FAQ Musical
Irriverente, sorprendente, diretto: FAQ musical risponde alle domande che tutti vorrebbero fare sul musical senza filtri e senza maschera . Casciari & Piparo insieme ogni settimana per raccontare e celebrare il mondo del musical italiano e internazionale ma anche per stravolgerlo e sconvolgerlo sfatando miti, leggende e falsi racconti . Un ospite a puntata, aneddoti dal backstage, e la rubrica in cui potete mandare a quel paese quello che non vi torna. Venti minuti, nessun filtro, tante FAQ e… qualche Fuck you!
FAQ Musical
Provini, callback e tripla A: come si entra davvero in un musical — con BAZ | FAQ Musical S1E6
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
Centinaia di ragazzi in fila con il numero attaccato al petto.
Un pianoforte, tre note, e in un minuto può finire tutto.
Ma i provini per un musical funzionano davvero così?
In questa puntata di FAQ Musical, Mauro Casciari e Massimo Romeo Piparo smontano il mito delle audizioni: cosa distingue un bando serio da uno "farlocco", quante scremature servono prima di arrivare davanti al regista, cos'è la chemistry read, perché a Broadway le chiamano "cattle call" e
cosa vuol dire davvero essere un triple threat.
Piparo racconta il suo tavolo dei casting, le regole ferree dei licenzianti internazionali (da Moulin Rouge in giù) e come si sceglie il volto giusto per un ruolo.
Poi entra BAZ — Marco Bazzoni. Sassarese, classe '79, con un percorso che non assomiglia a nessun altro: villaggi turistici in Sardegna, il jukebox umano di Colorado, gli studi a Los Angeles con Seth Riggs (il vocal coach di Michael Jackson), il palco dell'Hollywood Comedy Store, il Cappellaio Matto in Alice, il protagonista di 7 Spose per 7 Fratelli con un ricordo commosso di Beppe
Vessicchio.
E oggi "Outsider" in tournée nazionale, dopo "Ti Spacco il Musical", lo spettacolo di satira che ha scritto per prendere in giro — amandolo — il mondo del musical.
Si parla di provini comici (i più terribili), di differenze tra stand-up americano e italiano, di The Book of Mormon, di perché il musical italiano fa meno ridere di quello anglosassone, e del resident musical che ci manca per essere davvero Broadway.
Il momento Dietro il Sipario: lo scherzo dell'ultima replica di 7 Spose per 7 Fratelli, quando i colleghi gli hanno nascosto qualcosa dentro la culla proprio nel momento più toccante dello spettacolo.
E poi la FAQ YOU: un vaffa diretto a chi non rispetta gli artisti, dal protagonista all'ultimo dei macchinisti.
📩 Mandaci la tua FAQ: scrivi nei commenti o nelle nostre stories
"Moulin Rouge! Il Musical" - a Milano da novembre
https://teatro.ilsistinachapiteau.18t...
🎭 Nuovo episodio ogni settimana
Di trasformare il colossero in un teatro stabile per i musical sui gladiatori, e magari ci mettiamo dentro il relevano. Bello, bello. Io secondo me, ragazzi, lo dico al sindaco Gualtieri o ai sindaci che verranno, o al sindaco, che vuoi fare simba, nel caso, simbaco.
SPEAKER_00No, no, ma però simbaco.
SPEAKER_01Bentornati, benvenuti, bentornati a Fac Musical Fatti. Argomenti, questioni sul mondo del musical. Salute cari Damoro Casciali e dall'uomo che la colonna è anche la colonna sonora delle vostre vite, Massimo Romeo Pipero.
SPEAKER_03Casciali buongiorno, buongiorno eccoci che smonti subito così ormai, sei diventato tipo di papa.
SPEAKER_01Saluti, cari da Casciali. Meno che siamo al sistino, posso dire che mi allargo di 100%. Ma la cappella si stia. Ho sbagliato Sistina, scusatemi. Entriamo nel vivo. Allora, entriamo nel vivo. Fac appunto, domande e risposte. Le risposte più che altro, tue, perché io non so la faccio sì con la testa. Allora, oggi parliamo. La nostra FAC parla di provini. Come funzionano i provini davvero in Italia, ma non solo, però ci interessa soprattutto l'Italia, un sacco di gente ci guarda e vorrebbe capire di più. C'è chi ci è passato, sicuramente, ma chi ci vuole passare.
SPEAKER_03Quindi, Massimo, tu ci sei passato anche in scena, in una scena in cui c'è una battuta molto bella, forse a voi rivolto dall'attore che sta facendo il provino, rivolto alla commissione, gli dice: proprio per voi forse non è niente, ma per noi questa è una grande opportunità. Si può vincere, si può perdere, ma è una grande opportunità e Tuzzi Musical con Mauro Casciari e Paolo Conticini. Ma qua ci sei tu per farti contento. D'ho messo prima. Sì, c'è da dire che appunto i provini oggi le cosiddette audizioni, la call per il lavoro sono diventati veramente un miraggio per tanti lavoratori dello spettacolo, soprattutto del musical, perché il lavoro purtroppo diminuisce, quindi i talenti crescono di numero e quindi le opportunità sono sempre meno. Tuttavia c'è da dire che in mezzo a tanta professionalità ci sono anche dei provini farlocchi, e qui chi ci segue sicuramente ci starà starà già pensando: forse io un'idea ce l'ho. Quindi, purtroppo lì bisogna stare molto attenti.
SPEAKER_01Come si fa a sapere se c'è un provino? Dove si candida?
