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Ma i bambini si innamorano del musical? - con Serena Autieri - FAQ Musical S1E8

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Milioni di bambini conoscono a memoria "All'alba sorgerò" senza sapere che viene da un musical. E se il punto di partenza fosse proprio quello — Frozen, il Re Leone, la Disney — per portare le nuove generazioni a teatro?

Casciari e Piparo aprono la puntata con un tema che sembra semplice e non lo è: come si fa innamorare un bambino del musical? Si parla dell'Accademia Sistina — che festeggia i suoi dieci anni e quasi 1.200 allievi formati — dei family show che devono piacere ai genitori almeno quanto ai figli, e di perché il Re Leone è il musical con il maggiore incasso di sempre (2 miliardi di dollari a Broadway, 110 milioni di spettatori nel mondo) senza una singola proiezione LED o effetto AI: solo grandi idee di macchine sceniche. Si discute di Disney come maestra del format musical, del rischio di portare i ragazzi nel posto sbagliato e bruciarli per sempre, e di come le mattinate scolastiche al Sistina — dalla materna in su — stiano diventando il modo più diretto per costruire il pubblico di domani.

Ospite della puntata: Serena Autieri. Attrice, cantante, performer di musical da oltre vent'anni: ha debuttato al Sistina con Vacanze Romane, ha vinto il premio Italian Musical Award, il Premio Flaiano, il Nastro d'Argento, ha fatto My Fair Lady, La Sciantosa, Shakespeare in Jazz. Ma soprattutto, per milioni di bambini italiani, è una cosa sola: è la voce di Elsa in Frozen.

Serena racconta il provino per Disney — i capi dei capi dietro il vetro senza che lei lo sapesse, la telefonata finta del marito Enrico a Spoleto ("non sei stata presa"), le lacrime di Giulia neonata sulla sedia, la colonna sonora involontaria che accompagnò la notizia. Racconta come è cambiata la sua vita da performer dopo essere diventata mamma, il viaggio continuo tra palco e famiglia, i piccioni viaggiatori, i sacrifici notturni. E spiega perché il musical italiano è ancora un'arte artigianale — una bottega, non un'industria — e perché questo, forse, è il suo punto di forza.

Si parla del pregiudizio dei genitori di fronte all'arte ("mia figlia non ci vuole venire"), della canzone napoletana candidata all'UNESCO, di Alan Menken come anima musicale della Disney, e di come la voce di un cartone animato entri nella vita delle famiglie per non uscirne più.

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"Moulin Rouge! Il Musical" - a Milano da novembre
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SPEAKER_04

ben trovati e ben ritrovati e ritrovate a musical fatti argomenti questioni sul mondo del musical saluti cari da Mauro Casciari e dall'uomo alla mia sinistra alla vostra destra Massimo Romeo Piparoci di nuovo siamo qui per parlare noi del musical ma anche con le vostre fac musical e poi grazie alle vostre grazie con un apostrofo ospite perché sarà una donna e che donna che di musical ne ha fatti, ma ha fatto anche tanto altro ed è insomma la divina, è molto divina, molto diva, molto brava e anche molto bella, diciamocelo chiaramente molto diamond, molto sparkling perché poi lo capiremo, ma insomma lo sapete già.

SPEAKER_05

Quindi andiamo avanti, arriverà.

SPEAKER_04

Parliamo di bambini, ma non tanto i bambini che lo fanno il musical e comunque anche quello è un ambito importante, ma bambini che vanno a vedere il musical e vanno a teatro.

SPEAKER_05

Bambini che facciamo innamorare del teatro perché dobbiamo prenderli da piccoli come si fa ovunque, solo in Italia sembra una cosa strana, ma invece è proprio a loro che va rivolto il nostro lavoro. Quindi sarà bello parlarne con la nostra ospite, perché poi questa è pure la sede di una prestigiosissima e anche molto attiva accademia dedicata proprio ai bambini che sognano e aspirano le tavole del palco scelti.

SPEAKER_04

Ed è molto bello che i bambini che sognano e aspirano ce ne siano tanti, perché, comunque, è bello vedere il fuoco da piccoli, il fuoco.

SPEAKER_05

E poi lo trasmettono anche alla famiglia, agli amici, alla classe, quindi diventa veramente una fucina di emozioni e di passione per il teatro, e nel nostro caso per il teatro musicale.

SPEAKER_04

Quindi per il musical: Ecco, Massimo, un milioni di bambini, infatti, sanno cantare a memoria all'alba sorgerò, che non è all'alba vincerò. Esatto, sempre un'alba, e non sanno che arriva da un musical cubetti di ghiaccio, il musical, ancora mi sa che in questo episodio non l'avevamo detto così presto in testa: no, cubetti di ghiaccio, trattino il musical.

SPEAKER_05

No, no, qui parliamo dei cubetti di ghiaccio, vedi, originali della Disney quindi di Frozen, ragazzi. E la domanda che ti faccio è: portare i bambini a teatro serve davvero qualcosa, oppure è solo un sabato pomeriggio con popcorn, no, no, no, no, no, questa è una domanda che ha già la risposta, non la do io, è retorica, è casciare fai della retorica, che ho voluto fare? Bravo, bravo, però era te l'ho servita motivata. No, no, no, no, no, portare i bambini e gli adolescenti a teatro è cosa buona e giusta, e soprattutto è gioia pura per loro che vengono e per i genitori che vedranno cambiare i propri figli. Io dirigo con grande piacere l'Accademia Sistina da dieci anni, anzi, quest'anno festeggiamo proprio il decimo anno dell'Accademia Sistina, meritiamo un applaudo e anche delle tronbe da spalle. Viva l'Accademia Sistina! Che ha già totalizzato 1100 qualcosa, quasi 1200 allievi, veramente che sono maggiorenni alcuni adesso. Oh, sono maggiorenni, sono professionisti, già lavorano nelle nostre produzioni principali e quindi insomma segno del fatto che questa avventura, questo dedicarsi alle giovani generazioni, ha i suoi frutti. Quindi stavo dicendo che proprio portare i bambini a teatro e vederli gioire, trasformarsi in viso è anche una gioia pura per i genitori o per chi li ha accompagnati a vedere magari per la prima volta un grande musical al teatro.

