Le Scomode Verità
Il digitale è pieno di miti, mezze verità e promesse facili.
In questo podcast noi di Legami Digitali, Valentina e Patrizia, scoperchiamo il vaso di Pandora e vi raccontiamo ciò che gli altri non hanno il coraggio di dirvi.
Ogni puntata smonta i luoghi comuni sul marketing online – dalle pubblicità “quasi gratis” ai siti che “vendono da soli” – per mostrarvi le verità scomode che fanno davvero la differenza nei risultati di un business.
Se siete imprenditori, professionisti o freelance e volete strategie concrete, esempi pratici e numeri reali, questo è il posto giusto: niente fumo, niente frasi fatte. Solo il dietro le quinte del digitale, con consigli utili da mettere in pratica subito.
Le Scomode Verità
L’intelligenza artificiale fa tutto da sola? La verità che nessuno ti dice
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
Negli ultimi mesi si parla ovunque di intelligenza artificiale.
Ma dietro la promessa del “fa tutto da sola” si nasconde una grande illusione.
In questa puntata di Le Scomode Verità, Valentina e Patrizia di Legami Digitali ti svelano perché l’AI non può sostituire la mente umana e come usarla davvero per far crescere il tuo business.
Perché sì, l’intelligenza artificiale può accelerare i risultati… ma solo se sai cosa chiederle e come guidarla.
Scoprirai:
- perché l’AI non è (ancora) il tuo braccio destro strategico,
- cosa succede se la usi senza metodo,
- e come ottenere il massimo da ChatGPT e altri strumenti, senza perdere controllo e identità.
Un episodio che separa la realtà dall’hype e ti aiuta a capire quando l’automazione ti serve… e quando invece ti sabota.
🎧 Ascolta “Le Scomode Verità”, il podcast di Legami Digitali: dove sfatiamo senza riserve le bugie più diffuse del mondo del digitale.
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Con l'intelligenza artificiale il tuo business si gestisce da solo. Questa, signori miei, non è una bugia. È un pericoloso tranello, oltre che la verità più scomoda del momento, visto che bene o male chi più chi meno ci casca brutalmente: ciao, io sono Patrizia e io sono Valentina.
SPEAKER_00E questa è Le scomode verità, il podcast di legami digitali.
SPEAKER_01Pat inizio subito con una frase che mi fa accaponare la pelle. L'ultimo cliente che ho sentito mi ha detto: no, ma non c'è bisogno che lo faccia tu, quello me lo fa chat gpt. E per quello io sto intendendo in questo caso post, email, copy fino ad arrivare anche alla stesura di strategie aziendali. Quindi io, un cliente, e scommetto che tra gli ascoltatori ce ne sono tanti, alzate le mani, delega tutto all'intelligenza artificiale. Tutto. E poi io scommetto, mi chiamerà e mi dirà: non capisco perché, ma non mi arriva nessun cliente.
SPEAKER_00Verissimo, verissimo, Vale. Il primo errore è proprio questo: confondere l'intelligenza artificiale con le automazioni. L'automazione risparmia tempo su cose ripetitive che già sai fare. L'invio di newsletter, la programmazione dei post. Quello sì ti fa risparmiare anche il tempo, ma l'intelligenza artificiale dovrebbe creare dei contenuti nuovi. Il problema è che tantissimi, per non dire quasi tutti, non gli danno indicazioni precise all'intelligenza artificiale, si semplicemente gli danno così delle indicazioni vaghe, superficiali. E quella cosa deve fare? Produce, diciamo, della spazzatura, lo possiamo dire?
SPEAKER_01Eh, sì, diciamo!
SPEAKER_00Mi sembra più o meno professionale, ma sicuramente magari anche più veloce e chi magari ha più difficoltà a creare e a scrivere anche cose che sembrano professionali. Il problema è che rimane vuota, sono d'accordo.
SPEAKER_01Inoltre facciamo anche un punto su questa cosa. Abbiamo innanzitutto menzionato confusione tra automazione e intelligenza artificiale, quindi iniziamo a fare la differenza tra questi due settori. Ma poi, secondo me, c'è anche un altro tranello che è emerso una volta che l'IA è stata lanciata nell'etere, e cioè il fatto che tutti pensano di risolvere tutto con l'IA in 30 secondi se non di meno. Ma facciamo un esempio: quello che intendo per 30 secondi è: io apro chat GPT e gli chiedo: fammi 10 post su Instagram per la mia azienda. Così, un'azienda a caso, non gli ho chiesto nient'altro. Cosa succede secondo te, Patti?
