEAKER_01Che già vedo che sta invertendo l'ordine della puntata. Perché stiamo andando subito sul tema. Dobbiamo parlare, dei giochi: parliamo prima dei giochi assolutamente.
SPEAKER_03Tuttavia arrivo dritto al punto e se permettete inizio io a sto giro a spiegare il gioco così oggi cambiamo tutte le regole. Perché io sono un cane nello spiegare e sono ancora più un cane nell'ascoltare chi spiega il gioco. Ma mi sono ritrovato anch'io, raramente, nelle condizioni di doverlo spiegare. È uno dei giochi che vi porto oggi è uno dei pochi giochi che ho provato a spiegare. Tra l'altro, secondo me, di una complessità anche per me abbastanza importante. Tant'è vero che se adesso mi chiedete di rispiegarvelo, non lo so fare. Ed è per questo che oggi inizio a parlarvi di Red Outpost. Non so poi vi faccio fare un giro, lo faccio vedere a favore camera nel caso di chi non ci stia seguendo e di chi ci stia seguendo su YouTube. Chi non lo sta facendo, magari buttateci un occhio. Perché è un gioco molto molto particolare. Tra l'altro, questo è un gioco che io ho preso su Kickstarter. È un gioco del 2020 che è ideato dall'autore ucraino Raman Hyroyik. Spero di averlo pronunciato bene ed illustrato da Irina Pecenchina e Maxime Sulevanov, pubblicato da Lifestyle Board Games ed è stato localizzato, seppur brevemente in Italia da Pendragon Game Studio. È un gioco che si può giocare da uno a quattro giocatori della durata di circa 60 minuti e ha un'ambientazione che definire particolare è poco. Ora, immaginate una colonia sovietica su un pianeta lontano. Una gigantesca nave spaziale si è schiantata su un mondo abitabile e i superstiti hanno deciso di costruire una società nuova basata sull'uguaglianza, sul lavoro e sul bene comune. Detta così sembra un documentario propagandistico, ma in realtà è una satire meravigliosa, secondo me. Perché il Red Outpost prende tutti i principi della collettività e li trasforma in un gioco in cui il vostro obiettivo è battere gli altri giocatori. Ora è un piazzamento lavoratori, scusate, questo avrei dovuto dirlo dall'inizio: è un piazzamento lavoratori ma con dinamiche particolari. Perché in questo gioco i lavoratori non appartengono a nessuno. Cioè, non esistono i miei mipoli, i tuoi nipple, i suoi meeple, i nostri, eccetera, eccetera. Ma ci sono soltanto sei personaggi condivisi da tutti: sono il minatore, la contadina, il pescatore, il pastore, la burocrate e il commissario. Ora, non fatemi domande sul perché le uniche figure femminile, una faccia la burocrate e l'altra la contadina, questo lo chiedete all'autore del gioco per me tutti possono fare tutto, come ben sapete. Durante il vostro turno, scegliete uno dei lavoratori ancora disponibili e lo spostate in un luogo e ne attivate l'azione. Anche qui la piattaforma prevede diciamo diverse aree dove poter piazzare i vostri lavoratori. C'è, per esempio, il Palazzo del Soviet, c'è la miniera, c'è il lago, ci sono diversi aspetti. Quindi, piazzandolo su uno di questi luoghi, siete attiva un'azione e fin qui lasciatemi dire sembra un normalissimo worker placement. Ma subito dopo piazzate un vostro disco influenza sul ritratto del lavoratore che avete utilizzato. E qui il gioco cambia completamente faccia. Perché alla fine di ogni round non conterà soltanto ciò che avete prodotto, ma conterà soprattutto chi influenza chi. Quindi ogni lavoratore, infatti, possiede un proprio livello di morale e ogni personaggio ha gusti molto precisi. Il minatore ama stare in miniera. Incredibile! Il pescatore preferisce il lago, per cui mandateli dove vogliono, andare e diventeranno ovviamente felici, ma costringetevi a fare lavori che odiano e il loro morale precipiterà. E un lavoratore depresso può addirittura costarvi punti vittoria. In pratica state gestendo una colonia spaziale e contemporaneamente le relazioni industriali. La giornata dell'avamposto è poi divisa in cinque fasi. Ha una cosa importante, il gioco si conclude in due round, ma ogni round ha cinque fasi, che è mattino, prima metà del giorno, pranzo, seconda metà del giorno e sera. Alcuni edifici, per rendere la cosa ancora più briosa, aprono e chiudono in momenti specifici, per cui la cucina da campo è disponibile solo a pranzo, le baracche soltanto la sera. E questo significa che non basta scegliere l'azione giusta, ma bisogna scegliere anche il momento giusto. C'è poi, secondo me, un'altra idea geniale, perché le risorse che producete non finiscono nella vostra riserva personale, ma vengono depositate in un magazzino comune. Grano, pesce, lana, carbone appartengono alla colonia e ogni volta che producete qualcosa state aiutando tutti, compresi i vostri avversari. Naturalmente il gioco vi lascia comunque il modo di essere egoisti, per cui le risorse fanno avanzare tracciati di esportazione che generano punti vittoria. I cristalli permettono di ottenere bonus e il palazzo dei soviet assegna punti a chi contribuisce maggiormente alla costruzione del glorioso futuro socialista. Premesso che non state ascoltando un podcast sui nostalgici sovietici, ma è proprio il gioco che è così. Tra l'altro, il Outpost, piccola parentesi, ha una storia molto particolare perché prima di arrivare nei negozi ha vinto il Corny Game Design Contest, che è una competizione internazionale organizzata in Ucraina da Lifestyle Board Games, che è indovinato un po', è anche quello che ha fatto il gioco, che ogni anno seleziona e premia prototipi originali di autori emergenti. Quindi è un po' come passare dalle serie minori a una competizione europea, parlando sempre di giochi da tavolo e di calcio. E considerando quante idee insolite ci sono dentro questa scatola, si capisce abbastanza bene perché abbia attirato l'attenzione della giuria. Fred Outpost è uno di quei giochi che riesce a trasformare il tema in meccanica, secondo me, per cui non si limita a raccontarti una colonia collettivista, ma ti costringe in qualche modo a viverla. E alla fine della partita rimane una domanda: stai lavorando per il bene della comunità o stai semplicemente cercando di vincere facendo credere agli altri che sia la stessa cosa? Perché Red Outpost, Red Outpost tutto appartiene a tutti, tranne la vittoria, quella e soltanto di un giocatore. Ora vi chiedo: l'avete mai sentito? Ne avete mai sentito parlare di questo gioco? In pressioni a caldo?
