FAQ Musical
Irriverente, sorprendente, diretto: FAQ musical risponde alle domande che tutti vorrebbero fare sul musical senza filtri e senza maschera . Casciari & Piparo insieme ogni settimana per raccontare e celebrare il mondo del musical italiano e internazionale ma anche per stravolgerlo e sconvolgerlo sfatando miti, leggende e falsi racconti . Un ospite a puntata, aneddoti dal backstage, e la rubrica in cui potete mandare a quel paese quello che non vi torna. Venti minuti, nessun filtro, tante FAQ e… qualche Fuck you!
FAQ Musical
Ma i giovani vanno a vedere i musical? - con Piparo, Casciari e Samuele Carrino | FAQ Musical S1E4
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Il pubblico del musical in Italia ha in media 50-60 anni.
Gli under 35 sono in netta minoranza in platea.
E allora: ma i giovani vanno a vedere i musical?
Casciari e Piparo aprono la puntata parlando dell'Accademia Sistina, dei ragazzi che si formano nelle arti del musical, e di cosa succede quando un sedicenne deve stare due ore senza scrollare il telefono.
Si parla della soglia di attenzione di una generazione abituata a cambiare immagine ogni istante — e di cosa serve per catturarla e tenerla incollata a una poltrona di teatro.
Il confronto tra biglietto da teatro e abbonamento a una piattaforma apre un tema caldo: un piatto stellato costa più di un hamburger, ma quello che c'è dietro — artisti vivi, sudore, emozione irripetibile — non ha equivalenti digitali.
Piparo lancia anche un appello al settore: il teatro italiano non ha un sistema di certificazione dei numeri come Auditel o Audiradio, e troppi sparano cifre gonfiate. "78.840 spettatori" di Moulin Rouge il Musical: un numero reale, preso dai borderò SIAE, non inventato per fare marketing.
Ospite della puntata: Samuele Carrino. Campione italiano di breakdance a 9 anni, a Venezia con "Spaccapietre" a 10 anni, protagonista de "Il ragazzo dai pantaloni rosa" — il film italiano più visto del 2024 — a 14, debutto nel musical al Sistina a 16.
Samuele racconta cosa gli dà il palco che lo schermo non gli dà: l'adrenalina del sipario che si apre, il pubblico vero davanti a te, le lacrime nel backstage alla prima sera.
Si parla del pregiudizio dei giovani verso il musical — "una cosa da femmine", "cringe" — e di come cambia idea chi ci mette piede dentro. Si discute di social, di video che devono funzionare in 15 secondi, e di come il musical riesce a tenere incollati ragazzi abituati a scrollare ogni tre secondi.
Il percorso dal film al palcoscenico funziona: la platea di Pantaloni Rosa al Sistina è all'80% under 18.
Dietro il Sipario: Samuele racconta la coreografia segreta con Sofia Sabatini nel backstage e la volta che è entrato in scena col fiatone perché si stava guardando allo specchio.
Il FAQ YOU è personale e potente:
alla scuola di cinematografia che lo ha bocciato mentre girava il film italiano più visto dell'anno — e la dolce vendetta quando i professori erano tra il pubblico alla premiere.
Chiusura con uno sguardo al futuro: l'intelligenza artificiale spaventa anche un sedicenne, ma il palco resta l'unico posto dove il sudore è vero.
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"Moulin Rouge! Il Musical" - a Milano da novembre
https://teatro.ilsistinachapiteau.18t...
🎭 Nuovo episodio ogni settimana
Sta per dirci fidanzato, ragazzi.
SPEAKER_00Io sono fidanzato con me stesso.
SPEAKER_02Ed eccoci, benvenuti a FAC Musical. Fatti, argomenti, questioni sul mondo del musical. È una vocaccena vedetta a memoria. Sì, stavolta sì, in realtà un occhio lì e un occhio qui. Però di chi è questa voce? È Massimo Romeo Piparo, amici. Benvenuti ben trovati. Ciao, siamo qui. Fai come fossi a casa tua, grazie. Iniziamo con la fac di oggi, di questa puntata, Massimo. Parliamo di musical e giovani. I giovani vanno a vedere i musical in Italia. Bellissima fac! Questa è proprio una. Anche perché loro, molti di loro che ci stanno guardando, sono ragazzi, sono giovani.
SPEAKER_01Noi stiamo qui con il linguaggio loro, stiamo prendendo un podcast. Dalle tavole del palcoscenico che nulla sanno di più. Polveroso, invece, siamo con un mezzo che invece vuole entrare proprio nelle tasche, nella testa di questi ragazzi. Quindi, tu sai che noi qui a Sistina, comunque l'attività per i giovani è molto forte, molto attiva, è una cosa su cui io già da dieci anni e ho scommesso. C'è l'Accademia Sistina che ormai è una realtà consolidata, oltre 100 allievi ogni anno. Che vengono qui in teatro, studiano le arti del musical per diventare PFO per FOMA, imparare appunto alla triplice arte del canto, della danza e della recitazione, e poi fanno un percorso, iniziano dagli 8, 9, 10 anni, li portiamo avanti fino alla maggiore età e quelli più talentuosi cosa fanno? Lavorano accanto a Mauro Casciari.
SPEAKER_02Beh, hanno fatto anche questo, hanno fatto anche questo punto d'arrivo. E quindi comunque dieci anni anche di percorso.