SPEAKER_04

Prima di venire a teatro, un bambino molto probabilmente, anzi, sicuramente, ha visto un grande film a cartone animati tipo Frozen, il Re Leone, la Sirenetta, Coco Incanto a Dino, che se ci pensiamo, sono tutti costruiti come musical.

SPEAKER_05

Ma sì, ma quello, Disney ha fatto quello che agli inizi fecero i grandi Metro Goldwyn Mayer: si portava a sognare con questa magia in cui un attore parla e improvvisamente parte una musica e le sue emozioni diventano una canzone. Quindi questa atmosfera con un grande poi autore di musiche come Alan Menken, che è ovviamente l'anima di questi grandi cartoni di questa grande animazione a firma Disney. Ovviamente sono tutte storie dove la musica è fondamentale. Musiche originali: musiche originali, assolutamente.

SPEAKER_04

E che fanno avanzare la storia. Quindi non è un riempitivo, non è un caso appunto dei grandi cartoni animati Disney che poi sono diventati anche musico, la musica è proprio una parte integrante che aiuta a sviluppare la storia, come dicevi tu, anche le emozioni.

SPEAKER_05

Questo ci dice Mauro, che se la Disney che rivolge principalmente i propri prodotti ai bambini e agli adolescenti, usa la musica per raccontare le proprie storie, è ovvio che è la chiave vincente del genere musical che dedicano i detrattori, quelli a cui no, ma a me non piace che un attore mentre parla improvvisamente inizi a cantare, ma che vuol dire? Ma che modo è che modo è? Se lo fa la Disney che evidentemente qualcosa ci ha capito, significa che l'emozione, il sentimento trasmesso attraverso la musica, attraverso le canzoni, arriva prima, arriva ai bambini e quindi per forza arriva al cuore degli adulti. Quindi, questi episodi che hanno segnato proprio una storia, quindi Frozen è solo, diciamo, la punta dell'iceberg, ho fatto una battuta alla Casciari, questa è alla Casciari, l'avrei voluta fare io, ma l'ha fatta Massima Romeo.

SPEAKER_04

Pino Minchino col cappello del Faccio Music.

SPEAKER_05

Quindi, diciamo che è la punta dell'iceberg di un grande studio, di un grande lavoro iniziato decine di anni fa da questa multinazionale dell'intrattenimento che oggi è un marchio inimitabile. Quindi è inutile fare cubetti di ghiaccio il musical. Frozen e frozen non si può imitare. E ne stiamo parlando tanto oggi, diciamolo perché tra un poco arriva la nostra ospite, che di questo Frozen può dirci molto.

SPEAKER_04

Quindi, con i cartoni, i bambini sono abituati al musical prima a casa e poi vanno a teatro. Quando vanno a teatro è un successo perché i numeri parlano chiaro. Il re Leone è il musical con il maggiore incasso di sempre: 2 miliardi e passa a Broadway, 110 milioni di spettatori nel mondo. Frosen è diventato musical a Broadway nel 2018, tre nomination ai Tony Awards, che sono i premi per il mondo del musical, 13 canzoni nuove e in Italia anche c'è il family show perché si chiama così quando porti il bambino, ma a meno che non sia una mattina in cui i bambini vanno con la scuola, il bambino è sempre accompagnato.

SPEAKER_05

Il family show è un genere rivolto all'intera famiglia, cioè sono quel tipo di spettacolo che mette insieme seduti tutta la famiglia, quindi che può piacere i genitori fino al bambino più piccolo. Il Re Leone che tu hai citato è veramente un capolavoro di intrattenimento dal vivo e di grande creatività, non è soltanto l'erede di un cartone, di un film d'animazione molto riuscito, è proprio una sua, ha una vita tutta propria, scenica. C'è un lavoro di regia e di ideazione di queste macchine molto teatrali, c'è pochissima tecnologia visiva, non ci sono le videoproiezioni, non c'è l'intelligenza artificiale, non c'è il laser, ma ci sono delle grandissime idee di macchine sceniche con cui hanno ricreato questi animali sul corpo e sulla diciamo umana. No, ma volevo dire proprio mischia senza confine l'uomo e l'anima per cui tu non capisci se è il leone che parla o è l'uomo, ma ci sono tutte e due. E questa grandissima chiave di lettura ha fatto che il re Leone sia veramente uno degli spettacoli più belli che ci siano in giro, tra l'altro, tradotto in tutto il mondo, ovunque, il Re Leone, messaggio universale.

SPEAKER_04

Spesso quando un adulto, un 30-40enne, porta il proprio bambino che può avere 7, 8, 10, 5, 4 anni a teatro, potrebbe essere anche la sua prima volta, la prima volta dell'adulto. E questi family show non sono delle bambinate, perché devono piacere anche all'adulto che arriva.

SPEAKER_05

No, questo è quello che dicevo prima. Il family ha questa caratteristica, cioè quella di poter accontentare tutta la famiglia. Quindi, magari il genitore con la scusa di portare il figlio, vede qualcosa che poi cattura pure lui. Io il Re Leone l'ho visto sei volte, credo, e non è mai stata la scusa per portarci un figlio, piace a me direttamente. Ecco, magari Frosen forse lo farei solo per portare mia figlia, ma Re Leone, per esempio, è un esempio di musical per tutta la famiglia: tre show a Sistina sono stati e sono dei family show.

SPEAKER_04

Io penso a Matilda, Billy Eler e School of Rock, giusto? Tra gli altri, sì, tra gli altri. Come sono tutti nati da te nella versione italiana.

SPEAKER_05

Diciamo che io da dieci anni almeno perseguo questa strada di fare almeno una produzione l'anno interamente rivolta alla famiglia, quindi al Femmini, ma posizionandolo non solo sull'intrattenimento cartonistico, di svago, di puro disincanto, ma spettacoli che abbiano delle belle storie per gli adolescenti come Billy Elliott, come Matilda, come Il Razzo dei Pantaloni Rosa, School of Rock. Ognuna di queste storie è confezionata per piacere a tutta la famiglia, ma porta con dei messaggi molto molto importanti che fanno che il nostro lavoro assuma questo ruolo anche un po' educational, diciamo, tra virgolette, che mentre intrattiene, lancia anche dei piccoli semi che speriamo germoglino. Sono state delle esperienze molto importanti che continuiamo a portare avanti appunto con l'accademia e con le produzioni che usano gli allievi dell'accademia diventate ormai grandi e si rivolgono a tutta la famiglia.