SPEAKER_03Ormai cacciare con i social, ormai, da un lato, purtroppo, da un lato per fortuna basta postare un bando di audizioni. Ripeto, c'è talmente così poco lavoro che appena leggi la parola bando, e poi si passano un po' la voce nell'ambiente tra di loro. Noi, per esempio, siamo i canali ufficiali nostri, che sono il sito web e i nostri canali social e poi diamo anche notizia alla stampa. In mezzo a tanti bandi di audizione seri, professionali, dove il lavoro dietro quel bando c'è davvero. Purtroppo si nascondono anche dei bandi di audizione fatti da banditi. Hai fatto una Batona Bando banditi, veramente senza parole? No, e poi banditi no, però c'è molta approssimazione. Tra il settore professionistico e quello amatoriale e quello anche un po' all'arrembaggio purtroppo il confine è molto sottile. E lì come lo scopri? Lo scopri intanto quando nei bandi ti dicono impegno lavorativo da ottobre a giugno, magari non dicono quanti giorni in quei sette mesi si lavora. Quindi quello è fondamentale perché purtroppo oggi le tornesi sono un po' ridimensionate in termini di quantità e quindi dare un impegno di sei mesi creando questa chimera di oddio che bello! Laverò magari se mi prendono lavoro sei mesi, poi invece ci si ritrova con dei contratti anche al limite dell'essere legali. Quindi contratti fatti non seguendo le impostazioni, quelle tradizionali del contratto di categoria, quindi dietro tante audizioni, purtroppo. Infatti, guarda, i nostri bandi, lo dico con molta fierezza, sono sempre molto dettagliati, soprattutto in ciò che cerchiamo. Perché, per esempio, ogni tanto si sentono si leggono dei bandi in cui bandi per questo titolo, poi alla fine cercano due persone sole. Allora questo va detto subito: guardate, stiamo cercando un solo ballerino, un solo performer, due performer, in maniera che già sai quanto è stretta la griglia dentro cui devi passare. Quindi occhio alla chiarezza di un bando. Occhio a quando sono troppo generici e occhio soprattutto. Questo non finiremo mai di dirlo quando c'è un titolo sopra che non sia Cubetti di ghiaccio. Il musical questo ormai è un tormentone del nostro podcast.
SPEAKER_01Senti, quando si arriva al provino si va davanti al regista o prima c'è la scrematura? E che sono i callback? Casciari. Questa è la BC. Ma questi ci arrivano? C'è una domanda?
SPEAKER_03Ma tu come l'hai fatto il provino? Io sei stato chiamato. Sono stato chiamato, si ho fatto anche una callback, però quindi lo sai già cosa. Ma forse non sapevo. Si chiamava callback, callback, chiamata di nuovo, che torna indietro da noi. Nel senso, ci sei abbastanza piaciuto, ti vogliamo rivedere e come si fanno i provini? Allora, anche lì, io diffiderei dai provini in cui si scrive: venite, presentatevi. Noi invece non solo chiediamo prima un'iscrizione attraverso i nostri canali, quindi o una mail o un portale, un link molto, abbiamo adesso sviluppato anche tecnologicamente. Proprio un'app. Tu vai lì e direttamente metti le tue foto, il tuo curriculum, scrivi le tue i tuoi skills: vuol dire le tue qualità, lo sai, questa testa, sì, sì, sì, sì, sì, queste, sì, le qualità, le diciamo, quindi, da quel tipo di materiali, noi già effettuiamo una prima scrematura, vediamo un po' gli studi che hai fatto, come ti sei perfezionato, che spettacoli hai già interpretato e ci si fa un'idea, e soprattutto, io non mi stancherò mai di ripeterlo. Ai provini, non è che si giudica se una persona è brava o non è brava, quello lo diamo quasi per assodato, che lo sia se si presenta a un provino per un certo tipo di spettacolo. Si cerca sempre di trovare la persona più giusta per quel personaggio che noi dobbiamo ricoprire. Si fa una prima scrematura sui materiali, dopodiché, si convocano con degli orari ben precisi nel luogo di audizione, se è un musical, come nel nostro caso, ma col nostro ospite poi vedremo che il musical non sempre è così vero. Perché oggi abbiamo un ospite con cui non vedo l'ora di divertirmi, perché finalmente è un grande performer, un grande istrione del palcoscenico, ma che si diverte come ci divertiamo noi qui a Fach Musical a un po' a scardinare i luoghi comuni del musical: a stuzzicare: non vediamo l'ora di essere provocati. Quindi, insomma, alla fine, se è un musical dove prevalentemente si deve cantare, la prima prova sarà quella di canto, se invece è un musical prevalentemente danzato, si farà la prova di ballo. Altra scrematura si restringe sempre più il gruppo. A fine della giornata magari rimarranno i migliori di quell'audizione, a cui verrà proposta la callback, cioè la richiamata. Ci vediamo domani o tale giorno per approfondire definitivamente chi di voi sarà scelto per il cast.
SPEAKER_01Tu hai parlato di ballare, cantare e recitare, che avrò due chiamata la triple threat, cioè la minaccia tripla, a me piace chiamarla triple arte. Wow, bravo, più arte, meno minaccia. Quindi hai spiegato tu benissimo. Che la recitazione che è la terza arte. Tu non l'hai nominata adesso, hai detto canto e ballo, perché dai per scontato che forse c'erano un po' tutti la recitazione di quelli che si presentano.
SPEAKER_03Allora, no, ce l'hanno un po' tutti, dipende per quali personaggi. Perché nei musical si può essere Ensemble, quindi Course Line, la linea dei ballerini che cantano, e quindi potrebbero non avere neanche parti recitate, come magari ci possono essere dei protagonisti che cantano e recitano soltanto e non prendono parte alle coreografie. Ma quando si fa un musical, questa famosa triple art, triple thread va data per scontata, cioè io do per assodato che ormai oggi il livello in Italia si è alzato talmente tanto che insomma è quasi superfluo chiedere se sanno recitare. Poi a qualcuno riesce meglio, a qualcuno peggio. Questo è appunto oggetto di approfondimento durante l'audizione. Ma ormai, ripeto, questi ragazzi che oggi hanno 20-25 anni sono nati, mentre il musical in Italia era già un genere di spettacolo che dava tantissimo lavoro, quindi ci sono cresciuti dentro e hanno già acquisito il fatto che debbano saper fare tutto. Quando io ho iniziato e sono già 32 anni, noi sceglievamo chi cantava, cantava, chi ballava, ballava, chi recitava, recitava. Era rarissimo trovare in Italia qualcuno che sapesse fare tutte e tre le cose.
SPEAKER_01C'è una domanda che arriva da un mio omonimo, Mauro. Ciao Mauro. Quando c'è una licenza aperta parentesi, tipo Muller Rouge chiusa parentesi, il licenziante impone vincoli sul cast, ma pensate a questo, il licenziante, è giusto, quello che ha venduto i diritti del musical praticamente da licenza.
