FAQ Musical

Dal Sistina di Garinei a quello di Piparo: cos'è cambiato? - con Roberta Lanfranchi - FAQM | S1E5

PeepArrow Season 1 Episode 5

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Chi entra oggi al Teatro Sistina vede uno spettacolo completamente diverso da quello che si vedeva quarant'anni fa. 

Ma il Sistina è sempre stato un teatro di musical? E cosa è rimasto dello spirito di Garinei e Giovannini?

Casciari e Piparo ripercorrono l'evoluzione del tempio del musical italiano: nato come cinema nel 1949, trasformato in teatro di varietà da Garinei e Giovannini, diventato la casa del grande musical internazionale con Piparo. 

Si parla di come il palcoscenico del Sistina fosse la fucina delle star televisive — da Nino Manfredi ad Aldo Fabrizi — e di come oggi il rapporto si sia ribaltato: è la TV che manda i suoi volti a teatro, non il contrario.

Piparo racconta i suoi 13 anni alla guida del Sistina ("mi davano sei mesi di vita artistica"), il modello Broadway portato in Italia, e perché il musical originale italiano è una questione più complessa di quello che sembra: il pubblico chiede titoli originali ma poi non è curioso quando li proponi. 

Si tocca il tema della tecnologia in scena — le macchine teatrali di una volta contro la realtà aumentata di oggi — e di come, nell'era dell'intelligenza artificiale, lo spettacolo dal vivo stia vivendo un'escalation mentre il cinema in sala è in crisi.

Ospite della puntata: Roberta Lanfranchi. Ballerina dai quattro anni, velina a Striscia, voce di RDS ogni pomeriggio, e soprattutto l'unica artista scelta sia da Pietro Garinei (2005) sia da Piparo (quattro volte in 16 anni, da Cenerentola a Matilda). Il ponte vivente tra due epoche del Sistina.

Roberta racconta un aneddoto che vale tutta la puntata: il provino al buio sul palco del Sistina, sola con le luci accese, Garinei in terza fila nel buio. Canta una canzone, silenzio. Gliela fanno ripetere. Silenzio. La canta una terza volta. E poi: "Benvenuta nella famiglia." Così è iniziato tutto.

Si parla dell'importanza di saper dire no nel mondo dello spettacolo, del pregiudizio contro chi viene dalla TV ("le veline non possono fare teatro" — e invece Garinei l'ha scelta lui), e del ricordo commovente di Fabrizio Frizzi, che sognava di tornare a teatro con un musical e non ha fatto in tempo.

Il FAQ YOU di Roberta è dedicato a chi si alza e se ne va durante i saluti finali: "Mentre noi siamo ancora sul palco a cantare e ballare per voi, vi vediamo andare via col cappotto e l'ombrello. Due minuti in più non
costano niente."

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"Moulin Rouge! Il Musical" - a Milano da novembre
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SPEAKER_00

Assolutamente ragazzi, ma non vanno detti, altrimenti è tutto sì, è tutto una porta aperta, tutto un cancello, una strada spianamata, allora dove si sta la fatica? Dove si sta la medaglia al rivo.

SPEAKER_02

Ma bentornati o benvenuti, dipende a Fac Musical fatti, argomenti, questioni sul mondo del musical. Fac in ogni senso. Io sono Mauro Casciari, saluti cari, ma qui di fianco a me c'è l'uomo che ha preso in mano un bel po' di anni fa il Teatro Sistina e tutta la compagnia bella Massimo Romeo Pipalo. Mauro Casciari, buongiorno. Eccoci allora, Massimo, ben ritrovato. Io parto subito con la facito. La fac di oggi di questa puntata.

SPEAKER_03

Il resto come si chiama? Come ci chiamiamo?

SPEAKER_02

Fac musical. Allora, oggi chi entra al Sistina ha uno spettacolo completamente diverso da quello di chi ci entrava 40 anni fa. Perché 40 anni fa, nel 1949, nel dopoguerra, il Teatro Sistina nasce con Garinei e Giovannini, una coppia che è un marchio proprio nella testa di chi si occupa di chi guarda lo spettacolo in Italia. Adesso, da un po' di anni, il Sistina è in mano a Massimo Romeo Piparo. Cosa è cambiato davvero?

SPEAKER_03

Allora, intanto non tutti sanno che il Sistina nasce come cinema, quindi già è cambiato proprio la mission di questo luogo. Nasce come cinema, e per chi conosce Roma, invece, il Cinema Adriano era teatro, e in quegli anni si contendevano un po' le serate. Cioè, il cinema Adriano era teatro e non andava neanche. Non riusciva a sfondare, mentre qui al Sistina il cinema pure tentennava. Allora a un certo punto, Carineggio Vannini, questa coppia brillante di visionari, decise di trasformare il Cistina da cinema in teatro di varietà. In tutta risposta, Ladriano si trasforma in cinema. E quindi da allora, oggi, ancora oggi abbiamo qui teatro di cinema. Cos'è cambiato? Casciale? È cambiato tutto, è cambiato che ci sono questi, ci sono i telefoni, c'è Google c'è YouTube, c'è la rete. Ecco, i nostri predecessori erano senza rete. Quindi da un lato era anche più affascinante, perché per scoprire qualcosa dovevi per forza acquistare un biglietto e entrare qui dentro. Oggi cosa succede? Mi documento, vedo un po' di spezzone, il pubblico sta con i telefoni a riprendere anziché guardare il palcoscenico. E quindi questo strumento ci permette di entrare, di penetrare nelle case, nelle macchine, nei taschini delle persone, perché adesso chiunque voglia documentarsi prima di andare a comprare un biglietto può farlo. Quindi i nostri predecessori avevano questo vantaggio. E attenzione quando Carineggi Vannini creavano gli spettacoli qui a Sistina, esisteva un solo canale in bianco e nero della televisione. Quindi il palcoscenico, soprattutto quello del grande varietà, della grande commedia musicale, diventava fucina di personaggi televisivi. Quindi Nino Manfredi, le dicevalori, gli Aldo Fabrizi e così via. Ma insomma possiamo nominare tutta la grande schiera dei personaggi che sono nati sul palco del Sistina, e poi hanno fatto il grande varietà della Rai Radio Televisione italiana. Quindi oggi il Sistina di Piparo in cose è differente. Ovviamente in uno sguardo internazionale, su quello che succede nel mondo, la commedia musicale, che è un po' una derivazione del nostro melodramma, si è trasformato nel grande entertainment internazionale, nei grandi musical, cioè insomma è passata tanta tanta acqua sotto i ponti. Per cui diciamo che un Sistina più in linea con i tempi, un Sistina che con uno sguardo al classico e all'antichità e ai predecessori guarda molto all'oggi e al domani ed è un Sistina che adesso è aperto a tutti. Una volta il Sistina era un teatro che quasi incuteva. Timore era il teatro o andiamo al Sistina, adesso lo è, ma lo è in maniera molto più basta. Cioè la forchetta del pubblico si è molto ampliata.

