FAQ Musical
Irriverente, sorprendente, diretto: FAQ musical risponde alle domande che tutti vorrebbero fare sul musical senza filtri e senza maschera . Casciari & Piparo insieme ogni settimana per raccontare e celebrare il mondo del musical italiano e internazionale ma anche per stravolgerlo e sconvolgerlo sfatando miti, leggende e falsi racconti . Un ospite a puntata, aneddoti dal backstage, e la rubrica in cui potete mandare a quel paese quello che non vi torna. Venti minuti, nessun filtro, tante FAQ e… qualche Fuck you!
FAQ Musical
Ma l'intelligenza artificiale cambierà il teatro? — con Luca Ward | FAQ Musical S1E7
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Una macchina può scrivere un musical? Può cantare al posto di un'orchestra dal vivo? Può doppiare un film senza che ce ne accorgiamo? E soprattutto: può salire su un palco, sudare, sbagliare e tenere in pugno una platea?
In questa puntata di FAQ Musical, Mauro Casciari e Massimo Romeo Piparo affrontano il tema più caldo del 2026: l'intelligenza artificiale generativa applicata allo spettacolo dal vivo. Si parla di scenografie costruite al computer, di realtà aumentata, di sceneggiature scritte dagli algoritmi, di
colonne sonore generate a costo zero — e del perché il Sistina continua a investire nell'orchestra dal vivo anche quando il pubblico, alla cassa, sceglierebbe di risparmiare.
Poi entra Luca Ward. La voce di Russell Crowe, di Samuel L. Jackson, di Keanu Reeves, di quattro James Bond. La voce di Ulisse di Alberto Angela. Ma anche il Professor Higgins di My Fair Lady, il Capitano von Trapp di Tutti insieme appassionatamente, Bill in Mamma Mia!, la preside Trinciabue
di Matilda. A febbraio 2026 ha brevettato la propria voce — primo caso in Europa — per proteggerla dalla clonazione vocale dell'AI.
Ward racconta come è davvero nata "Al mio segnale scatenate l'inferno" (la verità sulla direttrice Fiamma Izzo, le 30 ripetizioni e Ridley Scott che adottò la versione italiana anche in inglese).
Spiega cos'è il copyright della voce, come funziona l'impronta vocale, perché l'idea della clonazione era nata per nobili motivi grazie a un'intuizione di Pino Insegno per i malati di SLA, e cosa si prova ad ascoltare un audio finto di un collega — Pannofino, Pino Insegno — generato dall'AI.
E poi il doppiaggio italiano come arte riconosciuta da Mattarella, la "casta" che oggi non lascia più entrare i giovani, le scuole che non bastano, l'Accademia Sistina, e il salto da una sala di registrazione buia al palcoscenico del Sistina con Piparo regista e produttore.
Il momento Dietro il Sipario: il debutto di Matilda, la voce della preside Trinciabue trovata in camerino cinque minuti prima dell'apertura del sipario, e lo sguardo di Piparo dalla consolle che vale più di qualsiasi recensione. La FAQ YOU finale è un vaffa al sistema del cinema italiano e ai finanziamenti pubblici che oggi tengono in vita un cinema "monotematico", mentre Cinecittà — un tempo "una piccola New York" — resta deserta.
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"Moulin Rouge! Il Musical" - a Milano da novembre
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Però Luca io ti dico subito una cosa, abbiamo elencato tutto quello che fai. Tutti ti chiedono sempre una 15, noi non te la chiederemo oggi: non ci devi dire la frase quella che tutti ti chiedono, e perché scusa, perché basta, la chiedono tutti.
SPEAKER_03Benvenuti a Fac Musical. Fatti, argomenti, questioni sul mondo del musical. Sono qui. Saluti cari da Mauro Casciali e da Massimo Romeo Pipparo. Ciao ciao Mauro, buongiorno, buon pomeriggio. Buonasera, diciamo a tutti, buona giornata. Sì, sì, ci potete guardare e ascoltare sempre ovunque, e è il caso di dire in questa puntata che è di argomento attualità, di dire, dobbiamo dire che siamo nel 2026 in primavera. Così poi, quando la rivedete fra un anno, fra due anni, fra vent'anni, capite com'era la situazione. Quando ne abbiamo parlati di quest'argomento, l'argomento è intelligenza artificiale generativa a teatro. Sembra quasi una roba impegnativa psicologicamente. Lo è, secondo me, lo è perché è un argomento appunto diciamo di strettissima attualità, già da qualche anno, tutto cambia di mese in mese, c'è sempre una possibilità in più che si crea con l'intelligenza artificiale e che cambia la realtà nella quale tutti viviamo e noi tu lavori. Insomma, gli attori lavorano e non solo gli attori.
SPEAKER_01Sì, diciamo che insomma, l'80% delle volte è quasi un gioco. Sta diventando invece un elemento essenziale quasi di questo cambio epocale che sta avendo la nostra società. Devo dirti, però, che noi parliamo di teatro spettacolo dal vivo, c'è qualcosa che avviene in quel momento, in quel luogo, con quelle determinate persone. Per fortuna, come ci ha insegnato la storia dal tempo dei Greci, il teatro è sempre vivo e sopravvive. Chiaramente ci può essere questa commistione, questa contaminazione, con questo nuovo modo di anche facile, se vogliamo, di creare. Cosa succederà, Casciari? Che smetteremo di essere creativi noi, io non credo, sono abbastanza ottimista. Cioè, l'intelligenza artificiale può essere un elemento che ci aiuta o quantomeno velocizza alcuni processi, ma mi sento di dire, almeno nel teatro e nello spettacolo dal vivo, che fino a quando ci sono delle menti creative dietro, l'intelligenza artificiale potrà essere un supporto che sostituiscano la creatività di alcuni grandi creativi, la vedo molto complicata. Quello sì. Certo, per te e quelli che fate radio o lavorate in voce e poi ne parleremo col nostro ospite, che scatena. È un ospite che scatena. E quando si parla di voce, numero uno: con lui affronteremo entreremo proprio nel vivo di questa cosa. Chiaramente un po' mette paura questo fatto che le voci possano essere clonate, riprodotte artificialmente dall'intelligenza artificiale. Quindi, insomma, per voi sarà dura a meno che non facciate qualcosa, brevettiate le vostre voci, ma servirà? Ne parleremo poi con il nostro ospite.
SPEAKER_03Ne parleremo a tutti voi che fate lavori magari meno artistici, anche nel campo, di un commercialista, l'intelligenza artificiale può generare dei cambiamenti che, se non sono perfetti, però in quel caso crea danno. Invece, nel mondo artistico non c'è la perfezione, per cui è molto più facile che di qua, nella parte artistica, il nostro lavoro sia fagocitato da questa creatività artificiale. Ma non parliamo solo di lavori di concetto, perché anche per chi fa una scenografia, per chi fa un costume, per chi anche per chi pulisce il palco. L'intelligenza artificiale.
