Alla Seconda
Alla Seconda
felicemente single
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
In questa nuova puntata, Rosilde e Marinella parlano dell'essere felicemente single, non come una fase di passaggio o una condizione da giustificare, ma come uno spazio pieno, vivo, scelto. Perché stare da soli può essere a tutti gli effetti una scelta in cui si sta bene e non c'è nulla di provvisorio in questo. Attendiamo in maniera silenziosa quel "qualcuno" che dovrebbe completarci: un'idea quasi romantica, ma anche ingannevole, perché mentre aspettiamo, rischiamo di mettere in pausa noi stessi. E se invece stessimo già vivendo la parte più importante? E se la vera svolta fosse smettere di aspettare qualcuno che ci completi e iniziare finalmente a esserlo? Esploriamo allora cosa succede quando, dopo aver costruito un equilibrio personale, nasce il desiderio di aprirsi all'altro, non per colmare un vuoto, ma per condividere un pieno. E' un passaggio delicato che richiede coraggio: lasciare entrare qualcuno senza perdere la propria singolarità. Ci chiediamo infine cosa significhi convivere con il bisogno e trasformarlo da attesa a guida verso legami liberi.
Buon ascolto, Alla seconda!
instagram: @allasecondapod
Benvenuti e bentornati in una nuova puntata di Alla seconda. stiamo ancora registrando con il vecchio microfono perché, Perché siamo irresponsabili, E siamo inconcludenti, e va bene così. buon pomeriggio ma dipende da quando state ascoltando la Lucy ti sei truccata, cioè questi occhi neri sembri vabbè, soffuse fai paura, è vero, scherzando. um Io la uso anche come terapia, quando, ci sono quei momenti no in cui Tendo a diciamo pensare troppo, uso il makeup come terapia quindi mi tocco anche se non devo andare da nessuna parte. Anche io ieri ho usato la skincare therapy, um sono andata in piscina um sono stata forse mezz'ora, 25 minuti buoni. Secondo me chi stava con me avrà pensato questa è pazza, ho iniziato a uscire. La spazzola per fare tipo la spazzolatura alle gambe, al viso, poi ho ho messo tipo la maschera. Sì, ma infatti io non so se avrei il coraggio di, um farlo in pubblico, c'era una tipa che mi stava guardando malissimo, fotte se non me ne frega niente. stavo cercando um registrarci mentre, stiamo insomma registrando la puntata. Stavo cercando di fare un video perché era troppo dolce Olivia che si è poggiata sulla scrivania su cui abbiamo il microfono, um e stava dormendo, vabbè. Va bene, come ogni mamma l'altro tra qualche giorno fa dormi- due anni, due anni che è con noi, hai visto come il tempo vola? iniziamo con il tema di questa puntata. allora Oggi parliamo dell'essere single, cioè s- ci sono tante persone nella nostra vita in generale anche vedendo un po', quello che è l'andamento sui social, che si trovano in questa situazione, ovvero. l'essere single, non avere un partner. mi ci rivido perché sono anch'io in questa condizione tra virgolette, in questa situazione, nel senso che sono single. è un aspetto di cui mi è sempre piaciuto parlare, c'è tutto un immaginario che viene associato all'essere single. Un immaginario spesso connotato da emozioni negative, cioè viene visto l'essere single come una cosa negativa. C'è sempre questa costante ricerca del compagno della compagna come non si possa stare bene, Da soli, quindi mi è sempre piaciuto parlare di questo perché, ritrovandomi io in questa condizione, um non necessariamente la vedo come una cosa negativa, anzi, mi trovo bene, cioè sto bene, così come sono da sola senza qualcuno accanto. Quindi volevo un po' confrontarmi con te rispetto, a questo Cercare appunto di far vedere um Come non necessariamente è una cosa negativa l'essere single. Sì, allora quando Russi mi ha detto di che cosa parliamo oggi e io gli ho detto, perché non parliamo di quanto stia diventato sempre più comune, il fatto di um vedere persone comunque, Che scelgono di essere single e sto usando questa parola perché secondo me rispetto ad una epoca precedente, oggi si sceglie anche di voler essere single. non è più un passo necessario e doveroso, um che nel momento in cui magari Non è una persona, vieni un po' più condannato, cioè prima secondo me eri un po' più condannato tra virgolette, quindi ora la vedo anche come una scelta, maggiormente rispetto a prima. Alzasse la mano, anche effettivamente fisicamente ma fate un