SPEAKER_02

Domanda ancora: il Sistina è sempre stato teatro di musical: cioè Carenea e Giovannini sono partiti subito col musical.

SPEAKER_03

Sì, sì, sì, facevano la commedia musicale, il varietà. No, prima Felice Bunta, ma qui sto parlando a chi ha almeno dieci anni più di me. Fu il primo grande varietà del Sistina, ma c'era la passerella con le ballerine che passavano davanti, insomma, la vera rivista, il vera varietà di quegli anni. Poi piano piano si è evoluto in commedia musicale e faceva anche la grande musica, i grandi concerti a Sistina. Sì, qui sono passati tutti. Da Frank Sinatra ad Areta Flanke, arrivando a Charles Arnavoro, tutti i nomi che per i nostri genitori sono chiaramente la loro storia. Oggi la musica ha ben altri spazi preferiti, e quindi qua rimane solo il grande teatro, il grande musical internazionale.

SPEAKER_02

È arrivato poi un signore dopo Garinè e Giovannini, tale Massimo Romeo Piparo, che ha preso, diciamo, le eredine, ha preso l'eredità pesantissima. No, perché diciamolo, chiaramente è un macino, no?

SPEAKER_03

Ti si è trovato? Quando ho preso il sistema, mi davano sei mesi di vita artistica. Insomma, sono qui da 13 anni.

SPEAKER_02

Ecco, e poi tu hai fatto, hai virato, hai aggiunto, hai portato Broadway modello Broadway in Italia.

SPEAKER_03

Sì, diciamo che il modello Broadway per noi italiani, da un punto di vista proprio di impresa, da un punto di vista produttivo, è quasi irreplicabile. Nel senso che noi quel modello lo applichiamo ad altre forme del nostro spettacolo, cioè siamo competitivi nel mondo della televisione, nel cinema. Sui musical, ovviamente, non avendo noi una tradizione di turisti che vengano a Roma per vedere i musical, ma vengono per vedere altro che altro. Noi siamo un museo a cero aperto e gli stranieri da noi quello vogliono. Mentre invece gli italiani vanno a Londra o a Broadway per andare a teatro a vedere i musical. Quindi si è creata proprio un'industria, una grande macchina di business che ovviamente per noi è irraggiungibile, cioè non riusciamo a tenere il passo a quei livelli di teniture di anni consecutivi. Noi quando raggiungiamo le 19 settimane di repliche consecutive di Monatu, abbiamo fatto le feste con i botti a colori, quindi loro invece una volta i musical stavano 19 anni 19 settimane.

SPEAKER_02

Allora, tu non hai abbandonato l'originale italiano, perché comunque ci sono il ragazzo dai pantaloni Rosi, il Marche del Grillo, che sono stati a Sistina e hanno affiancato diciamo le produzioni di origine internazionale, giusto? Eh?

SPEAKER_03

Sì, ce ne sono tanti titoli in Italia. Proprio questo è un tema che io non smetterò mai di sottolineare. Cos'è realmente un musical originale? Cioè, un musical originale è quando è originale anche l'idea di fondo da cui parte. Se invece l'idea di fondo è un vorrei ma non posso, allora, questa roba qui non è musical originale, questo è musical che allude a qualcosa di molto importante per poterne trarre un vantaggio. Ecco quando il musical allude, purtroppo non sempre vengono fuori dei grandi risultati e non sempre, pur andando eventualmente bene, sono un elemento di costruzione di un percorso, cioè non si costruisce così il percorso del musical originale italiano. Io vengo spesso punzecchiato dai nostri spettatori. Ah, però facciamo sempre i soliti titoli stranieri ci vorrebbero dei titoli più originali, una creatività italiana, ma perché noi italiani non sappiamo, sì, sappiamo, sappiamo fare tutto, siamo bravi, abbiamo il talento creativo. Purtroppo è proprio il pubblico che non è curioso e ci chiede di fare cose originali. Quindi attenzione, quando facciamo dei musical originali, le caratteristiche sono proprio quelle di avere un'originalità anche nella scelta del tema e dell'argomento e della storia che raccontano.

SPEAKER_02

Allora, tu hai perché li hai anche visti i musical di Carinai Giovannini sai benissimo come sono i musical di oggi perché li fai tu.

