Fili Rossi
Un podcast di true crime dedicato ai delitti più inquietanti, misteriosi e poco conosciuti d’Italia e del mondo.
Omicidi irrisolti, sparizioni, cold case, errori investigativi, prove dimenticate e piste che non hanno mai portato a una verità definitiva. Ogni puntata ricostruisce un caso passo dopo passo, con un racconto narrativo e coinvolgente che unisce tensione, contesto, dettagli e domande ancora aperte.
Non solo cronaca nera, ma storie vere che continuano a disturbare, sorprendere e far discutere.
Perché alcuni delitti non finiscono mai davvero.
Fili Rossi
DOSSIER - Harold Shipman: il medico della morte
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Era un medico di famiglia. Un uomo rispettato, ascoltato, accolto nelle case dei suoi pazienti con fiducia assoluta.Ma dietro quell’immagine rassicurante si nascondeva uno dei serial killer più prolifici della storia britannica.
In questa puntata di Fili Rossi Podcast, ricostruiamo la vicenda di Harold Shipman, il dottore inglese che per anni ha ucciso pazienti fragili e anziani, manipolando certificati, cartelle cliniche e persino la percezione di chi gli stava intorno.
Un caso inquietante perché non nasce in un vicolo buio, ma dentro uno studio medico.Non da uno sconosciuto, ma da qualcuno a cui le vittime affidavano la propria salute, la propria casa, la propria vita.
Ripercorreremo le prime morti sospette, gli errori che permisero a Shipman di continuare indisturbato, il caso che fece crollare la sua maschera e le domande ancora aperte su quante persone possa aver davvero ucciso.
Una storia di fiducia tradita, potere, controllo e silenzi troppo lunghi.
Per oltre 20 anni Harold Shipman fu il medico di famiglia più amato di Hyde, una piccola città del Greater Manchester. I suoi pazienti lo descrivevano come premuroso, di vecchio stampo, sempre disponibile per una visita a domicilio. Morirono in oltre 200, seduti in poltrona o sul divano, completamente vestiti. Lui firmava il certificato di morte e tornava a casa. La Chipman Inquiry, la commissione di inchiesta pubblica istituita dopo la sua condanna, le attribuì ben 215 omicidi accertati. È il serial killer più prolifico della storia britannica, forse del mondo occidentale. Non lasciò mai una confessione, non spiegò mai perché. Questa è la sua storia. Immaginate un ragazzo di 17 anni che accompagna sua madre durante le ultime settimane di vita. Il cancro al polmone è in stadio terminale. Ogni giorno arriva il medico di famiglia: entra in casa, prepara la siringa, inietta la morfina. Il dolore si placa. La madre si addormenta. Il medico raccoglie gli strumenti, saluta e se ne va. Il ragazzo lo guarda fare ogni volta, lo guarda tenere in mano la vita e la morte di qualcuno che ama. Harold Frederick Shipman nasce il 14 gennaio 1946 a Nottingham, secondo di tre figli di una famiglia operaia. Il padre è camionista, la madre, Vera Britan, è una casalinga devota e controllante con cui Harold sviluppa un legame fusionale che segnerà tutta la sua biografia. È uno studente dirigente, non brillante, si distingue soprattutto nel rugby, e poi, nel 1963, Vera si ammala. Nelle settimane finali Harold diventa il suo accompagnatore principale. Osserva il medico di famiglia somministrare la morfina a domicilio giorno dopo giorno. Osserva l'effetto calmante del farmaco, osserva l'autorità di quell'uomo, l'unico in grado di decidere quanto dolore c'è ancora da sopportare e quanto a lungo. Vera muore il 21 giugno 1963, Harold ha 17 anni. Secondo numerosi analisti, quella sequenza di esperienza, il dolore della perdita, la potenza della morfina, la figura del medico come padrone del confine tra la vita e la morte diventa la matrice di tutto quello che verrà dopo. Non subito, non in modo visibile, ma il modello è già lì. Shipman si iscrive alla Lead School of Medicine e si laurea nel 1970. Nel 1966, quattro anni prima della laurea, sposa Primrose May Oxtoby, all'epoca 17enne e già incinta del loro primo figlio. Il matrimonio durerà fino alla morte di Harold e produrrà quattro figli. È un'isola di apparente normalità borghese attorno a cui il resto della sua vita costruisce qualcosa di completamente diverso. Dopo l'internato a Ponterfract nel 1974, Shipman si trasferisce al centro medico di Todd Morden nel West Yorkshire per iniziare la pratica come medico