SPEAKER_01Sì, sì, ma ogni anno c'è una produzione grossa di prima linea internazionale con titoli importantissimi che sono rivolti soprattutto a loro. Sono Matilda, i film che loro vedono su Netflix, sulle piattaforme, dai, non solo su Netflix, insomma, su tutte le piattaforme ormai che sono di loro competenza. E quindi siamo in prima linea. Il musical sta cercando, ma anche a livello mondiale internazionale di andare sempre più incontro a queste giovani generazioni. Se no, altrimenti come si dice, il pubblico piano piano muore, finisce e se non c'è il ricambio, addio.
SPEAKER_02Ci si guarda fra di noi sul palco. I nuovani ci dicono Massimo che il pubblico dei musical in media per ora ha 50-60 anni. Gli under 35 sono meno naturalmente in platea, però, però c'è speranza perché i giovani arrivino a guardare uno spettacolo a teatro.
SPEAKER_01Sì, non tanto la speranza, ci deve essere proprio un lavoro. Perché il giovane oggi non lo freghi, non lo attiri solo con le cose che magari 10-15 anni fa potevano essere utili. La pubblicità non è solo quella. Oggi il giovane si documenta da solo, non si doveva cercare. L'unica cosa contro cui lottiamo, che su quella c'è poco da fare è la soglia di attenzione di un giovane. Siamo abituati allo scroll e con lo scroll loro cambiano l'immagine che hanno davanti agli occhi quando vogliono. Chiaramente a teatro questo non riesce a farlo, no? Quindi, cosa succede? Che bisogna creare dei prodotti che catturino la loro attenzione, la mantengano, non la deludano, e alla fine li sorprenda, perché io dico sempre una cosa: si, tutte cose elettroniche, elettronici, finti. Ma se metti in mano un ragazzino, a un bambino, il pinocchietto di legno che con gli elastici si stende o si rilassi, il bambino rimane, affascinato. Questa è una mia teoria, una mia speranza, però credo provata nei fatti.
SPEAKER_02Allora, ci sono due domande: innanzitutto, mi piace che il Sistina abbia fatto un questionario su 9.000 persone, quindi, c'ha il quadro che dicevo prima della platea di come formata. Adesso io due domande. La prima è il giovane oggi, chiunque, ma in particolare, i ragazzi, hanno uno spettro di offerte di intrattenimento pazzesco. Le piattaforme, eccetera, che costano 7 euro 20 euro al mese, eccetera.
SPEAKER_01Il biglietto del teatro, naturalmente per tutto quello che c'è dietro a una produzione teatrale, costa più di un mese di abbonamento alla piattaforma, sì, ma lì ti potrei dire facendo un parallelo con l'arte culinaria, il piatto stellato e l'hamburger e plastica. No, ma anche di carne, però, insomma, quell'hamburger lì senza fare nomi, ma insomma, delle grandi catene di fast food. È ovvio che è mangiare entrambe le cose, ma dietro un piatto gourmet, dietro un piatto stellato, c'è tutta un'arte, uno studio, una ricerca, una grande dare un grande valore ai singoli ingredienti nell'hamburger con la maionese, tra tra tra fumete. Quindi potrei dire la stessa cosa. È vero che anche sulle piattaforme ci sono prodotti ormai di grandissima arte e qualità, però diciamo che è un po' più facile. E poi c'è un dettaglio non da poco. L'essere vivo: avere sul palco persone, maestranze, artisti che vanno pagati, che vanno riconosciuti, che danno tutta la loro fatica, il loro sudore, la loro emozione, questa cosa è irripetibile. Deve avere per forza un costo maggiore che una semplice riproduzione digitale di un prodotto.
SPEAKER_02A proposito di numeri Massimo, io vengo dalla radio. La radio ha Audi Radio che è un sistema condiviso fra i pubblicitari, le radio, gli editori. Tutto quanto per gestire gli ascolti. In TV c'è Auditel, c'è Audi Press per la stampa. C'è in teatro come si fa? Cinitel per il cinema per il cinema e il teatro, come si gesta, come si gestira?
SPEAKER_01Per il certifica, non ha certificazioni di numeri, non ha nessun tipo di borsino di rilevazione dati e questa cosa ovviamente penalizza tantissimo il settore. Perché ci rende poco credibili all'esterno. Se io sono uno sponsor, un'azienda che volesse investire su questo, quello, quell'altro teatro spettacolo, la prima cosa che chiederei: quanti siete? Quanta gente ora? Non so se ultimamente noi abbiamo dato, come ci piace sempre fare, il grazie, una volta chiusa l'ultimo Sipario su Monaro in Musical, l'abbiamo dato questo grazie 78.840 volte. Che possiamo sembrare praticamente dei pazzi, a mettere un numero così articolato, ma vuole essere invece un segnale. Cioè, quello è un numero reale preso dai Borderos SIAE quindi dai documenti fiscali degli ingressi dei biglietti proprio staccati. I biglietti staccati, quindi la SIAE che è un organo ufficiale di biglietteria e di vendite, quello che certifica e autorizza le vendite dei biglietti, da quel numero noi non ci siamo staccati. Potevamo dire 90.000, 100.000, 50, 200, lo spettatore avrebbe creduto a qualsiasi cosa noi avessimo scritto: 78.000, che è la popolazione di Foligno per farvi un'idea: tutta Foligno è venuta a vedere Muna Roci da zero a cent'anni: tutti, compreso il sindaco, i neonati. Però, al di là di questo, questa cosa invece nel nostro settore è qui: insomma, fac musical è proprio il posto giusto, perché noi qui vogliamo sfatare miti e mandare a fac e mandare a fac delle cose che non funzionano e che invece dobbiamo