SPEAKER_02No, io non l'avevo mai sentito! Tuttavia, diciamo, il concetto mi intriga. Quindi, sono andato un po' a vedermi di un po' di foto su Borging Geek. I componenti mi sembrano anche molto carini. Secondo me l'idea è molto intrigante. Mi spiace che abbia un voto non super alto perché 6 e 9, però. Ma voi hai giocato, Sanno, tu hai giocato con sì.
SPEAKER_04Mi prendo il merito perché questo il link della campagna di Kickstarter lo mandai io ad Alessio perché la tematica mi sembrava interessante e immaginavo che gli sarebbe piaciuta. Non mi aspettavo che il gioco fosse così divertente. Ed effettivamente Alessi l'ha riassunto bene, ha un sacco di idee carine. All'idea che ogni lavoratore ha un posto specifico in cui può performare meglio e non avere delle problematiche se ce lo mandi, che i lavoratori siano condivisi. Ci siano delle zone che si attivano o disattivano in base al momento in cui vai, se non sbaglio, anche come video colcio, c'era una cosa simile. Comunque, c'è un sacco di idee carine che mi erano piaciute molto quando ci abbiamo giocato, l'ho trovato molto divertente. Il voto, secondo me, è basso su BG direi che come al solito snobberia. Tuttavia, siccome un worker placement non mi aspettavo neanche questo, non so perché non ha avuto un grande successo.
SPEAKER_02Forse il tema un po' sul comunista andante.
SPEAKER_04Però non è che ci hanno neanche una condizione. Quindi, nel senso, non è che ha le meraviglie del comunismo nello spazio, c'è anche un po' di critica di sottofondo in alcune tematiche. Quindi non saprei.
SPEAKER_03Comunque vabbè, nel senso, il gioco secondo me è molto valido: io dico che probabilmente non è molto conosciuto, e questo incide molto sulla classifica, e aggiungo anche che probabilmente i voti non sono alti perché, come abbiamo detto anche nelle puntate precedenti, che invito a recuperare sui nostri canali. Il voto di BGG non dico lascia il tempo che trova, ma dipende sempre da chi è che vota, perché è chiaro che se sono gli amici di Casa Pound che non sono amici, io personalmente non li saluto, e sicuramente non avranno dato voti alti a questo gioco. Tuttavia, è vero quello che dici tu, Sandro. Oggettivamente è un gioco che non è propagandistico, assolutamente. È un gioco, anzi, se vogliamo, di satira, anche perché, ripeto, c'entra molto il discorso che nel punteggio influenza la morale o meno. Il morale, scusate, del giocatore o meno. Quindi il giocatore depresso che manda il pescatore in miniera, è ovvio che non è contento. Ma, secondo me, tutto sonnato manco il minatore così contento.
SPEAKER_04Andarmi anche perché, onestamente, dall'Ucraina, non è che mi aspetti un messaggio iper propagandistico nei confronti del comunismo, la storia geografica dell'Ucraina.
SPEAKER_02Ma io ora purtroppo ho in testa questa immagine di tipo 10 persone tutte rasate, vestite di nero che si vedono a casa Pound che scelgono a che gioco giocare. A che giochiamo stasera ma facciamo agricola! Dai, facciamo a stai unico.
SPEAKER_03Sicuramente, il Red Hour non è proprio entrato dentro la libreria, secondo me, di certi luoghi, però, io francamente lo consiglio, indipendentemente dal fatto, diciamo, anche il tema, secondo me, è affascinante, ma le meccaniche mi hanno colpito di questo gioco. E se riesco a spiegarlo io, così torniamo anche un pochino sul tema, vuol dire che tutti sono in grado di spiegarlo agli altri e tutti sono in grado di giocarci. Tra l'altro, essendo una coppia Kickstarter per la mia, io mi sono addirittura stampato il regolamento in italiano. E tra l'altro, secondo me, è un peccato che questo gioco non sia più disponibile in Italia perché ha avuto vita veramente breve però non so se per il tema o perché effettivamente è mal sponsorizzato. Ma andiamo avanti, Sandro, tu invece, che cosa ci porti oggi?