commento, chi non ha mai, nel momento in cui si è trovato single nella propria fase di vita, dovuto rispondere alle famigerate domande del, e tu ancora single? e non hai trovato proprio nessuno, come se non dobbiamo trovare una persona, Perché la scegliamo anche in questo caso, ma per un dover inserire qualcosa e qualcuno a prescindere nel nostro tempo. Quindi dopo che contiamo quante persone hanno ricevuto questa questa domanda, non sto scherzando, ho accolto positivamente questo tema perché, secondo me si può sviscerare e analizzare non come, un fallimento il fatto di essere single, ma di uno spazio, Che si abita e che si riempie di molto altro anche in maniera positiva um non voglio diciamo essere molto um classicista, comune con le frasi del tipo, devi stare bene prima con te stesso per poter stare bene con gli altri, oppure consolazioni che si raccontano affinché ti vada bene la situazione come single. secondo me ci sono dei ragionamenti un po' più profondi, che devono essere fatti. Il primo in assoluto che mi viene in mente è il fatto che, se vediamo et- etimologicamente la parola single significa singolo, unico. secondo me anche in una coppia tu devi essere single. bella questa prospettiva, mi fa pensare all'idea dell'altro come della tua metà. Che è un'immagine che non mi è mai mai piaciuta proprio perché in realtà non penso che bisogna cercare un'altra persona con l'idea di trovare la propria metà. credo che come hai detto anche tu, noi nasciamo, cresciamo come persone singole e, piene, E l'altro è semplicemente un'aggiunta, non la metà, che va a completare la nostra, perché se la vediamo in questo modo poi si crea tutta una serie di cioè diventi dipendente anche dall'altro perché s- sembra che l'altro serva per completarti, però insomma mi piace quest'idea, del single come singolo, cioè noi dobbiamo vederci come individui singoli e pieni già, Da noi, poi l'altra persona che potremmo incontrare nel nostro percorso di vita inevitabilmente andrà ad impattare il nostro percorso di crescita e la nostra i individualità, però non ci va a completare, sì. cioè io credo, almeno sono arrivata a questo pensiero, che attraversiamo fasi di vita differenti, Secondo me è un percorso, quello che si arriva a fare, per capire davvero la scelta di essere single, mi sto interfacciando con persone nella mia vita, che loro sono, cioè loro sono convinti della loro scelta di, Non voler avere accanto al momento nessuno e secondo me al giorno d'oggi è anche coraggioso, avere un certo tipo di decisione da questo punto di vista. Io, se parlate con qualsiasi persona che mi conosce, l'unica cosa che mi dicono è, tu da sola non sai stare. Perché ridi? Perché mi fa ridere questa cosa che ti auto Eh no vabbè, ma devo essere oggettiva nel senso che, anche se io sono molto indipendente, io nella coppia. Io nella coppia sono non single, di più e cioè che lotto tantissimo per ragionamenti sull'indipendenza, sull'autonomia, sul continuare in maniera, Singolare le proprie attività che poi in qualche modo arricchiscono la coppia in sé. Però se devo pensare diciamo a largo angolo, alla mia vita, io ho incontrato l'altro in una fase molto prematura della mia vita, e da quest'altro non mi sono mai distaccata, l'ho sempre poi compensato con qualcos'altro. Sì, la cosa strana è che, Vedendo ai Olivia non so che cosa, forse è meglio se la prendo in braccio. Dicevo, vedendo comunque al tuo percorso, alla tua vita non hai mai attivamente cercato un'altra persona, ma ti sei sempre ritrovata ad avere relazioni, consecutive, cioè a conoscere, sto sto mi sto innervosando perché Olivia sta iniziando a fare tutto l'amore di questo mondo per su questo essere, però c'è un limite e tutto, non l'hai mai cercato, però ti sei trovata sempre, ad essere in una relazione, ma io infatti rispetto a questo, lancerei un messaggio, e cioè, che nella vita bisogna avere culo. Bisogna essere fortunati perché è inutile che ci raccontiamo e romanticizziamo, Tanto, ma in realtà è oggettivo il fatto che non tutti hanno la fortuna di piacere tra virgolette o di essere socialmente ed esteticamente attraenti tra virgolette per tutti. C'è una fase di vita, quella secondo me successiva a quella in cui si fa esperienza del rapporto con l'altro, nella quale capisci che magari ci sono diverse sfere di attrazione. e quindi vai un po' più