FAQ Musical
Irriverente, sorprendente, diretto: FAQ musical risponde alle domande che tutti vorrebbero fare sul musical senza filtri e senza maschera . Casciari & Piparo insieme ogni settimana per raccontare e celebrare il mondo del musical italiano e internazionale ma anche per stravolgerlo e sconvolgerlo sfatando miti, leggende e falsi racconti . Un ospite a puntata, aneddoti dal backstage, e la rubrica in cui potete mandare a quel paese quello che non vi torna. Venti minuti, nessun filtro, tante FAQ e… qualche Fuck you!
FAQ Musical
Un comico romano può fare il musical? - con Max Giusti | FAQ Musical S1E14
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Da Totò a Verdone, passando per Lino Banfi e Massimo Troisi: la comicità italiana ha sempre avuto un'anima regionale. Ma cosa succede quando un comico romano — uno di quelli veri, di Casetta Mattei — sale sul palco del Sistina e deve confrontarsi con l'ombra di Alberto Sordi?
Casciari e Piparo aprono la puntata con una domanda sulla geografia della risata italiana: perché il romanesco fa ridere tutta Italia? Si parla di dialetti come lingue vere e proprie, di Rugantino — il musical più romano di sempre, nato proprio al Sistina e unica produzione italiana ad arrivare a Broadway nel 1964 — e di come "Roma non fa la stupida stasera" sia diventata una canzone che sembra esistere da sempre, mentre invece è nata dentro uno spettacolo. Si discute di Zelig, della filiera comica milanese, e di perché oggi è più difficile lasciare un segno indelebile in un'epoca in cui le possibilità sono infinite ma l'attenzione è frammentata.
Ospite della puntata: Max Giusti. Comico, imitatore, conduttore, attore. Romano vero, partito a 16 anni con le imitazioni nei locali di cabaret. La sua prima: Diego Abatantuono, tenuta per otto mesi filati fino a rendere insopportabili tutti quelli che gli stavano vicino. Ha lavorato con Pietro Garinei, poi con Piparo — il Marchese del Grillo al Sistina, uno degli spettacoli più ricchi e riusciti del musical italiano degli ultimi anni. E in mezzo: Affari Tuoi, anni di Radio 2 con Supermax, e la voce di Gru in Cattivissimo Me — nata in due giorni, ispirata a Forrest Gump, costruita per essere tenera e feroce allo stesso tempo.
Max racconta la telefonata sul treno che lo ha convinto a fare il Marchese ("ho finto di pensarci, sono durato otto minuti"), il rapporto con Piparo regista che si fida — e quando un artista sente fiducia, dice Max, è un disastro nel senso migliore. Racconta la prima al Barberini con gli occhiali 3D e la moglie incinta di Matteo, le mail della Universal che chiedevano di rendere Gru "più colato", e la malinconia degli spezzoni di Mina con Pino Daniele e Troisi — la sua comfort zone, il bello che non torna più.
Il momento Dietro il Sipario: l'imitazione di Malgioglio che ha pagato le scuole ai figli e il trauma di portarsi dietro un personaggio per mesi senza poterlo spegnere. Il FAQ YOU è diretto, onesto e senza sconti: alla televisione che promette tutto e poi misura tutto in percentuali di share — e a chi dice che la qualità viene prima degli ascolti.
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Se mi ha cantato come una merda cinque anni fa, non è che se non mi abbracci mesorridi, amico mio, fratello mio, posso ascoltare perché sono incoglionito ma se ma dai 5 anni, ancora di gordo, riccoci riccoci musical fatti argomenti questioni sul mondo del musical, poi un po' spaziamo sempre intorno alle varie arti del palco.
SPEAKER_04Saluti caro da Mauro Casciari e da Massimo Armeo Piparo. Che oggi vedo particolarmente intento con la tecnologia in mano. Complimenti, complimenti.
SPEAKER_00Ciao Mauro Mauro, beh, stai, siamo un po' quasi a fine serie adesso e quindi sperimentiamo.
SPEAKER_04Sperimenta, sperimenta, te lo puoi permettere, te lo permette, ti autorizzo. Ti autorizzo. Allora, Massimo, la puntata di oggi, l'episodio per essere international di oggi, ci porta nel mondo del musical come sempre, ma anche nel mondo della comicità. Oggi si ride oggi si ride, già giugno si avvicina l'estate, giugno, giù, giù, giù, ma lo diciamo dopo. Allora, dicevo il cognome dell'artista che sta. Ho rovinato tutto già: Casciare rientra in te, rientro in me c'è spazio. Allora, c'è una cosa strana nella comicità italiana, perché quasi tutti i più grandi comici italiani hanno una caratteristica, ovvero sono locali, cioè hanno un'impronta della quale non nascondono, diciamo, la sostanza, e ne vanno fieri, un'impronta regionale. Vogliamo dire regionale cittadina, no?
SPEAKER_00Sì, sì, ed è un fatto culturale, l'Italia ha già tante lingue perché i dialetti italiani sono delle lingue vere e proprie e noi abbiamo già qualcuno che ci segnala il tempo finta. Perché è l'ospite che non vede l'ora di entrare a parlare con noi e noi lo faremo entrare molto presto. Perché con questo ospite veramente si ride. Dicevo che l'Italia ha delle lingue, non sono solo dei dialetti. Ogni regione, ogni sezione d'Italia è un paese molto lungo, è stato influenzato da tanti dominatori. Quindi abbiamo tantissime influenze, ma nella comicità noi abbiamo individuato da sempre comicità napoletana, a chi pensiamo noi più o meno di questa età, a Totò pensiamo a Totò, poi da lì in poi c'è stato tutto un fiume di comici che hanno seguito. Pensi alla comicità pugliese, pensiamo a Lino Banfi, poi oggi Cozzalone, però c'è sempre stato un archetipo di comico di quella regionalità che ha sdoganato nella storia quella lingua, quel dialetto. Comici milanesi. Aci milanesi, scusatemi, ma non è che proprio si rida tanto con i milanesi, questo lo dici tu, eh? L'ho detto io me la assumono la responsabilità. Però, insomma, dimmi un comico milanese che dice quanto mi faceva ridere quel comico milanese, onestamente, comunque, mi viene in mettere su Roma Sordi su Roma, Roma da Sordi a Manfredi fino ad arrivare a Verdone, e oggi al nostro ospite, il nostro ospite, naturalmente.
SPEAKER_04Più giovane, più giovane, certo, ha fatto una storia confredi sordi. Tra l'altro, il musical più romano di sempre, cioè Rogantino che è nato proprio qui a Sistina, però, Rogantino è una maschera della tradizione popolare romana. Certo, certo, certo, di quel musical è nato qui, l'Arlecchino romano, certo, perché poi anche l'Arlecchino Veneto, il Pulcinella napoletano, ognuno ha anche la sua maschera. E no, dicevo il musico è nato qua. A Rugantino è Torino. Bravo!