SPEAKER_04Oggi io vi parlo di una per la nascosta del 2025, secondo me, che è Dackers, uscito appunto l'anno scorso prodotto da The Print Games. Posizione su BGG al momento è 2667 con una media voto dell'8.1, che voglio dire, abbiamo detto che non è importante necessariamente. Tuttavia, quando vedi questi voti alti su BG sempre vale la pena comunque buttare un occhio al gioco. Si gioca da 1 a 4 giocatori, meglio in uno o in due, l'autore è Richard Wilkins e l'artista principale è Lucas Sigmon, il peso del gioco segnato su BG è 3.79 quindi parliamo di un gioco bello pesantcio per una scatolina non tanto grande. Se per gli amici di YouTube lo faccio vedere, eccolo qui: Sa Armonis e Il Signore degli anelli, duel, quindi non è tanto tanto grande, però è piuttosto pesante. Di cosa si tratta? È un gioco cooperativo in cui bisogna cercare con il proprio hacker di distruggere, diciamo, delle intelligenze artificiali. Ogni livello ha un'intelligenza artificiale diversa che si comporta in maniera diversa durante la partita. Abbiamo delle missioni che vengono scelte randomicamente che dobbiamo cercare di risolvere. Avremo una missione diciamo marrone, di bronzo, una missione d'argento e una missione d'oro. La missione d'oro è l'unica importante per vincere. Una volta che abbiamo vinto la missione d'oro, la partita è vinta. Se la perdiamo, è persa. Le altre due non sono fondamentali, ma superarle ci potrebbe aiutare ad andare avanti nella partita. Non superare le missioni di bronzo e d'argento ci potrebbe rendere più difficile il percorso. Il gioco è diviso in tre round, ogni round dobbiamo cercare di risolvere la missione in corso partendo con la bronzo per quella d'argento e per quella d'oro, e poi la partita finisce. Ogni round è diviso in tre turni che sono scanditi dalle mani che abbiamo, perché ognuno di noi ha un deck di 15 carte e usiamo cinque carte a turno. Quindi quello è il nostro contatore del turno. È interessante come gioco perché abbiamo questa plancia in cui ci dobbiamo muovere, che ogni volta è modulare, e dobbiamo cercare appunto di raggiungere gli obiettivi utilizzando le carte per fare le azioni. Le varie carte hanno dei simboli che possono essere spesi per fare l'azione specifica di quel simbolo oppure per fare le abilità che sono scritte sulla carta. Per esempio, sono codificate per colore, sono le carte con le azioni rosse che tendenzialmente servono per usare virus per aggredire i programmi difensivi dell'intelligenza artificiale, ci sono i programmi le carte gialle che servono invece per convertire i programmi difensivi avversari in programmi nostri. Ci sono le carte verdi che servono per lavorare in maniera remota su altre zone della mappa che magari non riusciamo bene a raggiungere, oppure ci sono le carte blu che ci servono per spostarci sulla mappa o anche per spostarci più velocemente. Le carte hanno anche degli effetti scritti sopra se li vogliamo utilizzare, o possono le risorse essere spese per creare delle risorse sulla mappa che possiamo installare che ci possono aiutare durante il percorso. Non è un gioco semplicissimo da spiegare così e non è neanche semplice da spiegare durante il gioco, per questo l'ho portato oggi perché è un gioco che è denso di meccaniche interconnesse, però, secondo me vale molto la pena. Difatti, uno dei motivi per cui secondo me gira meglio in solo, e secondo tutti perché la community pure lo considera un gioco soprattutto in solitario, è che non è facile giocarci con più persone. Tuttavia può essere affascinante perché quando giochi la partita, piano piano cominci a installare programmi sulla mappa che fanno effetti diversi. Riuscire a giocare con più persone ti può dare proprio anche un'idea di interconnessione tra i lavori che fai, che può essere molto bella. Tra l'altro, ha un'altra idea che, secondo me, è molto interessante che è quella del miglioramento del proprio mazzo, che è immediato rispetto a tanti altri giochi. Vale a dire, durante il turno, noi abbiamo anche un mercato di carte avanzate che possiamo utilizzare per sostituirle alle carte che abbiamo e dobbiamo semplicemente usare le risorse che abbiamo in mano per comprare una carta migliore che abbiamo sul mercato. Tuttavia la carta che prendiamo va direttamente nella nostra mano. Quindi il miglioramento immediato non è una cosa che ci spendi adesso per il futuro. Quindi la soddisfazione dello scambio è immediata, però ogni volta che compriamo una carta ne dobbiamo sacrificare una di quelle che abbiamo, perché comunque sempre 5 carte a turno possiamo giocare, mai di più, mai di meno, sempre 15 carte al round possiamo avere. Il gioco, ripeto, è molto molto bello, molto difficile, però è molto difficile non solo da spiegare, ma anche da giocare. Secondo me tematicamente è molto bello. La scatola è organizzata benissimo, ha tutte scatole interne per tutti i token, si setappa in maniera molto veloce ed è veramente veramente interessante. Non so se voi l'avete visto perché non ha avuto grandissima pubblicità l'anno scorso, però secondo me merita attenzione perché è un prodotto molto molto interessante.
SPEAKER_02Oggi mi avete stupito due giochi che mi intrigano molto e che non avevo sentito. Questo mi fa mi fa un po' specie. Tra l'altro, è stato nominato, è stato uno dei nomini per il Golden Geek del 2005 come best solo, abbiamo grandi aspettative su di te.
SPEAKER_03Perché, ovviamente, io ho portato la satira sul comunismo. Sandro ha portato i rapporti con l'intelligenza artificiale. Quindi stiamo parlando, stiamo portando dei temi molto spessi. Sicuramente, tu sarai, ovviamente, all'altezza del merito.
SPEAKER_02Di questa puntata un gioco sull'omofobia. Così chiudiamo il cerchio delle tramache sociali, contro l'umanità. Esatto, io purtroppo invece vado, torno un po' terraterra. Comunque ho guardato le foto anche di Jacker, secondo me è bellissimo anche da vedere in tavolato, le carte fanno un artwork spaziale: il gioco è bello, Davide il gioco.
SPEAKER_03È bellissimo. Io personalmente non ci ho giocato, ma il tema è a parte, il tema, è molto affascinante.
