FAQ Musical
Irriverente, sorprendente, diretto: FAQ musical risponde alle domande che tutti vorrebbero fare sul musical senza filtri e senza maschera . Casciari & Piparo insieme ogni settimana per raccontare e celebrare il mondo del musical italiano e internazionale ma anche per stravolgerlo e sconvolgerlo sfatando miti, leggende e falsi racconti . Un ospite a puntata, aneddoti dal backstage, e la rubrica in cui potete mandare a quel paese quello che non vi torna. Venti minuti, nessun filtro, tante FAQ e… qualche Fuck you!
FAQ Musical
Da Palermo al London Palladium: come conquistare il West End? Giovanni Pernice - FAQ Musical | S1E14
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A Londra ci sono 39 teatri del West End in fila uno accanto all'altro. In Italia c'è il Sistina, e praticamente poco altro. È da questa differenza abissale che parte l'ultima puntata della stagione di FAQ Musical — e lo fa con un ospite che quella differenza la conosce meglio di chiunque altro: un palermitano che a 14 anni ha lasciato la Sicilia, a 20 è arrivato a Londra senza saper dire una parola di inglese, e dopo nove anni di Strictly Come Dancing si è ritrovato con il proprio nome a caratteri giganti sul London Palladium.
Casciari e Piparo aprono con un parallelo tra il musical italiano e il West End inglese, passando per Strictly Ballroom — il primo film di Baz Luhrmann, ambientato nel mondo del ballo latinoamericano, che Piparo ha coprodotto a Londra — e per la storia di Ballando con le stelle: il format della BBC che Piparo ha elaborato e portato in Italia vent'anni fa, e che ancora oggi domina il sabato sera di Rai Uno. Si discute della differenza tra gara e arte nella danza, tra ballare contro qualcuno e ballare per il pubblico, tra la coppia chiusa delle competizioni e il palcoscenico aperto del teatro.
Ospite della puntata: Giovanni Pernice. Palermitano, classe 1990. Ha iniziato a ballare a 7 anni — per stare in mezzo alle ballerine, lo ammette senza esitazioni — poi Bologna per una borsa di studio, poi Londra nel 2015 con un biglietto pagato da Strictly e zero inglese in testa. È rimasto nove anni. Ha vinto tutto. Ora produce con Piparo il suo one man show italiano: "Shall We Dance — Ballando da Palermo a Londra", con tributi a Freddie Mercury e Michael Jackson, 150 show all'anno, e la prima tappa a luglio al Teatro della Verdura di Palermo.
Giovanni racconta i mesi di solitudine londinese senza soldi, senza amici e senza lingua — e come la sua risposta a tutto questo sia sempre stata la stessa: never give up, perché la carriera viene prima di qualsiasi altra cosa. Racconta la differenza tra ballare in gara e ballare in teatro, tra essere coach di una celebrity e essere frontman di uno show. E racconta, con grande cura delle parole, la domanda che gli arriva via FAQ dall'audience: con chi balleresti, nel mondo, vivo o morto? Risposta: Freddie Mercury — petto nudo, baffi, passo doppio. E Whitney Houston, ma solo perché Bianca Guaccero non può essere gelosa di un sogno.
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🎭 Ci vediamo alla prossima stagione
La retroscena di bando con le stelle, sinceramente, non esistono, perché io sono molto lineare sul bando con le stelle, ma è tutto vero quello che si vede, ma assolutamente no.
SPEAKER_02Ed eccoci: benvenuti, bentornati. Bentornate benvenute perché non sai mai in quale ordine ci guardano, ma per noi questa sarebbe l'ultima puntata della stagione di Fac Musical fatti argomenti questioni sul mondo del musical. Saluti cari da Mauro Casciari e da Massimo Romero Piparo che ha creato tutto questo e molto altro, tutto questo.
SPEAKER_01Mauro Casciari, buongiorno. Buon pomeriggio, buonasera, buonanotte, benvenuti. Benvenute. Fac musical.
SPEAKER_02Oggi amici facciamo un parallelo, anche amiche, perché sempre il musical è anche donna, soprattutto. Facciamo un parallelo fra il musical in Italia e il musical in Inghilterra, che è West End London, la Swing in London, con delle differenze molto grosse, ma anche dei punti di contatto che oggi noi andiamo a. A sforgugnare.
SPEAKER_01Sforgnare come dite voi dove Perugia, per Perugia, sforugniamo, sforugiamo, ragazzi.
SPEAKER_02Allora, Massimo, iniziamo dalla differenza, diciamo, abissale, diciamo perché lo sa.
SPEAKER_01Oggi parleremo non proprio di musical, solo musical, ma di danza di ballo. Quel ballo che è molto popolare, molto amato. Che parte dal cosiddetto gruppo di balli latinoamericani, ma poi si evolve, si evolve, si evolve. Vedremo dove ci porta.
SPEAKER_02Esatto, e con chi ci porta, e anche come ci porta quando c'è il portamento anche del tipo di ballo molto coinvolgente, tra l'altro, è difficile stare fermo anche se non stai ballendo, soprattutto per un ballerino come te. Beh, certo, chiaro, ma adesso sarà una sfida fra me e l'ospite che arriva fra poco. Perché chiaro in cagnesca cerca di trattarlo bene e non oscurarlo troppo.
SPEAKER_01Con la sua capacità.
SPEAKER_02Senti Massimo, allora parliamo di West End. West End a Londra c'è una prima grande differenza missale con il musical in Italia. In Italia il musical c'è alzistina, e praticamente alzistina Sciapo e poco altro, poi. Mentre invece lì ci sono in un quartiere di Londra 39 teatri.