SPEAKER_00Un disastro totale! Sostanzialmente cosa succederà? Se non sa nulla di te, ti sfornerà 10 post che vanno bene per qualsiasi azienda al mondo? Che ne so, scopri i nostri prodotti oppure la qualità che fa la differenza? Tutte frasi fatte, contenuti che vanno bene per qualsiasi azienda, ma non per la tua. La I sa tutto del mondo e questo va bene. Ma se non sa nulla della tua azienda, come potrà mai fare a farti dei contenuti specifici che servono a te, al tuo target di clienti, che parlano dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi? È come se avere un consulente geniale a cui, però, gli dici solo: Fammi una strategia, che cosa fa? Da dove si deve girare per capire cosa deve fare?
SPEAKER_01E certo, oltretutto, quindi, con queste premesse, l'intelligenza artificiale di sicuro non serve a niente. Però, ad esempio, è vero che io la utilizzo, e ti assicuro che trovai molta difficoltà a rifare tutto quello che facevo prima, a manina mia, quello di sicuro. Ma banalmente, in realtà, ho comunque dovuto prima imparare a capire come approcciarmi all'intelligenza artificiale.
SPEAKER_00E immagino che non ci vogliono solo 30 secondi.
SPEAKER_01No, no, direi 30 secondi. No, stiamo parlando di giorni, settimane, per impostare qualcosa che sì, in futuro poi ti farà risparmiare tempo. Ma prima devi impostarlo bene. Nel senso, tu lo sai che io sto lavorando in questo momento ai prompt di legami digitali che verranno presto pubblicati, no? Tu non hai idea, no, anzi, forse ce l'hai, però non hai idea di quante prove io abbia fatto per ogni singolo prompt definitivo. Cioè, io prima di arrivare veramente al prompt che posso reputare definitivo, e anche lì è opinabile perché se arriva qualcuno che tanto tanto ne sa un po' più di me, mi dice: Vale, perché non aggiungi anche questo.
SPEAKER_00Quindi definitivo è un parolone.
SPEAKER_01Definitivo è un parolone, però, diciamo, prompt che posso utilizzare per creare dei contenuti di valore, chiamiamolo così, non ho fatto una prova sola, ma ne ho fatte tantissime. Ma banalmente, perché ogni risposta che l'intelligenza artificiale mi rimandava in base alle mie istruzioni, io mi rendevo conto che quella risposta era incompleta, ma non era incompleta perché li ha avesse sbagliato qualcosa. Era incompleta perché io mi ero dimenticata di dare delle indicazioni. Che poi a posteriori dico: cavolo, ma come ho fatto a dimenticarmela? Quella è un'indicazione indispensabile, senza quella viene fuori un lavoro a metà.
SPEAKER_00Eh sì, questo secondo me è il punto cruciale, no? Di tutto l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Più sei specifico, migliori saranno i risultati. Non bastano 30 secondi per scrivere fammi 10 post su Instagram. Tu devi perderci magari quel minutino in più e comunque ne perdi di meno che metterti via e scriverlo da zero.
SPEAKER_01Assolutamente.
SPEAKER_00Però gli devi scrivere un qualcosa del tipo: Crea i post per la mia azienda di scarpe, di tracking, che ha un target di uomini dei 35 ai 50 anni, con sede in Piemonte. Come obiettivo ho quello di vendere il prodotto direttamente sul mio e-commerce. Voglio un tono esperto, ma che sia anche amichevole verso chi mi ascolta. Ecco, con queste indicazioni allora l'intelligenza artificiale saprà darti un risultato effettivamente diverso dagli altri, qui si crea quella differenza.