SPEAKER_02Molto netrunner, like, no, si.
SPEAKER_04Sì, comunque sempre sai cyberpunk con gli hacker. Che tra l'altro è una cosa che a me mi tira sempre. Quindi questo gioco partiva già bene in partenza con me, che faccio?
SPEAKER_02Vi racconto quella a cui ho sgucato io ma che scherzi, assolutamente sì. Allora, io oggi vi parlo di un gioco proprio per rimanere in tema di tematiche impegnate. Sui lupi. Che si chiama The Walls, che è pubblicato da Pandasaurus Games nella sua versione originale. I designer sono Ashwin Kamat e Clarence Simpson. Il comparto artistico è curato da Paulina Legnama. Spero di averlo detto correttamente. Da 2 a 5 giocatori a tempo di gioco stimato 75 minuti, peso 2,82 quindi a metà del range. Si posiziona alla casella 1066 della classifica di Borghane Geek, punteggio 7.3. E ora vi vado un po' a spiegare che cosa fate durante la partita a The Wolves, che è un gioco tra l'altro uscito qualche anno fa, nel 2022, che io però ho acquistato l'anno scorso, se non sbaglio, o due anni fa. Fatemi vedere se l'ho acquistato in italiano o in inglese. L'ho acquistato in italiano nella versione pubblicata nel 2023 da Giochi Uniti e Panda Salus insieme. Allora, il gioco è molto interessante. Diciamo che innanzitutto è un'area di controllo. Ognuno di noi, diciamo, persona ha un branco di lupi. Ogni lupo ha un ambiente. Diciamo, ci muoviamo in un territorio con una mappa modulare. Quindi, questo sicuramente aumenta la rigiocabilità, perché la mappa ogni volta è diversa. Ogni tile ha un tipo di terreno, tra steppa, foresta, diciamo, deserto, eccetera. I diversi franchi lupi sono anche associati a una tipologia di terreno. Perché insisto così particolarmente sul terreno? Perché il tipo di terreno è un elemento cruciale nella gestione del movimento, è quello che spinge un po' a pianificare e a fare le mosse con un po' di visione strategica. Di fatto nel corso della partita il nostro obiettivo sarà sicuramente quello di mantenere il controllo della maggior parte dei territori sulla mappa, ma soprattutto di andare a mantenere il controllo di quei territori sulla mappa che generano punti. Quindi a inizio partita, randomicamente andremo a selezionare dei tile, e quei tile a un certo punto della partita che viene definito da quante prete vengono mangiate con un'altra dinamica del gioco, un determinato territorio, diciamo, guiderà il carco del punteggio. Ovviamente avere la maggioranza e quindi il controllo di quel territorio in quel momento è un fattore molto importante su cui dover lavorare. Nel corso della partita avremo la possibilità di andare a aumentare il numero di lupi nel nostro branco, aumentare il numero di lupi che possiamo muovere sulla mappa, quindi quanti lupi per movimento, e anche aumentare il numero di spazi per cui i lupi si possono muovere, quindi la sorta di velocità. Vi dicevo interessante il meccanismo del movimento perché di fatto per andarvi a spostare nel territorio in cui volete andare, dovete utilizzare e spendere il tile del territorio appunto target. Ora vi spiego un attimo questa cosa un po' particolare. Sopra la plancia avete delle tessere, ognuna delle quali ha un tipo territorio stampato sul lato e sul reto. Quindi ogni volta che voi dovete muovere in un territorio foresta, dovrete andare a giocare un tile, foresta, ma nel fare questo, sarete chiamati a girarlo dall'altro lato e quindi la foresta non sarà più disponibile al giro successivo, fa un po' eccezione invece, il tile della tribù del branco a cui appartenete, quello è sempre foresta. Se siete, diciamo, il tipo di branco o il tipo di rupo della foresta. Quindi, diciamo, quello vi dà un po' di più di margine quando dovete andare a muovervi su quel tipo di territorio, il giochino è molto carino, le regole non sono complesse, chiama abbastanza interazione perché di fatto, essendo un aereo di controllo, poi bisognerà andare a scontrarsi con gli altri giocatori e un'altra dinamica che fa guadagnare punti, come dicevo prima, è anche quella del mangiare le prede quindi sulla plancia ci sono delle prede che saranno piazzate casualmente laddove indicato sui diversi tile della mappa e andare a mangiarle vi permetterà di ottenere count. Quindi un'altra dinamica importante fa anche avanzare il count insieme al numero di rupi che vengono giocati perché questo un po' a grandine il gioco. Molto interessante, si spiega in modo veloce. A me piace parecchio, a mia moglie con cui l'ho giocato è piaciuta di meno. Tuttavia, lei si sa un po' più worker placement che non area controllo. Per me è interessante, è un giochino molto carino. La qualità dei componenti è interessante. Mi piacciono di più i meeple a forma di lupo. Poi ci sono anche le tane che vengono piazzate, che vi permettono di mantenere il controllo del territorio anche se non avete i lupo, insomma, tutta una serie di cose su cui ora non vi sto qui a tediare. La qualità dei Meeple è migliore della qualità dei tile perché i Lupo, brava, che vuol dire anche Lupo, come Alessi ci insegna, anche vuol dire quando uno trova un loopol da qualche parte, vuol dire che ci stanno i birrificio lì vicino, ovviamente, esatto, esatto, esattamente. Va bene, quindi invece i tile sono un po' lucidini stampati sul cartone, però lucido, se l'avessero fatti i satinati, secondo me, sarebbe stato meglio. I tale, quelli che guidano il movimento della pioggia, è interessante da provare. Voi l'avete già sentito parlare perché ve ne ho parlato io, ma non credo che ci abbiate mai giocato, giusto?
