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Centro Giovanni Santi - Colbordolo di Vallefoglia
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Guida al Centro Giovanni Santi di Colbordolo di Vallefoglia e introduzione al Parco delle Muse e delle Ninfe.
Guida al Centro Giovanni Santi a Colbordolo di Vallefoglia - Pesaro
Fuori dal centro
A Colbordolo è nato il padre del grande artista Raffaello. Giovanni Santi, che fu costretto a lasciare il suo “paternal nido” (come scrisse nelle Cronache rimate) dopo che il paese venne assediato dalle truppe dei Montefeltro nel 1492. Il trasferimento a Urbino fu una scelta necessaria ma anche strategica del nonno di Raffaello, Sante di Peruzzolo da Colbordolo, che segnò la fortuna della famiglia e soprattutto di Giovanni Santi e poi di suo figlio Raffaello, che vissero in una delle corti più importanti d’Italia, ricca di stimoli culturali e di rapporti con altri artisti ed altre corti.
Ma le radici di Giovanni Santi erano radicate nel paesino dove probabilmente il padre tornava, visto che aveva mantenuto dei possedimenti e dei commerci. Soprattutto era strettissimo il rapporto col paesaggio che da Colbordolo è facile percepire con grande intensità ancora oggi. Girando intorno alle mura è infatti possibile aprire lo sguardo verso paesaggi ampissimi. Colbordolo è un osservatorio d’eccellenza e il pannello ccon lo skyline collocato davanti al centro G. Santi ne testimonia la grande bellezza. Nei quadri di Giovanni Santi il paesaggio ha un valore molto forte: è il luogo delle muse, che si insinuano nelle forme mutevoli della natura rendendole eterne e di una bellezza senza tempo. Tutti i soggetti dipinti da Santi sono inseriti in paesaggi riconoscibili e contemporaneamente fuori del tempo e sono stati visti da pittori e cortigiani di tutta Italia.
Non può che derivare anche da questo l’armonia reale e classica allo stesso tempo della pittura di Raffaello.
Le muse sono il soggetto nascosto e impalpabile dei dipinti di Santi e ancora oggi siamo convinti che permanga una ancestralità nel paesaggio intorno Colbordolo che,se pure cambiato, a guardar bene ci fa ancora riconoscere la presenza delle Muse.
Per questo Roberto Vecchiarelli ha realizzato la mappa del PARCO DELLE MUSE E DELLE NINFE, legando luoghi piccoli e grandi, naturali e urbani, del territorio seguendo il filo delle Muse, dell’acqua e del paesaggio.
Nello stendardo fuori dal centro c’è una delle muse dipinte da Santi: è Clio, la dea della Storia, portatrice della memoria dei luoghi e dei valori, adornata da un nastro svolazzante (simile a quello di un angelo nel dipinto di Ridolfi dentro la vicina chiesa di San giovanni) che abbiamo ritoccato col colore verde azzurro, perché sembra il percorso di un fiume, il tracciato del Foglia che bagna queste terre.
Ingresso
La mappa del Parco delle Muse e delle Ninfe è all’ingresso del centro Giovanni Santi per rendere chiara la volontà di leggere in modo attuale la figura e l’arte di Giovanni Santi. I luoghi della valle del Foglia non sono pià tracciati come tappe intermedie nel passaggio veloce tra Pesaro e Urbino, ma sono al centro di un territorio che ha Pesaro e Urbino come i due estremi e Colbordolo come il punto da cui tutti i percorsi possono muoversi, alla ricerca della bellezza e dell’eco antica dei luoghi di Vallefoglia, quella delle muse..
Il centro Giovanni Santi non contiene opere o oggetti ma pannelli didascalici e riproduzioni fotografiche di dipinti e permette di conoscere l’arte di Giovanni Santi, l ‘ambiente della corte di Urbino
Tappa 1
Nella tappa 1 i pannelli raccontano come poteva probabilmente essere il castello di Colbordolo ai tempi di Giovanni Santi e cosa accadde quando venne saccheggiato e incendiato. La ricostruzione è una ipotesi fatta anche seguendo le immagini di artisti che l’hanno rappresentato.