sul profondo. Capisci anche che magari devi uscire da te. Però bisogna avere fortuna, cioè secondo me questo è un presupposto, questo può essere il primo punto insomma, di questa puntata sull'essere single, cioè parliamo come dire di- demistif-. A parole tue, e ragazzi prima volta che Rosilde non azzecca una parla questo mito che è se sei single è perché non stai facendo qualcosa, perché devi, Uscire di più, perché devi essere più socievole, perché magari tu queste componenti ce le puoi avere tutte, però semplicemente non sei abbastanza attraente in quanto non rispecchi gli standard della società. a livello estetico, ad esempio, quindi per te può essere più difficile, attrarre persone, perché esteticamente non. Non rispetti gli standard della società, questo può essere una motivazione, oppure veramente magari sei molto introverso, sei molto timido e quindi non riesci a trovare persone s- che riescano a vedere oltre, o comunque non sei interessato. questa casistica comunque può esistere perché magari ci sono persone che vogliono, divertirsi, e non sono interessati a costruire magari una relazione più solida o altro, però, è vero che cioè, Voglio portarla anche a un livello molto più alto di fortuna, sei sfigato che nasci in paesino di 5.000 abitanti, le persone che conosci sono quelle, magari non c'è co- nessuno con cui scatta, eh, figlio mio non è colpa tua, oppure un altro livello ancora, questo molto ignorante, sei una persona che ha avuto la sfortuna o fortuna, dipende dai punti di vista di abitare in un contesto comunque Penso ai massari, non so se posso dirlo. elabora questa questo punto di vista molto alto, perché poi, sei partita dicendo alziamo eleviamo il discorso eleviamo il discorso giudicando una categoria di persone. parliamo dei massari dai. No, dico magari nasci in una famiglia comunque molto ristretta mentalmente, molto anche religiosa, rimettiamo in mezzo, la religione, quindi tu nasci già con delle barriere all'ingresso del tuo rapporto con l'altro. ad esempio, parlando del del contesto in cui nasci, quindi se nasci in un paesino piuttosto che in una città, ovviamente diminuisce lo spettro di persone che puoi insomma conoscere. Quindi io direi anche che comunque la fortuna a prescindere nella vita dell'uomo, um domina una grande fetta. cioè Anche se non lo vogliamo ammettere, però io non so se in virtù di questo credere ad un fato, ad un destino, non lo so. penso che nelle variabili aleatorie è da inserire, purtroppo molte cose che ci capitano nella vita non sono determinate da noi. quello delle relazioni è un ambito veramente difficile, perché ti scontri a 360 gradi Soprattutto nel paesino, per esempio, con tanti anche pregiudizi. una ragazza che magari non è interessata a volere una relazione oppure si sente una cesta e um è provocante con gli altri e quindi scopa a destra e manca. E quindi ha una reputazione da persona diciamo poco seria tra virgolette. Qual è un marchio che nel paesino ti rimane per sempre, purtroppo. crescere anche con tutta questa serie di preoccupazioni può essere deleterio nel come tu poi ti approcci all'altro nel come poi tu nel tuo percorso di vita diventi ti costruisci, ci sono veramente tanti livelli e tanti traumi che tu puoi accumulare. non lo nego, Ripeto, sono stata molto fortunata perché appunto non ho avuto difficoltà a relazionarmi anche, con la magari la sfortuna che ha avuto nelle relazioni amicali, cioè di avere a che fare con persone, ne abbiamo parlato anche nella puntata sull'amicizia, um quindi avere a che fare con persone che non sempre hanno, ti hanno apprezzata o ti hanno fatta sentire abbastanza a livello amicale, nell'ambito amoroso sei sempre cresciuta nella relazione, cioè sono stati meno duraturi i periodi in cui ti sei ritrovata a crescere, da sola tra virgolette. Però a me interessava appunto concentrarci di più sul discorso che non per forza, si deve essere single per sfortuna cioè a volte come dicevi tu, si è single per scelta, quindi, um ampliamo questo ti stavo raccontando nel corso della mia vita che io, quindi primo step um non ho avuto problemi mai nel non dover scegliere qualcuno, quindi questa prima fase, la successiva poi è stato il mio periodo di Trento. In questo periodo io ho scelto di stare da sola. um Andiamo per gradi, tu sei stata a Trento qualche anno, per l'università. Sì. quindi