Una Lacrima sul Meeple
Un podcast pensato per tutti gli appassionati del gioco da tavolo che si struggono sull'impossibilità di giocare tutti i giochi nella loro collezione. News, Recensioni, approfondimenti su case editrici ed autori e molto altro ancora!
Una Lacrima sul Meeple
OK il Prezzo è Giusto!
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Quanto vale davvero un gioco da tavolo? Il prezzo sulla scatola rispecchia sempre la qualità dell’esperienza oppure, tra miniature, licenze, campagne Kickstarter e componenti deluxe, rischiamo spesso di pagare più del necessario?
In questa puntata di Una Lacrima sul Meeple giochiamo a una nostra personale versione di OK, il prezzo è giusto! e discutiamo del valore economico dei giochi da tavolo. Ognuno di noi sceglie i titoli che considera più sopravvalutati, quelli che offrono molto più di quanto costano e i migliori affari fatti nel corso degli anni.
Parliamo di giochi spettacolari che rischiano di non arrivare mai al tavolo, produzioni costose sostenute da miniature e proprietà intellettuali, piccoli titoli capaci di offrire una profondità sorprendente e occasioni troppo convenienti per essere lasciate sullo scaffale. C’è spazio anche per il mercato dell’usato, la disponibilità dei giochi fuori produzione e le contraddizioni delle campagne di crowdfunding.
I principali giochi citati nella puntata:
• Dark Souls: The Board Game — David Carl, Alex Hall, Mat Hart e Richard Loxam
• Voidfall — Nigel Buckle e Dávid Turczi
• Terraforming Mars — Jacob Fryxelius
• Rolling Deep — Peter C. Hayward
• The Red Cathedral — Isra C. e Shei S.
• That’s Not a Hat — Kasper Lapp
• Splendor Duel — Marc André e Bruno Cathala
• The King Is Dead: Second Edition — Peer Sylvester
• War Chest — Trevor Benjamin e David Thompson
• Viticulture — Jamey Stegmaier e Alan Stone
• Federation — Dimitri Perrier e Matthieu Verdier
• Kutná Hora: La città d’argento — Ondřej Bystroň, Petr Čáslava e Pavel Jarosch
• Star Wars: Assalto Imperiale — Justin Kemppainen, Corey Konieczka e Jonathan Ying
• Eight-Minute Empire — Ryan Laukat
Qual è il gioco per cui avete speso troppo? Quale titolo, invece, vale molto più del suo prezzo? E soprattutto: qual è stato il vostro vero affare del secolo?
🎧 Ascoltate la puntata e confrontate i nostri acquisti con i vostri.
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Bentornati cari amici podcastari, amanti dei Meeple, mangiatori di dadi e soprattutto grandi economisti. Sì, perché oggi la puntata con una prepenza che ho fatto a Davide la condurrò io perché ho insistito tanto per affrontare l'argomento di oggi: e cioè ok, il prezzo è giusto. Per i nostalgici e i troppo giovani faccio riferimento a uno splendido e meraviglioso programma andato in onda negli anni novanta sulle reti Mediaset, condotto da una grande Ivan Zanicchi, dove sostanzialmente i concorrenti cercano di indovinare il prezzo e quanto si avvicinavano. Noi oggi faremo qualcosa di simile ma diverso, nel senso che affronteremo proprio la tematica del valore dei giochi, inteso proprio sulla loro stima, cioè quando e quanto un gioco si può considerare soprastimato, sottostimato, e soprattutto qual è stato l'affare del secolo, comunque sia l'affare che ci ha fatto piangere di gioia anche in questo caso. Quindi oggi porteremo ben tre giochi insieme ai miei compagni di viaggio, Sandro. E là, Davide, ma prima di iniziare a parlare della puntata, dell'argomento principe della puntata, ricordiamo come di consueto i nostri contatti. Infatti, potete scriverci e seguirci su tutte le pagine social, tutte con lo stesso nome, sia su Instagram che su Facebook, ma anche su TikTok. Il nome è Una Lacrima sul Meeple. Troverete anche il nostro sito internet www.unacrima sul Meeple.it, dove potete trovare qualche articolo. Ammetto, ormai un po' datato, ma colpa mia mi ci devo mettere. Voglio scrivere qualcosina nei prossimi giorni, ma anche qualche piccolo spoiler sulle future puntate che andremo a fare insieme. Per gli amanti dell'estetica, ricordiamo anche il nostro canale YouTube dove possono ammirare le nostre bellezze. E ricordiamo, come sempre a tutti, di seguirci quindi di mettere il follow tanto su Spotify ma anche su YouTube. Approfitto ovviamente per ricordare che questa puntata la trovate tanto su Spotify, ma anche su Apple Podcast, Apple Podcast, Amazon Music e tutta quanta un'altra serie di catene di distribuzioni indipendenti come Antenna Pod, che è l'unica che mi ricordo sempre, dove poterci ascoltare. Molto bene, molto bene. Allora, finalmente parliamo di soldi, ragazzi. Non è una seduta psicoterapica, quindi non andremo a vedere perché voi avete le mani bucate e io invece ho le mani attaccate al gomito.
SPEAKER_01Quindi, dico subito e mediamente a Francesca che sicuramente ascolterà questa puntata, che io non ho mai pagato troppo un gioco in tutta la mia vita esatto, che poi sono ipotetiche queste cose. Il prezzo stracciato!
SPEAKER_04È chiaro che noi porta solo affari.
SPEAKER_00No, più che altro, è chiaro che noi per dare dinamicità al podcast, non è che raccontiamo tutte cose vere. Qualche volta alcune cose ce le dobbiamo inventare, quindi, se Sandro dirà che un gioco l'ha pagato tanto è solo per movimentare la puntata, parte del luogo di esatto, sì, sì, sì.
SPEAKER_04Possiamo dire che qualunque riferimento a cose fatti o persone è puramente casuale, quindi se vuoi dirlo proprio in serenità. Ma allora, parliamo prima dell'argomento e poi diciamo, vediamo un pochino i nostri giochi perché il tema del prezzo di un gioco è dato da tante cose. Per esempio, anche durante la preparazione della puntata, giustamente, ci chiedevamo con Sandro quale fosse un po' il parametro da seguire. Quindi, effettivamente, la nostra domanda è: bisogna partire da una base di partenza o al prezzo a cui si trova in giro? Poi, chiaramente, ognuno di noi avrà trovato nella scelta dei giochi che presenteremo oggi il suo parametro. Però, effettivamente ne approfitto per chiedervelo. Un prezzo da cosa è dato, è dato da tante cose, però, com alzo sto fare un gran mischione. Partiamo dal prezzo di base che si trova in giro o da altri tipi di prezzi, per considerarlo un valore, ecco, in che senso altri tipi di prezzi, hai ragione. Nel senso che effettivamente esatto, esatto, esatto, esatto. Esatto.
SPEAKER_00Dipende se uno, per esempio, io a me non piace acquistare cose usate in generale, faccio proprio lo snubetto della situazione, però il gioco usato a me non piace tantissimo quindi non l'ho mai acquistato. Tuttavia è chiaro che in realtà il mercato secondario è molto fiorente. però io direi: concentriamoci prima sul nuovo, e poi, potrebbe essere tutta un'altra puntata sul mercato secondario, sul rivendere i giochi uno a quanto li rivende, perché direi perché sono due argomenti molto diversi con due dinamiche diverse, anche direi.
SPEAKER_04È vero, è vero, però il prezzo secondario del mercato secondario, secondo me, può anche essere indicativo del valore del gioco. Cioè, oggettivamente, un gioco brutto anche sul mercato secondario, non lo trovi certamente, a un prezzo, lasciami dire, inaccessibile. Un gioco che effettivamente è bello e universalmente bello, potresti trovarlo ad un prezzo molto più pompato, dico l'ovvio, però, effettivamente. Il mercato secondario può essere anche un po' un indice della qualità del gioco.