di famiglia. È a questo punto che emerge il primo segnale di quello che Shipman è davvero. Nel 1975, primo anno di pratica, viene scoperto dipendente dalla petidina, un oppioide sintetico che si prescriveva con ricette falsificate a nome di pazienti reali. Condannato nel 1976 per reati legati ai farmaci e multato, firma l'impegno scritto a non tornare alla pratica generale. Tuttavia, una valutazione psichiatrica stabilisce che sarebbe catastrofico tenerlo lontano dalla professione. Il General Medical Council decide quindi di non radiarlo. Nel 1977 Shipman si stabilisce come medico di famiglia a Hyde, nei pressi di Manchester. Prima allo studio Donebrook, poi dal 1993 nel proprio studio indipendente Market Street, che chiama semplicemente The Surgery. Lì eserciterà per oltre 20 anni. I suoi pazienti lo amano, i colleghi lo trovano arrogante, ma i pazienti, evidentemente, no. Harold Shipman è il serial killer più prolifico della storia britannica. La commissione d'inchiesta pubblica presieduta da Dame Janet Smith, istituita dal governo britannico dopo la sua condanna e conclusa nel 2005, gli attribuisce ben 215 omicidi accertati, commessi tra il 1975 e il 1998, con ulteriori 45 casi sospetti. Alcune stime portano il totale a circa 250 vittime. Ogni vittima era un suo paziente, ognuna gli aveva volontariamente affidato la propria salute. Le vittime di Schipman erano nella stragrante maggioranza donne anziane, circa l'80% del totale. Spesso vedove sole, conosciute nel corso di lunghi rapporti di fiducia costruiti negli anni. Il metodo era sempre lo stesso, durante una visita a domiciliare di routine, Schipman iniettava in vena una dose letale di diamorfina, il nome farmaceutico dell'eroina, causando una morte rapida e apparentemente serena. In molti casi tornava poco dopo fingendo di trovare la paziente già deceduta. Dopo ogni morte compilava personalmente il certificato, attribuendo il decesso a cause naturali ictus, infarto, vecchiaia, complicanze di patologie preesistenti. Poi tornava allo studio e falsificava retroattivamente la cartella clinica sul proprio computer, inserendo sintomi e diagnosi inventati che giustificassero la morte improvvisa. Spesso scoraggiava i familiari da richiedere l'autopsia spiegando con tono rassicurante che la morte era prevedibile e che ulteriori accertamenti sarebbero stati inutili e solo dolorosi. Per oltre 20 anni questa tecnica funzionò. I segnali c'erano. Nel marzo del 1998 la dottoressa Linda Reynolds, di uno studio vicino, segnalò al coroner locale l'insolito numero di certificati di cremazione che le venivano sottoposti a contraferma da parte di Shipman. Una procedura standard in Inghilterra che richiede una seconda valutazione medica indipendente. Anche un'impresa di pompe funebri della zona aveva notato qualcosa. Molti pazienti di Shipman venivano trovati morti in pose stranamente simili, completamente vestiti, seduti su una poltrona o sul divano, come se si fossero addormentati aspettando qualcuno. Un'indagine preliminare della polizia di Manchester nell'aprile del 1998 si chiuse senza esiti. Gli investigatori, privi di esperienza e casi medici, non riuscirono a identificare l'anomalia. Shipman continuò a esercitare. Harold Shipman è stato segnalato alla polizia nel 1998. La polizia ha aperto un'indagine e l'ha chiusa senza trovare niente. Perché? Perché nessun investigatore era attrezzato per riconoscere quello che stava guardando. Un medico che uccideva i propri pazienti durante le visite di routine. Il male che si nasconde nel ruolo più insospettabile possibile, è il male più difficile da vedere. L'errore arriva finalmente il 24 giugno 1998. Cathly Grandi ha 81 anni, è ex sindaco di Hyde e paziente di Shipman da anni ormai. Viene trovata morta a casa propria poche ore dopo una visita del medico. Shipman attribuisce il decesso a cause naturali e firma il certificato. Fin qui, identico a tutto il resto, ma questa volta c'è una figlia. Angela Woodruff è un'avvocatessa e quando scopre che la madre ha lasciato l'intero patrimonio, circa 386.000 sterline, a Harold Shipman tramite un testamento dattilo scritto male, con firme dubbie e depositato presso lo studio del medico stesso, sporge denuncia. Il corpo di Kathleen Grandy viene riesumato. Il 2 settembre 1998 la tossicologia conferma la presenza di diamorfina