c'è stato questo periodo nel quale io veramente ho scelto di, volevo stare da sola, um ero molto fo- focalizzata su altro, però anche questo è un errore, sono fermamente convinta che i veri single sono quelle persone che abitano questo spazio di vita nel quale, scelgono di essere, però senza focus estremi su qualcos'altro. Io invece in quel periodo ero un ta ta ta ta ta ta carriera. um Non sono due cose che si devono eliminare, cioè o vita sentimentale o vita lavorativa. Devi um ed è una cosa che io ammiro tantissimo in chi è riuscito a fare questo processo da solo, io ci sono arrivata, In compagnia, cioè io ci sono arrivata stando nella relazione, al mio livello di si- di single tra virgolette ideale che io avrei voluto raggiungere stando sola, ci sono arrivata stando in una relazione, non so se è chiara, se è chiara questa differenziazione. Hai imparato a sentirti piena nella tua individualità, nella relazione, c'è chi lo fa per forza di cose, stando da solo ed essendo single. Esatto. proprio perché chi diceva tu non sai stare da sola, aveva ragione, ha ragione, ma perché secondo te tu non sai stare da sola? No, non è che non so stare da sola, cioè tu dici che ti senti piena, che hai imparato a, ritagliarti i tuoi spazi, la tua individualità nella relazione, però dici anche che non riesci a stare da sola. cosa c'è in te che attrae sempre qualcuno con cui instaurare una conoscenza, un rapporto più intimo io purtroppo ragiono, mi conosco e mi scopro nella relazione con gli altri, da sola con me stessa io sono molto annebbiata. Sia nel come mi parlo che nel come mi vedo, nel come poi mi muovo. effettivamente anche rispetto a tutti gli altri aspetti della tua vita c'è sempre questa cosa del, farlo con gli altri, Sono passato un attimo dal falegname, c' c'ha un golden un golden retriever. Lo spettacolo eh. Vabbè dicevo, um tu hai questa cosa che anche per arrivare a capire, quello che è il tuo pensiero su un un determinato tema, ci arrivi parlandone con- confrontandoti con un'altra persona. anche quando studiavi a scuola ti piaceva studiare con gli altri, quindi effettivamente può essere una chiave di lettura, un pattern che si ripete, tolto questo io c'è stato un periodo, Che avevo difficoltà a stare da sola con me stessa, secondo me io mi sento vuota, persa, quando non ho la certezza di avere qualcuno accanto. Però io poi di questa persona oggettivamente Non so come dire, Non hai veramente bisogno. Ma non forse il mio bisogno è dare supporto all'altro piuttosto che riceverlo. è più la sicurezza di avere qualcuno a cui dare sostegno. mi fa non vivere bene il fatto di stare di essere singola, è come se mi sentissi un po' spaesata, un po' persa, senza però capire che in realtà, io da sola da sola mi sì e lo capito troppo tardi, forse durante il cammino l'anno scorso. È vero, mi ricordo che tornasti con queste nuove consapevolezze, però poi, purtroppo sì perché, e ora devo partire, devo ritornare sul cammino per andarle a trovare. Io invece rispetto a te funziono diversamente, Se dovessi guardare al passato, io pensavo in forma mi- vittimistica che nessuno mi volesse, che non fosse abbastanza bella, per piacere a qualcuno, in realtà, penso anche che fossi io molto chiusa, cioè il mio modo di fare molto riservato, molto chiuso in me stessa, non permetteva neanche agli altri di conoscermi per quello che ero. soprattutto quando si è adolescenti è raro anche trovare persone che vadano più a fondo, che vogliano prendersi l'impegno di conoscerti di più. è è stato un insieme di cose. Negli anni, in realtà Non è che sono stata single per scelta, però ci sono stati dei periodi in cui non mi sentivo abbastanza stabile io, Che neanche pensavo, cioè ci sono stati dei periodi in cui soffrivo il fatto di essere single, perché avevo bisogno anche di conoscermi nella relazione, cioè secondo me, ci sono degli aspetti di noi che non conosciamo se non nel contatto con gli altri, perché, sono gli altri a farli uscire fuori. Quindi magari quando sei da solo ti puoi sentire forte nella tua personalità, e poi quando, Instauri un rapporto con gli altri, con l'altro ti rendi conto che hai delle vulnerabilità, che semplicemente da solo non es- non escono fuori. per anni ho anche sofferto questa cosa perché volevo conoscermi di più, volevo conoscermi di più nella relazione. Però ci sono stati