SPEAKER_01Non so, Sandro, cosa ne pensi tu, da questo punto di vista, su quest'ultima frase che ho detto: nel senso, sicuramente se il gioco è una ciofeca ed è terribile sul mercato secondario non lo trovi o lo trovi a un prezzo basso. Questo sicuramente. Tuttavia, secondo me, il fattore per cui il prezzo sale veramente tanto nel mercato secondario è la disponibilità. Qualsiasi gioco che è fuori produzione immediatamente nel mercato secondario, sale di prezzo in maniera esagerata. Uno dei giochi di cui volevo parlare oggi, ma se non parleremo poi di mercato secondario, non so se lo dirò. Tuttavia, a questo punto lo dico adesso: è il role player. Che è un gioco che abbiamo sia io che Davide, che a me piace molto personalmente. Soltanto che il gioco base è fuori produzione da un po' di tempo, la Raven Distribution sta pensando di riprodurlo, ma ci sono lungaggini a quanto ho capito per capire i costi e tutto. E quindi in questo momento è da un po' di tempo che è fuori produzione e trovarlo ad un prezzo decente nel mercato secondario, è difficile perché lo trovi tutto intorno ai 100 euro. Che per un gioco del genere, è un paio, bello il gioco, esatto.
SPEAKER_04Infatti, la domanda che ti faccio io è: il gioco vale 100 euro?
SPEAKER_01No, no, nel senso a me il gioco piace tantissimo, però, non è un gioco 100 euro. Mi aspetto, ecco, se vogliamo entrare nel discorso di per quale motivo un gioco costa tanto. Tendenzialmente il prezzo di un gioco tendenzialmente lo vedi nella produzione, no? Scatola grande. Tante miniature, materiali particolarmente fatti bene. È lì che va il costo. Perché, se poi noi vogliamo essere romantici e dire: ah no, però l'importante è l'esperienza e quante volte ci rigiochi va benissimo. Tuttavia, la realtà è che il prezzo deve giustificato dalla casa di produzione in qualche modo. Il prezzo alto lo devo vedere nelle componenti e nei materiali. Anche se poi il nostro è un hobby strano, perché buona parte dei problemi poi vengono nella distribuzione. Quasi tutte le produzioni di giochi da tavolo, sono tutte in Cina, quasi tutte. Diciamo, probabilmente il 100% si trovano in Cina perché i costi di produzione sono bassissimi. però ci sono proprio i problemi con i trasporti e in questo momento anche i problemi con le tariffe che aumentano esponenzialmente i prezzi. Quindi, paradossalmente, stavo un po' di tempo fa vedendo un video che ne parlava: diceva che giochi con miniature. Giochi grossi sono meno costosi da portare in giro che giochi piccoli di carte.
SPEAKER_04È un paradosso se ci pensi, eh?
SPEAKER_01Eh? Sì, sì, ci sta. Ma come se ci pensi: una delle cose più costose da trasportare è la carta igienica. Quindi, ci sono queste situazioni che in logistica sembrano controintuitive. Poi, in realtà hanno un senso da un punto di vista di trasporti e di logistica. Quindi, io personalmente, se devo guardare un prezzo, poi lo giustifico in base a come vedo che sono prodotti materiali. Tuttavia, poi ci sono anche un sacco di variabili, tra cui i trasporti, che complicano molto il fattore prezzo nei giochi da tavolo.
SPEAKER_00C'è anche un po': gioca anche il nome dell'autore, quindi, se magari qualcosa che esce da Langer, da Chinizia, eccetera. Da Feld, magari la casa di produzione si può permettere anche di metterlo a qualche euro in più per il nome. E poi molto dipende anche dalle recensioni del gioco nella fase di beta testing, eccetera. Quello influenza molto anche poi secondo me, il price point che l'azienda sceglie di poter mettere sul mercato: un gioco molto atteso, che ha ricevuto buone recensioni. È chiaro che può essere posizionato meglio. Ora non so esattamente come si incastra nelle politiche di diciamo di pricing delle diverse case, questa fase qui.
SPEAKER_04Quindi potrei aver detto anche una grandissima bagionata, però, io non credo che si faccia il prezzo prima che la fase di bata testing sia completata, quantomeno quella, e quindi penso che poi il feedback che ricevono dalle persone che lo provano in anteprima abbia un ruolo anche sul quanti soldini poi diciamo vengono chiesti per quel gioco nello specifico, ci sono due argomenti interessanti, che sono anzi, più argomenti interessanti, sono stati introdotti, proviamo un po' a fare ordine. Quindi possiamo dire che, per esempio, nel caso di role player che è un bel gioco per quanto bello, non vale 100 euro. Quindi, per dirti, se io lo dovessi trovare sul mercato per quanto interessante, per quanto bello, comunque 100 euro un prezzo eccessivo. E quindi il gioco, tra virgolette, ne va un po' a soffrire. Anche perché in qualche misura tu escludi l'accessibilità di un titolo interessante, per cosa io lo chiamo l'effetto Luca Comics.
SPEAKER_00Poi su questo però, questo è l'esempio un po' fuorviante, perché stai parlando di un prezzo di riserve di un gioco fuori produzione. Role, quando era in produzione, non lo vendevano a 100 euro. Lo vendevano 40, 30, 60, 70, ecco, comunque non era però non so 100 euro.
SPEAKER_04Tuttavia, ti posso fare un altro esempio: è molto polemico, futurisco futuristico mi pare che sia uscito fuori produzione. Io ce l'ho proprio qui: non so se si vede per chi ci guarda su YouTube. Però a me non mi viene in mente di mettere futuristico a 100 euro. Cioè, c'è tutto che è fuori produzione, perché secondo me, per quanto è fuori produzione, tutto quello che ti pare, io futurisco a 100 euro non lo metto. Per me è un gioco che può valere boh 40 e per me è 40. Cioè, nel senso, do il valore in base alla qualità del gioco, cercando anche di permettere a chi vuole comprarlo e non ce l'ha, di poterlo avere. Cioè, il gioco è anche un momento romantico, un momento nostalgia, però il gioco è anche un momento di gioia, nel senso, come anche e qua scusate, adesso. A sto punto la tiro la prima saccagnata a Luca Comics, cioè non può diventare un aspetto soltanto di collezionismo, un aspetto soltanto di business. Perché a quel punto parliamo di francobolli. Cioè, il gioco è un momento di condivisione e di gioia. Se io metto un gioco a 150 euro, a meno che non parliamo di miniature d'oro. Per quanto mi riguarda è un prezzo folle. Vi parlo di un gioco, tra l'altro, in puntata e ne abbiamo parlato di assalti imperiali di Star Wars, dove il prezzo attuale è proprio 150 euro e che io ho comprato usato a 60. Quindi, per me, per esempio, questo è stato probabilmente l'affare del secolo. Poi, ai nostri ascoltatori, invito a riprendere la puntata in cui ne parliamo di assalti imperiali. Vi lascio però un momento di risposta, e poi vi dico a quale puntata avevo fatto riferimento.
SPEAKER_00Quella dell'IP: secondo me ci sono diversi temi. Innanzitutto, il prezzo non lo fa chi vende, lo fa il mercato. Quindi, se tu se futurischi, la gente lo cerca, il prezzo è più alto perché il gioco è bello, è fuori produzione. Se il gioco fa cacare, lo puoi mettere anche a 3 euro. Ti rimane a casa, c'è la determinazione del prezzo un po' un fattore esterno. Tant'è vero che nei gruppi per quanto riguarda il Rize, nei gruppi tanti dicono, c'ho il monopoli del 74. Quanto lo posso mettere? C'è tutta una serie di persone esperte che magari vendono e compano giochi. E dico: Guarda, questo l'ho visto a questo prezzo. E gli dicono un po' qual è il range. Poi, detto questo, se uno ti dice: guarda, questo lo vendi a 100 e poi tu lo metti a 60. a 40 ci perdi un po', ma è un insieme di fattori un po' esogena come cosa sull'usato, per questo dico che è un discorso un po' diverso rispetto invece, al prezzo del nuovo.