SPEAKER_00Io pensavo volato, ma io perché pensavo l'Africa conosce anche le maschere della commedia dell'arte, anche le maschere del teatro, quelle che spizzicano i biglietti esatto.
SPEAKER_04Allora, dicevo che Rugantino, per dirne una romano romano romano, però è arrivato anche a Broadway, credo l'unico, l'unica produzione nel 64 che aggiungi un posto a tavola che andò in Inghilterra, allora ok, ok, parliamo del 64. Quindi, comunque la romanità, tra l'altro, è andato in dialetto romano, senza con i sottotitoli, ma senza.
SPEAKER_00Infatti non hanno capito niente.
SPEAKER_04No, però invece non ha capito niente. Però evidentemente comunque il mare era fascella, era messa in scena, riproduceva questo quartiere tra Steverino Romano. Comunque noi ci avremo il mito di New York, ma New York ci hanno il mito della dolce vita.
SPEAKER_00Quindi, insomma, hanno il mito di casciare da New York come vorrei essere casciare.
SPEAKER_04Io ho la dolce vita larga, sì. Allora, stavolta ci stava, allora, torniamo alla comicità, viene veramente da dire cittadina, perché più che regionale abbiamo proprio in Italia una forma Roma è sicuramente una città-stato da questo punto di vista.
SPEAKER_00La comicità, il dialetto romano romanesco hanno una connotazione fortissima. E i comici che hanno attinto a questa tradizione dialettare romana sono tantissimi. Quindi, sicuramente la romanità è quella, possiamo dire: io sono siciliano, quindi non è che devo difendere Roma, però la romanità fa ridere un po' tutta Italia. Un po' come il napoletano funziona.
SPEAKER_04E questo, diciamo, rende un comico locale ormai un comico nazionale, in alcuni casi anche internazionale. Allora, il musical rogantino che è nato proprio qua a Sistina, contiene, tra l'altro dentro anche una colonna sonora tra virgolette, che è diventata proprio parte dell'immaginario collettivo, anche quello, perché ci sono dei siccome tutti i grandi musical, le commedie musicali consegnano alla storia un'aria, un numero, un brano che rimarrà famoso a prescindere dalla commedia.
SPEAKER_00Nel caso di specie parliamo di Roma Non Farà stupida stasera, che è una canzone che vive ormai da sé, anche senza essere diciamo contestualizzata nello spettacolo.
SPEAKER_04Infatti, nella mia testa, quella canzone lì c'era da prima del musico, ma era una roba storica del 1800, invece nasce proprio dentro. Io Mauro Casciari, mezzo ignorante, ero convinto che fosse un reprise e non fosse originale, che ci fosse, sembrava dalla notte dei tempi, invece, perché ti sei dato del mezzo ignorante? Perché sono modesto, sono modesto. Allora, io non so se vogliamo già, perché come facciamo a parlare di queste cose senza il nostro ospite?
SPEAKER_00È ovvio, sta lì che freme, che scalpita.
SPEAKER_04Perché parlando di comicità romana che è diventata nazionale, allora, lui ha.
SPEAKER_00Oltre a essere un ospite, un grande amico. Cioè, io già rido pensando che sta arrivando qui, che possiamo parlare uno di fronte all'altro con delle cuffie, comico, imitatore, mattatore, ti piace?
SPEAKER_04Mattatore conduttore attore. Romano, questo di Casetta Mattei, che io non so dove sia, ma glielo chiedo, non essendo di Roma, non lo so. Già a 16 anni lui ha iniziato, questo a fare cabarè, imitazione nei locali. Quindi credo, perché io ho avuto, ho riassunto, capito?
SPEAKER_00Poi Max è talmente un vulcano: ha detto Max, io non l'ho detto, l'hai detto tu. No, Max sono io, parla Max e ti dice che è talmente un vulcano che ascolteremo da lui come si è mosso nei primi passi di questa carriera, che l'ha portato oggi a essere un mattatore vero.
SPEAKER_04Ecco, adesso tanta televisione, eccetera, ma anche tanto teatro, ricordiamo che lui ha un territorio della televisione un po'. Ragazzi, che cercano, mica può dire di no, capito, ma ce lo levano dal teatro. Io ho capito, capito il TV registra e poi fa fare tutto, perché lui ha iniziato lui ha già lavorato con Garinei, e poi ha lavorato con Piper, cioè ha fatto da ponte, ti piace? Diciamo che casa sua è il sistema benissimo. E allora facciamo entrare Max Giusti ed eccolo.
SPEAKER_02Eccomi qua, eccomi qua, eccomi qua, come state? Basta vedervi su Instagram perché ormai come vi vedo sempre con l'algoritmo mi tornate anche in orari in cui non vorrei vedervi.
SPEAKER_00Siamo molto in patenti, siamo molto inti.
SPEAKER_02Benvenuto, Max, benvenuti, grazie Mauro, grazie per essere qui.
SPEAKER_00Perché, insomma, avendo una importante carriera televisiva, rubarlo, mezz'ora per una cosa.
SPEAKER_02Ma allora, Massimo ha detto una cosa prima, molto mi avvicino il microfono, si parla in maniera più diciamo chiara. Massimo ha detto una cosa bella, ha detto casa sua il sistema. In realtà è più casa sua, però, diciamo che io lascio sempre pulito, lui mi lascia le chiavi, quindi è sempre bello stare qui. Poi è bello stare con Massimo, tu hai detto una cosa importantissima. Questo è un posto del cuore e penso che la grande fortuna di questo posto, veramente passare da tanti anni di Pietro Carinei a tanti anni di Massimo Piparo, non poteva esserci una migliore, una traduzione migliore perché penso sia l'unico pazzo furioso che possa mantenere un certo. No, no, ma è la verità. Lo penso, perché comunque gestire le produzioni, un teatro come questo vuol dire investire un sacco di soldi, vuol dire non dormire diverse notti, perché poi dorme, però a volte dorme, però guarda che cosa è successo al sistema magico, io dico sempre: tu sei matto, perché gli allestimenti del Sistina sono gli allestimenti più ricchi che io vedo ogni volta nel panorama del musical italiano, delle commedie musicali italiane. Grazie. Non serviva dirlo perché siamo già abbastanza amici. Però ogni tanto è bello ribadirlo a Facchio.
SPEAKER_00Però vedi già, mi parla con l'accento un po' milanese con gli anni di televisione che dicono: ma ti rendi conto che dici tutto bene.
SPEAKER_02Riesce tutto bene.
SPEAKER_04Però ricordiamo lui che anche nasce, credo come inizi come imitatore, vuol dire che è una persona come tutti gli imitatori, credo, molto sensibile, molto attenta a tutto quello che ha davanti. Quindi assorbe come una spugna.
SPEAKER_00Quindi se sta a Milano ha un grande orecchio musicale che lo porta, quello è culo, però quanto mi piace, mi guarda.
SPEAKER_02Ballavo in discoteca con le ragazzine, no? E gli mettevo i riff di altre canzoni sulla, magari c'era quattro quarti che andava così. Che facevo Dio così io quanto sono musicale.