SPEAKER_03Sì, quello che ha diritto a dare il permesso di fare un certo titolo, un certo speculare, perché l'ha creato o ricreata, l'ha creato, lo possiede perché magari lo ha acquisito. Ci sono mille modi di esserne proprietari di quella creatività intellettuale, l'opera dell'intelletto, cosiddetta. Beh sì, Mauro, dà dei limiti perché si parte da una base che sono lo script, quindi il copione con le battute, e le canzoni. Quindi lo score, che è la parte musicale di tutta la musica dello spettacolo. Quelli sono come il Vangelo e la Bibbia, cioè non si possono assolutamente alterare. Cosa puoi cambiare se lo spettacolo è un non-replica, quindi non rifai quello che hanno fatto gli autori originali, puoi cambiare regia, coreografia, scenografia, costumi, tutto ciò che è creatività visiva della messa in scena, ma il materiale su cui ti muovi è assolutamente blindato. Anzi, addirittura alcune volte vogliono proprio visionare il cast scelto e avere l'ultima approvazione. Cioè faccio un esempio: se io per fare Tuzzi, per il personaggio di Jeff mettessi, che ne so, Mauro Casciari, mi bloccherebbero subito dicendo no, questo non lo puoi fare, a tutto c'è un limite.
SPEAKER_01Senti Massimo, ce ne sarebbero tante domande, ne ho scelte due. Chi siede in poltrona al tavolo a guardare un casting, un provino sul palco. Chi siete?
SPEAKER_03Diciamo al tavolo della commissione cosiddetta, non c'è una giuria come quella delle televisioni con le palette. Sette, otto, né tantomeno. Guarda, brava, mi hai mozionato con questa canzone. Veramente tu canti molto bene, mi hai proprio emozionato. Poi arriva un altro completamente diverso. Bravo, mi hai emozionato tu con questa canzone. No, lì ci sono persone che tendenzialmente saranno il regista, il coreografo e il direttore musicale dell'allestimento. Quindi sono quelli che poi su questa materia umana dovranno lavorare e fare la loro creatività. Per cui di solito insomma, tra i reparti compresi sono musica, canto e regia. Scusa, musica, canto, ballo e regia.
SPEAKER_01L'ultima domanda, credo, perché ce ne sarebbero tante, ma poi c'è ospite. Che abbiamo delle domande pure per lui. Mi piace molto questa, la chemistry Reid Chemistry Readono. Sono tutti così oggi trovavo. I provini in coppia per testare la chimia tra i protagonisti. Voi ne fate scrivono?
SPEAKER_03Beh, questo assolutamente sì. Se nello spettacolo i protagonisti sono una coppia di qualsiasi tipo ma interagiscono a coppia, le callback finali call, cioè il giorno in cui uno decide chi sarà l'interprete di quei personaggi, sicuramente ci sono le scene a coppia, a tre, in base a quello che il copione prevede. Assolutamente sì. Perché poi spettacoli dove ci sono coppie, per esempio, coppie comiche è fondamentale. L'alchimia, la chemistry tra loro due. E quindi quello sicuramente è una fase importante, anche e soprattutto quando in musical ci sono protagonista maschile e femminile che duettano insieme quell'impasto delle due voci, quell'intreccio tra le loro due sonorità, è assolutamente una delle prove da fare perché non tutte le voci, seppur belle, seppur correttissime, come direbbero i giovani, matciano to match insieme. Quindi, sì, quella è l'ultima prova assolutamente da fare prima della grande decisione.
SPEAKER_01Dunque, a proposito di provini e percorsi non convenzionali, l'ospite di oggi è Sardo, amici, ha iniziato come animatore turistico nella splendida isola. E poi ha sbarcato. Occhio, che io sono siciliano, non cominciamo a fare la polemica nella seconda isola più bella d'Italia, dopo la Sicilia, la Sardegna, e poi, dopo ha fatto: lui è partito in nazionale ormai molti anni fa come giubox umano a Colorado, programma di grande successo d'Italia 1. E poi è diventato conduttore radiofonico, stand up comedian. Lo era già, insomma, dall'inizio, quando uno fa villaggio, è anche un po' già stand up comedian. E poi ha fatto musical.
SPEAKER_03Guarda, è un personaggio che a me piace molto perché proprio è uno che passa da una cosa all'altra, si è cimentato senza confini nel meraviglioso mondo dell'intrattenimento, e quindi è una di quelle persone complete di cui sono veramente curioso di conoscerne un po' più approfonditamente l'arte.
SPEAKER_01Sassa Rese classe 79 ha iniziato nei villaggi turistici dove non c'entra proprio nulla la stand up comedy, ha fatto il lettore multimediale di Colorado. Nel frattempo ha studiato canto con Seth Riggs a Los Angeles, lo stesso vocal coach di Michael Jackson, si è esibito all'Hollywood Comedy Store che vuol dire tanto. Ha fatto il cappellaio matto in Alice nel Paese delle Meraviglie. Poi il protagonista in Sette Sposose per sette fratelli. Ha vinto il premio Walter Chiari, ha scritto un romanzo per Mondadori. Adesso è in giro per italiano con solo lo spettacolo outsider Marco Mazzoli.
SPEAKER_02Benvenuto, aspettative troppo alte dopo la presentazione, ragazzi. Siamo molto male.
SPEAKER_01Allora, Marco, benvenuto di più, ma intanto che Baz va bene, mia fratella mi chiama Baz per far vedere che c'è mezzo, che hai capito? Ma ti chiamo Marco.
SPEAKER_03Allora, Baz, se è vero, ogni tanto qualche presentatore fa così, io per nomi. Ma gli artisti con la sono, Arisa. Rosalba, tu sei. Io pure so che si chiama Rosalba, però la chiamiamo Marisa.