SPEAKER_04Ammetto che a me dà molto fastidio la speculazione. Tuttavia, per esempio, con Sandro ti ricordi il post che leggemo su Facebook di quel match con i Velociraptor, cioè, là, praticamente un tizio che aveva preso il gioco, l'aveva preso soltanto per farci la cresta sopra, sostanzialmente. Ora magari vado fuori tema, infatti, cerchiamo voglio mantenere anche un po' gli argini della puntata. Tuttavia, quando parliamo di pura speculazione, per me non stiamo più parlando del lobby dei giochi. Dico una frase forte: come per me, Luca Comics, ormai è diventato un evento che non ha più niente a che vedere con il mondo dei nerd, perché serve soltanto agli speculatori di fare come si dice, tabula rasa di tutta la parte di gadgettistica e tutta la parte degli oggetti soltanto per poi rivenderla. Per inciso, vi auguro che vi rimanga tutto sullo stomaco, e salutiamo anche gli amici speculatori.
SPEAKER_00Ecco, io direi intanto mi dissocio da questi temi e da queste dichiarazioni. Viva Luca Comics se a me volete mandare l'accredito per quest'anno, io lo prendo perché stimo molto voi e la vostra organizzazione. Il signor Luca, il signor Comics detto questo, poi mi sono scordato che cosa volevo dire, perché c'è il gatto che sta cercando di infilarsi dietro al monitor qui allo Zoosmaldone. Quindi, niente, io ritornerai un attimo negli argini della discussione. Che, secondo me, sono i prezzi dei giochi nuovi. Si può fare, perché, se no, sull'osato, io vi faccio solo sì.
SPEAKER_02Grandi!
SPEAKER_04No, no, no, no, no, hai ragione, abbiamo un attimo parlato. Magari non so se Sandro voleva dire soltanto l'ultima parola su questa cosa e poi torniamo ovviamente sulle stime attuali. Insomma, quindi parliamo veramente di tutto ciò che compone un gioco, come abbiamo detto all'inizio.
SPEAKER_01Purtroppo è dove c'è collezionismo, c'è speculazione. È una cosa purtroppo inevitabile. Quindi ci teniamo questi prezzi su alcune cose che magari non gireranno a quel punto. O mi auguro che gli rimangano a casa perché se qualcuno poi compra un match Velociraptor contro engine a 150 euro.
SPEAKER_00È chiaro che non sono appassionati, è come dire che bagarino fuori dal concerto di Max Pezzali è appassionato di gente che ci specula come tutto. Magari chi fa il kickstarter se compra 10 copie perché poi spera che il gioco valga di più, salga di valore per poi guadagnarci. È chiaro che è proprio un tema completamente diverso.
SPEAKER_04Che affronteremo affronteremo assolutamente. Ma andiamo quindi all'altro aspetto che comunque aveva anticipato anche Sandra nella sua prima risposta. Abbiamo detto che il prezzo è composto da tanti fattori, sicuramente possiamo provare a iniziare ad elencarli. Per esempio, il grande paradosso: i giochi di carte sono più paradossalmente costosi in questo momento storico rispetto ai giochi con le miniature, perché c'è un momento geopolitico di forte contrazione. Ringraziamo tra l'altro gli amici del movimento maga, non è vero, non salutiamo neanche loro, perché effettivamente già con lo stretto di Hormuz questa cosa ha portato tante conseguenze, tra cui sicuramente anche il trasporto dei giochi, banalmente dei container. Ma vi chiedo e magari faccio un po' un passaggio: il gioco, la miniatura in alcuni giochi è essenziale. Sicuramente una componente è fondamentale per alcuni giochi, ma possiamo dirlo tranquillamente non per altri. Quindi magari il prezzo di alcuni giochi potrebbe semplicemente essere rivisto alla luce anche del tipo di miniature che vengono proposte. Non so se vi sono spiegato, vi faccio un esempio, ma anche questo sarà tema di una prossima puntata. Infatti, andiamo proprio a volo d'uccello, come dicono quelli bravi. Concordia. Abbiamo anche un po' anticipato il tema nelle scorse puntate. Concordia è un gioco che si chiede delle miniature, ma non chiede un certo livello di miniature, e quindi in questo caso il prezzo è pompato da un elemento che, lasciatemi dire, è non necessario. Non chiede proprio miniature Concordia in teoria, esatto.
SPEAKER_00Quindi in questo caso, ma come Agricola? Ma quella Wake and Reams, che per vendere più giochi è chiaro che loro fanno. Sono un po' la nuova, culmini or not, fanno miniature. Per vendere il gioco vogliono giustificare un prezzo più alto, vogliono vendere le miniature. D'altronde, magari il margine che riescono ad avere su una ristampa di concordia normale con i componenti normali, è troppo basso. Non giustifica l'operazione magari di aver acquistato l'IP, la possibilità di pubblicarlo nei diversi paesi, eccetera, eccetera. Lì c'è poi un tema di costi che devono rientrare da qualche parte, chiaro, si saranno fatti i loro conti. Poi dipende se sono miniature fatte da un'azienda che è abituata a fare miniature e quindi ha tutta una serie di contatti, un fornitore specifico con cui ha già lavorato, che sa che può produrre quelle miniature con quella quantità, e poi le miniature. Diciamo, l'elemento più grande è del costo è lo stampo. Fatto lo stampo, più miniature fai, più assorbi il costo dello stampo, una volta che hai fatto la miniatura, devi poi puntare a vendere più giochi possibili con quelle miniature, per poi assorbire il costo dello stampo.
SPEAKER_04Vi chiedo, secondo voi negli ultimi anni, proprio alla luce un po' dei contesti geopolitici che ci circondano, le miniature sono quelle che hanno avuto un impatto maggiore di questo momento storico? Quindi lasciatemi dire adesso, magari, una casa editrice, piuttosto che farti la miniatura fatta di qualità, tende un po' a fartela un po' più bruttina, un po' più di qualità, un po' più che lasciatemi dire per poter in qualche modo rendere il gioco accessibile. O secondo voi questo ragionamento non è proprio arrivato? E quindi io ti faccio la miniatura che sembra il David di Michelangelo e faccio un prezzo proibitivo e chi se ne frega sempre un pochino riprendendo il discorso che dici tu, Davide, di domanda e offerta. Tuttavia, può essere una scelta, per esempio, quella di andare un po' più al risparmio sulla miniatura per rendere il prezzo più accessibile al giocatore.
SPEAKER_00Secondo me, dipende dal gioco. Nel senso, se io sto facendo un gioco per le famiglie o per i bambini, in cui magari la miniatura è una cosa che attrae un po' di più è un tema. Se io invece sto facendo il gioco stile Rising Sun, Blood Rage, o che è rivolto più a un pubblico di appassionati che allora compra il gioco anche per la miniatura, perché poi magari se la dipinge, perché eccetera, eccetera. È chiaro che il prezzo è diverso. Io credo che sarebbe. Questo, per esempio, secondo me, è il ragionamento di Site su site, Site, lo potevi fare anche senza miniatura, il gioco avrebbe girato lo stesso, avessi messo dei token però avessero messo dei token, però hanno scelto di fare la miniatura perché è un gioco con delle meccaniche, un film più complesse, non è per i neofiti. Quindi, con un tema particolare, i conti che si sono fatti, è che la gente sarebbe stata disposta a spendere quel quid in più per giustificare poi l'acquisto. Quindi dipende molto dal target, secondo me. Poi se metto le miniature e di che qualità.