assolutamente sistemare e correggere. Come per esempio, questo. Cioè, dire: per esempio, ci sono stati dei casi. Ora farei proprio il fac chiu a quel caso, ma in cui uno spettacolo ha dato un numero finale che era 100.000 presenze no, 80.000 presenze, che facendo il conto delle serate e del numero di posti, avrebbe dato che ogni sera entrando in quel teatro, vedevi tutto pieno. Io ci sono andato una sera ed eravamo, credo, sette file, non di più, quindi già quella sera abbasserebbe la media. Allora, la domanda è come hai fatto a fare quel numero se già quella sera che c'ero io non corrispondeva alla media statistica. Ecco, questa cosa succede regolarmente. Andiamo in televisione. Grande successo! Tutto esaurito, sold out, record, ogni cosa viene venduta così è giusto. Viviamo nell'era del marketing, viviamo nell'era della pubblicità, del convincimento e dei numeri, e quindi spariamo numeri in libertà. L'appello a colleghi operatori, la nostra fac, cominciamo a creare. Io ti dico che non riesco a sapere come va uno spettacolo di un collega, di un operatore a me analogo quando chiediamo come sta andando, cioè se tu ora mi chiedi quanti spettatori ha fatto Pantaloni Rosa fino alle repliche che sono in corso, siamo a 6.200 qualcosa, ora non ho il dato esatto, ma te lo dico, non è che ti dico 100.000, 70.000, 90.000 esatto, poi ci vuole l'arpa. Questa cosa non funziona perché può aiutare tutti a sapere, perché, per esempio, ci sono spettacoli come Monaro il Musical che hanno un obiettivo e delle ambizioni e ci si aspetta quel numero. Ci sono dei progetti più sperimentali, più coraggiosi, più lenti a decollare, che hanno bisogno di tempo e ovviamente sono tarati su ben altri numeri. Questa cosa aiuterebbe tutti a farsi un po' un'idea più precisa del mercato, di quello che il pubblico chiede, di dove stiamo andando, incontro a quale direzione. Purtroppo è ovvio che il teatro, quello che non si prefigge numeri di spettatori perché comunque sovvenzionato da denaro pubblico non ha questa esigenza, va avanti dicendo noi facciamo cultura, i numeri non contano. E invece, proprio per tornare all'inizio della domanda, i numeri sono fondamentali.
SPEAKER_02Tu prima parlavi dei ragazzi, anche dei bambini che ormai sono avvezzi a cambiare ogni pochi secondi adesso quello che hanno davanti, no? Tu che comunque hai visto platei di ragazzi, perché noi oggi qui avremo un ospite. Lui è uno di quelli che porta i suoi coetanei a vedere musico da teatro. Tu hai visto se tra i ragazzi che vengono a vederlo c'è pazienza oppure insofferenza per dover stare due ore senza telefonino in mano e senza poter scrollare o mettere in pausa quello che hanno davanti?
SPEAKER_01Guarda, dipende da cosa hanno davanti. Io ovviamente orgogliosamente dico che sì, il nostro ospite di oggi, che è protagonista di un musical in questo momento operativo e in cartellone in Italia, è forse la chiave di attrazione, ma poi dentro trovano un prodotto che li conquista, li emoziona, li cattura e gli fa dimenticare di avere un telefonino in mano. Quindi è tutto lì, è sempre questione di alternativa. Se tu non dai l'alternativa ai ragazzi, è ovvio che lì dentro troveranno un mondo che li soddisfi e che è veloce, lo gestiscono, sono padroni, questa è la cosa che li gratifica. Che sono loro a decidere cosa guardare, dove guardare, quanto guardare. A teatro sono un po' intimiditi e costretti, ma se tu li costringi a vedere una cosa bella, quella costrizione si trasforma in convinzione.
SPEAKER_02Loro si convincono a venire a teatro da soli, si convincono perché ce li porta a per dire la scuola che può essere di qualunque grado, o perché vedono sui social, su TikTok, sui di Instagram e in giro vedono pezzi di spettacolo, pezzettini di flash.
SPEAKER_01Ma guarda, allora le scuole che portano gli allievi a teatro, purtroppo non escono ancora da quelli cioè lo fanno, ma per tanti ragazzi delle scuole è che bello! Domani c'è teatro, non si va a scuola. Quindi il teatro diventa quasi l'escamotage per non fare un giorno di scuola, di lezioni tradizionali. Dipende dalle scuole dove portano i propri allievi. Perché se li portano a vedere cose belle, cose che gratificano, cose tecnologiche moderne che parlano un po' il loro linguaggio, questo si trasforma in una bella esperienza. Altrimenti rimarrà nella loro testa solo un giorno perso a scuola. Quindi oggi non mi interrogano, andiamo a teatro. Questa è una cosa che insomma noi facciamo di tutto per evitare. Infatti, quello che offriamo alle scuole noi la mattina è sempre un prodotto di prima linea, cioè quello che noi facciamo la sera. Ovviamente parlo delle produzioni direttamente gestite dal Sistina, e sono le produzioni che il pubblico vede pagando un biglietto di media 40-50 euro, le scuole lo vedono con 15, che è già una bella differenza, soprattutto perché sono poi: però, gli dai lo stesso prodotto, non confezione un prodotto tarato sui 15 euro che pagano.
SPEAKER_02Certo, certo, e questo è un favore tra virgolette, che si fa alla scuola pubblica, quindi è una bella cosa. Parlando di il ragazzo dai Pantaloni Rosa, che è il musical di cui oggi avremo il protagonista, fra poco qui in studio. Questo musical ha seguito un percorso. Credo che prima ci fosse il libro.