SPEAKER_01Sì, ma è come pure Roma ha più di 40 teatri per questo, ma fa un altro genere. E quello che per il West End sono tutti teatri di musical in fila o di dramma, quindi di commedia, di prosa, che stanno tutti uno attaccato all'altro, potremmo dire la stessa cosa a Roma con le nostre chiese barocche, romaneche, con le fontane. Ognuno ha il suo museo da visitare. Ecco, Londra ha fatto dello show business, ha fatto dell'entertainment, la sua forza. E qualunque turista vada a Londra, mette nel pacchetto delle proprie cose da fare, sicuramente almeno una serata nel west end quindi a teatro. Anche ancora pomeridiana è bello, quelle che loro chiamano matine scientificare, ce ne sono tante. Guarda, io spesso ho fatto nella mia vita le incursioni a Londra facendo matine serale, matine serare, tornando indietro.
SPEAKER_02Però, tu, incursioni a Londra, l'hai fatto anche, io l'ho scoperto, sinceramente, informandomi sulla puntata di oggi. Cioè, tu hai prodotto un musical a Londra. Sei andato a rubare a casa dei ladri, anzi più di più. No, ho portato i soldi, ho portato a casa.
SPEAKER_01Pochi, un piccolo contributo vista l'importanza e l'imponenza economica della produzione, ma era una produzione di cui mi piace parlare perché ci avvicina molto al nostro ospite, perché lo spettacolo era Strictly Ballroom, che è un musical tratto da un film omonimo di Bartz Lurman, lo stesso regista di Moulin Rouge, era il suo primo film e Strictly Ballroom è ambientato proprio nel mondo del ballo latinoamericano, nelle gare di danza sportiva che il nostro ospite conosce bene con cui adesso approfondiremo questo argomento. Sì, mi piacque molto, io ho amato molto il film, amavo quel tipo di ballo di danza che mi portò poi in Italia a creare il Ballando con le stelle, che ancora dopo vent'anni va in onda, e quindi quando mi si è offerta l'opportunità di partecipare da piccolo coproduttore a un musical di Baz Lurman, non ho perso minimamente tempo.
SPEAKER_02L'ho fatto perdonami, adesso Ballando con le stelle in Italia, dai, non fare così, non lo sapevo!
SPEAKER_01Ma come non lo sapevi? Ma allora scusate, ma perché abbiamo Casciare? Io cambierei subito Casciari e io non lo sapevo. Perché io non faccio pubblicità, non mi vanto di certe cose. Ma Ballando con le stelle in Italia esiste perché io elaborai il format della BBC vent'anni fa insieme a un paio di altri autori miei colleghi, è diventato il programma di punta della serata sabato sera di Rai 1, che lo è tuttora. Io ho fatto le prime tre edizioni, poi ho lasciato il programma per andare a fare altro, passai un po' alla concorrenza.
SPEAKER_02E ci stanno tirei molla, tirei molla per restare si faceva tutto questo. Vabbè, ho imparato due cose oggi, insomma, che non sapevo.
SPEAKER_01E a proposito di Ballando con le stelle, vedi che stiamo sempre in tema. Il nostro ospite gira intorno a noi. Quindi mi sa che siamo quasi di lì per non poter fare a meno.
SPEAKER_02Sì, perché ci stiamo girando intorno e lui ci sta pirottando tra l'altro, intorno. Anzi, sta. Chiaro che io faccio il mio. Comunque Palermitano classe 1990, ragazzino. Lui a 14 anni ha lasciato la Sicilia. Bologna studiare ballo naturalmente. Poi tu, a 20 anni mi arrivi in Inghilterra e nel 2015 entra nel cast fisto di Strictly Camp Dance. Quindi ci rimane per 9 anni.
SPEAKER_01Parlando con le stelle originarie inglese, quello che nacque anche quello americano è derivato. Poi parte tutto da questo, perché in Inghilterra il ballo latinoamericano, il ball room, è quasi uno sport a livello del nostro calcio, del nostro basket, cioè è molto praticato. C'è, tra l'altro, la Blackpool, una delle gare più importanti del mondo del ballo latinoamericano. Quindi per l'Inghilterra queste discipline, questo modo di ballare e quindi un programma televisivo che ne racconti l'essenza, è molto sentito.
SPEAKER_02Poi lui è comunque mediterraneo, così è rimasto nove anni, ha vinto tutto. Poi è tornato in Italia ballando con le stelle. Ma prima di tornare qui è esploso lassù.
SPEAKER_01Ma è una cosa, il Palladium di Londra che è un teatro enorme due volte il sistina, pieno gremito ad acclamare questo nome, Giovanni Giovanni, e ma scusa, il cognome è qui, ora ce lo diciamo lui, ma giovice o prnis, ogni tanto qualcuno, per noi è Giovanni Pernice, eccolo da parte mia dopo che applauso, perché oltre un applauso al grande ballerino, al grande artista, c'è un applauso da siciliano. Esatto. Conosco la storia dei siciliani che vanno via sognando di fare qualcosa, e poi ci riescono. E Giovanni ci è riuscito. Giovanni, benvenuto.
SPEAKER_02Grazie. Allora, lasciare Palermo a 14 anni per Bologna. Vabbè, uno dice: ci sta, la Bologna è spettacolo. Poi da lì, Londra. A 21 anni quando sei andato?
SPEAKER_002015, quindi 25 anni: 25. Ma la bellezza, la bellezza è stata che sono andato a Bologna. Sono andato a Bologna perché? Perché avevo vinto una borsa di studio lì a Bologna. E sai, lui sa tu sai, benissimo: Sicilia è veramente piccola: bellissima, ma è piccola per riuscire ad ottenere qualcosa. Vinsi la borsa di studio, andai a Bologna. E da lì: competizioni, gare, competizioni, gare. E poi nel 2015 arriva la chiamata di Strick Am Dancing, che è lo show di cui parlavate voi.
SPEAKER_02Mi piace perché ha un leggero retrogusto siciliano. Ma poi un'ottima pronuncia: poi, non è anche inglese, lui ha proprio la pronuncia londinare.