SPEAKER_04E poi andavo in bianco, però me la cantavo. Senti, Max. Io ho una curiosità, diciamo, qual è la prima imitazione che ti è venuta e che ti ricordi soprattutto, che hai fatto, ma anche di.
SPEAKER_02Ma se ricordano tutti, uno strano animale, non piace, ci spraniamo. Allora, più che al cinema, all'epoca, ai miei 12 anni, quindi seconda media, c'erano i trailer dei film. E c'erai fighissimi, di Con Diego a Batantuono già ricalà. E la parlata del terroncello era. E io parlavo come lui. Io parlavo sempre come lui. Ma per 8-9 mesi immaginati tu, quelli che mi stavano di fianco, vedo proprio, dicevo, basta. E io non riuscivo a smettere, ero insopportabile. Infatti, ogni volta che lo dico, quando vedo Diego, io pure torno a parlare Diego mi fa, ero i coglioni. Neanche lui, neanche lui la può sentire più, sono stato rapida, è stata la mia prima imitazione. Beh, fantastico.
SPEAKER_00Facevo un accenno sulla comicità milanese. A te fa ridere la comicità milanese.
SPEAKER_02Beh. Maurizio Milani mi fa ridere, Maurizio Milani mi fa ridere, gli anni d'oro di Ale Franz mi hanno fatto ridere. Però lì c'era un po'.
SPEAKER_00No, non era tanto milanese.
SPEAKER_02Sì, ma sai cosa c'è? Che lì c'è stati gli anni di Zelig che sono stati stati anni di amore odio. Perché? Perché secondo me Zelig è stata una grandissima filiera, però c'era un po' o Zelig o niente. Cioè la comunicità è stata così tanto Zelig per tanti anni, che secondo me ha fatto crescere le carriere di tantissimi artisti, bravissimi tra l'altro. Però anche un po' secondo me, un po' succhiato tutto il repertorio di tanti artisti, tanti giovani talenti. Che poi finito Zeligno stentato. Secondo me dava molto, ma toglieva molto.
SPEAKER_00Secondo me la milanesità stava nella bravura dei comici stessi, cioè facevano ridere un po' per i testi scritti bene, un po' per loro bravura. Mentre una battuta in romanesco, in un certo napoletano ti fa ridere anche se la battuta non è proprio il milanese, secondo me, come accento, ma è un mio parere.
SPEAKER_02Sì, sì, sì, è meno o meno forte. Per esempio, ci sono dei dialetti, secondo me, hanno una simpatia insita, ci sono.
SPEAKER_00Ma capoterra ha benedetto bravissimo.
SPEAKER_02Guarda, guarda, guarda. C'è i brividi, sono scherzato, i brividi, ma non ero un regista serio, io ve lo ricordo uno. Dicevo adesso, però c'è Piparo, chissà se mi prende, ma non è detto, non lo so.
SPEAKER_03Che figole?
SPEAKER_00Ma perché stanno con Casciari? Certo, certo, sono maestro io.
SPEAKER_03Allora, se voi volete abbassare il livello, avete chiamato quello giusto, però io ve lo dico: forse lui mi do un tono.
SPEAKER_02Se vuoi abbassare il livello, sono il primo della classe. Però sì, sì, per esempio, io penso al dialetto che fa molto ridere il Veneto, mi dice tantissimo. E anche il Marchigiano, il marchigiano che è stato sfruttato molto poco, spesso è stato sempre un po' il caratterista nei film di commedia l'italiana, però ha una musicalità che lo rende, che ne so, già l'impressione ligure è un po' più anche la stessa impressione torinese, un po' meno brillante. Non finisce scoppettante. Poi se uno è bravo, poi ti fa ridere.
SPEAKER_00No, no, certo, la bravura individuale fa la differenza, però l'accento in sé obiettivamente ci sono delle regionalità che non sono uguali alle altre.
SPEAKER_02Sì, si, arriva come ti posso dire, un suono, un suono diverso, poi io, ragazzi, io vi dico: io mi sono rivisto anni fa un po' dei primissimi film di Rino Banfi dove non c'era una sceneggiatura, c'era ok, da qui arrivi, da lì arrivi là, questo era un mostro. Cioè, di una bravura, era di una bravura assurda, perché poi noi che facciamo? Cresciamo, diventiamo grandi, diamo tutto per scontato. No, invece vediamo, soprattutto quando sei un giovane, quando sei un giovane comico, i primi anni non capisce niente. Invece, dietro c'era Caurio, che era fortissimo. C'era dei film che non valevano, non c'era niente in mano e faceva funzionare tutto.
SPEAKER_00Erano veramente dei mattatori. Tuttavia, nella loro lingua si esprimevano. Già era una risata. Troisi, con quella cadenza napoletana faceva ridere qualsiasi cosa dicesse, infatti, tante battute messe in bocca uno che non ha.
SPEAKER_02No, no, no, no, no, no, no. Ma era proprio anche l'approccio. L'approccio, lui che cerca di convincere il secchio a venire da lui. Che ti cani? Arriviamo i quarti, a me cambia vita, tu senti.
SPEAKER_00E quello però stavo perdendo cacciata.
SPEAKER_02No, perché io non l'avevo mai sentito a fare Troisi. Ah, perché non lo faccio mai? Perché da quando è scomparso è stato così un trauma. Io faceva ragazzino è incredibile, quello lo sto guardando. Perché è stato uno dei più grandi traumi della mia vita. Adesso ognuno di noi è un feticcio, penso, qualcosa e si porta dietro. Tutti dicono che i comici sono sempre malinconici, no? Tristi, io non sono triste. Tuttavia, un po' la malinconia, quando sono fuori mi viene. E ti dico che a volte la cosa più letale se mi vuoi far piangere, farmi vedere gli spezzoni di Minà con Pino Daniele e Troisi che li fanno i pezzi a Blitz. Io sto in albergo a Milano e puntualmente piango. Perché? Perché quella era la mia comfort zone, quella era il mio bello, quella era la televisione che mi piaceva. Quelli artisti che tuttora mi piacciono e ognuno di noi penso ci abbia la sua comfort zone.
SPEAKER_00Ma poi anche perché poi oggi ricreare quel tipo di semplicità, ma di grandissima forza e diventa più.
SPEAKER_02Ma perché abbiamo troppe voci, no? Cioè, adesso tu puoi fare fu musical, ok, e decidere di essere editore di te stesso, no, dice, me lo faccio, è la grandissima libertà. D'altro canto, è un periodo dove oggi è più difficile creare uno Roma non fa la stupida stasera perché? Perché c'era un solo canale televisivo, c'era un solo sistema al massimo un altro teatro molto importante a Milano. Cioè, era così difficile arrivare a qualcosa perché in realtà c'erano così poche strutture che tutto diventava immediatamente epico, quasi irreplicabile. Ora ci sono tante possibilità per farsi vedere, ma alla fine lasciare proprio un grandissimo segno in un momento in cui si corre così diventa più difficile.