SPEAKER_01Innanzitutto, diciamo, nasce da un episodio realmente. A parte la storia reale, Teresa Manes, che non finiremo mai di ringraziare per la forza che ha avuto. Ha trasformato in un libro. Ha voluto trasmettere attraverso un libro tutto il suo dolore con grandissima lucidità e con una grandissima voglia di essere utile a questi ragazzi, perché poi è questo l'argomento. Il musical avvicina, porta dentro dei ragazzi a vedere di cosa parla e trasmette loro un messaggio importante come nel caso del ragazzo dei pantaloni rosa, è un messaggio di inclusione, di rispetto, di voglia di essere tutti sullo stesso piano, ecco.
SPEAKER_02Prova a fare questo percorso. Ok è diventato un musical. Questo musical è un musical originale italiano.
SPEAKER_01Assolutamente tutto originale, perché si è dal soggetto da cui è tratto, alla sceneggiatura, all'adattamento teatrale a musical che ho fatto, alle canzoni inserite. Tutto materiale originale italiano. Le canzoni sono italiane. Sono italiane, sono grandi successi del pop rock italiano. La maggior parte sono canzoni della loro generazione di questi tempi. Quindi, abbiamo fatto un grande lavoro di acquisizione delle licenze, dei permessi da parte delle case discografiche degli editori e degli autori, e quindi siamo felicemente pronti a presentare questa playlist che li fa cantare per tutto il tempo. Cantando cantando, si ripana una storia che originariamente era drammatica, era pesante, era una storia ovviamente emozionante. In questo spettacolo vince l'emozione. Vince l'emozione quella positiva, quella leggera, quella che ti fa ancora un po' sperare. Nel nostro spettacolo Andrea, il ragazzo che purtroppo protagonista della storia, vive ancora. Quindi vive, parla ai ragazzi e racconta la sua esperienza. Sperando che possa essere anche d'aiuto affinché questo non si ripeta.
SPEAKER_02Arrivare ai ragazzi è investire sul futuro. Quindi, un conto è far capire alcuni concetti a un genitore o un nonno che hanno la testa, magari già più indirizzata verso una direzione. Un conto è arrivare a chi ancora deve formare, sta formando la sua personalità.
SPEAKER_01E quindi soprattutto sono questi gli anni in cui si forma la loro testa, la loro anima, dobbiamo intervenire adesso, sì, sì.
SPEAKER_02E poi è sempre più raro che appunto che un ragazzo vada a teatro, se ci va, è bello che non ci vada a vedere una cosa che probabilmente è bello andare a vedere mamma mia perché ti diverti e balli, eccetera, i canti, eccetera. Tuttavia, quando tu esci con un insegnamento di vita, sei andata a teatro una volta, ma ti sei portato fuori un bel bagaglio, no?
SPEAKER_01Applauso al cascello!
SPEAKER_02Quindi, bravi ragazzi, adesso. Poi il merito va anche all'ospite che abbiamo adesso, certo. Che, oltre a essere un bravissimo attore giovane, cavoli, ha già fatto il film, ha fatto tante cose, tanti altri film.
SPEAKER_01Parliamo di Samuele Carrino, Samuele Samuele Carrino, giovanissimo attore, pieno di talento, ma ne parleremo con lui tra poco. Insomma, grazie a lui, alla sua forza e a quanto nel loro mondo di adolescenti Samuele sia penetrato nei device di questi suoi coetanei. Abbiamo delle platee meravigliose che ribaltano le medie di cui parlavamo prima e da cui è partito tutto questo. Che il Sistina ha una media di spettato di Sistina come i grandi teatri, ovviamente italiani. Ha una media di età che va dai 50 ai 60 anni, ma in prodotti come questo stiamo assistendo a un ribaltamento radicale: l'80% sono under 18, qui ci voleva molto maggiore, ci voleva, ci voleva.
SPEAKER_02Ok, allora ufficialmente lo facciamo entrare. Vi dico solo che siamo nel 2026, a 16 anni, ok? A 9 anni era già campione di Break Dance, da 10 già aveva fatto il film a Venezia, a 14, è stato protagonista di Pantaloni Rosa. Il ragazzo dei pantaloni rosa, film più visto del 2024. E a 16 anni ha debuttato nel musical al sistina. Sta girando un film su Carla Cutis. Io che sono umbro, so benissimo insomma quanto ci sia dietro la figura di questo santo nuovo. E allora, amici, è con noi Samuele Carlino, benvenuto benvenuto Samuele Fac Musical.
SPEAKER_01Sei dentro il mondo del musical e a tutti gli effetti, hai a pieno diritto conquistato questo ruolo di interprete protagonista dei grandi musical italiani.
SPEAKER_00Wow, mamma mia, che emozione, che adrenalina! Ha 16 anni, capito?
SPEAKER_0116 anni, ma è già bello sgamato. No, ci credo padrone del mestiere.
SPEAKER_02Allora, Samuele, tu innanzitutto, tu c'hai 16 anni e noi in questo momento siamo siamo su YouTube, siamo su Amazon Music, su Spotify, su Apple Music, siamo ovunque. Che è anche quello il tuo mondo da quando sei nato, praticamente, sì.
SPEAKER_00Anche se non ho un grandissimo rapporto con i social. Tutto, sì, sì, li capisco. Il tuo linguaggio. Sì, alla fine vanno capiti i social, sono delle armi che possono essere usate in vari modi, si può fare tanto. Si può fare del bene, come hai detto tu, con Carla Cutis. Lui faceva del bene tramite i social, ma si possono usare anche come in questo caso con Andrea spezzacadena per far tanto male, quindi bisogna saperli usare e capirli.