anche altri momenti della mia vita in cui avevo altre cose a cui pensare, stavo comunque affrontando diversi problemi a livello mentale e quindi non mi sentivo neanche predisposta a conoscere qualcun altro. io questo ragionamento e qua vorrei essere un po' più chiara. Perché poi tendo a parlare, parlare, parlare, però non dico più quello che voglio realmente veicolare. credo che ci sono diversi Diversi livelli. Precedenti all'essere single. Nel senso, può essere una scelta di una persona che magari non è in un momento della propria vita predisposta ad accogliere l'altro. um Perché comunque c'è difficoltà nel farlo, c'è bisogno di tempo, c'è bisogno di um togliersi tempo da se stessi, dedicarlo all'altro, ap- approcciarsi ad un'altra persona che non sei tu, capire i suoi modi di fare, quindi è un processo complicato, quindi magari sei in una fase in cui non sei pronta. Ho pronto per questo la mia risposta è non si è mai pronti. come dicevi tu prima, in realtà tu ti scopri realmente ed è un discorso che ti ho fatto anche tante volte, nel senso che, tu puoi tanto lavorare su, quelli che sono magari i tuoi problemi. Io per esempio lo dico qui, perché dico le i cazzi miei perché secondo me è un po' più, Esemplificativo, però io nella mia relazione precedente, uno dei miei grandi problemi era, pensare quello che l'altro pensasse di una cosa, agire in virtù di quello facendo quello che io pensavo che l'altro, Pensasse quindi che ne so, dovevamo andare a cena, dovevamo andare al sushi o in pizzeria. Io pensavo che a lui piacesse il sushi, quindi anche se volevo andare in pizzeria andiamo al sushi perché lui, penso che. um Quindi io um diciamo che nel tempo, quando sono stata un per un, Pochi giorni single sto scherzando. um quando comunque sono stata da sola ho fatto molta consapevolezza, molto lavoro di ricerca di me stessa e quindi ho lavorato tantissimo sul perché uno avesse questo, ragionamento comunque di sempre voler fare quello che l'altro, voleva e poi prima di tutto perché sono convinta di riuscire a leggere le persone nelle loro intenzioni. Tolto questo però io ho fatto i miei ragionamenti con la mia cara psycho Nella mia seconda relazione si è ripresentato questo problema, nonostante io fossi convintissima che nel mio percorso da sola con me stessa, Avessi risolto, avessi capito. Semplicemente avevo um analizzato un mio problema, però era ovvio che dovessi testarlo, cioè in ambito, um informatico quando si rilascia qualcosa, non solo in ambito informatico, però quando si rilascia qualcosa, quando vai a creare una cosa tu prima la crei, la sviluppi, poi la devi testare. in molti anni della mia vita non sono stata single per scelta, ma per forza di cose. E l'essere da sola mi ha diciamo forzata, ad andare più a fondo, a conoscermi di più, quindi, io non sarei così consapevole di me stessa, Se non fosse stato per gli anni in cui sono stata forzatamente single. anche se pensavo di essere molto di aver raggiunto um una determinata autoconsapevolezza, stando da sola, nel momento in cui ho avuto delle frequentazioni mi sono resa conto che, È vero, avevo più consapevolezza di me stessa, però c'erano comunque delle tendenze che io avevo nel rapportarmi all'altro che uscivano fuori, solo nel- nella relazione e quindi poi comunque avevo bisogno di fare, di, Mettere, come hai detto tu in pratica. Quella consapevolezza che io avevo comunque acquisito grazie allo stare da sola. Esatto, quindi ritornando diciamo ai, diciamo fasi in cui un single si trova, cioè questa fase del, no, devo prima stare bene con me stesso e poi posso aprirmi all'altro. Un altro caso che mi piacerebbe trattare è quello in cui sei single, E stai bene con te stesso, ti senti pronto ad accogliere qualcun altro, ma questo qualcun altro non arriva. Quindi, come non farsi prendere un po' dallo sconforto e non buttarsi poi in altri meccanismi di compensazione. diciamo che non hai molta scelta se non, romanticizzare un po' la tua vita e le cose che fai durante la giornata, quindi, al di là del lavoro che comunque occupa una fetta abbastanza grande della tua giornata, um fare, Nel resto delle ore della tua giornata delle attività che ti possano portare ad apprezzare la tua vita, um senza necessariamente usarle però come evasione. quello che io facevo e che faccio spesso è magari non lo so, Portarmi a un