SPEAKER_01Saluta da Risa Risa, ciao Rosalba. Mia mamma si chiama Rosalba, ma Risa lo sa perché glielo ho detto, non crede che cambia la giornata dei nostri però, quante Risa con Bazi non con Mauro. No, no, no, io no, io sono un tramite, io sono un tramite massimo tra massimo e robe la colonna sonora del Musical dell'Italia e Baz la colonna lettore multimediato. Allora, benvenuto, grazie. Io ti ho visto, lo diciamo subito: io l'ho visto in sette spose per sette fratelli, anche io, e cavoli! Era molto balla anche tanto, oltre che cantare, era molto fisico. Muovevano la scenografia in modo che sembrasse, saltavi, saltavi tanto, comunque.
SPEAKER_03Quindi, però è questo il bel percorso che lui ha compiuto è proprio questo. Che ci dà proprio il fianco oggi presta il fianco per parlare e affrontare questo argomento che ormai è diventato molto attuale. Una volta i villaggi dove si andava in vacanza, c'era la cosiddetta animazione che in spiaggia ti facevano giocare a freccette così. A un certo punto si è evoluta. In Italia esplode la passione per i musical, uno va in vacanza e nei villaggi iniziano a fare i musical. Ma non solo, ancora non c'era questa moda dello stand up comedian che si esibisse riempendo gli spazi, ma lo facevano nei villaggi perché c'era sempre l'animatore più simpatico, più brillante e più portato, che intratteneva centinaia di turisti. Oggi quel percorso sta diventando quasi la palestra del musico. Oggi i grandi performer dei grandi titoli di musico partono o comunque passano un terzo dell'anno proprio a esibirsi nei villaggi. Quindi, come è cambiata questa tradizione? Come mai adesso il villaggio turistico è diventato quasi la palestra dei music?
SPEAKER_02Allora, è cambiata in meglio perché quando ho cominciato io un paio d'anni fa, mi ricordo, facevamo finta di fare musical. Quindi, facevamo tutto in playback, poi li trasformavamo in musical comici, in sostanza. Poi, passando più il tempo, i turoperetti hanno anche investito in scenografie più importanti. E adesso è diventato che intanto, hanno capito probabilmente che la gente anche in uno spettacolo di un villaggio turistico, si aspetta un prodotto migliore. E quindi spesso nei villaggi vengono utilizzati dei performer, magari giovani, magari che stanno iniziando, oppure magari d'estate, sono fermi.
SPEAKER_03E lo posso dire, a volte sono migliori anche di alcuni spettacoli che si vedono in giro nei teatri. Ah, sì, sì, sì, no, certo, sono reatto, Navi da Crociera e villaggi turistici hanno un livello anche tecnologico di impianto luci, audio di tutto rispetto, è superiore a tantissime produzioni che girano nei teatri.
SPEAKER_02Anche gli spettacoli che prima venivano fatti quasi soltanto dagli animatori, adesso vengono fatti da professionisti, perché spesso trovi un comico professionista, un mago professionista.
SPEAKER_03Ma tu dicevo che proprio il villaggio adesso assume e prende le grandi prime linee del musical o dello spettacolo intrattenimento italiano. Quindi onore e merito.
SPEAKER_02Ma chi lo fa? Ancora quelli che invece investe un po' come nei music esatto.
SPEAKER_03Certo, io qui parlo a difesa della categoria degli autori, i villaggi un po' saccheggiano, saccheggiano, quell'anno non pagato i diritti. Diciamo, amici dei villaggi, anche un minimo così l'autorizzazione, non dico i soldi, ma dico: scusate, possiamo usare la vostra traduzione? Possiamo usare.
SPEAKER_02Questo sia per i musical che per i comici, perché spesso i pezzi sono proprio presi anche io facevo all'inizio così dentro i villaggi. Cioè, prendevamo i pezzi che vedevamo in televisione e poi li rifacevamo.
SPEAKER_03Era come se. No, non come se, era proprio che il villaggio di zona Franca, non c'era Togana, tutto è cortovale lì dentro.
SPEAKER_01Baz. Tu sei stato a Los Angeles a studiare stand up comedy e canto con Seth Riggs, che io non conoscevo prima che di leggerlo lì. Di leggerlo qua, però, se c'è scritto qua, vuol dire che è uno. Che è uno importante. Cosa ti ha spinto ad andare fino là?
SPEAKER_02Allora, io sono andato là perché da giovane avevo il sogno di diventare uno stand up comedian maledetto. E quando ho potuto permettermi di poter staccare un po' di andare in America, ho cercato di andare là per perfezionarmi. Quindi, per la scrittura, per cercare per iniziare a esibirmi lì. Inizialmente in inglese, sì, nella prima fase, c'è gente che parla anche inglese: l'umorismo.
SPEAKER_01Te lo dico, c'è gente che sa che parlare inglese l'umorismo americano come quello inglese è diverso, magari dall'umorismo italiano, no?
SPEAKER_02Sì, però, è una cosa da far ridere.
SPEAKER_03Anch'io avrei detto la stessa cosa.
SPEAKER_02Ti dirò che se è una cosa da far ridere, può anche far ridere universalmente. Certo, era più difficile, per assurdo, scrivere in italiano e tradurre in inglese. Tipo da aia a aie. Quando al sardo dici aia, aie. Invece, al contrario, non so per quale motivo funziona. Cioè, le cose che ho scritto in inglese qua funzionavano, e viceversa meno. Proprio perché all'inizio non parlavo bene l'inglese, ho detto: tanto magari comincio a perfezionarmi nel canto, che Per una serie di coincidenze, quelle cose che succedono, che ti raccontano che succedono solo in America, io parlo con una persona, parlo con un'altra, ero a casa di un produttore musicale, anzi, di un compositore con un mio amico chitarrista che doveva suonare delle parti, Patrick. E lì dicevo: Guarda, sono qua. Mentre imparo l'inglese, vorrei cercare un insegnante di canto. Che anno era per capire 2014. Ah, quindi vorrei trovare un insegnante di canto una volta che sono qua. Insomma, sul quale di un certo livello, perché una volta che vado finale, lo trovamo. E questo mi dice: Sai, conosco molti degli allievi migliori di Set Riggs, che è appunto. Ne parlo: mi dà un po' di numeri, io li chiamo. Non sapendo che in America si offendono se tu non rispondi alle mail subito, come gli SMS, io mando delle mail in giro, questi mi rispondono subito. Io dico: aspetto qualche giorno per capire che ne faccio incazzare due di questi. Nel frattempo, mi richiamo questa e dice: Sai, ho incontrato proprio Set Riggs. Gli ho parlato di questo comico italiano che veniva in Italia che sai che sei incuriosito, perché non vieni a fare una prova? Vado a fare sta prova da Set Riggs, va bene. Questa villa immensa: Los Angeles a Los Angeles. Questo mi sente, mi fa fare dieci minuti di corgeggi, prova, eccetera. E alla fine mi fa: Bravo, ma tu dove canti? Dove suoni? E gli faccio, ma veramente io, il comico, you're a comedian. Tua voce vale danar. E io questa cosa ho detto a un giovane stato, piena, salvo poi capire che significava mone per lui, perché hanno 500 dollari la lezione, e poi ho continuato, insomma, ha preso in simpatia, ho continuato a studiare con lui.