SPEAKER_01Bello però che era una carriera così breve, perché sei giovane, tu abbia interpretato personaggi così diversi da loro. Questo sai che viene così, pensiero, vuol dire che sei proprio un grande attore, perché di solito il cinema italiano fa fare sempre le stesse cose. Sai piangere, fai sempre quello che piange, sai ridere, fai sempre quello che. Tu invece già tre grandi cose negli ultimi anni, tre cose completamente diverse da loro.
SPEAKER_00Eh sì, questa è la cosa bella comunque di questo lavoro: riuscire a fare sempre cose diverse tra loro, vai a interpretare personaggi completamente opposti rispetto a te. Tipo fatto sia Andrea Spezzacadena che è un ragazzo che in realtà accomuna tantissime tantissimi di noi adolescenti, perché è un ragazzo semplice e colore. Le sue fragilità, perché tutti abbiamo delle fragilità. Poi mi sono ritrovato ad interpretare in Rivali la serie TV di Netflix. L'opposto l'opposto, Claudio. Che era, non mi sento di definirlo brullo. però uno sicuramente pensava a se stessi. Sì, che però anche lui, anche lui alle sue fragilità, infatti, sbaglia tanto, perché comunque fa delle cose che non sono proprio giuste, anche il fatto di attaccare delle persone. Però poi inizia la serie in un modo e la finisce in un altro. Alla fine diventa la persona che fa gruppo, tende a includere tutti.
SPEAKER_01Perché voi, ragazzi, siete così. Bisogna un po' tirarvi dentro un po' l'orecchietta da stiracchiare e farvi capire che c'è del buono in ciascuno di voi. Certo.
SPEAKER_02Tu sei passato da Netflix praticamente anche al palcoscenico con in mezzo al cinema e tutto. Che cosa ti dà il teatro? Adesso lo puoi dire, che lo schermo non ti dà.
SPEAKER_00L'impatto immediato col pubblico, quell'adrenalina quando si apre il sipario, tu entri in scena e c'è il pubblico. Non è che dici è uno schermo. Invece, lavi subito quel rapporto pubblico, cioè spettatore con attore di teatro, capito? Io, infatti, Massimo era presente alla prima, stavo dietro le quinte a piangere, perché avevo tanta tanta ansia, però, è quell'ansia bella che ti dà carica, che si trasforma in tanta forza.
SPEAKER_02Poi la gioia di un applauso quando hai fatto una cosa bene al cinema, purtroppo non lo senti, non ce l'hai, e i tuoi amici, quelli che non fanno il tuo mestiere, perché immagino che insomma c'hai amici che fanno normale esatto, che cosa pensano del musical? Cioè che cosa ne pensavano prima, e che ne pensano adesso che tu ci sei dentro?
SPEAKER_00Allora, purtroppo è sempre stato un mondo visto un po'. Non lo so, anche i miei amici, magari, hanno sempre un po' di un po' una cosa strana, capito? Un musical. Io adesso invece sono venuti anche a vedermi a teatro.
SPEAKER_01Guarda, Samone, dici veramente tutto, non ti preoccupare, si chiama Fark Musical. Il nostro popolo ma è proprio perché vogliamo sfatare tanti minimi. I giovani, e io lo so perché insomma ci lavoro. Se non sono appassionati di musical, ci vedono come? Come una roba che quasi.
SPEAKER_00Sì, ma oltre quello, anche personalmente. Magari dicono: è un po' una cosa da femmine. Da ragazze, c'è un ragazzo che balla, che canta. Ancora c'è questa cosa, ancora c'è questa cosa, sì. Io sono ce la vediamo, ce la pariamo. Io sono il primo che gli ho detto che sta sbagliando a dire questa roba. Dovete venire a teatro e dovete vederlo con i vostri occhi, che non è così. Infatti, poi hanno detto: è figo, fighissimo.
SPEAKER_01Ma può essere che la colpa sia dei genitori che non li hanno mai trasmesso.
SPEAKER_00Sicuramente, ma perché alla fine non solo, anche appunto come dicevo prima, da sti cavoli di social, purtroppo vengono trasmesse tante cose bellissime, ma tante cose che ti danno un'idea, una concezione di quello che abbiamo attorno sbagliato.
SPEAKER_01Guarda, prima parlavamo con Casciari del fatto della soglia di attenzione dei tuoi coetanei. Può essere questo uno dei motivi che insomma, sul telefono scrolli ogni 13 secondi, c'è una storia nuova, una cosa nuova, vedi cosa? Che invece pensi che a teatro tutto sia noioso e ripetitivo?
SPEAKER_00Sì, sicuramente perché poi alla fine tu sul telefono ti guardi un video di 15 secondi e già quello ti sembra troppo. E vedi che 15 secondi troppo. 15 secondi, se un video non è fatto, montato, fatto bene, pieno di suoni, di robe, di musica, floppa il video. Nel senso, non va.
SPEAKER_01Ho detto una cosa che mi interessa. Ti faccio questa domanda. Può essere che non è un problema di durata, ma di bene o male, cioè fatta una cosa bene, il problema non è più la durata, ma se è fatta male, pure i 15 secondi, come dici tu, floppa.
