Perle di Benessere

Puntata 2 - Spegnere l'infiammazione

Silvia Soligon Season 1 Episode 2

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In questa puntata approfondiremo una proprietà degli omega-3 molto interessante: la capacità di contrastare l'infiammazione. Lo farò con l'aiuto della dottoressa Livia Galletti, che ti spiegherà per quale motivo l'infiammazione è tanto pericolosa per il tuo benessere. Scoprirai perché per combattere questo nemico della salute ti potrebbe essere utile agire sulla tua alimentazione preferendo gli omega-3 ad altri grassi, e per quale motivo potrebbe valere la pena di mettere in pratica il consiglio di chi ti dice: “Dovresti seguire un'alimentazione antinfiammatoria!”. Partiamo?

 

PUNTATA 2 – SPEGNERE L'INFIAMMAZIONE

 

---- STACCO MUSICALE + INTRO ---- (OmegaV2_65sec) UGUALE PER TUTTE LE PUNTATE

 

Spengono l'infiammazione, proteggono il cuore, fanno bene a vista e cervello... E non solo! Vuoi scoprire perché non farti mancare la giusta dose quotidiana di Omega 3? Questo è “Perle di Benessere”, il podcast dedicato al mondo dei grassi polinsaturi alleati della salute che ti aiuterà a fare chiarezza tra le tante informazioni disponibili sui loro benefici. Una produzione di Omegor, Omega 3 di qualità certificata coniugati a divulgazione scientifica per un'integrazione consapevole. Io sono Silvia Soligon, nutrizionista e comunicatrice medico-scientifica. Ho ideato per te questo podcast e ti condurrò alla scoperta dei benefici di questi tanto chiacchierati grassi “buoni”. 

 

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In questa puntata ti parlerò di una proprietà degli Omega 3 molto interessante: la capacità di contrastare l'infiammazione. Lo farò con l'aiuto della dottoressa Livia Galletti, che ti spiegherà per quale motivo l'infiammazione è tanto pericolosa per il tuo benessere. Scoprirai perché per combattere questo nemico della salute ti potrebbe essere utile agire sulla tua alimentazione preferendo gli Omega 3 ad altri grassi, e per quale motivo potrebbe valere la pena di mettere in pratica il consiglio di chi ti dice: “Dovresti seguire un'alimentazione antinfiammatoria!”. Partiamo?

 

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AUDIO PRIMO PAZIENTE: «Nelle mie ultime analisi il colesterolo totale è a 257, quello HDL a 87: quante capsule di Omega 3 devo assumere al giorno per diminuire questi valori?»

 

AUDIO SECONDO PAZIENTE: «Ho il colesterolo totale a 237, quello cattivo LDL a 167, i trigliceridi a 70. Quanti grammi di Omega 3 posso assumere al giorno?»

 

AUDIO TERZO PAZIENTE: «Ho 47 anni e tutti i sintomi della pre-menopausa: sudorazione intensa, aumento di peso, sonno interrotto ma soprattutto mi si è alzato il colesterolo cattivo. Ho 220 di colesterolo totale, con trigliceridi normali, colesterolo buono oltre i valori e colesterolo cattivo entro i limiti, ma nell'ultimo anno si è alzato di parecchio. Volevo prendere gli Omega 3 ma leggendo le varie domande mi chiedo se sia la scelta giusta.»

 

Quelli che hai appena ascoltato sono esempi delle domande che mi vengono rivolte dalle persone che sono alla ricerca di un aiuto per tenere sotto controllo il colesterolo. Come hai sentito, non sono in pochi a pensare che la soluzione possa essere assumere Omega 3. Ma ti ricordi quello che ti ho raccontato nella prima puntata sulle prime ricerche di Bang e Dyerberg? All'epoca, fra tutti i fattori che oggi sappiamo essere pericolosi per la salute cardiovascolare, si conosceva solo il colesterolo. Per questo i due ricercatori, pionieri delle ricerche sugli Omega 3, avevano concentrato la loro attenzione su questa molecola.

 

Ma sono stati i loro stessi risultati a spingere Bang, Dyeberg e gli altri scienziati che negli ultimi 50 anni si sono interessati ai benefici di questi grassi a testare altre ipotesi. Così, oggi sappiamo che, più che abbassando il colesterolo, gli Omega 3 proteggono il cuore tenendo sotto controllo altri fattori di rischio. Anzi, sappiamo che le proprietà degli Omega 3 sono utili per proteggere la salute anche in altri modi.