SPEAKER_00Sì, per me, vabbè, per me l'inglese è madrelingua, cioè adesso parlo più inglese, e infatti, questo è il motivo per cui vado molto d'accordo con la mia ragazza, perché non mi capisce quando parla. Quindi non litichi mai per questo motivo.
SPEAKER_01La mia ragazza, la mia ragazza, sappiamo tutti chi è la tua ragazza, parliamo di una super stanza.
SPEAKER_00La mia ragazza la mia ragazza bianca guai, perché non ci capiamo, non mi capisce lei, e quindi dal 2015 mi sono trasferito in Inghilterra per fare questo show. Oltretutto, non sapevo parlare nessun inglese. Quindi, quando arrivai lì era tutta una cosa un po' più complicata. Mi diedero il traduttore per il primo anno quindi faccio un anno e poi vado a casa. Poi, secondo, terzo, quarto, quinto, arrivare poi al nono decimo. Ma ancora adesso faccio tanto lavoro in Inghilterra. Faccio sei mesi in Italia, sei mesi in Inghilterra, più che altro. Quindi, l'Inghilterra è rimasta parte di casa mia, ecco. Non posso lasciare in Inghilterra, non la lascerò mai. Beh, diciamo che sarebbe pure sprecato. Mi ha dato tanto, ho costruito tantissimo. Tuttavia, adesso stiamo costruendo anche con l'aiuto del maestro. Possiamo dirlo già, maestro? È certo, lo diciamo, stiamo costruendo anche una bellissima realtà in Italia piano piano, perché il signor Pipara sarà il produttore del Mio Woman Show.
SPEAKER_02Attenzione, attenzione, si può già dire il titolo se c'è un titolo.
SPEAKER_01Oppure basta il cognome, se no, perché Shall We Dance, che ci ricollega un film molto amato con Richard Girl e Jennifer Lopez, e però, sopra Shall we Dance, c'è Giovanni pernice? Che è una cosa che mi ha conquistato vedere il nome gigante di Giovanni al Palladium di Londra con tutto il pubblico che Giovanni Giovanni è una cosa, tratta proprio un po' di orgoglio sia italiano ma nel mio caso anche siciliano.
SPEAKER_00Ma anche per me personale, perché comunque una persona che arriva da Palermo, poi è andata a Bologna e poi arriva in Inghilterra e riesce a costruire uno show, one man show in Inghilterra, fare comunque sold out più una volta il London Palladium, che come diceva lui, è uno dei teatri più importanti in Inghilterra e è una soddisfazione personale.
SPEAKER_01Io dicevo: ma scusami, ma l'hanno fatto gli inglesi e noi italiani non celebriamo una nostra eccellenza così, dobbiamo farlo per forza. Poi, insomma, mi lega il ricordo di Ballando con le stelle, la sicilianità. Il ballerino che è lui?
SPEAKER_02Il ballerino, certo. Ma faccio che un ballerino c'è in tutti noi. Assolutamente, eh?
SPEAKER_01No, no, no, no, era un concetto vero, quello è lui se ne è scappato. Il mio c'era, ma è scappato, ha trovato le chiavi. È scappato.
SPEAKER_02No, no, è che noi non lo facciamo uscire spesso, perché tutti vorremmo sbatterci, non come te, però almeno provarci, c'è un po' di. Ma che cos'è che ti frena? Il lardo, il lardo, il lardo, quella lì è sbagliata.
SPEAKER_01Quello che ha insegnato agli italiani ballando con le stelle, quando è iniziato, è proprio quello che tutti possono. Bravo. E soprattutto ballare, l'abbiamo proprio inato noi, come dicevi tu prima, tutti noi abbiamo la danza, il movimento corpore, una delle prime espressioni dell'uomo primitivo, musica, il ritmo con la percussione e il movimento del corpo. Quindi anche tu, Casciari, nonostante tu, puoi anche ballare.
SPEAKER_02Però, torniamo a lui per meglio, tu, dopo tanti anni in Inghilterra, hai capito cosa ha un performer italiano come te, che è un performer che un po' inglese non ha, e magari viceversa.
SPEAKER_00Ma io non penso che ci sia differenza fra un performer italiano e un performer inglese, perché per me, un performer è un performer. Ognuno di noi ha le nostre qualità. C'è chi è più bravo a cantare, c'è chi è più bravo a recitare, c'è chi è più bravo a ballare, c'è chi come me che sa fare tutto, cioè, capito? No, ma in realtà secondo me il performance.
SPEAKER_01Diciamo nel suo woman show.
SPEAKER_02Perché tu sei solo sul palco. Tu hai fatto il tour della stazz sia in UK che in Irlanda, giusto? Da solo da solo sul palco.
SPEAKER_01No, no, da solo sul palco, c'ho un cast, abbiamo un cast di coppie di ballerini che ballano in tua musica, sì, non l'ho vista.
SPEAKER_00però, lui è il frontman, woman show, ecco, il woman show, perché tutta la storia, io sono il narratore, io sono il narratore che narra la storia. Tuttavia, per quanto riguarda la performance, il performance, secondo me, è cosa arriva al pubblico. Secondo me è molto importante trasmettere al pubblico. Quindi, in base alle tue capacità: cioè, se un cantante è bravissimo a trasmettere con una canzone arriva più facile con la voce, io che so fare il ballerino, provo a trasmettere al pubblico tramite il ballo, tramite le emozioni di un ballo, tramite raccontare la storia durante il ballo. Quindi non penso che l'italiano abbia qualcosa in più dell'inglese, e viceversa. Tuttavia, l'inglese è innamorato dell'italiano in generale. Qualsiasi cosa facciamo, loro sono affascino latino!
SPEAKER_02Posso dire che un irlandese con i capelli rossi che balla come te, io non ce lo vedo, non lo so. Lo sono, io non me lo riesco a immaginare.