in dosi letali. Le perizie informatiche sul computer dello studio rivelano qualcosa di decisivo. Shipman aveva manipolato la cartella clinica del paziente, inserendo false annotazioni dopo la sua morte. Il programma usato dallo studio, chiamato Microdoc, registrava automaticamente la data e l'ora di ogni modifica ai file. Gli estratti conto della carta di credito di Shipman dimostravano che si trovava fisicamente altrove nei momenti in cui aveva aggiornato la cartella. La traccia digitale era quindi inequivocabile. Tra settembre e dicembre del 1998, i corpi di altre otto donne anziane vengono risumate, tutti positivi alla diamorfina. Shipman viene arrestato il 7 settembre del 1998. Il processo si apre il 5 ottobre 1999 alla Preston Crown Court. Shipman è accusato di 15 omicidi, tutti commessi tra il 1995 e il 1998 e di una falsificazione di testamento. Durante il dibattimento mantiene un atteggiamento freddo, arrogante e sprezzante verso l'accusa e i giudici. Non riconosce nessuna delle accuse che gli vengono mosse. Continua a dichiararsi ostinatamente innocente. Il 31 gennaio 2000, la giuria lo dichiara colpevole all'unanimità. Il giudice, Time Forbes, lo condanna a 15 ergastoli consecutivi con raccomandazione esplicita: nessuna libertà sulla parola. Shipman deve morire in carcere. La Shipman Inquiry, che lavora per oltre 8 anni esaminando ogni morte certificata da Shipman nella sua carriera, porta a una riforma profonda del sistema dei certificati di morte e della supervisione dei medici di famiglia in tutto il Regno Unito. Le raccomandazioni cambiano il modo in cui la Gran Bretagna controlla i propri medici. Il 13 gennaio 2004, alla vigilia del suo 58 ⁇ compleanno, Harold Shipman viene trovato impiccato nella sua cella del carcere di Wakefield. Non lascia alcuna confessione, non spiega nulla. Secondo le ricostruzioni, aveva detto al proprio agente di custodia di considerare il suicidio per garantire alla moglie la pensione del National Health Service che sarebbe stata revocata se fosse sopravvissuto oltre 60 anni. Muore senza che il vero movente dei suoi crimini venga mai conosciuto. Harold Shipman fu scoperto per caso grazie a un testamento scritto male, non per un'indagine, non per una segnalazione raccolta in modo corretto, ma per un documento così grossolano da risultare poco credibile. Se Kathleen Grandy non avesse avuto una figlia avvocatessa, Shipman probabilmente non sarebbe mai stato arrestato. Se dovessimo scegliere un solo tratto per definire Harold Shipman, lo chiameremmo controllo onnipotente travestito da cura. La pulsione fredda e riutilizzata a esercitare un potere assoluto sulla vita e sulla morte degli altri, mascherata però dietro il ruolo del medico compassionevole. Non si trattava di sadismo visibile, non di guadagno economico, con l'unica eccezione grottesca del testamento Grandi, che si rivelò il suo errore fatale, e neanche di pulsione sessuale. Era una forma di dominio puro, esercitato in solitudine, in silenzio, nelle case di donne anziane che si fidavano di lui. Il punto di partenza è quella stanza di Nottingham nel 1963, il 17enne Harold, che guarda il medico somministrare la morfina a sua madre. Gli psichiatri forensi, che si sono occupati del caso, parlano quasi all'unanimità di quella scena come matrice dell'intera carriera criminale. Lo psicanalista freudiano lo descriverebbe come coazione a ripetere. Schipman avrebbe rimesso in scena per tutta la vita, in chiave attiva, la morte materna, sostituendosi al medico e riscrivendo il finale. Non come figlio sopravvissuto impotente, ma come autore del gesto. Ogni paziente uccisa era, in qualche modo, una replica di quella stanza e una copia di sua madre. Quello che colpisce del profilo psicologico di Shipman è che il crimine non nasce dall'odio, non nasce dalla crudeltà e non nasce nemmeno dal guadagno. Nasce da una scena precisa. Un ragazzo di 17 anni che guarda un medico somministrare morfina a sua madre morente. E in quella scena vede non la compassione, ma il potere. Il potere di decidere quando qualcuno smette di soffrire, quando qualcuno smette di esistere. Shipman ha passato oltre 20 anni a ripetere quella scena, stavolta con lui dalla parte del medico. Beatrice Yorker, una delle massime esperte mondiali di omicidi in ambito sanitario, colloca Shipman nella categoria