Tappa2
I documenti notarili che attestano le proprietà della famiglia di Giovanni Santi. Non sitrattava solo di case ma anche di magazzini adibiti a deposito di prodotti agricoli, E’ per queste proprietà che il legame con Colbordolo non si spezza neppure dopo il trasferimento a Urbino.
Nella stesso spazio un computer consente l’accesso a www.almaloci.com per visionare il percorso nel paese Cronache rimate nel castello di Colbordolo e anche gli altri pubblicati sulla piattaforma.
Un video ripropone la visone reale della mappa collocata al pianterreno del Parco delle Muse e delle Ninfe, uno sguardo incantato sulla natura a tratti ancora integra e ancestrale della Valle del Foglia.
Tappa 3
Conoscere le principali tappe della vita di G Santi è importante non solo per seguire le sue vicende umane ma anche quelle artistiche. Sicuramente la data fondamentale è quella in cui avvenne il trasferimento a Urbino, ma anche quelle in cui l’artista si spostò verso altre corti italiane in relazione con Urbino, segnando una evoluzione importante nella sua ricerca artistica e per la sua fama.
Tappa4
Si accede alla stanza leggendo in alto la scritta:” Né sì el pennel dalla penna è difforme che in ciò bisogna variata cura”.
L’arte di G. Santi è attenta alla pittura come alla scrittura.
La pittura è stata a lungo considerata come un umile riflesso della grandezza del figlio Raffaello. Le riproduzioni dei suoi dipinti presenti non solo a Urbino dimostrano invece uno stile personale e una visione nuova del paesaggio che fa da scenario non astratto ma invece concreto e riconoscibile dei soggetti rappresentati.
Documenti critici, come quelli di Ranieri Varese, ne rivalutano completamente l’importanza.
Le riproduzioni mettono inoltre in evidenza i richiami stilistici con importanti artisti del momento: Francesco Laurana, Piero della Francesco, Francesco di Giorgio , Melozzo o il Botticelli, probabiilmente conosciuti a Urbino. Ma anche la sua originalità.
Ma la scrittura documenta anche la riflessione di Giovani Santi per esempio sulla pittura, tratti dalla Cronaca Rimata, e dimostrano il rigore concettuale
Interessante la documentazione di una scuola di pittura che ha formato artisti per lo più presenti in piccole pievi e a chiese di campagna, ma in cui il gusto nel trattare la natura è ben riconoscibile come derivato dal maestro.
Tappa 5
Si viene accolti nella tappa 5 dalla scritta sopra la soglia che dice: “Non c’è nulla qui dentro se non la bellezza”
Interessantissima questa sezione per capire lo spessore artistico di Giovanni Santi come artista del 1400, quindi a 360 gradi: non soltanto dunque solo pittore, ma anche letterato, musicista, scenografo di feste, come quella per il matrimonio di Costanzo Sforza e Camilla d’Aragona.
La sezione più importante è quella dedicata alle Muse. G. Santi dipinge le muse per il Tempietto delle Muse nel Palazzo Ducale di Urbino che fa da contraltare concettuale e simbolico alla Cappella del Perdono ed entrambe sottostanti allo Studiolo, un perfetto meccanismo di spiritualità e bellezza pura che alimentano la ricerca e lo studio.
Le Muse di g. Santi si confrontano con quelle trattate da artisti di altre corti italiane, per sottolineare l’importanza del tema all’epoca.
Bellissima la riproduzione in scala reale del Tempietto delle Muse con l’allestimento di quelle dipinte dal Santi e che a Urbino non è possibile vedere perché si trovano a Firenze.
All'uscita
Dopo la visita al centro Giovanni Santi possiamo provare a guardare il paesaggio di Vallefoglia con occhi diversi, alla ricerca delle muse.