SPEAKER_04Qui dice anche il target da prendere in considerazione in un prezzo, stiamo dicendo Sandra, tu che ne dici?
SPEAKER_01Sì, poi sul site c'è anche il discorso che parliamo di un gioco che è stato prodotto durante il periodo d'oro di Kickstarter. È stato un Kickstarter parecchio di successo, è stato un periodo in cui andavano molto, le miniature cominciavano a diventare un'opzione abbastanza gradita ai giocatori, e non era così costoso produrre un gioco da tavolo come lo è diventato adesso. Negli ultimi anni, post-Covid, diciamo, i prezzi sono saliti tantissimo per tanti motivi: Covid, guerre e vari altri accidenti, i costi di produzione sono saliti tanto quindi abbiamo visto anche una contrazione da questo punto di vista sul fare giochi particolarmente grossi, perché è diventato parecchio oneroso produrli all'epoca era un po' più facile dire ok, facciamo questo salto in questa direzione. La miniatura sono d'accordo che dipende dal target, dipende dal tipo di gioco che cerchi di fare, nel senso, in un gioco che è un American la miniatura fatta bene, bella, poi io non credo che qualitativamente parliamo di un grosso scarto quando parliamo di fare una miniatura, quindi non credo che è lì che puoi salvare troppo prezzo se farla di un tipo o farla di un altro, penso che più sia sulla qualità di per sé di come è fatta, se è fatta bene o male, o se la fai o meno. Tuttavia, una volta che decidi di farla, la fai tendenzialmente fatta abbastanza bene ed è fatta di solito per un determinato tipo di giochi. Una volta c'era una fino a qualche anno fa l'avresti vista un po' dappertutto, ci sono un sacco di produzioni che avresti visto direttamente con miniature negli ultimi anni. Cominci a rivedere proposte di giochi con standia in acrilico o cose del genere, perché un po' i prezzi sono diventati più problematici, un po' penso anche che ci sia un po' persa tutta questa voglia di miniature al di fuori di determinati giochi, perché ci siamo tutti un po' resi conto che i giochi con miniature poi occupano il triplo dello spazio.
SPEAKER_00Secondo me è esplosa un po' la bolla in generale. Cioè nel senso dal 2012-2013, con la diciamo la crescita del lobby, il fatto che, insomma, un po' una rinascita del mondo nerd trainata, secondo me, tanto per esempio, da The Pantheori che è un po' sdoganato. Un po' il fatto che essere nerd non sia negativo. C'è stata questa rinascita dell'industry che ha iniziato a il boom di kickstart. Quindi sono iniziati ad arrivare giochi grandi, giochi con le miniature, prezzi folli. C'è stato un po' un po' un dopoguerra, un boom economico nel mercato. Ora chi ha fatto spese passe negli anni scorsi e poi si ritrova a giochi importanti, magari complicati, che gioca con fatica, magari ora e ha capito anche meglio quali sono i suoi gusti, ora è diventato più oculato e non compra più tanto trascinato dal live, ma magari, grazie anche a podcast come i nostri, prova un po' a capire come sono i giochi, quali sono le novità, che cosa si può aspettare e va a fare una spesa più oculata. E questo è un tema. Il secondo tema che è comunque legato è che se ho il gioco figo, ma non lo gioco con nessuno perché è troppo difficile. Le persone che avvicino non giocano quel tipo di giochi, oppure preferisco giochi più veloci, partito game, perché comunque le persone che ho nel mio gruppo quelle prediligono, è chiaro che inizierò a fare degli acquisti più mirati, e questo guida anche un discorso di prezzo. Quindi, magari mi oriento su giochi più facili, meno costosi, ne compro magari di più, ho delle esperienze diverse. Quindi, secondo me, anche il risultato di fatto che le persone hanno piano piano esplorato lobby e ora abbiano trovato delle proprie nicchie di interesse e indirizzino in qualche modo meglio la spesa rispetto a prima, che era un po' compro questo compro questo. È un po' un assestamento del mercato, eccolo, metterei così.
SPEAKER_04Guarda, su quello che dici tu, mi ci aggancio subito, nel senso che effettivamente, la cultura del gioco da tavolo si è declinata in tanti modi, tra cui, per esempio, appunto i podcast, i siti, tantissimi di recensioni, pagine su Instagram, influencer che parlano proprio di giochi da tavolo, ma questo anche e soprattutto perché il gioco è diventato un investimento, nel senso, ma è diventato un investimento, lasciatemi dire un po' tutto, anche andare al cinema. Cioè, prima al cinema si andava con una relativa leggerezza, per cui ti capitava anche di andare a vederti il film mediocre. Però, tutto sommato, il prezzo del biglietto stava ancora intorno ai 5-6 euro. Vi parlo ormai tantissimi anni fa, per cui anche se ti guardavi un film tutto sommato, abbastanza indecente, tutto sommato non uscivi con la mare in bocca perché la perdita economica era relativa. E questo è un po' è quello che è successo anche con Kickstarter, ma vi faccio l'esempio io per primo: io anche ho fatto diversi Kickstarter e anche io ho fatto qualche acquisto, lasciatemi dire, un po' incauto, nel senso che ho preso dei giochi che poi sono rivelati essere magari non proprio inclini ai miei gusti, oppure, banalmente, ho preso delle semplici fregature perché ne abbiamo parlato anche qualche tempo fa, Exploration che è un gioco con miniature, bellissimo, con la scatola importante, poi se riesco dopo ve la faccio anche vedere. Ha un regolamento scritto coi piedi e quindi è ingiocabile. Quindi lì, però, avendoci speso all'epoca, boh, non ricordo, forse tra i 30 e i 40 euro, che per la qualità dei materiali e per il tipo di gioco poi, secondo me, è anche poco, mi sono detto: vabbè, ho buttato questi 30 euro oggi. Se io devo fare un Kickstarter e mi ritrovo una fregatura tipo Exploration, a me gira parecchio il chicchierone, come diciamo noi a Roma. Quindi, l'elenco, l'insieme delle cose che compongono un prezzo hanno favorito anche: lasciatemi dire, questa queste pagine di divulgazione, tra cui ci fregiamo di esserci anche noi di una lacrima sul Meeple. Voglio iniziare un po' a introdurre i giochi e vi dico anche perché vi parlerò del gioco più soprastimato che ho scelto. Che, per inciso, è Dark Souls, The Board Game, che prende un po' l'elenco di quello che ci siamo detti: perché ci sono le miniature, poi c'è una licenza che è prestigiosa. Perché parliamo comunque di un gioco della Alessandro, corretto? Non so dicendo una castroneria. Sì, From Software, comunque, te lo confermo. Il videogioco si il videogioco sì, no, no, no, in questo caso, Dark Souls the board game è distribuito in Italia da Asmode. Tuttavia, perché per me il gioco più soprastimato? Intanto, perché ovviamente tu, Asmode, hai dovuto Asmode o chi per lei, penso di noi, perché è distributore, hai dovuto comprarti intanto l'Intellectual property, quindi la licenza per poter fare il gioco da tavolo su Dark Souls e già quello è un più sul prezzo. Poi ci hai dovuto aggiungere le miniature, che è un altro più sul prezzo. Però qual è stato poi in fin dei conti, il risultato? Il risultato è che ti ritrovi poi se mi seguite con BGG mi fate una cortesia adesso do dei dati e poi me li confermate o meno. Il gioco di Dark Souls ha un prezzo che intanto va dai 54 euro agli oltre 100 euro. Quindi già parliamo di una fascia di prezzo per me importante. Ma data la ripetitività del gioco, quindi, sostanzialmente, le partite a lungo andare risultano