appuntamento da sola, cioè con me stessa, quindi ritagliarmi un momento per me andando a prendere il caffè, oppure facendo la passeggiata con il cane, ascoltando un podcast, facendo journaling, cioè ritagliarmi questi momenti, che vanno un po' a rendere più romantico, più più bello il rapporto con te stesso. rispetto per forza però, Cercare di riempire quel vuoto, quello che bisogna fare è anche accettare che c'è questo vuoto senza per forza colmarlo, senza aspettare che venga colmato, ma riconoscendolo, riconoscendo che quello spazio non devi per forza riempirlo con altro che non sia, Un'altra persona, però c'è nella tua vita e a volte co- accettare le cose, e riconoscerle per quello che sono è meglio che, illudersi del contrario che spesso invece quello che facciamo. ci raccontiamo e ci narriamo tante cose, di conforto indiretto. Come per dire no ora devo focalizzarmi su questo, no ora devo focalizzarmi magari un po' di più da dal punto di vista personale, quindi ci imbattiamo non lo so, in diete drastiche, piuttosto che in tanta attività fisica non è la, la persona, cioè lavvcine di te, esterna, che raggiungi che determina. Il tuo stare in in coppia, cioè secondo me abbiamo idealizzato questa cosa della coppia e tendiamo, ad aspettare um diciamo sperare in quello come un in un obiettivo, ma la nostra vita non è una sala d'attesa, cioè noi non viviamo in attesa di, un qualcosa che dobbiamo raggiungere, perché sennò poi fai anche le cose in funzione, dell'altro, cioè dell'altro che stai aspettando. Esatto, cioè um ti obblighi ad uscire anche se non ti va perché così è l'unico modo che conosci qualcuno oppure io ho fatto l'errore, Mi hai ricordato il fatto che comunque quando ero più piccola pensavo che il motivo per cui fossi single era perché non ero bella abbastanza, e sono caduta nell'errore di farmi del male, di torturarmi fisicamente, perché pensavo che solo se fossi un po' più magra, avrei attratto qualcuno. l'anno scorso è stato il periodo in cui ho attratto, Più persone nel sesso maschile, se vogliamo metterla così, ma era il periodo in cui meno stavo pensando all'altro, cioè stavo vivendo la mia vita, ero spensierata, ero felice, era un periodo, in cui ero molto stabile anche da alcuni punti di vista, e forse l'essere spensierata, l'essere me stessa, um in quella forma, mi metteva nella condizione di conoscere altre persone senza che io lo premeditassi. Quindi per me quella è stata una conferma, Del fatto che tutti gli anni passati a a cercare di essere più magra, più bella, in realtà, erano stati un errore, cioè una falsa credenza che mi ero creata. E sì perché abbiamo un luo- luogo comune che se sei in un modo sei più attraente e attraibile, poi magari ci stupiamo del fatto che vediamo persone, non nei canoni che non rientrano nei canoni che magari hanno, sono fidanzati tranquillamente, ma per esempio io in prima persona ho una visione un po' distorta da questo punto di vista, cioè, per me l'estetica non rientra in una sfera dell'attrazione importante, cioè a me arrivi a piacermi, c'è una persona che mi dice questa frase, no devo arrivare a scoparmi il cervello. E ed è vera questa cosa perché cioè nel mio caso il punto di vista anche estetico si trasforma in base a come, Io ti vedo internamente ed è questa una cosa cioè è vera per il semplice fatto che se noi ci pensiamo, quello che vediamo non è molto spesso la realtà effettiva delle cose, secondo me nessuno vede la realtà come, È nella sua essenza, perché abbiamo tanti filtri, anche proprio i nostri mentali. Quindi molto spesso quando ci dicono no ma quello che tu vedi nello specchio non è quello che realmente sei, cioè anche la body dis- dismorfia esiste, è reale, in virtù di questo, È vero anche che quello che tu magari vedi in termini di attrazione può modificarsi, perché l'attrazione non è fatta solo per l'uomo due tette e un culo e per la donna un pene. se siete single, non per scelta, Prendete quel tempo che avete anche per arricchirvi come persone, cioè um perché poi nella relazione, io l'ho capito poi dopo anni, nelle mie frequentazioni, è vero che comunque prendono tempo, apprezzate quel tempo che avete a disposizione per leggere, per appassionarvi a qualcosa, per essere persone che hanno una mente pensante, che hanno delle opinioni, perché quello potrà essere anche del materiale di condivisione