SPEAKER_03

La differenza di scala e di produzione fra quelli e questi, oggi c'è molta più tecnologia, ci sono molti più strumenti di illuminotecnica, di realtà aumentate. Ma anche spesso c'è un utilizzo del mezzo audiovisivo video che è mischiato con la realtà del palcoscenico, che molte volte purtroppo sembra quasi non ho un'idea, non ho una scenografia, me la creo con un fondale proiettato. Quelle che una volta si chiamavano diapositive. Ecco, quella roba è un po' di stacca, cioè fa perdere la bellezza del teatro. Non ci dimentichiamo che in questo periodo in cui spopola l'intelligenza artificiale, spopola il virtuale, le piattaforme, stiamo assistendo a una crisi del cinema nelle sale, e invece a una contemporanea escalation del teatro dello spettacolo dal vivo. Quindi è un segnale molto chiaro. Che tutto ciò che è vero, a me ancora nelle grandi macchine scenono tecniche che metto in scena mi piace vedere le macchine teatrali di una volta. I girevoli, i carri, le cose che volano, che salgono e scendono dalla graticcia. Questa cosa qui ancora appassiona molto più di tanta tecnologia. Però rispetto ai nostri predecessori, la tecnologia aiuta nettamente nel campo dell'illuminotecnica e soprattutto della riproduzione sonora, cioè i microfoni, gli impianti audio, le orchestre dal vivo, adesso riescono a mandare in sala un suono quasi perfetto.

SPEAKER_02

Era Garinai Giovannini a Sistina 46 anni, era Piparo per ora 13 anni. C'è la nostra ospite che dice, nonostante sia una ragazzina, e incredibilmente unisce queste due ere perché è stata protagonista da bambina di un musical di Garinei Giovini nel 2005, e poi ha fatto diversi musical nell'era Piparo.

SPEAKER_03

Esatto, e quindi se riesce a traghettare da un'era all'altra, senz'altro sarà un interprete fenomenale.

SPEAKER_02

Eh sì, perché è riuscita a accontentare Garinaii Giovannini e è riuscita il pubblico anche di Garinai Giovannini sta riuscendo a accontentare anche il pubblico del Zistina era Piparo.

SPEAKER_03

Sì, ma il nostro ospite accontenta chi la segue in radio, chi la segue in televisione, chi la segue nelle fiction, anche su TikTok. Perché è veramente la nostra perfettina. Eh, sì. Io l'ho detto perché so che odia essere definita così perché ora sarà divertente parlarne con lei, signore, signori, ragazze, ragazzi, bambine bambini Roberta Lanfranchi, ballerina dall'età di quattro anni.

SPEAKER_02

E ancora adesso, conduttrice radiofonica RDS televisiva, è musa di Antonio Ricci, la velina striscia paperissima. Io quando RDS cerco di fare qualche balletto su TikTok, mi dicono: guarda, tanto l'ha già fatto Roberta Lanfranchi, ma cosa vuoi fare che sfiguri Roberta Lanfranchi? Ciao, amici, e naturalmente attrice, chiaro?

SPEAKER_00

Tra le cose, tra le varie cose, uè, perfettina cosa!

SPEAKER_03

Perfettina, perfettina, sei perfetta. Sei ciò che io insegnerei a un'allieva come modello di professionalità e di bellezza di questo lavoro. Su questo concordo anch'io, perché non avevo da che fare più volte. Quindi tutti gli elementi per poter certificare questo.

SPEAKER_00

Allora, il tuo perfettina lo trasformo nel mio perfettina, per me vuol dire rispetto rispetto per il lavoro degli altri. Io faccio questo lavoro, ma anche voi fate questo lavoro. Cioè, non è che in scena ci sono solo io, siamo in 70.000 e allora perché io devo. Ma infatti, quello di qualità è sapere le cose e no, per di tempo.

SPEAKER_03

Noi siamo vicini di programmi in radio, che come tutte le cose, ci sorprendiamo della normalità: questa sarebbe la normalità, il minimo che uno dovrebbe richiedere, a un professionista dello spettacolo, eppure siamo qui a sorprenderci della normalità. Per esempio, è normale che Casciari conduca un podcast, no.

SPEAKER_02

E questo, però, questo è il guizzo di Massimo Romeo Piparo.

SPEAKER_00

La follia direi io di tutto ciò che sceglie.

SPEAKER_02

Avendo un po' studiato sia lui che Garinè Giovannini non sbagliavano in casta adesso. Al di che non possiamo parlare di me o di noi. Scegliere le persone per fare appunto il musical non è scontato. Tra l'altro, ripetiamo: tu scelta sia da Garinai Giovannini e ricelta poi diverse volte da Sistema. È troppo facile scegliere il Roberto.

SPEAKER_00

Scusa, ricordiamo i musical che hai fatto allora 2004: se il tempo fosse un gambero con Garineo Giovannini e Il Maestro Trovaioli. Dopo vi devo raccontare il ricordo bellissimo, ma terrificante, che ancora oggi a volte non mi fa dormire. Poi abbiamo fatto Cenerentola con Alzistina con Massa, Roger Ramsey. Abbiamo fatto sette spose per sette fratelli. Vabbè, due commedie le citiamo: Smetti di piangere Penelope e belle ripiene. E poi Matilda, ultimamente: gioia della mia vita.

SPEAKER_02

Domanda: come ti ha scelto, come ti hanno scelto Garinei, credo Garinei scegliesse per se il tempo fosse un gambero.