SPEAKER_04

Allora, tutta la famiglia e c'è da dire anche che spesso mentre noi registriamo, ci sono delle diciamo mattinee riservate ai bambini ma anche bambini delle scuole alimentari, eccetera. Alcune sono proprio la scuola materna, anche che sono frequentatissime e che li eccitano, proprio li vedi eccitati prima e dopo aver visto lo spettacolo. Perché.

SPEAKER_05

Guarda, quando esce un bambino da uno spettacolo musical, da una produzione, sempre porta con un ricordo indelebile, anzi, la maggior parte delle volte diventa solo la prima di una lunga serie. Quindi questa è una cosa che le scuole dovrebbero fare regolarmente: inserire fisse nell'attività scolastica, non solo l'uscita per andare a teatro come avviene spesso, magari un teatro un po' più letterario, dove magari diciamoci la verità, un po' il ragazzo non dico si annoia, ma insomma, portarlo così di colpo a vedere uno spettacolo di prosa un po' più impegnativo, rischia di non essere proprio capito, quindi andrebbe fatto gradualmente. Il musical c'è questo di bello: che anche alla prima uscita, la prima volta colpisce in maniera indelebile, ha una forza maggiore e questa ce la proprio la musica, ce la il canto.

SPEAKER_04

A proposito di canto e musica, l'ospite che avremo adesso è anche una di canto, nesatto, anche troppo, anche troppo.

SPEAKER_05

Perché è difficile starle assina.

SPEAKER_04

Sì, ma anche perché il musical ha un diciamo un limite, tra virgolette, anche negli estremi del canto, insomma, che spesso non si supera nell'ensemble e tutto quanto. E lei invece potrebbe sparare ancora di più di quello.

SPEAKER_05

Infatti, è una signora protagonista, una signora star, come si direbbe nel mercato anglosassone, ed è un artista che ha fatto della propria voce, la sua grande forza, è una voce soprattutto duttile che le permette di cantare dal pop al rock, alla grande musica diciamo classica fino ai musical con una impostazione tecnica sicuramente quasi inarrivabile.

SPEAKER_04

E anche molto serena visivamente perché la battuta non è vero, è vero, non poteva non fare la battuta, doveva per forza fare la battuta, no, anche guardandola è una che ti serenità, insomma, serena di nome di fatto, serena utieri. Let's go, se ci state solo ascoltando, vi consiglio anche di guardarci. Perché la performer che abbiamo qua adesso è magnetica, letteralmente magnetica, è anche Shintin, è anche Shining, attrice, cantante, performer di musical da oltre vent'anni, ha debuttato al sistina con vacanze romane, ha vinto il premio Italian Musical Award, il premio Flaiano, il premio Renato Russiel, il nastro d'argento, ripeto, il nastro d'argento ha fatto Myfer Lady, la chantosa Shakespeare in jazz, ha vinto la prima edizione di tale quale show. Soprattutto, visto che parliamo di famiglie e di bambini, è la voce italiana di Elsa in Frozen.

SPEAKER_05

E finalmente possiamo parlare di ghiaccio con grande libertà, anzi, con autorevolezza direi.

SPEAKER_01

Lei è il musical in Italia, signore e signori, Serena Autieri, mamma mia, aspetta, avete esagerato, avete esagerato, no, l'abbiamo preparata e l'abbiamo riassunta così.

SPEAKER_02

Ma buongiorno, buonasera.

SPEAKER_04

Buongiorno, buon tutto. Se c'è una che in Italia può dire di essere arrivata nel mondo del musical, quella sei tu. Ma non è vero, è una menzogna.

SPEAKER_05

No, non si arriva mai. Quando ci sono le carte giuste da giocare, la rivita può essere infinita. Allora, è quella che ha fatto più stazioni nei treni del musical, ancora le dovrò fare.

SPEAKER_01

Le ha fatte tu.

SPEAKER_04

Se poi fanno nuove stazioni, passerà anche con le nuove stazioni, ma il treno del Musical l'ha preso lei e lei già invece col Tricino, hai fatto con le ruotine. Serena, benvenuti dei matti.

SPEAKER_02

Che bello, però mi piace, mi diverte moltissimo questo podcast, posso dire?

SPEAKER_04

Anche noi ci divertiamo, abbiamo parlato un po' prima, ci siamo insomma confrontati. Serena, la prima cosa, visto che oggi tanto benvenuta parliamo di bambini, tu sei una fatina. No! Sei anche una fatina! Sì, perché tu rappresenti quella magia Disney in Italia e tu questo successo. Diciamo te lo porti dietro all'infinito. Perché parlavamo prima di questa.

SPEAKER_05

Ma pensa che la voce dei film d'animazione o dei cartoni con cui siamo tutti cresciuti, i nostri figli, tutti i ragazzini crescono. Le voci non si dimenticano mai. Puoi dimenticare qualche dettaglio del film, del cartone, ma la voce e la canzone principale, non si dimentica mai. Quindi Serena sarà in eterno fermata da bambini, nuovi bambini, nuovi.

SPEAKER_02

Sì, che bello, che responsabilità! E che grande regalo che ho ricevuto qualche anno fa. Sarò sempre grata alla Disney per questo provino incredibile che ho dovuto passare perché non si sapeva chi ci fosse, diciamo, al di di quel vetro mentre io stavo cantando e provando ad entrare in quella canzone iconica ormai che Let It Go all'alba Sorgerò appunto in italiano. Però, c'erano i capi dei capi c'erano presenti, poi l'ho scoperto dopo, ma io cantavo, me la cantavo, ma in realtà andavo, non si sapeva che poi Frosen appunto potesse diventare una cosa così rileva, incredibilmente universale, amata in tutto il mondo e continua proprio a colpire generazioni e generazioni. E poi pur essendo un film molto al femminile, perché è una storia tra sorelle, ma prende anche i maschietti. Proprio inaspettatamente piace anche i bambini.