SPEAKER_01Diciamo che la tecnologia ha già fatto il suo ingresso a gamba tesa, invadente nel mondo dello spettacolo dal vivo. Quindi tutte le tecnologie moderne di illuminotecnica, di videoproiezioni, di suono, quindi riproduzione delle voci. Già da tempo, prima ancora dell'intelligenza artificiale, assistiamo spesso a spettacoli in cui si sostituiscono le macchine scenografiche di una volta, quelle sempre affascinanti, quelle che creano veramente la magia del teatro, con delle proiezioni. Metti uno schermo dietro, fai delle belle grafiche ed ecco che aumenti la realtà, si chiamava realtà aumentata, prima dell'intelligenza artificiale. Chiaramente quello ha un po' cambiato il modo di vedere lo spettacolo dal vivo, ma ti dirò può dare fastidio alla nostra generazione certe volte. Ma i giovani di oggi che sono nati con gli occhi davanti a uno schermo, quindi abituati a vedere un'immagine costruita e proiettata, perché no? Magari quando vengono a teatro riconoscono un linguaggio più vicino a loro.
SPEAKER_03Adesso ci sono anche software che a costo praticamente zero, realizzano canzoni e quindi sarebbero anche in grado di realizzare la colonna sonora di un musical da zero volendo.
SPEAKER_01Sì, sulla musica è più complicato difendersi a resistere. Perché la musica dal vivo è un plus, è sicuramente un elemento che crea una enorme differenza tra un musical con o senza orchestra dal vivo. Questo io continuo a difenderla. I nostri spettacoli sono sempre prodotti con l'orchestra dal vivo, almeno nella parte stanziale romana, e il pubblico nota e sente la differenza. Ma io ti dico che se chiedessimo allo spettatore, preferisci spendere 50 euro con le basi o 60 con l'orchestra dal vivo? Probabilmente 8 su 10, se non 9, direbbero: no, no, fammi spendere 50 e mettimi le basi, che me frega. Io pensavo dicessi il contrario, no, ahimè, questo purtroppo. Io mi aspettavo il finale, e invece, guarda, devo dire una cosa un po' forse impopolare per la memoria del grande Pietro Garinei, gestore storico del Teatro Sistina. Quando io giovanissimo e venivo qui con i miei primi musical con le orchestre dal vivo, lui mi diceva sempre: Ma Pippo, perché mette questa orchestra dal vivo? Tuardi, dottore, come perché? Perché le orchestre dal vivo. Nel musical sono a Londra sono obbligatorie, non esiste un musical con le basi. E poi la musica è centrale. Nel genere musical, non è prosa, dove no, non sono d'accordo. Questo è un suo vezzo personale. Mi dice lui parlava un po' così. E quindi addirittura io avevo 27 anni, producevo le mie prime opere rock, scherzo per stare vita. E quindi stavo di fronte a questo gigante della commedia musicale italiana, e mi sentivo dire che l'orchestra dal vivo fosse un vezzo. Ecco. Questo oggi mi sento di dire che insomma un po' sbagliava. Lui diceva sempre: molto meglio un bel nastro registrato bene che un'orchestra che fa sentire male, per la riproduzione dell'audio. Ecco, oggi, a parte che i sistemi di riproduzione del suono dal vivo sono talmente sofisticati che trasmettono un suono pulito come se fosse un disco. Ma poi l'anima che mettono i musicisti quando suonano, non c'è intelligenza artificiale che possa riprodurla. Poi è ovvio che oggi abbiamo la possibilità di campionare, registriamo degli strumenti dal vivo, li aggiungiamo con una track elettronica, quindi attraverso un computer, e magari suonano quattro archi ma ne senti venti. Però i quattro archi dal vivo ci sono. Quando c'è il momento solista del violino, della viola, del violoncello, lo percepisci proprio con le vibrazioni che ti dà lo strumento dal vivo. Non parliamo dei fiati, i sassofoni, questi strumenti qua che dal vivo hanno ovviamente una loro dimensione. Per cui io continuo a difendere fortemente le cose di una volta: il musicista dal vivo, la parola e la macchina scenografica che si muove, però è vero che l'intelligenza artificiale può fare ben altro.
SPEAKER_03Ecco, al di là della materialità che si può conservare a teatro e che si conserva grazie al cielo, per ora, l'intelligenza artificiale generativa già scrive sceneggiature, dialoghi, testi di canzoni e anche adattamenti. Allora, chi è l'autore di una cosa del genere, poi?
SPEAKER_01La macchina o l'uomo? Ma sicuramente la macchina pesca tra ciò che ha creato l'uomo, non è che sta inventando delle cose che non sono mai esistite, mette insieme. È il famoso google. Quando tu cerchi una cosa, ti dà una risposta, cosa vuol dire avere dolore alle ginocchia, quello ti fa una diagnosi, come se dietro ci fosse un medico. No, è ovvio che non è così. Mette insieme delle informazioni che raccoglie nel mondo del web, della rete, quindi chi c'è dietro tutto questo, c'è sempre l'essere umano, no.
SPEAKER_03Io da diciamo da attore novizio novello, attore strepitore, però, però, alla prima esperienza, però ho apprezzato tantissimo quello che gli attori sanno benissimo da una vita: attori di palco sanno benissimo da una vita: cioè in un mondo in cui tu puoi fare tutti i video che vuoi, come facciamo adesso noi per internet, puoi farti i selfie, puoi fare qualunque cosa digitando quattro prompt ti esce un video quasi gratis da 20-30 secondi che potresti girare con una troupe da mezzo milione di euro. La forza di avere il pubblico davanti, di sentire le vibrazioni nell'area della reazione e di sbattere i piedi su un palco, muoverti, sudare, sbagliare, quella cosa lì non potrà mai essere sostituita naturalmente, sia credo che noi che lo facciamo che io da spettatore per chi guarda, ma guarda, non è un caso infatti, che lo spettacolo dal vivo stia ancora difendendosi molto bene, registrando dei numeri che danno segni di salute comunque.
SPEAKER_01Certo, non possiamo dire che sia un momento florido, ma insomma siamo in piene guerre, però lo spettacolo dal vivo rispetto, per esempio, al cinema, sta avendo dei numeri in controtendenza. Quindi questo che dici tu sicuramente è e sarà sempre la forza dello spettacolo dal vivo.
SPEAKER_03E anche la possibilità e l'eventualità di sbagare. Perché quando guardi uno spettacolo dal vivo, lo vivi anche con vediamo che succede. C'è comunque un'incognita imprevedibile che tu puoi aspettare ogni momento.