SPEAKER_00

Allora, all'inizio sceglie Garinei. Tra l'altro, io sono stata l'ultima regia che ha fatto Garinei prima che se ne andasse perché era già molto anziano, era già molto stanco anche durante il montaggio, proprio l'allestimento dello spettacolo. Ma nonostante fosse così anche un po' stanco, affannato, però lui montava lo spettacolo in piedi come se fosse uno degli attori. Lui interpretava me, Lanfina mi chiamava Lanfranchina, interpretava tutti gli altri e lo faceva in modo tale che noi imparassimo dalle sue movenze e dai suoi movimenti nello spazio, come si doveva impostare il personaggio. Allora, quindi all'inizio sceglie Garinei, almeno per quanto mi riguarda. Garinei era uno che pagava il biglietto del teatro e andava a vedersi gli spettacoli per altra cosa normale.

SPEAKER_03

Altra cosa normale continua a fare anche io, ma che sembra quasi da noi, vogliono sempre venire tutti gratis.

SPEAKER_02

Andava a vedere gli spettacoli degli altri di altri registi.

SPEAKER_00

E succede che chiedano anche a noi: magari che non siamo in scena con quello spettacolo, che mi fai avere due biglietti? Ma che faccio? Scusate. L'agenzia va bene, chiusa parentesi: il teatro si paga è giusto.

SPEAKER_03

Come paghiamo al ristorante, paghiamo al bar, paghiamo quando compriamo un paio di scarpe, il teatro si paga. C'è grande lavoro dietro. Scusami, tanto lavoro dietro.

SPEAKER_00

Quindi, si andava a vedere questi spettacoli pagandoli, e in base al personaggio che magari gli serviva in quel momento, insomma, metteva gli occhi su, magari un protagonista di uno spettacolo. Io ero in scena a Teatro Parioli, credo, con una commedia, dopo circa una settimana mi arrivò la chiamata, Signor Roland Frankie?

SPEAKER_01

Sono Pietro Garina, lui proprio lui in persona assolutamente.

SPEAKER_00

Quindi mi chiese di venire a fare un provino qui a Sistina, provino che Sistina, che si è svolto in questo modo: io da sola, quindi alle prime armi, perché non avevo mai fatto musical, sapevo solo di essere intonata, questo per quanto mi ricordava. Io da sola sul palco con le luci accese, platea completamente buia, in terza fila, il maestro Armando Trovaioli, tipo due file dietro Pietro Carinelli e la sua assistente storica. Che ora non ricordo, mamma, io sto invecchiando La Franca, vicino a lui. Mi avevano dato da imparare una canzone che era la canzone che io cantavo da un balconcino e dovevo esprimere tutta la mia confusione riguardo a questo ragazzo del quale stavo cominciando a innamorarmi, ma non riuscivo a capire se fosse amore, se fosse solo amicizia, e quindi era la canzone anche abbastanza accorata. Quindi, io in mezzo al palco comincio e canto la canzone. Alla fine della canzone penso: però l'hai fatta bene perché ero terrorizzata da sotto ogni tanto 15 secondi di silenzio. Ho detto: Forse non c'è più nessuno, perché era tutto buio, non vedevo nulla.

SPEAKER_03

Maestro Trovaioli fa così bene adesso me la canta, c'è una grande aneddota intorno a questa e io dico: Natata una barca sulla spalla perché pensavo di averla fatta bene.

SPEAKER_00

Quindi io la ricanto col magone perché sono venuta e la ricanto silenzio. Lei sa cos'è un vibrato, e quindi io la ricanto per la terza volta pensando: Vabbè, io la ricanto, ma tanto si è capito, che non sono io, si sono sbagliati. La ricanto e non fanno commenti, può scendere, scendo in platea, sempre buia, non hanno acceso una luce, trovaioli. Non dice nulla. Garinai si alza, prende il copione dalle mani di Franca, che era stata in piedi vicino a lui per tutto quel tempo. Aveva già il copione, Lonchino, benvenuta nella famiglia.

SPEAKER_01

Quindi, questo è stato il mio esordio al Teatro Cistina.

SPEAKER_03

Guarda, un racconto che io posso dire che non solo sa cosa è un vibrato, ma insomma, che canta Robertina.

SPEAKER_00

Ecco gli anni, però.

SPEAKER_02

Io ho ascoltato, ma non guardavo te, ma stavo immaginandomi la scena proprio visivamente.

SPEAKER_00

Tu non hai idea.

SPEAKER_03

No, no, infatti, immagino, possiamo dire, approfittiamo di questa. Questa è un'altra delle cose che sono cambiate dall'era Carinha Giannini all'era Piparo. Questa tensione nei provini, questo modo di incutere paura chi sul palco, per esempio a noi non appartiene più. Io so perfettamente cosa si provi a stare sul palco a un'audizione, so cosa gli artisti sentano in quel momento, so che possono dare non più del 70% perché il 30 viene bruciato dall'emozione, dall'ansia del risultato. Anche perché oggi ottenere un lavoro nel mondo dello spettacolo è difficilissimo. Quindi uno si porta sul palco l'affitto di fine mese, le scadenza. Quindi mettersi a fare il buio, ma lei canta, credo che sia un po' di un'altra epoca. Che oggi dobbiamo riconoscere intanto il grande talento di tutti i nostri artisti italiani. E quindi quando li si invita a fare un'audizione, come si dice in un musical che si chiama Tuzzi, per loro è una grande opportunità o si può vincere, si può perdere, ma in quel momento c'è tutta la loro vita in gioco. Quindi, insomma, io soffro per loro e tutto il team che sta a esplorare se quell'artista è giusto o meno per quel ruolo, deve portare un grandissimo rispetto. Quindi, insomma, questo è cambiato, questo è decisamente cambiato, sì.

SPEAKER_02

Tu sei arrivata nel 2009 a Sistina con Piparo per Cenerentola, la prima di quattro volte, e da Cenerentola Matilda, che è il tuo ultimo musical. Sono passati 16 anni. Cosa è cambiato? L'età della Lanfranca nella Lanfranca nulla perché è uguale.