essere noiose anche leggendo le critiche che stanno sul web, al grinding, alla durata che è una durata pazza, e all'eccessiva dipendenza dei dadi. Ma questo già entriamo un po' sui gusti. Il risultato è che su BGG la valutazione di un gioco che vale 100 euro è di 6.4. Che per me è un voto che non vale 100 euro per dirvi. E l'ho portato quindi come gioco più soprastimato per questo motivo. Vi dico soltanto qualche così, poi magari do il tempo a Davide e Sandro di dirci perché invece quali saranno i loro titoli per il gioco soprastimato. E intanto vi parlo proprio di questo gioco. Che è un gioco del 2017, come già detto, è l'adattamento del più celebre videogioco, ed è fatto attribuito al team di Steam Forget Games, con David Carl, Alex Hall, Matt Hart e Richard Loxam tra i principali designer. Hart e Loxam in particolare hanno già lavorato su altri giochi da tavolo riadattati come Monster Hunter World, come Resident Evil 2 e The Board Game, anche qui poi, secondo me, le valutazioni saranno più o meno tutte quante simili. Per la componente artistica e soprattutto per le miniature, è accreditato anche Thomas Lishman, che è uno scultore digitale coinvolto anche in altri progetti interessanti, tra cui anche Horizon Zero Dawn, che hanno fatto anche in quel caso il gioco da tavolo, vi ricordo. Quindi, pure qua a un certo punto, magari ne parleremo meglio. Abbiamo fatto vicine adattamenti, forse i video ludo adattamenti è un altro tema che dovremo affrontare. Si gioca da uno a quattro giocatori che collaborano per esplorare ambienti infestati dai nemici, raccogliere anime, acquistare equipaggiamento e prepararsi allo scontro con un boss, esattamente come il videogioco. Quindi è un dungeon crawler tattico basato sul movimento tra nodi con combattimenti risolti attraverso i dadi e posizionamento delle miniature. Diciamo che comunque non è tutto da buttare, la trovata migliore è la barra condivisa fra salute e resistenza, quindi subire le ferite, spendere energie per attaccare occupano lo stesso spazio. Quindi anche una mossa particolarmente potente può avvicinarci paradossalmente alla morte. È interessante anche il comportamento dei boss governato da carte che permettono di impararne progressivamente la sequenza degli attacchi e qui torniamo alla critica che vi dicevo prima: se io becco il boss so già quale sarà la sequenza degli attacchi. Però, quando viene ferito gravemente, entra in una fase, diventa ancora più pericoloso. È un cooperativo, si vince tutti insieme, sconfiggendo il boss finale e si perde continuando a morire fine a esaurire la possibilità offerte dal falò. Il problema è ciò che accade prima del boss, quindi combattimenti ripetuti, raccolta di anime, tesori molto casuali, possono trasformare difficoltà in una semplice macinazione, lasciatemi dire. Le miniature sono splendide, ma prezzo, durata e ripetitività, come vi ho detto, rendono l'esperienza meno ricca di quanto prometta la scatola. Non so se voi ci avete giocato al gioco da tavolo, però, per me, questo è il gioco più soprastimato.
SPEAKER_00Ma io non sono un grande appassionato di Dark Soul, il videogioco che avevo comprato per PlayStation, ma poi ho giocato pochissimo, e quindi non ho neanche guardato il gioco da tavolo. Poi non sono un grandissimo appassionato degli adattamenti dei videogiochi anche io.
SPEAKER_01Questo forse può essere un argomento di discussione per un'altra volta, però, tendenzialmente un gioco da tavolo che si basa su un videogioco anche quando è fatto molto bene, aggiunge un sacco di cose che devi fare tu manualmente. Di upkeep che nel videogioco non c'è e che rende automaticamente più frustrante il gioco rispetto al videogioco. Quindi tendenzialmente tende evitarli. Poi, se parliamo di un gioco con un IP consolidata e con tante miniature divento anche automaticamente un po' scettico. Poi della qualità. Poi questo gioco non l'ho giocato e non lo conosco, quindi non posso dire che sia scarso o meno, però tendo sempre a essere un po' più scettico su quanto possa essere effettivamente valido, e quindi lievito questi tipi di giochi, volete azzardare voi invece il vostro gioco più soprastimato, ma posso dire il mio, io diciamo, ho in collezione Voidful che è un gioco della Mind Clash Games.
SPEAKER_00Che diciamo con un prezzo retail che si aggira sui 120 euro. Ora non è un gioco, diciamo, sovrastimato in sé. Cioè, il gioco è molto bello, ha tante componenti. Ci sono anche, diciamo, io la versione quella base, ma ci sono anche la versione Kickstarter con alcuni componenti di plastica in più e c'è tutta la possibilità, comunque poi di andare a pimpare il gioco in un certo modo. Come tutti i giochi della Mine Crash Game, c'è una tonnellata di roba nella scatola. È un gioco, tra l'altro, Forex, quindi un po' Tua Imperium style. Secondo me, il vero problema di questo gioco è che è veramente veramente veramente complesso portarlo al tavolo, perché le regole sono molto molto complicate. Sia da diciamo interiorizzare che spiegare il tempo di gioco è molto lungo e questo è uno showstopper enorme, almeno per le persone che ho a disposizione. Io vi dico solo che sebbene sia al posto numero 82 della classifica di Borgen Geek, quindi nella top 100, che ci fa capire che è un giocone. Sebbene il comparto grafico sia firmato da un nome così poco conosciuto dell'industri come Iano Tool, il gioco ha un peso di 4,62 su 5 di fatto, impossibile, rimarrà sullo, questo mi fa capire che rimarrà sul mio scaffale a vita. Valutazione 8.5. Quindi gioco veramente importante. Io ho letto un po' le regole e promette di essere molto bello, però, credo che mi fermerò lì perché non riuscirò veramente mai a giocarlo. Quindi, questo un po' rientra nei temi di siamo abbastanza maturi per decidere di non acquistare una cosa o per decidere che una cosa è sopravvalutata, non per il gioco in sé, ma perché non riusciremo mai a giocarlo. E allora a quel punto diventa un acquisto consapevole del fatto che magari lo compro solo per averlo in collezione. Tuttavia, lì sono altre dinamiche, il motivo che poi ti spinge a comprarlo è totalmente diverso. Diventa più un pezzo da collezionare che non un qualcosa che vuoi che vuoi giocare. Per me è stimato perché non c'è verso di giocarlo.
SPEAKER_04Vedi. Questo, per esempio, è un aspetto che abbiamo detto anche prima, effettivamente. Ma dal punto di vista economico, quindi sto parlando invece solo di componenti secondo te il prezzo vale la candela? Al netto della giocabilità?
SPEAKER_00Secondo me, al netto di tutto quello che c'è nella scatola, che è una caterva di roba, della complessità che c'è dietro poi nello sviluppo dei giochi, il prezzo vale la candela, così come tutti i giochi della Minecraft, i giochi della Minecraft sono super complessi, però l'esperienza, se la riesci a fare con qualcuno, vale la pena. Quindi parliamo di Poiful di Mirion, parliamo di come di anacroni, eccetera. Io l'unica cosa che ho trovato fuori prezzo della Minecraft Game che però purtroppo ho dovuto comprare perché una volta che avevo visto da Sandro, non potevo esimerti. Sono le miniature dei Mac di anacroni che non potevo non acquistare, pagate, la bellezza di 60 pippie, solo le miniature, quindi quello, secondo me, è un furto. Una raina a manarma, però, per il resto, il prezzo è secondo me, allineato a quello che ti danno.