SPEAKER_01Una sera non sarà mai una replica. Una sera non sarà mai uguale alla seconda, o a quella prima o a quella dopo. Quindi ogni evento che si compie sul palco è unico. E questa unicità, per fortuna, lo spettatore ancora la percepisce ed è disposto a pagare un biglietto per venire a vedere uno spettacolo dal vivo, soprattutto se c'è Mauro Cascenici sicuro?
SPEAKER_03Tra l'altro, io sudo molto, mentre l'intelligenza artificiale generativa non suda, questo ve lo dico come non suda, non consuma. No, dio consuma consuma. Sì, perché prosciughiamo i laghi per raffreddare i server. Però, diciamo, non consuma l'energia, quella, diciamo, incalcolabile. L'energia incalcolabile, quella nostra dell'uomo, mi piace come. Allora, oggi sono profondo. Sì, sì, sì. Ma questo argomento ti sta, perché io sono molto.
SPEAKER_01Oggi mi hai messo quasi tipo. Sembra quasi una lezione universitaria seria.
SPEAKER_03Perché io sono molto contento di aver fatto teatro. Perché si è aperto un mondo nuovo per me, mentre è possibile che si chiudano i mondi che sto vivendo, cioè quello della radio e quello della televisione, che sono facilmente replicabili e rimpiazzabili dall'intelligenza artificiale generativa. Invece, il teatro mi sembra ancora un mondo aperto all'uomo e che spero lo resti ancora per bravo a Milano. Questa cosa l'hai detta bene, ci meriti un applauso del nostro. A proposito di teatro, grazie, pubblico. Tu sai che noi, e ve lo diciamo, le vostre domande scrivetele qui sotto ovunque ci guardiate. Se ci ascoltate, andate sui social, cercate Fac Musical e lì trovate lo spazio per scrivere i commenti ovunque.
SPEAKER_01Perché ribadiamo. Noi, per esempio, gli argomenti, quello di cui stiamo parlando, lo tiriamo fuori dalle vostre curiosità. Voi ci scrivete, recepiamo le vostre curiosità e sviluppiamo un episodio del nostro podcast. Quindi continuate a scriverci, continuate a darci le vostre impressioni, curiosità, domande, fatti, argomenti e questioni. E Mauro Casciari e Massimo Romeo Pipo saranno qui per rispondere: lui, perché io ho Casciari, tu stai prendendo adesso. Finalmente hai una visione abbastanza completa.
SPEAKER_03Certo, ho l'occhio di qua e l'occhio di là. Ricordiamo lo strabismo di Marte, ogni occhio della sua parte. Arrivano diverse fac, diverse domande. Molte sono per Luca, l'ospite che arriverà fra poco: Luca The Boys. Ho cominciato a pensare: un Luca, appunto che scaten all'inferno. Questa, però, è per te, non certo per me, perché tu ne sai di più. Allora, non c'è scritto il nome, comunque. Ciao a tutti, vi seguo con molta attenzione. Volevo farvi complimenti. Avete creato veramente una bella realtà. Felice, grazie. Volevo chiedervi se poteste commentare lo dice scandaloso bando di una produzione che cercava comparse barra coro a titolo gratuito per lo spettacolo. Lo posso dire il titolo dello spettacolo, perché non so qual è la domanda, ma è possibile che siano messi così male, nel senso che, praticamente, c'è apparso lui ha visto questo manifesto di una produzione con un titolo abbastanza aulico, che cercava comparse e coro a titolo gratuito per lo spettacolo.
SPEAKER_01Ho capito di che parla, sì, sì, no, non diciamo il titolo, è uno spettacolo. Che deve debuttare a breve, credo a Trieste, inizi, mi è capitato di vederlo anche manifesti per la città. No, no, ho visto proprio il bando. Devo dire che sulla frase finale, la partecipazione all'evento è insomma a titolo gratuito. Io l'ho interpretata subito come partecipazione all'audizione fosse gratuita. Invece, poi, approfondendo è venuto fuori, sì, anche a noi che invece reclutavano comparse per aggiungerle al cast dello spettacolo in queste repliche, però, non le avrebbero ricompensate del loro lavoro. No, allora, non so se sei uomo, donna o fenoma, chiunque tu sia, che hai iscritto questo messaggio, sì, sono d'accordo. No, non siamo messi così male. Sarà stata uno scicolone di colleghi produttori, perché obiettivamente sì, è vero che offri un'esperienza. Cioè, tu sei interessato a vivere l'esperienza di salire sul palco una sera, magari ti puoi anche offrire a questa opportunità. Onestamente, però la produzione ne ricava un grosso vantaggio. Lo spettatore vede più persone sul palco magari le imputa a uno sforzo economico della produzione, e invece dietro non c'è questo sforzo economico, ma c'è semplicemente l'uso della passione di questi che si presentano. Comunque sappi che non siamo messi così male. Non succede. Sarà stata una svista o comunque insomma. Non so, approfondiremo. Magari nel prossimo episodio faremo sapere se questa cosa è andata avanti veramente o se hanno corretto il tiro.
SPEAKER_03Abbiamo parlato di intelligenza artificiale generativa, il mondo del doppiaggio è uno di quei mondi a rischio. Che si fa molte domande da un po' di tempo sull'uso dell'intelligenza artificiale nel doppiaggio, che c'è già e potrebbe aumentare in teoria in quantità. E noi abbiamo l'ospite giusto per questo argomento. Ma il più giusto di lui giusto d'Italia, sicuramente, l'Italia ha i doppiatori migliori del mondo. Considera che il doppiaggio in Italia è una vera e propria arte, che gli altri paesi non hanno. Ricordiamo, per esempio, che in Polonia c'è una voce neutra maschile che legge il testo di tutti i protagonisti in tutti i film. Sono stato Casciari la Polonia.
SPEAKER_01No, no, no, per dirne una! A ogni episodio viene fuori la Polonia per qualcosa. È Casciari è innamorato della Polonia. Viva la Polonia! Amici colati, buongiorno.
SPEAKER_03Oppure in altri paesi tipo tutti quelli scandinavi, dove la lingua inglese è la seconda, sono sempre sottotitolati.
SPEAKER_01Però questo è un problema. Allora, è un'arte il doppiaggio italiano di cui siamo insomma fieri nel mondo, veramente a volte migliorano i film. Io che amo vedere anche i film in lingua originale, posso dire che certi doppiaggi migliorano addirittura gli attori originali che parlano inglese. Dall'altro lato, però, c'è un risvolto. Io lo vedo, per esempio, con mia figlia che ha 13 anni, e per fortuna riesce a guardarsi le serie scegliendo la lingua se resenti in inglese, ma mentre noi siamo cresciuti con i cartoni doppiati, e questo ha portato la nostra generazione a non parlare un fluente inglese come invece fanno tutte le popolazioni del nord Europa dove la televisione non è doppiata, quindi vedono tutto sottotitolato e in lingua originale.