SPEAKER_00Sì, però forse è verissimo. Io ve lo dico sempre, i grandi del passato oggi si scontrerebbero con una platea molto più vasta. Assolutamente i concorrenti, assolutamente, quante Raffaele Carrà. Quanti degli Ascala avremmo oggi? Assolutamente. Ai tempi ne passava una e sembrava.
SPEAKER_02Ma assolutamente, anche perché poi la strada per arrivare lì, ma chi la conosceva? Io molti mi dicono: hai fatto la scuola di proietti? No, perché non l'hai fatta? Perché io abitavo Arthurlo, io sapevo che c'era scuola che proietti. Sono sincero, sincerissimo. Quindi era un po' anche no, ora che vuoi fare di gigi di vai?
SPEAKER_00Oggi anche Casciare fa il musical.
SPEAKER_04A proposito, noi abbiamo tante domande, è stato annunciato, noi ci abbiamo delle domande che sono arrivate. E io le ho lette tutte adesso stavo cercando di infilare, perché questa qua. Nessuno che chiede soldi, c'è Bruno Bonetti che scrive: Buonasera Max! Ormai per la nostra famiglia, venire a vederti a teatro è un appuntamento fisso, ci fa ridere moltissimo e passare una serata in tranquillità. Infatti siamo venuti a vedere il Marchese del Grillo per ben due volte. Quanto è stato difficile confrontarsi con quel gigante di Alberto Sordi, prova riuscitissima, sei stato uno spasso.
SPEAKER_02Un saluto, Bruno Carle Alessia allora, quanto è stato difficile. Innanzitutto, è stato emozionante perché io ho quello che mi ha telefonato. Stavo sul treno e mi ricordo che quando lui me l'ha proposto, stavo andando a Milano e ero in treno e ho fatto finta di pensarci. Ma tipo sono durato 8 minuti 10 minuti. Mi ricordo avevo chiamato un mio amico per dire: Senti, che faccio perché avevo da sistemare un po' il calendario per farlo. Chiamai Paolo Del Brocco, gli ho detto: ma io voglio farlo. Dice: Ma che sei scemo, Marchese Grillo, ma che sei fatto, non lo fai? E quindi, volevo comunque, sai, perché l'impegno del teatro è un impegno che è sempre più difficile da affrontare, perché comunque sia il Marchese Grillo non è che arriva. Cioè One Show, metti un po' di luci arrivi tu sul palco. Si sposta una macchina enorme, cioè, solamente far quadrare i conti solo con le prove è una follia. Perché comunque si ha, però, ragazzi ero così felice. A parte che è stata la volta in cui ho lavorato con Massimo. In una maniera, perché lui ha una grande, lui ha due anime. Una è quella del produttore che suscita sempre una certa soggezione. E l'altra, quelle già siamo entrati sulla parte del marchese e l'altra è quella del regista. Perché poi è un regista che almeno nel mio caso, mi è sempre molto fidato. E io poi quando sento fiducia è un disastro. Perché se sento fiducia mi leggo a un come posso dirti, una sensazione di gratitudine che è enorme. Noi ci siamo veramente divertiti a metterlo su poi lui riesce anche a far lavorare le persone senza attenzione in teatro, bello.
SPEAKER_04Posso mandare un estratto del Marchese del Grillo?
SPEAKER_00Questo è Crashari, Max, ce l'avevo qui, ce l'avevo qui.
SPEAKER_02Mi ha fatto pure fare commedia musicale. A chi vedi il fa? Che già ce l'ho.
SPEAKER_04Se vuol l'anticipo. Scusate, non l'ho resistito. C'avevo scritto Grilli. E io l'ho mandati. È forte di me. Ce l'ha meno mesma, esatto. Allora, va bene, teatro, tanto teatro, tanta tv, tante imitazioni. Io qui ho una lista. Imitatore numero uno, i tuoi personaggi sono tutti riuscitissimi. Ma Malgioglio è nel mio cuore, si manto.
SPEAKER_02Non te lo faccio. Marco morto, ma la sacco perché tu rendi conti che i miei figli hanno studiato in parte grazie alla parodia di Malgioglio. Pensa te che umiliazione per questi ragazzi, papà. Che fa? Amministratore delegato. Mio papà lavora al CERN, è uno scienziato, papà. Che fa? Veramente, sono contento. Pensa che traumi, sti ragazzi. Comunque, grazie Mara.
SPEAKER_04Grazie. Poi c'è anche chi Mamma Glori. Mamma Glori con la Y. Ciao Max. Ormai non riesco più a sentire la tua voce senza sentire Gru. Le mie figlie sono cresciute con i vari cattivissimi. Uma. Cosa ti ha lasciato quel personaggio? Oh, ti ha lasciato qualcosa anche Gru, ah, Gru.
SPEAKER_00Questa è una cosa pure bella della sua, delle mille cose che fai. Anche questa del doppiaggio.
SPEAKER_02Ma allora, Gru è arrivato in un momento della mia vita molto particolare, ok? E perché stava per nascere mio figlio, Matteo, mio primo figlio. E venivo da. erano proprio gli anni di affari tuoi. All'epoca era un cartoon che usciva nuovo, completamente nuovo. Io ho visto allo stesso giorno un film dove c'erano dei cani che recitavano, si vestiamo facili battute, dove c'era si chiama Sansone. C'era proprio Stalano con tutti gli altri cani e lo doppiò poi alla fine, perché io non lo voglio fare, perché nella stessa mattinata, poi non è che mi arrivano queste offerte, non ho più alzato. Invece, lo stesso giorno ho visto prima il come si chiama Cattivissimo Me. E mi piaceva molto perché non era solo Cartoon Disney dell'amore, della canzone: io ti cercherò e volerò nel cuore così. E bravo, subito magia era un occhio, e quindi si parlava di Lehman Brothers, si parlava di inquinamento, si parlava di insomma di questi esseri che non hanno rispetto, così. E ho iniziato, ho potuto inventare la voce. C'era Fiamma Izzo all'epoca, poi dopo Fabrizio Guadagno, mi sono trovato lì come facciamo parlare? E quindi io mi sono un po' ispirato a, volevo una voce che potesse essere molto tenera, ma poi potesse diventare anche molto forte e cattiva. E quindi mi era venuta in mente la suggestione di Forest Gampo.
SPEAKER_01Ok, perché comunque sia c'era un po' Buba. Sta tutto sui gamberi. Perché alla fine, tutti i gamberi, c'è il cocktail di gamberi, il salzare rosa di gamberi, il trementino di gamberi. Tutto sui gamberi.