con l'altro. Anche perché questa frase mi ritorna. Quando uno dice sono felicemente single, non è un luogo che abiti, felicemente single, ma è un percorso che costruisci. cioè tu costruisci il tuo stare bene con te stesso, e anche il capire in che cosa stai bene, non è semplice. cioè A me dispiace per quelle persone che purtroppo da tanti anni stanno in una relazione, non sanno che cosa significa, um Scontrarsi magari con il chi sei tu senza questa persona, adesso mi stai facendo pensare a chi si ritrova ad essere single dopo essere stato ad esempio 10 anni in una relazione, può essere spaventoso. credo che sia molto spaventoso perché è un un decostrutturare, no si dice così, scusate, tanti ragionamenti che tu ti sei abituato a fare in coppia, anche banalmente il che cosa faccio stasera, il tuo era sempre un'ottica dualista. Il ritrovarsi a dire che faccio stasera da solo? è tosta, cioè secondo me in un primo momento è normale sentirsi spesati e devi vedere in questo tempo che ti ricostruisci, Un potenziale, cioè v- veramente un privilegio di poterlo fare. spesso anche l'errore che si fa, quando si sta in relazione, gli amici del del partner diventano i tuoi amici, quindi poi hai paura di, essere single perché hai paura di non avere più amici o di rimanere solo. per chi è single una cosa anche, efficace da fare è usare quel tempo che avresti dedicato a un partner, cioè dedicarlo agli amici. Quindi coltivare i tuoi rapporti di amicizia, per cui non avresti invece tanto tempo se fossi con qualcuno. Esatto. se penso ai benefici. Dell'essere single, prima fra tutti il fatto di poter avere veramente una crescita personale, che sia in termini di formazione, di hobby, cioè quando abbiamo parlato prima del tempo, è vero che, avendo qualcuno a cui dover dare conto tra virgolette sempre, ti toglie tempo a te stesso i messaggi che lancerei nel cume stare da singoli e come approfittare di questo tempo se si è in attesa di altro. E poi voglio dire una cosa rispetto a questo è prima di tutto quindi crearsi come tu prima tu dei rituali personali, degli appuntamenti con se stessi, una passeggiata, un viaggio anche da soli. Investire su se stessi, che siano hobby, formazione, benessere, costruire delle relazioni non romantiche e quindi amicizie che siano solide, e poi anche smettere di aspettare, cioè smettere anche di, idealizzare il momento in cui troverai qualcuno, perché questa cosa, nel 90% dei casi, quando lo idealizzi non risponde mai alle tue aspettative. E quindi rimani molto disappointed, c'è questa frase che ci ripetiamo, l'amore arriva quando meno te l'aspetti. Anche questa è una cazzata, è vero che un po' ti devi cercare, Quello che vivi, è come un cercare un lavoro più curriculum mandi, più possibilità hai di essere chiamato. più esci e più possibilità hai di essere visto in questo periodo non mi va tanto di uscire perché, sto attraversando dei mesi un po' particolari, e non mi sto però forzando di uscire, perché se non esco poi sicuramente non conosco nessuno, perché magari può capitare che l'unica volta in cui esci, vai a conoscere cioè non, um Ci sono tutta una serie di combinazioni nella vita che noi non possiamo controllare, quindi, fare le cose in funzione di un possibile incontro è estenuante, cioè è stancante. il mio consiglio che sento di darvi che do anche a me stessa, è quello di semplicemente vivere, rispetto a quelli che sono i propri bisogni del momento fidarsi del tempismo della vita è più difficile accettare la condizione, Dell'essere single quando si è più avanti con l'età e quindi c'è una sorta di orologio biologico, che porta le donne ad avere paura di non poter poi fare i figli se ci si fidanza tardi, come anche gli uomini eh. Esatto. Però io rispetto a questo faccio un ragionamento prima e cioè che, essere single è diverso rispetto all'età in cui ti ci ritrovi. Nel senso che sicuramente un single di 20'anni, non ha le stesse preoccupazioni e gli stessi pensieri di un single di, 35 anni piuttosto che di un single di qu'anni e 50'anni. C'è anche questa narrazione da dover trattare, cioè che quando veramente, s- rientri in quella in quello standard del, perfettamente e felicemente single, è difficile aprirsi a qualcun altro, quindi è difficile smussare i tuoi limiti di compromesso. E quindi stai così tanto bene da sola e dici ma se io sto così