SPEAKER_00Sì, in realtà è questa, forse la cosa principale. Che se una persona ci si mette di impegno e crea un contenuto, una qualsiosa che funzioni, quella cosa va avanti. Tu poi io faccio video che durano più di 15 secondi, tipo quelli lì che ho pubblicato. Tuttavia comunque la gente giusta che sa come si fa, come si monta un video per non perdere mai quella cosa: tipo dell'attenzione. L'ultimo video che ho pubblicato, durava due minuti e qualcosa: però, nonostante tutto il video è andato bene, perché ormai mi dispiace anche dirlo, ma i ragazzi sono un po' studiati. Perché tanti tante persone che creano contenuti vanno in base alle statistiche di questi ragazzi. Quindi, come se ne fanno una magtica, un algoritmo.
SPEAKER_01Ma può in questo invece il musical, il teatro, scardinare questa roba e fare un po' capire cosa sia la creatività anche a questi ragazzi.
SPEAKER_00Certo, anche perché lì non è che tu vai e stai vedendo una cosa che lì è un contatto vero. E lì secondo me tutti i ragazzi che vengono a vedere il musical ne rimangono perché ci rimangono perché wow, cioè tu lì hai sempre quella tensione che c'è un momento un po' più alto, dopo un momento più basso che comunque ti tiene su quella cosa tipo inizia il musical, c'hai una scena dove ti colpisce, e tu vuoi vedere come va a finire. Invece sul telefono c'hai parte 1, parte 2, parte 3.
SPEAKER_01Anche perché, però diciamo pure che il meccanismo delle serie sulle piattaforme è quello di tenerti incollato il più possibile. Ci sono delle serie che io vedo e sto seguendo da operatore a detta lavori. Tuttavo che 5 stagioni da 10 episodi, ciascuno si capisce che è stato proprio allungato il brodo. Si poteva arrivare un po' più, quindi invece, lì succede proprio l'opposto: tenere incollati a una serie i giovani che dura il più possibile, poi il musical fare questo, sì, certo che può fare questo e lo fa anche il nostro musical, ragazzi.
SPEAKER_00Lo fa benissimo, anche perché tutte le persone che sono venute a vedere questo musical, alla fine mi hanno detto le due ore che dura dello spettacolo, volano, passano proprio, inizia e passano subito. Filano.
SPEAKER_01Questa è la prova che non è un problema di durata, ma è un problema di come fa, sì, sì, sì.
SPEAKER_02Allora ricordiamo per chi si fosse messo alla visione che è possibile, perché se siete arrivati qua.
SPEAKER_01Allora, io e Casciari parliamo in linguaggio della TV da vecchio.
SPEAKER_02No, perché il musical è il ragazzo dai pantaloni rosa. Io ho qui una lista di fac che sono arrivate. Ce n'è una lista infinita. Ne abbiamo scelto.
SPEAKER_01Ribadiamolo. Noi viviamo sulle vostre domande. Siamo qui per accontentare i vostri dubbi, le vostre necessità, e anche il vostro risentimento. Diteci tutto quello che non vi torna e noi siamo qui pronti a rispondere.
SPEAKER_02Quindi commentate, scrivete, bla bla bla bla bla bla. Le notifiche, tutto quanto. Ovunque voi siate, commentate, perché leggiamo tutto. Loro che non vedete leggono tutto.
SPEAKER_01Se vi firmate e sappiamo che c'è un'identità dietro, siamo felici. Se non volete far sapere chi siete, noi comunque vi risponderete. Tanto in un modo o nell'altro vi troviamo lo stesso.
SPEAKER_02Ecco, vi squizzaliamo Samuele Carrino: che vi trova. Non mi ricordo dove c'è il box anonimo. Comunque, se trovate il box anonimo nelle storie, potete scrivere il box anonimo. Poi non lo so dove l'avete sbattuto. Sto box anonimo che è un po' spaventoso. Nelle storie in evidenza, probabilmente, ragazzi. Vedi che linguaggio, Casciari: in evidenza, ma è giusto, giusto. Allora, vabbè, la domanda che avranno fatta: la prima domanda è: tanto questa è un grande classico.
SPEAKER_03Sei fidanzato, indovina, indovina se non te lo scrivono, ti martelleranno.
SPEAKER_01Amici e amiche, io te la devo fare, questo carino sta per dirci se è fidanzato, ragazzi.
SPEAKER_00Io sono fidanzato con me stesso, Bravo, Bravo, ecco. Io. È la risposta che do Kiazzi: devo essere onesto, è un periodo pieno d'amore. Questo pieno d'amore, di qualsiasi forma, ho tutti i tipi di amore presenti in questo periodo, fortunatamente.
SPEAKER_02Sei un ragazzo fortunato, ma sono signata, questa è una domanda che hanno fatto in diversi perché è un classico. Porterete il ragazzo dai pantaloni rosa il musical in altre città.
SPEAKER_00Lo diciamo, certo, lo diciamo, certo. Certo che no, certo che sì!
SPEAKER_01Ma guarda, prima che arrivasse Samuele, proprio avevo detto che la grande soddisfazione di questa operazione è che si sono accorti i teatri italiani. Che questa operazione rende nobile qualsiasi stagione, perché è un prodotto che va visto più possibile.
SPEAKER_00No, ma certo, ma poi ci sono tantissime persone che sono venute qualsiasi che venivano da. C'è gente davvero che veniva dal Venezuela, dal Napoli, da qualsiasi parte del mondo del mondo diciamo d'Italia solo perché tutto in italiano.
SPEAKER_02Ha premesso che è un messaggio universale, non è che è italiano sarebbe un musical che si potrebbe esportare in ogni film. Sta per avere un remake americano.
SPEAKER_00Fantastico è meno male, perché.