SPEAKER_02Le mamma di Buba, che lì, da lì ci ho perso due giorni, mi sono aumentato il come parlava lui ma come parlasse, poi lo volevo meno culturale, quindi un po' piano piano. Adesso andiamo, ok, bambini. E c'è stato un po' più in due giorni è uscito a fare la voce di gru. Dopo è diventato un blockbuster mondiale enorme con tutti gli americani. Che poi un anno ho fatto anche il fratello, che era Gru e Dru, che è una voce in falsetto che mi ha ucciso perché facevo un'ora e mezza di quel personaggio, poi lo mollavo ogni giorno perché non riuscivo a tenerlo. E dopo tutte le mail, lo farei un po' più così, ma facciamo più cosa. Quindi, dopo controllavano tutto, Astronzi. Prima ci ridevate non mi fregava niente, ma adesso è state a fare i soldi, e no, facciamo più così, più là. Quindi, invece per quello che riguarda l'affetto è stato bellissimo perché erano anni in cui ho cominciato a capire che la televisione non è solo come ti posso dire il bello che ti dà, ma le grandi tensioni, la necessità di performare sempre al massimo, di portare risultati altissimi. E andare a vedere un cartoon in anno in cui mi sembrava di sporcarmi un po' le mani per la prima volta era un po' come tornare al bello. Io ho visto Albarberini la prima con l'occhiale 3D. Più che è uscito da Radio 2 e facevo Radio Supermax. Stavo col Giaccone, gli occhiali 3D, ho visto la versione 3D, la prima edizione uscì anche in 3D e mi sono messa all'ultima fila, secondo me mi guardano tipo: mamma, tenti, Armaniaco, quello è l'ultima fila. Mia moglie aspettava appunto Matteo. Ho cominciato a piangere così felice. E poi mi ha accompagnato. E la cosa bella mi fa fare il figo con gli amichetti dei miei figli. Mi faceva perché anticipavo le battute, ok, io lo so, quella dopo è la carogna, magnifico, magnifico.
SPEAKER_04Allora, già, perché tu hai fatto anche radio per diversi anni.
SPEAKER_02Eh, sì, sì, per cinque anni: Radio 2 Super Max, sta una cosa troppo bella.
SPEAKER_00Allora, la fa casciare la radio. Eh, vabbè, casciare, fa la radio.
SPEAKER_02Ma fai la radio in un musical. No, no, no, no, faccio la radio, ma sto far con gli altri si può dire, quello che volevo.
SPEAKER_04Eh, ragazzi, fac. Allora, io ce ne sono tante. Io.
SPEAKER_00Allora, Alessandro, una domanda io invece, un uomo di teatro, di pubblico, di gente viva, ora che ti stai confrontando sempre più anche col mezzo televisivo in maniera molto massiccia, come vivi il risultato della televisione?
SPEAKER_02Siamo legati a una bugia se dici no, soprattutto ora che lavoro comunque in un editore commerciale che chiaramente ha ancora una missione ancora più chiare. Certa a Mediaset. No, è stato un anno magico, è andato benissimo e mi ha portato tante tensioni, tante soddisfazioni, penso che andava male. No, perché, comunque, ragazzi, noi siamo sì, tutto va bene, ma siamo legati al nostro rendimento.
SPEAKER_00Quella roba un po' che si sente. No, no, ma l'importante è la qualità.
SPEAKER_02Ma col cazzo non è vero, o col cavolo, no, no, no, dobbiamo portare a casa i nostri sia per noi, sì perché alla fine tu sei la punta dell'iceberg di un'industria di un'industria, di un'industria, e ti ho detto: l'unica cosa che ti può aiutare a far bene l'esperienza, metterti sempre in discussione e sentire fiducia addosso. Cioè, il vero problema, spero che il più possibile possa proseguire un percorso positivo per me. Perché il vero problema è trovare la forza quando cominci a pensare che ci sia meno fiducia nei tuoi confronti. È lì che devi essere tosto e cercare di. Perché non è facile, no?
SPEAKER_00Io ho un po' di esperienza televisiva.
SPEAKER_02Ma qualche miseria?
SPEAKER_00È il fatto che tu puoi stare sulle stelle continuamente al primo errore, si assolutamente.
SPEAKER_02Io ti faccio un esempio con Pippo Paudo. Ho visto, ho lavorato con Paudo e una spalla straordinaria, una spalla straordinaria, un po' di caso straordinario. Fece un programma che non andò bene. Io andai, ospite in questo programma, tipo terza quarta puntata, e ho detto: ammazza questo come si è unvechiato! Porca miseria, non lo riconosco più, non è Pippo. Sei rimbambito, ma che ha fatto sì. Passano quattro anni, fa un programma, un altro programma che andava molto bene. Pippo era Gesù. Stava a mille, perché comunque le tensioni, le negatività alla fine te le porti dietro, te le porti dietro e quindi è inutile.
SPEAKER_00Ti vediamo giovanissimo, quindi vuol dire che va tutto bene.
SPEAKER_02E mi sono fatto la barba solo ieri. No, neanche stamattina ieri ieri.
SPEAKER_00Invece, tra editore TV pubblica e editore TV privata, tu hai fatto sia Rame, c'è la stessa ansia del risultato, c'è la stessa rinforza.
SPEAKER_02In alcuni settori si, perché comunque sono settori quelli privilegiati, soprattutto access prime e preserale, sono i soldi in cui c'è la raccolta pubblicità. Gli orari in cui c'è la raccolta pubblicitaria, può fare la differenza per un'industria, proprio nel bilancio. Quindi, la pressione la sento. Io mi sono allenato gli anni di affari tuoi, se ti devo dire la competizione dall'adrenalina sì, ma ne faresti volentieri a meno. È importantissimo per il tuo futuro, perché comunque quando c'è un bilancio di un'azienda, quello che tu porti a casa a livello di, ma non solo di scena assoluta, per esempio, che ti dico, quando faccio caduta libera, il competitor fa molto più ascolto. Tuttavia, nella fascia pregiata faccio più ascolto di lui, che vuol dire che quelli che spendono soldi, la target commerciale che va più o meno dai 25 ai 54 anni per il 21%, seguì a me e il 18% seguì al competitor. Tuttavano il valore assoluto, un pubblico meno altrospendente, diciamo un pubblico un po' più grande, globalmente seguiva molto di più anche l'altro. Quindi sai, devi fare un buon numero di valori assoluti, poi però in realtà per vendere pubblicità l'importante è avere questa. Quindi è tutto un po' meno bello, quando analizzi così.
SPEAKER_00Quindi, il teatro è un applauso o non ridono, quello non è discutibile.
SPEAKER_02È l'unica cosa che puoi fare tu è fare il massimo, perché poi oltre quello non puoi fare il massimo, che c'è i grilli. Ah no, magia.
SPEAKER_00Quindi l'ansia dell'ascolto, l'ansia del risultato in televisione sicuramente si sente più che un applauso meno del pubblico. E invece rispetto al tuo passaggio all'azienda televisiva privata maggioritaria rispetto alla cosiddetta TV pubblica, come ti trovi per esempio, adesso con un nuovo editore che magari è più commerciale, giustamente è un'azienda che.