SPEAKER_05

Quindi è trasversale, il miglior colpo Disney dopo un po' di anni che mancava veramente un grande.

SPEAKER_02

Sì, sì, sì, sì, assolutamente sì. Non ce l'aspettavano, speravano, ovviamente, ma non se l'aspettavano. E sono felicissima di far parte di questa grande famiglia con la quale io sono cresciuta e anche molto bene, direi: bene nel senso che sana.

SPEAKER_05

Diciamo, che non è i rubetti di ghiaccio, qui parliamo proprio di Disney's Frozen.

SPEAKER_04

Tra l'altro, parlavi di famiglia di persone cresciute nel 2013, lo stesso anno di Frozen, è nata Giulia ed è stata già traumatizzata subito quella ragazzina.

SPEAKER_02

No, perché quando io ho fatto il provino, l'audizione, che era settembre, i primi di settembre, poi dopo un paio di settimane, cioè, stavamo lì, ero a Spoleto, me lo ricordo, con Giulia accanto a me, le stavo dando da mangiare questa pappina così e le mi guardava con gli occhioni innamorata della sua mamma. Allora arriva Enrico, che mi fa spesso scherzi. Mi fa: Guarda, hanno chiamato dalla Disney. Quindi io stavo così che lo guardavo. Mi fa così. Io così ho lo sguardo, proprio disperata, dico: non ci posso. Che dispiace, un dolore. Non riuscivo neanche a tirare fuori le parole. Così Massimo, bravo, proprio la desolazione più totale. Poi mi guarda e fa: non è vero, sei stata presa, gli faccio, hai capito che colonna sonora. E vedo Giulia, mi hai fatto una colonna sonora veramente. Mi ha fatto gli effetti, pazzeschi.

SPEAKER_05

Mi faceva l'umorista.

SPEAKER_02

Ho visto Giulia saltare da questa seggiola. Ha spolito così, mi ha guardato e si è messa a piangere. Dico, amore, lo so, sei emozionata per la sua mamma. No, quello è stato un trauma. Questa mamma già cominciava a essere matta, già da piccola. No, insomma, è stato.

SPEAKER_05

E a proposito di figlie, tra le varie fac che ci arrivano, sapendo che c'era Serena oggi ci scrive Lori Bitt. Mia figlia Giorgia, è cresciuta con la tua voce. Grazie per averle fatto e averci fatto da colonna sonora per la sua infanzia. Ormai sei parte della famiglia, questo è quello che dicevamo prima quando si entrano, queste note emotive dentro la vita delle persone.

SPEAKER_02

Sì, sì, qualche volta mi mandano pure a facci, dicono: basta, non ce la faccio più, non ti posso sentir più. Mi fai la capoccia così tutto il giorno. Andiamo in viaggio e quella vuole sentire sempre quella canzone, e poi, non ce la fanno più, però succede, succede.

SPEAKER_04

Lavaggio del cervello, senti, come è cambiata la tua vita sul palco da quando sei diventata mamma, cioè scegli gli impegni diversamente, magari scegli parti diverse.

SPEAKER_02

Questa è una bella domanda. Allora, io credo che non è che diventare mamma automaticamente ti fa rinunciare oppure scegliere cose rispetto ad altre, sempre in base a come tu sei mamma, a come tu diciamo, decidi di dedicare la tua vita alla famiglia, a tua figlia, e quindi inevitabilmente io sono una mamma del sud e ho sempre cercato in questi anni di far coincidere le cose. Quindi Giulia è sempre venuta con noi a teatro portandola sempre tanto con noi quando è stato possibile. Poi ha cominciato le scuole elementari. Quindi, lei è dovuta restare qui a Roma e quindi viaggiamo di notte, abbiamo fatto dei grandi sacrifici perché anche con mio marito lavoriamo insieme, lui è produttore e quindi è sempre un po' in viaggio, piccioni viaggiatori.

SPEAKER_05

Però ora che entra al liceo, però già chiederà: mamma: ma come mai sei a casa a due giorni di giorno? Ma perché non te ne vai?

SPEAKER_02

È un po' così, eh. Perché tu lo sai bene con Ludovica, iniziano, uno scivolone questo.

SPEAKER_05

Al liceo cambia tutto, lo so.

SPEAKER_02

Lo so, però io sono sempre una mamma del sutta cuore di mamma. Adesso sono stata due giorni, ero a Milano la mattina, mamma, mi sento che mi tremano le gambe, mi sento, non c'ho energia, mi stavo a sentendo male io, ma niente, magari è un colpo così. La primavera, il cambio di stagione, io mi stavo svenendo, oddio, aspetta, adesso fammi parlare con nonna. Che passamela. Dice tutto bene, tutto bene. Sono un po' anziosa, sì. Un filo, un filo.

SPEAKER_04

Tu hai iniziato The Musical nei primi anni 2000 con Buli e Pupe e Vacanze romane. Dopo vent'anni, come performer, perché poi nei fatti tanti, non l'hai mai smesso, praticamente. Come è cambiato il mondo?

SPEAKER_02

Sì, perché il musical ti rapisce, cioè, è una malattia. Io l'ho scoperto nel 2002, circa con Bule e Pupe. E ho detto: 'Dio, mi sei aperto un mondo!' Naturalmente cantavi già da bambina, balletto. Era molto, amavo, amavo, amavo, artistica già da piccola a casa, poi a Napoli si canta. Sì, si canta proprio da quando nasci.

SPEAKER_04

Ma sembra che ci abbiate una marcia in più per la vocalità i napoletani.

SPEAKER_05

Io sì, però, gli italiani, secondo me, non sappiamo quando ascolterete, magari anche tra dieci anni. Tò, in questi giorni siamo in primavera del 2026. La canzone napoletana sarà candidata dall'Italia all'UNESCO come patrimonio: questa lo sapevo!

SPEAKER_04

Grande! Finalmente, però la canzone napoletana.

SPEAKER_05

Ci sta, ci sta, ci sta.

SPEAKER_02

No, sono molto fiera e innamorata della canzone napoletana.

SPEAKER_04

La canzone napoletana è molto più caratteristica di una generica canzone italiana.