SPEAKER_03E questo che sta arrivando, comunque in italia è il doppiatore numero 1. Ha doppato un mille film, perché i numeri che ci sono qui sono ormai stati superati, perché lui è il numero uno del doppiaggio in italia. Mentre stava per venire qua. Mi ha doppiato due se il doppiaggio italiano è il numero uno nel mondo: è anche per merito suo: che è un attore doppiatore, la voce di. Rascello, Samuel Jackson, Keano Reeves, Quattro James Bond. Ridley Scott ha cambiato la sceneggiatura originale per una sua frase che non citeremo che nella storia, ma non la diremo. Anche voce narrante, guida di un sacco di programmi televisivi, ulisti. eccetera, eccetera. Attore qualistina. Io non conoscevo tutti i musical che ha fatto lui. È stato il professor Higgins in Myferled: il capitano Fon Trappen. Tutti insieme appassionatamente Bill in Mamma mia, fatto da Fulmonti, la preside Trinciabue in Matilda in versione drag. Inimmaginabile, a febbraio ha brevettato la propria voce, primo in Europa, signore, signori. Luca Bord, grande Luca War.
SPEAKER_01Grande data, grande piacere. Però, Luca, io ti dico subito una cosa: abbiamo elencato tutto quello che fai. Tutti ti chiedono sempre una cosa quindi non te la chiederemo oggi. Non ci devi dire la frase, quella che tutti ti chiedono. E perché scusa? Perché basta, tutti. Basta, Luca, non c'è bar, merceria, formati. Ma chiedono tutti voi, ma chiedete: la pizza, una margherita e lui, sì, però, mi devi dire.
SPEAKER_03Io la prima domanda: non voglio sentire quella frase, ma tu, quando hai recitato quella frase, sapevi, potevi immaginare che sarebbe rimasta nella storia, oppure era una frase come tale?
SPEAKER_01No, no, no, nessuno di noi immaginava. Era il 2000, quando abbiamo doppiato quel film ad aprile, perché poi il film è uscito il 23 maggio del 2000. Direttore del doppiaggio era Fiamma Izzo, che ha curato anche i dialoghi. E per noi era un film come un altro. Non c'era. Certo, era bello perché comunque era un si vedeva che era un bel film, però non era completo. Non c'erano le musiche, molti effetti non c'erano, quindi l'abbiamo fatto come un qualsiasi altro film, certo, è la famosa frase: al mio segnale scatenate l'inferno.
SPEAKER_00L'ha detta, la detta, l'ha detta, l'ha detta, la detta, la ridetta, perché ormai è diventato quasi parte del suo cognome.
SPEAKER_01Sì, ma perché allora la frase in originale era: Al mio segnale scatenate i cani. Perché le legioni romane avevano i molossidi, li rendevano famelici, li lanciavano contro il nemico. Però incisa non ci diceva niente. Tanto che Fiamma Izzo: geniale, anche perché non era un film storico: il gladiatore, molti confondono: hanno sbagliato l'ilmo e quello. Non è un film storico, quindi, di che stiamo a parlare? Il generale Massimo è un uomo di fantasia, un personaggio di fantasia. E a lei è venuta in mente questa genialità, al mio segnale, scatenate l'inferno e l'ho ridetta per la seconda volta così.
SPEAKER_03Tra l'altro, amici, questa era libera sotto, quindi possiamo riciclarla all'infinito, essere segnata.
SPEAKER_01E l'abbiamo incisa e gli americani che. Sono anche molto intelligenti e molto furbi. Al Riddil Scott gli è piaciuta tantissimo e la fece poi doppiare a Russell Croy quindi anche in inglese nella versione inglese è questa: la genialità italiana. Ma prima che tu ti sedessi qui, noi abbiamo elogiato come bene culturale italiano il doppiaggio: Ebbè, come l'industria del doppiaggio italiano. Certo, ma Mattarella quattro anni fa fece un comunicato stampa proprio, esaltando proprio la peculiarità, la qualità del doppiaggio italiano. Ma è proprio un'arte che tutti ci riconoscono, su cui io, però, ho fatto un po' un piccolo appunto perché impara ci fa imparare meno la lingua inglese perché non guardiamo i film in. Questo in parte è vero, però c'è da dire una cosa: che a noi italiani di studia non ce va. No, ma no! Allora, se tu pensi, il doppiaggio c'è in circa 60-70 paesi nel mondo. E nella maggior parte di questi paesi la popolazione parla inglese. Le popolazioni parlano inglese. Italiani e francesi anche in Francia c'è il doppiaggio, l'inglese non lo vogliono parlare. Tanto, le turiste americane, le rimorchiavamo lo stesso.
SPEAKER_00Non fa una piega!
SPEAKER_03Allora, premesso che quando state ascoltando questo podcast, le voci mie e di Massimo sembrano dei paperelli rispetto alla voce che sentite di Luca Ward, godetevi a occhi chiusi, anche se guardate i video, godetevi questo momento, chiudete gli occhi e ascoltatevi.
SPEAKER_01Tra tutti gli episodi, questo è quello proprio da ascoltare, almeno avete. Vabbè, poi anche se io nella vita poi parlo romano.
SPEAKER_03Allora, il doppiatore più è bravo, più sparisce. Lui adesso è diventato un personaggio anche fuori dalla sala di doppiaggio. Però, quando guardi un film, anche può essere anche un cartone animato, un'opera, una serie. Tu non devi pensare che c'è un. Cioè, più il doppiatore bravo, più è trasparente perché è talmente perfetto nelle vere.
SPEAKER_01Agli inizi, magari le voci maschili era uno che doppiava tutti i film. Quindi Cary Grant, Gary Cooper. Emilio Cigoli ha doppiato 40 attori. Poi c'è stata Lei Rina Mendola. Certo, anche per Rulcio ne ha doppiati tantissimi.
SPEAKER_03Io credo sia il mestiere artistico più modesto, tra virgolette, perché tu devi essere veramente una persona. Sì, ti mette al servizio al servizio non è facile per uno che comunque ha un'arte. Poi tu adesso hai avuto questa. Sei anche un bell'uomo, sei un attore, e quindi hai dimostrato di poter uscire dalla sala di doppiaggio e avere anche una seconda, anche una terza.