bene da sola che ho casa da sola, ho la mia realtà, le mie cose cioè, mi accontento dell'appagamento sessuale una volta ogni tanto con chi di- dico io o da sola, Eh ma aprirmi alla complessità di un'altra persona da avere accanto, e tutto là diventa molto ma molto più complicato. Capisco le preoccupazioni di una persona che magari si è immaginato in una famiglia, in un matrimonio e non ha um diciamo, Trovato una persona accanto, così come magari chi um ha vicine diverse di vita e di coppia e quindi si ritrova magari dopo tanti anni a doversi lasciare peraltro, io rispetto a questo dico solo una cosa. Dobbiamo smetterla di romanticizzare e di idealizzare il nostro futuro, e di pensare al nostro futuro, perché il pensarlo, condiziona il nostro presente. È ovvio che ci devi pensare, cioè nel momento in cui ti approcci a qualcuno secondo me gli devi chiedere bello, bella, ma tu vuoi dei figli, vuoi un matrimonio, in che cosa vuoi investire, cioè queste domande sono da farsele. Però immaginarsi in quella visione. E vivere nell'aspettativa di quello che ti immagini, ti limita il tuo presente. Sì, ti crea un livello di ansia che non è efficace e produttivo nella situazione in cui ti trovi, anche perché poi, Non bisogna neanche romanticizzare la vita di coppia. Ci sono tante persone con figli, famiglia che in realtà, Non che si sono si pentono di quello che hanno costruito. sognano il poter tornare al allo stare da soli quando non avevano responsabilità e preoccupazioni, è un po' come la puntata che abbiamo fatto dell'erba del vicino che è sempre più verde, cioè tendiamo sempre a idealizzare la vita degli altri e a non apprezzare la nostra. Quindi, um laddove non abbiamo tanto margine di controllo su alcune situazioni, sforziamoci di apprezzare il nostro presente per quello che è, senza per forza vivere, come dicevi tu, sempre nel futuro, in quello che si vorrebbe avere, nelle aspettative che magari sono poco realistiche. in un certo senso accettare quello che ti è capitato, penso sono singola e voglio avere per forza una relazione, okay. inizio a mettermi sulle app di incontri, inizio a uscire, vado a quei data organizzati, faccio più sport, magari entro in qualche associazione piuttosto che in qualche gruppo appunto di sport, perché così c'è più facilità nel conoscere. Ti esponi in un in un determinato modo, ma senza quella fame ossessiva e nervosa, di dover avere qualcuno, anche perché poi nella maggior parte dei casi ti accontenti, e finisci per star in realtà male. Però normalizziamo anche il stare lo stare bene da. Esatto, cioè è anche il fatto di dire io um per esempio, un conosco una una una persona che Sta bene, non pressioni, non sente le pressioni del dover necessariamente trovare qualcuno, non sente la pressione del ho una certa età il tempo scorre, e dice io come ora come ora sto bene, anche perché, e questo è un messaggio che io, Voglio mandare, abbiamo una luce diversa nel momento in cui, ci liberiamo di molte idee e di molti pregiudizi e ossessioni che ci determinano. io questa cosa l'ho vista in rusi proprio, quando lei non aveva concentrazioni, ma è quello che mi succede ogni volta che mi succede ogni volta in viaggio, io ho una luce diversa. secondo me si raggiunge quel felicemente single, quello spazio di felicemente single quando sei veramente tranquillo e sereno con te stesso, cioè hai fatto tanti ragionamenti di accettazione e consapevolezza, stai bene, Quindi io direi facciamo il book club, no, non il book club, il single club sarebbe bello. Hashtag non ci cagherà nessuno. Va bene detto ciò, io direi che possiamo, Chiudere la puntata, spero che vi sia piaciuta se siete single, O se avete paura di essere singoli, insomma se vi siete rivisti in tutte le cose che abbiamo detto è sempre feedback. Madonna l'ultima accusa non l'ho detta, cioè e lo lancio solo come messaggio a chi invece come me è quella persona che non sa stare da sola, non abbiate paura di stare soli. E niente, quindi chiudiamola così. vi è piaciuta questa puntata e volete ascoltarne altri, potete seguirci su Spotify o Apple Podcast, che sono le piattaforme, su cui pubblichiamo le nostre puntate, siamo anche su Instagram, il nostro profilo è alla seconda pod. Dalle gemelle e tutto, un arrivederci, aspettate, dalle gemelle e Olivia, io la aggiungerei, e tutto, un arrivederci. Alla seconda.