La finanziarizzazione - Luciano Balbo

Il reddito universale di cittadinanza e la costruzione di una nuova narrazione

Luciano Balbo Episode 16

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Pensieri e riflessioni estratte da un’intervista con l’amico Luca Foresti – 2025

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La finanziarizzazione, cos'è e come sta sconvolgendo il mondo? Non sto pensando tanto in termini di tassazione, perché poi la gente è molto legata al tema tassazioni, che comprensibilmente è un tema che tocca le tasche. Cioè penso che stabilire delle regole non necessariamente tu allontani le persone. Cioè se tu stabilisci che a Milano solo i residenti possono comprare carte, certo, allontani parte del capitale, magari. Però se tu rendi invece un posto attraente per le persone, le persone vengono ugualmente. Quindi non ho una risposta definita, ma c'è questo vincolo e io credo che il mondo occidentale dipende da quello che faranno gli Stati Uniti. Finché c'è questa situazione è molto difficile fare prendere delle regole diverse da quelle che hanno gli Stati Uniti. Tuttavia se si tralascia il tema tassazione, su cui io penso che un paese può stabilire delle regole di vita, per esempio sull'innovazione, sul controllo della crescita del valore delle case, attraendo anche persone. Penso che venendo all'Italia, vado dal macro al micro, quindi però ogni dieci giorni c'è questo pianisteo sul fatto che i giovani italiani lasciano l'Italia e continueranno a lasciarli. Ma perché non facciamo venire indiani, pakistani, che sono, però laureati vengono qua, saranno felici. Perché siccome non possono andare tutti gli Stati Uniti, per giunta l'Italia è un paese che ha un'immagine dal punto di vista della qualità della vita, noi abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno di smettere di piangere, perché tanto gli italiani andranno via, li capisco, se vanno in Germania, prendono il 50% dello stipendio in più, però un laureato pakistano o indiano che viene qui e prende i suoi 1500-2000 euro e fa sviluppatore software e cose, ma lui è felice e noi abbiamo delle persone che possiamo includere. Anche qui dobbiamo anche lavorare in questo senso. In Europa un contingentamento delle università per prendere gli studenti fuori dall'Unione Europea. E tra poco non avremo più studenti, ma facciamo venire questa gente e facciamogli pagare non 28 mila euro, 30.000 euro, 4.000 euro. Credo anche che alcune attività non sia più fattibile farle. Ci sono delle attività, per esempio nel mondo dell'agricoltura, che non si possono più fare. Cioè la raccolta dei pomodori, tra l'altro fatta nell'illegalità, a Foggia non si può più fare in Italia. Uno va nel sud della Turchia, vede tanti, lo fanno loro. E tra l'altro un governo come il governo italiano che ha fatto della lotta all'immigrazione illegale, non vedo perché non chiuda Foggia, cioè Foggia. L'unico interesse sono i proprietari dei terreni. Gli italiani pagheranno la passata di pomodoro il 20% in più e non avranno più un cancro in una provincia italiana. Questo deve finire, certe cose non si possono più fare. Noi paghiamo un po' di più e avremo una società un po' più sana. Gli immigrati vanno integrati, se non riusciamo a integrarli è un casino. C'è però un tema: cioè come, anzi, dico, dal 1860-70 in poi nel mondo è nato il concetto dello sviluppo. La tecnologia ha cambiato, perché prima il mondo era statico. E certamente questo concetto dello sviluppo è stato non solo per i grandi innovatori, è stato un elemento trainante, cioè delle persone, lo sviluppo della società, che poi ha avuto il suo culmine nel secondo dopoguerra, quando questo mix di tecnologie, boom e cose del genere. Quindi togliere questo oggi dal paniere delle idee sarebbe un disastro. In fondo leggevo un articolo di questo blogger cinese, dice che bisogna sempre pensare che si è in sviluppo. Cioè bisogna sempre, per sviluppo non vuol dire avere sempre di più, che ci sia un progetto, che ci sia una motivazione. Io credo che oggi nel mondo occidentale in Europa c'è poca motivazione, non c'è una narrativa. Poi non tutti ce ne gioveremo, però uno deve pensare, beh, magari io mi ci infilo, c'è uno spazio anche per me in quella narrativa. L'unica non sarei però al punto di dire qualsiasi aiuto statale a delle persone in difficoltà, deve essere tolto. Cioè io penso che, perché sappiamo, non lo so, dei motivi, che comunque quello che abbiamo chiamato in IT, questa grande difficoltà di un numero di giovani, un po' in tutta Europa, l'Italia è leader, ma l'Inghilterra ha anche, cosa del genere, a ritrovarsi. Quindi motivazione a studiare bassa, motivazione a lavorare bassa. Cioè prima dobbiamo capire come affrontarlo, perché non è che gli possiamo dirà ti do un salario, e poi c'è certamente l'altra cosa che mi impressiona è il diciamo la cosiddetta crescita delle malattie mentali. Quindi c'è qualcosa. Allora, non so dire se malattie mentali sono perché appunto non ci pensiamo più in sviluppo e tutti vorremmo tutto, cioè siamo in un loop. Quindi io credo che bisogna dare alle persone delle prospettive, ci vuole una narrativa e bisogna nel frattempo curare quelli che sono che non sono disponibili a questa transizione. Cioè c'è in atto una transizione, c'è un pezzo di persone che non è disponibile. È un po' come la transizione, scusate, che c'è stato, lasciamo stare la Russia nell'Est Europa. Una generazione è andata perduta, quelli che avevano 50 anni, che si ubriacano, gli esempi della Germania, sto parlando della Germania dell'Est, quindi non di un paese. Poi, ecco, il punto vero è che se guardiamo la situazione della Germania dell'Est come vota, ci dice quanto è difficile, cioè quanto questo malessere della transizione diventa difficile. Perché tra l'altro i partiti populisti hanno il maggior, come posso dire, adesione dove non c'è immigrazione, perché nessun immigrato va nella Germania dell'Est dove non c'è lavoro, e però dove c'è un'assenza di prospettive. Non dove la gente muore di fame, perché non si muore di fame in Europa e i pochi che muoiono di fame non vanno hanno altro problemi che andare a votare, ma dove non c'è prospettiva, la gente ha bisogno di trovare un nemico, di prendersela con qualche duno, con quelli che c'erano prima. Quindi, secondo me, la prospettiva non può essere solo aria fritta, mi domando sempre perché non succede? Non ho una risposta, ho un dubbio che anche tutte queste persone abbiano un vesting interest per non farlo. Microbico, e non è che però una commessa dal settore pubblico, quell'altra roba, chi me lo fa fare? Cioè, in realtà c'è un'assenza di coraggio quando tra l'altro è un coraggio che costerebbe niente, perché non è che il coraggio si misura in Russia, però c'è assenza di coraggio. E c'è in quello che io chiamo l'elite liberal-democratica, sia di centro, è la crisi che dimostra, che poi si vede nei sistemi elettorali, dove quello che viene chiamato il centro, è il segno che non hanno più niente da dire, non penso che tutti gli elettori siano tutti cretini. Quindi c'è qualcosa che sta mancando nel dibattito, perché prima ancora che trovare l'idea giusta, finale, o comunque l'idea c'è proprio l'assenza delle idee. Cioè è come una situazione in cui c'è una difesa, in questo senso la Francia è il massimo dell'esempio, c'è questa difesa e poi tutti dicono: beh, tanto poi vincerà la rependa,