SPEAKER_02

Sì, poi è amata, riconosciuta in tutto il mondo. Tutti i più grandi tenori, la cantano, la amano, sono stata in Giappone, straamata la canzone napoleta.

SPEAKER_05

Mi pare che abbia proprio segnato uno stile, una tecnica musicale che poi è stata piano piano.

SPEAKER_04

Sì, finalmente finalmente, c'è Pietre che legnost questa citazione, comunque dicevo, cosa è cambiato in questi vent'anni nel mondo del musical italiano.

SPEAKER_02

Allora, diciamo che appunto dai primi approcci che ho avuto, quindi ho scoperto questo bellissimo questo bellissimo mondo. Poi ho cominciato anche ad andarmeli a vedere all'estero, all'inizio era molto molto piccola l'industria del musical minuscola, non che adesso sia diventata, forse non si può chiamare industria Massimo Romeo Piparo. Come lo possiamo chiamare? No, è un'arte artigianale, un'arte artigianale, la bottega dei musical siparo ha una piccola bottega dei musical, conduzione familiare, diciamo.

SPEAKER_05

Dontro la grande distribuzione, questo è anche il bello, però gli artigiani.

SPEAKER_02

Questo è anche il bello, perché veramente si diventa una bella famiglia. Adesso non voglio, non è retorica, ma veramente si diventa perché se non ci metti cuore su quel palcoscenico lì, insieme agli altri, perché è un lavoro corale sempre non arriva niente al pubblico, anche se i produttori possono mettere in scena tre palcoscenici insieme Ricchi premi e quottiglione, ma poi anche il caso, se non c'è l'anima, ovviamente questo non ti regala poi l'emozione che serve? Perché live è proprio quello: emozione diretta.

SPEAKER_05

Combattiamo un po' con la tecnologia che avanza, e quindi il fascino del teatro di una volta va adeguato un po' ai tempi, soprattutto per le giovani generazioni che abituate a tempi velocissimi di avvicendamento di immagini a teatro, magari dicono: oddio, che è questa cosa che mi ferma il tempo. Quindi bisogna cercare di.

SPEAKER_02

Bisogna cercare, però, secondo me, io credo che anche i giovani quando arrivano a teatro, si staccano, lo prendono e lo spostano lo lasciano, perché entri in una macchina meravigliosa, entri in una magia, in un sogno.

SPEAKER_05

Guarda, infatti, prima del tuo ingresso, noi abbiamo proprio affrontato questo tema, cioè i bambini e gli adolescenti a teatro, quanto vale per una famiglia investire sul teatro, sul live, sul musical nel nostro caso affinché i propri ragazzi crescano sapendo che esiste qualcos'altro oltre ai tablet e ai telefoni.

SPEAKER_02

Quanto è importante? Tu che sei sia mamma, sia, ma dalla notte dei tempi, perché sì, è vero, adesso è un altro mondo, è un'altra vita. Io quando ero piccola non c'erano questi benedetti o maledetti, non so come definirli. Amore odio, non c'erano, non c'erano. E quindi mia mamma e mio padre mi hanno portato tanto al teatro al cinema, ma molto al teatro, perché loro adoravano il teatro e io inevitabilmente qualche cosa mi è passato dentro. Poi, sì, amando cantare, amando anche fare questo mestiere, diciamo che mi hanno aiutato a sceglierlo ancora di più. Mi hanno proprio trasmesso questa bellissima passione. Quindi abbiamo un grande compito noi genitori: quello di stimolare, educare, far riconoscere più possibile l'arte.

SPEAKER_05

Però noi a Fac Musico vogliamo un po' ribaltare gli schemi e i luoghi comuni, diciamoci pure.

SPEAKER_02

Stiamo diventando noiosi un po'?

SPEAKER_05

No, no, no, è che poi a un certo punto andiamo a facendo hazeccato il tasto giusto anche alla cieca perché è tutto girato verso di me. Quindi brava, perché ormai scusa, Massimo, veramente è vero pure che può succedere l'inverso, cioè se sbagliamo a portare i nostri ragazzi a vedere cose non adeguate, magari li perdiamo definitivamente.

SPEAKER_02

Questa è una giusta osservazione, perché molto spesso amici che si occupano anche di arte, no? Quindi le mostre, l'arte contemporanea o insomma, che hanno a che fare con l'arte, appunto con i grandi pittori. Diciamo: ma come facciamo a coinvolgere Giulia? L'abbiamo chiesto negli anni. Non ci vuole venire, come dobbiamo convincerla? Non esagerate, a piccole dosi. Una volta la portate per dieci minuti un quarto d'ora, la volta dopo per una mezz'oretta con un'amica. Non dovete cedere nel tempo, perché loro hanno bisogno di arrivarci piano piano, capito?

SPEAKER_05

Di sentirsene pure familiari perché il musical funziona quando è fatto bene sui ragazzi? Perché li coinvolge su vari piani: la musica, le luci, il canto, i costumi, grandi macchine scene, quindi è quello che dobbiamo offrire ai ragazzi.

SPEAKER_02

Beh, e quello tu sei maestro, perché in questi anni fai tanti spettacoli per i ragazzi.

SPEAKER_05

Ma soprattutto facciamo gli spettacoli del serale quelli di produzione proprio piena, e li dedichiamo ai ragazzi. Non è che facciamo ad hoc per loro, delle versioni ridotte.

SPEAKER_02

E quello è educato per il futuro.

SPEAKER_05

Bisogare i ragazzi. Spesso purtroppo per loro diventa ok, oggi non andiamo a scuola, che bello, la gira a teatro.

SPEAKER_01

È molto rischiosa questa cosa.

SPEAKER_05

E invece, da parte nostra bisogna sempre offrire il massimo a questi ragazzi. L'abbiamo affrontato diverse volte qui al Fach Musical. Appunto, volevamo il tuo parere su il rischio che si corre ogni tanto quando si porta nel posto sbagliato nel posto sbagliato.

SPEAKER_02

No, no, bisogna portarli nel posto giusto perché si annoiano, altrimenti poi vanno a vedere, non li devo coprire più. Vanno a vedere per tre ore uno spettacolo di musica classica che noi amiamo, magari e loro per tre ore non ce la fanno. Quindi invece, portandoli a vedere gli spettacoli che hanno anche dei bei messaggi, ma che sono più rivolti verso la loro fascia di età, il loro linguaggio, e quello è più giusto. Poi con un'amica, con un'altra, si coinvolge pure un gruppetto, e quindi diventa anche più facile, farli venire.