SPEAKER_00

Sì, perché sono truccata bene. Diciamo che mi maschero bene.

SPEAKER_02

Eh? Eh? Comunque, no, dico nel musical a Sistina. E cosa è che abbiato intendo il musical di 16 anni fa rispetto al musical di oggi, dal tuo punto di vista di attrice, di cantante ballerina?

SPEAKER_00

Di attrice, intanto che sfattiamo il mito che quando uno arriva a Sistina è arrivato, punto e basta. Cioè, comunque c'è se uno vuol fare veramente questo mestiere come qualsiasi altro mestiere, secondo me devi farlo bene. Dato che soprattutto c'è gente che paga un biglietto per venirti a vedere, cioè che ti sceglie sceglie una sera di prendere la macchina, buttarsi nel traffico, trovare parcheggio, pagare il biglietto non solo per sé, ma per tutta la famiglia. E quindi giustamente ha diritto a vedere uno spettacolo fatto bene con gente preparata. Questo lo dirò sempre, è una cosa che mi manda fuori di testa. L'approssimazione e la superficialità in tutti i tipi di lavori e non solo nel nostro, mi proprio sui nervi. Si chiamano promesse mantenute. Può darsi, però, è anche non lo so, anche un modo di crescere personalmente, un modo per essere orgogliosi di se stes, per vedere che da vent'anni a questa parte dei risultati si sono ottenuti, ci sono stati dei miglioramenti, non lo so. Per quanto mi riguarda, è così ed è sempre stato così e sarà sempre così. Mi sono dimenticata da dove sono partita.

SPEAKER_02

No, era solo perché, come è cambiato il musical.

SPEAKER_00

È cambiata l'esperienza: è cambiata la consapevolezza di stare su un palcoscenico, è cambiato il modo di porsi al pubblico. Il pubblico non sa quanta emozione ci sia dentro una persona. Nonostante magari abbia già fatto 70 repliche della stessa cosa, però ogni sera c'è un'emozione che ti trasporta su quel palco e ti fa fare il mestiere più bello del mondo. Il cambiamento sta intanto nella tua testa, se davvero vuoi che la tua testa cambi, e il tuo modo di lavorare cambi e venga riconosciuto come un lavoro fatto bene. Questo è il vero cambiamento.

SPEAKER_03

In questo senso, secondo te, dalla tua esperienza, io ti conosco fin troppo bene, quindi potrei quasi rispondere per te. Però a volte dire un no a delle proposte quando mancano questi elementi di cui tu giustamente stai parlando, è possibile. Cioè, fa bene a un artista a volte poter dire qualche no quando non vede che ciò che gli si offre corrisponda a quello che tu dicevi: c'è una serietà, una professionalità.

SPEAKER_00

Assolutamente, ragazzi, ma i no vanno detti altrimenti è tutto un sì, è tuna una porta aperta, è tutto un cancello, una strada spianata. Allora, dove sta la fatica? Dove sta la medaglia all'arrivo? Ce l'hai già.

SPEAKER_03

Secondo te lo fanno gli altri. Ma là, Ma, lo fanno, non tutti, è difficile, difficile, veramente. Avere. Io Roberta l'ho sempre apprezzata, perché ogni volta che fa qualcosa, so che perché la scelta l'ha ponderata, sa che quella cosa può dare il maschio.

SPEAKER_00

Io ho detto tanti no, eh, ho detto tantissimi no, col dispiacere di aver perso una fraccata di soldi, ragazzi. Veramente, voi non sapete quanti no? Ho detto, ma perché non ero io in quel contesto, perché era una cosa della quale poi non sarei stata contenta in un futuro prossimo. Tanti no, tanti no, ho ricevuto, ma tanti no, ho detto: ma perché io sono così e vorrei rimanere così.

SPEAKER_03

È un applaudio! Ma no, ma che applaudio è così, ma è così. Guarda, io lo dico sempre. Se si dice sempre sì, o si pensa sempre alle offerte economiche che si ricevono senza crearsi un percorso, anche l'attore, il personaggio televisivo più popolare, più prima o poi. Ma certo, i conti arrivano. Quindi Casciari, per esempio, ha detto no a tantissimi musical, tranne a uno: tranne a tutti. Si ha scelto Tuzzi, tra mille.

SPEAKER_00

E noi ti ringraziamo per questo.

SPEAKER_02

Prego. Io ho imparato a memoria. Tutti i copioni che mi sono stati proposti, dopo aver imparato, no, questo no, questo no, questo no, scelgo Tuzzi. Però ho imparati tutti a memoria, poi sono un professionista come Roberto assolutamente. Senti, io ti devo fare una domanda: sarà la radio che vi crea così. Allora, le donne, perché a RDS sia lei, che tante altre. Sono loro che tengono sul programma. Noi maschi siamo opportunisti, capiamo sul loro lavoro. Sì, io sicuramente, insomma, parlo per me, che non sto a Collenza. Però devo dire che lei, quando noi siamo vicini di programma, di orario, il mio iniziato, e io trovo sempre tutto precisino. Quando ci sono delle cose, lei lascia senza chiedergli, non mi lascia delle cose che servono per dopo. È veramente. Rispetto alla parola di cui parlavo prima, allora, io ti devo fare la domanda che in realtà ci hanno chiesto in tanti: in tanti, diversi. È una delle facche che sono arrivate. Perché tu, quando hai iniziato a fare musical, ma anche prima la commedia, tu eri già una velina. Certo. La velina di Striscia La Notizia, negli anni: insomma, qualche anno fa, 96 addirittura eri giovanissima, eri una ragazzina, e rappresentavi l'ideale della bella donna italiana che aveva raggiunto il top perché Striscia la notizia è stato per 25 anni il programma in assoluto più seguito. Il giorno della televisione. E tu da quella immagine: le veline non parlavano. Tra l'altro per scelta. Ma parlavate voi, ecco. Ti sei ritrovata a teatro a essere scelta da Garinè. Ok, Ricci Antonio Ricci è un numero uno nella televisione, anche proprio un animale con il sentore di quello che funziona in televisione. Lo è stato per 40 anni partendo da proprio da autore. Ti ha scelto, ti ha valorizzato per tanti anni. E poi tu hai iniziato a fare il musical: il teatro che è un'arte decisamente ancora più nobile della televisione, possiamo dircelo serenamente qui.