SPEAKER_01Sì, anche perché, banalmente, se tu dai delle indicazioni generiche, il risultato di quello che ti propone l'IA è sicuramente una frase che tu da qualche parte avrai già sentito. Però, se osi pubblicarla così com'è, qui non è un rischio, è proprio un danno enorme. Perché se tutti cominciano a usare l'IA in questo modo, quindi indicazioni generiche, contenuti ancora più generici, cosa succede? Che nessuno si distingue più l'uno dall'altro, cioè diventa tutto un piattume di contenuti ed è oltretutto un cane che si morde la coda, perché ogni volta che tu fai una richiesta generica, perché avrai dei contenuti generici. Avrai dei contenuti generici perché non solo li ha fa di testa sua e va magari a prelevare delle cose standard, ma soprattutto perché quello che preleva sono già nell'etere dei contenuti generici prodotti da altre, li ha.
SPEAKER_00Esatto, esatto. Alla fine l'intelligenza artificiale rielabora dati. Tutti i dati esistenti al mondo, ma rielabora dei dati. Se noi gli diamo dei dati specifici nostri, rielaborerà quelli. Quindi, alla fine, se vogliamo andare proprio nello specifico, possiamo dire che l'intelligenza artificiale non è altro che un amplificatore: cioè, se tu hai competenze, ma anche banalmente chi sai, cosa fai, le basi anche un po' del marketing di una struttura aziendale di una brand identity, quello viene amplificato e quindi amplifica competenza. Se invece non sai o non glielo trasmetti, né quello che fai né per chi lo fai, qual è il tuo target, qual è il tuo posizionamento nel mercato, ecco che l'intelligenza artificiale amplificherà la tua incompetenza o quello che non gli hai trasferito. E questo può solo creare danni anche di immagine, ma di tutto in realtà, no? Diciamo che in realtà vince chi usa le hai come strumento strategico non deve diventare il sostituto del tuo cervello.
SPEAKER_01No, assolutamente, diventa il megafono del tuo cervello, che è già un altro utilizzo, possiamo dire. Comunque, per chi ci ascolta e vuole usare bene l'intelligenza artificiale. Diamogli quattro punti che non sono negoziabili. Una sequenza corretta di istruzioni che aiutano i nostri ascoltatori a creare dei contenuti che hanno senso di essere pubblicati, diciamo così.
SPEAKER_00Allora, Vale, direi come primissima cosa, devi definire chi sei, cosa fai, a chi lo vuoi dare come servizio, come prodotto, quindi qual è il tuo target, perché lo fai? Perché quella è la base che ti differenzia da tutti gli altri. Queste domande. Senza questo, l'intelligenza artificiale, ma in realtà anche un marketer, anche un'agenzia, non ti può aiutare. Nessuno ti può aiutare. Ci vuole posizionamento: si, devi sapere e avere chiaro: prima di tutto, in te che direzione ha la tua azienda. Seconda cosa tratta l'intelligenza artificiale come se fosse il tuo nuovo stagista in azienda che non ha nulla di informazioni su di te. Devi dargli tutte le informazioni che gli servono e partire con compiti semplici: cioè non gli possiamo far fare subito la strategia aziendale in 30 secondi senza che sappia nulla di chi siamo e cosa facciamo. Prima deve assorbire e imparare da noi tutto quello che è il nostro know-how. Dopodiché, allora sì, gli possiamo far fare cose più complicate. Il mio consiglio è partiamo dal dargli intanto inpasto dei testi che abbiamo già scritto noi. Che hanno già il nostro tono di voce aziendale, che hanno già il nostro modo di parlare, la nostra personalità. Ecco che l'intelligenza artificiale inizia ad imparare esattamente come l'ossegista.
SPEAKER_01Assolutamente.
SPEAKER_00Terzo punto, terzo, controlla sempre tutto. Allora, come dicevi tu prima, l'intelligenza artificiale può andare a prendere e a pescare dati ovunque. Ha un database quasi infinito. Quindi può anche andarsi a inventare dei dati, delle statistiche, degli indirizzi mail inesistenti, dei siti web inesistenti. Alla fine, se non siamo noi a dargli le informazioni, lui pur di riempirci il testo e farci felici a darci un prodotto, può ficcarci dentro un po' tutto. Quindi, se noi non andiamo a rileggere e a capire bene quello che sta scrivendo, rischiamo magari degli strafalcioni. Seconda cosa ulteriore che ha che devi sempre controllare è che diciamo che l'intelligenza artificiale, soprattutto c'è GPT, perché altri sistemi di testi di generazione testi, magari sono un po' meno così. Ma c'è GPT ha questo bug, chiamiamolo così, un Baco. Tende sempre a darti ragione: sempre si scusa, si inchina.