SPEAKER_02Il bilancio è importante, poi non c'è neanche la risorsa del canone. Lo sarebbe anche per la Rai, sì, assolutamente. Guarda io poi mi sono stato benissimo il Rai così. La cosa che mi piace è che voglio cercare di rispostarmi un po' a Roma, perché ho stato a Milano. Il problema è che il centro di produzione di Colonio Monzese porca miseria, è bellissimo. C'è una cosa che ha stupito: perché c'è il l'asilo nido. Non me l'ho messo conto di che visionario era questo editori. L'asilo nido c'è il ristorante, c'è la libreria, i negozi, c'è il fruttivendolo. L'alimentare c'è la palestra, e io, insomma, diciamo che quando sono arrivato lì, ho fatto: si sta veramente bene quindi sentite, ma tutto, ogni tanto vorrei cercare di produrre qualcosa un po' più a casa, però, non lo so, che quando loro hanno investito molto su di me, quando tu senti questa fiducia ti viene di ripagarla, Max.
SPEAKER_04Tu alla fine ne hai fatte tante. C'è ancora qualcosa che tra l'altro io ho scoperto da una lettica, che tu hai fatto anche Stracult. Come no, ma io questa non la sapevo. Aspetta, che ti ritrovo la domanda, ciao Max, ti segue quando facevi stracult, mi sembra una vita fa, cosa ti porti dietro dall'inizio della tua carriera il più spensierato determinato? Clarita 34.
SPEAKER_02Io di stracult non me lo ricordavo, ma Clarita 34, mi ricordo invece io di te, Clarita, tu ti ricordo che la rita la ricorda, Clarita, se potessimo parlare, no, faccio il credito. Sì, mi ricordo, era la voglia folle di andare in televisione. Marco Giusti, che non mi è parente, che comunque è una delle persone più generose, più geniali anche a suo modo. Ha fatto blob, ricordiamo dirne una, assolutamente, però anche generosa nel mio conto, perché io veramente un ragazzino che aveva tantissima voglia e lui mi ha voluto bene. E mi ha portato a fare cose, lì è nato Malgioglio. Lì è nato Malgioglio, è nato in cocchia del d'amore che dovevo presentare io. Poi a un certo punto non ci siamo ben capiti e sono arrivati Lille Greg a presentare e c'era Mandalir. E io ho detto: quel pro Marco non voleva mandarmi via. E mi dice che fai, però ero rimasto un po' male. Questo non l'ho mai raccontata. E praticamente che succede? Che io ho visto, c'era questo personaggio che stava in un programma di giletti, che era Cristiano Maggioglio che ho conosciuto anni fa perché insieme Gianni dei faceva le serate di piazza in Sicilia. In Sicilia c'è un giro di serate che se entri è tipo fare Sanremo, si possono 30 serate insieme. Io non sono mai entrato. Non mi hanno mai fatto entrato. E facevano bene, veramente mi aveva stupito questo personaggio che metteva le T al posto delle D, le G al posto delle C così come come fa sta televisione? E inizio a ho detto: vabbè, facciamo la prova trucco, ma me ne vado perché secondo me qua non c'è spazio. Mi trucco, mi vedo avanti allo specchio. Questa sensazione magica, veramente è stato stupendo. E da lì è nato con una mandalina. Poi all'epoca mi scrivo i testi da solo, anzi mi aiutava il buon piccinini. E finalmente è stata un'esperienza bella da lì ho iniziato a fare le parodie in televisione. Prima ho fatto una che faceva le dieta a Roma, la dottoressa Sobrino si chiamava. Certo, certo. Magri come un grisino, mi ha detto in televisione. Avrei fatto qualsiasi cosa, una parrucca nera così. E quindi è partito da lì è partito Malgioglio. Da lì poi ho conosciuto i gialpi, i gialpi hanno detto e forse mi portavano da loro. Io ho detto, però non tirà nessuno, sono tornato, ho detto: guarda che giallappi mi voglio. Devo fare una cosa piccola così, ma la sono venduta con costa enorme. C'era frecciero, mi ha detto: no, teniamolo, non facciamolo andare via. E da lì è partito il primo contratto e ho imparato piano piano a lavorare.
SPEAKER_04È grande, bellissimo. Questa parte mi mancava della tua carica.
SPEAKER_00Quindi la tua prima vera maschera, diciamo di imitazione è stato Malgioglio.
SPEAKER_02Travestito con un truccatore, sì. Quella Dortezza Sobrino spero non la troviate mai perché da qualche parte forse si trova. Ma ragazzi, ero veramente una roba brutta brutta brutta brutta brutta brutta.
SPEAKER_04Non era bella neanche l'origina, insomma, non era particolarmente diciamo.
SPEAKER_02Ti prendi le tue responsabilità. Sono i legali. Centi di magranti Sobrino, chiedono che abbiano avuto altri problemi loro. Tanto azioni legali contro Mauro Casciali.
SPEAKER_04Però se volessero impugnarla. Magari se ripagano, senti, Max qui due spettatori ci portano verso il mondo del tennis. Ne vuoi parlare? Perché noi siamo a giugno 2026 perché ci guarda nel 2040, quindi veniamo. Cioè, tu vieni proprio fisicamente, si può dire da Roland Garrossi.
SPEAKER_02Sì, sì, sì, sono da Roland Garrossi. Prima volta tra l'altro. Adesso ho fatto tutti gli slam tranne Australia, quindi piano piano, vengo da Roland Garros.
SPEAKER_04E la cosa che mi piace per voi che ci vedete nel 2040 è il fatto che voi possiate dire non è invecchiato per niente, perché ti chiede, Giorgio Lori se potessi tornare indietro, rifaresti comunque il tuo lavoro o diventeresti un tennista?
SPEAKER_02Dipende se voglio mangiare, no, no, no, quando mi dico come giochi a tennis, allora, secondo me come tennista sono una sono molto scarso. Come attore che gioca a tennis, allora, gioco bene. Diciamo così, nell'Olimpo degli attori. Me la gioco, me la gioco, me la gioco.
SPEAKER_04Poi, secondo ultima domanda sul tennis, bocso, domanda secca per Rettino Cobolli.
SPEAKER_02Che domanda è: no, non ce la posso fare, non ce la posso fare, più mamma o papà. No, sono due ragazzi straordinari, mi dispiace che non si siano incontrati visto che a Roland Garrosso non contento chiaramente per Matteo Arnaldi, però sarebbe stato. Loro sono molto amici, molto legati. Hanno, diciamo, credo 6 anni di differenza tra loro. Me li ricordo Juniores, anzi, mi ricordo Matteo, già un po' più grandino, ma veramente Fabio me lo ricorda da 11 anni, 12 anni. Le premiazioni che gli facevo ogni volta le premiazioni regionali. Purtroppo sono dei ragazzi. La cosa bella del tennis è sono veramente dei ragazzi fantastici. Cioè, puoi passare una serata con loro, sono tutti ragazzi educati per bene. Sai che lo sport è un po' a forma, probabilmente.
SPEAKER_00Non tutti gli sport quelli che chiamiamo ancora minori, ma che sono assolutamente.