SPEAKER_03Ammetto di no, ammetto di no, anche se è una scatola che spesso gira nelle dotazioni delle offerte dei principali marketplace, quindi.
SPEAKER_02Che tendenzialmente succede con i giochi di successo, che vedi un'offerta oppure nel mercato nel mercato di seconda mano. Tuttavia, secondo me, è un gioco che riscuote meno di quello che meriterebbe.
SPEAKER_03A me piace un po' come Red Outpost. Tu, Sandro, hai giocato a questo?
SPEAKER_04No, non c'ho gioco. Tra l'altro, piccola parentesi. Sì, è vero, però devo dire che a volte trovare i giochi in sconto non è necessariamente motivo del fatto che non sono buoni. Perché, per esempio, un gioco che più o meno conosciamo tutti: che è una hora, un giorno, magari ne parleremo. Sta sempre sconto e secondo me è un giocino. Comunque, sì, Wolfs l'ho visto tante volte. Mi ha sempre interessato, non l'ho mai preso, però mi ha sempre intrigato parecchio. Sarei curioso di provarlo. Perché come l'hai descritto, c'è un sacco di meccaniche interessanti. Poi, gli area controllo sono sempre giochi abbastanza. È una meccanica che non mi dispiace per niente.
SPEAKER_02Quindi, sarei la dovremmo fare Nella prossima puntata di Darmeccanico a questo punto. Visto che abbiamo parlato un po', dai, me lo segno.
SPEAKER_04Comincio a spiegare una idea.
SPEAKER_02Così così, decisioni fatte così noi ragioniamo real time, ragazzi.
SPEAKER_03Così però posso dire che il gioco costicchia con questo sui 60 euro. Non me lo facevo così al tino.
SPEAKER_02E ecco, questo, siccome l'ho acquistato un po' di tempo fa, ovviamente non si parla di prezzi dei giochi. Perché, come sapete, giochi costano tutti molto poco. Se qualcuno ci chiara di solito quanto hai pagato un gioco, la metà si dichiara: la metà, a meno la metà, tipo con fattura o senza fattura, almeno la metà, assolutamente, però effettivamente.
SPEAKER_03Poi magari potremmo anche ne parleremo, anzi, in futuro, anche di queste di queste tematiche, assolutamente. The outpost, tra l'altro, non avrei neanche idea di quanto possa costare, non so neanche, mi pare che non è più in produzione, quindi va a capire, forse c'è un gioiello e non me ne sono accorto. Ma parliamo proprio del tema della puntata, perché effettivamente fra i tre giochi che abbiamo portato. Insomma, è una bella lotta capire qual è il modo migliore per spiegare le regole. Vi parto io con una domanda. Voi siete tipi che fanno all'inizio brevi cenni sull'universo, e poi magari durante il gioco si dà qualche ulteriore chicca prima che il giocatore faccia la mossa, o siete per io ti dico tutto quello che c'è da dire, poi la vedi tu, affari tuoi, fai un po' come te pare. Non lo so se vuoi rispondere prima tu, Davide e poi Sandro.
SPEAKER_02Allora, dipende. Nel senso, io credo che c'è un minimo che va spiegato prima di iniziare a giocare. Perché, se no, non si hanno i mezzi per giocare il gioco, mancano proprio pezzi delle regole. Allora, non sono un fan dell'approccio. Iniziamo e te lo spiego mentre giochiamo. Quindi, comunque uno spieghino all'inizio per dare il contesto delle mosse principali che devono essere fatte. Va dà. Poi, in funzione anche delle persone con cui stiamo giocando, se ne vedi che gli è venuto l'occhio vitreo, oppure, se, puta caso, uno con la barba va su YouTube e inizia a mettere i video e lui. Allora vuol dire che hai perso un po' la platea, e quindi magari è meglio che inizi a giocarlo. Però l'introduzione sempre poi è chiaro, dipende anche da come piace alle persone che gli venga spiegato il gioco. Cioè, magari chi è insofferente, gli dice: Vabbè, dai, giochiamo, e poi mano a mano ve lo spieghi, e quindi accetta anche di fare una prima partita non ottimale perché è impossibile giocare in modo: diciamo, già altre volte che uno gioca a un gioco la prima volta è difficile azzeccare tutto e giocarlo bene in questo caso è di fatto impossibile, e oppure c'è chi dice no, mi spieghi tutto all'inizio perché io voglio avere il quadro, però devono essere dispostiamo a assorbirsi lo spieghino. Ora c'è uno spazio di persone che vorrebbero sapere tutto nel tempo in cui uno non gli spiega niente e quindi questo genera un po' di frustrazione alle volte, soprattutto in chi tende a spiegare il gioco. Il problema, secondo me, del primo approccio e poi mi taccio. Quindi non ti spiego niente e poi giochiamo. Che di fatto chi sa il gioco poi non gioca per niente, perché sa sempre a guardare nei turni degli altri quello che fanno gli altri, e poi, alla fine, il turno suo arriva, ma ha pensato che cosa deve fare e solitamente la sua è la partita che va più in bacca.