 

 

 

In questa puntata ti parlerò di uno di questi altri modi. Un “modo” che, vedrai, tirerò in ballo spessissimo anche nelle prossime puntate. Perché si tratta di un meccanismo alla base di tantissimi degli effetti benefici degli Omega 3: promuovere un'azione antinfiammatoria.

 

AUDIO 1. Cos'è l'infiammazione. INTERROMPERE AUDIO A 00:53, dopo «dinosauro»

 

La voce che hai sentito è di Livia Galletti, biologa nutrizionista, dottore di ricerca in Biologia dell'Uomo ed esperta in Nutrizione Funzionale e Nutraceutica. Livia fa parte del comitato scientifico della Scuola di Medicina e Nutrizione Funzionale e della Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere. È docente per la Scuola di Nutraceutica Applicata della Società Italiana di Nutraceutica, e docente a contratto per l'Università di Bologna, per La Sapienza e per diversi enti di formazione per i Biologi Nutrizionisti. Le ho chiesto di spiegarci per quale motivo dovremmo tutti preoccuparci dei livelli di infiammazione nel nostro organismo, anche quando ci sembra di essere perfettamente in salute. 

 

AUDIO 2. Salute. TOGLIERE “però” A 00:09

 

Insomma, anche l'infiammazione è un'arma a doppio taglio: da un lato è una reazione di difesa dell'organismo, dall'altro può fare più danni che difenderci. 

 

La scienza ha fatto enormi passi avanti nella comprensione delle sue cause e del suo significato. In questo caso, a volerti raccontare com'è andata, devo andare molto più indietro nel tempo di quanto ho fatto per raccontarti delle ricerche di Bang e Dyerberg. Perché a occuparsi ufficialmente per la prima volta di infiammazione è stato addirittura un esponente della civiltà Romana, Aulo Cornelio Celso, che è vissuto a cavallo tra la fine del primo secolo avanti Cristo e la prima metà del primo secolo dopo Cristo.

 

Mi permetto una piccola divagazione su questo personaggio. Hai presente il Giuramento di Ippocrate? Ancora oggi è il giuramento prestato da ogni medico prima di iniziare la sua professione. Ecco, il Giuramento di Ippocrate prende il nome dal medico più famoso all'epoca nientemeno che di Platone e Aristotele. Ippocrate è stato per secoli un modello di riferimento, non solo deontologico, ma anche metodologico per tutti i medici. E, tornando al protagonista del nostro racconto, Celso era considerato l'Ippocrate romano. 

 

Un personaggio di tutto livello, no? Eeee... eppure anche sulla fama di Celso aleggiano delle ombre. L'oratore romano Marco Fabio Quintiliano lo ha definito “uomo dal mediocre ingegno”, e secondo lo scrittore latino Plinio non sarebbe neppure stato medico di professione! Eppure, con le sue opere, Celso ha lasciato un segno indelebile nella storia della medicina.

 

Fra le conoscenze che ci ha lasciato e che utilizziamo, in un modo o nell'altro, ancora oggi c'è proprio la prima definizione ufficiale di infiammazione. Ma, grazie all'evoluzione delle conoscenze in campo medico, oggi sappiamo che dietro a questa parola si nasconde molto di più di quello che aveva visto Celso.

 

Infatti quella definita da Celso è solo l'infiammazione acuta. Quindi, per esempio, è quell'infiammazione che si può scatenare in presenza di un'infezione, magari associata a febbre. Oppure quell'infiammazione che ti ha fatto penare quella volta che ti si è slogata una caviglia.

Secondo Celso, l'infiammazione acuta è caratterizzata dalla presenza di 4 segni: gonfiore, dolore, rossore e calore. Da qui deriva il suo nome, in-fiamma-zione: dal rosso e dal caldo di una fiamma. Ma come ci ha detto Livia esiste anche un altro tipo di infiammazione, quella cronica, che non è associata a questi 4 segni. 

 

AUDIO 3. Cronica silente. FAR PARTIRE AUDIO DA 00:06 «L'infiammazione cronica di basso grado è questa infiammazione che non arriva mai ai picchi in cui può arrivare per esempio dopo una ferita ...» 

 

Insomma, l'infiammazione cronica finisce per fare l'opposto rispetto a quanto dovrebbe fare un fenomeno infiammatorio, il cui obiettivo dovrebbe essere: far rientrare l'emergenza e riportare la situazione nella norma. Però, nella pratica, agisce condividendo con l'infiammazione acuta le stesse armi, per esempio le citochine, piccoli messaggeri chimici prodotti dalle cellule del sistema immunitario che possono agire come le chiavi di interruttori che accendono e spengono l'infiammazione.  