SPEAKER_05

In questo l'attore famoso sul palco può aiutare, ah, ragazzi! Ad avere un altro aggaggio, è così scandaloso avere persone riconoscibili sul palco agli occhi degli adolescenti questa è una domandina così, alla quale potresti rispondere meglio tu, pure un altro. Guarda, è un tema che affrontiamo, è un tema che affrontiamo quasi in ogni episodio, perché sta molto a cuore a noi come produzione, come teatro, ma anche umanamente capire che l'importante è il risultato. Noi dobbiamo riempire i teatri, dobbiamo fare che vengano a vedere un bel prodotto portandocli dentro in qualsiasi cosa esattamente.

SPEAKER_02

Sì, sì. Io cerco sempre di mettermi un po' dalla parte anche della produzione, pur essendo sempre una scritturata, perché io voglio fare il mio mestiere e quello voglio fare. Sto studiando per poterlo fare sempre meglio e al meglio. Quindi non voglio fare la produttrice, però mi metto anche nei panni dei produttori perché credo sia fondamentale insieme al titolo, insieme alla storia, che deve essere una storia comunque accattivante, anche che sia al passo quei tempi. Perché a volte si prendono dei music che sono vecchi come il Cocco, e dici la storia non è attuale. Però 15 anni fa prendeva sono passate acqua sotto i ponti in questi 15 anni è successo qualunque cosa. Quindi bisogna capire anche la storia giusta, il titolo. E poi sì, anche i protagonisti.

SPEAKER_05

Perché devono avvicinare il pubblico, come abbiamo detto, non essendo una industria, ma un lavoro artigianale in Italia, esatto, non essendo qualcosa che viene insegnata a loro nelle scuole, quindi diventi una cosa del loro bouquet quotidiano, ogni folla che riesce a far scattare in qualunque modo.

SPEAKER_02

Sì, assolutamente, ma speriamo che grazie al lavoro che state facendo, che stai facendo, che tra qualche anno, ma vicino, questo lavoro artigianale, diventi veramente un'industria in Italia.

SPEAKER_05

Speriamo quello dipende molto anche da quanto il pubblico premierà il lavoro dell'industria. Perché poi noi italiani siamo bravissimi a parlare, a essere. Siamo competenti di tutto. Se l'Italia vai i mondiali siamo tutti calciatori, invece adesso siamo tutti tennisti. È un po' seguiamo l'onda. Nel caso del musical, senza il contributo del pubblico, senza la curiosità del pubblico, senza la loro voglia di vedere prodotti sempre migliori, è difficile che l'industria possa attacchire, ma chi verrebbe a investire in Italia in un mercato se questo mercato non esiste. Quindi, ovviamente, il pubblico non va tradito.

SPEAKER_02

No, il pubblico non va tradito. E questo ci credo moltissimo.

SPEAKER_05

Se tu fai una promessa al pubblico, il pubblico poi ti chiede il conto. Perché uscire da casa a pagare un biglietto è proprio un po'.

SPEAKER_02

Ma di inverno col freddo di giovedì sera, magari dopo una giornata faticosa, poi d'estate col caldo. No, d'estate, per fortuna sono chiusi. I teatri, c'ho quelli all'aperto.

SPEAKER_04

Sì, però è umido perché vuoi dire qualcosa? No, volevo, visto che ci sono un sacco di facche che sono arrivate, scrivete nei commenti.

SPEAKER_05

Ormai non più per lei, per il prossimo ospite, che troverete scritto: lei ricordiamo sempre che Fac Musical si fa con le vostre domande. Noi qui siamo semplicemente dei portatori sani di domande che riceviamo.

SPEAKER_04

Allora, parlando di teatri all'aperto, posso dire una cosa: ho detto portatori sani, io un po' sano casciare il tanto, parlando di teatri all'aperto, anche se questo di cui parliamo adesso è un ibrido, Mulin Rouge, il sistino chapitò perché Serena è stata protagonista come satin di questo Colossal che c'è stato alle porte di Roma, perché dentro Roma non c'era spazio proprio dentro, dentro Roma c'è già il sistema: il sistino eravamo già al completo, grande produzione, grande qualità, grande qualità, ecco, ecco, questo perché a Fac Music.

SPEAKER_05

Ogni tanto ci diciamo dal sure cose.

SPEAKER_02

No, no, però io lo applaudio, però tu sei il produttore, io non c'entro niente. Nel senso, sono una scritturata. Quindi, io posso: ma era la protagonista, quindi non puoi dire: sì, no, però no, davvero, io l'ho visto prima, io ero seduta prima in platea. L'ho visto e sono rimasta senza parole. Quindi, poi l'ho fatto anche sul palco.

SPEAKER_04

Poi ho trovato le parole e le note le note, diciamo che me le hanno fornite.

SPEAKER_02

Il maestro Friello me l'ha fornite.

SPEAKER_04

L'avessero fornite a me o qualcun altro, l'avremmo cantato. Insomma, come l'hai fatto tu. Caterines ci scrive: Sono venuta dalla Sicilia solo per vederti, Muller Rouge. Sei una forza della natura, confermo. Ma la vera domanda è: l'anno prossimo a Milano ci sarai ancora tu? Io ho già preso i biglietti nel dubbio.

SPEAKER_02

Scusi, io farei l'applauso. Non ci avete l'applauso perché ha preso i biglietti innanzitutto per Milano. Grazie per le parole: grazie per la fiducia, grazie per la fiducia, anche troppo buona. Non lo so, a Milano si fa il musical Mulet Rouge.

SPEAKER_04

Al porte di Milano. Si hanno preso il biglietto.

SPEAKER_05

No, è vero, è già annunciato. Abbiamo già comunicato ufficialmente che andremo a Milano. Quindi torniamo al discorso di qui sopra. La mamma che deve decidere e capire cosa significa ora spostarsi a Milano con tutta questa. Anche perché Giulia inizia il liceo, appunto, Sara Giulia, ha detto: ma vai a Milano, grazie Massimo.