SPEAKER_01È gentile da morire, ha paura di ferirti. Ha paura di ferirti nell'orgone.
SPEAKER_00E quindi devi essere tu che nelle specifiche che dicevamo prima, devi dirgli anche di essere critico, di dirti la verità, anche se scomoda come stiamo facendo noi. Certo, ultimo e quarto punto: testa i risultati. Il bello del nonline, come abbiamo già detto anche in altre puntate, è che si possono testare i risultati cammin facendo e si può anche modificare strategia, testi, contenuti, qualsiasi cosa la possiamo modificare man mano che andiamo avanti. Quindi, se tu creavi già dei contenuti prima dell'avvento dell'intelligenza artificiale, vai a fare un raffronto tra quelli là e quelli generati con l'intelligenza artificiale. Ti portano più interazioni, ti portano più commenti, rispondono di più alle mail che gli scrivi. Ok, allora stai facendo bene. Se invece è più o meno uguale o anche peggio, allora vuol dire che tu non hai impostato bene questa intelligenza artificiale, cioè, non è quell'aiuto che ti fa fare il gradino avanti.
SPEAKER_01Certo, assolutamente. No, ma poi ricordiamoci che l'IA è lì per aiutarci, assolutamente. Quindi non giochiamoci, usiamola professionalmente perché è l'unico modo di avere poi dei risultati. E ripeto, come dicevi tu prima, tutto è misurabile. Quindi, tu sai praticamente in diretta se stai utilizzando bene o male l'intelligenza artificiale. Quindi quella è una cartina di tornasole imprescindibile. Sulla base di quello, tu devi andare poi a modificare dove si rende indispensabile.
SPEAKER_00Esatto, esatto. Alla fine ribadiamo che non sostituisce la tua competenza e non sostituisce il tuo cervello. E sostanzialmente ha la stessa funzione di una calcolatrice. Visto che tutti dicono: l'intelligenza artificiale porterà via tutti i lavori, spazerà via i lavori, la calcolatrice l'ha fatto? No, magari ne ha spazzati via alcuni, ma ne ha creati altri. La calcolatrice fa i conti, ti fa le somme, le moltipliche e le divisioni. Ma se a monte non c'è un cervello che poi applica quei conti e quelle somme a dei progetti, a delle situazioni non te ne fai nulla. Fai i conti, sì, velocemente, molto più velocemente, magari del nostro cervello nei conti più complicati, ma serve comunque qualcuno che sappia quali sono i conti da fare e perché bisogna farli.
SPEAKER_01Assolutamente.
SPEAKER_00Alla fine l'intelligenza artificiale senza una strategia umana alle spalle, è già un disastro annunciato.
SPEAKER_01Assolutamente. Quindi ricapitoliamo il takeaway pratico per chi ci ascolta. L'intelligenza artificiale è un copilota potentissimo, un copilota, non un pilota automatico. Ha bisogno del tuo cervello per funzionare e dei tuoi controlli per non inventarsi falsità. Anche, ovviamente, per non ripetersi.
SPEAKER_00Esatto, esatto. Però adesso vorrei fare un trailerino sulla prossima puntata. Ce l'hai già pronta? Ce l'ho già pronta, ottimo. Visto che l'abbiamo giusto accennata all'inizio di questa, ma vorrei esploderla un po' di più.
SPEAKER_01Qual è la prossima falsa verità?
SPEAKER_00E l'automazione mi fa risparmiare tempo falso! Super falso! L'automazione non dimezza il tempo, o meglio, vedremo poi come lo farà, ma fa quelle cose che tu ti dimentichi proprio di fare, indovina! Sono proprio quelle che ti fanno perdere i clienti.
SPEAKER_01Grande, grande e scomoda verità! Quindi, grazie Patti per aver fatto questa piccola anticipazione, ma soprattutto grazie a voi, ascoltatori, per averci ascoltato pazientemente. Io sono Valentina e io sono Patrizia. E ci sentiamo nella prossima puntata di Le scomode verità, il podcast di legame digitali, dove continueremo a dirvi quello che gli altri preferiscono non dirvi.
SPEAKER_00A presto,