SPEAKER_01Beh, e poi ti sei esibito all'Hollywood Comedy Store nel 2016, quindi due anni dopo, e com'è stato salire su quel palco?
SPEAKER_02Allora, fai conto che io appena sono arrivato a Los Angeles, la prima cosa che ho fatto, sono andato lì sotto e mi sono fatto la foto perché per me era il tempio, per un comico.
SPEAKER_01Scusa, l'Hollywood Comedy Store, ah, certo, c'è Los Angeles. C'è anche New York, però quello di Los Angeles è Hollywood, Los Angeles, ok.
SPEAKER_02Ci sono finito anche lì per caso, perché io studiavo, facevo un altro seminario con dei comici, eccetera. Ho studiato, guarda, incredibile, questo, quanti ne fanno. Tempo perso, c'era un corso open all'Hollywood come di storia. Vabbè, tanti, io sono qua a fare solo questo, mi iscrivo anche a questo corso open dove c'era chiunque. E l'insegnante, dopo la prima seconda volta che mi sente, il terza, mi fa: Senti, mi si avvicina. Ma senti, ti vuoi esibire? Vuoi fare dieci minuti? Non ho capito, scusa, e mi ha fatto fare.
SPEAKER_03Beh, è la testimonianza che è appunto: un talento italiano non deve avere problemi. Di solito, lo stand-up è una cosa che noi vediamo molto americana, molto anglosassone.
SPEAKER_02Ci vuole coraggio a muoversi e andare fin là. Sta andando molto bene Francesco De Carlo, un comico italiano, che anche lui ha fatto una prova, è piaciuto, adesso si sta esibienendo la più di una volta. Lui ha il Comedy Sellar, e poi adesso sta facendo una piccola tourna anche in America.
SPEAKER_03Ma hai verificato pure te quello che penso io, che gli americani sono più portati a ridere, sono più pronti a ridere anche di cose leggermente più banali, a cui magari gli italiani fanno un po' la pignetta.
SPEAKER_02Quello che ho trovato io è l'approccio molto diverso. Tu spesso qui in Italia, quando sali sul palco, devi prima tranquillizzare il pubblico che li fai ridere, perché molti sono. Là al contrario, c'è subito grande affetto anche a una serata dove non conoscono nessuno, c'è subito grande affetto. Tuttavia, soprattutto in questi posti come Los Angeles, New York, c'è un livello talmente alto che se poi non sei a quel livello là ti tirano, non ti perdonano molto. Tuttavia, l'approccio è come dovrebbe essere, secondo me.
SPEAKER_03La predisposizione è maggiore rispetto a quella che abbiamo in Italia d'Italia, vince sempre lo scetticismo. Vediamo che sa fare questo.
SPEAKER_01Beh, gli americani sono allevati, almeno quelli le grandi città, col concetto di show, di spettacolo, loro proprio.
SPEAKER_03L'entertainment per loro è una medicina di vita: la impartiscono da bambini fino a grandi, è una delle cose.
SPEAKER_02Poi Los Angeles è uno dei posti dove anche l'ultimo di quelli che lavai i piatti, eccetera, sono tutti lì, comunque che aspettano di fare i provini, fare le audizioni, ecco.
SPEAKER_01Audizioni, parlavamo di questo prima che tu arrivassi qui in questa puntata nella tua carriera, quante ne avrai fatte? Ma ne avrai fatte come un provino, visto da chi sta dalla parte del tavolo, opposto a Massimo.
SPEAKER_02Allora, per quanto riguarda i provini comici sono terribili, ecco. Perché hai di fronte comunque spesso degli autori, soprattutto in televisione, hai di fronte degli autori comici, e tu fai un pezzo che dovrebbe far ridere, ma che non fa quasi mai ridere quando fai provino, ed è una cosa terricia che io soffro tuttora anche quando devo far vedere il pezzo a qualcuno è una cosa che veramente mi mette molto a disagio. Mentre invece, per quanto riguarda il musical, ci sono arrivato. Per esempio, l'ultimo che ho fatto con Beppe Vessicchio fantastico, perché non trovano il ruolo del protagonista per sette spose e per sette fratelli. Viene fuori mio nome. Mi chiamano subito, vieni, Beppe Vesicchio. Ti fa il provino. Pensa a me, che mi dicono: Beppe Vesicchio ti fa un provino. Io tragitto da casa mia. Provino dura forse un minuto. Perché arriviamo là, andiamo nella sala, maestro la sala è un attimo occupata. C'è da aspettare 10 minuti. Maestro Vesicchio toglie il telefonino, non c'è problema. Toglie il telefonino dalla tasca col pianoforte, l'app del pianoforte e mi fa: fa tre note. Mi fai questo, ok. La sai fare più alta, sì. Apposto così, questa è stato stacco, stacco, prima prova ufficiale in sala, mi ha tenuto 14 ore di fila.
SPEAKER_03Però lo salutiamo, lo ricordiamo, mannaggia. Con grande, grande dispiacere. È una grandissima perdita per tutti, però, insomma, aveva fiuto, questo bisogna dirlo.
SPEAKER_01Vai, se c'è altre domande. Io ho una lista qua. Tra l'altro, poi ditemi quando passare a quelle del'armare. Ti spacco il musical. Guarda, in teoria ci sarebbe adesso il momento: ti spacco il musical. Andiamo a ti spacco il musical.