SPEAKER_02

Per ricordarmi sempre questa cosa, perché io non ci voglio, io non riesco ad entrare in questa cosa, in questa fase, ci sono passata anch'io. Non è che io. Ma dall'altro lato però dall'altro lato quindi però faccio una gran fatica.

SPEAKER_05

Ovviamente, io lo dico qua davanti a tutti, ma insomma, Serena, ormai è il diamante di questo spettacolo. Speriamo che brilli anche a Milano, ci stiamo organizzando, stiamo lavorando per voi!

SPEAKER_02

Grazie Massimo. Comunque è stata un'opportunità bellissima. Moule Rouge, come ho detto in questi mesi, non voglio ripeterlo, lo sognavo. Ne avevamo parlato tante volte con Massimo, anche a cena, così tanti ha un buon bicchiere di vino. Ogni tanto ci fa piacere anche passare delle serate goliardiche e non solo lavorare e non solo lavorare. E quindi sono molto felice, mi diverto un casino, si può dire dai, un casino, si può dire mi diverto, è uno spettacolo bellissimo. Massimo ci ha messo a disposizione tutto quello che ci si poteva mettere per farci stare al massimo. Il cast sono dei performer strepitosi, tutti, tutti, veramente lo dico con grande entusiasmo, e ce ne sono tanti, e Massimo lo sa, quindi ogni volta anche quando non sono in scena, mi giro, li guardo, me li godo, prendo anche da loro, uno scambio di energia e di bellezza e di arte incredibile. Ma infatti il pubblico, potremmo stare così a chiacchierare con loro per sentire quante cose belle direbbero di appunto di Muller Ruce.

SPEAKER_04

Tra l'altro ho fatto se perché lo sapesse in un teatro tenda bellissimo bellissimo, rosso, quindi è anche un po' un'idea di circo che avete vissuto.

SPEAKER_02

Quando entri anche un'atmosfera già un po' a luci rosse, ti fa entrare subito in quel mondo un po'? Curbante esatto. Però possono venire anche i bambini.

SPEAKER_05

A proposito del discorso che facevamo sull'attir i bambini, per esempio, i produttori di Molin Rouge, che sono gli stessi del film, che sono gli stessi del musical di dieci anni fa, hanno aggiornato rispetto al film La Colonna sonora, che per chi non se lo ricordasse, è un giubo Box Musical, quindi con tanti brani famosi. D film alla versione teatrale hanno messo tanti brani proprio per avvicinare gli adolescenti che quando entrano, trovano le canzoni che.

SPEAKER_02

Che conoscono. Sì, sì, infatti mia figlia era felicissima. Mamma, ma lo rifai anche, mi dice. Che lo farebbe lei. È talmente felice di sentire quelle canzoni a Delle, tutti quelli che riconosce, è stata una bella genialità.

SPEAKER_05

Invece adesso è una cattiveria. Questa mi piace molto e la voglio leggere io. Ciao Serena, scrive Chiaretta Gioi. Ciao Chiaretta? Ciao Serena, sei straordinaria, ti seguo sempre e da sempre. Sei bravissima a fare tutto. Ce l'hai un punto debole, tu sei sempre perfetta come si vede in teatro.

SPEAKER_02

Ma io non sono per niente perfetta, mamma mia! E che siete voi che.

SPEAKER_05

Dovremmo chiedere a Enrico.

SPEAKER_02

E allora lasciamo stare perché vi fa una lista infinita di difetti. Tipo che sbaglio il sale nella pasta, per esempio.

SPEAKER_05

Se questo è il massimo.

SPEAKER_02

No, no, vabbè, dai, sono tanti difetti, ce ne ho tanti, è che ogni tanto parlo napoletano, mi vengono i cinque minuti. Tiro fuori tutta una bella lista di cose.

SPEAKER_05

A reda confermo quando Serena.

SPEAKER_01

Se in cavola!

SPEAKER_05

Si salve veramente?

SPEAKER_01

Ma non abbiamo mai litigato. Però io.

SPEAKER_04

Tuttavia, il carattere e la tempra sono quelli giusti. Io qui ho due fac collegate, secondo me. La prima è Di Amalia Guppi. Ricordo la prima volta che ti ho vista al Sistina con Giorgio Albertazzi, ermasi colpitissima dal tuo talento, ma soprattutto dal tuo carisma. Davvero complimenti a chi ti ispiri dei grandi divi del passato? Questa è Tosta, Mamma mia!

SPEAKER_02

Intanto, grazie. Mi hai ricordato il grande maestro Albertazzi, che è stato un bel incontro nella mia vita, molto bello, e siamo stati anche qui al Sistina con lui e con Amy Stewart. Allora, le grandi div che io amo e che mi fanno appunto impazzire ogni volta che le vedo, sono Barbara Strisan che tu hai fatto tale quale show, si. Mary Strip, proprio, ve le dico tutte in fila così come voci mi piace Celine Dion. Lady Gaga Adele. Cioè, poi posso continuare? Se ce l'hai Saminelli.

SPEAKER_05

Diciamo, rubetta.

SPEAKER_02

Però è che se dovessi mettere proprio sul podio per me il faro, la luce che ogni volta che l'ascolto mi fa sognare, mi porta proprio da un'altra parte.

SPEAKER_05

È Barbara Strisanisco, mi fai mano.

SPEAKER_04

Ma che da domani, in questo onovero, metterà anche Casciare, per la voce, sicuramente, guarda, come cantante, come cantante anche femminile, come tonalità, si.

SPEAKER_02

Senti, ma lo sai che ho sposato un umbro, no?

SPEAKER_04

Ma come, se non lo so, ci siamo parlati, spolettini Perugini, ci siamo parlati, ci siamo detti tanto, ci abbiamo detti tanto. Andiamo con amicizie in comune. Salutiamo caro.

SPEAKER_05

Io, però, sai che alla fine della nostra puntata, un po' di peggio prima c'è dietro il sipario, sono curioso.

SPEAKER_01

Perché stiamo dicendo troppe cose?

SPEAKER_04

No, no, no, anzi, ci avremo tantissime domande. Ma, molte le abbiamo comunque, li le abbiamo fatte. Un dietro il sipario, c'è qualcosa, qualche chicca che ti sia capitata fuoriscena, che tu vuoi raccontare, che molti non sapranno, che noi non sappiamo.