SPEAKER_01Sì, ma guarda che la cosa del doppiaggio è che purtroppo in Italia si va. Ti mettono in alcuni settori. Tu puoi fare il cattivo, tu puoi fare il buono, tu sei un attore di teatro, tu sei un doppiatore, tu. No, allora, il doppiaggio nasce dagli attori e dalle attrici italiane. Alla fine della prima guerra mondiale. Per cui sono attori che interpretano, anche perché per interpretare certi ruoli, soprattutto oggi, dove gli attori spaziano molto. I ruoli cambiano moltissimo tra di loro. Se non sei un attore è difficile capire poi come fare. Non basta la bella voce, il bel timbro, parlare italiano. E guarda che prima che tu ti sedessi, io ho avuto l'ardire di dire che addirittura alcune volte il vostro doppiaggio ha migliorato l'attore originale. Beh, in alcuni casi, sono tutti fenomeni, gli attori americani. Esatto, ma basta sentire la lingua originale. Io facevo questo confronto. Poi, sentendo l'inogina, dicevo, porca miseria, ma l'abbiamo anche riqualificato. Anche perché noi abbiamo una cultura della voce che ci viene naturalmente dai nostri grandi attori del passato, da Arnoldo Foin, insomma, i giganti. Abbiamo una cultura della voce che loro non hanno, loro hanno spesso le voci, soprattutto le donne, no? Good morning. Tu dici Michel Fiverr e fa. Poi arriva Emanuela Rossi che fa buongiorno, perché noi nelle orecchie abbiamo il calore della nostra vocalità. Per gli americani, il Nasale è un segno di riconoscimento esatto, di riconoscibilità. Se noi li doppiassimo in quel modo sembrerebbe possibile.
SPEAKER_03Poi io aggiungo una cosa, io sono un grande appassionato di factual per dire di ristrutturazione delle case. Adesso dico una roba che è un doppiatore storico, come lui fa un po' ridere. Però, in quei casi lì sono prodotti nordamericani, girati. Il doppiaggio italiano gli fa sembrare dei capolavori, nel senso che la musicalità che tu trovi in questi che parlerebbero normalmente di sono riprese di tutti i giorni, eccetera. Col doppiaggio italiano ti sembra di guardare una serie. Cioè, lì proprio c'è un valore, lì proprio aumenta il valore del prodotto. Lo so che poi sono cose minimal fatte per riempire gli spazi vuoti dalla cioè.
SPEAKER_01Però quella roba lì stravolge completamente, impreziosisce completamente il prodotto. A volte però si esagera al contrario, io mi ricordo sempre le cose sulla natura: il fringuello.
SPEAKER_00No, per carità, esatto.
SPEAKER_01C'è qualcuno che si prende un po' troppo sul serio. Esatto, no, no, no, quello non bisogna mai farlo. Però, non è tanto la nostra abilità, ma noi siamo, noi siamo aiutati dalla nostra lingua che è riconosciuto in maniera universale. Pensate che oggi abbiamo superato da un anno, un anno e mezzo, i francesi. Siamo la terza lingua studiata al mondo. Perché è considerata una delle lingue più potenti del mondo. Primo per il numero di vocaboli. Cioè, se prendi un vocabolario inglese e un vocabolario italiano è il doppio motivo per cui tutti parlano inglese nel mondo esatto, e c'è questa potenza. A me lo fece notare tanti anni fa. Una sera, quando conobbi Rassel Cro, che mi spiegava proprio la differenza, secondo lui, della scena dell'arena detta in inglese e detta in italiano, al di là del fatto che io e lui recitiamo più o meno nello stesso modo, ma dice: in italiano è più potente perché è proprio la lingua più: ma è musica, la nostra lingua è musica. L'orecchio di qualsiasi ascoltatore nel mondo ama la lingua italiana proprio per la sua musicalità. Assolutamente.
SPEAKER_03Possiamo tornare al musical e anche all'argomento di questa puntata? Perché noi abbiamo iniziato prima che tu arrivassi, un'introduzione, abbiamo parlato dell'intelligenza artificiale generativa nel mondo del teatro, in questo caso, del musical e anche nel doppiaggio che è agli albori, diciamo, questa tecnica di sostituzione del sembra, ma già molto avanti. Ecco, tu hai fatto una cosa che diciamo prima: numero uno in Italia per la voce, anche numero uno in Europa per un copyright, un'idea che hai avuto. Copyright della voce. Spiegaci un po'.
SPEAKER_01Allora, io mi sono rifatto. Io lo studio legale che mi ha aiutato, che è uno studio italiano, ma ha sedi anche all'estero, quindi anche negli Stati Uniti. Loro si sono rifatti a delle leggi internazionali già esistenti, che esistevano già da diversi anni. Ma dell'intelligenza artificiale: assolutamente sì. Dove in America questo argomento è stato affrontato già diversi anni fa, con l'arrivo dei social network. Perché qualcuno già prevedeva che qualcosa sarebbe accaduto. E facendo riferimento anche a delle leggi che sono ancora poche, fatte dal Parlamento europeo. Con questo abbiamo fatto il copyright: copyright della voce, questa è la mia voce. Che è semplicemente una frasetta. Tu la mandi a questo organo internazionale. Io sono Luca Ward. Con quello. È depositata. È depositata. Cosa studiano? Le frequenze, esatto, l'impronta vocale, l'impronta vocale. Quando abbiamo fatto le prove, con l'intellizione, allora per rifare la mia voce è un po' difficile, ma non perché è figa.
SPEAKER_00Perché io, anche quella, diciamo: No, vabbè, il cavolo, è molto figa la tua voce, va bene tutto, però.
SPEAKER_01No, sai che cos'è che loro non si Sagitario? Lì sì, però io quando doppio Samuel Jackson ho un tono, Doug Grant, un altro. Rassel Crowe, un altro, Brosnan, un altro. Quindi rifarla è particolarmente difficile. Però ci sono delle frequenze. Che se tu le metti sopra, capisci che non sono io che ho detto quella. Un po' come la grafia, il grafologo che studia la firma. Ma io ho voluto mettere proprio un punto: visto che i governi sono in terribile ritardo, perché questa roba. Non se l'aspettavano. No, assolutamente. A me mi hanno chiamato cantanti, musicisti, attori, attrici, diciamo, che è sta roba? Gli ho detto, ragazzi, bisogna cominciare a dare dei. Io l'ho fatto per dare un segnale. Perché al tuo segnale scateniamo l'inferno.
SPEAKER_02E quattro, diciamo che ne stiamo stiamo abusando. Vedi a non fa bene la pagano, ricordiamo che la meglio.