SPEAKER_02Allora, ti spacco il musico. È stato un esperimento che ha portato allo spettacolo che faccio oggi che si chiama Outsider. Nasce appunto dal fatto che tu metti un comico all'interno di un contesto musical. Io ogni 4 secondi, avevo uno spunto per una cosa comica che magari non potevo fare perché la scena, il copione lo prevedeva. E nel frattempo prendevo appunti. Perché partendo dalla premessa che chi ama il musical e chi lodia comunque quando lo guarda, c'è sempre quell'attimo che dice: Ma perché due persone che stanno parlando adesso, in questo momento si dovrebbero vedere. Nella realtà non è così: non è che tu vai in coda alle poste, ci sono le vecchiette che cantano 40 ballerini in calzamaglia, vai l'autocrill, mi dà una rustichella. Vuole anche un Gratte Vinci! Non è esattamente così. E da questo, da questa premessa nasce il nascono i pezzi.
SPEAKER_03Che sto facendo anche adesso in queste tue parodie fanno ridere tantissimo me che faccio musical che amo, ho sempre amato il musical. Ma riconosco anch'io questa follia del musical, ma che la sua peculiarità, è la magia che crea raccontando le emozioni in musica, perché la musica ci salva sempre.
SPEAKER_02Ma secondo te il pubblico che ride è come me, cioè ama il musical, ma sa ridere di tutti e due perché il pubblico che viene a vedere me, è il pubblico che lo ama, io quando comincio dico prima di cominciare a quanti piace il musico, la maggior parte delle volte non piace quasi a nessuno.
SPEAKER_03Però poi alla fine, quando poi vedono tutto, poi alla fine alla mi piace, perché poi ridono, certo, perché poi tu io ti vedo tu, si fai vero che lo spacchio il musical, però poi canti bene, fai delle comunque delle aree cosiddetti centoni che magari. No, no, no, io faccio tutte le musiche originali miei. Ci metto molto più tempo, però mi piace più che ricordi qualcosa, esatto, però, poi alla fine vengono fuori delle melodie orecchiabilissime cantate bene. Quindi di fatto fai musical di fatto si è quello.
SPEAKER_02La premessa è anche che si può fare con qualsiasi cosa. Quindi, io faccio musical in coda per l'esame della prostata, uscendo dalla discoteca ubriachi, viene fuori in qualsiasi contesto.
SPEAKER_03Ma il music, ha raccontato qualsiasi tipo di storia da Gesù Cristo, esatto.
SPEAKER_02Ai boscaioli dell'Oregon. Porto ancora le cicatrici di Gesù Superstar. Perché quando facevamo i villaggi, io facevo Giuda. E avevamo una grande scenografia, io mi impiccavo veramente. Evo tutta un aggeggio per impiccarmi, e una volta durante una prova, la corda che mi devo tenere è andata fine davanti, e quindi mi ha fatto una bruciatura da qua, fino a un bel ricordo: bel ricordo di comprare calamite come ricordo, lui sei venuta la cicatrice.
SPEAKER_01Senti, adesso sei in giro con adesso. Siamo nel 2026, questo poi lo guarderà nel 2060 di Adesso nel futuro nel 2026, c'è Only Fan su 9, l'unico spettacolo comico, puro rimasto, possiamo dire spettacolo.
SPEAKER_02Ancora Zen fa alcune puntate, noi siamo proprio. Mi piace perché tanto c'è un po' di spazio per il comico che possiamo fare 7-8 minuti che non sono pochi in televisione, e poi è proprio, entra il comico, fa il pezzo: Sì, sì, sì, sì, sì.
SPEAKER_01Poi c'è outsider. Tu sei fuori fuori posto a teatro.
SPEAKER_02In qualsiasi posto. Io quando ho cominciato a fare musico, vabbè, ma non sei un performer alla radio. Sì, vabbè, ma non sei un conduttore. Quando lavoravano i villaggi turistici, neanche quello mi voleva far fare. Io guidavo il pulmino che portava la gente in spiaggia. Mentre tutti si divertivano, io stavo lì con questo pulmino con un'autoradio con una sola cassetta delle canzoni più tristi di Fabrizio De André, l'aperitivo! Biccheranno giordi, tutta la prima stagione, così!
SPEAKER_01Vabbè, da 03, sei un fenomeno che mi fai troppo ridere, non è una FAC, non è una domanda, quindi te la dico solo per tua Vanesio. Questo vabbè, perché poi alla fine tu avrai il tuo faccio, cioè dovrai mandare a quel paese qualcuno. Per cui io ti dico questa FAC che è arrivata dai social. Qualche performer si è mai comportato da stronzo con te perché rinnovo dell'ambiente, chiede fra L'Op.
SPEAKER_02Proprio da stronzo, non lo so, però sicuramente molti erano molto diffidenti, lo dicevo prima, ma anche giustamente, perché spesso a volte si vede arrivare un personaggio che non c'entra niente in un contesto, magari pensano che sia lì perché solo perché fa la televisione, o per altre motività di colocazione.
SPEAKER_03Abbiamo fatto una puntata su questo argomento. Quindi, pure qui a Falco Musical abbiamo un po' sviscerato questa cosa. Che è ovvio che dal lato di un performer che studia, si prepara, pensa di essere adatta a quel ruolo, poi arriva un conduttore radiofonico, un personaggio televisivo, un attore di cinema e viene preso per il ruolo protagonista, un po' suscita un po' di malumore. Però poi abbiamo sempre ribaltato una medaglia. Grazie a questi innesti, a queste contaminazioni, anche i performer riescono a lavorare di più e ad avere più visibilità accanto a chi? Perché purtroppo il pubblico ci chiede questo. Voi siete voci radiofoniche, siete visi di persone che conoscono, magari la gente è più incuriosita a venire a vedervi e contemporaneamente, però, scopre tutto quello che c'è accanto.
SPEAKER_01Senti, parlavamo anche di radio, perché tu fai radio ormai da quanti anni?