SPEAKER_02Beh, io ho visto i festeggiamenti del Paris Saint Germain a Parigi sono stati in mezzo ai lagrimogeni, una cosa folle, folle folle folle. Qualche volta non ti stanchi di essere quello che fa ridere, e magari ti prende la voglia di fare un salto vitale a fare l'opposto, sì, è bello, io ho fatto un film, si chiamava La Seconda Chance. Perché ho fatto tre film nella mia carriera da protagonista, quindi non 15, mi ricordo così bene perché sono solo 3. Tuttavia, in due ho scritto la sceneggiatura. Anche e il soggetto, e quindi in realtà ero molto indulgente su di me e mi raccontavo, mi dipingevo come in realtà un po' sono. Quindi, secondo me, sono stato meno bravo perché ero un po' me stesso. Invece, nella seconda chance, era un film dove io ho fatto solamente l'attore. Il personaggio era così diverso da me. È stata la prima volta che sono dimagrito tanto per fare questo film perché era un professore di latino. Quindi, immagina la mia professoressa di latino, no, scherzo, non fare mai. Quindi, potersi permettere di non avere quest'obbligo di far ridere, perché un po' è come se un po' sono così, quindi non mi piacciono quelli che fini. Io sono così.
SPEAKER_00Dai, ho avuto modo di conoscerti anche fuori dal lavoro, Max è uno che comunque porta allegria a una tavolata. Un gruppo di amici.
SPEAKER_02Se ci sono due, perché sono tavolate 10 persone, due sono un po' più nuovi, non puoi lasciarli all'angolo là, non lo so, è proprio una deformazione che hai. Però potersi togliere un po' questo modo di essere, di fare da una grande, cioè, almeno a livello artistico, ti far provare sensazioni proprio nuove, nuove, e appena penso che ogni comico appena gli dà s'opportunità, tira fuori un lato di sé che non hai visto mai. Con un attimo piangi anche tu quando ti metti a forno ruolo drammatico, perché forse ce n'è proprio bisogno.
SPEAKER_00Hai capito che sceri che cerchi sempre di far ridere, far ridere.
SPEAKER_04Io ancora non ho fatto, non ho fatto niente. Quindi eventualmente ho tempo spero, la devi fare ancora perché io so proprio. Sono ragazzi, siamo ragazzi. Siamo ragazzi, siamo ragazzi.
SPEAKER_02Guarda come mi è stato il giacchettino, roba più invecchiamoci, siamo ragazzi. Stiamo diventati dioli.
SPEAKER_04Senti, io ho un'ultima domanda di quelli che ci hanno parlato i nostri valenti autori, che ringraziamo, perché.
SPEAKER_02Vabbè, poi sentiamo la domanda.
SPEAKER_04No, no, no, perché tornando alla tua comunque origine romana, tua comunque città, perché tu da conduttore sei assolutamente nazionale. Non è che uno pensa a Max Giusti Roma, conduttori.
SPEAKER_02Grazie agli autori, grazie a Mauro Casciari.
SPEAKER_04No, ma devo fare adesso la parte. Però, quando tu magari butti da spettacoli comici, battute romane, romanesche, ti è mai capitato? Le fai a Milano, le fai a Palermo e cade nel vuoto, cioè non regge più?
SPEAKER_02No, fino a qualche anno fa sì, adesso no. L'importante è allora. Io ho sempre fatto per anni un gioco, io sono abbastanza bravo a declinarmi in molti dialetti, non ti dico tutti, però riesco a declinarmi. Quindi ho sempre usato un po' il trucco. Cioè, se tu vieni nelle Marche, sento uno spettacolo mio, è nato lo spettacolo. Cioè, proprio non lo riconosci ben niente, perché faccio proprio in maniera marchigiana con le però quindi per me: si fisca Foligno in poi è questo: macerata. Terni, un po' ignorante quando pozzo a Pallazzo, spesso pozzo. Insomma, diciamo che dopo un po' ad esempio, in Romagna lo faccio in Romagnolo, in Emilia lo faccio in Emiliano a Milano. Un po' però, dopo un po', invece ho un po' cambiato. Ci ho fatto uno step migliore ed era quello di perdere un po' più tempo col pubblico, ma portare loro nella mia dimensione, ok? Perché mi sembrava di buttare via un po'. Quello che era questo spettacolo. Quindi, a volte basta prendersela un po' più calma, avere all'inizio, guarda, che a volte chi sta sul palco da solo ha anche un po' paura del pubblico. Io dico spesso al pubblico: Allora, quando sei conosciuto e comunque compran i biglietto, allora, il pubblico che compra il biglietto, è un pubblico fantastico, ma non solo perché ha dato il biglietto, perché ha deciso di investire su di te e ha scelto te. La cosa più dura è quando ti capitano quelle situazioni, tipo, che ne so, platea, mega platea estiva 3.000, mi sei capite, so, cioè quando tu ti trovi, che sono venuto in un spettacolo bellissimo, perché ho degli spettacoli offerti, per esempio, dal comune. Che dice OK, quest'anno alla festa di Ferragosto della nostra città, abbiamo fatto il marzo giusto e noi vi regaliamo il suo spettacolo. E non è lo stesso spettacolo che vedi a Sistina, perché è uno spettacolo diverso, perché? Perché lì c'hai nonna, papà, mamma, bambini, provenienze assolutamente diverse, che ne so, persone che hanno, come ti posso dire, una preparazione più umanistica, altri invece sono persone che hanno come ti posso dire, un percorso completamente. E tu devi fare ridere a tutti, tutti. È là serve un grande mestiere. Serve un grande mestiere, però non posso mai darti quello che ti do quando ad esempio tu vieni assistina, ti siedi, compri il tuo biglietto e io posso portarti dove voglio io. È là che riesco a, scusate se la do in camera per me è una cosa importante. Cioè è là che io riesco a, innanzitutto è più democratico. Perché tu paghi un biglietto, puoi applaudirmi, puoi fischiarmi, puoi contestarmi. Però io sono chiamato a uno sforzo intellettuale diverso. Cioè io mi riesco. Io non amo i comici che danno un messaggio. Ho avuto anch'io quella fase, eh! Sono spettacolo comico! Stiamo diventando un po' nel nostro specifico, mi piace! E' un po' nella tecnica! Gli ultimi dieci minuti! Devo dare la morale! Devo dare la morale! No, non mi appartiene! Cioè, ci ho avuto un po' di anch'io, eh! Gli ultimi spettacoli per me non voglio farti vivere sempre, dall'inizio alla fine, però voglio farti vedere in maniera non banale. Voglio farti vedere in maniera originale, voglio farti vivere, magari torni a casa e dici. Ma sai che ci avevo pensato? Sai che non me ne è d'accordo. Per me questa era una grande quota. Però io posso permettermi di portarti, perché tu sei nella condizione di poter fruire al 100% di uno spettacolo. Quindi l'allestimento. Quello che ti dico, ecco. Negli ultimi anni, anche grazie alla complicità di Massimo, che usiamo di quelli che mi ha accompagnato, i miei aspettavi sono molto più espliciti, molto più diretti, molto più ritmati, molto più franchi, ok? Però io non posso permettermi di fare questo se mi trovo con una platea che comunque devo accontentare. Quindi lì c'è un modo di essere che ti posso dire assolutamente più light, più turconato, più... Occhio, mi faccio divertido! Mi metto a cantare a porta a casa sta grande festa!