SPEAKER_01Allora, io do due risposte: entrambe molto veloci e molto facili. La prima, molto veloce perché ne abbiamo già parlato in un'altra puntata, veloce e molto facile come risposta: è Terraform in Mars almeno l'edizione base, il prezzo è senza senso per la qualità dei materiali che viene proposta. L'artwork è orrendo, diciamoci la verità, si può dire che l'artwork di Terraform in Mars è terribile. La qualità dei materiali è oscena, quindi, il prezzo a cui viene venduto Terraform in Mars, è secondo me inaccettabile. Però, ne abbiamo già parlato tante volte, non voglio insistere troppo su questo. L'altra risposta che voglio dare, che forse è un po' copre tutto quello che abbiamo detto finora, è sovrastimato qualsiasi gioco che comprate su Kickstarter, specialmente di una casa di produzione abbastanza consolidata. Voglio raccontare una cosa. Una delle ultime puntate ho parlato velocemente di un gioco che si chiama Rolling Deep della Byte Wing Games. Che in questo momento su Kickstarter, credo che oggi sia l'ultimo giorno disponibile. È un gioco in solitario, Roguelite, con un aspetto alla Caped molto bello. Ora, io questo gioco l'avevo plagiato. Poi sono andato a vedere su un sito di distribuzione nostrano, che si occupa di comprare anche giochi importati. E ho visto che comprandolo lì l'avrei pagato meno di quanto avrei pagato il Kickstarter al netto delle spedizioni. Già il costo del gioco era inferiore. Se poi ci aggiungiamo che una spedizione dall'Italia ti costa 4 euro al massimo. Una spedizione su Kickstarter se ne può costare molti di più. Era un acquisto insensato da fare su Kickstarter rispetto a farlo direttamente qui. Quindi fate attenzione quando avete un Kickstarter che vi piace, andate a vedere in giro su vari retail, faccio un paio di nomi: LS Giochi o Fro Games, che sono negozi online o anche fisici. LS giochi, un negozio di pomezia, che prendono anche giochi non tradotti in italiano e poi dismerciano anche qui da noi. Andate a vedere se c'è la possibilità di fare un pre-order lì. Sicuramente vi costa di meno di quanto vi costerebbe fare Kickstarter.
SPEAKER_00Che, secondo me, però questa è una stortura del Kickstarter. Secondo me, il Kickstarter deve essere consegnato prima ai backer e poi andare al mercato, quindi, secondo me, dovrebbero inibire la possibilità ai retailer di fare gli ordini di massa, perché alla fine finisce che il gioco lo compri dal negozio e quindi perdono business o comunque perdono margini, perdono soldi. Ma in realtà finisce che poi, alla fine chi l'ha plagiato su Kickstarter lo riceve dopo di chi va a comprare un negozio che è un'assurdità clamorosa. Quindi, questa è proprio una delle storture più grave. Di Kickstarter.
SPEAKER_04Mi trovi pienamente d'accordo. Tra l'altro, ma ce ne sono tantissime di strutture. Ma un mondo come si dice dominato da certe dinamiche. Perché adesso parte l'inno russo alle mie spalle. Quindi vabbè, mi fermo qua. Prima che tutta la nostra frangia dei nostri amici che non la pensano in un certo modo politico, ci abbandonino, mi taccio, mi taccio assolutamente no, magari che ne sai.
SPEAKER_00Magari Sandro Vannacci.
SPEAKER_04Ma proviamo invece adesso a fare un ragionamento opposto: scusami, ti ho perso.
SPEAKER_00No, dico magari Sandro vota Vannaccio e compensa. Che ne sai? Un piccolo problema.
SPEAKER_04Non mi sento, non so di ripetere, volevo soltanto che mi riprendo.
SPEAKER_00Aspetta, che si riprende, gli si saranno scaricato, ci saranno scaricate le cuffie. Suppongo.
SPEAKER_04No, no, no, ecco, non so perché ve l'ho perso adesso. Vi sento, non so se potete ripetere brevemente quello che.
SPEAKER_00Tu parli a nome tuo, magari Sandro vota Vannacci, che ne sai, bracciamo, che Sandro voti Vannacci, io non. Magari, ma c'è qualcuno che lo vota, avrà i suoi motivi. Quindi noi siamo un podcast di giochi, non di politica, e quindi io giusto è intitolato alle sue opinioni, giusto?
SPEAKER_04Giusto, giusto, assolutamente, assolutamente.
SPEAKER_00No, già ci siamo fatti inimicati. Luca Comics Games, poi non prenderò la visa per entrare in Stati Uniti che è infamato Trump. Con le tariffe Alessio, qualcuno, manteniamocelo come amico, ma hai ragione, hai ragione assolutamente.
SPEAKER_04Allora proviamo a fare, tornando in puntata, proviamo invece a ragionare su, facendo un ragionamento diverso. Perché è vero che ci sono tanti giochi pompatissimi di prezzo e che poi alla fine poco rendono. Ma esistono anche delle piccole perle dove effettivamente il gioco vale come la candela, nel senso quei giochi che hanno un prezzo assolutamente accessibile, il quale è un po' un lavoro di concerto tra autori, illustratori e distributori riescono a creare delle piccole perle a dei prezzi veramente veramente ottimi ed accessibili. Io vi parlo in questo caso di The Red Cathedral, però prima di parlarvi del gioco The Red Cathedral, voglio anche menzionare The King is Dead. Lo nominiamo spesso questo gioco, ma rientra secondo me Pieno all'interno di questa categoria, perché è un gioco assolutamente accessibile economicamente, ma soprattutto è un gioco molto molto bello che sposa molto bene, secondo me, la meccanica, quindi è una meccanica molto coinvolgente, il tema, l'artwork, che secondo me è veramente bello, e le dimensioni. Quindi poi magari ne parleremo molto meglio, o forse ne parlerà Sandro adesso, questo non lo so. Però per me tutti i giochi che coprono questi requisiti e che hanno un prezzo accessibile rimangono sottostimati, ma al contrario, nel senso che sono delle perle, ma a cui viene assegnato un valore stranamente inferiore. Vi faccio un esempio proprio con The Red Cathedral, per dirvi: magari questo non è un nome che si sente molto spesso. Innanzitutto partiamo col dire che il gioco costa 30 euro. Quindi è un gioco assolutamente accessibile, a prezzo pieno e vi parlo, quindi senza sconti Amazon o altro. Ed è un gestionare del 2020 firmato da Israel Sendrero e Sheila Santos, la coppia creativa, tra l'altro conosciuta come Lamadice, autrice di titoli come 1987 Channel Tanner, Mondrian e Smoothis. Le illustrazioni sono invece di Pedro Soto, figlio del famoso sottomajor, e Sema Roman, che hanno lavorato anche in Holmes, Sherlock e Mycroft e Papua. Il loro stile rende omaggio ad un illustratore russo che è Ivan Biblin e regala una piccola scatola di una personalità veramente enorme. Il gioco è distribuito da Devir Italia intanto diamo qualche informazione veloce. Anche qui si va da uno a quattro giocatori, la durata è di circa un'ora e si restono i panni delle squadre incaricate da Ivan Il Terribile per costruire la cattedrale di San Basilio a Mosca. Durante il proprio turno si possono rivendicare sezioni della cattedrale costruite, consegnare i materiali necessari per costruirla oppure andare al mercato per procurarsi nuove risorse. La particolarità è proprio il mercato: è una rondella sulla quale si muovono diversi dadi colorati. Si sceglie un dado, lo si sposta di un numero di caselle pari al suo valore e si raccolgono le risorse presenti sulla destinazione. Muovere però un dado può modificare anche le opportunità lasciate ovviamente agli avversari, trasformando ogni scelta in un piccolo esercizio di programmazione e disturbo. La partita vi termina quando un giocatore completa la sesta sezione e vince chi ottiene più prestigio costruendo parti della cattedrale, aggiungendo decorazioni e contribuendo alle torri più importanti. Ed è qui che secondo me il gioco appare sottostimato, perché, come abbiamo detto, costa e occupa lo spazio di un piccolo gioco, ma offre degli incastri un po' come anche The King is Dead: interazioni e una profondità gestionale, secondo me, di categoria superiore. Non è rivoluzionario, lo diciamo subito, ma fa moltissimo con pochissimo sostanzialmente. E il prezzo è emblematico. Non so se voi lo conoscevate questo gioco. Tra l'altro, ho pure una bella valutazione su BG.