SPEAKER_02Conduco il programma tutti pazzi per Rede da 8-9 anni, però da prima facevo anche già altre cose. E dice perché io non sono informato. No, ho fatto. No, no, ho sempre fatto, magari inviato o sketch comici. Ho avuto una piccola trasmissione anche quando facevamo buzz, facevamo una trasmissione che mi avevano commissionato alla Radio 2 che si chiamava Per i 150 anni d'Italia. E raccontavo ogni giorno un episodio in chiave comica dell'unità d'Italia, si chiamava 150 punti Buds.
SPEAKER_01Quante cose scopriamo. Allora, ci chiedono Lucrezia Tropea. Vogliamo sapere il lato oscuro di Rossella Brescia, solo tu puoi farlo, ricordiamo che tutti pazzi. Salutiamo Rossella anche Rossella, il suo LDS morning show.
SPEAKER_03È stata con noi anche alla prima puntata. Abbiamo proprio inaugurato la serie.
SPEAKER_02Il lato oscuro di Rossella è la cucina, questo che senso? Quello che mangia, quello che vorrebbe farci mangiare, non è che mangia solo semenze, ghiaia. Lei Roberto Polle, acqua distillata. Polistirolo, questa roba qua mangia Rossella, e vuole convincerti che siano cose buone, che si è tutti certi. Io, noi facciamo la mattina insieme, quindi porta sempre dei muffin fatti da lei. Credo di non averne mai assaggiato uno una volta o due. Immagina senza zucchero. Ma scusa, uno mangia o qualcosa perché si deve nutrire, quindi deve avere un valore nutrizionale alto, ma questo non ha né proteine né grassi, né cosa lo mangi a fare per ruminare per tappare il buco.
SPEAKER_01Questa domanda fatto di Floriacca mi interessa molto perché da performo che non ha mai fatto la stand up comedy come me, è veramente. Vrai il terrore di arrivare da solo sul palco col pubblico davanti con l'intento dichiarato e pagato di farli ridere. Quindi la Floriaca scrive: C'è così tanta differenza fra il palco dello stand up e il palco del musical.
SPEAKER_02Allora, intanto, quando sei da solo a fare uno spettacolo di stand up, come hai tutta la responsabilità tu. E devi arrivarci molto preparato, non è che scopri lì se fai ridere. Cioè, io prima di portare un'ora e mezza a teatro, vado tutte le sere nei club a provare cinque minuti, questi fa ridere. Sì, questi no, li correggo. Quando poi arrivi a fare un'ora e mezza, allora avrai tutto. Insomma, un repertorio che funziona. Nel musical tanto, sei insieme ad altre persone ed è un lavoro di squadra. Ma crei musical si può e si deve far ridere, perché è una delle differenze che ho trovato moltissimo fra i musical quando li ho visti in America e quando li ho visti in Italia. Non tutti, però in America ridi molto. Cioè, sono dei musical dove ridi veramente, non sono musical comici, questa cosa in Italia, a volte lo trovate, ma secondo te dipende dal pubblico o dal musical?
SPEAKER_03Secondo me, questa è la domanda che ti facevo prima: gli americani ridono di gusto, cioè sono contenti di aver speso quei soldi di essere seduti lì e sono pronti a prendersi tutto. Quindi, se c'è una battuta da 0 a 10, 5 loro ridono 8 oppure piangono 8, oppure applaudono 10, hanno sempre qualcosa in più.
SPEAKER_02Al di là di questo, secondo me, è perché in alcuni music non sempre, ma in alcuni musical, la parte comica non è curata con così tanta professionalità come viene curata magari la parte musicale. Ora non so se manca la figura di un consulente comico, però è tu ridi. Però può essere una cosa. Perché io vedo nella scrittura, proprio nella scrittura e nell'esecuzione, io ci ho visto questa cosa in parte.
SPEAKER_03Tu parli, però, di titoli non originali italiani, sempre titoli americani inglesi fatti in Italia: tutte e due le cose, perché una cosa è la scrittura, e allora sono d'accordo con te che la scrittura comica nel musical italiano quasi non esiste. Ma nella messa in scena di una cosa americana tradotta in italiano, a volte facciamo meno ridere noi, ma un po' perché il pubblico nostro è un po' sempre scettico, sempre un po' con la pignetta. Vediamo se mi fai ridere. Oppure perché comunque nell'atto tradurre una battuta comica americana, in italiano perde qualcosa. Può essere anche quello, lo dico da traduttore e adattatore. Spesso io mi trovo con delle battute che nella versione originale facevano tanto ridere gli americani che in italiano, se la traduci uori, non fa ridere, allora te ne devi inventare una: e quindi in quel caso deve quando traduci i Griffin o i Simpsoni.
SPEAKER_01Ultima domanda degli ascoltatori. Tra l'altro, nei commenti, ovunque ci guardiate, voi scrivete le domande o generali, oppure quando saprete il prossimo ospite, perché poi, insomma, ve lo diciamo, voi scrivete sopra e attivate la campanellina. È importante la campanellina. Se no, esce, sono molto social. Ma noi, ragazzi, noi giovani siamo, ragazzi. Eccoli qui noi siamo. Io sono il boomer e Cacciari e il social. Sono belli legali, ho 18 anni quasi. L'ultima domanda Pio Anto: C'hai un musical dei sogni.
SPEAKER_02Ah, allora, quello che in assoluto mi ha fatto più ridere di tutti, che sono rimasto estasiato: è The Book of Mormon.
SPEAKER_01Ah, devo andarla a vedere a Londra.
SPEAKER_03È una cosa. Ecco, perfetto.
SPEAKER_02Nel discorso che facevamo prima, questo si ne quello non lo puoi tradurre per motivi ecclesiastici.
SPEAKER_03In Italia per quel tipo di ironia che ha, è un'ironia che tradotta in italiano non avrebbe assolutamente lo stesso effetto. Noi siamo il paese del papa.
SPEAKER_02È per quel motivo lì, per quel motivo lì, però, visto dal pubblico giusto, è spiegato bene, però quello è il mio musicato. Invece uno che veramente pazzi, non so se si può fare qua, perché non abbiamo proprio quella cultura musicale.
SPEAKER_03Rock of Ages: Rock of Age, lo vedi appena uscito, Brodo. Per i nostalgici del film.