 

L'attività di questi piccoli messaggeri è regolata anche dagli eicosanoidi, molecole che derivano dagli acidi grassi polinsaturi a catena lunga. Ed è qui che gli Omega 3 tornano a essere i protagonisti di questa puntata. Perché gli Omega 3 sono proprio acidi grassi polinsaturi a catena lunga. Quelli che assumi li utilizzi anche per produrre eicosanoidi. Be', pensaci: il nome per esteso dell'EPA – quindi acido eicosa-pentaenoico – richiama anche un po' il suono di “eicosa-noide”. 

Se tutti questi nomi ti sembrano quanto di più complicato potessero inventare per chiamare qualcosa, sappi che dietro la definizione di “eicosanoidi” si nascondono altre molecole dai nomi bizzarri: sono eicosanoidi, per esempio, le prostacicline, le prostaglandine, i trombossani, i leucotrieni. 

 

Oltre che dagli Omega 3, gli eicosanoidi vengono prodotti anche a partire dagli Omega 6. La differenza cruciale sta nel fatto che mentre dagli Omega 6 derivano, tendenzialmente, molecole dall'azione pro-infiammatoria, gli Omega 3 sono precursori di molecole dotate di un minor potenziale infiammatorio. E questo significa che avere a disposizione più Omega 3 che Omega 6 potrebbe aumentare la tua capacità di difenderti da un eccesso di infiammazione.

 

Nella scorsa puntata ti ho parlato di questa sorta di “competizione” che c'è fra Omega 3 e Omega 6. Se non l'hai ancora ascoltata, primo: sei ancora in tempo per farlo! E poi, in ogni caso, ti faccio un piccolo riassunto: le tue cellule utilizzano gli stessi strumenti per trasformare i precursori di Omega 3 e Omega 6 nei loro rispettivi derivati biologicamente attivi, per esempio gli omega 3 EPA e DHA. Se ci sono troppi precursori degli Omega 6, non avrai a disposizione abbastanza strumenti per sintetizzare EPA e DHA.

 

Questa competizione ha delle conseguenze pratiche non indifferenti. Infatti, avere più derivati degli Omega 6 significa avere un maggior potenziale pro-infiammatorio, mentre produrre più derivati degli Omega 3 significa avere un maggior pontenziale anti-infiammatorio. Possiamo dire che queste due classi di grassi polinsaturi sono le progenitrici di molecole dall'effetto tendenzialmente opposto e per questo promuovono effetti tendenzialmente opposti. Mentre gli Omega 3 sono considerati tendenzialmente anti-infiammatori, agli Omega 6 possono essere associati fenomeni tendenzialmente pro-infiammatori. E per questo ti è utile non trascurare il bilancio fra Omega 3 e Omega 6 nel tuo organismo: quando la bilancia pende troppo dal lato degli Omega 6 il rischio di fenomeni infiammatori che possono compromettere la tua salute è dietro l'angolo. 

 

Trombosi, asma, malattie infiammatorie intestinali sono solo alcuni esempi di ciò cui puoi andare incontro o con cui magari ti trovi già alle prese senza sospettare che dietro a tutto ci siano anche gli Omega 3. E, guarda caso, sono tutti problemi associati all'infiammazione!

 

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Quella degli eicosanoidi è solo una parte della storia in cui gli Omega 3 combattono l'infiammazione. Diciamo che è un po' come se gli Omega 3 assediassero l'infiammazione attaccandola su più fronti. Allora, riassumendo:

- sono i precursori di mediatori chimici dal minore potenziale infiammatorio – e questo lo abbiamo già chiarito.

- in più sono i precursori di molecole anti-infiammatorie

- e allo stesso tempo sono i precursori di molecole che servono per spegnere l'infiammazione, per farla finire. Rispetto a quelli che ti ho fatto finora, hanno anche dei nomi simpatici, queste molecole: maresine, resolvine, protectine... alcuni sembrano proprio dirci che sono lì per sbarazzarsi di eventuali problemi!

 

Poi, degli Omega 3 si sa anche che regolano l'attività delle cellule del sistema immunitario coinvolte nei processi infiammatori. Le cellule in questione sono i globuli bianchi, e quello che fanno gli Omega 3 quando agiscono come antinfiammatori è: inibire i loro movimenti; la loro capacità di adesione; e l'interazione con le cellule che rivestono i vasi sanguigni (che è un processo fondamentale in alcuni fenomeni infiammatori).