dei cosiddetti Power and Control Killers. I killer che uccidono per potere e controllo. Una categoria ben distinta dagli angeli della misericordia che uccidono spinti da una distorta compassione, e dagli Hero Syndrome Killers, che provano a uccidere per poi rianimare la vittima davanti ai colleghi e ricevere riconoscimento professionale. Shipman non aveva pubblico, agiva in case private, senza testimoni, senza tentativi di rianimazione, senza colleghi da impressionare. Il piacere non veniva dall'essere visto, veniva dal vedere, dall'assistere, da una posizione di assoluta padronanza all'estizione di un'altra vita umana. Gli psicologi forensi che hanno analizzato il suo profilo descrivono la cosiddetta triade oscura, psicopatia, narcisismo e machiavellismo. In Schipman, ciascuno di questi tratti era presente sotto traccia, mai eclatante. Una psicopatia che si manifestava dell'assenza totale di rimorso nel momento in cui firmava il certificato di morte. Un narcisismo silenzioso che lo portava a trattare i colleghi con disprezzo intellettuale e a credere di essere al di sopra di qualunque forma di controllo esterno. Un machiavellismo freddo nell'orchestrare la falsificazione sistematica delle cartelle cliniche e nello scoraggiare le autopsie con argomenti rassicuranti. Tutto nascosto dietro la facciata di un medico apparentemente paterno, disponibile per le visite a domicilio, ricordato dai pazienti come di vecchio stampo e affidabile. Harold Shipman uccise altre 200 persone. Nessuna di loro morì con i segni della violenza. Nessuna gridò, nessuna lascia tracce, perché il metodo era quello del medico di famiglia, la siringa, il farmaco, la mano che regge il braccio. Le famiglie ringraziavano, organizzavano il funerale e solo decenni dopo, in molti casi, hanno scoperto cosa era successo davvero. C'è un ultimo aspetto del profilo Schimman che merita attenzione: ed è la questione del testamento grandi. La falsificazione era così grossolana, un documento datilo scritto male, con firme dubbie, depositato presso lo studio del medico stesso, di aver convinto molti psichiatri che si trattasse, almeno in parte, di un atto autoponitivo. I giornalisti Brian Whittle e Gene Ritchie nel libro Prescription for Murder, ricetta per un omicidio, pubblicato nel 2000 avanzarono l'ipotesi che Shipman volesse essere fermato o che pianificasse di ritirarsi a 55 anni e fuggire all'estero. In entrambe le letture, quella falsificazione grottesca fa luce su un aspetto poco indagato del suo profilo: il momento in cui la grandiosità, la convinzione di non poter essere scoperto, aveva superato la disciplina che l'aveva protetto per oltre due decenni. Quello che non sapremo mai è il perché più profondo. Shipman non ha lasciato scritto nulla, non ha parlato con psichiatri, non ha rilasciato interviste, non ha confessato nemmeno davanti alla prospettiva dell'ergastolo senza condizionale. Si è impiccato in cella la notte prima del suo 58 ⁇ compleanno, portando con sé tutto quello che sapeva. Il criminologo Philip Schoen ha osservato che le sue vittime erano scelte per accessibilità, donne anziane sole, facili da raggiungere, poco inclini a fare domande, e che se Shipman avesse lavorato in un reparto diverso, il profilo delle vittime sarebbe probabilmente cambiato. Non era il chi ad animarlo, era l'atto stesso. 215 volte. Harold Shipman entrò in una casa, aprì la sua borsa, preparò la siringa e guardò a qualcuno smettere di esistere. 215 volte tornò allo studio, aprì il computer e scrisse Cause naturali. Harold Frederick Shipman nasce il 14 gennaio 1946 a Nottingham, medico di famiglia, studio indipendente ad Hyde, Greater Manchester, dal 1993. Il metodo che sceglie per uccidere è l'iniezione letale di diamorfina durante visite domiciliari di routine. Le vittime accertate dalla Shipman Inquiry sono ben 215. Le vittime sospettate 45. Stima complessiva fino a 250 morti. Arrestato il 7 settembre del 1988, viene condannato il 31 gennaio 2000 a 15 ergastoli consecutivi. Trovato impiccato nella sua cella il 13 gennaio 2004, alla vigilia del suo 58 ⁇ compleanno, non lasciò alcuna confessione. Il movente non è mai stato accertato. Io sono Davide Smaldone e questo era un dossier di fili rossi. Che vi ha portato alla scoperta della mente di uno dei criminali più perversi della storia mondiale.