SPEAKER_00

Lo diciamo in questa casa, insomma, io dico ancora più nobile, non che la TV sia, però, sicuramente diciamo che il teatro, il musical è quell'arte che riesce a mettere insieme tutto ciò che per un performer è il sogno.

SPEAKER_03

Quindi danza anche per lo spettatore, che vede tutto raccolto in un'unica espressione spettacolare.

SPEAKER_00

La televisione, o fai una cosa, a meno che insomma adesso in varietà di una volta non c'è più. La prima cosa che hanno tolto è stato il balletto.

SPEAKER_03

Però noi all'inizio della puntata, prima del tuo arrivo, parlavamo proprio di questo: quanto il Sistina dal palcoscenico costruisse le star della televisione della RAI. Si partiva da qui a scegliere chi poi conduceva i programmi di varietà. Quindi, Antonello Falqui era un regista di varietà televisivo, ma con un'impronta totalmente teatrale. Quindi, il musico, sicuramente, rispetto alla televisione, ha una. Io sono stato chiamato a fare 15 anni di televisione di varietà di sabato sera, di prima serata e sabato sera venendo dal musico proprio perché la costruzione dello spettacolo è più completa. Quindi la domanda casciare andiamo al dunque con.

SPEAKER_02

La domanda è: se Pietro Garinei oggi Pietro Garinei, che non lo sapesse, ahimè, non c'è più però lo dico perché non diamo nulla per scontato. Il nostro pubblico giovane, magari. Esatto. Se Pietro Garinei vedesse oggi la Roberta Lanfranchi, che lui ha scelto nel 2004, cosa direbbe dopo averti magari visto a Matilda a tutto il resto che hai fatto?

SPEAKER_01

Sempre anzistito, mi direbbe Lanfranchina, ho visto perché ci dava sempre delle: ho visto che avevo ragione.

SPEAKER_03

Guarda, pensa che proprio perché lo stiamo citando tanto e lo evochiamo con piacere. Anche a me, disse una frase che ancora oggi fa tremare i polsi per quanto è stata vera. Lui mi volle incontrare quando io feci il mio primo Gisoscare super. Parliamo del 1994, quindi fatevi un po' di conti. Mi convocò qui per dirmi che era interessato a fare questo Gisoscraz super in inglese che ai tempi fare le cose in inglese a sistere era praticamente proibito. Lui era curioso, mi fece queste domande, ma ha fatto tutto lei, Pipero, ma lei si occupa di tutto. E alla fine mi disse, Piparo: lei mi ricorda Carinei quando era giovani, le auguro di diventare carini quando sarà vecchio. E io ora siedo sulla poltrona che era la sua, quindi pensa quanto era lungimirante.

SPEAKER_02

Io devo farti le FAC che sono arrivate dagli ascoltatori. In realtà ce ne sono un po' anche per te e un po' per le.

SPEAKER_03

No, prima per lei: stiamo provocando anche la integrità del Danfranchi.

SPEAKER_02

Tra l'altro, vi dico che ovunque ci stiate guardando o ascoltando, potete commentare qui sotto, perché poi noi leggiamo tutto, e se ci sono domande da fare a Massimo. Al prossimo ospite, lo facciamo.

SPEAKER_03

No, ribadiamo che noi costruiamo le puntate sulle vostre curiosità, sulle vostre domande, su ciò che voi volete anche rimproverarci. Noi siamo pronti qui a rispondere e a chiarire insieme a voi perché aiuta noi a crescere e aiuta voi a scegliere i musical da vedere.

SPEAKER_02

E attivate la campanellina per avere la notifica quando esce il prossimo episodio, se no, magari ve lo perdete. Allora, qui subito, Roberta, chi è l'artista più incredibile che ha incontrato? Che porteresti in un musical, che ho incontrato, ma questa detta così. Lo so che adesso devi pensare al quarto d'ora, perché poi ne ha incontrati in radio, ne ha incontrati.

SPEAKER_00

Allora, vi dico questa cosa. Quando io ho avuto il piacere e l'onore di lavorare con Fabrizio Frizi, abbiamo fatto un programma che si chiamava Per Tutta la Vita, alla fine di questo programma, lui mi confidò che gli sarebbe tanto piaciuto ritornare a teatro con un musical proprio del Sistina il giorno della Tartaruga.

SPEAKER_03

Ecco guarda, Fabrizio il compianto Fabrizio amico con cui ho avuto l'onore di condividere anche un percorso televisivo. Suonava il pianoforte, cantava benissimo. Amava molto ed era talmente ligio e critico verso se stesso, che diceva sempre: vorrei tanto farlo, ma non so se sono all'altezza. Se oggi fosse qui, probabilmente una coppia Frizi Lanfranchi, sarebbe nata.

SPEAKER_00

E quindi parlamo del giorno della tartaruga. Proprio alla fine di questa produzione televisiva. Lui mi disse: mi piacerebbe tanto farlo con te.