SPEAKER_00Ma non è quello che è parte dell'intelligenza dell'artista adeguarsi e adattarsi assolutamente.
SPEAKER_02Però se vuoi uno spettacolo. E non ne vado solamente perché a volte io francamente. Magari vieni pagato di più per fare un'ora e mezza là che non gliene per niente, ti vogliono piuttosto che. Però ragazzi, quanto è dura, io perché sono bravo e poi non... Io cazzo da capita, non mollo mai, non mollo mai, non mollo mai. Mi ricordo uno spettacolo. Ostia festa. Ostia festa, 30 anni fa, 35 anni fa. C'erano la stessa sera tantissimi spettacoli, tantissime cose, nei primi spettacoli a pagamento. Ottimo 125 persone organizzatore. Fa Ok, ma sentiamo così, magari facciamo vedere metà caccia, no no! Io la di cena, ma di ceco, guarda quando c'è un posto da 1400 e c'è 25. 30 viaggi, venzi a tu nonna, venzi a tu nonno, penso nonna. Ma io vuoi cacciare per me 2,25! C'è roguiglia, non mi chiò fiduci! Oh, io sto stallì di cena, non ho mollato, non sto un po'. Ma cioè, se non lo vuoi fare sto come siete.
SPEAKER_04È momento! Questo applauso della folle! Perché è il momento, i nostri due momenti finali di fare. Il primo è dietro l'estipario, deciderete di raccontare un qualcosa che possibilmente non è mai raccontato, ma insomma vabbè, di cose che ne hai vissute, che è successo dietro le quinte che rimaniamolo in sistina.
SPEAKER_02Rimaniamolo in sistina. Aggiungi un posto a tavola. Replica romana.
SPEAKER_00Dov'è fatto il piano di sanno Toto? Diciamo.
SPEAKER_02Ho fatto un grandissimo Toto. Praticamente va piano prima. Alla prima. Durante lo spettacolo, durante lo spettacolo alla prima, ricordato c'era Baudomagalli, dove così. E c'era ancora dietro. Carica, questo signore mi fa. Io considera che già da 50 giorni fa. Perché prima ha debuttato a Milana Nazionale, per un mese di prove. Facevo solo quello. E va via alla luce rimango le luci di sicurezza. Mi fa. Vado in mezzo al pubblico, vado a tranquillizzarli. Perché non ha neanche particolari, ci sono stati i primi attentati di terroristi. Ah, mi armando un po' così. Buio. Fuoriva fortissimo. E io ho fatto 40 minuti fuori dal sipario. Con la platea solo con le luci di sicurezza senza neanche il microfono. Vabbè. Ed è stata una cosa. Poi non mi ricordavo di una cippa. Perché comunque un po'... Cioè, è strano, ma la mia testa! Cioè, se non rimasto un po' non mi ricordavo. 15 40 minuti. E so che c'erano dei miei colleghi che sbatterò le porte dei camminini dicendo basta questo devo uscire! Ho scoperto sto bambini tubo! Sto che mi scavolati niente, ma io volessi mettere in mostra!
SPEAKER_00Protagonisti!
SPEAKER_02E no!
SPEAKER_00No!
SPEAKER_02No! No, no, no, no! Eh, dai, si ti dà un po' di cose! E so che non eri! È una cosa vergognosa!
SPEAKER_03Questo è un bagnato di qui!
SPEAKER_02È peccato! Questo posto facile, io ve lo dico! L'ho detto all'inizio di questo percorso! E non c'è! Non poteva cadere in mani migliori questo posto qua, ragazzi! Perché sto teatro dopo tutti sti anni, dopo il cambiamento che c'è a brilla più di prima, e lo dico non perché lo conosco, ma perché, francamente, vedere nel 2026 un teatro che è all'altezza dei migliori teatri di musical del West End, piuttosto che veramente un po' di tutto il mondo, vaffanculo, è un orgoglio, perché quando tu vedi, no, lo voglio dire, lo voglio dire quando lo tagliate, quando vedi un pazzo curioso che porta ancora 40-50 persone in cena, e tu dici, ma come fai? E inorgognisci, è per questo che insomma sono così felice di stare qua oggi. Perché ciò diciamo a scena un contro lo diciamo la verità! Nell'allestimento, no, allora, il musical, la commedia musicale, è una fiaba. Ci metti i soldi sopra, non ci credi! Ma non ci credi neanche tu che lo fai! Cioè, non ci credi neanche tu che lo fai! Quindi quando un pazzo come questo mette su una tenda per farmi un'erruccia a 180 lei, eh, vedi giù!
SPEAKER_03Ma che cazzo sta ma sei sicuro?
SPEAKER_00Non si fa!
SPEAKER_02E siccome oggi nessuno investe più in questo stile di spettacolo, sono poi il leader, perché il pubblico viene assistina viene assistita perché sta che non è deluso, non rimane deluso, è questa roba.
SPEAKER_00Diciamo che appunto promesse ne abbiamo mantenute tante.
SPEAKER_02Non ci stiamo arrivando, c'è vogliamo dirlo! Cioè! Probabilmente fermarti per investire un pezzo del tuo percorso artistico nel teatro! E lo puoi fare solo se poi torno, però c'è almeno quella magia! Perché in realtà poi andiamo a fare una convention, diciamocela, guadagniamo come una tournée! E dici perché la andata a fare? Perché è bello! Perché il nostro mestiere tipi bello!
SPEAKER_04Questo momento di magia! Qualcuno!
SPEAKER_02Ma guarda!
SPEAKER_03Come la merda, cinque anni fa! Questo gridi, amico mio, fratello mio! Most ascoltato, amico!
SPEAKER_04Magnifico! Grazie! Al di fatto perché non ci hai lasciato! Non ci hai fatto sorridere, ma ci hai fatto anche pensare!
SPEAKER_00Finita la frasezza! Beh, diciamo che questa è una chiusura proprio perfetta che tutti condividiamo! Capita spesso! Magari prima, ma questo non vale! No, ma se guarda in onda!
SPEAKER_02Ma che persone cattive! Che persone molto cattive!
SPEAKER_00Ben brutto! Se da noi stiamo sempre in base al tuo successo, anche alla tua simpatia, la tua...
SPEAKER_02Perché tu, perché tu, perché tu?
SPEAKER_03Come stai?
SPEAKER_00Grazie Ma, grazie a voi, è molto bello averti con noi. Siamo fasi a chiusura del ciclo prima dell'estate, quindi chiudiamo con queste sane di sera che ci hai regalato.
SPEAKER_02Grazie mille.
SPEAKER_00Quelle tue.