SPEAKER_01Però, se li mette accanto, l'occhio va a guardare il latino, però gli irlandesi fanno Irish Dance.
SPEAKER_00Ecco, capito quello che sto collegando, quello che non riuscirei mai a fare io personalmente.
SPEAKER_01Basta ora, passiamo alle parti un po' più emotive. Io ti voglio chiedere quello che magari un po' tanti si chiedono a casa. Il tuo approccio quando sei arrivato a Londra, non parlando la lingua, cioè i momenti di sconforto, di tristezza, Giovanni Berli, più di uno come li hai superati?
SPEAKER_00Ma, perché ti senti abbandonato, non c'è nessuno. Non c'è nessuno, non conosci la lingua, non puoi chiedere nessuno, non hai soldi. Perché quando è arrivato lì, costa Londra. No, poi anche perché io facevo il ballerino, non avevo nessun tipo di denaro, non facevo televisione. Quindi sono arrivato a Londra con un biglietto, così che mi pagano mi pagano pure loro, anzi addirittura, e uno arriva là, spensierato? Spensierato spaurito, anche principalmente. Però io ho sempre vissuto la mia vita con degli obiettivi. Per me, il motto è neve give up. Se io vado lì, devo suire, come si dice in inglese: ci deve essere un successo. Devi arrivare a un gol, devi essere il primo, devi essere uno dei primi almeno. E quindi per me tutto quello che girava intorno è la solitudine, la mancanza di soldi, mancanza di poter mangiare, gli amici, le parenti, non mi interessava niente. Non mi è mai interessato niente. Io ho sempre messo la mia carriera prima di qualsiasi altra cosa, tante volte anche prima della mia famiglia. Mi ha portato e ringrazio anche i miei genitori, ovviamente per avermi supportato finanzialmente, anche emotivamente su tutto, però, per me, sempre la carriera è stata fondamentale.
SPEAKER_01Quindi, insomma, questa grande determinazione ti ha aiutato a superare anche i momenti di sconfort.
SPEAKER_02Ci sono arrivate, ti abbiamo annunciato, delle fac nel senso di fac perché bisogna stare attenti a come pronunciare lo in inglese. Ah, è certo, con fac musico. Ok, F-A-Q-A F-A-Q-O-K sbaglio, sono arrivato dei fac.
SPEAKER_00Dipende dove lo metti, guarda.
SPEAKER_02Se tu mi hai messo dei facendo brutto. Però, insomma, e questa in inglese, che quindi io, Gary Portryport if you could dance with any person in the world, past o present, we would be scared, we would be and wai. Ma me lo potevano tradurre comunque se potessi, facciamo leggere a lui se potessi danzare con una persona nel mondo, passata o presente, chi sarebbe? E perché?
SPEAKER_00Ecco, ah! Se potessi badare con due persone, ti potrei dire: una, Freddie Macry. Perché il mio idolo, perché perché vedo Freddy, e vedo una popsta. Vedo una persona che sa intrattenendo il pubblico. Vedo man, vedo uno showman. Ved un cantante. Ved un intrattenitore di tutto. Quindi, farei il same sex capo. Quindi ballerei un bel passo doble con Freddie Macley, entrambi petto nudo con i baffi. Bello già me lo immagini. I baffi ce l'hai.
SPEAKER_02Non ti manca niente, banca Freddy purtroppo.
SPEAKER_00E poi, come donne, magari ti direi. Devo stare attento cosa dico. Perché la mia ragazza vedrà questo episodio. Proprio Whitney Houston. Grande mentre lei canta, io faccio l'accompagnatore attore.
SPEAKER_02Vabbè, e su questo, Bianca non può essere gelosa. Perché anche questo è un sogno che purtroppo non si potrà. Mai avvenare, però, belle tutte e due le proposte. Perché comunque hanno senso nella mia testa le vite: artistico artistico, sì, sì, sì, sì, bello, veramente.
SPEAKER_00Ma ci sono tanti, eh, ma ti potrei dire anche altri, di potrei dire Prince, da qualcuno vivo! No, ma no dai, guardi, sictoria: di quelli vivi, nessuno. Tu vai su certo, ah, ma old fashion. Ma perché per me quella è la musica, per me quella è l'entratainment, è molto diverso. L'unico che si è avvicinato a quello che hanno fatto quelli nel passato, sono i Maneskin.
unknownVedi?
SPEAKER_00Per me è uno: come si chiama questo ragazzo? Damiano, no? Damiano per me, Damiano è stato uno che si è avvicinato più allo stile di Freddy, ma in realtà, ad oggi, con tutti quelli che cantano out tune, e tutti quelli che non fanno. Secondo me è proprio difficile. Freddy Mercury non ha mai utilizzato una auto tune. Arrivava lì perché arrivava lì, Michael Jackson arrivava lì perché arrivava lì. Cioè, adesso ascolto musica, preferisco non ascoltarla. Quindi, quelli di oggi, lascia ristare per me. Quelli del passato, tutti, ok.
SPEAKER_01E nello spettacolo che stiamo preparando, infatti, cosa c'è?
SPEAKER_00C'è un tributo a Freddie Mercury, e anche a Michael Jackson. Potete fare questo spoiler così? Sì, ormai, ormai, lui è il produttore, è il mio capo. Decide lui. No, no, vabbè, insomma, è una cosa che stiamo scrivendo. Abbiamo anche tribute all'old fashion: quindi puting on the rits, volare. Cioè, veramente noi andiamo old style, anche con Michael Jackson e Freddie Mercury e anche un po' di presente.
SPEAKER_01Sì, che poi raccontare un po' la sua storia, la sua. Tanto è che il sottotitolo che abbiamo dato a Shall we Dance Giovanni Bernice: Ballando da Palermo a Londra. Perché è un po' immaginare questo ragazzino pieno di sogni, pieno di speranze. Che da Palermo passando attraverso l'Italia fino a Bologna, poi un po' come Swibo di cui parlavate poco fa.