SPEAKER_01Ma noi non prenderemo il protagonista di quel film. Noi vorremmo sempre Samuele Carrino anche in English. Samuele Carrino sarà on stage.
SPEAKER_00No, ma la cosa, la cosa figa, sai qual è? Che è il primo film, cioè, io non sarà il primo film, però la cosa bella è che finalmente dall'America si prende spunto dall'Italia, e non è il contrario, perché di solito è sempre i film italiani che prendono spunto da quelli americani.
SPEAKER_02Anche nel musical, purtroppo, succede così anche il musical. Ricordiamo: il ragazzo dai pantaloni rosa, è un original italiano. Adesso se lo vogliono rifare, devono chiedere a noi. Questo è bello per una volta, ragazzi: West End Broadway, detta così è brutto.
SPEAKER_01No, no, no, Piparo, sempre Piparo, che comanda qui, intanto fa più, perché aborigine hanno preso da noi il melodramma, l'operetta, l'opera, e poi ne hanno fatto musical. Quindi, insomma, è sempre roba nostra.
SPEAKER_02Allora, secondo te il musical è cringe e esiste un musical che non sia cringe.
SPEAKER_00No, il musical non è cringe. Il musical. Anzi, personalmente è una cosa che mi sta formando tantissimo. E poi anche a guardarlo. Io quando sono venuto a vedere West Hy Story, mulin rouge. La prima cosa che ho pensato è che sei stupendo, ma penso anche a quanto lavoro c'è dietro. Non potrei mai pensare, ok, no, è cringe, sarebbe troppo riduttivo. Vogliamo spiegare per quelli come me cosa vuol dire cringe o sono cringe nel dire questa cosa: cringe significa tipo una cosa, tipo, non so, vedi che ne so, uno che è vestito che dice una cosa che non ci stava da dire. Quella cosa è cringe: significa tipo imbarazzante, capito? Hai detto una cosa un po' imbarazzante, ok.
SPEAKER_01Beh, diciamo che il musical è sempre stato un genere all'avanguardia, sempre stato moderno, è sempre stato un linguaggio innovativo oggi forse vive un momento di stasi in generale nel mondo come genere, però diciamo pure che il musical ha la capacità di rinnovarsi e adeguarsi ai tempi, non sarà mai cringe, tra l'altro, tanto massimo riporterà il livello del musical altissimo.
SPEAKER_00Che sicuro, e qua ci sta questo. Grande.
SPEAKER_02Senti, parlando, io credo del musical, ma poi puoi scegliere tu. Ti chiediamo un aperte virgolette, dietro il sipario, cioè, di raccontarci un qualcosa che nessuno ha visto, perché erano dietro le quinte, un qualcosa dietro il sipario, che nessuno che nessuno ha visto, perché non poteva vederlo, che nessuno sa. Un momento, una stranezza, una cosa che ti ricordi.
SPEAKER_00Allora ve ne racconto due. Il primo è che io, insieme a un'altra ragazza che fa il musical, si chiama Sofia Sabatini, abbiamo una nostra tradizione: quando parte, esce Cristian Roberto dalla sala che canta Volevo essere un duro. Noi facciamo la coreografia fatta nostra di quella cosa dietro. Ci mettiamo dietro e facciamo: Volevo essere un duro? Che non importa del futuro. Un robot, un lottatore di sumo.
SPEAKER_02È uno spreco farlo dietro le quinte. però subito, però visto così è fighissimo. Le interpretiamo proprio col bacio. Quindi hanno energie in più oltre a quelle del palco. Che rida Sagiochi.
SPEAKER_00Poi la scorsa volta dovevo entrare in scena, al primo atto, proprio la prima volta che entro in scena. Mi guardo a guardare allo specchio per sistemarmi i capelli perché non mi piacevano come stavano messi. Faccio così, non c'è con gli occhiali addosso. Gli occhiali, che diciamo, è un elemento proprio: è un movimento fondamentale, impazzisco, impazzisco per poi ricordarmi che ce l'aveva Cristian all'inizio. E quindi sono arrivato e me li passa all'in scena. Io sono arrivato in scena col fiatone. Anche se Cristian non aveva fatto niente, me lo sono guardato malissimo. Non c'entrava niente. Allora lo sono guardato proprio male così a caso. Vabbè, questi sono i miei momenti di pazzia.
SPEAKER_02Allora, qui siamo a Fac Musical che sta per fatti argomenti. Questioni, ma è anche un po' fac. Perché se dobbiamo mandare a fac io qualcuno, ce lo mandiamo. Un grande privilegio.
SPEAKER_01Uno disse: ti levi quel sassolino.
SPEAKER_00Io mi è venuto in mente una adesso. Bellissimo. Tra l'altro me lo sono già tolto questo sassolino, ma me lo sono tolto proprio in un modo bellissimo. Io sono una persona un po' vendicativa.
SPEAKER_01Quindi fa chiuso e proprio per te.