SPEAKER_02

Particolarità, noi stiamo registrando il 26 marzo e Fabrizio Frizi ci ha lasciato il 26 marzo del 2018. Poi questo magari lo vedrete da qui all'eternità, per oggi in questo momento è proprio il giorno, casualmente, e accompagna la frase: tipica, sempre i migliori se ne vanno.

SPEAKER_03

E quella di Fabrizio è stata veramente una grandissima perdita per la televisione italiana. E per tutti noi, amici suoi.

SPEAKER_02

Roberta, rifarete mai belle ripiene, eravate fantastiche, viva le donne!

SPEAKER_00

Viva le donne! Sempre! Ma belle ripiene, ho sentito qualcosa in giro! Ci deve essere una voce strana che gira nei corridoi. Io spero tanto di riprenderlo, belle ripiene perché è uno spettacolo intanto divertentissimo. Sia per il pubblico, insomma, dico sia per il pubblico perché lo vedevamo ogni sera.

SPEAKER_03

Se conosco qualcuno, magari ne parliamo di questo bene ripiene che.

SPEAKER_00

Eh, se magari ti capita di sentire qualcuno, iniziò benissimo, eravamo io, Tosca Daquino, Rossella Brescia e Samuela Sardo nella prima versione, ed eravamo queste quattro sciamannate, tutte quattro provenienti da quattro regioni diverse d'Italia, che cucinavano in scena e scendevano ad offrire al pubblico quello che avevano cucinato.

SPEAKER_03

Tra l'altro, quest'anno la cucina italiana è stata scelta come patrimonio inesco, e quindi va onorata anche in palcoscenico.

SPEAKER_00

Bisogna, quindi speriamo che ve la rifiena e ritorni sui palchi.

SPEAKER_02

Roberta, come facevi essere una figa anche vestita da sfigata in Matilda? No, adesso guarda, chi è? Salutiamo. Eccolo, eccolo, ecco, Giulio, Giulio, Giulio M.

SPEAKER_00

Caro Giulio, grazie per questa domanda. Perché mi dai la possibilità di tirare qualcosa al regista. Che è quello che sta tostando in questo istante, Massimo Romeo Piparo. Allora, Matilda, musical stupendo, che io avrò sempre nel cuore, mi farà un tatuaggio. Che scritto, Matilda, è tutto perfetto, tranne me.

SPEAKER_03

Ma io l'ho fatto. No, io l'ho fatto perché abbiamo dimostrato quanto la Lfranchi sia brava come attrice. Se fai fare la bella alle belle e la brutta alle brutte, invece, la Lranchi, pur essendo figa, come scrive il nostro Giulio, nei panni della sfigata, era figa.

SPEAKER_00

Una cessa a pedali, ragazzi. Un vestitino che neanche nei cassonetti che tagliava il polpaccio che mi tagliava il polpaccio. Quindi, già la gamba da così diventava così. All'inizio dovevo vedere delle ballerine. A due giorni dall'inizio dello spettacolo, Massimo Romeo Piparo arriva da me e mi dice: Non ti voglio così male. Togli quelle ballerine, ti do un po' di tacco. Ragazzi, volete vedere il tacco?

SPEAKER_03

Ma non poteva avere il tacco, quel personaggio, solo che davvero, con le scarpette ballerine era proprio una torta.

SPEAKER_00

No, veramente che lo c'ero cartocciata su me stessa, e quindi sì, questo tacco mi ha ridato proprio uno spolvero che neanche ti dico.

SPEAKER_02

Allora, io questa, sinceramente, l'Anfre, droppaci il fit check.

SPEAKER_00

Allora, feit check, ragazzi, fit check, mi possa alzare poco a poco. Mi sa che esco dall'inquadratura.

SPEAKER_02

Scusate, io non so manco, forse non riesco a capire. Che vuol dire droppaci il fit che veggio?

SPEAKER_00

Ma vuoi vedere come sei vestita oggi, ragazzi? Però non si possono dire le marche. Maglioncino bianco, cashmere, perché nonostante sia marzo, freddo glaciale, giacchettina presa credo in un mercatino a Forte dei Marmi, Pantaloni. Negozio fast fashion e Texani Texano nero, l'ultima volta che usa la lampia al suo feat check.

SPEAKER_02

Vi ricordo che l'ultima volta che gli ho provato a tirare sulla gamba, ho avuto un crampo in diretta.

SPEAKER_00

Mi ricordo con Rossella col collo del piede.

SPEAKER_02

Quindi, per carità, io non mi muovo, non mi muovo. Possiamo sorvolare sul fit check di Casciari perché. No, no, ragazzi, magliettina di quando avevo i capelli a caschetto.

SPEAKER_00

Fondo segnaletica.

SPEAKER_02

Questa l'ho comprata, credo in Polonia. Io giro molto e compro le cose tipo 3 euro, eh.

SPEAKER_03

Cioè Casciari, ma te puoi vestire in Polonia?

SPEAKER_01

Ma sì, perché io senza parole.

SPEAKER_02

Prendo ricordi dall'estero, ragazzi.

SPEAKER_03

E cosa poi ci faremo una puntata, Casciari ogni weekend, sompa su un aereo, va tre ore a Cracovia. Il fatto podcast a parte.

SPEAKER_02

Merito il podcast a parte. Dura anni, i ruoli di casciare, poi ne parleremo. L'ultima domanda che mi fa molto ridere per Massimo e Roberta, Piparo, escici Gabibo il musical.

SPEAKER_03

Manca solo quello, ma chi è? Chi è il genio che ha scritto?

SPEAKER_02

La genia è Lucia. Luci, sarà Lucia, Luci, con la Y.

SPEAKER_03

Sei grandiosa, sì, sì, è una grande idea. E in Italia guarda, ci manca poco che fanno Gabibo il Musical.