SPEAKER_02

Guarda, tante cose, sul palcoscenico accade sempre qualcosa di incredibile. Però, una proprio in particolare non so, però quando sei dietro, le quinte, e poi passi dall'altra parte, perché quando sei stai per andare in scena o stai male, o è successo qualcosa? Hai litigato tre secondi prima. Per esempio, Enrico dice che io quando devo cantare, quella giornata in cui ho un concerto oppure uno spettacolo, eccetera, magari in questi anni i maestri mi dicono sempre: parla poco, conserva la voce. Molti cantanti lirici scrivono i bigliettini. Invece, io ho litigo con mia madre urlando! E dice, ma oggi devi cantare, cioè quel concerto. Io, proprio in quel giorno devo litigare con mia mamma, con mia sorella o parlare, capito? È così. Quindi questo me lo ricordo sempre come aneddoto ogni volta che ho un debutto, ho litigato velocemente per qualche motivo. Lui dice: Ma tu non devi preservare la voce, ma vuoi cantoi? Sei sfogato scarichi forse quello, forne, perché a Napoli, sai, anticamente si parlava da un balcone all'altro e si portava la voce, quindi forse nel DNA è quello.

SPEAKER_04

Ma potrebbe portare scena invece che Lady Gaga litigata, che è la cantante che sbraita mentre canta.

SPEAKER_02

Lasciamo stare dai. Io il capellino lo abbasseremo.

SPEAKER_05

Ma guarda, ormai c'è veramente uno stile comico coniato a fac musico.

SPEAKER_04

Che è lo stile Casciari: Senti, delle cacciate delle casciarate. Dopo questa terribile casciarata, possiamo passare al fac you. Dobbiamo fac you ricordo. Mi ricordo, è scritto fu FH argomenti questioni. Però la sonanza è un altro fac, c'è un qualcuno, o un qualcosa, probabilmente un qualcuno al quale tu vuoi dire fu.

SPEAKER_05

Qui te lo puoi permettere, senza venire senza filtri, quanto mi piace questa cosa.

SPEAKER_02

Perché, ma secondo voi c'è qualcuno che non deve vedere nella vita fac a qualcuno?

SPEAKER_01

Nessuno, quindi anche io.

SPEAKER_04

Ce l'hai.

SPEAKER_05

Hai visto come ha fatto cadere? Tu mi capisci. Sto parlando con te. Ci siamo controlla per me il facchio di Serena, non era per me.

SPEAKER_01

No.

SPEAKER_04

Dunque, io sono molto contento di aver conosciuto Serena perché è una persona piacevole, perché è piena di energia, piena di energia, vero, è vero, senti proprio l'energia.

SPEAKER_05

Ma Serena, è una che è entrata in Mulin Rouge, tipo una macchina, tipo un robot.

SPEAKER_02

Che follia, è follia.

SPEAKER_04

No, non è follia, è solidità, quindi hai il mestiere per farlo, hai le qualità per farlo, e quindi il ruolo di Satin in Mulin rouge, dal punto di vista vocale, è molto forte, molto pesante, perché lei a un certo punto fa 15 canzoni diverse in tre minuti, insomma, quindi, alti, bassi, diversi registri. La bellissima prova per la vocalità degli interpreti, e poi io soffro di vertigini e vederla scendere dal cielo per me quella roba è.

SPEAKER_05

Ah, quindi per questo non hai fatto stati.

SPEAKER_01

Ma infatti, gli ho detto di prepararsi, però abbiamo capito perché non ha fatto. Ho detto di prepararsi preparati.

SPEAKER_04

Il mio istinto diceva di andare sotto per paura, che sei troppo in fretta. È comunque un ruolo molto completo, molto tondo.

SPEAKER_02

Sì, è molto bello per un'attrice, devo dire che è uno dei ruoli più belli che siano stati scritti. Perché non è facile.

SPEAKER_05

Finisce con delle corde molto drammatiche, ma nella prima parte c'è addirittura dei momenti di comicità: sì, sì, sì, di commedia.

SPEAKER_02

Però è sempre sul filo perché non bisogna esagerare, altrimenti non diventi credibile. Insomma, è un ruolo impegnativo, ma Massimo ha saputo anche dirigere, quindi c'è stato un bello scambio anche proprio sulla costruzione del personaggio, anche se velocemente, molto velocemente, i diamanti ce li avevi già, negli occhi, e quindi.

SPEAKER_01

Scusa, com'è l'applauso, mamma mia, che schieniata non ce l'avete.

SPEAKER_05

Ci manca il violino, ci mancava allora bisogna aggiungere un violino. Grazie Serena.

SPEAKER_02

Unissimo chiacchierare con te grazie Massimo.

SPEAKER_05

Grazie per far così. Continua continua con le vostre curiosità, con le vostre domande, noi siamo qui per rispondere a qualsiasi fac, qualsiasi curiosità, anche quelle contro di noi. Anzi, ci piace di più e ci stimola. Casciari risponderà a tutti. Io non lo so.

SPEAKER_02

Ma i Cacciari contro tutti, io non ho fatto niente, quindi io voglio solo dire, ricordatevi che quando si entra in quella scatola meravigliosa del teatro, soprattutto nel musical, ma insomma, quando si vede uno spettacolo dal vivo, si entra in un sogno, in una magia. E in questo momento, particolarmente abbiamo bisogno proprio di alleggerirci il cuore, di respirare, di sognare, di essere un po' felici, di gioire un po' di qualcosa, e questo il musical te lo dà. Quindi andiamo, andiamo a vedere la musica.

SPEAKER_01

Come sono diventata seria!

SPEAKER_05

Guarda, e possiamo chiudere serene, non ti abbiamo chiesto di cantare.

SPEAKER_01

Ah no!

SPEAKER_00

È la prima volta che non mi chiedono di cantare, anche se qui sul finale ci stava, allora in poi lascerò che il cuore mi guidi un po'. Che canzone è?

SPEAKER_05

Non ce l'abbiamo fatta fino alla fine al cantare, una frase, grazie Massimo, vediamo presto