SPEAKER_00Quello show, quello del teatro che ha visto Massimo.
SPEAKER_01Comunque è anche un film racconta proprio la storia di un ballerino molto talentuoso che decide di rompere le regole. Questa è una domanda a cui volevo arrivare adesso. La differenza tra il ballo latinoamericano da sala, il ball room di cui stiamo parlando, e la danza in generale. Sport, arte, l'uno contro l'altro sono tutti e due la stessa cosa. Io ho avuto a che fare con entrambi i mondi, quindi, insomma, conosco entrambe le situazioni.
SPEAKER_00Tuttavia, la voce da uno che ci sta. Sicuramente, sicuramente la differenza tra competizioni e arte è enorme. Cioè, quando facciamo competizioni a livello di ballerini così del nostro Pum, noi siamo perché gli devo capire perché sarebbe ballo da sala. O direi balroom.
SPEAKER_02No, no, hai detto giusto. Solo che ci ho avuto un attimo, dico che mi sono perso. Perché devo concentrarmi su quando parti con l'inglese, mi devo concentrare con la pranza.
SPEAKER_00Parlo in inglese italianizzato. No, no, ma va benissimo. No, comunque, la differenza fra le gare e l'arte è che le gare sono molto sono molto chiuse. Cioè, nel senso, noi siamo molto selfie, cioè, pensiamo molto a me stesso, la mia ballerina, quello che deve fare. Quindi devo impressionare un giudice, devo impressionare l'altro giudice, devo fare in modo che mi votino. Quando facciamo teatro o televisione, devi ampliare tutto a 2000-3.000 persone quindi non è più in te. Devi trasmettere emozioni quindi è tutto molto molto più grande. Infatti, la difficoltà che tanti ballerini fanno al passaggio dalle gare al teatro è proprio quello: essere chiusi e ballare con la tua ballerina, invece di spostarti e ballare per un palcoscenico.
SPEAKER_01E aggiungerei ballare chiuso con la tua ballerina contro un'altra coppia, con qualcuno. C'è quest'agonismo dell'essere contro che spinge a mettere in evidenza degli aspetti che invece, nell'arte nel tempo.
SPEAKER_00Sei un gruppo, un cast, siamo un team. Diciamo facciamo tutti per uno spettacolo che facciamo parte, tutti dello stesso spettacolo, in gara è uno contro l'altro.
SPEAKER_02E quindi, magari è anche la gara più faticosa, no, perché lo spettacolo è.
SPEAKER_00Forse la gara più faticosa è il periodo di preparazione. Quella è la parte più faticosa quando parli di competizioni, però, poi le coreografie sono sempre uguali, non cambia. Invece, quando devi montare uno show, comunque ci sono 14-15 coreografie che devi imparare. Non direi che è più faticoso, è diverso, veramente diverso. Ma anche quando fai la televisione è completamente diverso. Il teatro dalla televisione è anche già diverso. Per esempio, io dico sempre che quando facciamo ballare con le stelle, in questo caso, ciclicome dancing, noi ballerini non balliamo perché noi ci dedichiamo alla persona che ha accanto. Tutte le coreografie che faccio io è per fare in modo che la mia ballerina risulti la migliore che esista al mondo. In quel caso, in quel caso, dipende da chi hai accanto, magari è una persona che è veramente brava, quindi le coreografie sono molto più difficili e quindi in grado di farle. Ha una ballerina che magari non è tantissimo brava, però fai quelle due o tre cose che sembrano che stesse facendo il mondo, ma in realtà sta facendo basic steps. Tuttavia, il nostro lavoro è proprio quello: riuscire da riuscire a escapolare?
SPEAKER_01E strapolare tutto il meglio della ballerina, mi piace, perché sono veramente tre mood completamente differenti a cui non avevo pensato, e mi piacenta molto nel loro mondo, l'alchimia di coppia, quanto nella coppia si crea veramente un feeling che non è soltanto tecnico, ma deve diventare anche. E su questo, insomma, il programma televisivo Street Little Borroum o Ballando con le Stelle, in Italia hanno un po' cercato di raccontare questo, cioè cosa dietro la tecnica del ballo possa unire una coppia di ballerini che nel caso dei programmi televisivi è composta da io dico se per la bella la bestia. Cioè il personaggio famoso che ha vinto medaglie sportive olimpiche oppure giornalista oppure attore, che balla col ballerino che in Italia si chiamava ballerino di balera di sala. Unire questi due mondi è stata forse la chimica più forte che quel programma ha creato, e infatti qualche coppia c'è cascata pure.
SPEAKER_00Io aspetta, c'è cosa da dire perché lì al teatro e alle gare la ballerina te la scegli tu in televisione. La ballerina te dà qualcun altro, quindi devi fare finta che anche se non ti piace, te la fai piacere. Però poi capita che qualcuno tante volte capita che qualcuno si innamora. E quindi è successo.
SPEAKER_01Io fui artefice di una coppia di Ballando con le stelle Natalia Titova e Massimiliano Rosario. Che ancora oggi resiste hanno avuto pure un bimbo. No? Hanno. Pensa cioè, quella coppia nacque durante le nostre proche 15 anni: 20, 20 anni fa adesso. Con Massimo Rosolino era la seconda edizione. Anche questa è 21: 21, 20, ma tornando. Quindi tra 21 anni con Bianca.
SPEAKER_00Vi auguriamo ogni bene, vi vogliamo vedere insieme, è qua inutile che facevo vita che non c'è, perché è qua che sta guardando, non vedo la faccia, però si sorride.
SPEAKER_02Sride però al pensiero che tra 20 anni sarà ancora fatta. Dai, non pensiamoci a 20 anni avanti, perché insomma è piaciuto, è rimasto a silenzio. Dice, me devo sopportare per 20 anni. Ma tra l'altro, adesso io da.