SPEAKER_01Ascoltate ora, che avevo detto Luca, questa volta non ti chiediamo di dire la solita frase, quattro volte. Tuttavia, ecco, la cosa importante era dare un segnale. Perché tre anni fa è stata formata una commissione del governo italiano proprio che si occupa di intelligenza artificiale, ma con tutto quello che è successo negli ultimi tempi, si è un po' arenata, ma adesso va riaperta. Per quella roba viaggia velocissim e va in qualche maniera: non puoi contrastarlo il progresso, questo è ovvio. Però un po' regolamentata direi proprio di anche perché sta avendo dei risvolti drammatici: clonano le voci di figli che poi. I nipoti che chiamano i nomi. Insomma, le truffe stanno dietro l'angolo. Sì, sì, sì, sì, sì. Assolutamente. Ovviamente un'applicazione distorta di un'idea invece che poteva. Pensa, lo sai com'è nata, lo sapete com'è nata la cosa? Per i malati di Sla parecchi anni fa, c'era un mio collega Pino Insegno, che stava facendo un congresso medico sulla Sla. E è venuto in mente a lui questa cosa. Sapete, i malati di Sla nel tempo perdono la voce e c'è una macchina che parla per loro. E lui, mentre era a questo congresso, ha detto: Ma scusate, ma se noi quando gli viene diagnosticata la malattia, registriamo e campioniamo la voce del paziente, poi quella macchina parlerà con la sua voce. È nata così, da lì si è scatenato l'Infermo 5.
SPEAKER_03Però nasce per un'idea nobile: sì, ma come sempre, adesso ti è capitato di sentire perché un orecchio allenato, riconosce adesso, ancora 2026. Subito se un doppiaggio o una voce artificiale, oppure è umana, reale, calda, vera. Ti è capitato cosa ne pensi?
SPEAKER_01Che effetto ti fa? Guarda, a me è capitato, mi hanno mandato dei file audio una volta di Francesco Pannofino, che è un noto e grande attore italiano, e salutiamo perché è veramente un gigante. E un altro audio sempre di Pino Insegno. Ora, io che li conosco, ci ho lavorato, abbiamo fatto decine e decine di film insieme. All'inizio ho detto Oddio, poi no, non è Francesco. No, no, no, no, no, no, questo non è Pino. Però noi ci conosciamo. Io sono sicuro che quegli audio fatti sentire a l'amico del bar sotto casa, direbbe: Sì, sì, sì, questo è panno fino e questo non è simpatico. Certo, decisamente no. Questo è un rischio. Prima che tu entrassi, noi invece attestavamo come il teatro sarà difficilmente cloudato.
SPEAKER_00E come fai?
SPEAKER_01Perché stiamo lì sul palco? Eh no, lo spettacolo dal vivo, non è possibile che l'intelligenza artifica che poi intelligenza. L'intelligenza, a mio modesto parere, è umana, certo, non può essere l'intelligenza artificiale, viene da ridere.
SPEAKER_03Noi che siamo molto attenti, essendo fac musical, le vostre fac: le Faccu che ci mandate, entro con questa di Nick.plot che scrive: Ciao, Luca, sapendo che saresti stata ospite naturalmente, e sei sempre pazzesco. Il tuo personaggio in mamma mia è memorabile. Ma è vero che lo rifarete? L'ho letto su Instagram e non ci potevo credere. A questo punto, io mi tiro indietro e vi guardo: o dico io al mio segnale.
SPEAKER_012017-2027, sono dieci anni esatti da quando iniziò questa avventura. Però è un corpo quando mi hai detto: sono dieci anni, porca miseria. Ma è uno spettacolo al quale io sono affezionato. Tutti i musical che abbiamo fatto insieme, per carità, sono stati tutti i musical di grande qualità, nonostante il sottoscritto, insomma, soprattutto sul canto, ho avuto sempre i miei problemi, ma al di là di questo, poi parliamo anche di questo, esatto. Mamma mia è stato un fenomeno, credo. Per adesso è anche inaspettato da parte nostra, sinceramente.
SPEAKER_03Certo, ti ricordi che ci avevamo molti dubbi, poi ti chiedo cosa hai trovato in lui, perché ha fatto diversi musical, quindi, ho trovato una fiamma, ma continua a pure.
SPEAKER_01No, lui, io ho detto: Odio, fare mamma mia. Siccome c'era stata una mamma mia precedente, che però non era andato particolarmente bene. Avevo un po' paura, lui mi ha disse: Allora, siamo così: se ti dico che si chiama Romolo Desideri. Desideri è mia moglie, il cognome della moglie. E che Romolo Desideri è di Ostia, o vieni a fare, dico di corsa.
SPEAKER_03Questo allora ha già mai risposto sul modificato.
SPEAKER_01Luca come aveva già fatto Maifer Lady, il professor Riggit, il comandante von Trapping tutti insieme a passionata. Cioè, Luca è la prova quando dicevamo: è un doppiatore sempre uguale. No, se dietro c'è un attore, c'è l'abilità di usare la propria attorialità per mettersi al servizio di personaggi diversi. Questa non è la prova. Poi è chiaro: la prova del canto l'abbiamo costruita nel tempo. Lui ci si è cimentato come tutti i professionisti. Tuttavia, non è la voce e basta. Perché è passato da Romolo d'ostia al comandante von Trapp, quindi austero ex militare austriaco. Insomma, diciamo che ne corre. I musical hanno permesso anche a una voce di diventare corpo, interpretazione, personaggi. Beh, io ho imparato molto dai musical che abbiamo fatto insieme moltissimo. Ma il teatro soprattutto a gestire anche meglio la mia voce, a gestirla meglio, capito? Beh, sì, perché una cosa è parlare su naturalezza della recitazione cinematografica con quella teatrale che invece detta in gergo è portata la voce, un po' più portata.
SPEAKER_03E allora la domanda che in questo caso mi viene è: cosa ti è cambiato uscendo dal buio di una sala di registrazione in genere da solo? Perché spesso il doppiatore negli ultimi vent'anni si siamo più di si fanno separatamente le varie tracce audio. E poi ti sei trovato sui palchi. E mi viene in mente appunto cosa ti sei travasato da un'esperienza all'altra o cosa ti è cambiato nel rimbalzare?
SPEAKER_01Beh, è cambiato tantissimo. Intanto, ho ripreso fiducia in me stesso, perché ho cominciato da bambino a tre anni con i grandi sceneggiati televisivi. Ricordiamo una famiglia di doppiatori.
SPEAKER_03Che continua nel senso che c'erano intorno a te, prima di te, parlare la mente, e anche tua figlia in questo mondo, assolutamente sì.