SPEAKER_04Tutte, Sandro. Tu invece? Allora, ci sta un metodo di insegnamento scoperto del giochi di Tacolo che si chiama rolling Titch, vuol dire che spieghi il gioco mentre giochi, che mi sembra una maniera veramente improbabile di spiegare un gioco quindi non è una cosa che ho mai provato, ho tentato di farla in realtà, soltanto un paio di volte con i cooperativi, quello secondo me è un tipo di gioco in cui si può spiegare un po' mentre si gioca, perché si può fare ok, questo è il mio turno oppure sta succedendo questo. Siccome un cooperativo ti posso dire contemporaneamente più o meno cosa possiamo fare per ovviare i problemi che ti portano davanti a un cooperativo. Un competitivo è difficile, un competitivo, diciamo che devi cercare di spiegare il più possibile tutto, anche se a volte può essere pesante, però, diciamo, buona parte delle basi la devi dare anche perché pasino, i becchi l'amma, questa cosa non me l'avevi detta, questa cosa non la sapevo e diventa improbabile. Di recente, con un gioco, ho avuto la possibilità di fare un po' e un po', perché ho giocato qualche giorno fa a Clank Catacombs con un amico che ce l'aveva e non l'aveva mai giocato. Che è una nuova edizione di Clank, che a differenza del clan originale, ha una mappa che è modulare. Quindi, una volta spiegate le basi di Clank del deck building di Clank, quello che ho potuto delegare a turni successivi era ok, quando scopriamo i pezzi di mappa. Se eschie qualcosa che non conosciamo, ve la posso spiegare in quel momento. Quindi quello sicuramente ha alleggerito un po' la spiegazione. Tra l'altro, Davide parlava di una cosa, si, dimmi, no, no, no, no, scusa, confludi, concludi. No, no, mi ha fatto pensare, Davide, a una cosa che diceva. Che, effettivamente, è un discorso che cito spesso anche io. Una volta mi è capitato un video che diceva come spiegare bene i giochi da tavolo. E una delle cose che dicevano era, se hai spiegato il gioco e hai vinto, vuol dire che non sei stato bravo a spiegare il gioco. Effettivamente. No, però, è vero il fatto, come diceva Davide, che se ti prendi la responsabilità di spiegare un gioco, una cosa che poi devi fare è cercare di stare appresso agli altri giocatori mentre giocano, e dare consigli e aiutare a indirizzare, questo inevitabilmente creerà dei problemi ai tuoi turni perché non sarai mai pronto perché stai sempre dando consigli agli altri. Quindi, diciamo che se siete quelli che spiegano i giochi e non vincete spesso, consolatevi col fatto che probabilmente vuol dire che siete bravi a spiegarli. Vi siete concentrati su quello, avete aiutato gli altri giocatori a giocare e quindi non siete riusciti a concentrarvi bene. Tra l'altro, aggiungerei pure che è una cosa che consiglio di fare, nel senso, se siete quelli più appassionati a lobby, se è una cosa che vi piace, anche dare consigli, aiutare anche a discapito di voi stessi, specie nei competitivi, e dire guarda, che ti conviene fare questa cosa che creerà danni a me, ma te conviene, è anche un modo per aiutare le persone a godersi di più un gioco. Alla fine, se uno gioca tanto arriva il momento in cui non ti importa tanto se vinci o perdi, ma può essere importante per una persona che non è così tanto dentro lobby. Quindi, quello può essere comodo. Aiutare gli altri a entrare nelle meccaniche e aiutarli a vincere, può essere anche un modo per godersi tutti meglio l'esperienza.
SPEAKER_03Tra l'altro, questa è una cosa che tu fai spesso: nel senso che effettivamente ci dai delle giuste imbeccate, nel senso che vuoi anche che hai a che fare spesso con me, quindi inevitabilmente, magari mi perdo qualche regola, e quindi, magari, giustamente, tu mi dici: guarda, che ricordati che puoi fare anche questa cosa, nel senso che effettivamente è un qualcosa che sicuramente aiuta anche l'esperienza e la giocabilità. Ma un pochino ascoltandovi, dico l'ovvio: ma potrebbe essere il giusto mix, cioè capire quando e come spiegare un gioco fa tanto sia il gruppo quindi con chi stai approcciando, ma anche ovviamente il tipo di gioco. Perché effettivamente un cooperativo, anche se lo spieghi mentre vai, tutto sommato, non arrecando un danno rispetto alla finalità del gioco, e anche più apre l'orecchio anche gli altri giocatori, mi sento di dire, piuttosto che un gioco competitivo, dove effettivamente se tu mi dici una cosa nel mentre che io non sapevo prima, però, lasciami lì e anche la platea, nel senso che se facciamo un gioco competitivo, io ti dico: no, no, no, dai, iniziamo, poi vediamo, e poi mi dici una regola che io non sapevo, ma che mi avrebbe svoltato la partita. Io a quel punto non posso rosicare.
SPEAKER_02Tenderei ad essere d'accordo con te, ma mi è capitato situazioni che non faccio a noi in cui diciamo subito di schervare rosicate, perché non avevo detto proprio quella regola che in realtà era importante, allora non sono capace. Io a spiegare, perché forse era meglio dire prima quella piuttosto che dire qualche altra cosa, capito?
SPEAKER_03Io ovviamente non osso immaginare chi possa muoverti questa critica, diciamo, un personaggio innominato, la storia ispirata ispirata a una storia vera, però effettivamente è questo. Poi credo che dipenda anche un po' dalla platea, però, lasciami dire, lì, torniamo un po' al vecchio adagio: del se io ho un gruppo di novellini, magari non vado a in tavolare egemoni e neanche mi permetterò di dire: vabbè, iniziamo, poi vi spiego le regole. Non so Stando che ne pensi su questo.