SPEAKER_02Io lo conosco il nome, ma non lo è Davide, infatti, mi pareva che ce l'avesse.
SPEAKER_00Io ce l'ho, io ce l'ho perché è parte di un tra l'altro, la cosa carina è che ha un packaging molto compatto, la scatola è molto simile a quella, molto simile, alle stesse dimensioni di quella di Wildcast, quindi giochi molto molto compatti. Tante carte. Buona produzione al prezzo giusto.
SPEAKER_04Inma, classico gioco Devier 7.7 su BGG, comunque come valutazione il peso è 2,82 quindi veramente potabile. Questo era il mio gioco sottostimato. Non so chi di voi vuole andare a Davide, vuoi andare tu col tuo sottostimato?
SPEAKER_00Allora, il mio gioco sottostimato, nel senso che gioco che paghi poco, ma ti dà di più. Io qua vi stupisco con un party game che è The Not It, pubblicato da Raves Burger. Gioco super semplice di cui avevamo parlato anche nella puntata scorsa. Il gioco costa 7 euro. Diciamo il prezzo di tre caffè, per cui forse tre caffè in Svizzera. In realtà, in Svizzera, è il prezzo di un caffè perché l'espresso costa 6 euro 6 franchi. Il prezzo di qualche caffè, però, è un gioco che ti garantisce tanta rigiocabilità. Per cui io quello, a mani basse, se ti devo andare a dire un gioco che mi ha dato parecchio con pochi soldi. Mi viene da dire quello: l'altro invece è Splendor Duel, è un altro gioco molto interessante, di cui penso che avevamo già parlato. Quando abbiamo fatto la prima puntata sui giochi duel, qua forse un po' influenzato dal fatto che il tema duel sia un po' per la maggiore e il prezzo si aggira intorno ai 24,99. Poi si trovano anche delle offerte sul nuovo, a prezzi più bassi, 18,90, eccetera. però un gioco che costa una ventina di euro e che ha grande rigiocabilità, molto compatto, vi potete portare in giro. Quindi, un acquisto consigliato.
SPEAKER_04Gioco quindi che ne vale la pena, o tu gli avresti stato un prezzo un po' più alto secondo te?
SPEAKER_00No, secondo me, è un buon prezzo per la qualità per la quantità di partite che ci puoi fare.
SPEAKER_01Io avrei voluto portare The King's Dead, l'hai un po' anticipato. In realtà, lo vorrei portare più approfonditamente in un'altra puntata. Tutto, diciamolo anche questa volta, The King's Dead è un gioco fantastico, bellissimo, divertentissimo, costa veramente poco. Credo che sia intorno ai 40 euro, forse qualcosina di meno 27:27 l'ho l'ultima volta: sì, sì, ma ti conferma. Il prezzo molto basso per la qualità dei materiali, le carte sono molto molto belle. Il gioco, i segnali sono tutti in legno è un gioco molto molto bello, estremamente rigiocabile, occupa pochissimo spazio, vale veramente la pena. Volendo, mentre aspettiamo Alessio, un altro gioco che secondo me è sottostimato, anche se parliamo di un gioco sui 50 euro è War Chest, perché comunque i materiali sono spaziali: i sacchetti di velluto, le chip da poker pesanti. I materiali di quel gioco sono eccezionali. Il gioco secondo me è bellissimo pure in questo caso War Chest. Quindi anche questo è un gioco che assolutamente potrebbe costare più, probabilmente se fosse prodotto per la prima volta adesso costerebbe di più dei 50 euro a cui lo vendono in questo momento.
SPEAKER_04Allora, il prezzo di King is Dead si aggira intorno a tra i 27 e i 35 per dirti e quindi, insomma, assolutamente in linea con quello che per noi può essere, può essere sottospera.
SPEAKER_00Ma la cosa buona è che io l'ho visto anche, per esempio, in libreria la Mondadori, quindi anche un gioco che si trova accessibile facilmente recuperabile.
SPEAKER_04Sì, sì, sì, assolutamente. Tra l'altro faccio notare che nei nostri tre giochi ne sono di noi nominato nulla con le miniature nei giochi diciamo più sottostimati, tra virgolette, vorrei invece quindi parlarvi un po' di qual è il compromesso, quindi, un po' anche avviandoci quindi verso la chiusura della nostra puntata, perché abbiamo detto che ci sono giochi che costano fin troppo, giochi che costano addirittura poco rispetto a quello che poi è l'esperienza di gioco e quello che offrono proprio in termini di componentistica e di meccanica, ma esistono anche i cosiddetti affari. Quindi, quando riesce a fare come si dice il colpo grosso, l'affare del secolo. Io un po' vi ho anticipato raccontandovi di assalti imperiali dove l'ho portato, lo sono preso a 60 euro con in più anche 8 minuti per un impero, quindi ancora meno rispetto ai 60. Ma qualcuno dei nostri ascoltatori potrebbe dire: Vabbè, l'hai preso magari in un secondo market ed è vero, l'ho preso usato. Ma gli affari con un po' di fortuna si possono trovare anche rispetto ai distributori, quelli più classici. Ed è per questo che io vi porto l'esempio di Viticulture. Viticulture magari Sandro mi aiuterà a ricordarlo perché me l'ha preso lui. Se non sbaglio, perché mi sa l'abbonamento Vip su Magic Merchant, così diamo anche i nomi e i cognomi delle piattaforme, oltre al grande classico che Amazon, fece degli sconti pazzeschi su alcuni giochi e uno dei giochi era Biticulture, che è un gioco che abbiamo sempre detto essere imprescindibile all'interno di una libreria di chi si proclama essere un po' un cultore del lobby. Lo pagai 40 euro rispetto ad un prezzo attuale che viaggia intorno ai 65, quindi anche qui parliamo di 25 euro di sconto. Che non è, secondo me, così banale da un punto di vista di scontistica per un gioco del genere. Vi parlo rapidamente di BT Culture, ne parleremo poi sicuramente approfonditamente anche più avanti. Ma intanto che dirvi: è il gestionale firmato da Jamie Stegmeyer e Alan Stone, Stegmeyer, pronunciato bene, spero. È poi diventato uno degli autori ed editori più riconoscibili del settore con titoli come appunto Site, Charterston, che tra l'altro conosciamo tutti molto bene, Tapestry ed Euforia. Quest'ultimo è realizzato ancora insieme a Stone. Le illustrazioni sono attribuite a non so se è francese Jacquie Davis mi avrebbe da dire, ma magari c'è Jacky Davis, David Montgomery e Batt Sobel. Davis ha lavorato anche a giochi come Ex Libris, lo stesso Euforia, ma anche Purlock Holmes dove ci sta il gatto che fa l'investigatore. Mentre Sobel lo conosciamo per Winx Pan e Cascadia. E infatti, diciamo che dal punto di vista visivo, il gioco è molto Bhattel. È una donna, scusate. Sì, scusami, la conosciamo anche per Wingspan e Cascadia. No, hai fatto bene. Che scherzi. In Italia il gioco è distribuito dalla Genos Games. È un gioco che va da uno a sei giocatori può andare dai tre quarti d'ora e i 90 minuti tre quarti d'ora, secondo me, è poco per Viticulture. Ereditiamo una piccola azienda vinicola nella Toscana premoderna e l'obiettivo ovviamente è piantare i vitigni, raccogliere l'uva, produrre il vecchiere il vino, costruire edifici e soddisfare gli ordini dei clienti. La struttura è quella classica del piazzamento lavoratori, ma l'anno è diviso in stagioni: quindi in primavera si sceglie quando svegliarsi, determinando l'ordine di turno, il bonus ricevuto, in estate si pianta e si costruisce, mentre in inverno si vendemia e si produce vino e si completano gli ordini. I lavoratori utilizzati in estate però non saranno disponibili in inverno e ogni anno bisogna quindi decidere in quale momento investire le proprie forze. Il grande lavoratore offre una piccola valvola di sicurezza perché può occupare un'azienda già completa. Quando qualcuno raggiunge almeno 20 punti prestigio, si conclude l'anno e vince chi possiede più punti. Che dire, è un gioco che trasforma un processo produttivo complesso in un flusso chiaro e tematico. Alcune carte possono incidere sicuramente parecchio e paradossalmente non sempre produrre vino. Diciamo, non sempre è la strada migliore dal punto di vista di processo. È accessibile, piacevole da sviluppare, restituisce bene anche la sensazione di vedere crescere la propria cantina. Ci abbiamo già giocato, però ci tenevo un po' a parlarne. Questo per me è stato il mio grande affare. Non so Davide, qual è stato il tuo di grande affare, allora?