SPEAKER_01No, le ho illuminato io. Cavolo, vero? Puoi vedere che tra vent'anni me lo ritrovo ancora a casa.
SPEAKER_02Da vecchio 53enne, mi viene da dire il tuo tipo di ballo è molto muscolare, cioè, anche molto complicato dal punto di vista, ecco. Cioè, fino a che età tu pensi di restare, diciamo, da ballerino prima di diventare, magari, coreografo, produttore, tutto quello che vuoi, direttore del mondo, insomma. Cioè, tu hai un'idea, dici faccio altri vent'anni oppure. Ma vent'anni.
SPEAKER_00No, io so, io faccio le scale, sono fiatore, però. No, no, no, no, vent'anni no. Guarda, io dico sempre: fino a quando le mie gambe dureranno e balleranno e si muoveranno, io ballerò. Questa è l'unica cosa che ti posso garantire. Ok, ok, è per capire se levi. Però, poi ci sono altri modi di ballare, ci sono altri modi di ballare, per esempio, fare un theater show, lo show al teatro, è diverso di fare banano con le stelle, come dicevo poco fa, o strict click and dancing o qualsiasi cosa. Perché quando fai woman show al teatro, tu hai show ogni sera. Io faccio la media di 150 show all'anno. Quindi, quando arriverà il momento che le gambe non possono più fare tanti show, puoi sempre fare altri balli in maniera diversa. Quando facciamo banno con le stelle, non facciamo tanto ballo, ripeto, come poco fa, dedicato più ai nostri pazzi. Siete più insegnanti, esatto, più coach, più coreografi e robe. Quindi, fino a quando mi reggeranno, io.
SPEAKER_02Io piango anche fino a cent'anni, però è la mia curiosità, perché, sai, come i calciatori a 30, sono già. No, è già andato. Però vabbè.
SPEAKER_01Vent'anni fa, quando lanciamo Ballando con le Stelle, ci fu un proliferare di scuole di ballo. Tutti i bambini volevano fare ballo da sala, c'è valere, milonghe, tango. Oggi com'è la situazione, dopo vent'anni, com'è la situazione, soprattutto tra i più giovani, si avvicinano ancora a questo.
SPEAKER_00I maschietti mancano sempre, sempre lo stesso: i maschietti mancano sempre, la mentalità del ballerina. Se fai il ballerino, sei gay. Le solte stupidità. C'è giocato a calcio, devi giocare a calcio, devi fare boxe, devi fare. Ma in realtà io cominciai a ballare perché volevo stare in mezzo alle donne, era proprio quella la realtà. Tutte queste cose? Eh sì, poi facevo calcio, papà mi aveva messo a giocare nei pulcini del Palermo. Da buon siciliano, da palermitano, tu devi ballare, devi giocare nel Palermo. E io andavo, andavo, andavo. Poi, in qualche modo, ci abbiamo trovato in questa scuola di balla, c'erano tutte le ballerine che ballavano da sole, e ho detto: ma io voglio stare là in mezzo, non voglio stare lontana. E infatti, da lì poi da sette anni, avevo sette anni, però poi iniziò a ballare con mia cugina, quindi il mio intento non funzionava, capito? E poi vabbè, per fortuna, mia cugina, per fortuna, mia cugina poi si ritirò perché aveva altre altre idee: ginnastica artistica, e cambiai ballerina, e poi da lì è nato il mio percorso. Che poi si formò, ovviamente, fatemelo dire quando ballai con Bianca guaccio, poi quel percorso si ferma da quel momento adesso. Ho calcio balle uguale, uguale. Non esistono più.
SPEAKER_02E chi non vorrebbe fermarsi al discorso di Bianca guacciano in Italia, tutti vorrebbero arrivare. Idealmente, nel senso che dopo di lei, il vicino caso i siciliani, esatto. Ma intendevo chi di noi non sarebbe contento di fermarsi a quei livelli lì? Allora, parlando di Palermo, del tuo nuovo spettacolo, Francesco Cari, ciao Giovanni, sono di Palermo. Proprio come te, mia moglie ti segue sempre. Ti vedremo qui in città con il tuo nuovo spettacolo. Palermo ti aspetta. Va bene Londra, va bene tutto il resto.
SPEAKER_00No, com'è, purtroppo, come si chiama Francesco?
SPEAKER_02Francesco Cari si.
SPEAKER_00Francesco purtroppo dovrò dirti che il 29 luglio saremo al Teatro della Verdura a Palermo.
SPEAKER_02Pensavo dicessi che no, perché notizia di. di poche ore. Ok, ok, fantastico. Vabbè, è chiaro che sarei accorto.
SPEAKER_01Che si intitola Ballando da Palermo a Londra, non poteva che partire da Palermo.
SPEAKER_02È giusto, giustamente, però non lo sapevo neanche il titolo, neanche lui sapeva il titolo.
SPEAKER_01La Messina sarà Reggio Calabria, sarà da Ancona. Ci sarà, insomma, girerà parecchio. Giovanni a incontrare il suo pubblico.
SPEAKER_00E poi, per fortuna, il signor Pipero mi ha dato l'onore: perché entriamo direttamente dalla serie A, come si suol dire? Di aprire la stagione invernale del Sistina bello, perché perché così porti un po' di calore, alla gagarella, sai come si dice il siciliano? Diciamo, non è che tu entri e inizi dai teatri quelli piccoli, sai, fai poco. No, noi entriamo direttamente al Sistina.
SPEAKER_01Il teatro più importante di Roma è boscato in mezzo alla stagione, la stagione 2026. Una botta di vita, una botta di calori, uno spettacolo travolgente, musica dal vivo, cantanti dal vivo, quattro coppie strepitose di.
SPEAKER_00Ah, possiamo dire che c'è anche un altro collega di Ballando con le stelle che ha Nichita è il vincitore di Bando con le stelle, poi c'è Sofia Berto, Erica Martinelli. Ci sono tanti colleghi che.