SPEAKER_04No, questo insomma, siamo d'accordo. Abbiamo detto anche quando abbiamo fatto la puntata sul come il gruppo influenza il gioco, sta anche a noi capire il livello a cui siamo e decidere quale gioco proporre. Perché giustamente, se proponiamo l'acerda a gente che ha appena cominciato, non solo non li vedremo mai più, ma non ci ascolteranno neanche per buona parte della spiegazione. Questa è una cosa, hai tirato fuori una cosa che mi interessava. Mi tolgo il mio iconico cappello per chi ci segue su YouTube, ma perché fa un caldo terribile. Hai i capelli, avete visto? Non è nessuna forma di alloggiare che porta il cappello per coprire la pelata, dicevo, hai tirato fuori un argomento che secondo me è interessante ed è un buon consiglio per chi si cimenta nello spiegare giochi, specialmente a gente nuova, considerare il fatto che comunque le meccaniche dei giochi da tavolo si ripetono, e quindi quando portiamo gente nuova, magari farci una scaletta di giochi che vogliamo insegnare che insegnano piano piano determinati tipi di meccaniche può essere comodo. Quando si parla di entry level, si parla anche di questo. Se io insegno endless winter a mia madre, probabilmente non sopravviverà all'esperienza, ma se io inizio magari con un piazzamento lavoratori un po' più semplice, inizio con un Lords of Water dip per fare un esempio, che è un piazzamento lavoratori relativamente basico. Poi magari faccio provare uno Star Realm come deck building, quando le faccio provare su Inter, i concetti di piazzamento lavoratori e deck building, più o meno li avrò incamerati, e sarà più facile? Affrontare un gioco un po' più difficile. Quindi, secondo me, questa è una cosa utile da tenere in conto. Preparare degli scalini meccanici in modo che alcuni giochi poi siano più facili da digerire, perché uno può dire: Ah, è come quello dell'altra volta, e quindi certi passaggi logici sono un po' più semplici. Dopo.
SPEAKER_02Io invece volevo farvi una domanda: più assanto, perché tanto tu non spieghi mai così niente, ma qual è il processo? Perché un altro problema è che chi spiega il gioco si prende anche in carico la responsabilità di averlo studiato bene, e a me è capitato alle volte di non capire una regola e di spiegarla quindi male, e poi arrivare in fondo alla partita e dire: Ma c'è qualcosa perché lo senti quando un gioco magari ha qualcosa che non va. Allora vai un attimo a rileggere le regole. E allora scopri che effettivamente quello è così, quella cosa. Quindi ti servono quelle due o tre partite per arrivare poi a giocarlo come dovrebbe essere giocato. Ma come ci si prepara per poi spiegare un gioco, questo, diciamo, tu che cosa fai di solito, Sandro? Leggire solo il regolamento o che cosa fai?
SPEAKER_04Allora. Anzitutto, una lettura il giorno stesso non basta, magari un paio di lettere andrebbero fatte. Se c'è qualche video che lo spiega può essere comodo come integrazione. Tendenzialmente, se c'è un video di What it Blade di Rodney Smith è perfetto, perché secondo me il migliore nello spiegare giochi da tavolo in assoluto su YouTube. Se no, in generale, comunque dare almeno un paio di lettere con calma al manuale, è utile, anche perché poi inevitabilmente gli errori ci saranno, io lo dico sempre. Spiego giochi, spiego regole di giochi da tavolo da più di dieci anni ormai, eppure Reggi Side, che è uno dei miei giochi preferiti di sempre, ho sbagliato metà delle mie regole, metà delle regole del gioco per buona parte delle partite, perché? Perché, siccome un gioco semplice, il manuale, l'ho letto così, perché tanto l'ho capito, e poi ho sbagliato delle cose fondamentali. Quindi, non prendiamo la leggera e leggiamolo più di una volta per essere sicuri di quello che stiamo facendo, poi gli errori capiteranno, non succede niente. Se il gioco è piaciuto, si gioca. Nel senso, non è troppo problematico. Tuttavia, ecco, magari non ridursi all'ultimo per reggere il manuale, quello sicuramente aiuta molto.
SPEAKER_03Allora, io intanto ho due approcci differenti. Allora, il primo approccio è che io apro la scatola e dico iniziamo, poi non è che sto lì a guardare esattamente cosa fa il gioco. Vediamo che cosa esce fuori da questo gioco, chissà. L'altra, invece, secondo me, è molto più efficiente per capire come spiegare bene le regole le persone, è farle spiegare a Sandro. Cioè, io consiglio a tutti quanti praticamente di consegnare, di dare il cosa che è successa, di dare il regolamento del gioco a Sandro e dire: Guarda, Sandro, mi insegni il gioco che ho cominciato: il mio gioco esatto, è successo esattamente.
SPEAKER_04Se sbaglio con il raid out posto in tutto questo.
SPEAKER_03Non lo escludo assolutamente. Sicuramente è successo con Explorer, che è un gioco di cui parleremo, dove, però, a mia discolpa, come ho detto anche forse qualche puntata fa, il regolamento era scritto male.
SPEAKER_02Quindi abbiamo detto una o due puntate fa, forse la scorsa puntata, che Deforte gli hai dato per studiarsi il gioco, poi lui ci ha giocato e tu no. Quindi pensa un po'.
SPEAKER_03Quindi, il gioco che io ho a casa è stato giocato effettivamente, ma non da me.
SPEAKER_02Quindi, comunque, se vogliamo, dalla persona ha paltato la lettura del regolamento. Secondo me, io invece il mio approccio io provo, parto. Il primo step è sempre se c'è a guardare un video con le regole per avere un'infarinatura generale dove stanno le complessità. Poi leggo il manuale, e poi nel caso in cui ci fossero dei punti non chiari, perché le volte dipende anche effettivamente come diceva Alessio, come ha scritto il manuale, ci sono dei passaggi che non sono proprio chiarissimi. Allora, per cercare di chiarire quelli, poi o cerco di approfondire e guardare. Dare un altro video, un playthrough, qualcosa che affronta nella pratica quel passaggio, oppure vedo se c'è qualcosa sui blog. Ovviamente, questo non si può fare per tutti i giochi, perché, diciamo, ti porta via mezza giornata a farlo così. però per quelli con il regolamento più complesso, secondo me bisogna fare così, perché, sennò, diventa problematico. Diciamo, giocare il gioco in modo corretto.