SPEAKER_01Beh, è cambiato intanto essere, ritornare ad essere insieme agli altri. Perché il doppiaggio un tempo si faceva tutti insieme. E infatti, il risultato quanto durava perché uno potevi rifare tutto, quindi duravano molto di più, e c'era anche quella commune tra di noi tra colleghi. Noi che eravamo ragazzi, che ne so, c'era magari Ferruccio Amendola o Pino Colizzi alle Gio con te, che ti facevano: appoggia questa battuta, che vi è meglio, sta parola appoggiala. C'erano, si imparava. Poi siamo finiti da soli per ragioni naturalmente economiche. E in teatro ho ritrovato la convivialità se facessimo uno spettacolo teatrale in cui il primo quarto d'ora un personaggio dice tutte le sue battute. Poi entra l'altro. Sì, pensa che scriviamola questo, ai nostri autori. Allora, sai cosa succederebbe? Perché molto difficile, non si parlano e si rispondono più, ecco cosa c'è oggi nei doppiaggi moderni. C'è questo che è tutto perfetto tecnicamente, ma c'è qualcosa che non va: cioè, non si parlano se non vi guardate negli occhi, perché io soprattutto conosco panno fino perché abbiamo lavorato in tanti film insieme gomito a gomito, ma i ragazzi io non li conosco. Quando chiedo chi lo fa questo, Antonio Luciani, e chi è? Come recita? Come interpreta? È un disastro. O magari quando fai la tua colonna, le altre sono ancora in inglese, sai che sufici italiano. Io infatti cerco di arrivare sempre per ultimo. Almeno così cerco di uniformarmi, ma è molto difficile e questo soprattutto penalizza i più giovani perché non lavorano con noi. Si impara anche, ho imparato tanto.
SPEAKER_03Posso dire che il doppiaggio si impara ascoltando e guardando, non ho mai fatto doppiaggio, tranne aver assistito.
SPEAKER_01Ma questo a proposito di questo c'era un'altra facca che mi ricordo: Madonna, ragazze, appena hanno saputo Luca Ward. No, è che è scatenato l'inferno.
SPEAKER_00Si è scatenato l'inferno, l'ho detta io, l'ho detta io.
SPEAKER_01Allora, no, ce n'era una, che è un argomento importante di chi volesse sognare di fare il doppiatore, quanto il doppiaggio oggi sia diventata ah, sì, l'ultima, una casta: non volevo dire casta, però una fac scomoda.
SPEAKER_03Sì, sì, sì, sì. No, no, no, no, no, no, dice: prima di entrare nel mondo del doppiato, prima di entrare nel mondo del doppiaggio era più facile, Emanuel. Soprattutto si proveniva da una fabbia di doppiatori. Ora è difficilissimo. Forse è il caso di lasciare spazio ai giovani. Te la dico come l'hanno scritto.
SPEAKER_01Perfetto, allora era più difficile ieri. Ieri non si entrava. Dovevi essere un attore o un'attrice di teatro. Altrimenti proprio non mettevi piede in una sala di doppiaggio, era impossibile. Oggi ci sono le scuole di doppiaggio che sono cosa ben diversa. Il doppiaggio non si nasce doppiatori, si nasce attori e ci si forma sul palco. Punto: Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico. Stop. O qualcun altra, non lo so, per carità non voglio fare. Perché ne so, a caso l'Accademia Sistina. No, vabbè. No, i ragazzi, i ragazzi, i ragazzi giovani. Allora, e poi sono tecniche. Il cinema è una tecnica, la televisione è una tecnica, il doppiaggio è una tecnica. Oggi dicono sì, siete una casta. È vero, noi siamo una casta perché siamo dei grandi professionisti e non può entrare chiunque, non può entrare chiunque. Quindi diciamo è una selezione per merito. C'è una selezione per merito. Ora sì, ci sono molti figli di attori che hanno poi fatto il doppiaggio, ma se non erano in grado, non lo facevano. Perché noi non ci non decidiamo. No, no, decide Spielberg chi fa cosa. Eh, perché poi le vostre voci chiaramente vanno, i voi stessi, i profili vanno negli Stati Uniti. Oggi il problema qual è? Che hanno chiuso gli stabilimenti di doppiaggio, non si può entrare. Se non sai, se non hai il turno quel giorno e sei convocato, io non posso portare lui un giorno che mi dice: Guarda, fammi venire così capisco come funziona. No, non si può portare, quando entri, entri per farlo. Lo so, ma come faccio a far arrivare nuove voci se non li posso portare? Adesso, piano piano, stiamo cercando di scardinare questa roba qui. Col Covid c'erano andati a nozze, chiuso tutto, e no, vari aperti, aperto. Manuel, però fai teatro. Teatro anche per sfadare un'altra. No, c'è una convinzione nel mondo di quelli che noi chiamiamo performer di musical che da più parti lamentano questa cosa, che loro studiano per fare musical, e poi i musical danno i ruoli principali ad attori, a personaggi che vengono da altri mondi. Ma possiamo dire una volta per tutte che come negli altri paesi, o sei attore e puoi fare. Tutti i linguaggi che l'attore comprende, oppure non lo sei. Punto è possibile che uno debba essere o doppiatore o televisione o cinema o musical. Ma no, assolutamente. Anzi, quello che ci dicevano quando io ero più giovani, i grandi Mastroianni, insomma, ho lavorato con tanti di loro. A Lughe impara a fare tutto così in piatto di minestra lo porti sempre a casa. Quindi questo è l'attore deve sapere muoversi in tutto il suo settore: dal teatro al cabaret, al cinema, alla televisione, alla radio. C'è tanto da fare. Gli speaker, per esempio, che oggi li fa l'intelligenza artificiale, sono terribili. Fare uno speaker, una voce fuori campo, è più difficile che fare un film. Molto più difficile. C'era il grande Claudio Capone che era straordinario, la voce di Quark che era diventata uno standard. E certo, ma lui aveva una qualità altissima. Però, per esempio, anche l'intervento di personaggi famosi, popolari, amati come te non sono un aiuto tanti performer anche se accanto a te. Ma certo, ma infatti, poi, ragazzi, partiamoci chiaro: quando si crea una compagnia, un cast di un film, è un gioco di squadra. È la squadra che gioca. Vi ricordate quando per i film italiani si sceglievano i cast misti internazionali? E funzionava come se funzionava. I nostri attori mica si lamentavano se c'era un attore francese, ma no, erano contenti, erano felici. Perché significava che quel film magari avrebbe girato due o tre cose. Certo, noi, infatti, con il grande cinema, quello di un tempo, abbiamo fatto il giro del mondo. Oggi il nostro cinema al massimo arriva in provincia. Bene, Luca, grazie. Sei stata deliziosa.
SPEAKER_03Sono contento. Abbiamo, però, due momenti che non possiamo. No, certo, siamo pensavo.
SPEAKER_01Sembrava un saluto definitivo. Se non lo congediamo così c'è il momento il momento.
SPEAKER_03Ne sono due. Prima c'è il momento dietro il sipario. Secondo me, lui ne ha da raccontare qualcosa che sia successo dietro le quinte che ti è rimasto in testa nella storia della tua carriera.
SPEAKER_01Allora, ce ne sono ce n'è uno in particolare che è successo con Matilda. Matilda era un ruolo oggettivamente difficile, era una sfida complicata. Abbiamo insieme a Massimo provato tante situazioni a modulare la voce, a come farla, la gestualità di questo colosso di donna. Insomma, era particolarmente ricordiamolo che recitavi con tutta un'impalcata, un'impalcatura gigantesca. Io avevo una decima di seno, non vedevo dove mettevo i piedi. Infatti, ogni tanto acciacavo un ragazzino: la preside trinciata interpretata da travestito. E siamo arrivati proprio a ridosso della prima. Che ancora non avevamo capito che voce usare, come usarla. A un certo punto, Massimo è arrivato in Camerino e dopo cinque minuti si apriva al Sipario, diceva, fa come te pare che Dio ce la mandì buona. Il fa come te pare, è un casino.