SPEAKER_01Ma, diciamo che è la chicca veramente da non perdere per tutto il pubblico di Balando.
SPEAKER_02A proposito, la Silvia Terri con la Y che salutiamo, dice: Ciao Giovanni, naturalmente abbiamo annunciato. Sapevano che c'eri, sono dati a caso. Sono troppo contenta che avrei un tuo spettacolo a Sestina, te lo merito. Tutto verrò con mia mamma, mia figlia, e anche mia nonna, unisci quattro generazioni. Che però in realtà, tre. Ah no, sono quattro, sì. Madonna, ci avrà 100 anni. Comunque, vabbè, la nonna dice. Vabbè, però mi piace, no, dice verrò con mia mamma, mia figlia, anche mia nonna. Esatto, quattro generazioni, certo, la nonna, la mamma, lei e la figlia.
SPEAKER_01Lei ha vent'anni.
SPEAKER_02Ma non ha 80, la mamma 60, la fine. Ma però a me basterebbero anche tre generazioni, per esatto.
SPEAKER_00No, ma questa è la bellezza di strictze, le bellezza di pallo con le stelle. La bellezza è proprio quello che prende diverse generazioni. Unisce la famiglia. Unisce la famiglia. Anche i maschi che dicono: ma non lo guardo, lo guarda mia moglie, io non lo voglio guardare. Poi parli, magari si. Sanno esattamente tutti i balli che abbiamo fatto. Che voti abbiamo preso, che mariotto che aveva detto Mario, c'hanno di tutto, però è questa la bellezza. Perché il ballo prende tutta la famiglia, tutte le generazioni. È trasversale assolutamente.
SPEAKER_02Ho già comprato i biglietti. Martina so, Martina sono io. Ho già comprato i biglietti per venire a vederti a teatro. I miei figli siamo tuoi grandi fan. Cosa pensi che manchi al mondo dello spettacolo in Italia per essere come negli UK?
SPEAKER_00I picciuli, direbbero i siciliani. No, secondo me cosa manca? Manca. In generale, manca tanto la cultura del teatro. L'unico che fa teatro in Italia è Piparo. No, dai. Vabbè, uno, uno dei musicali, uno dei musical. Stiamo parlando. Musical, uno dei uno dei però siete due o tre massimo.
SPEAKER_01Sì, però ma sto dicendo che comunque purtroppo il teatro italiano si è un po' diviso tra quello che è grand entertainment, come fanno a Londra, quindi il teatro musical che prende tante persone, dal teatro, quello dei più culturali, più classic.
SPEAKER_00Però, per esempio, in Inghilterra c'è proprio la cultura del teatro. Che significa? A parte il West End: a parte il West End, poi c'è una cosa che loro chiamano pantomine. In Inghilterra c'è una cosa che loro, per esempio, fanno in novembre, dicembre e gennaio: è pantomime. Cioè, praticamente sono degli spettacoli di Natale. And qualsiasi città, loro hanno il teatro e loro fanno il loro pantomime. And la gente va al teatro nel giorno di Natale, il giorno di Santo Stefano, porta proprio le famiglie al teatro perché c'è proprio la cultura. Cosa facciamo oggi? Andiamo al teatro. In Italia, cosa facciamo oggi? Ce andiamo a mangiare un panino. È diverso o al centro commerciale o al centro commerciale a farci la camminata, basta, non c'è proprio la cultura di sedersi e guardare lo spettacolo, per questo, io ho fatto per nove anni il mio uomo show in Inghilterra, e continua a farlo perché abbiamo la possibilità di farlo, cioè, perché sappiamo che la gente viene al teatro, capito? Proprio quello è importante. Non è che tu fai un rischio di dire, per esempio: oh, chissà come andrà. No, no, noi sappiamo che facendo uno show riusciamo a vendere bietti, perché c'è la cultura di sedersi e guardare uno spettacolo. Tra l'altro, mi viene da pensare che le miserable c'è da 40 anni da 40 anni, ma sì, ma anche Lion King, anche Lion King, The Phantom Opera, è sempre là.
SPEAKER_01E comunque 9 anni di One Man Show, ragazzi, per l'Italia sarebbe impensabile, è un po' quello che insomma, anche qui stiamo cercando di fare, che la popolarità televisiva ai muti anche il live.
SPEAKER_00Poi come dicevi tu, Massimo un poco fa, Strict Ricam Dancing in terra è lo show più visto in televisione. 12 milioni di persone guardano Shit Rick and Dancare.
SPEAKER_02Ancora adesso è stato un boom anche online. Proprio con numeri pazzeschi. Sì, sì, sì, fa 12-13 milioni di spettacolo, all'ultimo, proprio, che adesso è incredibile.
SPEAKER_01Ma perché la cultura del ballo, come diceva Massimo, è fondamentale. Diciamo che per il pubblico inglese strictly dancing dura 55 minuti. Sì, sì, sì, sì. Non si parla, solo sostanza, ma tu balli, racconti chi è quella coppia, ti votano, l'ultimo se ne va.
SPEAKER_02È una gara di balla a tutti gli effetti. E questo minuti posso dire, e ha fatto veramente botto quest'anno. Perché sono numeri pazzeschi per il mondo proprio della tv anche inglese. Questa cosa io l'ho seguita da fissato di comunicazione. Quindi non avevo c'eri collegato.
SPEAKER_00Sì, poi cosa succede? Chi guarda bando con strictly come danzing? Può vuole andare al teatro perché vuole conoscere.
SPEAKER_02Tu hai passato anni in cui in Inghilterra, gli UK, comunque tutto il Regno Unito eri. Sei conosciutissimo, ma ancora in Italia non ti conosceva. Non li conoscevamo, sì, noi non ti conoscevano. E invece, lì tu, sei veramente da anni.