SPEAKER_00Io prima facevo una scuola di cinematografica al liceo. E proprio una scuola dove tu fai le materie normali. C'hai poi delle ore dove c'hai. Appunto, magari studi le inquadrature, la storia del cinema. E io nel frattempo stavo girando il ragazzo dai pantaloni rosa. Quindi, cavolo, è una cosa bella per la scuola, una scuola di cinema che c'ha un allievo che sta facendo davvero quello che sta studiando. Protagonista di un film. E allora a fine anno arrivo, mi avevano dato tre materie da recuperare alla fine, perché, comunque avevo fatto un'assenza, però io me l'ho preparato, sapevo tutto benissimo, avevo studiato un sacco. Arrivo là, faccio questi e tre esami. Avevo preso 6, 5, 5 che sono due materie che comunque il cinque non è un'insufficienza grave. Ah, no, avevo preso 6, 6, 5. Per quel 5 che non era un'insufficienza grave, mi volevano bocciare. Mi hanno bocciato, mi hanno bocciato. Mi hanno bocciato, ma la cosa più bella è stata che io poi ho fatto la scuola privata, mi sono recuperato tutti gli anni. Le cose. La cosa più bella è stata che quando abbiamo presentato il film Ragazzi dei Pantaloni Rosa, loro erano tra il pubblico.
SPEAKER_02La mia classe con i professori che mi hanno bocciato, e ricordiamo che è stato il film più visto italiano nel 2024.
SPEAKER_00Loro erano tra il pubblico. Io sono passato là. Mi sono andato a salutare i miei amici, loro non li ho nemmeno guardati in faccia. E poi, poi, l'altro la scorsa settimana sono passato davanti. Io ce l'ho proprio, ce l'ho proprio a morte. Mi hanno fatto vivere un periodo bruttissimo della mia vita. E quindi adesso. E qui adesso fu, e l'altro giorno sono passato davanti alla scuola in moto, per salutare i miei ex compagni, che dovevo dirgli una roba. Sono passato, e tutti i ragazzi, i primi, della scuola mi sta a chiedere le foto. Io ho visto il professore che più mi rompeva, è proprio quello, sono proprio guardato così, professore, capisco tutto.
SPEAKER_01Ora siamo qui. Ma se Samuele stava facendo esattamente quello per cui voleva studiare in quella scuola e lo stava facendo così bene.
SPEAKER_02Ma possibile che non è, certo, non è che uno può sapere che poi il film diventa il film più visto nel 2024.
SPEAKER_01Non è che andava a giocare a Carling a golf.
SPEAKER_00No, stava facendo il film. E se studia al liceo, sicuramente sarebbero state più agevolazioni: col carling. No, ma per gli sport in generale, invece, perché, comunque tu fai il tuo torneo, la tua roba, poi torni a scuola, le assenze di un film. Ok, ho capito che sono molte di più. E tra l'altro credo che pure vai. Tra l'altro, io avevo chiesto: ma perché scusami, stare vedendo questa decisione di bocciarmi? Perché mi hanno detto: tu, alternanza a scuola-lavoro, la puoi fare dai 16 anni in su. Ah, minchia bravo, dimmelo quando sto finendo l'anno l'anno che ho già deciso di bocciarmi.
SPEAKER_02Non meno dire all'Open Day, io direi che l'abbiamo spremuto ben bene. Povero Samuele.
SPEAKER_01Eh beh, ma guarda, vedi, avere un giovane così ti stimola. Ti stimola.
SPEAKER_02David il tema della puntata era proprio questo. E chiudo dicendo che i ragazzi che fanno musical, ripeto, e concludo: portano i ragazzi e le ragazze e le ragazze a vedere musical.
SPEAKER_01Ah beh, sì, ma come l'ha portati al cinema? E soprattutto scoprono che quando c'è talento, pure se si viene dal cinema o da altri settori dello spettacolo, il musical. Cioè Samuele, canta, ha sempre cantato bene, Balla ce l'ha detto, e in questo musical fa tutte e tre le cose.
SPEAKER_00All'inizio, con un po' di ansietta, però ne siamo usciti puliti dai ancora, grazie a Samuele Carini.
SPEAKER_02Grazie, merda, merda merda per il futuro che qualunque cosa sia, tra l'altro, è bello perché queste cose qua rimangono all'infinito. E quindi magari qualcuno lo starà riguardando nel 2060, con lui, magari che ormai è presidente della repubblica, questa puntata la farò vedere a mio figlio.
SPEAKER_00Bravo!
SPEAKER_01Chissà, conserverà davvero tutto questo. Chissà, io ma la farei la domanda, non sono così sicuro. Un giorno esploderanno i mega cervelloni mega serbi.
SPEAKER_00Uirà tutta la verità.
SPEAKER_01Scopriremo che con una fiammata non ci sono più i server, le cloud saranno diventate fumo, oppure prenderà il sopravvento chat CPT e tutto diventerà telecomandato da non persone, ma dai robot.
SPEAKER_00E a quel punto anche i musical fatti.
SPEAKER_01Ultima domanda prima di lasciarti: ma tu questo fenomeno dell'intelligenza artificiale, ecco, questa era la domanda. Ti spaventa? Ti vedi nel futuro del tuo lavoro nei confronti di questa nuova dimensione dell'intelligenza artificiale, ancora presente come attore, in carne ossa?
SPEAKER_00Io lo spero, però, si riesce a fare di tutto. Poi tu puoi mettere una sceneggiatura su delle applicazioni, ti fanno un film con persone che sembrano vere, capito che problema, è un problema enorme.
SPEAKER_01Se fa paura a un ragazzo di 16 anni caro Casciari, per noi non c'è speranza.
SPEAKER_02Ma è per quello che siamo sul palco. Per essere veri, per essere per sopravvivere, per salvare, per sudare, per sputtacchiare sulle prime file sgoccio di sudore quando ti muovi, dici cazzo è vero.
SPEAKER_01C'è una persona davanti a me.
SPEAKER_02E con questa ci possiamo iscrivetevi, iscrivetevi, iscrivetevi.
SPEAKER_01Noi risponderemo senza filtri, senza maschera, senza tentennamenti.