SPEAKER_02Ma lì, per esempio, io ho riso come. Non è un musical comico, ma ho riso come i pazzi a vedere quel musical lì. E beh, oggi sì. Il meglio del film, secondo me. Ma il film è sempre venuto dopo. Pensa che io ho visto il musical perché io facevo quel personaggio di Gianni Ciano quel cantante, che era molto simile a una produttrice. Mi dice, ma sai che c'è uno che fa? Allora è stato a vedere a cercarmi tutto. Poi è stato a vedere il film.
SPEAKER_03Il musical Bazz, una domanda la faccio io a Bazz. Il musical, veramente allora al di là dell'uso che tu ne fai scardinandolo per motivi di entertainment, di spettacolo tuo, realmente il musical in Italia come lo vedi in stato di salute, mezza malattia, di morte?
SPEAKER_02No, no, no, no, no, secondo me bene, più passa il tempo, più ci stiamo avvicinando a standard alti. L'unica cosa che ci manca purtroppo è il resident musical a lungo, ma quello per questioni di numeri: costruire un teatro apposta per fare uno spettacolo, quella è una cosa che non so se ci arriveremo mai.
SPEAKER_03Un teatro tender l'abbiamo fatto, esatto, un teatro tenda apposta l'abbiamo fatto, il problema è l'approccio, comunque. Da noi i turisti vengono per vedere ben altro che il teatro. I grandi numeri all'estero si fanno perché la gente si muove per andare a vedere i musical. Esatto. Da noi si muovono per vedere il colosseo.
SPEAKER_01Vedete di trasformare il colosseo in un teatro stabile per i musical.
SPEAKER_03Ma vedo sui gladiatori e magari ci mettiamo dentro il re leone.
SPEAKER_01Bello. Io secondo me, ragazzi, lo dico al sindaco Gualtieri o ai sindaci che verranno, o alle sindacate. Vuoi fare Simba nel caso? Simbaco.
SPEAKER_03No, però, ragazzi, è uno dei migliori casciati che abbiamo avuto finora.
SPEAKER_01È il momento dietro il Sipario. Non so se tu eri stato preparato a questo momento. Ci hai pensato, perché ti stiamo per chiedere qualcosa da raccontarci che arrivi dal backstage, dalle prove da un provino, dalla tua esperienza sul pacco, qualcosa che è successo e che non hai mai raccontato, che vale la pena di raccontare dietro le quinte.
SPEAKER_02Mamma mia, allora, forse uno scherzo che mi hanno fatto all'ultima replica di Sette Sposi e Sette Fratelli, c'era il momento toccante quando c'era la culla col bambino perché era nato il figlio, e cantava sta canzone struggente, ti amo, cioè proprio il momento topico del musical. L'unico momento in cui ero proprio serissimo, perché poi per il tuo musico ha fatto, e quei maledetti mi hanno nascosto dentro la culla, un bambino terribile con le sopracciglia unita, tutta una cosa e io ho anche il video di questa cosa.
SPEAKER_01Io dal pubblico, l'hanno fatta la quinta.
SPEAKER_02L'hanno fatto. Io non sono quasi riuscito a cantare, mi stavo sentendo male. Con Diana ma sempre le lacrime.
SPEAKER_03Ricordiamo siete sposi o siete fratelli, diretto da Luciano da Luciano Cannito con Diana del Bufalo.
SPEAKER_01Bello, bello lo scherzo dell'ultima replica. Ho la foto, poi ve la faccio vedere. Il momento fa più, si. Noi qui siamo molto, molto diretti. Ti chiediamo di mandare a far chiù qualcuno o qualcosa, mettiamo un'entità. Un'entità se non vuoi fare nomi, poi non fare nome. Chi capisce capisce, chi non vuol capire, non capisce, intenda, non intenda.
SPEAKER_02Qui l'ospite ha questa possibilità: in generale, io manderei a far chiù. Chi non ha rispetto per gli artisti, dal protagonista, all'ultimo dell'Asame, insomma, all'ultimo dei macchinisti, quelli che pensano, che prendendoti a far parte di un lavoro, ti stanno regalando quando in realtà è uno scambio. Perché senza l'artista, chi sta dall'altra parte non può combinare niente.
SPEAKER_03Viceversa, questo è quello che mi sento di dire e noi lo sottolineiamo e lo approviamo in pieno. È veramente una squadra, uno scambio, è anche. Viceversa. Spesso gli artisti pensano, sono io che faccio il riso, ma non è vero, perché se non ci fosse tutto il resto, potresti essere l'artista più forte del mondo.
SPEAKER_01Cameretta, Baz, devo dire che ci hai dato tanto.
SPEAKER_03Se tevi respettavamo tanto, tanto ci hai dato. Sì, sì, sì, sì. Sono molto cotto. Purtroppo c'era anche Casciari, ma io la coppia, Piparo Casciari. Ho imparato anche io diverse cose, assolutamente.
SPEAKER_01Ho imparato anche io diverse cose, imparo sempre. Però anche oggi ho imparato anch'io diverse cose che non sapevo della sua storia. Pensavo di conoscere, invece, ho capito. È bello di fare queste chiacchierate un po'.
SPEAKER_02Beh, non abbiamo parlato di tutta la mia parentesi nell'hard, no, quello, tornerai.
SPEAKER_01Abbonatevi, abbonatevi. Iscrivetevi, notifiche, cose, palline, giustamente, campanelline, eccetera. Bene, grazie, Marco Mazzoni. Grazie, speriamo di rivederti tantissimo a fare quello che già sai fare, ma magari in un altro musical magari davvero senza prender il certo, grazie, Massimo Romeo Pivo, Mauro Casciare, Marco Bazzoni, vi diamo appuntamento alla prossima puntata, al prossimo episodio di Fac Musical. Perché queste sono app One Sis 3. Questa è proprio capito, una dietro l'altra. E voi guardate queste queste puntate una dietro l'altra in binge watching: ma ascoltatele anche soltanto. Sì, io dico guardatele perché piace molto guardare, perché è vero che è un guardone perché sono un guardone, però è vero che è bello anche ascoltare, sai?
SPEAKER_03Bene, grazie Ba. Grazie, a presto.