SPEAKER_02

Se voi lo state vedendo nel 2060 e c'è stato Gabibo il Musical, sappiate che eravamo nel 2060.

SPEAKER_03

Ma vuol dire che può essere il nuovo ruolo di Casciaribo. Scusa, ho perso lì, però in rosso lo vedo benissimo.

SPEAKER_00

No, il rosso ti dona, è proprio donante sul tuo viso, soprattutto questa cosa non lo si vede in faccia.

SPEAKER_02

È il tuo ruolo, Casciari. Madonna, che meraviglia! Posso dire se dentro c'è l'area condizionata? Sì, se no, io credo che starebbe.

SPEAKER_00

È un duro lavoro fare il Gabi.

SPEAKER_03

Però però torniamo seri per un attimo. Allora, sì, hai ragione lui si ha tuanda un po' piccante, ma un po' pungente. Però la capisco la capisco perché sicuramente si sarà chiesta ogni tanto vedendo questi annunci, dove si prende un personaggio in qualsiasi cosa e ci si appioppa la parola musical sotto, credo che lui si sia un po' preoccupata. Ma non è che ci arriva pure il gabinbo in musico.

SPEAKER_02

Roberta, qui vabbè, pieno di roba, io vado con il faccio, ok? Cioè la fac che tu vuoi fare mandando a faccio qualcuno.

SPEAKER_03

Conoscendo Lan Franchi, posso dire questa cosa? Non ha mai parlato male di nessuno, non ha mai lamentato nulla.

SPEAKER_00

Quindi l'unica faccio che vi aspetto è stamattina una zanzara mi ha appunto il collo cattiva Zanzara, se ci rivediamo, allora, Noella Fuck è questo: soprattutto nei musical, succede che c'è il finalone, ok? Con la posa finale, dopodiché, si chiude il sipario e si riapre per i saluti finali. Che molto spesso, cari amici e care amiche, essendo un musical, è cantato e ballato, ok? Non è solo fatto di applausi e dinchini. Benissimo, perché quando mi si chiude il sipario e lo riapro e ricomincio a ballare e cantare vedo la gente che si alza. Perché vi alzate mentre c'è ancora gente che sta lavorando sul palco. Tra l'altro di un biglietto che voi avete pagato, finitelo, no? Tanto anche i saluti finali durano due ore come lo spettacolo.

SPEAKER_03

Durano il tempo per riprendere le canzoni più importanti che si alzano, ma non vogliono andare, quindi li vedi andare verso dietro guardando però il palco, battendo le mani così e soprattutto in inverno con cappotti, l'ombrello e il bambino che nel frattempo si era addormentato sulla poltrona, un trasloco.

SPEAKER_00

Mentre noi ancora sul palco. Allora, è come se io andassi. Un minuto in più, due minuti, non è che vi rubiamo la serata, l'avete passata con noi. È come se io andassi al ristorante, tu stai bevendo e dico: No, scusi, devo andare a casa e non ti faccio finire. Ma è la stessa cosa. Quindi, per cortesia, un po' più di rispetto per quelli che ci sono sul palco.

SPEAKER_03

Ed è quel che fa chiudere.

SPEAKER_00

Sì, perché è bruttissimo, è bruttissimo mentre tu stai facendo qualcosa. È come se tu mi parlassi e a un certo punto vado via senza dire niente.

SPEAKER_03

Succede anche, per esempio, al cinema. Quando finisce il film, e invece nei titoli di coda c'è la marea di gente che ha sudato e faticato per creare quel film, e tu ti alzi e te ne vai.

SPEAKER_00

È vero, ma non ci sono gli attori che ti guardano.

SPEAKER_03

Noi vediamo tutto dal palco: è una stessa dimensione. Lo spettacolo si conclude anche quando è stato tributato a chi ha faticato sul palco. Il giusto merito per quello che vi hanno dato. Quindi due minuti in più non costano, è state lì.

SPEAKER_00

E ci fate felici soprattutto.

SPEAKER_03

No, ma guarda, ma poi io lo so perché vivendo il teatro anche da ospite, vanno via. Ora spezziamo una lancia in loro favore e il parcheggio costa tanto.

SPEAKER_04

Certo!

SPEAKER_03

La metropolitana chiude, spesso sono quelli che devono correre a prendere la metro perché l'unico mezzo che hanno per arrivare al sistino in centro e hanno paura di perdere l'ultima corsa. Le baby sitter che scadono, ci sono una serie di motivi.

SPEAKER_00

È vero, ma gli spettacoli a sistino non iniziano le 11 di sera, quindi avete tutto il tempo di fare: non avete scusante, ragazzi.

SPEAKER_03

Stavo cercando di salvare un po'.

SPEAKER_02

No, anche voi non avete scusanti, perché potete mandarci le vostre fac qui sotto, anche i vostri fac chiu, perché questo è fac musical.

SPEAKER_03

Noi rispondiamo anche ai fac più rivolti a noi da anonimi. Questo sia chiaro: non ci piace. Ci piacerebbe potervi dire ciao Giulio, ciao Paola. Però, se volete anche nascondervi dietro un po' il filtro della tastiera, noi comunque leggeremo le vostre facchiu e se sono ovviamente non offensive e non gratuite, Casciari e Piparo risponderanno con molto piacere.

SPEAKER_02

E anche l'ospite che non possiamo annunciarvi perché è sorpresa. Però possiamo salutare la Roberta.

SPEAKER_00

Grazie ragazzi, è stato bellissimo!

SPEAKER_02

Grazie, grazie a te.

SPEAKER_00

Grazie a tutti.

SPEAKER_02

E io chiuderei sempre con merda merda.