SPEAKER_04In economia per studiarsi il regolamento di egemoni esatto, e poi, però, non ho passato l'esame finale perché l'ho venduto, Gemoni. Quando ho visto la tabella per pagare le tasse, ho detto: No, grazie, arrivederci. E volevo dire che una cosa che avevo sentito di recente che mi aveva colpito. Non so se voi lo fate adesso, so già di no, ma ero curioso per Davide. Perché ho sentito che per studiare bene il regolamento, può essere comodo. Aver preparato e setpato il gioco davanti mentre leggi le regole.
SPEAKER_03Non l'ho fatto, non lo faccia, però no, non lo faccio effettivamente, dice tutto pronto.
SPEAKER_04Hai visto tutte le componenti, hai visto dove le hai messe ed è più facile capire il flusso di gioco se hai preparato tutto, non l'ho mai fatto. Mi sembra un impegno di tempo per leggere il regolamento gigantesco, però mi incuriosiva. Non so se di solito fai così.
SPEAKER_02Ma allora, raramente l'unica volta che mi è capitato è quando ho imparato Final Girl. Allora, lì ero solo io. Gioco in solitario, volevo leggere il regolamento e giocarlo. Allora ho fatto il set up leggendo il regolamento. In generale, mi capita di leggere il regolamento nei ritmi di tempo, che vuol dire, magari un buco tra una pausa pranzo, eccetera. Quindi non hai poi materialmente il tempo di poter intacolare il gioco e poi toglierlo. Quindi, raramente però, condivido che potrebbe essere utile anche perché poi riesci a collegare quello che si dice il regolamento, che con quello che succede poi sulla plancia, ma così è un po' troppo impegnativo perché ti serve un tot tempo, no? Non puoi inserirlo magari nei cinque minuti qua che trovi che corso la giorna.
SPEAKER_03Faccio un'ultima domanda prima della conclusione della puntata, perché secondo me è interessante, ascoltare proprio la vostra opinione, non la mia, perché è già nota, e anche perché dare idea altri cinque minuti e poi andare in via esatto. No, no, ma veloci veloci. Allora, soglia dell'attenzione: siete voi che ascoltate qualcuno che mi sta insegnando un gioco, tendete un po' a abbassare il livello quando magari vi parte il pensiero.
SPEAKER_04Ho capito come funziona, quindi fare un po' un peccato di superbia visto che mi avete spiegato tanti di giochi, si mi è capitato, mi è capitato di distrarmi durante una spiegazione.
SPEAKER_02Perché penso di aver capito più o meno come funziona, a me no, ma perché non negli ultimi anni, perché negli ultimi anni, la maggior parte dei giochi l'ho spiegato io. Oppure perché invece mi interessa cercare di capire come funziona effettivamente? Perché magari sto giocando con due persone esperte al tavolo e quindi vorrei evitare di farmi infiocinare alla prima partita e perdere malamente. Quindi tendenzialmente cerco di stare attento e anche non ultimo, per rispetto a chi ti sta spiegando il gioco che se l'ha imparato e sta dedicando il tempo a spiegarti, quindi penso vale la pena fare attenzione. Così mi metto anche sul moral high ground e faccio. Credito faccio. Chi lo sa se è vero o no? Magari potrei suonare la fisarmonica mentre gli altri mi spiegano il gioco, non lo scoprire mai.
SPEAKER_03E tanto chiudiamo allora con una domanda ai nostri amici che ci ascoltano.
SPEAKER_04Aspetta, scusami, giusto, velocemente, volevo dare giusto due consigli veloci che secondo me sono importanti per la tematica agli spiegatori di giochi. Due consigli per spiegarli meglio e farli capire meglio. Uno, una cosa che non faccio neanche io, ma che secondo me è utile, affidatevi alla tematica del gioco. Spiegate un po' qual è l'argomento, qual è il tema del gioco, perché spesso se il gioco riesce a essere molto aderente alla tematica ed adattato sulla tematica, poi i meccanismi viene più facile capirli se abbiamo spiegato bene chi siamo e cosa facciamo all'interno, diciamo, della lore del gioco. Seconda cosa, non vi fate scocciare e abbiate pazienza per le domande delle persone. È vero che a volte noi ci siamo fatti il piano in testa, stiamo spiegando e arriva la domanda troppo presto, arriva la domanda un po', però comunque un segno di partecipazione un segno creativo di una persona che sta cercando di ascoltare, quindi abbiate pazienza con le domande, sempre bene accette. Se è una cosa che spiegherete dopo accantonatela, ma con delicatezza, perché, comunque, le domande sono positive, quindi accettate di buon grado, anche se vi spezzano un attimo il flusso della spiegazione.
SPEAKER_03Grazie mille Sandro. Secondo me, entrambi i consigli erano utili se non mi strozzo nel mentre. Allora, io vi chiudo con una domanda per voi che ci ascoltate. Voi da ascoltatori o da insegnanti, che limiti avete e soprattutto, la vostra area d'attenzione è più alta di quella di un criceto medio tipo me. Rispondeteci nei commenti sulle nostre pagine social su Facebook, Instagram, TikTok o anche nei commenti sotto Spotify, Apple Podcast o Amazon Music. Ovviamente ci trovate tutti con lo stesso nome, una lacrima sul Meeple. Io ne approfitto per salutare i miei compagni di viaggio Davide Sandro. Perfetto, cari amici, ci sentiamo al prossimo Tiro di dado.