SPEAKER_00No, quindi adesso torni da, cioè, è come se tu avessi, un'onda di ritorno, là la pressione che senti, ovviamente, perché, come hai detto tu, lì ho creato tutto. Mi piacerebbe piano piano riuscire a costruire quello che abbiamo creato lì, anche qui. Perché alla fine sono italiano, mi piacerebbe anche tornare col mio spettacolo in Italia, perché c'è tanta gente che dice: perché non lo fa in Italia? Perché non lo fa in Italia? E quindi Massimo, ha avuto la realtà ci ha creduto, poi magari vendremo sei biglietti, non lo sappiamo.
SPEAKER_01Se stiamo vendendo qualcuno in più, posso dirti pure una cosa che anche bella per noi. Abbiamo verificato nelle prevendite che sono già iniziate per il Teatro Sistina. Che ci sono un sacco di persone da Londra che stanno comprando il biglietto per venire a vedere a fare. No, ma io ho i fan, io c'ho il fan base. C'ho veramente un fan base che mi segue da più. Però pensavo di fare una cosa per gli italiani che potessero finalmente acclamare un proprio Beniamino. No, ci troveremo il pubblico da Londra.
SPEAKER_02È anche bello perché vengono, ti vedono in Italia e per venire al Sistina passano, cioè magari per trita dei monti. Quindi andrà a fare la vacanza, ovviamente.
SPEAKER_01Però non è poco. Punire Roma a spettacolo è come quando un italiano va a Londra per andare a vedere la micro. Assolutamente, assolutamente.
SPEAKER_02Quindi hanno portato hai portato questo di rimbalzo.
SPEAKER_00C'è una cosa che gli inglesi inglesi dicono: si dice in inglese: The loyal. Significa che sono. Come si dice lo? Le ali. Glesi sono veramente le ali. Quindi, se hanno creato un fan base, loro non importa dove sono, loro vengono. Quindi verranno sicuramente in Italia.
SPEAKER_02Allora, ci sono gli ultimi due momenti, credo, del nostro podcast. Fac musical. Fanti argomenti. Questioni.
SPEAKER_01Il primo è: dietro esipario, un qualcosa che ci è successo dietro le quinte, che allora noi lo limitiamo, lo restringiamo dietro le quinte di ballando con le stelle, vogliamo vogliamo assolutamente per i nostri ascoltatori, una chicca del dietro le quinte di Ballando con le stelle, scegli tu quale, ne puoi dire anche due.
SPEAKER_02Guarda, nel frattempo, mentre lui pensa, noi vi diciamo di commentare qua sotto ovunque ci guardiate perché oppure anche ci ascoltate, ricercateci, insomma, e poi di mettere soprattutto per questa bellissima, lunga prima edizione con ospiti favolosi.
SPEAKER_01Siamo felicissimi di aver portato fino a fine giugno questo appuntamento. Ci fermeremo solo per i due mesi estivi in cui il Teatro Sistina ospiterà l'Accademia. Torneremo con la seconda edizione di Fac Musico da settembre. Ne approfittiamo mentre lui pensi.
SPEAKER_02Questo per chi ci guarda in fila, per chi ci guarda come capita, vate la pesca dove siete, in che millennio ci guardate. Per chi ci guarda come capita, ricordatevi che a settembre Pernice apre la stagione del sistimo settembre 2026. Lo dico sempre, per chi ci guarda nel futuro comunque. E magari nel futuro ci guardano e dicono: ah, certo, è lo show che ha durato 27 anni: quello di Pernice al Sistino. No, è che ne sai. Cioè, magari.
SPEAKER_00Retroscena di Bando con le stelle, sinceramente, non esistono, perché io sono molto lineare su tutto.
SPEAKER_01Ma è tutto vero quello che si vede? Ma assolutamente no.
SPEAKER_00Ma in che senso tutto quello quello che si vede? C'è tanto lavoro dietro, basta, hai risposto tutto. No, c'è tanto lavoro dietro, ovviamente.
SPEAKER_02Però risposto, assolutamente no, allora passiamo al fac, questo è ancora più difficile, questa è ancora piacere. Perché ti chiediamo un fac you, ovvero di mandare a qualcuno che nella tua carriera, o nel tuo, anche se non può fare il nome. Stavolta non scritto F A Q: qualcuno che dice, ma Sai che ti dico, ma che cavolo è?
SPEAKER_00No, ma in generale ti direi tutte le persone che nei momenti di difficoltà non sono stati vicino a me. Secondo me quelle fu più grandi. Purtroppo se funziona, che qua nella vita non tutto è rose e fiori. Quando ci sono dei momenti di difficoltà, tu pensi di avere le persone vicino a te. E invece ci darei proprio un fuck you and fuck off. Ti aggiungo pure quello. A tutte le persone che non è state vicine a me quando ne avevo bisogno, bellissimo. Avranno capito. Bene, grazie Giovanni. Grazie, ragazzi. In bocca al lupo per il tuo show.
SPEAKER_01In bocca al lupo per il nostro show.
SPEAKER_02E niente, io lo verrò a vedere.
SPEAKER_01Non sei stato invitato.
SPEAKER_02Eh, ma io verrei.
SPEAKER_01Non sei stato invitato.
SPEAKER_02No, no, ma io poi. No, la bella.
SPEAKER_01Portegina aperto. Io parlo.
SPEAKER_02Anche porta anche tu, quattro generazioni. Certo, certo, certo, quattro generazioni. E poi io guardo, imparo. E vedrà che poi dopo l'anno dopo.
SPEAKER_01Se vuoi imparare a ballare, magari. Appena chiudiamo a telecamere spente, Giuseppe ti farà...
SPEAKER_02Se mi vedete spezzato il 2 la prossima volta che ho provato a fare due delle sue mosse. È finita male. Va bene. Grazie Giovanni. Grazie Massimo. Grazie a tutti quelli dietro le quinte. E alla prossima. Ciao.