SPEAKER_00Il mio è. Stavo un attimo cercando i prezzi, il mio è Federations che è un gioco da tavola molto un gioco da tavolo molto grande, tanti componenti. Fatto anche bene, che ho pagato su everygame you play.it qualche tempo fa al prezzo di 33,20 euro, che per il tipo di gioco e per l'esperienza che offre, secondo me, è veramente un super regalo. Ora, facendo una rapida ricerca oggi su internet, questo gioco qui è venduto su Magic Merchant a 69 e 89, quindi praticamente il doppio. Ha sofferto, secondo me, un po' di una scarsa copertura mediatica, non è molto conosciuto, però, è veramente un gioco interessante. Di fatto, è un gioco fatto di mini giochi. L'idea è che siamo ambasciatori di un del nostro pianeta, ognuno interpreta un proprio pianeta, a questo sei nato, a questa ambasciata di questa federazione galattica, e a ogni turno sono disponibili alcune alcune. È un work explacement di fatto. Alcune azioni che possono essere effettuate. Di fatto devi andare a scegliere quale dei, mi sembra, 4 o 5 minigiochi. Perché poi le azioni sono, diciamo, si orientano sulla raccolta delle risorse e l'avanzamento spendendo risorse in 4 o 5 minigame che hai che hai sul tabellone. E a ogni turno la partita a due giocatori ovviamente non ti permette di avere tutte le azioni disponibili. A ogni turno cambia quelle che sono le azioni da bloccare, per cui introduce anche una buona rigiocabilità. Io l'ho giocato sempre in due giocatori, molto sottostimato. Io vi consiglio di provarlo, se lo trovate a un prezzo come quello a cui ho trovato io, prendetelo sicuramente perché sono soldi ben spesi. Non ti sentiamo?
SPEAKER_04Ottimo, ottimo, si hai ragione. Allora, Sandro, qual è il tutto il grandi affare?
SPEAKER_01Grandi affari, perché ricordiamo a Francesca che ci ascolta, che io compro soltanto giochi in super offerta che non si troveranno mai più a quel prezzo. Quindi, se li vai a cercare in giro e vedi il prezzo a cui stanno, sicuramente non l'ho preso a quel prezzo. Voglio parlare di un gioco che secondo me può essere un affare per tutti. Perché sarebbe quasi da dirti: vorrei parlare di un gioco che tendenzialmente è sempre un buon vantaggio per tutti perché si trova sempre a un buon prezzo, che è Cut Nora la città d'argento del CG portato in Italia da cranio, che tendenzialmente non so perché si trova sempre in offerta ovunque a prezzi molto bassi, anche 20-30 euro quando il prezzo mi pare di partenza dovrebbe essere intorno ai 50. Secondo me un gioco veramente veramente interessante. Molto bello, molto particolare in cui cerchiamo appunto di costruire la città di Gutnaura in Boemia e in cui dobbiamo ogni turno espandere le nostre costruzioni e la miniera d'argento sottostante facendo variazioni dettate dalle carte che abbiamo in mano. È un gioco qualitativamente fatto molto bene, molto interessante, le carte sono molto belle. I materiali sono fatti con re wood sono molto molto belli. Una delle cose più interessanti del gioco, secondo me, è il mercato vivo dei prezzi, perché sostanzialmente come funziona? Se tu hai bisogno di legno o pietra, non prendi legno o pietra, ma paghi l'equivalente del prezzo del legno e della pietra in quel momento sul mercato. Ed è un prezzo che può fluttuare, se non costruiamo edifici che producono legna e aumenta la popolazione o aumenta la richiesta, il prezzo della legna aumenta, e al contrario cala se cominciamo a produrre edifici che producono quella cosa. Siccome ognuno di noi rappresenta casate diverse, che possono costruire edifici che producono tipi di cose specifiche, sta a ognuno di noi manipolare il mercato, perché se io sono l'unico che può costruire la segheria, so che posso far aumentare molto il prezzo della legna se non la costruisco per molto tempo, facendola pagare molto caramente agli avversari. È un gioco estremamente interessante, molto bello da vedere. Non facilissimo, anche se non parliamo di un gioco difficilissimo, non è facilissimo, però è un gioco che vale assolutamente la pena e si trova sempre a un prezzo bassissimo per qualche motivo. Quindi andateci a dare un'occhiata perché vale la pena.
SPEAKER_04Effettivamente, Putin allora ha un peso anche abbastanza accessibile, o meglio, medio 3.33 su 5 per quanto riguarda BGG è una durata importante, però valutazioni veramente ottime: 7.7. Tra l'altro, di questo gioco mi piacerebbe tanto provarne le dinamiche, le meccaniche. Scusate, perché come dicevi anche tu, Sandro, anche la parte un po' della borsa dei materiali può essere un aspetto interessante che non si trova spessissimo. Molto bene, cari compagnosi, prima di chiudere la puntata, ultime riflessioni, Davide sul tema, ma direi che l'abbiamo approfondito e sviscerato ben bene.
SPEAKER_03Quindi, no, nessun'altra considerazione, se tu vuoi aggiungere qualcosa, non comprate su Kickstarter.
SPEAKER_04Allora, io vi ringrazio, ovviamente, come sempre, a tutti i nostri amici ascoltatori e video amatori che ci seguono su YouTube per il tempo che ci hanno dedicato nell'ascolto di questa puntata. Ricordo come sempre a chiunque che potete trovarci sui social sia su Facebook che su Instagram che su TikTok al nome Una Lacina su Meeple è presente, ricordiamo, il nostro sito www.unalacchima su Meeple.it e che tutte le nostre puntate in podcast le potete trovare tanto su Spotify, tanto su Amazon Music, tanto su Apple Podcast e su altri distributori indipendenti. Inoltre vi ricordiamo che abbiamo anche il canale YouTube dove poter ammirare le nostre fascinose bellezze. Iscrivetevi, dateci i vostri follow, valutate il nostro show e vi invitiamo, come sempre, a educatamente a darci i vostri commenti, miglioramenti, correzioni. Se diciamo qualche castroneria, io soprattutto. Per il resto io saluto Sandro. E a tutti voi vi aspetto al prossimo tiro di dado.