SPEAKER_00Detto dal regista: era un po' un po' come cosa era rabbia.
SPEAKER_01Sì, io adesso. Divertiti, rilassati. Non sta a pensare alla voce. Lui è stato carino perché io ero. Non sapevo proprio, ma non lo sapevamo insieme. Avevamo provato tante strade. Insomma, vabbè, si apre Stosi pario, e magicamente è uscita una voce. E chi più di te poteva trovare? E io vedi Pipero. Lui chiaramente segue sempre tutti i suoi spettacoli. Stava in console insieme ai tecnici perché lui si mette lì, eccetera, vedi i suoi occhi sgranati così, lì mi sono tranquillizzato. Ho detto forse ho fatto bene. Poi ho ripensato: no, si ha sgranato gli occhi, gli ha preso un corpo. Magari ero morto con una paresia, sì, esatto, ho capito. E invece è stato straordinario, perché quando poi è finito lo spettacolo, è stato un grande successo. Lui è venuto e mi ha detto: Oh, mazza che botta che gli hanno dato. E qui ci stava. Anche un po' di fortuna nel nostro lavoro. Beh, anche un po' l'esperienza che ti porti destiendo. No, perché quel caso era Luca tutto forché una caricatura, e quindi al re della voce non potevo che dare questo come segnale. No, fai qualsiasi cosa al tuo segnale al mio segnale, lui ha scatenato.
SPEAKER_03Però ha scatenato anche l'interno, perché ce l'aveva dentro, sono buttato fuori. Ma guarda, c'è questa, questa scatenata l'interno.
SPEAKER_01Ma guarda, il mestiere dell'attore è un mestiere complesso, molto complesso. Massimo ha sicuramente una caratteristica molto importante, non obbliga o non preme gli attori, cioè, non va per i suoi schemi. Lascia l'attore, lo lascia andare. Poi magari corregge alcune cose, ma lo fa sempre in punta di piedi, mai aggredendo l'artista, questo ti dà la possibilità, cioè, ti senti un po' al sicuro. Ecco io tutti gli spettacoli che ho fatto con Massimo. Mi sono sempre sentito al sicuro e soprattutto anche dove era necessario, protetto. Questa è la cosa più importante. Cioè, lui è un produttore che protegge, ti entra in protezione. Questo è fondamentale. Come erano i produttori, ecco qui dentro. Io ormai ho 96 anni, capito? Anzi, anzi, c'è una cosa che ci tengo a dire: se grazie al cielo, questo teatro è ancora in piedi, è grazie a Massimo che l'ha rilevato.
SPEAKER_00No, no, no, grazie, grazie.
SPEAKER_01Io la racconto a tutti, anche è la sua bella grande squadra, perché per carità, però io lo dico a tutti: anche nel mio spettacolo, racconto che qui c'è doveva essere in garage multipiano. Questo è vero. E arriviamo invece al momento, quale momento? Che te liberi, un sassolino, qualcosa, un pensiero, una FAC non più con la Q, ma all'americana all'americana? A qualcuno qualcosa, qualche episodio della tua carriera, della tua vita. Oh ce n'era i cento.
SPEAKER_03Eh lo so, decidi se fare i nomi, essere allusivo, non fare i nomi. No, il nomi no. Io a Fack Music.
SPEAKER_01Puoi fare quello che vuoi. Guarda, allora un facchio sicuramente al sistema che è molto cambiato del cinema italiano. Io sono del 1960, quindi il grande cinema l'ho conosciuto. Il cinema dei grandi produttori di Cristaldi, Ponti della Lorenti, che si ipotecavano le case per fare un film. Quindi il prodotto doveva essere studiato nei minimi dettagli, doveva essere prodotto e confezionato per essere un successo. Altrimenti saltava l'Ambaradan. E infatti i nostri film sono stati straordinari. Avevamo i cast misti, c'erano attori tedeschi, inglesi, francesi, italiani e questo funzionava molto soprattutto all'estero. Poi è cambiato tutto, è cambiato il sistema. I grandi produttori purtroppo hanno smesso, non hanno più prodotto ed è arrivato il sistema dei finanziamenti pubblici del cinema. Che per carità, per un certo periodo, hanno funzionato. Oggi io li trovo completamente anacronistici. Ma non da eliminare. Ci dovrebbero essere, comunque, ma per i giovani, per i giovani talenti, per scoprire nuovi talenti, come faceva Cecchi Gori con la pentafilm, che aveva una sezione dedicata ai giovani talenti. Tanti registi hanno cominciato con lui e lui gli ha dato la possibilità proprio perché secondo lui quelli erano dei talenti. Ma i giganti del cinema di oggi non hanno bisogno, secondo me, dei finanziamenti pubblici. Sono in grado, secondo me, di poter produrre un film con grande tranquillità con dei produttori. E questo secondo me è fondamentale. Finanziamento pubblico sì, però diamolo ai ragazzi, ai giovani per cambiare anche un po', avere un po' di freschezza, di novità. I nostri film sono quasi monotematici. Alla fine vedi sempre lo stesso film, ma adesso per carità io lo dico con sofferenza, perché avendo vissuto il grande cinema italiano, vederlo ridotto così non mi piace, mi dispiace. Cinecittà un tempo era New York. Tu entravi, trovavi il soldato tedesco, l'antico romano, il greco, il contadino, i cavalli, i cammelli, gli elefanti. Oggi vai a Cinecittà e non c'è più nessuno. Cinecittà è stata deserta per anni e questo chiaramente ha un attore che fa questo mestiere. Questa vedere questo lento lento inesorabile destino a morire, mi dispiace e mi fa paura. Quindi facciù alla lenta sparizione del grande cinema italiano.
SPEAKER_03Grazie, Luca, grazie a voi. Grazie, Luca Ward. Avete capito che per essere il numero uno del doppiaggio non basta solo la bella voce, ma ci vuole dietro tanta roba. Se avete ascoltato tutto: testa, anima, cuore, vi siete resi conto di quanto c'è, di quanto spessore c'è dietro. Veramente, grazie.
SPEAKER_01Grazie per tutte le domande che ci avete fatto arrivare, e ovviamente continuate a mandarci le vostre curiosità, le vostre richieste, perché fac musical, fatti, argomenti, questioni senza filtri, senza reticenze.
SPEAKER_03Ciao, grazie alla prossima.
SPEAKER_02Ciao ciao ciao!