 

Se ci potessimo affacciare all'interno della cellula potremmo poi vedere l'EPA e il DHA che vanno a modificare la composizione e la struttura delle membrane cellulari e a influenzare l'accensione e lo spegnimento di geni nel nucleo. Il bello è che i geni che vengono spenti sono spesso geni pro-infiammatori, mentre quelli che vengono accesi attivano processi anti-infiammatori.

 

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Se la domanda che vorresti farmi in questo momento è: «Ok Silvia, ma in pratica quanti Omega 3 devo assumere ogni giorno per combattere l'infiammazione?», sappi che non c'è, al momento, una risposta specifica a questo tuo, lecito, dubbio. Ti spiego meglio: non ti lascerò qui senza darti una risposta, ma mentre in altri casi posso darti dei dosaggi precisi, in questo devo mantenermi più sul generale. 

 

A occuparsi di dare i dosaggi specifici per l'assunzione di Omega 3 è l'Efsa, che è l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. L'Efsa si occupa di approvare le dichiarazioni sugli effetti benefici dei nutrienti e delle altre sostanze che sono presenti nel cibo e negli integratori alimentari. Per alcuni nutrienti specifica anche il dosaggio al quale si può sperare di ottenere i benefici desiderati. Fra questi nutrienti sono inclusi anche gli Omega 3.

 

Questo ti dimostra a che punto sia arrivata la conoscenza circa gli effetti benefici di questi nutrienti. Gli Omega 3 sono stati studiati così approfonditamente che oggi sappiamo che dobbiamo assumerne quantità diverse a seconda che vogliamo per esempio tenere sotto controllo i trigliceridi nel nostro sangue o la nostra pressione sanguigna (e qui ti ho fatto qualche anticipazione sulla prossima puntata).

 

Nel caso dell'azione antinfiammatoria, però, non è stata ancora definita una dose di Omega 3 efficace. Per questo al momento la strategia migliore sembra essere rispettare le indicazioni sull'assunzione adeguata di Omega 3 fornite dai LARN, che sono i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana della Società Italiana di Nutrizione Umana: quindi, a qualsiasi età, garantirsi almeno 250 mg al giorno di EPA+DHA, più un altro po' di DHA in alcuni casi particolari. Poi ,di questi casi particolari ti parlerò in altre occasioni.

 

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Con questo siamo arrivati alla fine di questa seconda puntata di “Perle di benessere”. Abbiamo parlato di infiammazione, di perché è pericolosa per la tua salute e di come gli Omega 3 possono aiutarti a non alimentarla e a spegnerla. Ti anticipo che nella prossima puntata parleremo dei benefici degli Omega 3 per il tuo cuore e per i tuoi vasi sanguigni. Anche in quel caso c'entra l'infiammazione, ma non solo!

 

Per non perderti il prossimo appuntamento fai clic su “segui”. Ti aspetto qui per una nuova puntata!

 

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Hai ascoltato “Perle di Benessere”, un podcast di Silvia Soligon dedicato al mondo dei grassi polinsaturi Omega 3. Da un'idea di Silvia Soligon e Omegor. Testi di Silvia Soligon. Voci narranti di Carla Latorre, Domenico Cangialosi e Anna Castiglioni. Musiche di Carlo Bruno. Registrazioni e post-produzione: Claudio Spagnuoli. Si ringrazia la dottoressa Livia Galletti, biologa nutrizionista, per aver partecipato a questa puntata.

 

 

 

https://www.treccani.it/enciclopedia/scuola-dei-sestii_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://cne.unipv.eu/site/home/conoscere-la-neurochirurgia/articolo460001789.html

https://www.omceo.me.it/index.php?area=ordine&page=cod_deo-giuramento

https://www.treccani.it/enciclopedia/ippocrate/

https://www.frontiersin.org/research-topics/15811/eicosanoids-and-cytokines-resolution-of-inflammation#:~:text=Many%20eicosanoids%20and%20their%20associated,for%20many%20inflammation%2Dassociated%20diseases.

https://www.romanoimpero.com/2021/11/aulo-cornelio-celso-cornelius-celsus.html#:~:text=DE%20MEDICINA&text=La%20sua%20opera%20contiene%20descrizioni,rubor%20(rossore%20e%20iperemia).

https://giornaleitalianodinefrologia.it/2020/06/37-03-2020-5/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1749862/